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sabato 27 marzo 2010

Consigli utili parte II


Un consiglio, forse il più importante, per chi decide di venire a vivere in Brasile è di: NON DIPENDERE FINANZIARIAMENTE DAL BRASILE.

Cosa voglio dire con questo?

Voglio dire che venire a vivere in Brasile, cercando un lavoro qui e di conseguenza avere uno stipendio brasiliano è forse la cosa peggiore da fare, perché qui gli stipendi sono molto bassi e il metodo di lavorare, possiamo dire la concezione che il datore di lavoro ha verso il lavoratore è diversa dall’Italia. Quindi un europeo che venisse qui per fare un lavoro semplice come il commesso o l’operaio si troverebbe in una situazione molto difficile, a cui farebbe molta fatica ad accettare.

Dico questo per esperienza personale perché io sto facendo qualche piccolo lavoro qui aspettando i miei documenti e nello stesso tempo sto guardando e cercando altri lavori più seri, magari in qualche grande azienda dei dintorni, e vi assicuro che sto facendo moltissima fatica per accettare molte cose. 

Ho già parlato di questo nel mio precedente post Schiavi moderni, ma vedrò di fare qualche esempio:

Donizete lavora come portiere notturno in un piccolo albergo della città. Lui esce di casa dopo aver cenato e torna nel tardi mattinata. A volte succede che qualche cliente non voglia pagare il conto (non è certamente un albergo a 5 stelle), allora è suo dovere fare in modo, con le buone o con le cattive maniere, di far ragionare il cliente e ottenere il pagamento della camera, perché nel caso non lo facesse dovrebbe mettere lui di propria tasca i soldi che mancano. Già è successo che qualcuno abbia tirato fuori un coltello o che la polizia, pur vedendo due persone litigare, non ha fatto niente. Lui guadagna 616 R$ al mese.

Izais fa un lavoro simile. Lui lavora in una clinica privata come vigilante e anche come portiere, sempre di notte. E’ già successo diverse volte che la persona che fa il turno di giorno fosse malata o con un impegno, allora lui è stato costretto a coprire anche l’altro turno, lavorando senza sosta per più di 15 ore. Se gli chiedete “ma perché non dici di no al tuo capo?” lui tranquillamente risponde che non si può dire di no al proprio capo, in nessun caso, perché se dici di no una volta il tuo capo alla prima occasione ti lascia a casa e trova un’altra persona per lavorare al posto tuo. Izaias lavorando di notte guadagna 730 R$ al mese. Quel mese che fa tantissime ore extra riesce a prendere a 900 R$ (ma con 12/15 ore al giorno di lavoro).

Mario è italiano e vive a Sao Paulo con  sua moglie brasiliana. Lui lavora per il fratello di lei analizzando conti correnti e buste paga per alcune società finanziarie. A volte succede che deve fare alcune commissioni e allora avvisa il suo “capo”: “Guarda che domani posso lavorare solo al pomeriggio – gli dice- perché al mattino devo accompagnare mia moglie a fare un esame dal medico e poi ne approfitto e vado a fare un po’ di spesa”. Suo cognato allora si arrabbia con lui dicendo che ha un “compromisso”, cioè un impegno da mantenere e che non può lasciare il suo lavoro. “Ma guarda che non vado a passeggio –risponde Mario – vado a portare tua sorella dal medico e a comprare da mangiare!”. Non importa. Il lavoro è la cosa più importante. Manda tua moglie da sola oppure trova un giorno meno lavoro. Questo è più o meno quello che succede a Mario lavorando per suo cognato, e pensate che la moglie sia d’accordo col marito? No! Sua moglie da ragione a suo fratello perché qui in Brasile il lavoro e il guadagno è la cosa più importante in assoluto e, come ho detto, in nessun caso puoi dire di no al tuo capo, sia che sia uno della tua famiglia!

Questo atteggiamento della moglie di Mario non è dovuto alla cattiveria o alla ignoranza di lei, ma al fatto che per i brasiliani è naturale pensare a questo. Per loro è naturale pensare prima al lavoro e poi al resto. Per loro è logico e naturale dire sempre sì al proprio datore di lavoro, perché, effettivamente, c’è una fila lunghissima di persone che vogliono prendere il tuo posto anche per meno. Forse questo loro atteggiamento è dovuto a tutti gli anni di schiavitù che hanno avuto nel passato. Non so, è solo una mia idea, però questa cosa di dire sempre sì al proprio capo mi fa pensare a questo.

Sempre rimanendo nel capo lavorativo, e per dare una idea degli stipendi qui in Brasile, posso informarvi che, per esempio, un commesso di negozio guadagna un salario minimo, cioè 510 R$ al mese, più una provvigione su quello che vende. Un tecnico radiologo, lavorando 8 ore al giorno con pochissime (o quasi nulle) protezioni contro le radiazioni guadagna dai 700 ai 900 R$. Un tecnico di informatica (anche se come termine è un po’ generico) guadagna dai 700 ai 1.200 R$ al mese. E’ ovvio che ci sono professioni che guadagnano bene. Esempio , restando in ambito informatico, un programmatore Java prende più di 3.000 R$, mentre un Webmaster supera i 4.000 R$ mensili. Forse qui il grande vantaggio è chi ha studiato guadagna di più, cosa che in Italia non succede, quindi chi ha una laurea o un diploma importante qui ha certamente più possibilità di trovar lavoro che in Italia, e con uno stipendio migliore. Ma per chi non ha titoli di studio è meglio di pensarci bene prima di mollare tutto e venire qui. 

Altra cosa importantissima è venire qui con tanti soldi, o perlomeno abbastanza.

Non fate prestiti in Brasile, hanno dei tassi di interesse a dir poco assurdi!

Farò alcuni esempi: immaginiamo che voglio comprare una lavatrice. In Italia con la Findomestic, tanto per citare una finanziaria, se chiedo un prestito di 1.000 euro io posso pagare fino a 24 rate con un importo di 48.00 euro al mese. E’ un TAEG del 9.65%. Alla fine dei due anni avrò pagato 1.152 euro, cioè 152 euro in più, cioè il 15.20% in più del valore iniziale. In Brasile, se vado da Casas Bahias, la maggior catena di negozi di articoli per la casa, io posso comprare una lavatrice per 999.00 R$, pagando anch’essa in 24 rate, ma con una rata mensile di 74.47 R$, che significa un tasso di interesse del 39.46 all’anno! Alla fine dei due anni io avrò pagato quella lavatrice 1787.28 R$, cioè 788.28 R$ in più, cioè il 78.91% del valore iniziale! E’ vero che qui potete pagare molte cose a tasso zero, ma solo fino a 10 rate. Se per ipotesi volete pagare in più volte in modo da avere una rata minore qui vi uccido con gli interessi. Per avere una idea, in Italia, la Carta Aura, che è tra le peggiori carte revolving che ci siano, ha un tasso di interesse del 21.56%. Tantissimo, ma molto meno di quanto avviene qui.

Ma non contento di questo ho voluto fare una ricerca e ho provato a chiedere un prestito personale a una banca brasiliana, precisamente alla Bradesco, molto famosa qui. Chiedendo un prestito di 20.000 R$, immaginiamo per comprare un’auto nuova, posso pagare 1.252,39 R$ al mese per 36 mesi, il che significa che alla fine dei 3 anni quella automobile mi sarà costata la bellezza di 45.086,04 R$, cioè 25.086,04 R$ in più, cioè mi costano di più gli interessi che la macchina. Il CEAT, che corrisponde più o meno al nostro TAEG, è del 88,13 all’anno, il 5,39 mensile! Se cambio banca la situazione non conta. Con la Nossa Caixa è pressoché uguale: chiedendo lo stesso importo devo pagare 36 rate di 1.272,48 R$, il CEAT è del 87.77% annuo o se preferite il 5,39 mensile! Sapete quanto è il TAEG di una banca italiana, esempio il Monte dei Paschi di Siena? 15,06%!! Facendo un finanziamento di 20.000 euro io pago 806,56 euro al mese per 36 mesi. Finito i tre anni quella auto mi sarà costata solo 9.036 euro in più, cioè 29.036 euro invece di 20.000. 

Una bella differenza vero?

Quindi torno a dire: meditate gente, meditate!


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1 commento:

  1. Ti faccio i miei piú sinceri complimenti per la tua analisi d questi aspetti poco conosciuti della realtá quotidiana brasileira.
    Concordo pienamente con quanto hai scritto, questi salari minimi rispecchiano la difficolta del lavoratore a far valere i propri diritti. Esprimo la mia opinione a costo di far storcere il naso a molti: questo aspetto dei salari cosí bassi colloca la societá brasileira ai margini delle grandi democrazie mondiali. Il fatto che nessun lavoratore si lamenti della retribuzione per via della grande concorrenza mi fa pensare che ci sia ancora molto da fare per creare un benessere diffuso nel paese. E credo che concorra a tutto questo la mentalitá di molti brasiliani, guardare a quello che succede oggi senza preoccuparsi molto del domani. É anche vero che con i cosiddetti salari minimi si puó sempre sopravvivere (soli, senza famiglia); immaginate a vivere in Italia con uno stipendio equivalente di 400 euro mensili!
    Ma dall´altro lato posso affermare che in Brasile i concorsi lavorativi sono veramente pubblici, e non pilotati come in Italia. Quindi si da spazio al valore di un candidato e non alla sua discendenza o militanza politica. In Italia tutti sanno come funzionano la maggior parte dei concorsi, come si trova spesso il posto di lavoro.
    Quindi riassumendo mi sento di dire: sei non hai un titolo di studio meglio pensare due volte a lavorare in Brasile perché saresti molto probabilmente uno "schiavo" nelle mani di un datore di lavoro (e parlo di aziende o negozi anche molto importanti), con orari lavorativi molto stressanti e salari ridicoli. Insomma qui il diritto del lavoratore deve crescere ancora molto.
    Se sei invece un laureato o comunque con un titolo professionale puó essere una buona idea lavorare in Brasile perché le opportunitá sono tante e gli stipendi adeguati, e come dicevo i concorsi valutano le qualitá di un candidato. Scappare invece dall´Italia, affetta da tanti clientelismi e che non da futuro ai propri giovani.

    P.S. Se hai un titolo professionali assicurati che sia peró valido in Brasile; ricordo che la maggior parte delle lauree europee deve essere rivalidato in Brasile, e questo processo puó essere anche molto molto complesso...

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