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giovedì 28 marzo 2013




Il giornale Zero Hora ha pubblicato giovedì 21 una sbalorditiva dichiarazione di due insegnanti che hanno partecipato alle correzioni dell’ENEM. Secondo le informazioni ottenute dal giornalista Leticia Duarte, l’orientazione che hanno avuto è stata quella di fare "chiudere un occhio" per gli errori trovati e "approvare il maggior numero di persone". 

Qui sotto un estratto dell'articolo:

Pentiti di aver partecipato alle correzioni dell’ENEM, due insegnanti Gauchas hanno deciso di rompere il contratto di segretezza per rivelare i retroscena delle prove. Chiedendo l’anonimato, una di queste descrisse questo mercoledì, per telefono, come avrebbero ricevuto orientamenti al fine di "chiudere un occhio" per gli errori trovati. Insegnante di inglese per 12 anni, dice che l'ordine era quello di "approvare il maggior numero di persone":
Zero Hour - Che consigli hai ricevuto per correggere i saggi?
Insegnante - Abbiamo ricevuto un esercizio di formazione in cui siamo stati valutati tutti noi via on-line. Questo venne dall'Università di Brasilia. Furono sei, sette settimane di attività per gli 8.000 valutatori. Il 14 novembre, abbiamo avuto un incontro dove furono passate le vere orientazioni. Ci hanno detto di dimenticare tutto quello che sapevamo, tutto ciò che abbiamo imparato, quello che hai fatto in allenamento. Avremmo dovuto considerare l'idea di approvare il maggior numero di persone. Io e un’altra collega avremmo voluto lasciar perdere, ma il nostro gruppo era già stato composto precedentemente. E siccome ci eravamo già impegnate, abbiamo dovuto rimanere
 (...)
ZH - Che tipo di cose dissero che dovevano essere trascurate?
Insegnante - Ad esempio, in un testo, se ci fosse stata la parola “immigrazione” o “immigrato”, che era l'argomento del tema, non avrei potuto annullare. Avrei dovuto almeno dare un punto. Se uno studente scrivesse la ricetta di una torta, ma inserisse “immigrazione” in qualche punto, avrei dovuto prenderla in considerazione, non potevo annullare. Un'altra cosa che mi scioccò molto: se si trattava di un testo come preso da una poesia o narrativa, ma che aveva a che fare con l'argomento, e se sentissi che a un certo punto che lo studente volesse in qualche modo difendere il suo punto di vista, non potevo fare niente. A grosso modo questo era l'orientamento avuto: non annullare, solo in casi estremi. Il modo di fare la selezione degli insegnanti è anche discutibile. E tutto su indicazione. Nessuno chiede un diploma.
ZH - Non si richiede un attestato di formazione degli insegnanti?
Insegnante - No. Esiste.
ZH - Quindi qualcuno potrebbe fingere di essere un insegnante valutatore?
Insegnante - Certo. Se nessuno chiede la documentazione ... L'inclusione viene fatta con inviti. Penso che funziona per legami politici. Queste persone invitate a occupare queste posizioni più alte e invitano le persone che conoscono. Chi mi ha invitato sa che io sono laureato in Lettere e che faccio le correzioni da oltre 10 anni ... ma sarà così in tutto il Brasile?
ZH - Hanno anche detto esplicitamente che era per evitare di dare brutti voti?
Sim. Que era para evitar, porque nos anos anteriores eles receberam inúmeros recursos, que tiveram que responder na Justiça, e que isso onera a União. O tiro saiu pela culatra. Me arrependo até de ter participado. Financeiramente não vale a pena. Pagam R$ 1,90 por redação, tu tens uma meta diária de cem redações (3 mila relazioni al mese) … para quem trabalha e gosta de fazer um trabalho qualificado é bem complicado.
Insegnante – . Era da evitare, perché negli anni precedenti hanno ricevuto numerose risorse, hanno dovuto rispondere in tribunale, e grava l'Unione Il piano fallì. Mi pento ancora di aver partecipato. Finanziariamente non ne vale la pena. Loro pagano $ 1,90 per ogni relazione, si dispone di un obiettivo quotidiano di un centinaio di saggi (3000 al mese) ... per chi lavorare e piace un lavoro qualificato è molto complicato.
ZH - Il processo è una farsa?
Insegnante – Sì, è tutto un inganno... Persino per il candidato, per quanto riguarda le loro condizioni. Mi sento truffata. Mi mandarono un Manuale di formazione che ho studiato, e nella riunione mi dicono di dimenticare tutto.
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mercoledì 27 marzo 2013



Il viaggio di Dilma a Roma avvenuto il giorno 16 u.s. ancora adesso fa discutere. Le spese sostenute dalla Presidente e il suo seguito sono, giustamente, per alcuni, un assurdità che si poteva e si doveva evitare, specialmente in un Paese dove la crescita economica é stata tra le peggiori dell'America del Sud, dove problemi di infrastrutture hanno causato gravi danni nell'esportazione di materie prime e dove la maggior parte della gente vive con un salario minimo. Da notare il commento di Ucho.Info dove si legge "In qualsiasi paese minimamente serio e con una popolazione con il giusto livello di responsabilità, Dilma sarebbe atterrata in un aeroporto circondato da una grande e furiosa folla. Purtroppo, non vi è sta alcuna manifestazione, nemmeno dai quei rivoltosi che, finanziati con soldi pubblici, hanno fatto sommosse nella Commissione per i Diritti Umani della Camera dei Deputati."

Quando questo popolo aprirà gli occhi e si ribellerà a tutti questi governati che stanno solo prendendosi gioco di tutti noi?


Enquanto militantes ideologizados abdicavam de sua capacidade de discernir que um político torrar dinheiro do brasileiro à toa é algo errado na última semana, o jornal espanhol ABC escandalizou-se com a forma como a presidente Dilma Rouseff esbanjava dinheiro do trabalhador em Roma...
Todavia, o quanto Dilma torrou dinheiro do brasileiro chamou atenção mesmo da imprensa espanhola, acostumada com as malversações do rei Juan Carlos, famoso por ter ido caçar elefantes em Botsuana enquanto seu país tornava-se preocupação mundial por ser um dos mais afetados pela crise econômica...
Juan Carlos veio a público pedir desculpas por sua forma anti-ética de desperdiçar dinheiro tomado dos espanhóis (fato sem precedentes no Reino). Dilma, após uma desculpa tragicômica e com sabor de deboche emitida por Antônio Patriota, parece que vai optar pelo silêncio...
Dilma malgastou € 125.990,00 (R$ 324 mil) em viagem semi-turística a Roma a fim de conhecer o novo papa. Sendo não-católica, apenas visa amealhar o lucro eleitoral na próxima eleição (e com dinheiro até de quem desde já não pretende votar em sua reeleição). Até o ministro da Educação, Aloizio Mercadante, por razões entre o Céu e a Terra mais insondáveis que nossa vã filosofia, foi a Roma ver o papa (não que haja muitas razões sondáveis para Mercadante ser ministro da Educação, claro)...
O valor informado pelo Itamaraty por si só é um descomunal absurdo, mas a conta que cabe aos brasileiros é ainda maior porque há o custo do deslocamento do avião presidencial. Considerando apenas os R$ 324 mil, o entourage palaciano conseguiu a proeza de torrar em uma saída para a missa o equivalente a 478 salários mínimos, montante que um reles trabalhador demoraria quarenta anos para conseguir....
Levando-se em conta que Dilma Rousseff descobriu a fórmula mágica de derrotar a miséria com R$ 80 mensais, o valor gasto em Roma seria suficiente para manter 38 pessoas, durante dez anos, longe da chamada linha da miséria extrema....
Em qualquer país minimamente sério e com um povo com doses rasas de responsabilidade, Dilma desembarcaria em um aeroporto cercado por extensa e raivosa multidão. Lamentavelmente, nenhuma manifestação há de acontecer, nem mesmo por parte dos baderneiros que, financiados com o dinheiro público, têm feito arruaças na Comissão De Direitos Humanos da Câmara dos Deputados.

Fonte: Implicante

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Seis anos após custar 380 milhetas da grana pública. O estádio do Engenhão, construído para servir de palco para o infame e caro para caraleo PAN de 2007, está interditado.

A cobertura metálica está podre e ameaça a segurança dos otários pagadores de ingresso do ridículo futebol Tupiniquim.

Agora começa o diz-que-me-diz, o jogo de empurra, e a responsabilidade não vai ser apurada e nem punições ou multas para quem recebeu uma baba de dinheiro público para construir aquele penico.

Se no Engenhão, que foi o único estádio construído para o PAN os "pobrema" já estão aparecendo há alguns anos. Imaginem o que vai ter de "recall" nos estádios construídos a toque de caixa para a infame Copa de 2014.

Segundo a construtora que é responsável pelo Itaquerão, as obras estarão definitivamente prontas após a Copa.

E a grana pública vazando solta pela torneira da corrupção e da trampolinagem.

Mas para o povão burro torcedor, o que importa é o Hexa, certo que a "celeçinha" da pátria de chuteiras, se ganhar vai ser no apito, pois o que a FIFA quer mostrar ao mundo é a festa dos desdentados comemorando mais um título dos melhores do mundo.

Isso se durante os jogos algum estádio não desabar causando uma tragédia.

E o povão preocupado com o final do BBB, ou com o pastor da boca dura na comissão dos direitos dusmanos.

Eita país de otário que é esta merda.

Fonte: O Mascate
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Vale la pena assistere questi video, anche se non credo che possa cambiare la situazione qui in Brasile. Per molta gente, gli puoi mettere la verità sotto gli occhi, ma continueranno a vedere solo quello che gli conviene, perché é molto piú facile accettare ogni cagata che il governo o persone importanti propinano, che fermarsi un attimo e dire "No, aspetta... forse c'è qualcosa di sbagliato".

A carroça mais cara do mundo é vendida no Brasil 
(com o nome de GOL 1.0)
Pababéns Volkswagen! Parabéns governo! Parabéns bancos! Parabéns povo brasileiro!


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martedì 26 marzo 2013







Qual è il segreto degli italiani? Fumano più di noi, guadagnano meno, la loro economia versa in condizioni peggiori delle nostre, investono meno nel sistema sanitario ma vivono più di noi. E non di poco poiché lo stacco è in media di ben 18 mesi in più.

Inoltre, invecchiano in buona salute prima che malattie e infermità prendano il sopravvento.
Dal confronto dei risultati sulle condizioni di salute in 19 Paesi lungo un periodo di oltre 20 anni, pubblicati sulla rivista The Lancet, il Regno Unito è uscito con le ossa rotte.

In fatto di speranza di vita, ci siamo classificati al 14° posto, scendendo di due posti dal 1990. Al contrario, l’Italia si è posizionata dal 5° al 2° posto, davanti a Francia, Germania e Svezia.
E pensare che, fino agli anni ’70, gli inglesi vivevano più a lungo degli italiani.

Allora, com’è possibile che La Dolce Vita abbia sorpassato la Good Life britannica?
Il fenomeno in parte è riconducibile ai notevoli miglioramenti degli standard di vita che hanno interessato l’Italia a partire dagli anni ’60, quando la povertà schiacciante ha cominciato a cedere il passo ad uno stato di benessere crescente.

Anche il Regno Unito naturalmente non è rimasto estraneo al miglioramento degli standard di vita. Ma Alan Maryon-Davis, Professore Onorario presso il Dipartimento di Sanità Pubblica al King’s College di Londra, sostiene che l’Italia è un Paese più unito e meno diviso del nostro. E aggiunge: “La disuguaglianza sociale è meno pronunciata, la differenza fra gli abbienti e gli indigenti è minore e probabilmente questo fattore incide quando entra in gioco la salute.”

Dieta mediterranea
Il Professore Alan Maryon-Davis si chiede inoltre se la psiche degli inglesi è incline al fatalismo quando si tratta di malattie: “Davvero si può pensare di poter ignorare la salute per decenni nella speranza che il sistema sanitario nazionale possa venire in salvo in calcio d’angolo quando gli acciacchi iniziano a manifestarsi?”

Negli anni ’70 in Italia è stato introdotto un servizio sanitario nazionale universale modellato in parte su quello britannico. I governi italiani successivi hanno iniettato denaro nel settore sanitario. Per decenni, l’Italia ha investito somme ingenti nella sanità, ancora di più che la Gran Bretagna. Solo di recente il Regno Unito si è messo al passo con l’Italia, investendo somme più ingenti nella sanità.
Le sigarette piacciono al 23% degli adulti italiani rispetto al 20% degli inglesi. Ma fino a circa il 2006 in Italia c’erano meno fumatori; il consumo nel Regno Unito ha subito una flessione più rapida rispetto all’Italia, pertanto gli adulti inglesi stanno ancora pagando il prezzo di decenni di consumo di sigarette maggiore.

Probabilmente anche la dieta mediterranea è un fattore che spiega la longevità degli italiani. Stefania Salmaso, direttore del Centro epidemiologia, sorveglianza e promozione salute di Roma, spiega: “Dagli anni ’60, la dieta degli italiani è migliorata molto grazie al consumo di pesce molto più fresco e ad una gamma più ampia di alimenti. Frutta e verdura fresche sono alla portata di tutti e nella nostra cucina usiamo molto olio di oliva e meno grassi animali rispetto agli inglesi.”
Per tradizione, gli italiani bevono vino durante i pasti ed evitano il consumo sconsiderato di alcool molto diffuso in Gran Bretagna. Tuttavia, la Dottoressa Salmaso avverte che le abitudini fra i giovani in fatto di consumo di alcol stanno prendendo una brutta piega.

Che la dieta mediterranea sia collegata al rischio ridotto di malattie cardiache lo rivelano numerosi studi. Da un esperimento condotto lo scorso mese dal New England Journal of Medicine che ha coinvolto più di 7.000 persone in Spagna è emerso che coloro che assumevano o un litro di olio extra vergine o 200 g di noci, nocciole e mandorle ogni settimana per cinque anni presentavano un rischio significativamente ridotto di ictus e malattie cardiache rispetto a un terzo gruppo di controllo a cui era stato semplicemente consigliato di seguire una dieta a basso contenuto calorico.

Come vedono gli italiani la loro salute? Sono orgogliosi di essere fra le nazioni più longeve al mondo? Pare di no. “Nemmeno un giornalista italiano mi ha contattato per commentare i risultati dello studio di The Lancet,” ha affermato Stefania Salmaso, a Roma. “Qui nessuno si rende conto di quanto sia fortunato. Gli occhi sono puntati solo sulla crisi politica e le belle notizie passano in second’ordine.”

Allora perché la speranza di vita media in Italia è di 81,5 anni e di 79,9 nel Regno Unito? Dieta, sistema sanitario, struttura sociale, persino il clima concorrono a questo dato, ma quale di questi fattori è il più importante? Il Dottor Edmund Jessop, vice presidente della Facoltà di Salute Pubblica nel Regno Unito afferma: “A dirla tutta, non lo sa nessuno. La speranza di vita sembra solo una questione di numeri ma in effetti è qualcosa di molto più complicato e a stabilirla concorrono tutta una serie di fattori. Si possono avanzare varie ipotesi ma dare una sola risposta definitiva è impossibile.”

Traduzione di Grazia Ventrelli

Fonte: BBC
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giovedì 21 marzo 2013



Io capisco che sia un Capo di Stato, e che come tale non possa risiedere in un Motel sull’autostrada o mangiare nella Trattoria da Pino, però questo “gasto” di spese mi sembra un poco esagerato. Non molto… solo un pochino. E leggendo questa notizia non ho potuto fare a meno di paragonare la Dilma a qualche Re africano o a uno Sceicco arabo. Il bello è che, in ogni caso, una frotta di imbecilli qui in Brasile gridano “Oba! Evviva! Brava Dilma!” quando ha annunciato di abbassare la bolletta della luce o quando afferma che sta eliminando la povertà in Brasile. Tutto ciò è solamente ridicolo.

Per il viaggio di tre giorni del entourage della presidente Dilma Rousseff per la messa inaugurale del Papa Francesco a Roma sono state riservate 52 camere e 17 veicoli, in base alle informazioni ottenute da Folha.

Dilma, quattro ministri, più stretti collaboratori e guardie del corpo hanno soggiornato presso l'Hotel Westin Excelsior in Via Veneto, uno delle Vie più sofisticate di Roma, per un totale previsto di 30 camere.

Una è stata trasformata in ufficio per la Presidente della Repubblica.

La suite presidenziale giornaliera costa circa R$ 7.700, mentre la camera più economica è di “soli” $910.

Le altre 22 camere erano per il personale di supporto, più a portata di mano.

La Presidente non ha voluto rimanere nella residenza ufficiale dell'Ambasciata del Brasile, situato in una grande villa nel centro storico di Roma, e che di solito riceve i rappresentanti del paese.

Questo è stato il caso dell'ex presidente Lula nel 2005, quando ha partecipato ai funerali di Papa Giovanni Paolo II.

Secondo un portavoce della presidenza la Dilma preferisce gli hotel per facilitare il lavoro di routine.

Nel caso specifico di Roma, un altro motivo di questa scelta è che l’Ambasciata in Italia è temporaneamente senza ambasciatore brasiliano.

La numerosa flotta delle auto in leasing comprende sette veicoli a berlina con autista, auto di lusso blindato, quattro furgoni esecutivi con capacità per 15 persone, un minibus e un veicolo destinato alla sicurezza.
Solo per portare i bagagli e le attrezzature, Dilma aveva un camion e due furgoni.

La presidente è arrivata nel pomeriggio di Domenica a Roma, quando ha colto l'occasione di visitare due chiese storiche.

Due giorni fa, ha visitato una mostra del pittore Tiziano, ha incontrato l'ex ministro di Lula José Graziano da Silva, direttore generale della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e il Presidente dell’Italia, Giorgio Napolitano, che è alla fine del mandato.

Ieri, Rousseff ha partecipato alla messa inaugurale di Francisco e ha incontrato brevemente il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, paese europeo di circa due milioni di abitanti.

Inoltre ha avuto un breve incontro con il presidente argentino Cristina Kirchner, che non era prevista e che è durato circa 15 minuti.

Fonte: Folha

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mercoledì 20 marzo 2013



Vivo in Brasile da alcuni anni, ma ci sono alcune cose che proprio non riesco a capire e che in qualche modo mi sconcertano. Una di queste è la scuola e il metodo di insegnamento.

Qualche giorno fa si è svolto qui in Brasile un esame dell’Enem (Exame Nacional do Ensino Médio) sulla lingua portoghese. Il tema era “Os movimentos imigratórios para o Brasil no século XXI”. Innumerevoli furono gli errori di ortografia. Moltissimi studenti non sapevano come scrivere il plurale di alcuni termini o sbagliavano i verbi. Tengo a precisare che l’Enem è un esame realizzato dal Ministero dell’Educazione del Brasile e serve per valutare la preparazione degli studenti che desiderano entrare in una università o scuola superiore.

Ora, il problema non è tanto l’errore di grammatica in sé stesso. Tutti noi, in qualche modo, commettiamo errori “venali” di ortografia e pochi sanno coniugare perfettamente i verbi. Io per primo commetto molti errori, ma io ho fatto solo la Terza Media, e sto parlando di una cosa che feci 37 anni fa. Ma questi invece sono studenti che stanno andando a scuola e che pensano di fare l’università, quindi dovrebbero essere più preparati di quanto lo sono io. E posso capire che una persona non sappia, per esempio, il Participio Passato del verbo “nuocere”, ma che uno studente brasiliano non sappia dove mettere l’accento nella parola “saúde” mi sembra eccessivo. Non che la cosa mi possa meravigliare. Non voglio entrare nel personale ma potrei fare esempi di famigliari che fanno di peggio. Però questa mancanza di nozioni basilari è allucinante.

Ma come dicevo, il problema non sono gli errori, ma il fatto che, pur commettendo tali inesattezze, questi studenti hanno ricevuto ugualmente una nota abbastanza alta. Alcuni poi sono stati anche “creativi”: uno studente ha scritto la ricetta del “miojo” (una specie di pasta istantanea); un altro ha scritto l’inno del Palmeiras (squadra di calcio); e tutto questo quando il tema, torno a dire, era sui movimenti immigratori del Brasile. Secondo chi ha valutato la prova del palmeriense, "Retirando-se do texto os trechos do hino transcrito pelo participante, ainda restaram ideias e argumentos aproveitáveis ao desenvolvimento do tema". Stessa cosa per quanto riguarda la ricetta del miojo. Quindi secondo questi grandi esperti, io posso scrivere un testo sulla scuola, e poi dare la ricetta della carbonara!

Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha approvato martedì scorso (19) la proposta del Conselho Nacional de Educação (CNE) in base al quale le scuole brasiliane, pubbliche e private, dovranno dare priorità alla realizzazione dei 200 giorni di scuola durante i mondiali di calcio.

“Os sistemas de ensino deverão ajustar os calendários escolares de forma que as férias escolares decorrentes do encerramento das atividades letivas do primeiro semestre do ano abranjam todo o período entre a abertura e o encerramento da Copa”.

Questo cosa significa? Che la Coppa del Mondo, il calcio, è molto più importante dell’insegnamento. E quando un paese, quando proprio il Ministero dell’Educazione pensa queste cose, cosa ci si può aspettare dagli studenti. Se questi giovani saranno loro a far parte del “País do futuro”, mi domando quale futuro ci possa essere a queste condizioni.
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martedì 19 marzo 2013


Questa notizia è stata presa dal più rinomato quotidiano svizzero, e parla di una triste realtà che affligge il nostro Paese. Il fatto che lo Stato non faccia niente per preservare i suoi innumerevoli tesori artistici ha un che di assurdo. Capisco che in questo periodo i soldi siano pochi e che sia meglio usarli per altri scopi (ma quali? Io finora non ho visto miglioramenti concreti per i cittadini), però i monumenti e le opere che abbiamo, aldilà del fatto che siano un patrimonio mondiale, sono forse le uniche cose che possono recare un po' di denaro nelle tasche dello Stato, grazie agli innumerevoli turisti che vengono a visitare ogni anno le nostre bellezze artistiche e paesaggistiche. Quindi mi sarei aspettato un poco più di interesse in questo campo, ma evidentemente i nostri politici non la pensano così  Il lato buono è che, in ogni caso, grazie ad aziende private, italiane, qualcosa si riesca a fare. Meglio un aiuto privato che veder decadere e abbandonare opere preziose come il Colosseo o la Fontana di Trevi. Spero che questa iniziativa provata sia solo un inizio e che col tempo altre aziende possano aiutare il mio Paese a continuare a essere quello per cui è famoso. Se i nostri politici sono ciechi o ignoranti a tal punto da non capire il danno che stanno creando con il loro disinteresse, ben vengano i privati. 



Lo stato italiano non ha soldi da destinare alla conservazione dei suoi monumenti così  famosi in tutto il mondo, tra cui il Colosseo e la Fontana di Trevi che si stanno pian piano sgretolando. A tutela dei tesori culturali però adesso si moltiplicano le iniziative del mondo della moda italiana.

In nessun altro luogo come in Italia, ci sono così tante opere d’arte e tesori culturali. Con i suoi edifici storici e monumenti, il Belpaese è in testa alla classifica delle nazioni con la maggior parte di siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. La manutenzione di questo immenso patrimonio sembra tuttavia non essere la priorità per lo stato italiano. Il Ministero della cultura lamenta la mancanza di fondi, per cui non sarebbe possibile reggere il costo degli interventi urgenti di restauro di siti di fama mondiale, come ad esempio gli scavi archeologici di Pompei o il Colosseo di Roma. Oltre ai tagli dei finanziamenti dovuti dalla crisi, la questione riguarda anche la cattiva gestione dei fondi stanziati. La diffusa corruzione e il coinvolgimento della criminalità organizzata intaccano le già scarne risorse.

Gli stilisti italiani ora vogliono prendere di petto la situazione. I marchi che hanno contribuito al successo in tutto il mondo del «Made in Italy»  finanzieranno con generose donazioni il restauro dei monumenti che si stanno sbriciolando. L’impresa più recente riguarda il punto di riferimento architettonico della «Dolce Vita», vale a dire la barocca Fontana di Trevi nel centro di Roma. L’opera d’arte la cui costruzione è terminata nel 1762 necessita di urgenti interventi, dopo che l’estate scorsa, alcuni pezzi si sono staccati.

Recentemente, la Maison Fendi ha annunciato che metterà a disposizione 2,5 milioni di euro per il restauro della Fontana di Trevi. Il progetto «Fendi for Fountains» comprende anche il restauro di quattro piccole fontane nella vicina Piazza delle Quattro Fontane. La storia della Maison è strettamente legata alla città di Roma, così Silvia Venturini Fendi ha motivato la sua scelta. Il sindaco Gianni Alemanno ha definito un dono per Roma e per il patrimonio culturale dell’umanità, l’iniziativa della casa di moda, che non sarebbe legata ad alcun tipo di pubblicità, ha assicurato. Solo una piccola e discreta targhetta di metallo applicata alla fontana indicherà gli autori della donazione. La ristrutturazione che durerà 20 mesi, dovrebbe prender il via in questi giorni. Secondo Alemanno, la maggior parte dell’opera d’arte resterà visibile al pubblico durante la riparazione.

Fendi continua così il trend, che Diego della Valle aveva avviato già nel 2011. Il capo del marchio di lusso infatti ha reso disponibili 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo. Non sono però mancate reazioni negative ai progetti di della Valle. Alcune organizzazioni dei consumatori hanno portato il caso in tribunale per sospetto di concorrenza sleale in gara d’appalto. Dopo mesi di ritardi, questa settimana il giudice si è espresso a favore della prosecuzione e del progetto. Intanto, rimane poco chiaro quando potranno avere inizio i lavori di restauro. Anche nel caso del Colosseo, la generosità del donatore verrà resa nota in maniera non invasiva, vale a dire pubblicizzatati sui futuri i biglietti d’ingresso per il monumento.

Nel frattempo l’autorità per la tutela dei beni architettonici di Roma non può che rallegrarsi a dei finanziamenti provenienti dall’industria della moda. L’appello di Della Valle agli imprenditori italiani, di dare un contributo alla conservazione della cultura, sembra aver funzionato. Ora, anche a Venezia uno dei simboli collocato nel cuore della città lagunare tornerà allo splendore con l’aiuto di una gloria locale dell’alta moda. Recentemente, lo stilista veneto, Renzo Rosso, che sta dietro l’etichetta Diesel si è impegnato per la riqualificazione del famoso ponte di Rialto, per cui ha intenzione di investire 5 milioni di euro, in cambio la Diesel potrà organizzare a Venezia diversi eventi in grande stile fino al 2015.

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giovedì 14 marzo 2013


SALVADOR – Avere sempre una certa quantità di soldi in tasca per non irritare i rapinatori durante un assalto. Questo è uno dei "consigli" che il sito ufficiale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Bahia (SSP-BA) aveva pubblicato [ora l’hanno tolto] fino al primo pomeriggio di martedì. La raccomandazione è: "porta un poco di soldi (per soddisfare il ladro), ma poche carte di credito." Il messaggio ha provocato reazioni forti all'Assemblea Legislativa di Bahia, facendo in modo che il governo ritirasse questo “consiglio” dal loro sito.

Anche così, i deputati Carlos Gaban (DEM) e Uziel Bueno (PTC) hanno presentato una petizione alla Commissione per i Diritti Umani e Pubblica Sicurezza dell'Assemblea Legislativa per invitare il Segretario alla Sicurezza, Mauricio Barbosa, a parlare sopra questo polemico “consiglio”. Inoltre l'opposizione chiede spiegazioni a Barbosa per gli alti livelli di violenza registrati in Bahia, come rivela la recente Mapa da Violência 2013.

Con il ritiro di questa raccomandazione sono rimaste le più logiche: "dopo un assalto: non cercare di inseguire il ladro, allontanati dal luogo, telefona subito al 190 con tutte le informazioni possibili già organizzato, vai alla stazione di polizia più vicina per registrare il verificarsi ".

Fonte: Implicante

Commento personale: il fatto di portare qualche spicciolo in tasca per non irritare il rapinatore ha un senso logico in questo paese, dove per una cazzata rischi di ricevere una pallottola o una coltellata. Ma il fatto che questo “consiglio” venga dato proprio dalla Polizia locale, polizia che dovrebbe cercare di debellare tali criminali, invece di renderli più “mansueti”, ha dell’incredibile. Io sono convinto che il tasso di criminalità qui in Brasile é così alto non solo per colpa della povertà, della disuguaglianza sociale o del governo, ma anche (e forse soprattutto) dell’atteggiamento di molti brasiliani di fronte a certe cose. Forse, ma potrei sbagliarmi, se i brasiliani imparassero a reagire invece di rimanere impassibili, quasi catatonici, di fronte a questa mole di assaltanti, per la maggior parte ragazzi adolescenti, qualcosa qui potrebbe migliorare. Ma accettare le conseguenze che la vita di tutti i giorni può dare, non fare nulla, perché é lo Stato che deve fare qualcosa contro la criminalità, ma anche per tutti gli altri problemi, e non il cittadino, é tipico di questo paese.
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lunedì 11 marzo 2013


Oggi su La Stampa c’erano due notizie allarmanti, ma che purtroppo rispecchiano la dura e triste realtà dell’Italia: nella prima si legge che quasi sette milioni di italiani sono in difficoltà economiche, nella seconda che i giovani, oltre a essere disoccupati, hanno perso le speranze e non studiano e nemmeno cercano un lavoro. Per chi, come me, ha iniziato a lavorare duramente subito dopo la Scuola Media, questo fatto é difficile da comprendere. Forse i giovani d’oggi avrebbero bisogno di rimboccarsi le maniche e accettare lavori anche poco nobili, senza paura di sporcarsi le mani. Ma penso che effettivamente di lavoro in Italia non esista quasi più, pulito o sporco che sia. Certo é che sono due notizie tristi, perché in ogni caso quando perdi la speranza c’é ben poco da fare. Avrei voglia di dire di continuare ad essere ottimisti e non abbattersi troppo, di reagire e di trovare altre alternative, ma é una cosa più facile a dirsi che a farsi.

Debiti, paure, sfiducia verso la classe politica. È la fotografia dell’Italia scattata dall’Istat nel primo rapporto sul Benessere equo e sostenibile, presentato insieme al Cnel. In particolare, tra il 2010 e il 2011, l’indicatore della “grave deprivazione” sale dal 6,9% all’11,1%, ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno. 
La crisi ha fortemente intaccato il potere d’acquisto delle famiglie. Il reddito disponibile in termini reali si è ridotto in 4 anni, dal 2007 al 2011 del 5%, portando molti a intaccare i risparmi per far fronte alle esigenze, risparmiano meno o addirittura indebitandosi: la quota di persone in famiglie che hanno ricevuto aiuti in denaro o in natura da parenti non coabitanti, amici, istituzioni o altri è passata dal 15,3% del 2010 al 18,8% del 2011 e, nei primi nove mesi del 2012, la quota delle famiglie indebitate è passata dal 2,3% al 6,5%. 
L’Italia è il paese europeo che, dopo la Spagna, presenta la più forte esclusione dal lavoro dei giovani e l’unico con bassissime opportunità di occupazione regolare. Solo poco più di tre giovani su dieci lavorano con un tasso di occupazione del 33,8% tra i 20-24enni. Insieme ai giovani ad essere penalizzate sono anche le donne e gli abitanti del Sud con tassi di occupazione del 49,9% e del 47,8% rispettivamente. Sul fronte del paesaggio e del patrimonio culturale l’Italia è un Paese ricco che però non ha cura delle sue ricchezze, spende troppo poco per preservarle e valorizzarle, non fa rispettare integralmente le norme che dovrebbero tutelarle. Unico dato consolante del Rapporto quello sulla consapevolezza degli italiani in materia, che è cresciuta negli anni e ha portato poco più di un quinto dei cittadini a preoccuparsi per il depauperamento di queste risorse.
Infine, la politica. Su una scala da zero a dieci il voto di fiducia media dei cittadini italiani verso i partiti si ferma a 2,3, laddove e’ in grave calo anche la fiducia nell’altro in senso lato.
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In Italia aumenta una categoria di giovani scoraggiati e delusi che si sta lasciando andare, sono i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non sono in formazione e – ormai, dopo molti tentativi – non cercano più neppure un lavoro. Nel 2009, anno di inizio della crisi, i Neet erano il 19,5% di questo segmento di età. Due anni dopo (2011) erano cresciuti di oltre tre punti percentuali (22,7%). Il dato è contenuto all’interno del Rapporto Bes (il benessere equo e sostenibile in Italia) presentato stamattina dall’Istat e dal Cnel alla Camera ei Deputati. Il dato sui Neet è particolarmente allarmante in quanto spia di un disagio estremo, prima di tutto psicologico, che diventa particolarmente acuto se si considera che tra tutti i Neet, l’8,8% è costituito da laureati che, quindi, non possono neppure accedere ad un livello più alto di formazione per potersi rimettere in gioco. 
Tra i Neet la maggioranza è costituita da donne, del Sud e con un titolo di studio scarsamente spendibile.
Speculare al fenomeno dei Neet è quello dell’abbandono scolastico che condanna ad una condizione di marginalità lavorativa e sociale specialmente i ragazzi che vengono da famiglie con bassi livelli di istruzione. Tra chi abbandona gli studi prima del tempo, il 29,7% ha genitori con licenza elementare o di scuola media, il 7,8% procede da famiglie di diplomati e solo il 2,9% di chi abbandona ha i genitori laureati.
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domenica 10 marzo 2013


Dopo un mese e molti viaggi in treno per l’Italia, per lavoro o per piacere, la mia indignazione per il fatto che il Brasile ha disprezzato il trasporto su rotaie,  e non riesce nemmeno a iniziare la costruzione della linea ad alta velocità tra Rio de Janeiro e São Paulo,  non ha fatto altro che aumentare.

Il TAV italiano è una cosa fantastica, un fatto sorprendente per chi ha avuto come me un’esperienza traumatica durante le precedenti incursioni a bordo dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Nel 2000, in pieno inverno, io, mia moglie, mio figlio e mia nuora, prendemmo un treno (notturno) da Parigi per Milano, per poi proseguire verso Venezia.

Sarà uno scompartimento per noi quattro, pensavamo, con i dovuti letti. I letti c’erano ma, almeno nel nostro vagone, non c’erano né riscaldamento né luce, senza contare che entrò un’altra coppia con due figli piccoli, che non ci avrebbero lasciato dormire, se il freddo pungente non fosse già responsabile per aver rovinato la nottata. I treni italiani a quell’epoca sembravano carrozze, ricoperte di graffiti orribili, in stato di completo abbandono.

Perciò quando sono salito sul treno che mi avrebbe portato da Zurigo a Milano, ho avuto un (piacevole) spavento: l’Italia dal 2005 ha lanciato un processo di costruzione e rammodernamento delle sue ferrovie, e oggi dispone di 1.434 chilometri di treni ad alta velocità.

Sono i “freccia” (rossa, argento e bianca) che l’anno scorso hanno trasportato 39,8 milioni di passeggeri. Comodi, permettono per esempio di collegare le due principali città italiane, Roma e Milano, senza fermate intermedie, con accesso a internet per € 0,01 (sì, avete capito bene, un centesimo) in sole 2 ore e 55 minuti. Il sistema di informazioni, nelle stazioni e sui treni, è perfetto, facilitando la vita del viaggiatore, anche di quello che non parla italiano.

L’alta velocità permette viaggi di andata e ritorno in giornata, per esempio, tra Milano e Bologna (durata di un’ora). Ovvero, se vi trovate a Milano, potete prendere il treno per Bologna al mattino, conoscere luoghi principali della città (che si concentrano nel centro storico, pranzare, fare un altro giro e poi ritornare, senza doversi portare il bagaglio. Il prezzo del biglietto per un viaggio in giornata è minore di quello con andata e ritorno in giorni diversi.

Riassumendo, secondo il giornale britannico The Guardian: “I treni sono uno dei sei motivi per amare l’Italia, perché collegano tutte le principali città, sono veloci e costano poco”. 
 
Credo che morirò prima di poter leggere qualcosa di simile a proposito dei treni brasiliani.

PS – Gli altri cinque motivi per amare l’Italia, secondo il Guardian: il cibo, i bambini, le firme di lusso, lo sport e la cultura.

Fonte: Folha
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venerdì 8 marzo 2013


Una delle cose che si nota maggiormente qui in Brasile, e che io ho sempre criticato, é la forma arrogante che hanno molte persone nel credere che questo paese sia il migliore del mondo. Secondo gli occhi (velati) di molti brasiliani, il Brasile ha le spiagge più belle del pianeta, la natura più rigogliosa, le donne più sensuali, ecc.

Questa modo di pensare ha un nome: ufanismo. È un termine derivato da un’opera scritta nel 1900 dal conte Alfonso Celso, “Porque Me Ufano do Meu País”. In questo libro l’autore descrive tutte le bellezze e le cose positive del Brasile, in una forma esagerata di patriottismo sciovinista. Questa parola deriva dall’aggettivo spagnolo ufano (da ufjô – abbondare, eccedere e vanta – vantarsi), quindi ufanismo é un’espressione per descrive l’esagerata vanagloria, l’esagerato orgoglio verso qualcosa, in questo caso il proprio paese.

In questo libro é possibile leggere frasi assurde come:
• Quando dite "Noi siamo brasiliani!" alzate la testa, pieni di nobile orgoglio. Dovreste ringraziare Dio ogni giorno per Egli avervi assegnato nella culla del Brasile.
• La flora è meravigliosamente ricca, dato che qui si uniscono tutti i fiori e frutti dell'universo.
• Neri, bianchi, rossi, indiani, meticci, vivono qui in pace e abbondanza.
• Le foreste brasiliane sono così compatte da poterci camminare sopra.
• È interessante notare che le  foreste brasiliane sono caratterizzate dalla relativa assenza di animali selvatici.
• La pampa del sud, patria del tifone, è attraversata da mandrie di puledri indomiti, ci sono incomparabili giardini, una flora opulenta, fauna preziosa - uccelli che non migrano, da tanto che amano dove sono nati.
• Abbondano in varie regioni del paese miniere d'oro e di diamanti. Alcune regioni sono chiamate, in modo appropriato, Ouro-Branco, Ouro-Preto, Ouro-Fino, Diamantina.
• In alcune regioni perfino la polvere delle strade è aurifera.
• In alcuni coltivazioni, nel Mato Grosso, le arance, già molto dolci, quando marciscono sui rami, maturano di nuovo dolcissime. Una vera risurrezione.
• L'agricoltore ricava facilmente dalla terra tutto ciò che ha bisogno, eccetto il sale, che, per inciso, esistono grandi depositi in Brasile.
• Quasi tutte le colture danno due raccolti annuali.
• Nel suo sottosuolo, terra, aria, boschi, acque, c’è tutto. Potrebbe, se volesse, sollevare vicino ai suoi confini la Grande Muraglia Cinese.
• Nessuno, disposto a lavorare, morirà di fame. Sembra un paese di milionari, così ampiamente si spende.
• Ferite e amputazioni guariscono più velocemente che negli ospedali del Vecchio Mondo.
• Le foreste hanno pochi animali selvatici. Quelli che esistono si stanno semplicemente difendendo, facendo piccole vittime.
• In Amazonas esistono albini che intrattengono grande familiarità con gli animali. I giaguari sono innocui. Giganteschi serpenti sono a guardia delle capanne.
• Tra di noi vi esiste tolleranza e mancanza di pregiudizio sulla razza, la religione, o la posizione, in calo anche la promiscuità.
• Il brasiliano in ultima analisi, trascorre le sue giornate più felicemente del tedesco, francese, inglese, con giorni più calmi, più sorridenti, con più speranza.
• Quasi tutti i politici brasiliani rimangono nella miseria avuta in eredità dalle loro famiglie. Chi si arricchisce a spese della pubblica utilità?
Il governo militare brasiliano iniziò un periodo di campagna ufanistica per conquistare la simpatia della popolazione. Così nacque gli slogan "Ninguém segura este país" e "Brasil, ame-o ou deixe-o", e canzoni con frasi tipo "Eu te amo, meu Brasil, eu te amo; ninguém segura a juventude do Brasil":
Escola...
Marche...
As praias do brasil ensolaradas
Lá lá lá lá...

O chão onde país se elevou
A mão de Deus abençoou
Mulher que nasce aqui
Tem muito mais amor

O Céu do meu Brasil tem mais estrelas
O sol do meu país, mais esplendor
A mão de Deus abençoou
Em terras brasileiras vou plantar amor

Eu te amo, meu Brasil, eu te amo
Meu coração é verde, amarelo, branco, azul-anil
Eu te amo, meu Brasil, eu te amo
Ninguém segura a juventude do Brasil

As tardes do Brasil são mais douradas
Mulatas brotam cheias de calor
A mão de Deus abençoou
Eu vou ficar aqui, porque existe amor

No carnaval, os gringos querem vê-las
Num colossal desfile multicor
A mão de Deus abençoou
Em terras brasileiras vou plantar amor

Adoro meu Brasil de madrugada, lá, lá, lá, lá.
Nas horas que eu estou com meu amor,lá,lá,lá,lá.
A mão de Deus abençoou.
A minha amada vai comigo aonde eu for.

As noites do Brasil tem mais beleza, lá, lá, lá, lá.
A hora chora de tristeza e dor, lá, lá, lá, lá.
Porque a natureza sopra e ela vai-se embora enquanto eu planto amor.

Eu te amo meu Brasil, eu te amo.
Meu coração é verde, amarelo, branco, azul anil.
Eu te amo meu Brasil, eu te amo.

Ninguém segura a juventude do Brasil
Quindi abbiamo visto e capito cos’è l’ufanismo: una forma esagerata nel vantarsi del proprio paese, a volte cadendo nel ridicolo o inventando cose non veritiere. Di conseguenza, anche se può sembrare qualcosa di buono, come una forma di patriottismo, assume invece una forma negativa, dato che ogni forma di fanatismo – che sia religioso, politico, o semplicemente di calcio - impedisce alle persone di esercitare il loro senso critico e, di conseguenza, non riescono a valutare correttamente le questioni relative al soggetto in particolare. Un fanatico, o ufano, chiamatelo come volete, non ha senso critico, quindi non riesce a vedere esattamente la realtà che lo circonda, né tantomeno riesce a essere obiettivo su quello che accade ne proprio paese. L’ufano non ha interesse in quello che lo circonda. Per lui gli altri paesi hanno sempre e comunque scarso valore. Non importa quello che dicono gli altri, l’ufano considera il proprio paese il migliore del mondo e tutto il resto non conta. Per questo l’ufano va messo da parte. Essendo poco realista e critico, le sue osservazioni non hanno nessun valore. Ma purtroppo l’ufanismo non si può combattere. Chi pensa in questo modo così esagerato non vuole sentire ragione, quindi non c’é modo di fargli cambiare idea, nemmeno mettendolo di fronte a prove concrete. L’unico modo per impedire che tale persona possa in qualche modo nuocere agli altri é di isolarlo, di ignorarlo, lasciandogli credere ciò che vuole. In questo modo lui sarà felice, e noi con meno problemi.
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giovedì 7 marzo 2013


Strade federali già con difetti appena dopo un mese dalla consegna, afferma il TCU.

L'agenzia di controllo (Tribunal de Contas da União) ha analizzato 11 lavori consegnati tra il 2011 e il 2012 e 942 chilometri di strade sono state percorse da attrezzature speciali per misurare la forza e la costanza dell’asfalto.

Degli 11 percorsi esaminati, 10 avevano problemi come ammaccature, crepe, usura, corsie mutevoli e buche.

In un caso, il BR-230 (Maranhão), il problema della resistenza del pavimento è stato trovato un mese dopo che il lavoro è stato consegnato. Nel tratto di 91 km analizzati dai tecnici, il 35% ha avuto difetti.

In generale, i lavori sono contrattati per durare da cinque a sette anni, con una garanzia di qualità firmata nel contratto. Tutti i percorsi controllati sono stati consegnati da non più di 13 mesi.

Nel caso di un'altra strada di Maranhão, la situazione è ancora peggiore, cinque mesi dopo la consegna. In 320 km analizzati, l'82% aveva difetti di forza, problemi di regolarità 13%.

Nella BR-116 (Ceará), il 63% del pavimento aveva problemi di resistenza sei mesi dopo il completamento.

"Questo fatto [il corto periodo di tempo tra la fine del lavoro e l’analisi] rafforza la tesi che i problemi incontrati sono causati dalla scarsa qualità dei servizi prestati, non per il periodo di utilizzo del lavoro", dice il rapporto TCU .

Nelle nove strade dove l'asfalto aveva difetti di resistenza, il 47% di essi (408 km) ha avuto problemi. Se dovessero rifarle, la perdita stimata dai tecnici sarebbe di R$ 158 milioni.

Oltre ai problemi di resistenza, cinque strade hanno avuto problemi pavimentazione regolare.

Per i tecnici, questi due problemi fanno ridurre la vita della strada e causano danni alle casse dello Stato.

Solo una strada non ha avuto problemi, la BR-392 (Rio Grande do Sul).

Fonte: Implicante
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mercoledì 6 marzo 2013

Chuva forte alaga o Maracanã e faz Fifa cancelar inspeção ao estádio

As obras no estádio do Maracanã sofreram com a forte chuva que atingiu o Rio de Janeiro na manhã da última terça-feira. O local foi atingido por um grande alagamento, com máquinas submersas e muita água na área que abrigará o gramado. Devido aos estragos, uma visita técnica da Fifa e do Comitê Organizador Local (COL), agendada para esta quarta, foi cancelada.

Imagens aéreas feitas pela TV Globo mostram que boa parte do entorno do Maracanã e áreas dentro do estádio se encontram alagadas. Funcionários trabalham no local para tentar reverter os estragos, que atingiram até mesmo parte da cobertura da arena.

O Maracanã será palco da Copa das Confederações, que será disputada em junho deste ano, recebendo inclusive a final. Com previsão para ser entregue em maio, as obras no estádio chegaram a 87% de conclusão, segundo os responsáveis pela reforma.

A Fifa realizaria nesta terça-feira a última inspeção do estádio antes da entrega do Maracanã para a Copa das Confederações. Com o cancelamento da visita, a delegação da entidade seguirá direto para Recife, onde vistoriará outra arena da competição.

Recentemente o secretário-geral da Fifa, Jérome Valcke, manifestou sua preocupação sobre as obras do Maracanã. Para o dirigente, o estádio é o que se encontra em situação mais preocupante para a Copa das Confederações.

"A data de entrega é muito importante para que possamos testar as arenas antes do início da competição. Maio já é muito tarde e poderia causar problemas à Fifa para a Copa do Mundo no Brasil", disse o secretário.

Fonte: UOL
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lunedì 4 marzo 2013


Allora qualcosa di buono anche noi italiani abbiamo! Un solo dubbio: la Spagna é la “terra do presunto cru”? Senza togliere nulla ai nostri amici iberici, ma l’Italia cos’é allora?

Nesta semana os amantes da boa comida tiveram uma excelente notícia. Uma pesquisa divulgada por uma das mais respeitadas revistas médicas do mundo revela: a dieta mediterrânea reduz em até 30% o risco de derrames e infartos - a causa número um de mortes no Brasil e no mundo.

Foi justamente da terra do presunto cru – e de tantos outros embutidos tentadores – que veio a notícia.
Mas o pessoal que trabalha, no mercado popular em Barcelona, já sabia.

“Como peixe todo dia”, diz o vendedor.

“O melhor remédio pra saúde é comer bem”, diz outro vendedor.

Na região do Mar Mediterrâneo, na Europa, isso significa muito peixe, grãos, legumes, verduras, frutas, nozes e castanhas. E azeite.

A pesquisa do Hospital das Clínicas da Universidade de Barcelona já é considerada a maior em todos os tempos sobre os benefícios da chamada alimentação mediterrânea.

Os médicos acompanharam um grupo de 7.447 espanhóis, homens e mulheres, na faixa dos 55 aos 80 anos, período considerado crítico para as doenças do coração. Todos eles, pacientes de alto risco, com excesso de peso, pressão alta, colesterol, diabetes e até fumantes.

Os participantes foram divididos em três grupos. O primeiro se comprometeu a seguir uma dieta com pouquíssima gordura. E os outros dois grupos fizeram a famosa dieta mediterrânea. Um caprichando no azeite e o outro, nas nozes e castanhas. A pesquisa durou quase cinco anos.

O coordenador do estudo, Ramón Estruck, conta que quem seguiu a dieta mediterrânea diminuiu em 30% o risco de infartos ou derrames, que tantas vezes matam.

“Nós já sabíamos que esse tipo de alimentação baixava a pressão arterial, reduzia o colesterol, combatia inflamações, mas nunca ninguém tinha provado que poderia evitar mortes por doenças cardiovasculares”, disse Ramón.

A pesquisa repercutiu no mundo inteiro.

“Isso foi de fato uma novidades. O estudo teve que ser interrompido porque o benefício estava tão grande que passou a ser antiético deixar as pessoas naquele grupo que não fazia a dieta do mediterrâneo”, contou a diretora do Instituto Nacional de Cardiologia Cynthia Magalhães.

No Brasil também dá para seguir a dieta mediterrânea.

O Fantástico convidou uma nutricionista para mostrar como os restaurantes por quilo estão cheios de boas opções.

“O prato ele é composto por metade de legumes e verduras, um quarto dele de carboidratos e grãos, e o outro um quarto de peixe”,

E se você quiser mesmo seguir a dieta mediterrânea tradicional, a que foi testada pelos cientistas, o recomendado é comer peixe no mínimo três dias na semana.

Anote aí: pode ser pescada, tilápia, sardinha, salmão.

O importante é ficar atento ao preparo: melhor o peixe grelhado ou no forno. Nada de peixe frito!
Mas quem resiste às tentações?

“Chega sexta-feira e a gente sai da dieta, come uma carne gorda, um gorgonzola, um camarão com catupiry, uma batata-frita”, diz Jorge.

“A carne vermelha, principalmente essa, com essa gordurinha, é um importante inimigo do coração”, explica a nutricionista Danielle Resende.

Comer carne vermelha e frango pode, mas sem gordura, e no máximo duas vezes por semana.

“Nós montamos três opções de pratos da dieta mediterrânea. Nesse primeiro prato a gente tem arroz integral, legumes e verduras variados, e um peixe com molho de tomate, que é um protetor cardíaco. Nesse segundo prato, a gente tem a batata, em substituição ao arroz, usamos a soja em grãos, legumes e verduras variados. E nesse caso, a gente usou um peixe com salsinha”, mostrou a nutricionista. “Nessa terceira opção a gente tem a combinação do arroz com feijão, uma saladinha de legumes grelhados, sempre uma folha, pra acompanhar. E o salmão como a nossa proteína do dia”.

Mais uma vez atenção: é fundamental comer todos os dias um punhado de nozes, castanhas, amêndoas, misturados na comida ou não.

E para completar, a proteção especial do principal ingrediente do mediterrâneo: o azeite extra virgem.
“O que não pode é achar que está protegido só porque está botando azeite na feijoada, por exemplo”, adverte Cynthia Magalhães.

O azeite é para ser usado com alimentos saudáveis! Prato feito, é hora de brindar, afinal a dieta também recomenda tomar uma taça de vinho por dia. Ou um copo de suco de uva.

Fonte: G1
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sabato 2 marzo 2013


Dilma ha annunciato, durante un congresso, che “Il Brasile crescerà nel 2013”. Speriamo che sia proprio così. Il fatto é che noi italiano sentiamo questa frase da anni, e finora di crescita vera e propria non ne abbiamo vista. Anche l’ex primo ministro Monti (ma é già “ex”?), in una intervista alla Class CNBC, ha detto la stessa cosa: “L'Italia tornerà a crescere nel 2013. Questa è la mia attesa”. Dobbiamo preoccuparci di una futura crisi anche qui in Brasile?

Dilma Rousseff diz que país voltará a crescer em 2013

Em discurso durante a Convenção Nacional do PMDB, a presidente criticou "mercadores do pessimismo"

Um dia após o anúncio do Produto Interno Bruto (PIB) de 2012, que ficou em 0,9%, abaixo das expectativas do governo, a presidente Dilma Rousseff disse neste sábado (2), durante a Convenção Nacional do PMDB, que o Brasil voltará a crescer este ano. Ela criticou os “mercadores do pessimismo”, que apostam no fracasso do país.

Ao lado das principais lideranças peemedebistas, como o vice-presidente da República, Michel Temer, e os presidentes do Senado, Renan Calheiros (AL), e da Câmara, Henrique Eduardo Alves (RN), Dilma frisou que vão errar aqueles que apostam no fracasso econômico do Brasil.

“Mais um vez, os mercadores do pessimismo vão perder. Vão perder como perderam quando previram o racionamento de energia em janeiro e fevereiro e, mais uma vez agora, quando apostam todas as fichas no fracasso do país. Eles vão se equivocar. Tenho certeza de que todos vocês sabem que torcer contra é o único recurso daqueles que não sabem agir a favor do Brasil”, afirmou.

Fonte: Epoca
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venerdì 1 marzo 2013

PIB tem crescimento fraco de 0,9% e soma R$ 4,4 tri em 2012

Nem as medidas de estímulo do governo à economia como as desonerações bilionárias de tributos livraram o país de registrar um crescimento econômico de apenas 0,9% em 2012 --inferior aos 2,7% de 2011 e o menor desde 2009 (quando houve queda de 0,3%).

Em valores, o PIB (Produto Interno Bruto, a soma das riquezas produzidas no país) somou R$ 4,4 trilhões no ano passado.

No último trimestre do ano, a economia esboçou, porém, uma reação e avançou 0,6% em relação ao terceiro trimestre, acima da taxa de 0,4% do período de junho a setembro na comparação com ajuste sazonal (livre dos efeitos típicos de cada período). Em relação ao mesmo período de 2011, o PIB subiu 1,4%, segundo dados divulgados pelo IBGE nesta sexta-feira.

Sob impacto da crise externa e da menor confiança de empresários diante de um cenário de incertezas, a indústria foi castigada. Seu PIB caiu 0,8% em 2012. Houve crescimento de 0,4% do terceiro para o quarto trimestre. Já em relação ao mesmo período de 2011, a taxa foi positiva em 0,1%.

Tal cenário rebateu, do lado da demanda, os investimentos, medidos pela chamada formação bruta de capital fixo (investimentos em construção civil, máquinas e equipamentos e louvaras e matrizes de rebanhos). O tombo foi de 4% no ano e de 4,5% na comparação com o mesmo período de 2011. Do terceiro para o quarto trimestre, houve alta de 0,5%.

SERVIÇOS, CONSUMO E AGROPECUÁRIA
Sustentado pelo consumo doméstico, o setor de serviços, o de maior peso na economia, salvou o país de um resultado negativo para o PIB em 2012. Seu crescimento foi de 1,7% em 2012 e de 2,2% no quarto trimestre, quando comparado com igual período de 2011. Em relação ao terceiro trimestre, houve alta de 1,1%.

Graças à renda em expansão e o mercado de trabalho praticamente imune à crise (a taxa de desemprego foi a menor desde 2003, início da série do IBGE), o consumo das famílias cresceu 3,1% em 2012. A alta ficou em 1,2% do terceiro para o quarto trimestre. Na comparação com igual período de 2011, houve avanço de 1,2%.

Ainda pelo lado da demanda, o consumo do governo também ajudou a impulsionar a economia, num ano em que a União ampliou gastos e serviços. Em 2012, a expansão foi de 3,2%. Do terceiro para o quarto trimestre, 0,8%. Em relação ao último trimestre de 2011, o avanço foi de 3,1%.
Já a agropecuária caiu 2,3% em 2012. A queda do setor, de menor peso no PIB, foi de 7,5% na comparação com o mesmo período de 2011. Em relação ao terceiro trimestre, o recuo ficou em 5,2%.

SETOR EXTERNO
Diante da crise global que atingiu mais a Europa, grande parceiro comercial do Brasil, as exportações cresceram apenas 0,5%, numa taxa inferior à do PIB.

Já as importações (que contribuem negativamente para o PIB, pois retraram uma produção de bens e serviços realizada em outros países) também tiveram crescimento modesto: 0,2%.

Do terceiro para o quarto trimestre, houve expansão mais acelerada tanto de importações (8,1%) como de exportações (4,5%), num sinal de retomada da atividade econômica.

PER CAPITA
O PIB per capita (resultado da divisão do PIB pela população do país) cresceu apenas 0,1% no ano passado. "Em 2012, o crescimento populacional foi maior do que o crescimento do PIB", disse o coordenador de Contas Nacionais do IBGE, Roberto Olinto.

Em 2011, o PIB per capita havia crescido 1,8% enquanto a economia teve expansão de 2,7%. No anterior, as taxas haviam sido 6,5%, no PIB per capita, e 7,5%, no PIB.

PROJEÇÕES
O resultado ficou abaixo do estimado pelo Banco Central. Seu indicador IBC-BR, usado para mensurar mensalmente o desempenho da economia, apontava uma alta de 1,6% do PIB no ano passado.

Consultorias, porém, mostravam-se menos otimistas e sinalizavam para uma taxa ao redor de 1%.

Fonte: Folha
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