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venerdì 4 dicembre 2009


Mentre in Italia la produzione, l’installazione e la vendita di articoli in fibrocemento, comunemente chiamato Eternit, è vietata da una legge del 1992, qui in Brasile viene ancora usata moltissimo sia per coperture di case e capannoni sia per altre funzioni, come le casse di acqua (caixas-d’água) usate per legge in tutte le case brasiliane.

La Eternit qui in Brasile è una delle più grandi industrie del Paese con sede in São Paulo e con stabilimenti in PARANÁ, GOIÁS, RIO DE JANEIRO e BAIHA. Esporta i sui prodotti praticamente in tutto il mondo, è una delle aziende brasiliane con più premi e riconoscimenti per la qualità dei prodotti e nel terzo trimestre di quest’anno ebbe un incremento superiore del 8% dell’anno precedente, con una vendita di 207,2 milioni di tonnellate (!) di materiale e con un guadagno netto di 17 milioni di R$ (circa 6 milioni e 600 Euro). Per avere una idea, la Parmalat, altra grande industria qui in Brasile (!) nella fine del primo semestre ebbe un guadagno di 2,4 milioni di R$.

E’ anche vero però che proprio il 1 dicembre di quest’anno un giudice di Rio de Janeiro ha proibito (temporaneamente) la vendita di qualunque prodotto che contenga fibrocemento in tutto lo Stato di Rio. Questo forse è un inizio di salvaguardia di benessere e di miglioramento di qualità sociale, ma è pur vero che qui in Brasile praticamente tutte le case hanno la copertura in Eternit (anche la mia… sigh!) e non posso fare a meno di pensare che in Europa, in qui Paesi definiti ricchi e civili, la produzione e la vendita di Eternit sia stata fermata da tempo e sono ancora in corso bonifiche per eliminare ogni traccia di amianto, mentre qui in Brasile, paese povero con gente meno istruita, venga usato moltissimo senza preoccupazione.

La cosa strana, ma forse anche logica, è che se dite a un brasiliano che il materiale in Eternit è cancerogeno, che è meglio non usarlo e che devono eliminarlo, loro dicono che è impossibile questo, perchè qui si usa moltissimo e da molti anni… che la Eternit è una grandissima azienda… che siamo noi a esagerare… ecc.

Forse anche loro un giorno si accorgeranno dei loro sbagli e anche qui finirà questo grandissimo problema per l’ambiente e per la salute.

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martedì 1 dicembre 2009


Eccomi qua. 

Dopo qualche mese sono tornato a scrivere qualcosa nel mio blog. Ora sono in Brasile, in una piccola cittadina nel interior di São Paulo , non certo in una meta turistica famosa come Fortaleza o Recife, facendo l’immigrato italiano in un Paese straniero, avendo a che fare con la vita reale di tutti i giorni, cioè lavorare, fare la spesa, pagare i conti della casa, ecc. 
  
Cercherò di parlare delle cose che vedo, giuste o sbagliate, belle o brutte, senza nascondere nulla, con gli occhi di una persona che vive realmente in questo Paese, non solo per il periodo delle vacanze. 

A presto.

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domenica 6 settembre 2009


La vita non è mai come vogliamo. E’ inutile fare progetti a lungo termine perché l’universo è così imprevedibile che quasi mai riusciamo ad ottenere quello che abbiamo progettato.

Infatti tra pochissimo tempo andrò a stabilirmi in Brasile, insieme a mia madre di 86 anni e due gatti!

E’ una lunga storia questa e la racconterò un’altra volta. Il mio prossimo post sarà scritto a 10.000 km da qui, in una terra che ho sognato ma che pensavo di vedere (nel senso di restare) tra alcuni anni. 

Invece mancano pochi giorni alla mia partenza per il Nuovo Mondo, nuovo in tutti i sensi che possiamo dargli.

A presto!
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giovedì 7 maggio 2009


E' idea comune in Brasile che noi italiani, e gli europei in genere, siamo un popolo metidos, cioè presuntuosi, un po' arroganti, che si danno delle arie, ecc.

In parte questo è vero, ma non posso fare a meno di pensare a Seneca che diceva "I difetti degli altri li abbiamo negli occhi, i nostri sono sulle spalle".

Parlando con diverse persone brasiliane mi sono accorto che la loro visione di è tipica di quelle persone che si sentono in qualche modo superiori agli altri. Secondo loro tutto ciò che avviene, succede, si crea in Brasile è migliore degli altri. Ma proprio tutto!

A sentir loro ogni cosa che fanno è giusta, mentre quello che fanno gli altri è sbagliato: se guardano la TV italiana ridono di noi, perché siamo bobos, mentre la loro è migliore; se ascoltano la musica italiana dicono che quella brasiliana è migliore; è sbagliato come noi facciamo le case o come le puliamo, ecc ecc.

Potrei andare avanti con mille esempi ma alla fine la considerazione che ne esce è che forse (ho detto forse, posso sbagliarmi) i veri metidos non sono gli italiani, ma proprio i brasiliani.
Perché per me una persona è metida quando pensa di essere migliore di un'altra. Allora in questo caso i brasiliani ci superano perché per loro il Brasile è il centro del Mondo, dove tutto (o quasi) è perfetto.

Non so... ditemi voi cosa pensate.


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venerdì 1 maggio 2009



Facciamo prima le presentazioni: io sono Franco, un italiano di 48 anni che vive in provincia di Novara; lei è Bernadete, 4... (l'età non si dice!), mia moglie, brasiliana, precisamente di Sorocaba (Sao Paulo) ma che infelicemente (per lei) vive con me in Italia. 

Se viviamo in Italia la colpa è mia, perché non ho avuto il coraggio di mollare tutto e andare a vivere in Brasile, ma di questo ne parleremo dopo. 

Abbiamo deciso di creare questo blog perché vogliamo condividere con altre persone le nostre idee, i nostri sogni, i nostri problemi quotidiani... insomma, la nostra vita. 

Sappiamo che a molti di voi non interesserà tutto questo ma forse ci sarà qualcuno che troverà utile quello che scriveremo, che vorrà rispondere e confrontarsi con noi e gli altri o che vorrà semplicemente leggere qualche notizia riguardante il Brasile o l'Italia. 

A vostra scelta! 

Noi cercheremo di parlare di cose interessanti, almeno per noi, poi vedremo cosa succederà in seguito. Non siate troppo severi con noi perché abbiamo appena iniziato, ma cercheremo di imparare presto. 

Grazie a tutti quelli che vorranno intervenire.



Tchau e um beijos!!



Franco & Bernadete


Aggiornamento: Per la veritá il coraggio di mollare tutto ce l'ho avuto e mia moglie ha perso l'interesse (anzi, non l'ha mai avuto) di scrivere qualcosa in questo blog.
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