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martedì 5 giugno 2012

Pil, Pib & Co.


Tempo fa trovo una notizia su Folha che parla del PIB (Produto Interno Bruto) brasiliano. In quel articolo si confrontava, appunto, il PIB brasiliano con quello di altre nazioni. Leggendo i dati e i relativi grafici si notano alcune cose degne di considerazione.

Da quanto si legge, nel primo trimestre del 2011, il PIB brasiliano è cresciuto dello 0,8%. Poco, molto poco confronto agli altri Paesi del Bric di cui il Brasile fa parte. Per esempio, sempre secondo l’articolo, il PIB della Russia è stato, nello stesso periodo, dello 4,9%; quello dell’India il 5,3% e dell’Africa del Sud del 2,1% (stranamente quello della Cina non viene menzionato).

Inoltre, alcuni Paesi cosiddetti “in crisi” hanno avuto una crescita migliore del Brasile. La Germania, nel primo trimestre, ha avuto un PIB del 1,2%, la Francia un po’ meno, lo 0,3% mentre gli Stati Uniti hanno raggiunto una ragguardevole percentuale del 3,0%. Niente male per essere in crisi, e molto poco per il Brasile per essere un Paese emergente e ricco e potente e ecc. ecc.

Sempre secondo i dati forniti da Folha, si legge che la povera Italia ha avuto un PIB negativo dello –1,3%.

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Povera la mia Italia! Decisamente le cose là non vanno bene. Ma siamo sicuri che i dati siano giusti? Siccome io sono peggio di San Tommaso, vado a fare una piccola ricerca su Google e trovo percentuali un pochino diverse.
Di poco ma alla fine è cresciuto il Pil italiano che nel primo trimestre del 2011 è salito dell'1,1% rispetto al +3,2% dei Paesi G7.” dice Lettera 43.
Nel primo trimestre del 2011 il Pil italiano è aumentato dello 0,1% sul trimestre precedente e dell'1% rispetto al primo trimestre del 2010.” secondo il Sole 24 Ore.
È cresciuto dell'1,1% rispetto al +3,2% dei Paesi G7 il Pil italiano nel primo trimestre del 2011.” si legge nel Corriere della Sera.
Nel primo trimestre del 2011 il Pil è aumentato dello 0,1% sul trimestre precedente e dell'1,0% rispetto al primo trimestre del 2010. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Lo comunica l'Istat che ha diffuso la stima preliminare sull'andamento dell'economia italiana.”, così scrive la Voce d’Italia in un suo articolo.
E potrei continuare in questo modo ancora per molto, ma sarebbe inutile, dato che i dati sarebbero sempre gli stessi.

Quindi ora non capisco. Abbiamo dei dati divulgati da un noto giornale brasiliano che dicono che l’Italia ha avuto un PIL negativo, mentre secondo i giornali italiani l’Italia ha avuto una crescita del 1%. A chi credere?

Conoscendo gli articoli faziosi di Folha, mi viene spontaneo pensare che, in qualche modo, qualcuno abbia voluto accentuare i problemi dell’Italia e di altri Paesi europei per dimostrare così la crescita, abbiamo visto modestissima, quasi inesistente, del Brasile. Oppure può darsi che sia stato un errore “involontario”, dato che sempre secondo l’Istat, il PIL italiano è sì sceso dello –0,8%, ma questo nel primo trimestre del 2012, non del 2011 (fonte TGCom).

Che sia stato un semplice errore di battitura?
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5 commenti:

  1. La Cina non è menzionata perché nel 2011 veleggiava sui due decimali, ed anche quest'anno non è da meno, pur con i colossali problemi che si ritrova i cinesi stanno correndo sulla cresta dell'onda.

    Ma alla fine cosa dimostra il Pib o Pil? Nulla.

    Italia Pil pro capite 29.392 $. a cui togli lo 1,3% rimangono sempre più di 29.000 $

    Brasile Pib pro capite 12.492 $ a cui aggiungi il 0,8% diventa 12.592 circa

    Ossia, il Pil aumenta da un lato e diminuisce dall'altro, ma alla fine cosa cambia tra italiani e brasiliani (tanto per fare un esempio)?

    NULLA!

    E c'è chi corre dietro a Pil, spread e compagni di merende, come se non esistesse nient'altro al mondo.

    Chiedi in giro se qualcuno, solo 24 mesi addietro, avesse sentito nominare la parola "spread"?

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  2. ma ancora ora la gente fa fatica a capire cosa sia uno spread... o meglio, tutti ne hanno puara, senza dire che però è stato e lo è un arma a doppio taglio sia per chi lo ha alto, che per chi lo ha basso come la germania...

    saremo forse in piena 1° guarra mondiale delle valute?

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  3. Non e' guerra di valute,la vera guerra e' tra Stati Uniti e Cina che usano la finanza al posto delle armi(non sempre in verita',vedi Libia e tra poco Siria)
    Stefano

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  4. In realtà spread è un termine omnibus, a scondo del contesto prende diversi significati, come the spread of AIDS oppure a wide spread of ages ma anche the Marines spread out across the docks oppure the swan spread its wings ch si traduce in il cigno spiegò le ali. Tutto questo cosa centra con l'economia europa e i certificati di debito italiani contro quelli tedeschi?

    Ma la mania delle parole straniere a sproposito è un vizio italiano, quando sarebbe meglio usare la parola percentuale oppure, meglio ancora differenziale.

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  5. #stefano scrive: "Non e' guerra di valute,la vera guerra e' tra Stati Uniti e Cina che usano la finanza al posto delle armi(non sempre in verita',vedi Libia e tra poco Siria)
    Stefano
    ".

    NULLA È CIÒ CHE APPARE. Innanzi tutto la guerra in Libia, anche se sostenuta dagli Usa è stata voluta, desiderata, scatenata dal pagliaccio francese, che voleva mostra la capacità tecniche dei sui costosissimi Rafale non avendo trovato ancora un solo acquirente.

    In realtà pur dimostrando grandi doti il mega costoso caccia multiruolo della Dassault si è comunque dimostrato inferiore ai caccia Usa e inglesi.

    Ma aveva anche un altro motivo di Nicolas per attaccare vigliaccamente la Libia, quello di eliminare alcuni scomodi testimoni sulle sue trame per rubare il petrolio promesso all'Italia e altre magagne non meno gravi, come aiuti economici per la campagna elettorale del pagliaccio.

    La Siria è un problema totalmente differente. Innanzi tutto è l'ultimo baluardo, ad esclusione di Israele, alla radicalizzazione della Shaaria in tutto il medio oriente. Con la sua presenza impedisce che una intera regione diventi una confederazione di stati legati da una unica legge islamica estremamente radicale il cui unico scopo è spazzare dal loro cammino la cultura occidentale. Per questo, pur con tutti i problemi e le presunti stragi (la documentazione in merito è veramente scarsa) l'occidente sbraita e minaccia, ma sotto sotto sostengono il potere di Assad.

    Come ho detto più sopra, in politica internazionale NULLA È CIÒ CHE APPARE.

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