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lunedì 28 luglio 2014


… non puoi mettere il braccio fuori dal finestrino. Questo vale sia per il conducente che per il passeggero. L’articolo 252 Comma I del Codice della Strada brasiliano dice che il conducente ha l’obbligo di tenere le due mani sul volante, a meno che non sia per cambiare le marce o segnalare una svolta a sinistra. Pena 4 punti sulla patente e R$ 85,31 di multa. Per il passeggero è sconsigliabile farlo, non perché la Legge non lo consenta, ma per il semplice fatto che le auto, ma soprattutto le moto, ti passano così vicino che rischi di trovarti un braccio fratturato. E anche per il punto che vedremo qui sotto.

… è sempre meglio viaggiare con i finestrini chiusi e le portiere bloccate. Questo per una sicurezza personale, dato che è molto facile venire assaltati.

… puoi guidare scalzo, ma non con le Havaianas! Sempre il Codice 252, ma questa volta al Comma IV, dice chiaramente che è proibito usare calzature che non sia saldamente ferme sui piedi. Anche qui la pena è di 4 punti sulla patente e R$ 85,31.

… non puoi parcheggiare dove vuoi. Se in Italia esiste il parcheggio libero (e selvaggio) e puoi lasciare la macchina senza problemi vicino al marciapiede (ammesso che non sia in divieto di sosta) qui in Brasile questa libertà non esiste. Primo perché c’è il rischio che quando torni la tua macchina non ci sia piú. Secondo perché, specialmente se parcheggi in una stradina laterale, puoi trovare qualche balordo che voglia rubarti il cellulare o altri oggetti personali. Terzo perché i parcheggi liberi, forse dovuti per il secondo motivo appena citato, esistono pochi. Quarto perché quei pochi che trovi sono sotto controllo di parcheggiatori abusivi, i cosiddetti “flanelinhas”, dove se parcheggi nei loro pressi sei obbligato a pagare una certa cifra che varia dai R$ 4 ai R$ 10. E ovviamente, se durante la tua assenza alla tua auto succede qualcosa, loro non ne rispondono.

… non puoi bere nemmeno una birra prima di guidare. La legge sugli alcoolici durante la guida qui è molto severa. Se ti trovano anche solo lo 0,05% di alcool con l’etilometro, rischi una multa di R$ 1914,40 e il ritiro della patente per un anno.

… non puoi insultare gli altri automobilisti o fare gesti per offendere, ferire e urtare la suscettibilità di qualcuno. E questo non per una ovvia questione di educazione, ma per il fatto che gli automobilisti brasiliani sono piuttosto cattivi e violenti. Quindi se in Italia fare le corna o urlare all'automobilista che ti ha appena tagliato la strada un “Ma va a morì ammazzato!” può sembrare innocuo o normale, qui in Brasile si rischia come minimo un pestaggio, quindi meglio evitare.

… le frecce di direzione le usano in pochi, quasi nessuno. Quindi è molto utile tenere sempre la distanza di sicurezza e ricordarsi il punto precedente.

… bisogna fare molta attenzione quando si è fermi a un incrocio. Ma non per un fatto di sicurezza stradale (anche se è facile trovare qualcuno che non rispetti la precedenza) ma sempre per una sicurezza personale. Essendo obbligati a fermarsi a un semaforo, molti delinquenti ne approfittano per assaltarti. Solo nella città di São Paulo se ne conoscono 156 di incroci pericolosi sotto questo punto di vista, e la maggior parte non si trovano in favelas come qualcuno potrebbe immaginare, ma in quartieri nobili come il Morumbí o comunque “tranquilli”.

… è meglio non andare di bicicletta. Può sembrare un’esagerazione ma non lo é. Il rispetto che ha l’automobilista medio brasiliano è quasi a zero, sia per gli altri automobilisti ma specialmente per i ciclisti e/o pedoni. È chiaro che troverete molte persone usando la bicicletta per la città, la maggior parte usata per andare al lavoro, ma la maggior parte utilizza, quando può, le ciclo-vie esistenti. Difficilmente useranno le strade cittadine. Lo stesso dicasi di quei numerosi ciclisti che, da soli o in gruppo, caratterizzano molte strade italiane e europee: qui non li vedrete praticamente mai, e ci sarà un motivo per questo!

… gli autovelox sono situati su dei pali colorati di giallo. In questo modo è facile vederli da lontano ed evitare così una multa salata. Ottima cosa per chi guida, ma anche in questo caso bisogna prestare molta attenzione, perché alcuni automobilisti hanno la caratteristica di inchiodare la macchina quasi di colpo prima dell’autovelox, per poi accelerare dopo un centinaio di metri.

… è difficile andare a una velocità costante. A parte il grande traffico nelle ore di punta, come in tutte le grandi città, è molto facile trovare dei dossi artificiali, anche qui previamente segnalati, dove l’automobilista di solito passa a passo d’uomo, o avvallamenti artificiali per far scorrere l’acqua quando piove, ma così profondi che anche in questo caso la velocità viene temporaneamente ridotta a zero. Per non parlare poi delle innumerevoli buche del manto stradale, che ti obbligano a zigzagare mettendo in pericolo la tua vita e quella degli altri.

… l’automobilista non può fumare. So che sembra assurdo, ma sempre per il fatto che chi guida deve sempre tenere le due mani sul volante (Codice 252, Comma V) è vietato godersi una sigaretta durante le ore stressanti passate in auto.

… non puoi rimanere senza benzina! L’articolo 180 del Codice Stradale dice chiaramente che lasciare ferma una macchina per mancanza di combustibile è vietato, e l’automobilista rischia 4 punti sulla patente e R$ 85,31 di multa. In questo caso non so cosa sia meglio, se pagare la multa o chiamare un auto-attrezzi.

… non puoi bagnare le persone. Alzi la mano chi, in gioventù, non sia passato per scherzo sopra una pozzanghera per bagnare stupidamente un povero pedone. Be’, secondo l’articolo 171 fare questo in Brasile è vietato, con la solita multa di R$ 85,31 e 4 punti sulla patente.


Interessante vero? Se avete qualcos'altro da aggiungere a questa lista non dovete fare altro che commentare.
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giovedì 24 luglio 2014


Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il HDI (Indice di Sviluppo Umano) del Brasile é salito di una posizione e ora si trova al 79° posto della classifica, insieme alla Georgia e all'Isola di Grenada. Ci sarebbe da fare una festa per questo gigantesco avanzo di posizione, non credete?

Come sempre, Norvegia, Australia e Svizzera occupano i primi posti, mentre paesi africani come Niger, Congo e Ciad gli ultimi.

Mi é piaciuta una dichiarazione di Andréa Bolzon, coordinatrice dell'Atlas do Desenvolvimento Humano no Brasil: "O Brasil avançou nas três áreas que compõe o IDH (saúde, educação e renda), mas isso não apareceu na educação porque as bases de dados ainda não captaram essas mudanças". Se c'é una cosa a dir poco allucinante del Brasile é proprio la salute pubblica, eppure sembra che per alcune persone siano migliorate. 

Da notare anche che il metodo di calcolo per tale indice é cambiato col tempo. Nel 2013 il Brasile era nella 85° posizione, ma qualcuno si é lamentato affermando che i dati usati dall'ONU erano del 2005. Allora facendo dei nuovi calcoli il Brasile passó, ma non in forma ufficiale, al 69° posto. Ora hanno cambiato ancora metodo, cosí risulta che l'anno scorso il Brasile era 80° e quest'anno, come abbiamo detto, é salito al 79°.

Sí, é vero, un piccolo miglioramento c'é stato. Il Brasile é salito di un piccolo gradino, e sappiamo che questi sviluppi sono molto lenti a salire. Ma rimane il fatto che c'é ancora molto, ma veramente molto da fare. Altri paesi dell'America Latina si trovano in posizioni molto piú elevate del Brasile, cosí come paesi europei come Cecoslovacchia e Romania. Ma forse sono io che vedo questo paese come un bicchiere sempre mezzo vuoto.

IDH do Brasil melhora e supera média da AL, mas é o 79º em ranking mundial

O IDH (Índice de Desenvolvimento Humano) do Brasil subiu uma posição e superou a média da América Latina e Caribe. Com isso, o país ocupa o 79º lugar no ranking mundial com 187 países. O índice brasileiro é 0,744 -- a média da região é de 0,74 e a média mundial ficou em 0,702.
Os dados foram divulgados em relatório do Pnud (Programa das Nações Unidas para o Desenvolvimento) nesta quinta-feira (24) com base em números referentes ao ano de 2013. A escala do IDH vai de 0 a 1 -- quanto mais próximo de 1, melhor o desempenho do país.
Neste ano, houve mudança de metodologia e o Pnud atualizou todos os dados da série histórica, desde 1980. Com base na nova forma de calcular o índice, o IDH do Brasil referente ao ano de 2012 ficou em 0,742, que o colocou em 80º no ranking mundial.
Com o índice divulgado hoje, o Brasil está no grupo de países com desenvolvimento humano alto -- existem ainda faixas para "muito alto", "médio" e "baixo" -- e ocupa a segunda posição na lista dos Brics (grupo formado por Brasil, Rússia, Índia, China e África do Sul). Com índice de 0,778, a Rússia ocupa a 54ª posição no ranking e, no grupo, a Índia tem o menor IDH, com 0,586, e está no 135º lugar.
Para se ter uma ideia, o IDH mais alto é o da Noruega (0,944) pelo quinto ano consecutivo, e o pior desempenho de desenvolvimento humano é do Níger (0,337). Dois países apresentam o mesmo IDH que o Brasil: Geórgia (país que fica entre a Europa e a Ásia) e por Granada (América Central).
Conforme o documento do Pnud, a expectativa de vida dos brasileiros é de 73,9 anos; a média de escolaridade entre os adultos é de 7,2 anos; a expectativa de tempo de estudo é 15,2 anos; e a renda nacional per capita anual é de US$ 14.275 (cerca de R$ 31.697 com o câmbio atual). 

Muito a ser feito

Para o representante do Pnud no Brasil Jorge Chediek, o Brasil tem apresentado uma melhora "consistente em relação a mudanças estruturais". Entre os itens que contribuíram para esse avanço, ele cita "a renda subindo, o resultado de ações políticas, a restauração da democracia, a estabilidade macroeconômica, a criação do SUS e a luta pela expansão da educação, com a universalização".
Ele observa, porém, que ainda há muito a ser feito no país. "O Brasil é muito desigual ainda, mesmo que a desigualdade tenha sido reduzida nos últimos anos, por causa da criação de empregos."
O relatório deste ano mostra que 38 países subiram no ranking, 35 caíram e 114 mantiveram suas posições. Na região que compreende América Latina e Caribe, houve cinco países que melhoraram seu desempenho; nove pioraram e 19 ficaram na mesma colocação. 

Elogios ao Bolsa Família

O relatório do Pnud de 2014 propõe a discussão sobre a evolução e a sustentabilidade do desenvolvimento humano alcançado pelos países até aqui e nos próximos anos, reduzindo as vulnerabilidades do indivíduo e construindo a resiliência, isto é, a capacidade da população de se adaptar às crises.
Ao defender medidas para conseguir evoluir e garantir o desenvolvimento humano, o relatório destaca o programa federal Bolsa Família como um bom exemplo de política pública de curto prazo.
Para o Pnud, o programa do governo federal, que completou dez anos no ano passado, consegue fazer distribuição de renda de forma rápida e eficaz em momentos de crise enquanto a infraestrutura social necessária ainda não estiver disponível. Segundo o relatório, o recebimento de recursos propicia a manutenção do desenvolvimento humano alcançado pela população mais vulnerável.

Isto porque, quando uma família é constantemente submetida a situações adversas, como uma crise econômica ou aumento de preços, pode surgir uma situação de vulnerabilidade, em que crianças podem ficar desnutridas ou serem retiradas da escola para trabalhar, por exemplo. Com a transferência de renda, fica mais possível garantir a nutrição e a escolaridade.

"Parte do sucesso desses programas ocorre porque eles são projetados para proteger capacidades do indivíduo. Além disso, eles podem ser rapidamente ampliados para mitigar as consequências ruins de uma nova crise de curto prazo, como aconteceu com o aumento súbito do preço dos alimentos, como ocorreu no Brasil após a crise de 2008", defende trecho do relatório.
"Esses programas são o piso [base mínima] de proteção social que a sociedade deve ter para promover a resiliência. E, para diminuir a desigualdade, a solução não é reduzir os programas sociais, mas melhorar a qualidade deles", explica Chediek, do Pnud.

Índices complementares

O Pnud também tem, desde 2010, indicadores complementares que explicam o desenvolvimento humano nos países. Mas não é possível fazer uma comparação histórica ainda, segundo o órgão.
De acordo com o relatório, o IDH ajustado à desigualdade brasileiro é 0,542. Isto significa que o Brasil cairia 16 posições no ranking – em um grupo de 145 países – porque este indicador considera em seu cálculo as disparidades na população. O Pnud ressalta que a desigualdade no país ainda é grande.
No indicador de desigualdade de gênero, o Brasil ocupa a 85ª posição de um total de 149 países. Seu índice é 0,441 e ficou acima da média da América Latina e Caribe, que é 0,416.
O Brasil apresentou ainda uma taxa de 0,012 no indicador de pobreza multidimensional. O relatório de 2014 possui estimativas para 91 países. 
Fonte: UOL


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martedì 22 luglio 2014


Un altro post da "EU ANDO PELO MUNDO", blog creato dalla bravissima e simpaticissima Juliana Guimarães, una brasiliana che vive a Zoagli, nella bellissima Liguria. Questa volta Juliana parla sulla pizza italiana, molto diversa da quella brasiliana. Non posso fare a meno di condividere in pieno quanto lei ha scritto.

P.S. siccome secondo il sondaggio la "comida"italiana é un argomento che sembra molto interessare, cosí come il turismo, penso di pubblicare prossimamente alcuni post su questo tema.

Pizza na Itália

Falar de Pizza na Itália é um desafio gigantesco. Isso porque o país é conhecido como o inventor desta delícia que alegra nossas noites preguiçosas de sexta, sábado ou  domingo. Ok, há quem viva de pizza todas as noites, mas sabemos que o costume do brasileiro deixa a pizza para o final de semana. E não precisa ser estatístico pra saber, basta uma voltinha pelas pizzarias da sua cidade para constatar isso.

Eu arriscaria a dizer que os brasileiros são tão fanáticos por pizza quanto os italianos, porém com uma diferença: brasileiro ama pizza brasileira. Põe um brasileiro pra falar de pizza na Itália pra você ver o que acontece: [aff, a pizza é murcha, é muito fina, tem muito tomate, não tem tomate, é sem gosto, é forte... ]
Já ouvi tantos [não gostei, prefiro a pizza no Brasil] que  resolvi fazer este post sobre a PIZZA na ITÁLIA!

Nunca comi pizza...
Para apreciar a pizza na Itália você deve esquecer que conhece pizza. Sabendo que esta é uma situação quase impossível,  finja que você nunca comeu pizza antes e que não tem idéia do que se trata uma pizza margherita.  Vai, entra no clima. Esqueceu o que é pizza? Ótimo, vou te explicar!

Números da Pizza
A pizza veio da China. Mas eu ouvi uma frase que resume tudo: "Pode até ter nascido na China. Mas foram os Italianos que a deixaram gostosa". Fato. A pizza ficou famosa na Itália e girou o mundo desde então. Há controvérsias sobre a origem da pizza como conhecemos hoje.  Há quem diga que a pizza só virou pizza ao redor de 1600, outros dizem que foi nos anos 1800. Como este não é um post histórico, digo só uma coisa: há tempos os italianos sabem como preparar sua pizza. A profissão pizzaiolo é mega disputada na Itália, há pizzarias em cada esquina do país e cada italiano come em média 7,6 kg de pizza por ano, ou seja, 38 pizzas inteiras! Eles devem saber como fazer uma pizza, né...

Como é a pizza na Itália?
Quase todas as pizzas são preparadas com uma mistura de farinha de trigo, água, sal e fermento biológico natural. E a farinha pode ser a do tipo 0 ou do tipo 00. [Eu nem sabia que isso existia, mas descobri que a farinha 00 é mais refinada, mais leve, enquanto a 0 é uma farinha um pouco mais densa.]

Ok, qual a diferença?
O tipo de farinha influencia na leveza e no sabor da massa.
Eu, depois de um ano de "pesquisa de mercado" (aham), posso dizer que prefiro a farinha 00! Ela deixa a massa mais adocicada e cheirosa na minha opinião. Mas cada pizzaiolo tem a sua técnica para fazer a melhor pizza e isso divide as opiniões em toda a Itália. Afinal, esta não é bem uma ciência exata, né?

Bom, quando pronta, eles abrem e deixam a massa super fininha, para que ela seja assada em forno à lenha. A pizza ficará com uma borda um pouco mais crocante, enquanto o centro vai misturar com o recheio e ficar mais molinho. NHAM!

Para montar o recheio, o tomate é a base de tudo.
Gente, eles amam tomate, sem exageros. O "pomodoro" é talvez o item mais importante da pizza, e existe um monte de técnica e critério para escolher o tomate certo. O molho de tomate é caseiro também, condimentado com alho e orégano, tudo natural. Eles dizem que quanto mais fresco, melhor o sabor da pizza. De acordo! E claro, depois vem o queijo!!! Hmmmmm!

Agora começa a parte mais interessante, olha isso!

No Brasil estamos acostumados a comer pizza com queijo mussarela, certo? Na Itália também, só que a mussarela deles é outro queijo! Mussarela é o que a gente chama de "mussarela de búfala". E eles fazem essa mussarela com leite de búfala, vaca, cabra...  E ela vai na pizza, assim como outros queijos tipo "fondente".

Já a nossa mussarela não existe na Itália...  Aquele queijo amarelado é uma produção brasileira, o que na minha opinião deveria ter outro nome, pra não causar confusão e valorizar o produto nacional, mas quem sou eu pra mudar o nome do queijo...

Bom em qualquer caso, a mussarela italiana é uma delícia! [Sério! Experimente também pedir uma Salada Caprese na Itália, é esse queijo mussarela (que parece búfala mas é de vaca), tomate cru, azeite de oliva, sal e orégano. É DI-VI-NO]

Dicas de pizza na Itália
Depois vem os demais condimentos que eu adoro experimentar. A minha dica é a pizza 4 stagioni: alcachofra, funghi, azeitona e presunto. Cada um dos recheios vai em um quadrante diferente da pizza, eu adoro, é a minha preferida.

Ah, você é do time que só serve pizza calabresa? Não, ela não existe na Itália. Se quiser algo parecido, peça a pizza de "salami", que será aquela pizza conhecida no Brasil como "peperoni". E saiba que se você pedir uma pizza peperoni na Itália, receberá uma pizza de pimentão.

Pizzarias italianas
Bom, outra coisa que você precisa saber na hora de entrar numa pizzaria italiana: cara não é igual a sabor. Os italianos preferem pequenos lugares, que preservam a tradição. Desconfie de pizzarias gigantes, elas provavelmente são adaptadas ao "turista" e possivelmente serão mais caras. Uma pizza básica italiana custa entre 7 e 10 euros em média. Desconfie se o preço estiver muito mais alto que isso. 

Mais uma coisa: na Itália se pede uma pizza por pessoa. É isso aí, cada um pede a sua pizza. Por ser fininha e leve é possível [acredite, é muito possível] uma pessoa comer uma pizza inteira e sair pronta pro gelato. [Vou falar do gelato em um outro post! Uhuu]

Portanto, vá por mim, entre numa pizzaria pequena, onde ninguém fale inglês  ou outro idioma que não seja italiano ao seu redor, peça a sua pizza preferida e tome um vinho da casa pra acompanhar. Pronto, pode voltar pra casa falando que você amou a pizza italiana. :) 

Mas prometa que você não vai comparar a pizza da Itália com a pizza brasileira, porque é uma injustiça! Prometo que um dia os italianos vão conhecer o catupiry e tudo será diferente!

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domenica 20 luglio 2014


Carlos Montadori, piú conosciuto come "Carlinhos Troll", é un punto di riferimento a tutti i blogger che in qualche modo parlano del Brasile (o perlomeno quasi a tutti, dato che conosco alcuni blogger che lo riterrebbero un cretino). Ha un Canale su Youtube molto seguito, Realidade Americana, dove parla e mostra quello che succede negli Stati Uniti, facendo molti paragoni con il Brasile. Questo é un suo video, a mio avviso tra i migliori, che riassuma tutto quello che molti di noi giá sappiamo, ma che molti si rifiutano di riconoscere.

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lunedì 14 luglio 2014


C'è una nazione che non si sa mai dove mettere: 

è la più a sud tra le nazioni del nord 


o la più a nord tra quelle del sud. 


E' la più povera tra le ricche 


o la più ricca tra le povere. 


E' moderna e arretrata... 



a volte molto arretrata. 


Ha mare e montagna, 



sole e nebbia. 



Forse non esiste o forse devono ancora finire di inventarla... ma in ogni caso é la mia Italia!

(Testo tratto dal film "Benvenuto Presidente!"
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domenica 13 luglio 2014


Prometto che é l'ultimo post sulla Coppa del Mondo, ma se c'é una cosa che ha fatto molto discutere sono i pianti dei giocatori brasiliani. È impressionante come i calciatori della Seleção siano cosí emotivi e sensibili. Lothar Matthaus, ex-giocatore della Germania, ha criticato aspramente, ma a mio parere con giusta ragione, il comportamento dei vari giocatori del Brasile.

"Non capisco perché un giocatore di calcio pianga. I brasiliani piangono sempre. Se suona l'inno nazionale, loro piangono. Eliminano il Cile e piangono. Perdono con la Germania e piangono> Devono mostrare che sono uomini, che sono forti. Non ho mai visto niente di cosí terribile come il linguaggio corporale di questa squadra", ha commentato. Ha anche trovato sbagliata la maniera di come il Brasile abbia reagito per la perdita di Neymar: "Le varie commemorazioni fatte dalla squadra, ma anche dai tifosi e media televisivi, furono cosí eccessive che sembrava che Neymar fosse morto. Altre squadre persero alcuni giocatori importanti [per esempio la Francia ha perso Ribery, la Colombia Falcao Garcia, la Germania Marco Reus O Di Maria dell'Argentina] ma nessuno si é lamentato. Invece di rimpiangere il proprio attaccante, i brasiliani avrebbero dovuto dimostrare di essere capaci anche senza di lui".

Secondo Thiago Silva, capitano del Brasile, il pianto non rappresenta instabilitá, ma un normale comportamento di un essere umano con sentimenti. Secondo Júlio César invece hanno pianto molto per la pressione di giocare una Coppa del Mondo in casa.

Ma non solo i giocatori hanno pianto. Dopo l'eliminazione per la Germania la giornalista Fernanda Gentil piange in diretta durante una trasmissione televisiva. Assurdo il suo commento: "Vocês estavam falando sobre as crianças e isso que pesa mais. Se a gente não consegue explicar o que aconteceu com a Seleção, como vamos falar isso com eles? Não que a gente não queira, mas a gente não sabe o que explicar. Eles acreditavam tanto, viram isso tão de perto… Crianças que também sofrem, também choram. Tantos jogadores aí, ídolos como o David Luiz, que eles se apegaram tanto. É tão bom ver os rostinhos deles felizes. E agora a gente não consegue explicar'", come se la perdita di una partita fosse la cosa piú importante del mondo per l'educazione di un bambino. Ma d'altronde non possiamo dimenticare che siamo nel "pais de futebol".

Ma tutte queste lacrime non sono una caratteristica solo dei giocatori. Chiunque viva in Brasile sa perfettamente che i brasiliani piangono sempre e molto, per qualunque motivo. Guardate un qualunque programma televisivo brasiliano e troverete sempre qualcuno che piange, sia che sia una persona comune o un personaggio famoso.

Piangere é normale e non é una forma di debolezza. Io mi commuovo facilmente, io piango, ma quello che succede qui in Brasile, come sempre, é una esagerazione.
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venerdì 11 luglio 2014


Secondo il New York Post la Coppa del Mondo é stata una manna dal cielo per le donne brasiliane. Con l'arrivo di migliaia di turisti stranieri sono sbocciati amori passionali e avventure sentimentali in quasi ogni angolo del paese. Peró non sono sicuro che questo sia un vero presente per le donne brasiliane o per i "gringos" stranieri. A mio avviso assomigliano di piú alle classiche avventure estive che avvengono ogni anno in ogni parte del pianeta. Poi ognuno torna a casa sua e chi si é visto si é visto! È vero che puó nascere un grande amore da una situazione come questa, peró dobbiamo ammettere che é un po' difficile che ció avvenga. Inoltre, e nessuno me ne voglia ma é la veritá, qui in Brasile é molto facile trovare donne esperte che non vedono l'ora di agguantare l'ignaro e ingenuo turista per, diciamo cosí, iniziare una nuova vita (giá nel testo si legge "fazer um torneio de pegação aos gringos", e non c'é bisogno di tradurre per capire di cosa si tratta). In ogni caso é sempre uno scambio culturale, per di piú piacevole, quindi con un po' di attenzione ci si puó divertire entrambi.
A Copa do Mundo trouxe muita felicidade às brasileiras solteiras, segundo artido do New York PostRenata de Mouro Moitinho samba tão rápido que mal dá para ver seus pés no chão, mas seu parceiro se move com a hesitação de uma criança dando seus primeiros passos. E, de certa forma, o homem robusto com a camisa de futebol apertada realmente está dando seus primeiros passos de samba. Ele é um italiano que está visitando o país para o Mundial. Os dois se conheceram na Fan Fest, no Rio de Janeiro, onde Moitinho e um grupo de amigas foram para fazer um torneio de 'pegação aos gringos'.
O Rio ficou lotado de estrangeiros nas últimas três semanas, a maioria homens, e para a a mulherada solteira têm sido uma benção, segundo o jornal, num país em que o número de mulheres supera os quatro milhões nacionalmente, em relação aos homens. No Rio de Janeiro, por exemplo, há pouco mais de nove homens para cada 10 mulheres, de acordo com o censo de 2010. É mais ou menos o mesmo que em Nova York, outra metrópole conhecida por sua falta de homens solteiros elegíveis. "Há muitos homens em toda parte deste país nesses dias, é incrível. A Copa do Mundo é um presente de Deus para as mulheres", disse Moitinho.
A bonança durante o Mundial não veio sem uma desvantagem, com relatos de mulheres  sendo assediadas sexualmente por fãs fora de controle. Mas, na maioria dos casos, as mulheres brasileiras dizem que os estrangeiros têm se comportado bem, numa atitude menos machista do que os homens brasileiros.
Moitinho, que saiu do subúrbio e enfrentou o ônibus por mais de duas horas para chegar à Fan Fest, disse que os estrangeiros só têm um 'quê especial' que falta a seus colegas brasileiros. "Eles são bonitos, doces, humildes e generosos", disse Moitinho agarrando os quadris do italiano o puxando para o samba. "Eles respeitam as mulheres e não chegam forte como os brasileiros, que apenas querem te agarrar e tentar beijar imediatamente. Eles são muito mais cavalheiros".
Catia Santiago, de 35 anos, mãe solteira, compartilhou o pensamento da colega. "Nunca tive dinheiro para viajar, então pensei que os gringos fossem como os brasileiros - muito rápidos e agressivos. Agora vejo que oes estrangeiros de todas as nacionalidades não são nada disso", disse ela, acrescentando que a barreira da língua não atrapalhou em nada.
No entanto, segundo a reportagem, jornais brasileiros têm contado histórias com mulheres  reclamando das mãos bobas dos gringos. "O Brasil é o berço de supermodelos como Gisele Bündchen e também um país com mais católicos do que em qualquer outro lugar e tem lutado muito para conciliar a sua reputação como uma nação de mulheres bonitas, sexualmente liberadas em trajes minúsculos com os costumes conservadores que ainda dominam em grande parte do país".
Matthew Coelho, 33 anos, de São Francisco, que está há várias semanas no Brasil, disse que ficou perplexo com as relações de gênero no Brasil. "Por um lado, é muito fácil conhecer pessoas e todos são muito simpáticos. As meninas são animadas em conhecer americanos, mas às vezes você tem que pensar sobre as motivações das pessoas. Eu saí com uma garota em Brasília e percebi que ela só queria que eu pagasse as contas dos lugares em que íamos. Em São Francisco estou acostumado a dividir a conta, por isso foi um pouco estranho", disse ele. "Depende do tipo de pessoa, mas você tem a impressão de que algumas mulheres daqui acham que estrangeiro tem dinheiro, o que não é o meu caso. Sou apenas um mochileiro ", disse Coelho, apontando para seu shorts e sandália de dedo.
Fonte: Epoca
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giovedì 10 luglio 2014


Da "EU ANDO PELO MUNDO", alcuni simpatici consigli per chi decidesse di sposare una donna brasiliana. 

P.S. Io l'ho fatto, ed é stata la miglior cosa, e forse la piú intelligente, della mia vita.

1. TUO NOME SARÀ ABBREVIATO
Sì, a loro piacciono i soprannomi!



Il tuo nome sarà ridotto nel importa come (Di, Jo, Lipe, Leo, Ti). Solo se si dispone di un nome molto breve o complicato rimarrà originale.

2. ABITUATEVI A UN VOCABOLARIO RIDOTTO
Ma va?


Oltre i nomi brevi, brevi parole e frasi brevi saranno parte del vostro dizionario. Esempi: "Amor, ó aqui" che significa: "Tesoro, dai un'occhiata qui, è qualcosa che penso sarà interessante" oppure con "Sinto Saudades", lei descrive un profondo stato emotivo di nostalgia o profonda malinconica per la mancanza di qualcosa o di qualcuno che ama. "

3. TOLLERANZA ZERO SUGLI SBALZI CLIMATICI
Sì, loro odiano il freddo o caldo estremo!

 

Se non si vive in un paese tropicale, la percezione termica di tua moglie oscillerà tra "Calor do Caralho" e "Frio da Porra".

4. POTRAI SENTIRE ALTE VOCI ...
Amooooor, quer que esquente o macarrãaao?!


A volte si sente il tuo nome ad alta voce proveniente da qualsiasi punto della casa. Ma lei non vuole che tu vada lì, sta solo cominciando una conversazione lunga distanza.

5. SEMPRE ESAGERATE
I brasiliani esagerano? Nessuno se n’è accorto!


Le donne brasiliani sono esagerate! Se sei alla guida e chiedi informazioni ti diranno "segue reto toda a vida" (vai dritto per il resto della tua vita!), per indicare che è necessario guidare fino alla fine della strada. Oppure: "Te chamei quinze mil vezes" (ti ho chiamato 15.000 volte).

6. PASSIONE PER I DOLCI
Brigadeiroooooooo!


La loro dieta comprende un'enorme quantità di calorie drasticamente incapsulate in piccoli volumi di dolci (ad esempio, Brigadeiros e Paçoquinhas). Sposerai una ragazzina ossuta e ti ritroverai con una morbida signora. Non ci sarà niente del cibo italiano che non le piacerà, mangerà almeno quanto te a tavola, ma la sua fame non sarà sopita! La dispensa sarà attaccata a tutte le ore, soprattutto quella dei dolci.

7. HAVAIANAS
Ahhh ... Havaianas


La donna brasiliana ha la capacità di camminare (o addirittura correre!) in qualsiasi terreno indossando le famose infradito (Havaianas). Non cercare di imitarla, ci vorranno anni prima che tu possa dominare l'arte di indossarle.

8. PERCHE' IL NUMERO 6 VIENE CHIAMATO "MEIA"??


Da dove hanno preso che il 6 è la metà! E' chi lo sa? Non sarebbe più logico chiamare "meia", ossia "mezza", il numero 5 per esempio? Perchè il 6? Lei userà la parola 'Meia' per riferirsi al numero 6! Questa strana connessione matematica (mezza = 6) è ancora un mistero per la comunità scientifica.

9. AVRAI UNA VITA COLORATA


Indipendentemente dai problemi (si fa per dire!) che dovrai affrontare per cercare di capire tutte le usanze e le espressioni di tua moglie, quando sposi una ragazza brasiliana vostra vita sarà piena di colori, sorrisi e passione. 

Allora, cosa stai aspettando? Vai sposare una ragazza brasiliana!

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mercoledì 9 luglio 2014


Se Dio vuole é finita! Con la incredibile disfatta del Brasile contro la Germania, questa pagliacciata di Coppa del Mondo é terminata. Quindi basta di "Brasil... sil...sil", basta di Neymar, delle cazzate di Galvão, di quegli idioti di tifosi vestiti come pagliacci e di tutto ció che, a mio parere, ha reso ridicolo e insopportabile quest'evento. E non sto nemmeno a parlare dello spreco di denaro per costruire gli stadi, nemmeno delle morti degli operai durante la costruzione, della mancanza di organizzazione o dei ritardi subiti. Queste cose ormai sono passate e le conosciamo tutti. Ancora un paio di giorni e poi tutto tornerá alla normalitá, ammesso che questa sia una cosa positiva.

La buona notizia é che la voce, secondo cui il Brasile aveva comprato la Coppa, si é dimostrata campata in aria (anche se alcuni maligni affermano che, in questo caso, sia stata venduta). Rimane il fatto che ora i brasiliani sono delusi e arrabbiati, e la Dilma forse un po' preoccupata per le prossime elezioni, anche se probabilmente troverá un sistema per abbindolare ancora una volta gli stupidi elettori.

Come cambiano peró le cose! Fino all'altro ieri migliaia di tifosi aspettavano per ore lungo le strade solo per vedere il pullman della Seleção passare, altri passavano il tempo nel ritiro a Granja Comary. Ieri invece il bus con i giocatori brasiliani é stato preso di mira da tifosi arrabbiati, lanciando arance, fischiando e offendo la Nazionale verdeoro. All'arrivo nel ritiro solo 6 persone erano presenti, per di piú non molto contenti. Finita la partita in molte cittá brasiliane vi furono violenze e atti di vandalismo: a São Paulo 15 bus dati alle fiamme; a Curitiba altri 15 bus presi a pietrate; a Belo Horizonte 12 feriti e 8 arresti; a Salvador, Rio de Janeiro e Recife ci furono violente confusioni tra i tifosi. Ora manca solo che il Brasile perda anche per il terzo posto contro l'Olanda che qui scoppierá un vera rivoluzione.

Io lo ammetto, sono contento che il Brasile abbia perso. E non lo dico come tifoso (anche perché non sono un appassionato di calcio), ma per il semplice motivo che i brasiliani, o meglio, i tifosi brasiliani, devono apprendere una cosa importante: l'umiltá. È dall'inizio della Coppa che sanno solo dire "A Copa é nossa", "Brasil hexa campeão" e amenitá come queste. È chiaro, sotto questo aspetto tutti i tifosi sono uguali. Rimanendo in campo italiano per esempio, un tifoso del Milan pensa che la sua squadra sia migliore della Juve o dell'Inter. Ma questi brasiliani mi sembrano un "tantino" presuntuosi. Capisco la voglia di vincere, ma il giorno che i brasiliani impareranno a essere piú modesti (e non solo nel calcio) e di rispettare di piú le altre persone (che siano giocatori o persone comuni) allora inizieró ad amare un po' di piú questa nazione.


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venerdì 4 luglio 2014


Secondo una recente ricerca di Datafolha, il famoso "orgulho de ser brasileiro" nell'ultimo mese é aumentato da 109 (in aprile e maggio) a 116. Questo "significativo" aumento probabilmente é da attribuire alla Coppa del Mondo e la vittoria (finora) della Seleção. Questo dimostra che in questo periodo é d'obbligo dimenticare i problemi, le proteste e tutte le difficoltà e preoccupazioni di questo paese. D'altronde si poteva immaginare una situazione come questa nel "Pais do futebol", perché se i brasiliani giá durante il normale periodo dell'anno non si preoccupano troppo di quanto succede, figuriamoci durante la Coppa. Ma come ho giá detto altre volte... contenti loro...


Índice Datafolha de Confiança sobe com expectativa melhor na economia

O aumento do orgulho de ser brasileiro, a melhor expectativa em relação ao poder de compra dos salários e, ainda, a melhoria da avaliação do Brasil como lugar para se viver foram os principais componentes que ajudaram a elevar o IDC (Índice Datafolha de Confiança) neste mês. 

O IDC é um índice desenvolvido pelo instituto para aferir o humor geral do eleitorado. Ele varia de 0 a 200 e é calculado a partir de uma cesta de taxas apuradas periodicamente pelo Datafolha. Acima de 100 é positivo. Abaixo disso, negativo. Em abril e maio, estava em 109. Agora subiu para 116. 

Provavelmente embalado pela atmosfera positiva da Copa do Mundo, o orgulho de ser brasileiro foi o componente que mais cresceu desde a última pesquisa. Foi de 157, um patamar já alto, para 173. 

Respondendo diretamente aos entrevistadores do Datafolha, 85% dos eleitores disseram que têm mais orgulho do que vergonha de ser brasileiro. Em maio, esse grupo representava 75% do eleitorado. 

Os sete indicadores que compõem o IDC cresceram neste mês. A expectativa em relação à inflação continua sendo o subindicador mais fraco da cesta, agora com 27 pontos. 

A pesquisa Datafolha foi realizada nesta terça (1º) e quarta (2) com 2.857 entrevistas. 

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giovedì 3 luglio 2014


Mondiale 2014 Brasile, la nazionale cancella le proteste

Poche manifestazioni. E solo fino all'inizio delle gare. Merito di Neymar e co. Che hanno fatto dimenticare tutti i problemi.

di Andrea Torrente

Le prestazioni in campo della Seleção non saranno state finora esaltanti, ma tanto è bastato ai brasiliani per ritrovare l’orgoglio nazionale e far scattare l’euforia per il Mondiale 2014 che la presidente Dilma Rousseff ha definito solo pochi giorni fa la «Coppa di tutte le coppe».

NIENTE PROTESTE. Per come stanno andando le cose, l’ardore e la gioia del capo dello Stato, d’altronde, appaiono comprensibili. I timori della vigilia di tumulti e caos che promettevano di scuotere il Brasile, con il rischio di fare una figuraccia in diretta planetaria, sembrano d’incanto essere svaniti. La festa del Mondiale ha di fatto dato un calcio alle proteste.

POCHE MANIFESTAZIONI. A onor di cronaca, manifestazioni di piazza si svolgono quotidianamente nelle principali città del Paese, ma il rumore dei caroselli, dentro e fuori gli stadi, ha ormai sovrastato il coro di chi si lamenta. Il malcontento del resto non raduna più le folle oceaniche che solo nel 2013, in occasione della Confederations Cup, avevano invaso le strade di San Paolo, Rio de Janeiro, Brasilia ed altre decine di grandi centri.

PIAZZE SEMIVUOTE. Da quando è iniziata la competizione, le manifestazioni richiamano poche centinaia di persone e i contestatori sono spesso mal visti dal resto della popolazione. Che in alcuni casi si è apertamente schierata contro i manifestanti con fischi, insulti e lanci di oggetti.

UOVA SU CHI VA IN STRADA. Durante la partita inaugurale tra Brasile e Croazia, per esempio, le circa 600 persone che hanno bloccato una strada di Copacabana, a Rio de Janeiro, sono state prese di mira con uova, gavettoni e parolacce dagli abitanti del quartiere, più interessati alle giocate di Neymar e compagni che alle spese folli dell’organizzazione del Mondiale. E non è stato un caso sporadico: episodi simili si sono ripetuti anche a San Paolo, Brasilia e Porto Alegre. 
Le reazioni della 'maggioranza silenziosa' sono del resto comprensibili. Da un lato ci sono gli occhi di tutto il mondo puntati addosso e nessuno in Brasile vuole accollarsi la responsabilità di far passare all’esterno un’immagine negativa del Paese. Dall’altro, l’euforia per la Seleção sembra assorbire tutte le energie.

FLOP DEGLI ANTI-MONDIALE.Un’indagine del quotidiano Folha de S. Paulo ha calcolato che nei primi 12 giorni del Mondiale, il numero delle manifestazioni nelle 10 principali città del Brasile è precipitato del 39% rispetto ai 12 giorni precedenti la competizione: 43 dimostrazioni contro 71.

CROLLO DELL'INTERESSE. Anche le motivazioni sono cambiate: le proteste per migliori condizioni salariali e di lavoro hanno lasciato spazio solo a piccole contestazioni contro il torneo, la Fifa, i costi gonfiati delle opere e la richiesta di maggiori investimenti in Educazione e Sanità. Rivendicazioni tanto legittime quanto generiche che oltre a ripetersi immutate da un anno sembrano al momento aver esaurito la loro spinta propulsiva.

IN SILENZIO PER IL CALCIO. Se poi ci mettiamo che il calcio a queste latitudini è una cosa terribilmente seria, il quadro è completo. Talmente seria che perfino le dimostrazioni contro il torneo vengono portate a termine prima del fischio d’inizio delle partite del Brasile per permettere anche ai manifestanti di fare il tifo.

SOLO BIANCHI ALLO STADIO. D’altronde, la cosiddetta 'élite bianca', la fetta più ricca e istruita della popolazione brasiliana, ha preferito andare allo stadio piuttosto che scendere in piazza.
Il sospetto lo si aveva avuto fin dalle prime partite quando già in televisione era possibile osservare tribune gremite da bianchi.

I RICCHI SULLE TRIBUNE. Poi da un sondaggio dell’istituto Datafolha è arrivata la conferma. Nella partita degli ottavi di finale tra Brasile e Cile disputata a Belo Horizonte, il 90% degli spettatori ha dichiarato di appartenere alle classe economiche più abbienti del Paese. Il 67% di loro si dichiarava bianco, il 24% mulatto e il 6% nero. Percentuali che stridono con il reale profilo della popolazione verdeoro che in maggioranza è mulatta (42%) e nera (15%). 
Alla luce dei dati, non sorprendono più di tanto dunque gli insulti e i fischi raccolti da Rousseff durante la partita inaugurale. La presidente, infatti, non gode di particolare favore tra le fasce più ricche della popolazione, ma è molto più popolare tra la cosiddetta classe media che oggi rappresenta il 49% dei brasiliani e che invece era poco presente allo stadio (in media il 9% degli spettatori).

BIGLIETTI TROPPO CARI. A incidere molto probabilmente sono stati i prezzi dei biglietti in molti casi proibitivi. È vero che i più economici partivano da 60 reais (circa 20 euro), ma erano difficili da accaparrare.
In media, assistere ad una partita costa 530 reais (circa 175 euro), una cifra sicuramente non alla portata di tutti (secondo i dati del The world fact book della Cia, il reddito annuo pro capite nel 2013 è stato di circa 12 mila dollari). Senza contare che, date le dimensioni del Paese, in molti casi è necessario fare lunghi e costosi spostamenti per recarsi allo stadio.

SITUAZIONE TRANQUILLA. Proprio sul fronte dei trasporti è arrivata un’inaspettata sorpresa.
Nonostante le molte criticità che alla vigilia della competizione minacciavano di mettere in ginocchio il Paese, il sistema nel suo complesso ha retto. L’arrivo di circa 600 mila turisti spalmati su un mese e su un numero elevato di città - le sedi delle partite sono 12 - ha inoltre permesso di gestire meglio la situazione. L’assenza di manifestazioni oceaniche o violente come quelle del 2013 ha poi lasciato spazio esclusivamente alla festa.

OPERE NON CONCLUSE. Dopo il Mondiale bisognerà tornare alla realtà e fare i conti con le molte infrastrutture tuttora incompiute o rimaste sulla carta. Mentre gli stadi, inaugurati in fretta e furia, avranno bisogno di ulteriori ritocchi. Tuttavia, nonostante i ritardi e i problemi irrisolti, l’aver trasformato l’incubo della vigilia in una festa, per il Brasile è già una mezza vittoria.

FESTA DOPO LA FINALE. Tanto che Rousseff starebbe pure pensando di rispettare il protocollo e di partecipare, accanto al presidente della Fifa Joseph Blatter, alla cerimonia di premiazione dopo la finale, il 13 luglio allo stadio Maracanã. Sfidando nuovamente il rischio di fischi e insulti. 

Fonte: Lettera 43
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mercoledì 2 luglio 2014


Nel programma della SBT “Conexão Repórter” dello scorso 25 giugno, Roberto Cabrini investiga su il "lato oscuro" della Coppa del Mondo. Un mercato clandestino, oscuro, lucrativo, dove bambine di 12, 14, 15 sono in vendita, Molte volte con il consentimento dei genitori.




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martedì 1 luglio 2014


Se c'é una cosa che i brasiliani fanno con facilitá, oltre a ballare il samba, é quella di piangere. Ogni occasione é buona per versare qualche lacrima, sia in casa,tra amici o allo stadio. Se non mi credete provate a vedere qualche programma TV brasiliano e vedrete che prima poi qualcuno verserá alcune o molte lacrime. Qualcuno potrebbe pensare che ció sia dovuto a una sensibilitá maggiore, a un cuore piú grande o a una sponteneitá emozionale. Io la vedo come una fragilitá emozionale e niente altro. I giocatori della Seleção non scappano da questo atto, e sembra che si stiano "allenando" anche contro questo ostacolo.

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