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Come votare all'estero



Come si vota all'estero? Chi puó votare? I partiti sono gli stessi che in Italia? A tutto questo rispondo con un video.
Moltii mi hanno chiesto se io voteró per le elezioni politiche italiane e come funziona. Proprio ieri ho ricevuto la busta del Consolato italiano con le schede elettorali, proprio per poter votare alle prossime elezioni. Mi é sembrato giusto mostrare a tutti voi cosa contiene quella busta e come un italiano possa fare il suo dovere pur vivendo migliaia di chilomentri lontano dal proprio paese.



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Vamos trazer políticos da Suécia!


"Se vamos importar médicos cubanos, vamos trazer políticos da Suécia".

Questa è una frase che si sente spesso qui in Brasile. Ma io mi sono sempre chiesto: perché proprio dalla Svezia? Cos'hanno di speciale i politici svedesi che gli altri non hanno? Sono proprio così efficienti e onesti come dicono?

Allora ho cercato in rete qualche informazione e ho trovato questi video, dove si vedono  deputati svedesi fare una vita normale, senza lussi e privilegi che di solito questa classe  di "lavoratori" hanno (e non solo in Brasile).



Non contento, ho chiesto informazioni a chi vive in Svezia, così ho scritto ad alcuni blogger italiani che vivono in quel lontano paese. La maggior parte, da buoni italiani, non mi hanno cagat... scusate, risposto, ma altri invece si sono mostrati gentili e cortesi. Uno di questi è Daniele, del blog "Un italiano in Svezia", che scrive:

Alle prossime elezioni europee potrò decidere se votare come cittadino italiano o come svedese (votare in entrambi i modi è, giustamente, illegale). Ho deciso di votare da svedese, visto che non ho alcuna intenzione, al momento, di mandare un politico italiano a Strasburgo. Se poi i politici svedesi siano i migliori al mondo, questo non lo so e sarebbe un po’ superficiale dirlo dopo aver vissuto solo in due paesi. Un analisi recente ha riportato alcuni paesi del Nord Europa (la Svezia non era stata inclusa nell'analisi) come fra i meno corrotti al mondo. Mona Salin ha danneggiato gravemente la propria carriera politica per un fatto che, in Italia, sarebbe stato considerato una quisquilia. L’unica occasione in cui ho avuto direttamente a che fare un politico svedese è stata quando un parlamentare mi ha bussato alla porta di casa per lasciarmi il suo indirizzo email e numero di telefono… :-)

L'altra é Lil Evelin, del blog "Se solo fosse la Svezia":

Ciao Franco. 
Ti rispondo qui, in modo che anche gli altri possano leggere e magari partecipare alla discussione. Se vuoi, comunque, puoi contattarmi all'indirizzo email lil_eveline@yahoo.it.
Ora sono di nuovo in Italia e ho passato poco tempo in Svezia, ma se anche fossi rimasta lì, non credo che si possa capire molto della politica di un paese in pochi mesi. Mi servirebbero anni di esperienza, che non ho. Sulla destra c'è un elenco di blog di italiani in Svezia che spiegano la cultura e la situazione politica svedesi molto meglio di quanto io non possa fare.
Il mio punto di vista, molto limitato, è questo:
gli svedesi hanno una mentalità diversa dalla nostra. Molto diversa. Per qualcuno, me compresa, è un bene, per altri è una forzatura della natura umana. Chi è vissuto in paesi come l'Italia o il Brasile forse fatica a credere che possa davvero esistere un paese popolato solo da gente brava, buona e bella ed è portato a credere che gli svedesi siano uguali agli italiani, ma più repressi. In soldoni, ciò che mi sento sempre dire è "secondo te non esistono "berlusconi" in Svezia? Non ci sono persone corrotte, non ci sono delinquenti, non ci sono politici che pensano solo ai loro interessi? Siamo tutti uguali, tutti abbiamo un prezzo, evidentemente gli svedesi sono solo più bravi di noi a nasconderlo". Non so in Brasile, ma in Italia si fa molto spesso leva su discorsi del genere: fanno tutti schifo, sono tutti uguali, non c'è speranza di cambiamento e chi crede che la situazione possa migliorare è un illuso. Credo che sia un modo come un altro di tenere buona la popolazione e di bloccare sul nascere ogni tentativo di cambiamento, perché, se anche ci fosse una rivoluzione, cadremmo nelle mani di gente con nomi diversi, ma ugualmente disonesta.
Io ti posso assicurare che la differenza, invece, c'è. Non voglio, né posso dire che i politici svedesi sono tutti onesti, ma posso garantirti che c'è una enorme differenza nel modo di gestire la cosa pubblica. Che ci sia gente disonesta anche in Svezia e che i "cattivi" governino anche lì è chiaramente dimostrato dall'omicidio di Olof Palme. Però, nonostante tutto, la popolazione svedese vive bene e ha servizi che in Italia non possiamo nemmeno immaginare, le città sono pulite e curate, l'economia è gestita bene e la Svezia è uno dei paesi europei che ha risentito di meno della crisi. Questo dipende senza dubbio dal buon operato dei politici. Che ci siano persone corrotte è quasi naturale, ma non sono la maggioranza e non governano il paese facendo solo i loro interessi. Magari fanno *anche* i loro interessi, ma di sicuro fanno prima di tutto il loro lavoro e mandano avanti il paese in maniera decente. Cosa che, purtroppo, non si può dire dei deputati italiani.
Per quanto riguarda la vita che conducono i politici svedesi, è assolutamente vero che fanno una vita "normale". I loro stipendi sono alti, ma non hanno niente a che vedere con le cifre astronomiche che i nostri politici ci rubano ogni giorno. Qui http://en.wikipedia.org/wiki/Prime_Minister_of_Sweden puoi trovare informazioni sul salario del primo ministro svedese: 17.759 euro al mese, centesimo più, centesimo meno. 
Qui (http://uk.reuters.com/article/2009/05/17/uk-britain-politics-expenses-factbox-sb-idUKTRE54G0RQ20090517) puoi trovare un paragone tra gli stipendi dei parlamentari europei, ma non so a quando risalgono questi dati, né se sono davvero attendibili.
Non conosco tutti i paesi del mondo, non posso dirti se gli svedesi sono in assoluto i migliori, ma tutto sommato non sono niente male.
Ti lascio con un video divertente che può farti capire più o meno come ragionano in Svezia.
Buona serata
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=v8_7yPocGPg

Cosa dire? Immaginate vivere in un paese con il sistema politico svedese ma con le bellezze naturali, artistiche e tanto altro dell'Italia o del Brasile, insieme, perché no, alle qualitá e caraterristiche di questi due popoli. sarebbe quasi un Paradiso, vero?
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Vergogna VIII


A me non piace parlare di politica, forse perché non la capisco. Ma essendoci state di recente le elezioni in Italia, qualcosa penso che bisogna dire.

Premetto subito che non sono anti-berlusconi, come non sono dalla parte di Bersani o di altri movimenti politici. Nemmeno Grillo mi interessa. Mi faceva ridere quando in televisione faceva il comico, ma vederlo a fare dibattiti nelle piazze d’Italia mi sembra una cosa fuori luogo, al pari della Cicciolina parlamentare o di Tiririca.

Quindi perché vergogna? Perché penso che le persone che abbiano votato per Berlusconi abbiano qualche problema.

Io vengo da un mondo dove per decenni la DC faceva da padrone. Ricordo i vari Andreotti, Zaccagnini, Moro e De Mita. Poi venne un certo Craxi e, perlomeno, cambiò il colore del Governo italiano. Ma io sempre cercavo di andare un po’ controcorrente. Non per spirito rivoluzionario o rabbia adolescenziale, ma perché pensavo, e lo penso ancora oggi, che se vuoi cambiare qualcosa devi fare qualcosa di decisivo, di coraggioso, di drastico. Così, quando compì 18 anni e fui a votare per la prima volta, la mia scelta cadde sul Partito Radicale di Marco Pannella. Mi piaceva quest’uomo che parlava di divorzio, aborto o liberalizzazione di alcune droghe. Allo stesso modo ho votato Forza Italia quando uscì questo nuovo movimento politico. L’idea che un imprenditore, non un uomo politico come noi comunemente conosciamo, cercasse in qualche modo di rinnovare l’Italia, mi sembrava una buona idea.

Invece sembra che gli italiani di oggi non si interessino di rinnovamento. Sembra che a loro, perlomeno a quel 29,13% che ha votato ancora per Berlusconi (o per i partiti a cui fa parte) vada bene l’Italia di adesso. Faccio un esempio per spiegare la mia idea: immaginiamo di essere un brasiliano che vada alle elezioni. A me non piace la Dilma e penso al PT come a un Partito tra i più falsi che ci siano. Quindi io, brasiliano, non voterei mai per lei. Se lo facessi sarebbe come dire “il PT ha fatto delle ottime cose per il mio paese e voglio che continui in questo modo”.

Forse chi ha votato per il PDL é rimasto ancora alla favola de “Un milione di posti di lavoro”. Ma credetemi ragazzi, vi stanno solo prendendo per il culo, e ve lo dice uno che vive in un paese dove le bugie politiche sono all’ordine del giorno.

Per carità, ognuno é libero di avere le proprie idee, però penso che per migliorare il mio Paese ci sia bisogno di qualcosa di diverso. Sinceramente non saprei cosa consigliare.  Con il Governo di centro mi sembra che le cose siano state un po’ statiche. Abbiamo avuto la Sinistra, con D’Alema, ma forse abbiamo peggiorato le cose (ma potrei sbagliarmi, la mia memoria a volte fa cilecca). Con la Destra, o Centro-Destra i risultati si vedono oggi, anche se sono il primo a dire che non é certo tutta colpa di Berlusconi. Quindi chi votare? Non sta a me dirlo. Però una cosa é certa: chi ha votato per il PDL alle ultime elezioni forse dovrebbe rivedere le proprie idee e cercare qualche alternativa migliore (ammesso che ci sia). Come disse Sant’Agostino, “Errare é umano, ma perseverare é diabolico”.

Fonte dati: Corriere della Sera
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È Italia, ma potete chiamarla Brasile


DI CLÓVIS ROSSI– 23 FEBBRAIO 2013

Sei indignato per gli scandali quotidiani della politica brasiliana? Vieni in Italia. Proverai  sensazioni contrastanti: invidia perché qui [in Italia, NdT] molti potenti ogni tanto finiscono in carcere. Ma anche orgoglio patriottico perché, almeno in una cosa, il Brasile è più avanzato.

Nello specifico mi riferisco alla legge “Ficha Limpa”, in vigore in Brasile. In Italia Beppe Grillo, un comico che è diventato un politico antipolitici e il fenomeno di questa campagna elettorale, ha raccolto 350 mila firme per la legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito”. Non è stata nemmeno discussa in Parlamento.

Risultato: non passa giorno senza che uno scandalo occupi nei media lo spazio che dovrebbe essere dedicato alla campagna elettorale. 
 
Arrestare i potenti, come chiedono tanti brasiliani, non è servito a molto: 20 anni fa  la magistratura condusse la cosiddetta “Operazione Mani Pulite”. Fece implodere i due grandi partiti dell’epoca, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista (la caduta del muro di Berlino più tardi seppellì anche il Partito Comunista, che era stato il più grande dell’occidente). In tribunale finirono più di 4 mila esponenti della politica e dell’imprenditoria.

Poi che cosa successe? Niente. Basta dire che nel vuoto lasciato dai vecchi partiti emerse un certo Silvio Berlusconi, un miliardario che per tre volte ha occupato la Presidenza del Consiglio dei ministri, nonostante sia una specie di Paulo Maluf italiano [politico brasiliano coinvolto in numerosi scandali durante la sua decennale carriera, ma mai condannato in maniera definitiva, NdT]: campione in fatto di processi e nessuna condanna.

Berlusconi è il personaggio principale sulla copertina del settimanale “L´Espresso” del mese scorso, che presenta 15 politici “impresentabili” ma inseriti nelle liste elettorali. Pensate che in Brasile siano solo 15 i nomi che finirebbero su una simile copertina?

Il fatto è che, 20 anni dopo, è rispuntata in Italia la parola avvelenata che ha fatto esplodere il sistema politico negli anni ´90. “Purtroppo siamo di fronte a qualcosa di molto simile a Tangentopoli”  ha detto Mario Monti, primo ministro e quarto nei sondaggi.

“Tangente” è tangente. “Polis” è città. Quindi siamo di fronte ad una “Terra delle tangenti”, una cosa che i brasiliani conoscono bene. “Tangentopoli” è la definizione che venne usata per gli scandali scoperti da Mani Pulite.

Ancora una volta, a differenza del Brasile, sono scattate le manette. È stato arrestato per esempio Gianluca Baldassarri, direttore della banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, coinvolto in operazioni con derivati che l’hanno portato sull’orlo del baratro. È stato salvato da un´iniezione di denaro pubblico fatta dal governo Monti, per un valore di 3,9 miliardi di euro.

È finito in manette anche Giuseppe Orsi, l’amministratore delegato di Finmeccanica, azienda accusata di aver pagato commissioni, probabilmente a politici, per vendere elicotteri all’India, che ha appena rinunciato al’´affare.

Per farvi provare invidia: invece di criticare le tangenti, Berlusconi ha detto che i giudici che arrestano gli imprenditori “ostacolano l´economia”. La tesi dell’ex premier è cinica ma realista: chi non paga commissioni non chiude l´affare. In Brasile molti politici pensano e agiscono così, ma non lo ammetteranno mai.

Tradotto da: Andrea Torrente
fonte: Folha
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