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martedì 25 giugno 2019


Se vuoi contribuire e diventare patrono sul mio nuovo canale di Patreon, questo é il link: https://is.gd/3ts8sP Molti pensano che noi italiani gesticoliamo molto, che non siamo capaci di parlare senza muovere le mani. In parte è vero, ma non è una caratteristica solo italiana. I brasiliani, credetemi, non sono da meno. Anzi, a mio parere usano i gesti piú di noi, ma non diteglielo, perché altrimenti si offendono 😊 Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://to.ly/1zj7a ***************************************** I MIEI LIBRI SU AMAZON: Comida italiana fácil https://www.amazon.it/dp/B01M7Q9W2Q Brasil-Italia: il mio blog, la mia vita https://www.amazon.it/dp/B06X6DNM7B

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Ti piacerebbe visitare posti da sogno nel nostro Paese? Scopri luoghi da fiaba in Italia che esistono sul serio. Ecco luoghi incantati, romantici e bellissimi da visitare che sembrano usciti davvero da una favola per bambini. Tempo fa avevo fatto un video sulle 10 città più belle d’Italia. E devo dire che questo video ha avuto un discreto successo, a parte i molti insulti per non aver inserito Napoli, Torino, pizzo calabro o qualunque città vi venga in mente. Quindi oggi farò un video simile. O meglio, parlerò sui luoghi da favola in Italia. Cosa intendo per da favola”? esattamente questo, cioè luoghi così unici, così belli e particolari che sembrano proprio usciti da un libro di fiabe. E molti di questi posti sono stati scelti come location da molti film famosi, proprio perché sono unici e bellissimi. È ovvio che di ognuno di questi luoghi potremmo parlarne per ore, ma non è questo lo scopo del mio canale… purtroppo. Quindi non perdiamo altro tempo e iniziamo subito a vedere questi posti magici. Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://to.ly/1zj7a ***************************************** I MIEI LIBRI SU AMAZON: Comida italiana fácil https://www.amazon.it/dp/B01M7Q9W2Q Brasil-Italia: il mio blog, la mia vita https://www.amazon.it/dp/B06X6DNM7B

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mercoledì 19 giugno 2019

Patreon è una piattaforma Internet che permette ai creatori di contenuti di realizzare il proprio servizio di contenuti [sottoscrizione]. È diffuso tra i produttori video di YouTube, artisti web, scrittori, autori di podcast, musicisti e altre categorie di utenti che necessitino di pubblicare regolarmente propri contenuti on line. Permette agli artisti di ricevere direttamente le donazioni dai propri fan definiti patrons ("patroni", "benefattori"). Questi possono donare in maniera continuativa e regolare o su singola opera.

Considerata una risorsa per i freelance, Patreon è utilizzata soprattutto da Youtuber, video maker, fotografi, giornalisti, artisti, illustratori, fumettisti, scrittori ecc... per raccogliere donazioni e finanziare un loro progetto grazie ai contributi dei patron (i donatori), che in cambio ricevono ricompense più o meno laute a seconda di quanto donano.

Si può trattare di erogazioni di denaro singole o continuative: quest’ultima in particolare è il punto di forza di Patreon che la differenzia da altre piattaforme simili. Nei fatti si tratta di offrire materiale in esclusiva, contenuti aggiuntivi e frequenti, pensati per una sottoscrizione mensile.

Quindi, se vorrete contribuire con una donazione, é solo facendo click sul bottone che troverete qui di lato "CONTRIBUIRE CON PATREON". Grazie a tutti quelli che vorranno aiutarmi.



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mercoledì 12 giugno 2019


Fin dall’inizio della sua campagna elettorale, l’attuale Presidente Jair Bolsonaro aveva promesso che avrebbe cambiato la legge sul porto d’armi in Brasile. E infatti cosí ha fatto. Con due novi decreti ha cambiato la “vecchia” legge sulla detenzione d’arma da fuoco, applicando alcune modifiche a mio parere molto significative. Non che ora si possa andare in giro per la cittá con una pistola in tasca, peró ora anche i cittadini “comuni” avranno la possibilitá di comprare una pistola o un fucile. Tengo a precisare che in questo video non parleró sul fatto se sia giusto o sbagliato questo nuovo provvedimento, ma cercheró solo di dare alcune notizie e informazioni per chi ha interesse questo argomento. E siccome nel video citeró due articoli, ecco i link per chi vorrá leggeri piú attentamente: EL PAIS: https://is.gd/LidY3M UOL: https://is.gd/yQFQ06 Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://to.ly/1zj7a ***************************************** I MIEI LIBRI SU AMAZON: Comida italiana fácil https://www.amazon.it/dp/B01M7Q9W2Q Brasil-Italia: il mio blog, la mia vita https://www.amazon.it/dp/B06X6DNM7B

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mercoledì 5 giugno 2019


Si puó vivere in Brasile con 1000 euro? Un pensionato che riceve questa cifra potrá vivere in Brasile? A queste domande cercheró di rispondere con questo video, dando la mia opinione su questo argomento. Come si vedrá, la risposta dipende da molti fattori, tra cui la quotazione dell’euro e se, effettivamente, ne vale la pena. In ogni caso questa è la mia semplice opinione, nulla di piú.

P.S. Nel video avevo detto che questo video sarebbe stato polemico, e in effetti, considerando i commenti ricevuti giá dopo pochi minuti, direi di averci azzeccato :) Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://to.ly/1zj7a ***************************************** I MIEI LIBRI SU AMAZON: Comida italiana fácil https://www.amazon.it/dp/B01M7Q9W2Q Brasil-Italia: il mio blog, la mia vita https://www.amazon.it/dp/B06X6DNM7B

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martedì 4 giugno 2019


Che auto ci sono in Brasile? Quante volte mi sono sentito rivolgere questa domanda! Possiamo dire che qui esistono le stesse auto che in Europa, con la differenza che vi sono alcuni modelli fatti apposta per il mercato brasiliano. Poi potremmo anche parlare di qualitá. Le auto europee sono, a mio avviso, di una qualitá di costruzione migliore di quella locale. Anche il livello di rifiniture è diverso, e se non mi credete in rete potrete trovare video che mostrano proprio questo. E per ultimo è impossibile non parlare dei prezzi, sempre a mio avviso assurdamente elevati. In ogni caso in questo mio video ho cercato di darvi un’idea di quali tipo di auto si vendono qui in Brasile. Buona visione! Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://to.ly/1zj7a ***************************************** I MIEI LIBRI SU AMAZON: Comida italiana fácil https://www.amazon.it/dp/B01M7Q9W2Q Brasil-Italia: il mio blog, la mia vita https://www.amazon.it/dp/B06X6DNM7B

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Conhecido por manter seus pacientes sob condições desumanas, o Hospital Colônia já foi taxado como um campo de concentração nazista

No início do ano, o Ministério da Saúde do governo Bolsonaro atacou as demandas da luta antimanicomial, presente no Brasil há mais de 30 anos. Essas demandas foram criadas para combater as violações aos direitos humanos nos hospitais psiquiátricos após os anos 1970. O Ministério sugere novas diretrizes de políticas de saúde a respeito de doenças mentais e drogas, e abre possibilidades para que o terror dos manicômios se instale novamente - como aconteceu no caso de Barbacena.



O complexo manicomial conhecido por "Cidade dos Loucos" foi fundado em 12 de outubro de 1903, em Barbacena, Minas Gerais. Antes de ser um local focado no "tratamento" psiquiátrico, o Hospital Colonial de Barbacena tratava pacientes vítimas da tuberculose, o que explica a localização afastada do hospital, em cima de uma montanha. Local perfeito também para excluir os grupos marginalizados da sociedade.


A instituição era formada por diversos prédios e pavilhões, e cada um deles tinha uma especialidade. Entre eles estavam o Pavilhão Zoroastro Passos, para onde iam as mulheres indigentes, e o Antônio Carlos, a área dos homens indigentes. Os pavilhões Afonso Pena, Milton Campos, Rodrigues Caldas e Júlio Moura recebiam todo o tipo de pessoas, sendo que 70% deles não tinha nenhum diagnóstico mental. Eram alcoólatras, homossexuais, prostitutas, viciados em drogas, e mendigos. Os indesejados pela sociedade.


Os tratamentos funcionavam à base de tortura: utilizavam cadeiras elétricas, solitárias e camisas de força. Os pacientes eram submetidos a situações precárias, como fome e sede. Em alguns casos, chegavam a beber a própria urina. Nos pátios, viviam nus e em meio a ratos e baratas; urinavam e defecavam no chão.


Muitas pessoas eram colocadas no Manicômio de Barbacena pela própria família. Era o caso de mulheres indesejadas pelos maridos e parentes que tinham algum tipo de deficiência, transtorno ou distúrbio, como Síndrome de Down, autismo ou dislexia. 


Os métodos de tratamento e as condições do Manicômio causaram a morte de mais de 60 mil pessoas. O período em que mais morreram pessoas nessa instituição foi por volta de 1960 a 1970, no início do Regime Militar no Brasil (1964-1985).


O psiquiatra italiano Franco Basaglia, responsável por revolucionar o sistema de saúde mental de seu país, chamou a instituição manicomial de Campo de concentração nazista, conhecida também como Holocausto Brasileiro.

A luta antimanicomial

A resistência até mesmo por parte dos psiquiatras foi forte no Brasil, afinal, esse sistema de tratamento não ocorria só em Barbacena, mas era utilizado em mais de 150 locais -como o Hospital Psiquiátrico do Juqueri e a Colônia Juliano Moreira


A psiquiatra Nise da Silveira se destacou na luta antimanicomial brasileira. Nise foi a única aluna de uma sala cheia de homens a se formar em medicina na Faculdade da Bahia. Aluna de Carl Jung, dedicou sua vida a lutar contra o modo absurdo de "tratamento" aos pacientes psiquiátricos.
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giovedì 23 maggio 2019


Sou maior, passei na prova de tiro (até ouvi que atiro bem) e, agora, posso comprar uma arma. Eu quero?

Tomei um tiro na lateral direita da barriga e calculei que ali deveria ser a altura do intestino. Respondi à preocupação dos amigos dizendo que não precisava ir ao hospital. Continuei na festa em que estava. O sangue saía do buraco, que eu tapava com a mão. "Foi só um tiro", eu dizia.

Impressionável que sou, tive esse sonho dois dias depois de fazer um curso de tiro e ouvir do professor: "É só uma arma", em uma tentativa de atenuar o medo e uma leve tremedeira que eu senti quando segurei a pistola. Foi em um sábado de janeiro, na mesma semana em que o presidente Jair Bolsonaro anunciou o decreto 9.685, que flexibilizou a posse de armas de fogo. Decreto este que foi revogado recentemente, na terça-feira (7), e trocado por outro que inclui novas regras facilitando ainda mais a posse e agora, também, o porte.

O curso foi meu primeiro passo para o périplo que se seguiria pelos próximos 74 dias, até eu receber, por email, a autorização para comprar uma arma. Cumpri os requisitos para obter a posse: atestei o que se chama de "efetiva necessidade", argumentando autodefesa; passei na prova psicológica, na teórica e na de capacidade técnica; apresentei os negativos de antecedentes criminais, cinco documentos autenticados e quatro declarações com firma reconhecida.

Nesses dois meses e meio, descobri que sou uma excelente atiradora; apesar do meu desconforto com armas e de considerá-las o convite máximo à violência. Por causa desse medo, deslizei cadeira abaixo no trabalho quando ouvi minha editora falar sobre a ideia desta reportagem, chamar meu nome e perguntar. "Quer fazer?"

A curiosidade me ejetou para o universo da bala. Fiz todos os testes, treinos e trâmites para poder me armar. Spoiler: o pânico passou. E tem mais.

Bala é para chupar

O curso começa com uma aula teórica de três horas sobre as partes do revólver e da pistola --esta, mais precisa, rápida e sensível --os procedimentos de segurança e a legislação. Sou a única mulher entre os seis alunos. O professor, um ex-policial aposentado, de cabelo, barba e bigode brancos, 60 anos e colete bege, pergunta: "Uma pessoa morreria se tomasse um tiro no rim? E se fosse no intestino? No fígado? Pulmão?". Respondo "sim" para todas as alternativas. Ele abre um sorrisão e me diz: "Já fui atingido em todos esses órgãos e estou aqui, vivo."

E a didática do mestre se estende. Ele coloca uma bala de iogurte, dessas com a embalagem rosa, em cima da mesa. Ao lado, posiciona uma munição, que nós, alunos ainda inocentes, também chamamos de bala. "Aprendam a usar o nome certo das coisas", ele diz, com o semblante bravo. "Isso é uma bala", apontando para o doce. "Isso, não. Experimenta chupar para ver". O colega ao lado bate no meu ombro e, efusivo, diz achar muito legal ver uma mulher se interessando por tiro. Repete isso duas vezes e faz um sinal de joinha. Sorrio, mostrando os dois dentes frontais.

Ouvimos do professor alguns drops de um discurso favorável ao armamento de civis. "A mídia inventa muita coisa, cria histórias. Se as pessoas tiverem arma, vai aumentar as mortes? Sim, mas de bandidos", informa ele.

Que emenda o próximo ensinamento: "Essa é só para os homens". Me irrito, lá vem. "Arma é como furadeira. Precisa saber usar para que funcione bem." Na cabeça do profe, mulher não sabe, não pode ou não quer usar furadeira. Penso, quietinha: "Que bobagem". Sou trazida de volta à aula pelas risadas dos rapazes: "Mulheres não atiram para não quebrar a unha", hahahahaha. "É bom para usar com a sogra", mais hahahahaha.

Preparadíssimos intelectualmente, partimos para a aula prática.


"Não conta para o seu namorado"

Dou um tranco para trás, fecho, apertando forte os olhos, e viro a cabeça de lado. Na primeira vez que entro no stand de tiro não é o barulho dos disparos que mais me atordoam. Mas o cheiro, o sabor e a névoa espessa da pólvora. O cheiro é gorduroso, pesado. O sabor, amargo, fica preso na minha garganta. A pólvora emana de todas as munições que saem dos tiros. Fica agarrada no ar e nas esponjas acústicas das paredes. Ela continua na minha garganta horas depois que eu saio de lá.
O professor mostra como se carrega uma pistola e pede que façamos o mesmo. O carregador tem um espaço onde vai munição; elas se encaixam uma em cima da outra. É preciso deslizá-las com o polegar para dentro e, ao mesmo tempo, forçá-las para baixo.

Há sete guichês individuais com apoios de madeira na altura do umbigo. Ouço um grito: "Atiradores, mirar e disparar". Dou os primeiros três tiros em um alvo de papel, e eles perfuram o círculo central, o mais difícil de acertar. Olho para trás e vejo dois colegas me observando. "Não quero cruzar com essa mulher brava se ela virar policial", um deles faz graça.

Preciso confessar que por essa hora eu não tinha mais nenhum medo. Depois que aprendi sobre o funcionamento e o manuseio, entendi que há vários procedimentos de segurança para evitar tragédias. A presença de um instrutor experiente, gritalhão e que obrigava os alunos a seguirem todas as suas ordens me deixou bem segura.


O professor me parabeniza porque, segundo ele "coloco os marmanjos no chinelo". Acaba o curso e recebo um conselho do prô: "Só não conta para o seu namorado que você aprendeu a atirar, hein?". Respondo: "Ih, já mandei até foto." De fato, tinha enviado uma foto em que eu estava segurando uma pistola pro cara que eu saía na época. O comentário dele: "Que sexy!".

Voltei ao stand uma semana depois para treinar para a prova técnica. Se nesse teste eu não conseguisse fazer pelo menos 60 pontos, seria desclassificada e só poderia refazê-lo 30 dias depois.
Um dos donos do lugar se ofereceu para me acompanhar e dar mais algumas dicas. "Você está muito tensa", ele disse. "Segura a arma com mais delicadeza, como se fosse um passarinho que você está tirando da gaiola."

Aprovada com estrelinhas douradas

Na prova psicológica (sim, teve isso também), preciso responder a questões sobre meu passado e minhas relações interpessoais atuais. Teve pergunta sobre o que senti falta na minha infância, algo que eu esperava que meus pais fizessem por mim mas não fizeram, minha relação com eles hoje, meus defeitos, as qualidades, em que me considero boa e como lido com a tristeza. Tá, vai, algumas respostas: papai e mamãe não me abraçaram tanto quanto eu gostaria, sou impaciente, assertiva, boa para analisar pessoas e, quanto à tristeza, bom, choro.

Passamos para testes que lembram um psicotécnico para tirar a carteira de motorista. Preciso fazer vários tracinhos, um ao lado do outro e no mesmo tamanho, durante três minutos. Depois, me dão uma folha com vários desenhos, de nuvem à bola de futebol. Na sequência, outro papel, em que preciso escrever o que vi nas ilustrações mostradas antes.

Ao final, a psicóloga me chama para conversar. Meu gênero é novamente uma questão. "Olha, não tem como não te perguntar isso, mas é raro ver mulher aqui. Por que você quer uma arma?". "Autodefesa", respondo, pensando, qual outro tipo de resposta existe para essa pergunta. A psi, muito simpática, segue a conversa explicando qual é meu perfil psicológico baseado na prova que acabei de fazer.

"Você foi muito bem, tem boa memória fotográfica, consegue fazer várias tarefas ao mesmo tempo, tem um passado bem resolvido", ela diz. Estranho e pergunto: "Você consegue saber tudo isso pelos testes que fiz?". "Sim. E dá para saber também quando a pessoa não está em um bom momento. Aí, sugiro que retorne depois de um tempo."

Ela informa que passei e ganhei "estrelinhas douradas". Mas faz um alerta: "Você é metódica. Por um lado é bom, mas, por outro, te deixa muito tensa. Sugiro que faça algo para relaxar, uma meditação."
Uma semana depois faço a prova teórica. Respondo a 20 questões sobre legislação, normas de segurança, partes da arma, conduta no stand. Preciso acertar 12; acerto 17. Sou aprovada.

Na prova prática a tensão é bem maior. Damos 20 tiros num alvo de papel com o perfil de uma pessoa. São 10 disparos com o alvo a 5 metros de distância e outros 10, com o alvo a 7. Para ser aprovada, preciso fazer 60. Cada pedaço do corpo do "alvo humanóide", como eles falam, tem uma pontuação de 0 a 5. Quanto mais próximo do centro do peito, maior é a pontuação.

Faço 89 pontos. Fico atrás apenas de um outro atirador, éramos cinco, que faz 93. "Você é boa na pistola", me diz baixinho, um cara que estava no stand ao lado.


A lei de Lula e a lei de Bolsonaro

O decreto assinado por Jair Bolsonaro mudou substancialmente o Estatuto do Desarmamento, lei assinada por Lula em 2003, que dizia que o porte era proibido para todo mundo, com exceção dos profissionais de segurança pública e privada e atiradores esportivos. Em seu decreto, Bolsonaro criou uma lista de profissionais para quem o porte de uma arma passa a ser liberado (com exceção de armas grandes, fuzis, carabinas e espingardas). Entre elas estão jornalistas policiais, advogados, vereadores, senadores, deputados, caminhoneiros, entre outros, além de moradores de áreas rurais.

O texto está na mira do STF (Supremo Tribunal Federal). Pela Constituição, um presidente pode, por meio de decreto, detalhar uma lei, mas não alterá-la --a decisão de Bolsonaro seria, portanto, inconstitucional. A ministra Rosa Weber pediu que Bolsonaro e o ministro da Justiça, Sergio Moro, que também assinou o decreto, lhe prestem esclarecimentos. Na quarta-feira (22), a AGU (Advocacia Geral da União) pediu que o STF arquive as ações contra a decisão presidencial já que um novo decreto, publicado na própria quarta, de manhã, corrigiu "imprecisões técnicas e jurídicas". O órgão afirma que o presidente agiu dentro da constitucionalidade.

É engano pensar que com o decreto de Bolsonaro vai ser fácil, "como nunca foi", ter uma arma. Até 1997, as únicas exigências do governo para autorizar que o cidadão tivesse uma arma era que ele tivesse mais de 21 anos e apresentasse a certidão negativa de antecedentes criminais.

Foi nessa época que meu pai comprou um revólver.38.


Me vê uma TH380, por favor

Fui a uma loja de armas. Logo na entrada, meu olhar foi fisgado por uma carabina de chumbinho rosa.

Decidi me concentrar nas pistolas calibre .380 da marca Taurus porque, segundo os donos do stand em que treinei, esse é o modelo mais adequado para o que eu queria: deixar em casa para me defender. O gerente da loja me explica que um calibre desse porte exige menos tiros quando o objetivo é atingir e imobilizar alguém. O valor varia de R$ 5.520 a R$ R$ 7.210.

A minha escolhida seria a TH380, que custa R$ 6.480. Ela encaixou na minha mão mais confortavelmente. Eu precisaria comprar, deixá-la no cofre da loja, ir à Policia Federal para registrá-la e, só quando tivesse a autorização para transitar com a pistola até minha casa, poderia brincar de arminha.


Minha decisão foi fácil

Para atirar, usei técnica, estratégia e o conhecimento que adquiri nos treinamentos. Senti um alívio tremendo depois de dar uns tiros. Já tinha ouvido dizer que atirar é relaxante.

Contei animada para os meus amigos o dia a dia da minha preparação. Até os mais pacifistas e críticos ao chamado armamentista de Bolsonaro compartilharam do meu frenesi.

Eu me alienei momentaneamente da nossa realidade violenta porque me saí bem em uma prática vista como masculina. Dizer que homens são melhores que mulheres em atividades como dirigir, praticar determinado esporte ou fazer cálculos me dá nos nervos. Quando atesto que isso é puro machismo, eu vibro.

Ao fim dessa experiência, entendi por que alguém se encanta pelo tiro esportivo. Exige treino, inteligência, autocontrole e disciplina. E compreendo que alguém decida ter uma arma, alegando a necessidade de autodefesa. É possível mesmo atirar para imobilizar um agressor, sem matá-lo.

Mas eu não concordo com essa mentalidade. Compactuo com a cepa de pesquisas que mostra que a presença de armas aumenta o número de assassinatos. Também acredito nos especialistas que garantem serem elas ineficazes e perigosas para a ideia de autodefesa. Para mim, sobretudo, armas têm o peso da morte. E esse peso eu não vou carregar na minha cintura.




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In questo video vi racconto un po’ di fatti miei, nel senso che vi diró quanto io spendo mensilmente di bollette, spesa e altro. Come faccio notare all’inizio del video non sono dei dati da prendere come riferimento per sapere il costo di vita in questo paese, visto che non pago l’affitto, non ho la macchina e altre cose, peró penso che possa essere utile per avere perlomeno un’idea di quanto si spenda in Brasile mensilmente. È ovvio che tutto dipende anche dalle vostre entrate. Io, guadagnando poco, sono costretto a fare molta economia, ma penso che in ogni caso che questo video possa servire a chi abbia intenzione di venire a vivere in Brasile. Buona visione! Se vuoi contribuire a questo canale e aiutarci a produrre piú contenuti con miglior qualitá, clicca in questo link: https://goo.gl/W44vbn VISITATE IL MIO NEGOZIO DI CAMICETTE: https://teespring.com/it/stores/brasi...


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martedì 21 maggio 2019


Ma... boh... faccio fatica a capire. Una notizia di poco tempo fa diceva che Bolsonaro avrebbe permesso la vendita e l'acquisto di armi prodotte all'estero. Ora invece, con un nuovo decreto, é possibile comprare un'arma solo della Taurus, industria brasiliana di armi. Piuttosto di comprare una pistola costruita in Brasile preferisco non prendere niente. A parte il prezzo assurdo (si parte con un minimo di 4.000/5.000 R$), non ho nessuna fiducia nei prodotti fatti in Brasile. L'unica cosa che sanno fare bene sono i jeans e le camicette, ma tutto il resto...

Decreto de Bolsonaro que regulamenta uso e porte de armas no país libera compra de fuzil por qualquer cidadão


O decreto assinado pelo presidente Jair Bolsonaro que regulamenta o porte e posse de armas no país permitirá a qualquer cidadão comprar um fuzil.

A compra do fuzil passou a ser possível a partir da nova classificação estabelecida pelos responsáveis pelo decreto. No documento, se aumenta em até quatro vezes o valor do poder de fogo de armas que podem ser adquiridas pelos civis.

A nova classificação inclui o fuzil T4, arma usada por forças táticas militares e produzida no Brasil pela empresa Taurus.

A Taurus confirmou ao Jornal Nacional que só espera a regulamentação do decreto para vender o T4 para civis. A empresa diz que já tem uma fila de duas mil pessoas querendo comprar o armamento na versão semiautomática. E que as armas poderiam ser entregues em até três dias depois da compra.

De acordo com o decreto, a arma poderá ser comprada por qualquer brasileiro.

Isso vai ser possível porque o decreto do governo federal, com novas regras para a posse e porte de armas no Brasil, mudou a classificação do armamento que passa a ser de uso permitido.

"O T4 é um fuzil de assalto, de uso militar policial. A versão que vai estar disponível para o civil não tem essa opção de rajada. É tiro a tiro. E essa, sim, se o cidadão cumprir todos os quesitos legais vai poder ter um desse em casa", explicou Benê Barbosa, especialista em armas e integrante do Movimento Brasil Livre.

A medição do poder de fogo de uma arma é feita pela quantidade de energia liberada no momento do disparo, a energia cinética.

Até antes da assinatura do decreto, os brasileiros só podiam comprar armas com energia cinética até 407 joules. Isso se refere a revólveres, de calibres 32 e 38, e pistolas de calibre 380.

O decreto sobe o limite para o uso de armas com 1.620 joules, ou seja, quatro vezes mais do que é estabelecido atualmente.

O T4, fabricado no Brasil, de calibre 5.56, tem força cinética de 1.320 joules.

Com isso, passam a ser permitidas pistolas de calibre ponto 40 — hoje autorizadas apenas para forças policiais —, as pistolas nove milímetros (de uso de policiais federais) e de calibre 45 (empregado pelos militares do Exército).

  • Armas autorizadas antes do decreto
  • Revólveres, de calibre 32 e 38
  • Pistolas de calibre 380
  • Armas liberadas com o decreto
  • Pistola de calibre ponto 40
  • Pistola nove milímetros
  • Pistola de calibre 45
  • Carabinas semiautomáticas
  • Fuzil T4

O Jornal Nacional pediu, desde sexta-feira (17), uma posição ao Ministério da Defesa e ao Palácio do Planalto.

O Ministério da Defesa não se pronunciou. Às 18h46 desta segunda-feira (20), o ministério pediu que a reportagem procurasse a Diretoria de Fiscalização de Produtos Controlados (DFPC), organização militar do Exército que fiscaliza a produção e o comércio de material bélico.

Até o momento, não houve resposta.

No sábado (18), o Palácio do Planalto informou em nota que o fuzil é de uso restrito e, por isso, o cidadão não consegue comprá-lo.

Decreto questionado na Justiça

O jurista e especialista em armas Fabrício Rebelo afirma que o decreto permite a venda do fuzil para o cidadão comum.

"Por esses critérios que estão agora trazidos no decreto, esse fuzil, em sua configuração semiautomática, está enquadrado de acordo com as informações do próprio fabricante, que é quem informa a energia produzida pelo disparo, ele está enquadrado como de uso permitido", explicou.

O decreto das armas está em vigor desde o início de maio. Ainda não há um cronograma para regulamentação, mas, desde que foi anunciado, o decreto dividiu opiniões.

O Ministério Público Federal, em Brasília, pediu a suspensão do decreto. Atualmente, existem três ações contra o decreto na Justiça Federal e três no Supremo Tribunal Federal (STF).

Grupos que defendem o uso de armas pela população aprovam a venda de fuzil para civis.

"O criminoso nunca teve nenhum problema em adquirir nenhum tipo de arma e nenhum tipo de calibre, ou seja, ele não sofria nenhum tipo de restrição. O cidadão e até mesmo o policial, esse sim sempre sofreu esse tipo de restrição, porque ele não tinha acesso ao armamento condizente com o armamento que o criminoso tem acesso. Então, eu acho extremamente positivo por essa equiparação de forças", analisa Benê Barbosa.

O coordenador do Laboratório de Análise da Violência da Universidade Estadual do Rio de Janeiro (Uerj) diz que a venda de fuzil é um problema grave para a segurança pública.

"A venda de fuzis para população civil é uma medida extrema, que não existe em quase nenhum país no mundo, com exceção dos Estados Unidos, que representa um risco para a população na medida em que essas armas têm maior poder de destruição. Vai inclusive na contramão dos esforços feitos durante muito tempo para tentar retirar os fuzis das ruas brasileiras", comenta Ignácio Cano.

O professor teme a liberação pelo que representa o fuzil no Rio de Janeiro.

"Os fuzis vieram simbolizar, especialmente no Rio de Janeiro, a criminalidade violenta. Então, difundir fuzis significa que esses fuzis, com certeza, alguns deles, cairão nas mãos de criminosos ou serão usados em alguns crimes", explicou.



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