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sabato 19 febbraio 2011

Come un pesce fuor d’acqua


Non c’è giorno che non mi chieda cosa ci faccia qui in Brasile. Non che mi stia lamentando. Mi piace stare qui, e sono abbastanza intelligente per capire che in molte cose il Brasile è migliore dell’Italia. Ma ci sono giorni che mi sento proprio come un pesce fuor d’acqua.

Io penso di essere l’esatto opposto di un brasiliano: non sopporto il caldo, odio il Carnevale, non mi piacciono i colori “forti”, non mangio a tutte le ore (ecc. ecc.) e, fra le altre cose, parlo sempre pochissimo. Insomma, sono un perfetto italiano chato e tedioso. I brasiliani invece, come ho detto, sono belli, colorati, simpatici e amano molto parlare del più e del meno, anche con persone che non conoscono. Questa è una cosa per me molto difficile da fare, quasi impossibile, perché, oltre ad avere un carattere molto introverso, sono nato e cresciuto con “non parlare con gli sconosciuti” e con “non t’intromettere nei discorsi degli altri” (cosa che mia figlia dovrebbe imparare!). Ma questa voglia di comunicare è una cosa buona, e spero col tempo di diventare un po’ più brasiliano di adesso.

Questo piacere di fare due chiacchere, questo desiderio di avere uno scambio di opinioni, senza la paura di dare fastidio agli altri, lo si vede ogni giorno uscendo per strada, aspettando l’onibus, facendo la spesa e in mille altre occasioni quotidiane. E lo si vede anche in tutti i blog brasiliani. E’ una cosa che mi diverte sempre molto leggere i commenti che danno le persone su determinati post. Mi diverte e mi lascia a volte meravigliato, perplesso. Faccio un esempio: se un brasiliano scrive nel suo blog “oggi ho mangiato arroz e feijão” state pur certi che ci sarà qualcuno che gli risponderà “io invece ho mangiato macarrão com linguiça”, un altro gli chiederà “ma tu nei feijão usi il bacon o no?”, qualcun altro dirà “io non mangio niente perché sono a regime”, ecc. ecc.

Se un italiano invece dovesse scrivere nel suo blog “oggi ho mangiato una bistecca con insalata”, se sarà fortunato, riceverà un commento del tipo “e chi se ne frega!” o “ma non hai niente di meglio da dire?”. Ma il più delle volte non riceverà nessun commento. Questo non perché noi italiani siamo maleducati, come qualcuno può pensare, ma perché siamo più riservati, ci piace stare al nostro posto, senza rompere le scatole agli altri. E anche per questo che è molto difficile fare amicizia con un italiano.

E’ ovvio che sto parlando in generale, perché ci sono tantissimi italiani che amano parlare molto e sono molto socievoli (mia madre è una di queste, da non credere!). Inoltre, come dico sempre, dipende anche dalla zona di dove è nato quel italiano, perché di solito un napoletano o un siciliano è molto più portato a socializzare che un torinese o un milanese. Questa è una cosa tipica dell’Italia. Non credo che nessuna altra nazione abbia differenze così nette nello stesso popolo. Tutti sanno che gli italiani del nord hanno abitudini e costumi diversi da quelli del sud, ma io vado anche oltre, dicendo che un italiano di “tale” città è diverso da un italiano di “tal altra” città. So che non ci crederete, ma io, che sono di Novara, ho un modo di fare, di parlare, di vestire e di vivere da un mio coetaneo di Vercelli, che dista a 30 km da me e che vive nella mia stessa Regione. Di conseguenza uno di Vercelli è diverso da chi abita a Gallarate, come un napoletano è diverso da un casertano. Ogni singola città, ogni singolo paese, è diverso da un altro, e cambia anche il dialetto tra un paese e un altro. Ed 'è proprio questa diversità che ci rende unici al mondo.

Quindi, se io vedo differenza tra un mio vicino italiano, immaginate cosa voglia dire per me vivere in un altro Paese, con un altro clima, altri costumi, altre abitudini, altra comida…

Torno a dire, si sta bene qui, sono contento di essere venuto a vivere in Brasile e sono sicuro che qui avrò un futuro migliore di quello che mi aspettava in Italia, ma ragazzi, credetemi, a volte è molto difficile.


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4 commenti:

  1. É verdade Franco! Os italianos são mais fechados, não são de bater papo, jogar conversa fora. Mas também se encontra as exceções, os mais velhor por exemplo... Sempre tem uma senhora que puxa papo no ponto de ônibus, no trem, no mercado, etc. Acho isso legal. Agora com os jovens é muito mais difícil. O vídeo que postou mostra bem a falta de humor e certa "grosseria" dos italianos. Mas quando somos gentis, eles também o sabem ser! Como há exceções aqui, no Brasil também. Eu lá nunca fui muito de puxar papo com estranho, fazer amizade do nada. Já meu marido não. Então estou me sentindo mais " em casa ". Não preciso ser só sorrisos, hahaha. Baci

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  2. Franco, sou casada com um fiorentino, e ele è igualzinho a voce no quesito comunicaçao. Como todo fiorentino, ele nao gosta muito de falar de si e muito menos com estranhos. Reclama de mim o tempo todo, porque estou sempre a fare chiachere a tutte le parte. Seja no ponto de onibus, na fila da posta, onde alguem puxa uma conversa, estou eu a jogar conversa fora. Dos italianos, vejo que as senhoras mais idosas gostam de conversar, o restante, è quase como voce...So respondem se alguem perguntar alguma coisa.

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  3. Ola Franco.
    Entendo voce. Meu pai é gaucho e minha mae carioca.Em teoria o meu pai deveria ser uma pessoa fechada(ele é do extremo sul, o "Trentino" brasiliano) e minha mae do RJ(sol, praia).No final das contas ele é mais sociavel que ela.
    De qualquer modo todos nos nos sentimos peixe fora da agua as vezes.E muito mais aqueles que sao forasteiros.

    Olhe no Youtube o tolerancia zero no zorra total, que é muito simile a esse video que voce postou.Obviamente em portugues

    Ciao Franco.
    Ti capisco. Mio padre é gaucho e mia madre carioca.In teoria il mio padre dovrebbe essere una persona chiusa (lui è del sud, il "Trentino" Brasiliano) e mia madre di RJ (spiaggia al tramonto). Alla fine lui è più socievole di lei.
    Comunque tutti noi ci sentiamo a disagio ogni tanto.E molto di piu quei sono forastieri.

    Druida

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  4. Ahahaha to me divertindo com teu blog, realmente o que voce disse è verdade, nos brasileiros somos bem abelhudos ahahaha. Quando morei em Parma (durante 3 anos) chegava a chorar de raiva daquela gente por causa da frieza. Quando vim morar em Ancona, me achei no Paraiso, muitos dizem que o anconetano sao pessoas fechadas, eu graças a deus so encontrei pessoas boas. Meu marido è napoletano, mas è bem mais brasileiro do que eu, as pessoas me acham fechada demais por ser brasileira ahaha, vai entender! Ogni mondo è paese, vero?
    Abraços

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