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venerdì 1 aprile 2011

Le cose che non capisco, ovvero…


… i misteri del Brasile! No, non sto parlando di un film di Steven Spielberg, ma di alcune cose che proprio non riesco  capire. Sono in Brasile da quasi due anni e conosco mia moglie da più di sei, eppure ci sono cose che fanno al di là della mia comprensione. E non basta dire che sono solo abitudini diverse, perché per me proprio non hanno senso. Quindi se c’è qualcuno tra di voi che mi sa dare una spiegazione logica di queste cose gliene sarò eternamente grato. Ma andiamo a vedere di cosa parlo.

Iniziamo dalla cucina, e qualcuno mi spieghi per quale motivo i brasiliani fanno sempre un monte de comida. Ma quando dico un monte, voglio dire proprio tanta! Dovunque io vada, sono sicuro che in cucina troverò sempre una bella pentola piena di riso e una di fagioli. Se chiedo a qualcuno perché fare così tanto cibo mi sento rispondere “para não passar vergonha”, perché qui in Brasile, dato che non sono così ferrei sugli orari di mangiare, qualcuno può arrivare a qualunque ora e, in quel caso, può trovare la comida pronta.

Ora, questo motivo può avere anche senso, se non fosse per il fatto che io, come italiano, sono abituato a preparare da mangiare nella quantità che serve. Quindi se siamo in quattro in casa io preparo per quattro persone, e non per dieci. In questo modo non mi avanza niente e quello che mangio è sempre fresco, dato che è cucinato al momento. E se viene qualcuno a trovarmi e vuole mangiare? Be’, prima di tutto la buona educazione evita di andare a casa di qualcuno a qualunque ora e chiedere da mangiare. E di sicuro, se io dovessi andare a casa di qualche mio parente o amico alle tre del pomeriggio (per fare un esempio) certamente non chiederò un piatto di pasta o una bistecca. Mi accontenterei di una caffè o di un te con al massimo qualche biscottino. Ma non solo. Noi italiani abbiamo inventato piatti superveloci da fare proprio quando uno si trova nella condizione di dover cucinare ma ha pochissimo tempo. Per esempio posso preparare un piatto di spaghetti al tonno, o aglio olio e peperoncino, o una mega insalatona. Così facendo posso ugualmente fare bella figura ma mangiare qualcosa di succulento senza stare molto tempo tra i fornelli. Invece sembra che qui in Brasile piaccia molto mangiare pietanze riscaldate, dato che il riso che preparano basta per quasi una settimana.

Un’altra cosa che va al di là della mia comprensione è il metodo di pulire la casa. Qui per pulire il bagno e la cucina si usa la canna dell’acqua. Si mette in un secchio un po’ d’acqua con un detergente, che può essere benissimo il classico detersivo per i piatti o un comune disinfettante. Poi si prende una scopa, la si bagna nel secchio e si passa sul pavimento e sulle piastrelle del bagno, sanitari compresi. Dopodiché si prende la canna dell’acqua e si risciacqua il tutto. Fatto questo, con uno spingiacqua, si elimina la parte maggiore dell’acqua (tutte le cucine e i bagni in Brasile hanno uno scarico nel pavimento). Per finire, con uno straccio asciutto e pulito, si asciuga il più possibile. Sembra una buona cosa, se non fosse che veder passare la canna dell’acqua dietro e sotto il frigorifero mi mette i brividi, come anche veder spostare tutti i mobile della cucina (quelli non fissi al muro, ovviamente) per poter pulire meglio. Potete immaginare cosa voglia dire prendere un mobile economico, comprato magari a Casas Bahia, fatto col più misero truciolato, e spostarlo ogni volta che devi pulire la cucina. E poi, non capisco, siamo nel 2011, dovremmo vedere le macchine volare, e ancora qui si usa la canna dell’acqua? Dentro casa?? Ma tutti i prodotti per la pulizia della casa che hanno inventato allora a cosa servono? Secondo Mistero del Brasile.

E visto che siamo in tema di pulizia andiamo a vedere un altro mistero: le lavatrici! “E che cos’hanno le lavatrici di così misterioso”, voi direte. Oserei dire nulla. Anzi, in un mio precedente post ne avevo anche parlato bene, dato che sono molto belle e grandi. Ma c’è un piccolo particolare: tutte (o quasi) funzionano solo ad acqua fredda! E questo per me è un assurdo. Primo perché non ha senso. Da che mondo è mondo tutte le lavatrici, fin dai primi modelli americani del 1920, essendo collegate alla corrente elettrica, dispongono di un termostato e di una resistenza per scaldare l’acqua. Quindi non vedo la ragione per cui in Brasile ciò non dovrebbe esistere. Inoltre, proprio in questo Paese, l’uso di apparecchi elettrici è di normale amministrazione. Per esempio qui la doccia è elettrica, perché qui non si usa lo scaldacqua a metano come da noi. Addirittura esistono rubinetti elettrici, in modo da lavare i piatti o il viso con l’acqua calda. Ma allora, se qui sono arrivati al punto di inventare e costruire rubinetti elettrici, perché le lavatrici funzionano solo ad acqua fredda? Questo è il Terzo Mistero del Brasile!

Ma torniamo in attimo in bagno. In Brasile, come tutti sanno, la carta igienica non si getta nel vaso ma in un piccola pattumiera accanto al water. Questa cosa all’inizio mi aveva un po’ sconvolto, perché la trovavo molto… nojenta, ma poi mi sono dovuto adeguare. D’altronde, come si dice… paese che vai, usanze che trovi, Se chiedete a un brasiliano perché non buttano la carta igienica nel water risponderà che il tubo di scarico è piccolo e la carta igienica lo può ostruire, con tutti i problemi che ne conseguono. Ma, mi chiedo io, se il problema è lo scarico piccolo perché non mettere un tubo più grande? Non mi sembra una cosa complicata. Se chi costruisce una casa sa che il problema è il tubo di scarico, basta cambiare il tubo e il problema è risolto. O no? Non lo so, per me è semplice come soluzione. Ma sembra che, pur conoscendo la soluzione, a nessuno interessi risolvere il problema (se è quello). E questo per me è un vero assurdo. Quarto Mistero del Brasile.

Adesso però usciamo di casa e andiamo a vedere una partita. Premetto che non capisco niente di calcio, quindi se dirò fesserie vi prego di correggermi. Io non sono mai andato a vedere una partita di calcio, perché come ho detto prima non mi è mai piaciuto. Però mi capitava di vedere qualche partita alla televisione. Mi ricordo ancora di quelle domeniche a vedere 90° minuto, condotto da Paolo Valenti. E in ogni caso, o durante un telegiornale o un programma sportivo, c’era sempre l’occasione di vedere, anche per pochissimo tempo, una sintesi delle maggiori partite del campionato. E io ricordo molto bene che durante quelle partite gli stadi erano sempre pieni. Se poi era un derby tipo Milan-Inter, lo stadio era strapieno. Qui in Brasile invece vedo sempre pochissima gente durante le partite. Anche in quelle più importanti, tipo Corinthias contro Palmeiras, gli stadi non sono mai pieni. Anzi, io vedo sempre molte zone (curve?) completamente vuote. E’ strano questo, specialmente in un Paese dove il calcio è così importante. E non può essere un problema di soldi, tipo il biglietto di entrata caro, perché i tifosi brasiliani sono pronti a fare qualunque cosa per la loro squadra del cuore. E, sempre rimanendo in questo campo (calcio… campo… simpatica ‘sta cosa, vero?) un altro piccolo mistero è la qualità degli impianti sportivi. Proprio perché il calcio, insieme al Carnevale, è uno dei simboli del Brasile, mi aspettavo che gli stadi fossero di primo livello, ben curati, perlomeno a livello di quelli italiani. Invece da quello che vedo in televisione sono in uno stato pessimo. Prima di tutto il campo vero e proprio, che andrebbe meglio per coltivare le patate che per giocare al calcio. Pieno di buche, poca erba,  e per niente curato. Provate a confrontare un’immagine di un campo di calcio italiano o europeo con uno brasiliano. La differenza di vede anche o occhio nudo. Sicuramente questo degrado è dovuto in gran parte al clima. Siccome qui piove sempre molto penso che sia normale che il campo non sia perfetto. Però in Italia abbiamo anche noi la pioggia, e abbiamo anche la neve, il gelo e le giornate torride. Ma i nostri campi sono migliori. E poi qui il discorso è simile a quello della carta igienica di prima: se sai che il problema è quello (per esempio la pioggia) trovi la soluzione adeguata. Ma anche in questo caso… E poi anche le strutture non sono molto buone. E’ solamente adesso, che stanno preparando gli stadi per la Coppa del Mondo, che stanno mettendo le sedie come da regolamento. Fino a pochissimo tempo fa gli stadi avevano quasi tutti delle semplici gradinate in cemento, come nei nostri campetti d’oratorio delle nostre periferie. Questo per me è un mistero, il quinto. L’ultimo? Non credo.

Mah! E’ proprio vero: il Brasile per me è ancora un Paese misterioso. Riuscirò a scoprire i suoi segreti? Solo il tempo lo saprà dire.


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19 commenti:

  1. Franco,mi hai fatto fare tante di quelle risate,é proprio vero tutto quello che hai detto.Come infatti,mio marito non riesce proprio a capire questa usanza(per cosi dire) della cestino per la carta igienica,e poi ha proprio ragione perché a parte la visione,puzza pure,parliamone chiaro!Io dal Brasile manco da praticamente 20 anni,escludendo le vacanze e nemmeno io riesco a capire certe atteggiamenti,per certi versi sono molto avanti e per altri molto indietro,e non si cambia!!!Peccato,però...Ti saluto

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  2. Caro Franco

    Innanzitutto devo fare i complimenti per la tua capacità di osservare le cose, anche quelle piccole e mi diverto leggendo tuoi articoli :)

    E' semplice spiegare come le cose funzionano li dove sei tu: chiamasi semplicemente "abitudine storica".

    Esiste un conto brasiliano che chiedo permesso di raccontarlo in portoghese:

    Certa vez houve um concurso, onde vencia quem fizesse o melhor prato. A ganhadora havia feito um prato de carne assada e logo apòs a entrega do premio ela foi entrevistada e lhe perguntaram como ela aprendeu aquele prato e qual era o segredo do mesmo. A garota respondeu que o segredo era 'cortar a carne em dois pedaços iguais antes de colocar na panela'. "Por que isso?" - perguntou o entrevistador? "Nao sei, perguntem à minha mae que foi quem me ensinou o truque" respondeu a vencedora.

    Logo conseguiram entrevistar a mae que respondeu a mesma coisa: "quem me passou este segredo foi a minha mae, e desde entao eu sempre cortei a carne em dois pedaços iguais".

    Ainda mais intrigado, o entrevistador conseguiu falar com a avò da ganhadora e entao perguntou o que fazia com que o 'corte da carne em dois pedaços iguais' fosse tao especial.

    Espantada, a donna respondeu: "nao tem nada de especial, quando eu fazia este prato, minha panela era pequena, portanto a ùnica forma de conseguir colocar a carne na panela era cortà-la em dois pedaços iguais..:"

    Quello che voglio dire è che in Brasile succedono cose da quando il mondo è mondo e nessuno si è mai domandato: ma perché faccio questo? Oppure - chi ci ha insegnato a fare cosi?

    Cosi come la ragazza del racconto, la maggior parte delle persone fanno le cose in modo automatico, senza una reale scelta...

    Ma comunque sono d'accordo con te: la carta igienica si deve assolutamente buttare nel water, altrimenti è nojento :)

    Um forte abraço!!!

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  3. Bella questa storia, mi è piaciuta molto! Ti ringrazio per le tue parole e per le altre persone che apprezzano, in qualche modo, quello che faccio. Ogni tanto trovo qualcuno che si offende perchè critico i brasiliani, ma le mie non sono critiche, sono solo punti di vista diversi. Ma non tutti lo capiscono. D'altronde penso che anche quando tu sei arrivato in Italia hai "estranhado" un po' (a proposito, complimenti per il tuo italiano: è migliore del mio!). Spero di riuscire a fare un blog come il tuo: 440.000 visite! E' tantissimo!!

    Um abraço!

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  4. kkkkkkkkkkk molto bello questo post! bè, per il 'mistero cibo' non so cosa dire.... figurati che quando sono arrivata in Italia mio marito mi sgridava ogni volta che facevo il 'pranzo per 10'... per me era solo per risparmiare tempo e non stare lì a spadellare per ben 2 volte al giorno! come trovare tempo per curarmi le unghie e capelli se dovevo stare tutto il tempo in cucina? lui dice che questa nostra abitudine allo spreco forse è perchè non abbiamo mai passato le vicissitudini di una guerra... sarà... per il discorso 'carta igienica' anche in brasile non avevo il famigerato cestino, buttavamo giù la carta senza problemi. penso che può succedere nei posti dove c'è poca forza nel getto dello scarico, boh. la questione della pulizia è un cruccio da non sottovalutare! non farò commenti, ti passo il link di un blog che ho creato tempo fa che racconta come se la passano le brasiliane quando si trovano davanti alla cruda realtà di una vita senza ralo: http://semralo.blogspot.com/ poi vediamo cosa pensi. saluti!

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  5. Cara Daiza,
    penso che sul cibo tu abbia centrato in segno, nel senso che secondo me non sono solo abitudini diverse, ma dipende anche dal fatto che noi italiani siamo (in genere) molto "chatos" nella comida, e quindi se non è fatta ad hoc non va bene. Per questo noi italiani (in genere) preferiamo dedicare più tempo al cibo. Perchè per noi non è solo qualcosa per riempire lo stomaco, ma uno stile di vita.

    Per quanto riguarda il tuo blog, l'ho trovato molto simpatico e interessante (ma siete tutte donne però, mettete anche qualche maschietto... kkkk). Tant'è vero che l'ho aggiunto tra i miei blog preferiti.

    Un abbraccio e un saluto.

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  6. ciao Franco, il blog è una raccolta di posts di brasiliani nel mondo che hanno in qualche modo 'sofferto' con la mancanza di 'ralos'. li ho trovati attraverso ricerca google o nei blog di amici che accompagnavo. ce ne sono di maschi ma molto meno delle donne... sarà perchè, alla fine, la pulizia è un discorso da donne hehehehehe
    buon giorno!

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  7. Sieti propio una gente di merda MAFIOSI!!!!! Via lavorare vagabondo!!!!

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  8. Mafiosi??? Se vuoi trovare un modo di offendere cerca qualcosa di più originale. Al Capone è morto già da molto tempo!

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  9. anch' io sono una straniera all'estero e certe cose non mi piacciono sentire.Franco, se lavora al computer vuol dire che sara capace pure, non avrebbe potuto farlo altrimenti.Poi le persone brave e cattive ci sono ovunque,sei tu che ti deve valorizzarti,sapere quanto vali,ogni singola persona ha le sue problematiche e poi non capisco certi brasiliani(parlo de Brasile perché anch'io sono brasiliana)che in Brasile hanno dei lavori belli,hanno studiato e abbandonano tutto per venire in Italia a fare la badante o le pulizie e poi lamentarsi...Perché non stanno là,non capisco!!!Io sinceramente,se potrei, me ne andrei insieme al mio marito ed i miei figli,ma non per la mafia o per la cattiveria delle persone,ma solo perché si vive meglio li( per me ),forse mi sbaglio,ma bisogna prima di tutto rispettare le persone,le loro usanze e tradizioni!!Ti abbraccio,Franco e rispetto le tue opinioni,anche non condividendo tutte.

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  10. Ciao. Sono brasiliana di Belo Horizonte ma vivo in Italia da 15 anni. Molte cose che hai detto sono vere e anche io ora non le capisco. Ma sono solo abitudini diverse. Anche io qui non capisco molte cose ma è un altra cultura.
    Bjs
    Adriana

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  11. Aggiungo cose che io non "capisco".
    I bambini brasiliani adorano urlare e strillare e i genitori.. nao estao nem ai'! Quando saranno in pericolo i bambini urleranno e i genitori continueranno a bere birra sotto l' ombrellone!
    Uso del fazzoletto da naso! Non e' piu' facile soffiarsi il naso senza tirar su' in continuazione?! Tra l' altro con grugniti che fanno rizzare i peli

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  12. Hahahaha! Bellissimo! Chissà se saranno svelati prima i misteri brasiliani o quelli di Fatima...

    Franco a dir la verità non ho notato gli stadi vuoti, senza dubbio non durante i derby (tipo Palmeiras-Corinthians). Magari avrai visto il Morumbi mezzo vuoto: ma la torcida são paulina è considerata fria e anche lo stadio è molto grande, difficile da riempire.

    Per il resto sottoscrivo. E aggiungo: con la canna dell´acqua lavano tutto, anche il marciapiede davanti a casa. E non solo lo sciacquano con l´acqua e via, ma lo insaponano pure e lo sfregano con la scopa! Centinaia di litri d´acqua gettati ogni volta.

    Già che sono qui ti chiedo se puoi passarmi il link di un post che avevo letto tempo fa e che non riesco più a trovare: parlavi della mania brasiliana di piastrellare qualsiasi ambiente. Se potresti lasciarmelo qua o sul mio blog, te ne sarei grato, mi era piaciuto e volevo farlo leggere ad amici.
    abraços!

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  13. Buona sera franco,sono brasiliana e per questo ti chiedo il permesso di scrivere in portoghese.Se posso ajudar tentarei ao menos fazer voce pensar como brasileiro,e olhe que nao e facil,para poder entender um pouco da nossa historia.Penso que voce sabe que somos descendentes de indios e de negros.Pra entender porque agimos de modo diferente voce tem que conhecer como viviam os indios e sua cultura assim muitas coisas podem ser que sejam desvendadas.Depois chegaram os escravos e com eles novos habitos fomos adquirindo dessa naçao.Depois que voce entender o que eram e como viviam os indios e como era a escravidao,voce entendera que fazer muita comida e sinal de fartura e riqueza,que a agua que se joga pra lavar o piso e molhar os pes,traz bem-estar,nos sentimos limpos e livres.A lavadora de roupas e outra coisa simples de entender,aqui temos sol,a energia custa caro e inves de desperdiçar dinheiro com agua quente,gastamos com outra coisa.O banheiro na epoca de 50 60, pouco tempo faz, era coisa de rico e era comum ter um banheiro fora de casa,porque nao haviam encanaçao entao era uma coisa assim praticamente ao ar livre.Fomos "colonizados" por europeus,mas as nossas raizes sao de indios e de negros.Aqui o mais importante e conforto,com isso nao se economiza,por isso que nao vamos ao estadio,preferimos assistir em casa na frente da tv bem grande,vestido como a gente quer e do lado de quem a gente escolher.A casa pra nos nao e um lugar para se estar permanentemente,pois estamos mais fora de casa do que dentro e um lugar para dormir e assim fazemos casa pela praticidade,Meu marido que e italiano,nao entende porque as mesas daqui sao em miniatura,as cadeiras sao desconfortaveis,e a pia do banheiro tao pequena.Se voce observar,nao passamos muito tempo nas refeiçoes,tanto que fazemos so um prato.Aqui existem curso pra ensinar a congelar alimentos prontos,assim cozinhamos pra um semana congelamos e quando queremos descogelamos e comemos.Pra voce um prato de pasta e o prato principal e te basta,pra nos nao.Deve haver arroz,feijao,carne e verdura,senao nao esta completo.se aqui tu oferece um prato de espaguete com atum,que pra voce e rapido e bom,pra nos e comida de preguiçoso como o macarrao que voce compra em pacote ou em copo.Sao coisas antigas misturadas com coisas novas e tecnologia.Costumes indigenas,africanos e europeus.Nao te parece estranho que nos nunca tivemos uma guerra?Leia sobre a nossa cultura antiga e voce entendera um pouco desse pais.
    Somos diferentes,mas se voce observar somos singulares.Nenhum lugar no mundo e como o meu Brasil.Um abraço.

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  14. Cara Anonima,
    ho trovato molto interessante il tuo commento. Devo ammettere che ora ho le idee un po' più chiare. Il mio problema, penso, è che vedo il Brasile come una nazione moderna, evoluta, simile a un qualunque paese europeo o degli Stati Uniti. Mi dimentico invece che, come hai detto tu, il Brasile ha origini molto diverse. Inoltre è un paese molto "giovane", dove solo da poco tempo ha acquisito abitudini e "articoli" dei paesi più moderni.

    Lasciami aggiungere una cosa: l'ho già detto in passato ma continuerò a dirlo per evitare problemi: quando dico che non capisco alcune vostre abitudini non significa che sto criticando il Brasile e il vostro modo di fare. E' chiaro che, venendo da un altro paese, con altri abitudini e culture, a volte mi trovo a dire "che strano che è questo", ma non significa che sia qualcosa di sbagliato. E' solo una cosa che per me è differente. D'altronde, se non fosse così, non sarei qui in Brasile adesso e non sarei sposato una brasiliana.

    Ti ringrazio molto per la visita e per il tuo prezioso commento.
    Un grande abraço.

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  15. Querida anonima,ler a sua postagem me emocionou,e me fez sentir o que realmente importa na nossa vida;nao sao a riqueza material o que conta,mas a nossa alegria,a nosso amor para o proximo,a tolerancia,a paciencia,o deixar viver...Te agradeço,porque voce com as suas lindas palavras reforçou o meu ser "brasileira" e ter orgulho disso.Que Deus te abençoe e ilumine a tua vida,abraços

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  16. A volte, raramente purtroppo, capita di leggere qualcosa sul Brasile che mi avvince, specialmente se ben scritta, cosa che a me non riesce. Mi sto riferendo ad un blog di un certo Franco che dal profilo vedo essere del segno zodiacale del Toro, come un altro blogger italiano che risiede a Pedra Branca (CE). Sarà che il segno zodiacale centri qualcosa nella capacità di descrivere così bene la vita quotidiana di un italiano in Brasile?

    La mia intenzione era di rispondere direttamente nel blog, ma poi ritenendo la mia risposta troppo lunga e articolata per un semplice commento, ho deciso di scrivere questo post: http://ilmosta.blogspot.com/2011/10/dia-dia.html

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  17. É raro trovare articoli o post sul Brasile in cui l'obiettività sia sempre presente. Sempre c'é qualcuno di parte, in un modo o nell'altro. Nel tuo blog ho visto che cerchi di dare informazioni e notizie con una franchezza che a volte puó dare fastidio a qualcuno. Sarebbe interessante che, chi mi ha criticato per quello che scrivo, venissero a leggere il tuo blog. Forse imparerebbero qualcosa.

    Grazie per i complimenti e um abraço.

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  18. Anche io mi sono sempre chiesto delle lavatrici, perché non abbiano l'acqua calda. Infatti non lavano niente danno solo una lavata che porta via gli odori o il sudore, non certo le macchie. Per queste ci vuole "a empregada" che smacchia i vestiti prima, ovviamente rovinandoli, e dopo li mette "para bater na machina". Già che si usa "bater" e non "lavar" la dice lunga sull'efficacia...

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    1. Quando sono venuto in Brasile all'inizio le levatrici mi sembravano qualcosa fuori dalla norma. Belle, grandi e con mole funzioni. Ma dopo il primo attimo di meraviglia mi sono accorto che sono delle vere porcherie. Non solo non lavano bene ma molte volte rovinano i vestiti. Il fatto poi che vadano solo ad acqua calda é un vero mistero! ma questo penso che sia una caratteristica del Brasile: le apparenze sembrano degne di nota, ma se vai a vedere nei particolari trovi solo gran porcherie. Qui l'importante é avere una "facciata" decente, poi se il contenuto "non presta" non é cosí importante. E questo vale sia per i vari prodotti che per le persone.

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