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sabato 7 luglio 2012

Vecchi sistemi


E’ incredibile come questo Paese sia ancora fortemente legato ad abitudini del passato e che, pur cercando di uscire da quest’aurea di povertà e di semplicità che possiede, a volte dandosi arie di modernità che solo determinate aree di determinate città hanno, abbia ancora usi e costumi rurali che nemmeno io, alla veneranda età di 51 anni, ho visto nella mia “povera” Italia.

Qui è facile vedere ancora, in pieno centro, una carrozza trainata da un cavallo (anche se si cerca di debellare tale trasporto dato che questi poveri animali vengono usati fino allo stremo). Oppure basta pensare al fatto che non si usa buttare la carta igienica nel water ma in un cestino a parte. O al fatto che qui si usa ancora tantissimo lavare i vestiti a mano (ma considerando la scarsa qualità delle lavatrici nazionali questo forse non è un difetto). Ma la cosa che mi lascia letteralmente “doido” è il modo di pulire la casa!

Qui, per lavare il pavimento della casa, in particolar modo quello della cucina e del bagno, si usa la canna dell’acqua. Quindi prima si bagna bene per terra, poi si passa un po’ di detersivo per i piatti o per i panni (!) e con una scopa si pulisce per bene anche negli angoli e sotto i mobili. Poi si passa ancora con la canna dell’acqua per sciacquare. Dopodiché con quello che qui chiamano “rodo”, che in Italia si chiama tira-acqua, si toglie il più grosso dell’acqua che c’è sul pavimento. E per finire, con un vecchio asciugamano, si asciuga, o per meglio dire, si cerca di asciugare il pavimento così pulito.

Questo sistema poteva andare bene il secolo scorso, quando non c’erano i prodotti di pulizia che esistono adesso, e si abitava in un sitio, cioè una casa di campagna, con un semplice pavimento in cemento. Ma in pieno 2012, in una casa moderna, piena di mobili e elettrodomestici, con un pavimento in ceramica o porcellanato, questo per me è una grande assurdità.

Io regolarmente, almeno una volta alla settimana, mi ritrovo con la casa allagata per colpa di questo sistema di pulizia, che forse nemmeno gli antichi egizi usavano per pulire le loro piramidi.

E come se non bastasse questa scomodità di avere un pavimento con un dito d’acqua, mi ritrovo con i mobili della cucina appena comprata già rovinati e gonfi per tutta l’acqua e umidità che ricevono. Per non parlare delle porte di casa, arrugginite quelle in metallo, rovinate quelle in legno. E per non parlare nemmeno del fornello col fondo arrugginito, o del tavolo della cucina con i piedi in metallo, indovinate come, arrugginiti. O la sedia girevole modernissima del mio computer, con la base ovviamente arrugginita.

Ma guai a dire a qualche donna brasiliana che questo sistema non va bene. Loro letteralmente impazziscono quando vedono le case degli altri Paesi senza lo scarico dell’acqua in cucina o in bagno. Se non ci credete leggete quel simpaticissimo blog “Sem ralo” e capirete che non sto mentendo. E inoltre c’è sempre questa idea, in loro innata, che noi europei siamo sporchi e puzzolenti, e quindi non possiamo capire questo loro efficacissimo sistema di pulizia. Il bello è che alla fine io mi ritrovo con una casa sì bagnata, ma non splendente, perché se vado a vedere controluce il pavimento o i mobili, vedo sempre dei terribili aloni lasciati dai vari panni o stracci. Ma essendo italiano non ho l’autorità di criticare il sistema di pulizia brasiliano.

C’è anche da dire che qui in Brasile lo spreco d’acqua è enorme. A parte il metodo che ho descritto, vedo l’uso che fanno dell’acqua le altre persone. Ed è già capitato parecchie volte che, in caso di rottura di qualche tubazione d’acqua sulla strada, prima che quelli dell’acquedotto vengono a riparare o perlomeno chiudere quella parte difettata, passa tantissimo tempo (una tubazione vicino a casa mia è stata quasi una settimana con acqua che usciva). “Tanto ne abbiamo tanta di acqua!”, dicono. E’ vero. Ma anche le cascate di Iguazù hanno un limite.
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17 commenti:

  1. Ciao Franco, bentornato! Mi sono divertita molto a leggere questi metodi di pulizia brasiliana, ma paese che vai usanze che trovi....Quando una donna brasiliana arriva in Europa, la prima cosa che fa per la casa è cercare una cameriera per le pulizie scoprendo subito che costa molto!Rassegnata decide di fare le pulizie da sola. PRIMA rovescia ettolitri di acqua in quantita DOPO si rende conto che lo scarico non cè. Una vera tragedia, un incubo atroce. Non me ne vogliano le brasiliane, ma le trovo simpatiche:)Rosanna

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  2. Troppo divertente. In un plumbeo ma afoso e polveroso sabato nordestino il Franco ha rallegrato l'ambiente per alcuni minuti.

    Divertente, troppo divertente, la parte: "che forse nemmeno gli antichi egizi usavano per pulire le loro piramidi". Da scompisciarsi.

    Ma approfitto del post di Franco per chiedere a Juliana una traduzione di Iguaçu, non tanto sul significato della parola ma sul modo di scriverla in italiano, che come avrai notato Franco scrive Iguazù altri scrivono Iguazú e altri ancora Iguazu.

    Io, in casi come questo, dove non sono certo della traduzione italiana salvo capre e cavoli scrivendolo in portoghese. Ma rimango sempre con l'amaro in bocca per non sapere qual'è la corretta grafia italiana.

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  3. Se può servire, caro Giancarlo, ti posso dire che io ho scritto Iguazù per comodità, dato che avendo la tastiera italiana diventa "um saco" per me usare gli accenti giusti portoghesi. Ma da quanto capisco (poco) in portoghese si dovrebbe dire Iguaçu, in spagnolo Iguazú e in italiano sbagliato Iguazù. Atè mais! (visto l'accento sbagliato?)

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  4. dopo un anno e mezzo di matrimonio, grazie a una dura e continua battaglia di "violenza" variabile, ormai riesco a limitare l'allagamento al solo bagno!

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  5. io per fortuna sono riuscito a convincere mia moglie che non c'é necessitá di allagare la casa :)
    Condoglianze per i tuoi mobili che dato la super qualitá brasiliana nel giro di un mese si saranno subito rovinati.
    Anche sullo spreco dell'acqua ti do ragione, e dire che non si paga mica poco, vai a capirli.

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  6. E' sempre un discorso generale, ma questa idea dello spreco è una cosa che manca nei brasiliani, nel senso che loro sprecano molto e di tutto. A parte l'acqua di cui ho parlato, non hai idea qui in casa quante luci inutili vengono lasciate accese in tutta la casa. E poi la colpa è mia perchè uso molto il ventilatore! E potrei anche parlare della "comida", che qui ne fa in quantità industriali anche per poche persone. Ma non c'è modo di fargli capire queste cose, io ormai c'ho rinunciato.

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  7. Grande Franco, "trattato" semplice ma con una profonda verità

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  8. Per ci vuole conoscere altri aspetti su queste differenze di costumi, consiglio di leggere il blog del grande Fabio "Saga", un mito tra i blogueiros brasiliani che vivono in Italia:

    http://www.minhasaga.org/2012/07/diferencas-culturais-brasil-x-italia-3.html

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  9. sou paulista e moro há 20 anos no Paraná. Nunca vi nem paulistas nem paranaenses alagarem a cozinha ou banheiro para limpar, desse modo que vc diz. Que coisa estranha.

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  10. Strano, perchè qui TUTTI, ma proprio TUTTI, fanno in questo modo. E non è una cosa limitata a una città o a un determinato tipo di persone, ma è un modo di pulire e di pensare tipicamente brasiliano. Strano nè?

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  11. Questo tuo "nè" finale è come il nostro "né" brasiliano (= não é) ?!!! :D
    C'è qualcosa in Brasile che ti piace??? :P ~Silvia
    (uma faxina assim, com toda essa água, seria ótimo no julgamento do mensalão...)

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  12. Tutto il mondo è paese (Italia compresa, soprattutto), peccato che ci sono gli ignoranti che dimenticano questo piccolo, grande detaglio.
    Il mondo è bello perché è vario!

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  13. Esatto, cara Silvia, questo "nè" italiano ha lo stesso significato in brasiliano. E questa è una delle tante cose in comune che abbiamo.

    Se c'è qualcosa che mi piace del Brasile? Tantissime! Anche se leggendo il mio blog sembra il contrario, sono felice di vivere qui. E'chiaro che il mio "cuore" sarà sempre in Italia, ma ci sono tantissime cose che adoro di questo paese.

    Il problema sai qual'è? E' che io dico quello che non mi piace. Conosco tantissime persone che la pensano come me e dicono che tutto quello che scrivo o che dico è vero. Ma loro, più furbi di me, non dicono niente, e per questo sembra che sia solo io a lamentarmi. Io purtroppo ho la brutta abitudine di dire sempre quello che penso, e così mi ritrovo sempre etichettato come una persona "ruim". Ma sinceramente non è che mi preoccupi molto di questo.

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  14. Melhor ruim que cabra, non per niente Caterina Caselli cantava: "La verità ti fa male, lo so". Infatti la verità fa molto male a chi non accetta il suo verdetto.

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  15. "que cAbra"???? non sarebbe "que cObra"? oppure "mais ruim (pior) que cobra"? rs rs rs Va bene, signor Franco, vado a credere che non sei veramente una persona "ruim", anche perché sembra essere una persona simpatica, che scrive di modo molto divertente, mas que tal dizer alguma coisa legal sobre o Brasil, hem? só pra variar... :D
    un abbraccio, ~Silvia.

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  16. kkk... hai ragione, dovrei parlare anche delle cose buone che succedono qui, e non solo delle cose "ruim". Ma sai cos'è? Mia moglie dice che non serve dire le cose che NON vanno bene in Brasile perchè tutti le sanno. Allora io trovo inutile raccontare e descrivere quello che già tutti conoscono, come la bellezza delle spiagge, la natura, le belle donne, ecc.

    Ma vedrò di fare uno sforzo e dire qualcosa di buono :)

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  17. Ciao a tutti, che ridere come puliscono i pavimenti! Spero di non ospitare mai una donna brasiliana in caa mia: addio moibli in legno e metallo!

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