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Tolerância social à violência contra a mulher (aggiornato al 05/04/14)


Nel settembre del 2010 mi ero posto una domanda: il Brasile é un paese maschilista? Leggendo una ricerca pubblicata ieri dall'IPEA (Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada) sembra proprio di sí. In questo rapporto, intitolato "Tolerância social à violência contra as mulheres", vengono trattati argomenti come la violenza sulle donne e l'omosessualità. La lettura di tale rapporto (lo potete trovare QUI) riflette quella che é oggi la società brasiliana, e devo ammettere che lascia un po' a pensare, anche perché vi sono molti dati contraddittori. Per esempio il 91% degli intervistati, uomini e donne, ritiene che chi picchia una donna debba andare in prigione, ma allo stesso tempo quasi il 58% ritiene che se la donna saprebbe comportarsi meglio ci sarebbero meno stupri, il 63% ritiene che i casi di violenza in casa devono essere discussi SOLO entro la famiglia, l'89% concorda sul fatto che i panni sporchi si lavano in famiglia e l'82% afferma che tra moglie e marito é meglio non mettere il dito!

Circa il 60% pensa che l'uomo debba essere il capofamiglia, ma é doveroso far notare che con le persone con più scolarità questa percentuale scende. Quasi il 79% ha una visione della donna molto stereotipata, pensando che il maggior sogno di una donna é di sposarsi e di avere figli. Per fortuna leggiamo anche che il 54% degli intervistati discorda sul fatto che una moglie deve soddisfare sessualmente il marito anche se non ne ha voglia, contro il 14% di chi concorda (anche se tra gli evangelici questa percentuale sale di 1,7%).

Mah, sinceramente non so cosa pensare. Certo che se dovessi andare a un ballo funk farei anch'io parte di quel 58% discusso prima. Ma leggendo il testo completo, e vi consiglio di farlo, sono solo 40 pagine, la conclusione a mio parere é abbastanza triste. Capisco che il Brasile non possa essere la Svezia o la Norvegia, però la visone che ne scaturisce mi sembra piuttosto arcaica e maschilista. 








AGGIORNAMENTO DEL 05/04/2014

L'Ipea ha commesso un errore. Secondo l'Istituto di Ricerca, nel grafico numero 24 c'é stato un "piccolo" problema e la percentuale di persone che concordano sul fatto che le donne che mostrano il corpo meritano essere attaccate non é del 65% ma del 26%. Per caritá, errare é umano, nessuno é perfetto, ma é certo che un errore di questo tipo fatto da un'istituzione federale non é cosa da poco. In ogni caso la percentuale rimane sempre altra, perché vuol dire che 1/4 della popolazione concorda con questo atteggiamento. Peró non posso fare a meno di pensare che mi sembra strano commettere un errore come questo, specialmente dopo le ripercussioni avute sui vari media e social network. E anche per l'imminente Coppa del Mondo: come si fa a dire al resto del mondo che il 65% dei brasiliani concordano che é giusto attaccare (ma attaccare come? Stuprare, palpare, provarci? Non si capisce bene) una donna solo per il fatto che usi dei vestiti succinti. Ma forse sono io che con la mia mente bacata vedo malizia da tutte le parti.


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O país da diversidade


Esistono numerose leggende in questo grande paese, e una di queste  racconta la famosa favola del Paese delle Diversità, un luogo incantato in cui gli abitanti amano e accettano  ogni tipo di persona in qualche modo diversa, sia per il colore, religione  o costume. In questo leggendario paese “abençoado por Deus”, come dicono gli abitanti locali, non esiste nessun tipo di preconcetto o di discriminazione sociale, dato che fin dall’alba della sua creazione una moltitudine di gente diversa, come negri, giapponesi o italiani, sono emigrati qui per far crescere insieme questo posto incantato. E questa diversità la si nota in ogni angolo del paese, in qualunque città, piccola o grande che sia. E in questo grande Paese delle Diversità, neri o gialli, biondi o mori, persone con deficienze fisiche o con costumi diversi, omosessuali o eterosessuali, trovano  un posto sicuro dove vivere in pace, facendo quello che a loro piace, in armonia con il resto della popolazione. Peccato che questo sia solo una favola raccontata ai bambini.

Um homossexual é morto a cada 26h no Brasil, diz grupo gay

Levantamento divulgado nesta quinta-feira pelo GGB (Grupo Gay da Bahia) aponta que em 2012 houve no país ao menos 336 assassinatos de gays, lésbicas e travestis --o que representa um homicídio a cada 26 horas.
O relatório, feito anualmente pela mais antiga associação de defesa dos homossexuais no Brasil, é baseado em notícias publicadas na imprensa e em informações de ONGs. Nem todas as mortes têm motivação necessariamente homofóbica.
"Quando o movimento negro, os índios ou as feministas divulgam suas estatísticas, não se questiona se o motivo foi racismo ou machismo", diz Dudu Michels, analista de sistemas responsável pelo material. "Ser travesti já é um agravante de periculosidade dentro da intolerância dominante da sociedade."
Para o antropólogo Luiz Mott, coordenador do levantamento, 99% dos homicídios listados tiveram um "agravante" de natureza homofóbica.
"Seja a homofobia individual, quando o assassino tem mal resolvida sua própria sexualidade; seja a cultural, que pratica bullying contra a comunidade; seja a institucional, quando o governo não garante a segurança dos espaços frequentados pelo movimento LGBT [Lésbicas, Gays, Bissexuais, Travestis e Transexuais]", afirma Mott.
Ele diz que a quantidade de casos deve ser ainda maior, porque muitos não são conhecidos. "A subnotificação destes crimes é notória. Nossos números são apenas a ponta do iceberg."
Os gays lideram as mortes, com 188 registros (56%), seguidos de 128 de travestis (37%), 19 de lésbicas (5%) e dois de bissexuais (1%). São Paulo teve o maior número de homicídios (45), enquanto Alagoas (18) lidera em termos relativos.
O levantamento completo deve ser divulgado no sitehttp://homofobiamata.wordpress.com.
Em 2011, o GGB registrou 226 assassinatos. O grupo ainda identificou que duas transexuais brasileiras foram mortas na Itália no ano passado.

DENÚNCIAS
O governo federal não possui dados oficiais sobre mortes de homossexuais.
Procurada pela Folha, a Secretaria de Direitos Humanos da Presidência diz que, entre janeiro e novembro de 2012, recebeu 2.830 denúncias no Disque Direitos Humanos "elevação de 184% em relação ao ano anterior (997)." Mas a pasta ressalta que elas nem sempre se confirmam.
A maioria das denúncias envolveu violência psicológica e discriminação.
fonte: Folha.com
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Brasile: Paradiso per omosessuali?


A prima vista sembrerebbe che il Brasile sia un vero e proprio Paradiso per tutti gli omosessuali di questa Terra. Qui le idee sono un poco più liberali che in altri posti riguardo ai comportamenti sessuali e, sempre parlando di sesso, possiamo proprio dire che i brasiliani in genere sono più di larghe vedute di altre popolazioni più conservatrici.

Non esiste, o quasi, un programma TV dove non via sia un gay, sia come conduttore che come partecipante. Quindi sembrerebbe che qui non esiste discriminazione sessuale e che qualunque coppia omosessuale possa venire tranquillamente in vacanza in Brasile per passare un periodo piacevole con la sua compagna o compagno.

Tant’ vero che la Prefettura di Rio de Janeiro, attraverso la Coordenadoria Especial da Diversidade Sexual (già il fatto che esista un organo speciale sulla diversità sessuale la dice lunga sull’accettazione dell’omosessualità) ha creato un programma che, come si legge da una sua comunicazione “… como grupo de ações de políticas públicas voltadas à inclusão social, como forma de integração para o exercício da Cidadania pelos Cariocas, como maneira de viabilizar a concretização de um efetivo Estado Democrático de Direito.

“A função da pasta é combater a discriminação e o preconceito, de quaisquer formas, pois esses são verdadeiros males do século. Nosso compromisso é obter a visibilidade de cariocas e turistas com Campanhas de conscientização, ações junto a população e o que for possível para a cidade do Rio de Janeiro se distanciar desse comportamento.

Somos uma cidade inclusiva, receptiva e hospitaleira. Logo, o poder público atuará de forma incisiva através da CEDS para garantir o pleno exercício da cidadania da população LGBT e de todos os demais.

Cabe ao novo órgão propor políticas públicas de promoção de cultura de respeito à livre orientação sexual e identidade de gênero que favoreçam a visibilidade e o reconhecimento social do cidadão LGBTT carioca – lésbicas, gays, bissexuais, travestis e transexuais no Município do Rio de Janeiro.”

Tra l’altro hanno anche prodotto un video chiamato “Come to live the Rio Sensation video” in cui si vedono coppie di omosessuali passare momenti felici tra le strade e i luoghi di Rio.



Ma sarà proprio così?
Leggendo i vari giornali o assistendo alle notizie dei telegiornali nazionali, sembrerebbe che la realtà è ben diversa da quella che vogliono farci credere.
Notizie di aggressioni verso omosessuali sono all’ordine del giorno:
Um casal gay foi agredido por taxistas clandestinos no aeroporto do Galeão (RJ). Abordado pelo taxista, o casal recusou a corrida. Foi então que o motorista começou a xingar e depois a agredi-los com socos e chutes.
A briga só parou com a chegada de seguranças e policiais. As imagens foram gravadas por câmeras de segurança do aeroporto e um dos agressores foi preso no local, enquanto o outro conseguiu escapar. Os dois foram indiciados por tentativa de homicídio.
Trata-se de mais uma agressão contra homossexuais. É difícil dizer se o motivo da violência foi originado por sentimentos homofóbicos, mas é fato que casos como esse estão cada vez mais comuns.
Em julho do ano passado, pai e filho foram atacados pelo simples fato de serem confundidos com um casal homossexual. A violência foi tamanha que o pai teve a orelha decepada.
Em 2010, um rapaz foi agredido na Avenida Paulista com uma lâmpada, pelo mesmo motivo.
O preconceito por parte da sociedade é enorme, e o Estado não vem tomando nenhuma medida para proteger essa minoria. Pelo contrário, só demonstra o seu próprio preconceito. Além do veto pelo “Kit Gay” que seria distribuído nas escolas na tentativa de combater a homofobia, recentemente um vídeo produzido para a campanha contra a AIDS foi tirado da internet por mostrar dois rapazes se beijando.
Muito movimentos gays trabalham no combate ao preconceito, mas esse trabalho infelizmente se torna quase irrisório quando o Estado não toma NENHUMA providência nesse sentido. O Projeto de Lei que pretende criminalizar a homofobia sempre é barrado pelas bancadas religiosas, com os seus argumentos homofóbicos e pré históricos.
Enquanto isso, pessoas continuam sendo espancadas ou morrendo apenas por gostarem do mesmo sexo.
Quindi dov’è la verità? Nel video lanciato dalla Prefettura di Rio o nelle notizie che leggiamo sui giornali? Probabilmente, come diceva gli antichi latini, in medio stat virtus, cioè la verità sta nel mezzo. Forse il Brasile non sarà il Paradiso degli omosessuali ma nemmeno l’Inferno. D’altronde di imbecilli ne è pieno il mondo, quindi come è facile trovare discriminazioni, di qualunque tipo, nella vecchia Europa, è facile trovarne anche qui, no pais do futuro (secondo Stefan Zweig).
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