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sabato 19 marzo 2011

Scusate, ma sono un italiano


Approfitto di questi giorni di commemorazioni per l’Unità d’Italia per dire quello che penso sul fatto di essere italiano.

Sono il primo a dire che le cose in Italia non vanno bene. L’economia italiana avanza a stento e molto lentamente. Secondo alcuni esperti si vedrà un miglioramento solo a partire dal 2013, ma mi ricordo che anche due anni fa, quando è iniziata la crisi mondiale, c’era sempre qualcuno che diceva la stessa cosa, cioè che la crisi finirà presto. Ma ancora adesso…

Il lavoro non si trova. Le aziende che avevano chiuso durante la crisi non hanno riaperto ancora i cancelli, e chi è riuscito in qualche modo a sopravvivere non ha il coraggio o la possibilità di assumere altre persone.

Tutta quella multidão di laureati che escono ogni anno dalle Università italiane non trovano un lavoro adeguato e sono costretti a fare gli operai in fabbrica o lavorare in un call-center. Per non parlare poi della classe politica italiana che tra scandali, bunga bunga, e altre cazzate del genere, non è certo motivo di orgoglio per il mio Paese (anche se a mio avviso, il fatto che Berlusconi si scopi qualche ragazza, è il minore dei problemi).

Tanto per avere un’idea, sapete cosa mi fa arrabbiare dell’Italia? Il fatto che non sa gestire e tutelare tutte le meraviglie che possiede. Guardate solamente una cosa: l’Italia è una nazione piccola. Non ha giacimenti petroliferi come il Kuwait, né grandi risorse naturali o agricole come il Brasile o gli Stati Uniti. L’unica vera ricchezza dell’Italia è dovuta dal turismo, grazie alle innumerevoli opere artistiche e culturali che possiede. Bene, nel luglio del 1959 venne istituito il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, ma nell’aprile del 1993 il Governo italiano soppresse tale ministero delegando le competenze alle varie Regioni. Mi piacerebbe sapere per quali motivi e con quale logica il Governo di allora eliminò proprio il Ministero della più importante fonte di reddito dell’Italia! Per fortuna, nel 2006, il Governo Prodi rinstaurò tale Ministero mudandone il nome di Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Ma non solo. Tutto il mondo riconosce che l’Italia è un Paese pieno di storia e di arte. Per fortuna oggi abbiamo il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si dovrebbe occupare, in qualche modo, alla tutela della cultura, dello spettacolo, alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico, del paesaggio e del turismo. Ma sapete quando è stato istituito tale Ministero? Nel 1974 dal Governo Moro. Ma come? Abbiamo perlomeno 2.000 anni di storia, abbiamo un patrimonio artistico che tutto il mondo ci invidia, e noi facciamo un Ministero per la Cultura solo nel 1974? E prima di allora nessuno pensava alle arti e alla cultura e a quello che realmente potevano offrire e significare? Queste sono le cose che mi fanno arrabbiare. Non me ne frega niente di quello che fa Berlusconi nella camera da letto o quello che dice qualche leghista su Telepadania. Ma quando il mio Paese non sa guardare nel proprio interno e non sa dare valore a tutte le cose preziose che abbiamo, allora m’incazzo.

Ma ciò non toglie che sono italiano, e che, aldilà di alcune persone, gli italiani hanno sempre dimostrato di essere un popolo con molte grandi qualità. Potete dire quello che volete, ma l’Italia è famosa in tutto il mondo per moltissime cose, tra cui la moda, la cucina, l’arte e la cultura, le bellezze naturali. Quale altro Paese può vantare di avere così tanti prodotti famosi nel mondo, come la Ferrari, Lamborghini, Fiat, Maserati (solo nell’ambito automobilistico); spaghetti, pizza, lasagne, mozzarella, tartufi, salame, prosciutto di Parma, Nutella, il gelato italiano, i ravioli, il caffè espresso (solo per citare alcuni cibi italiani); Versace, Valentino, Armani, Gucci, Prada, Missoni, Biagiotti, Cavalli, Coveri, Ferrè, Dolce & Gabbana, Trussardi (alcuni stilisti più famosi); Pavarotti, Bocelli, Pausini, Ramazzotti, Zucchero (cantanti famosi in tutto il mondo); Dante, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Modigliani, Botticelli, Bellini, Caravaggio, Fellini, Leopardi, D’Annunzio, Petrarca (solo alcuni dei personaggi dell’arte e della letteratura)… e potrei andare avanti all’infinito Quale altro Paese ha tutte queste cose da offrire? Quale altro popolo ha avuto così tanti emigranti che, col duro lavoro e determinazione, sono riusciti a conquistare alti livelli nella società? Quale altro popolo ha dovuto subire guerre su guerre fin dall’inizio die tempi, ma è sempre riuscito a uscirne a testa alta e a ricominciare di nuovo? E dovrei vergognarmi di essere italiano o rinnegare le mie origini solo perché in Italia c’è la mafia o c’è qualcuno che, invece di governare il Paese, si diverte con le ragazzine? Grazie a Dio non sono così stupido e so dare il giusto valore alle cose.

Torno a dire che sono consapevole dei problemi che ha il mio Paese e ci sono cose che non mi rendono per nulla orgoglioso. Anzi. Ma questo non significa che reputo l’Italia e gli italiani una merda. Perché è proprio questo il punto: ci sono molte persone che pensano proprio questo. Alcuni sono stranieri che, con molta leggerezza, solo perché hanno conosciuto un italiano maleducato o perché hanno vissuto per qualche tempo in Italia, hanno l’arroganza di criticare (in modo negativo) l’Italia e tutto ciò che viene da essa, italiani compresi. Altri sono invece italiani che, pensando che l’Italia sia rappresentata da un singolo individuo o partito, hanno il terribile difetto di criticare tutta l’Italia in genere, rinnegando così le proprie origini e dimenticando il proprio Paese e quello di buono che ha da offrire. Io, ai primi, cioè agli stranieri, dico che prima di criticare il mio Paese farebbero bene a guardare quello che succede nel loro e nello stesso tempo di andare a studiarsi la storia d’Italia ma anche d’Europa, così eviterebbero di dire tante stronzate. A quei poveri italiani invece che sanno solo criticare il loro Paese d’origine, posso dire che dovrebbero essere più obiettivi e meno generalisti, perché è vero che per colpa di certe persone l’Italia sta quasi affondando, ma questo non significa che tutti gli italiani meritino di affondare con essa. Anzi, siamo proprio noi italiani che viviamo all’estero che dovremmo fare di più per difendere il nostro Paese e dimostrare una volta di più che abbiamo qualità da vendere.

Quindi… scusate ragazzi… ma io sono contento di essere italiano.
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5 commenti:

  1. Franco,

    Concordo plenamente sobre as qualidades italianas de hoje, assim como reconheço - e não podia ser diferente! - a influencia dos acontecimentos nesta terra desde os tempor do Império em todo o mundo: vivo na Itália porque quero. :)

    Por outro lado, também me sinto feliz por ser brasileiro. Notei que você evitou usar a palavra "orgulho"; também não sinto orgulho de ser brasileiro, apesar de sentir-me brasileiro até a alma (e principalmente nela, a alma). Acho que sou tão contente em ser brasileiro quanto um austríaco o é de sê-lo, ou um japonês, um francês ou tanto quanto você de ser italiano. O exercício mais difícil é imaginar o que eu pensaria do Brasil (e você da Itália) se tivesse nascido em outro país. Na Holanda, por exemplo? :)

    Abração

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  2. Ok...Levantamos a bandeira dos nossos paises....Sou feliz em ser Brasileira. E nao vejo nada de estranho ou inèdito no fato das pessoas se sentirem felizes por serem de marte ou de venus for example...


    sandra gouveia

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  3. Capisco che può sembrare una "bobagem" quello che ho scritto, ma siccome ho trovato molti brasiliani, e purtroppo, anche molti italiani, che sanno solo criticare il mio Paese, col mio post volevo solo dire "potete dire quello che volete, ma io sono contento di essere italiano". Vi assicuro che questa idea non è così ovvia come può sembrare.

    Rispondendo ad Allan, io penso che basta vedere quello che pensano del Brasile (o dell'Italia) le persone degli altri Paesi. Il problema è che, essendo di altri Paesi, non conoscono la storia e la cultura dei nostri. Per esempio, se chiedete a uno straniero cosa pensa dell'Italia, le prime parole che dirà saranno mafia, pizza e spaghetti. Ma tutti noi sappiamo che, oltre a questo, c'è molto altro.

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  4. Eu amo ser brasileira, voçê ama ser italiano; assim como um africano amo ser africano mesmo não tendo nada para comer.É obvio que cada um de nós ama sua pátria, eu como brasileira, não queria ter nascido em nenhum outro lugar que não fosse o Brasil, mesmo este tendo todos os problemas que sabemos bem. O que acho bonito e interessante é voçê saber respeitar as diferenças dos povos, ter mente aberta para aceitar novas culturas e saber conviver com pessoas que não pensam como voçê. Eu adoro diferenças culturais porque sempre aprendo e cresço com elas...

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  5. ciao Franco .

    Commentare questo articolo e molto difficile anche perche cè poco da aggiungere , concordo con te.

    siamo sulla stessa lunghezzza D'onda ....ho appena pubblicato un post sulla primavera se desideri ascoltare il nostro amico ANTONIO VIVALDI sei sempre il benvenuto .....dai un occhiata ai post e suggerisci qualcosa se desideri .

    un caro saluto.

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