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lunedì 28 giugno 2010

I brasiliani e l’arte di mangiar bene


Qui l’Artusi(1) non c’entra niente o quasi. Il fatto è che, a costo di diventare più antipatico di quanto sono, devo ammettere che i brasiliani non sanno mangiare bene. O per meglio dire non sanno stare a tavola.

Non è tanto una questione di educazione, perchè qui le persone sono molto educate, però hanno preso bruttissime abitudini quando sono a tavola. Ora lo so, qualcuno dirà ... io non sono così, ... io non faccio questo oppure affermerà che noi italiani siamo peggio. Ma non stiamo facendo una gara a chi è peggiore ma stiamo solo parlando di alcune cose che vedo qui e che per me sono strane o sbagliate. So benissimo che non tutti i brasiliani si comportano allo stesso modo, come non tutti gli italiani sono uguali, ma ciò non toglie che alcuni modi di comportamento di alcune persone siano sbagliati, brasiliani o italiani che siano. Non basta dire “questo è il costume di quel popolo” perchè, facendo un esempio sciocco, se io ho l’abitudine di mettermi le dita nel naso questo non significa che stia facendo la cosa giusta e che le altre persone possano accettare questo mio costume.

Ma andiamo a vedere di cosa sto parlando.

La prima volta che sono venuto in Brasile, ed è stato più di 6 anni fa, una cosa che mi ha quasi scioccato è il modo di mangiare dei brasiliani. Io ero a casa della famiglia di mia moglie e sua madre, la mia futura suocera, era intenta a preparare il pranzo per tutti noi: arroz e feijao, frango ao passarinhos, polenta, carne moida, salada e xuxu (traduco per gli italiani: riso e fagioli, pollo in casseruola, polenta con macinato, insalata e una verdura locale cucinata in padella). Tutte ottime cose ma cosa è successo quando tutto era pronto? La prima cosa che avevo trovato strana ancor prima di mangiare era che la tavola non era apparecchiata. Sul tavolo da pranzo c’erano mille cose ma non i piatti con i bicchieri e le posate. Quando la madre ha annuciato di venire a mangiare todo o mundo è venuto in cucina, ha preso un piatto nell’armadio e lo ha riempito con tutto, ma proprio tutto quello che c’era. Quindi le persone hanno iniziato a versare prima i fagioli, poi sopra i fagioli il riso, poi qualche pezzo di pollo, la polenta, un poco di carne moida, la verdura e addirittura qualche foglia di insalata! Tutto nello stesso piatto! Poi ognuno ha preso un bicchiere di acqua o di refrigerante e si sono sparpagliati per la casa. I due fratelli di mia moglie sono andati nelle rispettive camere, mia suocera è andata a mangiare nel letto e solo io e mia moglie siamo rimasti in cucina, io con un piatto di arroz e feijao (e solo questo) e mia moglie con anche un po’ di pollo. E' stata un'eccezione? Qualche giorno fa è venuto mio cognato a mangiare a casa mia per fare dei lavori e nel piatto, insieme al riso e fagioli, ha messo dei pezzi di pane e ricordo che una volta, a casa sua, non avendo pane diponibile ha usato dei biscotti secchi! Ma vi immaginate cosa vuol dire mangiare riso, fagioli, carne, insalata e biscotti… tutto insieme… io sto male a pensarci!

Ora questo modo di pranzare può sembrare pittoresco agli occhi di qualche turista, ma per chi decide di vivere qui vi assicuro che è un pochino imbarazzante trovarsi da solo in cucina a mangiare mentre tutti gli altri sono a farsi gli affari loro in un altro posto. Io sono italiano e come tale sono stato abituato a vivere diversamente il pranzo o la cena. Per noi italiani il tavolo da pranzo è un luogo particolare, non è solo un pezzo di legno o altro materiale dove appoggiare i piatti. Tutti noi lavoriamo, tutti noi abbiamo mille cose da fare, quindi è solo durante il pranzo che possiamo restare insieme. Stare intorno al tavolo da pranzo vuol dire stare insieme alla propria famiglia, insieme alle persone a noi care, perchè nessun italiano potrebbe mangiare insieme a una persona che non gli piace. Quindi il pranzo o la cena diventa una riunione di persone che si vogliono bene, che vogliono comunicare le loro esperienze o i loro sentimenti di quel giorno. Diventa una cosa in più di un semplice ingerire alimenti. Questa è la prima cosa importante ma non è l’unica.

Un altra cosa sbagliata è che voi brasiliani mangiate molto in fretta. Secondo alcuni questo succede perchè in Brasile di solito si ha solo mezz’ora di tempo per mangiare durante il lavoro, quindi questo poco tempo ha creato questa cattiva abitudine. Ma io penso che sia proprio per una abitudine diversa. Mi spiego meglio. In Italia è vero che abbiamo più tempo per mangiare (di solito è di circa un’ora e mezza) ma quando siamo in casa o al ristorante ci piace andare con calma. Ricordo che questo Natale avevo invitato a casa mia tutta la famiglia di mia moglie. Io avevo preparato tutto per bene, dall’antipasto al dolce (non sono un cuoco provetto ma me la cavo in cucina) e mia moglie era molto ansiosa perchè era il primo pranzo “ufficiale” a casa nostra. Non ci crederete, c’erano in totale otto portate, io restavo in cucina per preparare le pietanze e mia moglie serviva a tavola. Nel giro di un’ora e mezza hanno mangiato tutto e dopo aver bevuto un caffè veloce ognuno di loro è tornato nella proria casa, chi dicendo che aveva qualcosa da fare chi invece voleva riposare. Io e mia moglie alla fine abbiamo mangiato poco e niente e verso le due del pomeriggio io stavo lavando i piatti e mia moglie spreparando la tavola! Ora, io non sono esagerato come alcuni meridionali, ma un pranzo di Natale in Italia inizia verso le 12.30 e fino alle 17.00/18.00 siamo ancora seduti a tavola. Questo perchè come ho detto ci piace stare a tavola, ci piace parlare del più o meno, prendiamo tempo tra una portata e l’altra in modo da digerire quello che si è mangiato così da gustare meglio quello che viene dopo. Poi finito il pranzo c’è il tempo per il caffè, per la frutta secca, per i liquori e infine il panettone. Vi giuro che il pranzo che ho fatto qui questo Natale è stato il peggiore della mia vita, e questo mi ha fatto pensare che i brasiliani non sanno stare a tavola.

D’accordo, forse non tutti voi siete così, ma sono stato a casa di altra gente e il modo di mangiare era identico.

Ma non è solo questa fretta nel mangiare che da fastidio. E’ anche il fatto che molti brasiliani non sanno usare le posate o i piatti giusti. Ci sono tre tipi di piatti, ok? C’è il piatto fondo, il piatto piano e il piattino. Il piatto fondo serve per le minestre o per i primi in genere; il piatto piano per i secondi e il piattino per il formaggio o per i dolci. Più o meno il metodo è questo. Per la maggior parte dei brasiliani che conosco non c’è differenza. Il classico tanto faz viene usato in modo sproporzionato quindi usare un piatto o un altro per loro non fa differenza. Per loro, perchè per me ce ne molta. Per le posate è uguale. Ho visto mangiare la carne o l’insalata con il cucchiaio, oppure non usare il coltello ma prendere la bistecca con la forchetta e tagliarla con i denti! Giuro che non sto mentendo. Sono cose che vedo vivendo qui e che mai ho visto in altri posti. Inoltre pochi brasiliani sanno usare le posate nel modo giusto, perchè la maggior parte usano il coltello con la sinistra invece che con la destra, usandolo per aiutarsi a porre il cibo sulla forchetta.

Qualcuno potrà dire che queste sono solo abitudini diverse, come i giapponesi usano le bacchette i brasiliani usano il coltello con la sinistra, ma non è così. Io posso capire per esempio che in alcune regioni africane usino le mani per mangiare, ma in un popolo di cultura occidentale questo non deve avvenire. Dite sempre che il Brasile è un Paese envolvido, più sviluppato della Italia, ma da quello che vedo qui non mi sembra proprio. Voglio anche precisare che per me non c’è nulla di male in questo. Non tutti i popoli sono uguali. C’è chi riesce meglio in una cosa e chi in altra. Voi sarete ottimi per giocare a calcio ma non siete capaci di stare a tavola. Noi saremo capaci di stare a tavola ma siamo forse più maleducati, o più precisamente più grosseiros. Non si può avere tutto o essere migliori in tutto!

Quindi non arrabbiatevi per quello che ho scritto. So che non tutti sono così come ho descritto. Però è strano che solo io vedo queste cose, vero?

(1) Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 4 agosto 1820 – Firenze, 30 marzo 1911) è stato un critico letterario, scrittore e gastronomo italiano. E’ autore di La scienza in Cucina e l’Arte di mangiare bene, pubblicato nel 1881. Il volume è rimasto in stampa per oltre cent'anni ed è stato tradotto in diverse lingue, tra le quali, l'ultima in ordine cronologico, in portoghese, fu a lungo considerata un modello di perfetta cucina italiana.
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20 commenti:

  1. Ho letto con curiosita e interesse,questa strana testimonianza.
    Effettivamente non ti aspetti che un popolo che si definishe "piu avvanzato"
    non sappia usare il coltello e la forchetta.
    Perché infondo è un primo segno di civilizzazione.
    Mi da l`impressione che in quei paesi non c`é molta unione famigliare.
    Mi chiedo!! i brasiliani che vengono definiti per eccellenza, gente cordiale, gioviali, molto aperti, allegri e sempre di buon umore,????
    come é possibile che non sono in grado di apprezzare la convivialita l`unione, la fraternita la gioia di un buon pasto condiviso tra amici e famigliari.
    E una stranissima contraddizione, o é solo una questione di educazione nostra e di cultura, tipicamente Europea.
    Ho l`impressione che tutto sommato é un popolo ancora e parecchio primitivo?
    Ed é strano che abbia una cultura cosi tanto diversa del resto del mondo!!

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  2. Il fatto che non usino le posate o altro nel modo corretto penso che sia dovuto al famigerato TANTO FAZ, cioè al fatto che i brasiliani non si preoccupano di queste piccole cose (piccole per loro ma grandi per altri).
    L'unione familiare qui è molto sentita quindi non capisco il perchè di questa loro brutta abitudine.
    Penso che sia solo una questione di cultura diversa, ma non posso fare a meno di pensare che non siamo solo noi italiani ad avere questa idea. Stare tutti a tavola e "vivere" quel momento come qualcosa di importante e di speciale avviene anche in altri Paesi europei e americani.
    Forse sono solo stato "sfortunato" nel trovare solo io persone come ho descritto (che aldilà di questo sono persone adorabili) ma trovo molto strano questo, considerando il tempo che vivo qui e che conosco il Brasile.
    Un abbraccio

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  3. Sono brasiliano e il tuo blog è divertente e utile per me che voglio abitare in Italia, però questi abitudini che o parlato qui non è uguale in tutti il paese. La mia famiglia, nel pranzo di domingo, tutti noi restiamo al tavolo insieme fino al "dessert", però mangiamo tutto in un solo piatto per l'abitudine (noi pensiamo nella economia del'acqua...hehe è un scherzo) e prendiamo la forchetta a destra ma sappiamo che la regola di etichetta dice che dobbiamo prendere a sinistra (chi si importa con i dettagli della etichetta???).
    Corrigendo la Silvia, noi, brasiliani, non pensiamo che sono "più avanzato"...
    Continue scrivendo la diversità del Brasile e Italia, mi aiuta molto a capire "a bota"...

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  4. Caro Anonimo,
    sono contento che ti piaccia il mio blog anche se ultimamente lo sto curando poco per mancanza di tempo.
    Io so benissimo che non tutti i brasiliani sono come li ho descritti. Anzi, so per certo che esistono milioni di brasiliani con abitudini, educazione e livello culturale migliore del mio, ma quello che trovo strano è che dopo tutto il tempo che vivo e che conosco il Brasile, dopo tutte le persone che ho incontrato, tutte, ma proprio TUTTE, sono come le ho descritte.
    Forse è perchè ho viaggiato poco e conosco solo una parte del vostro grande Paese. Forse è perchè la mia è una famiglia povera, che abita in una casa povera in un quartiere povero di una piccola città del interior di Sao Paulo. Forse se la mia famiglia qui in Brasile fosse più ricca e avesse studiato di più quasi sicuramente avrebbe un'altro modo di mangiare e di comportarsi. O forse no, vai a saber!
    Per quanto riguarda la "etichetta" ti posso assicurare che anchio io a volte faccio cose sbagliate. Io volevo solo far notare come fosse strano che praticamente la quasi totalità dei brasiliani usino le posate in modo differente. Non voleva essere una critica ma solo dire che trovavo strano questo.
    E per quanto riguarda il fatto di mettere tutto in un piatto solo sono d'accordo che sia una questione di abitudine però guarda una cosa: io, se avessi solo 1/2 ora di tempo per mangiare, non prenderei arroza, feijao, carne, salada, pane e altro, perchè saprei che non avrei il tempo per mangiare tutte quelle cose. Con solo 1/2 ora di tempo io prenderei solo una cosa, esempio la carne con la salada, e mangerei solo quello.

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  5. Ma forse il mio problema è proprio questo: io penso che il mondo sia come IO dico, come IO penso e come IO faccio, invece sappiamo benissimo che non è così. Devo iniziare a pensare che sulla Terra esistono quasi 6 miliardi di persone, quindi quasi 6 miliardi di mondi diversi, e penso che sia molto raro, se non impossibile, trovare un mondo uguale al mio!
    Um abraço!

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  6. Ciao Franco!
    Sono io "de novo"!
    Questo che ho detto:
    "Ma forse il mio problema è proprio questo: io penso che il mondo sia come IO dico, come IO penso e come IO faccio, invece sappiamo benissimo che non è così."
    È giustissimo!
    Quando si va in un'altro paese si deve arrivare con la testa aperta, pronto per conoscere nuovi abitudini e tradizioni.
    È ovvio che non si deva concordare con gesti brutti e sporchi però tutti il paese c'è qualcosa che, per stranieri, sembrerà brutti e sporchi.
    Grazie per fare il commento e si me permetta vado a aggiungerti nel msn.
    Abbraccio,
    Eduardo

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  7. Ciao Franco.Posso dirti una cosa?

    Sei in an'altro paese, un'altra cultura,etc.
    Se vuoi transformare tutto il mondo in una Italia penso che la guerra sia la soluzione giusta. Ogni popolo ha dei suoi abitudini, ricette,cibo,roupas,etc.
    Tutti italiani che conosco sempre si lamentono di questo siano dei brasiliani, americani,francesi, cinesi,etc.Dovete imparare a rispetare il diverso. Non siete il centro del mondo né gli unici abitanti di questo pianeta.

    Che posso dire delle cose che tanti stranieri ascoltano qui come "torna a casa tua"?Non siamo uguali come popolo.
    ............................................
    Ola Franco.Posso dizer pra voce uma coisa?
    Voce esta em um outro pais,uma outra cultura,etc. Se voce quer transformar o mundo em uma outra Italia a guerra seria uma soluçao"correta",nao?Cada povo tem seus habitos,receitas,comida,roupas,etc
    Todos italianos que eu conheço sempre se lamentam disso quer sejam brasileiros,americanos, francese,chineses,etc.Voces deveriam aprender a respeitar o diferente. Voces nao sao o centro e unicas pessoas do planeta terra.

    O que posso dizer de coisas que muitos estrangeiros escutam como "volta pro teu pais"?Nao somo iguais como povo.

    Vou ler os seus posts e depois comento.Vc distorceu muita coisa.

    Grande abraço.
    Druida.

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  8. Cara Druida,
    nessuno vuole fare una guerra e so meglio di te che sono in un paese straniero. Però penso che la buona educazione sia universale, non solo di una nazione o di un popolo. E comportarsi bene a tavola fa parte della buona educazione. Quindi se vedo delle persone che si comportano male io dico che quelle persone sono maleducate. E non è un problema di cultura diversa. E' proprio una questione di educazione. Tu ovviamente potrai dire che ci sono tanti italiani meleducati, ma grazie a Dio io non lo sono, perchè mia madre mi ha insegnato l'educazione, tra cui anche come comportarmi a tavola.

    Tu dici che ogni popolo ha le proprie abitudini, le proprie comidas, ecc. Tudo bem, questo è vero, ma dimmi una cosa: se tu vedessi qualcuno mangiare un piatto di spaghetti con le mani cosa penseresti? Che è giusto mangiare in quel modo? O che tutte le persone che mangiano gli spaghetti sono maleducate? Io penso che diresti che le persone che mangiano con le mani sono maleducate, perchè, pur essendo di un paese diverso, tu sai bene che gli spaghetti si mangiano con una forchetta, e non con le mani o con un cucchiaio.

    Quidi come vedi non si tratta di fare guerra a qualcuno, ma solo di dire "guarda che così è sbagliato". Se per te è un problema questo allora non so proprio cosa dirti.

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  9. Franco
    Aonde voce esta morando meu amigo?
    Comer com as maos no Brasil eu nunca vi.Um churrasco talvez. Ou talvez quano se improvisa algo em um camping.Mas no dia-a-dia?

    Pelo jeito voce esta em um lugar um pouco sinistro. Seria como se um brasileiro fosse morar no interior da Calabria ou nos bairros mais pobres de Napololes, Milao ou Roma.

    Se voce nao entendeu, a questao sobre a guerra foi um modo de dizer, uma expressao provocativa.

    Lembrando ainda que comer com as maos é usado em alguns paises da Africa e da Europa, mas dai depende o prato.

    Apesar de ser um apaixonado da culinaria e da comida saudavel ainda acredito que isso seja so comida.Tem coisa muio mais importante que discutir os habitos de um povo na cozinha.E nos brasileiros somos mais tolernntes em relacao a isso, felizmente ou nao.

    Druida.

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  10. Cara Druida,
    il fatto di mangiare con le dita era solo un esempio per spiegarti cosa volevo dire col mio post (anche se basta leggere l'inizio per intendere il mio pensiero) e mi meraviglio che una persona della tua intelligenza non abbia capito questo.

    Solo due appunti su quanto hai scritto: è ovvio che se vado in Africa mi aspetto di vedere persone che mangiano con le mani, come se vado in Giappone ci sono persone che usano le bacchette di legno invece delle posate, ma questo non significa che, se in Brasile o in Italia, vedo un brasiliano o un italiano fare questo io debba accetarlo. Torno a dire che l'educazione è tale in tutto il mondo, e non solo in un Paese. Inoltre, per te la comida è solo comida, mentre per me è qualcosa di più importante, e penso che dovresti sapere ormai cosa voglia dire per un italiano un pranzo o una cena e quanto valore diamo a questo. Per te non sarà così, tudo bem, non sei certo obbligata a pensarla come me, ma ciò non toglie che a tavola tu possa fare quello che vuoi.

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  11. Ciao caro Franco.Con tutto il rispetto ma come fa un popolo come gli italiani che 70,60 anni fa non avevano niente di mangiare, facevano la fame e che ha migrato per tutto il mondo ad essere cosi fighetto ed avere schifo di tutto il cibo del mondo?

    I brasiliani mangiono bene si. Podarsi che per te sia diverso.Mangiamo come scimmie,siamo della giungla uga buga, uga buga...rs

    Educazione per ogniuno é relativa benché ci sono abitudini piu o meno uguali da per tuto in Ocidente.Anchio ho i miei parametri per la "buona educazione" pero quando c'entra un' altra cultura le cose cambiano.
    Chiamare il cibo di tutto il mondo perche é diverso del'italiano é molta arroganza.Penso che l'Italia ha fa un bel lavoro di marketing.Mi piace il vostro cibo si, come mi piace il brasiliano, il tailandese indiano,etc.
    Ho visto una puntata di un famoso chef inglese che é venuto qui in Italia a cucinare.Si é lamentato perche siete troppo quadrati e tradizionalisti per parlre di cibo.Peggio in questo mondo della globalizzazione.
    Guardi questo link che parla della colazione in tutto il mondo.La migliore?Dipende come la musica, i vestiti,etc e etc
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    Olá Franco.Com todo o respeito, mas como é que um povo como os italianos qu 70,60 anos atrás não tinha nada para comer, que migrou em todo o mundo consegue ser tão nojentinho e ter nojo de todos os alimentos o mundo?

    Os brasileiros comem bem sim. Talvez pode ser que para você seja diferente.Comemos como macacos, nós somos da selva Buga uga, uga Buga ... hahahha

    Educação è relativa, mesmo que haja hábitos mais ou menos do mesmo tipo no Ocidente.Eu também tenho meus parâmetros para os "bons costumes", mas quando entra uma outra cultura em jogo as coisas mudam.
    Chamar o alimento de todo mundo de nojento, porque é muito diferente do italiano é arrogancia.Penso que a Itália faz um bom trabalho de marketing.Gosto da vossa cozinha , como eu gosto do Brasil, tailandês índiana, etc.
    Eu vi um episódio de um famoso chef britânico que veio aqui na Itália para cozinhar.Se queixou-se que vocês sao muito quadrados e tradicionais sobre a cozinha.Pior ainda neste mundo da globalização.
    Olhe este link que fala sobre o melhor café da manhã em todo o mondo.Qual é o melhor? Depende,assim como a música, roupas, etc e etc


    http://viagem.br.msn.com/galeriadefotos.aspx?cp-documentid=24898959

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  12. Ciao Franco!
    Questa é la prima volta che "entro" nel tuo blog e mi è davvero piaciuto.
    Come tanti prima di me (e pure te) ho trovato strano questo "atteggiamento" della tua familia alla tavola. E sai, secondo me, non é questione di "tanto faz", ma proprio di ignoranza. Il mio marito é di un piccolo paese nel "interior" di São Paulo, proprio come te. Li, la gente ha una vita molto semplice e, comunque abbiano un senso della famiglia abastanza forte, non è sicuramente alla tavola che si vede questo. Li, ad esempio, tanta gente mangia perche deve nutrirsi e basta... diversamente degli italiani! Ma dopo il pranzo la domenica, si siedono tutti in veranda per chiacherare e guardare la gente che passa per strada.. or si fermano in cucina per un caffe. Invece dalla mia famiglia a Minas Gerais é completamente diverso! Guarda che sono pochi km di distanza, ma la mia nonna era una che facceva con che tutti mangiassero insieme alla tavola!
    Io devo, intanto, dire che sono daccordo con te quando dice che, in modo generale, il brasiliano non sa mangiare.. non perche non sappia usare i piatti o i bicchieri, ma perche non ha proprio la cultural del mangiare, di saper scegliere il miglior cibo, quelli piu buoni, gustosi, naturalli, biologici, di più qualità. Su di questo ho imparato tanto in Italia! Ma il Paese va avanti e, penso io, piano piano la gente avrà più contatto con le cose diverse e de più buona qualità, e, forse saprà mangiar meglio.
    Ah, un altra cosa: di solito, nella maggior parte del Brasile, non si fa cosi tanto caso all pranzo di natale, ma piutosto al cenone... tranne nel paesino dei miei suoceri, dove la gente della campagna si deve sempre andare al letto alle 21h poi alsarsi alle 4h30 e fare il pranzo alle 11h e la cena alle 17h! Io non ci capisco prporio questo, ma é cosi!

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  13. Cara Anonima,
    voglio prima di tutto precisare che col mio post non ho voluto offendere nessuno, tantomeno la mia famiglia. Il problema è che ho sempre visto il Brasile come un Paese occidentale civilizzato, con delle abitudini simili alle mie. Quindi se vedo delle persone che per qualche motivo si comportano male a tavola, è ovvio che ne parlo, perchè è una cosa strana per me fare questo. Come avevo risposto a un'altra persona, se io vado in Giappone mi aspetto di vedere persone che mangiano con le bacchette, o se vado in Algeria mi aspetto di vedere persone che mangiano con le mani, ma in Brasile questo non lo accetto, perchè lo considero un Paese simile al mio. E poi non è vero che solo noi italiani siamo così "fissati" con la comida e la tavola. Negli Stati Uniti, stare a tavola tutti insieme, specialmente per la cena, è ugualmente importante. Stessa cosa per alcuni Paesi europei come Turchia, Spagna o Grecia. Quindi certa gente dovrebbe smetterla di dire che noi italiani diamo troppa importanza al cibo. E se anche fosse così (perchè in effetti è proprio così) fa parte della nostra cultura. E il fatto che gli altri popoli abbiano altre abitudini a me non interessa. Io sono italiano in Italia, in Brasile e in qualunque parte del mondo io vada. E come tale mi comporto. Alla faccia della globalizzazione!

    Um abraçO!

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  14. Franco, mi dispiace ma devo dirti che qui non sia una questione di cultura, forse qualcosa interna con la famiglia in cui ti trovi... come brasiliana e sposata con uno italiano non ho mai avuto de questi disaggi a tavola, sia la sua che la mia famiglia ci comportano de modo simile.

    abbracci

    Sandra

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  15. Che dire...faccio mie le tue parole...Abito in Brasile da sempre, pero i miei sono di Bologna... Capperi..questo coltello nella sinistra...quante storie...da piccolo mi hanno insegnato a lavorare con il coltello sempre con la destra - oggi non ce la faccio neanche a prenderlo con la sinistra..mi sta male - ogni tanto mi guardano storto..ma poi alla fine sono l´unico che riesco a pulire un pezzo di ossa senza le mani... Va a capire... Grazie per il blog, mi hai fatto dare delle belle risate mentre leggevo!

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  16. è vero, purtroppo la cultura Americana del cibo rapido ha dominato questo paese e se non baderete dominerà anche il bel Paese. Qui in Sud del Brasile ci piaci ancora un po di sedersi a tavola e mangiare con la famiglia, ma non so fino a quando. Come dice beppe grillo, non mollare mai...

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  17. blog interessante, pero vorrei aggiungere un piccolo commento... La mia cena di natale più triste è stata qui, quando dopo aver mangiato e bevuto molto bene ci siamo guardati in faccia ed eravamo i soliti 5 (io, marito,suocero, suocera e nonna) da 4 anni, senza avere (raro) l'alegria di ricevere qualcuno a cena (o pranzo), cosa che dai miei è sempre una grande festa e momento x stare insieme con parenti e amici cari... (e sinceramente cose del genero, a parte il piatto unico, io non ho vissuto)... anzi mio marito IT si diverte un sacco in BR.
    penso sinceramente che le esperienze sono molto personali e difficili da generalizzare
    Regina

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  18. Cara Regina,
    hai proprio detto una cosa giustissima: le esperienze sono molto personali. Infatti io mi ricordo che il Natale, quando ero in Italia, era una scusa per stare tutti insieme e passare un giorno intero a bere e a mangiare. Eravamo sempre in minimo 13 e tutte le volte diventavamo matti a come far stare tutta quella gente in una sala da pranzo. Però era divertente e si stava insieme fino alla cena. Qui in Brasile sicuramente è la stessa cosa. Io ho voluto solamente far notare come siano diverse le nostre abitudini, perlomeno con i brasiliani che io conosco. Il fatto del piatto unico o di non usare correttamente le posate lo si può notare in qualunque praça de alimentaçao. Poi ognuno ha le sue idee. c'è a chi dà fastidio questo e a chi no.

    Abraços.

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  19. Caro Franco,

    da poco ho conosciuto tuo blog e mi è molto piaciuto. Scusa il ritardo nel commento, ma ho appena letto tuo post. Son andata in Italia solo una volta, in vacanze. Ma, l'anno prossimo abiterò lì. Veramente, ci sono molte cose che noi, brasiliani e italiani, faciamo di um modo diverso. Ma devo dire che, secondo me, quando se fa una comparazione tra le culture, non si può dire che qualcosa è giusta o sbagliata. Mi spiego. Tu dici che mangiare ogni cosa a un piatto è giusto e che mettere tutto sul stesso piatto è sbagliato. Ma perchè pensi così? Perchè hai cresciuto tra una cultura che ha insegnatoti che se deve mangiare così. Se capisce cosa voglio dire? Diciamo che qualcosa è sbagliata pensando su quello che abbiamo imparato. Comunque, le persone che hanno cresciuto a altre posti hanno imparato altre cose che servono di base a tutto che fanno. È sicuro che con la globalizazzione alcune abitudine son diventata quasi universali, ma credo che è la diversità è proprio la belleza delle culture. (E forse anche questo pensiero è una cosa di cultura, visto che il Brasile è un paese molto eterogeneo e ho cresciuto tra la diversità)Infine, vorrei dire che, secondo me, sbagliato è mettere un modo di fare qualcosa come giusto e tutte le altre come sbagliate. Mangiare, parlare, fare la doccia, infine, vivere, non è una scienza esatta, rsrsrs.
    abraccio

    ps: scusa il post lungo e mi dispiace se ho scrito qualcosa sbagliata, mio italiano ancora non è così estatto, rsrsrsrs

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  20. Carissima Gaby,
    prima di tutto ti ringrazio tanto della visita e sono contento che ti piaccia quello che scrivo. Per quanto riguarda il tuo commento devo ammettere che su alcune cose sono d'accordo, ma su altre no. Mi spiego.

    E' vero che le culture e le abitudini siano diverse per ogni paese, ed è vero che, quello che per me sembra sbagliato, per qualcun'altro può sembrare giusto. Però io penso che ci siano delle, diciamo così, regole universali. Quindi, se qualcuno vuole "misturar salada com maccarao", tudo bem. Io trovo um po' nojento fare questo ma se a quella persona piace fare così che lo faccia. Ma comportarsi a tavola, saper usare le posate nel modo appropriato, avere una pur minima nozione di galateo, penso che sia importante per tutti, italiani o brasiliani che siano. E non è una questione di "costume". Se io vado in Marocco mi aspetto di vedere persone mangiare con le mani; se vado in Cina so che si usano le bacchette invece delle posate. Ma se io vado in Brasile e vedo mangiare riso, fagioli e insalata (condita) insieme e usare un cucchiaio per tagliare una bistecca (oppure prendere una bistecca con la forchetta e staccarne pezzetti a morsi, come ho visto fare) ecco allora che dico "qui c'è qualcosa che non va".

    Inoltre io penso che bisogna stare attenti con questa storia del "costume". Siccome un popolo ha "cstume" di fare una cosa non significa che sia giusta. Ti faccio un esempio: in alcune regioni dell'Africa è "costume" la pratica della infobulazione, cioè l'asportazione della clitoride, delle labbra e la conseguente cucitura della vagina. Per quei popoli tale pratica è giusta, perchè fa parte della loro cultura, ma sappiamo benissimo che è una barbaria crudelissima che molte organizzazioni stanno cercando di debellare. E' solo un esempio, e può sembrare esagerato, ma serve a far capire che "cultura" non sempre è sinonimo di "cosa giusta". Per il resto concordo con te e sono consapovelo che il Brasile è un insieme di popoli e di "culture" diverse, e questa è una sua parte affascinante.

    Um grande abraço!

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