Adbox

venerdì 15 luglio 2011

I più poveri tra i poveri


Io mi ritengo una persona fortunata. Non che vinca sempre al gioco (anzi, perdo sempre) o che abbia successo con le donne. Né tantomeno faccio una vita piena di successo o di soldi. Ma sono fortunato perché, graças a Deus, la mia vita, confronto a quella di altri milioni di persone, è di un livello più che accettabile. Per mia fortuna non ho malattie gravi, ho un lavoro, una casa, una famiglia e persone che mi vogliono bene. Non che voglia fare della demagogia dicendo queste cose, ma il dolore che a volte avverto in questo mondo mi fa paura, perché sembra non avere mai fine. Anzi, sembri che aumenti giorno per giorno. E leggendo le notizie sui vari quotidiani non è che aiuti molto a cambiare opinione.

Proprio in questi giorni l’Istat, l'Istituto Nazionale di Statistica, ha rilasciato un nuovo rapporto sulla povertà in Italia, e i numeri sono da paura. Secondo l’Istat in Italia ci sono 3 milioni e 129.000 persone in povertà assoluta (il 5,2% della popolazione residente). La povertà assoluta si ha quando un adulto (18-59 anni) che vive solo abbia una rendita inferiore o pari a 766,60 euro mensili  nel  caso  risieda  in  un’area  metropolitana  del  Nord,  a  686,61  euro  qualora  viva  in  un piccolo comune settentrionale e a 516,79 euro se risiede in un piccolo comune meridionale. Sempre secondo l'Istat sono assolutamente povere le famiglie che non riescono ad accedere ai beni e servizi essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. Si tratta, quindi, dice l'Istituto dei «più poveri tra i poveri». Oltre ai tre milioni di poveri assoluti, ci sono Italia nel 2010 anche 8 milioni 272 mila poveri relativi, il 13,8% dell'intera popolazione. Le famiglie colpite da questo tipo di povertà, chiamata in termini tecnici «relativa», sono 2 milioni e 734 mila (l'11% di quelle residenti). L'Istituto spiega che si tratta delle famiglie che non riescono a spendere più di 992,46 euro al mese ogni due componenti. Una terza categoria, poi, sono i «quasi poveri», ovvero quelli che possono arrivare a spendere, in due, fino al 20% in più dei poveri, cioè tra 992,46 e 1190,95 euro. Sommandoli ai poveri, costituiscono una famiglia su cinque: il 18,6% dei nuclei (l'11% sono quelli poveri, il 7,6% quelli quasi poveri).

Quindi, ricapitolando, il 5,2% degli italiani sono assolutamente poveri, il 13,8% sono poveri e il 7,6% sono quasi poveri. Sommando questi dati viene fuori che il 26,6% degli italiani sono in qualche modo poveri. E’ una cifra assurda per uno dei Paesi più ricchi al mondo (ma lo siamo ancora?).

Bene (si fa per dire), sapete quanti sono i poveri in Brasile? Secondo l’IBGE, Instituto de Geografia e Estatística do Brasil, l’8,5% dei brasiliani vivono in estrema povertà. Qui purtroppo non è possibile sapere quante persone sono in povertà assoluta o relativa come in Italia, però si sa che 4,8 milioni vivono con una rendita uguale a zero, e 11,43 milioni posseggono una rendita mensile che varia da R$ 1 a R$ 70. Quindi sembra che i poveri brasiliani siano più poveri di quelli italiani, anche se poi a mio parere il livello di vita non è poi così diverso. Quello che c’è di buono, almeno in parte, è che qui in Brasile, pur avendo milioni di persone in estrema povertà, il livello di vita si sta evolvendo rapidamente. Per avere un’idea, la classe media, o classe C, cioè quelle famiglie con reddito mensile compreso tra i 1.116 reais e i 4.854 reais, sono già il 50% della popolazione, e sembra che questo dato continui a crescere. In Italia questo purtroppo non avviene. Anzi, con la crisi che sta subendo l’Europa i poveri saranno sempre di più. E questo mi rende triste, sia perché l’Italia rimane sempre il mio Paese, sia perché ho ancora familiari e amici nel mio Bel Paese. Ma come ho detto all’inizio, non tutti sono fortunati come me.



Show comments
Hide comments

1 commento:

  1. ciao Franco.Eu sou brasileira convivendo com um italiano que deixou a italia em janeiro para viver aqui no Brasil e recomeçar uma nova vida e compartilhamos da mesma indignaçao e perplexidade em relaçao ao pais de origem do meu marido,Vendo o mar de recessao e empobrecimento que ficou reduzida a italia.Mi dispiace tantissimo,e so tenho a agradecer a Deus ter podido retornar ao meu pais e poder dar a mao ao meu companheiro nessa hora tao dificil.Continuamos triste, pois como voce tambem temos familia e amigos na italia.Aquilo que fica e a esperança que as coisas melhorem(non vedo molta possibilità)o penso io che loro cambieranno pure di paese.
    um grande abraço

    RispondiElimina