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Mi sono fidanzato in Brasile… e niente è stato più come prima - La mia storia in Brasile


 

Tratto dal libro “IL PREZZO DI RESTARE”

CAPITOLO 2

Mi chiamo Franco, ho sessantacinque anni, sono nato a Novara e sono cresciuto tra risaie, laghi e montagne. Luoghi veri, silenziosi, che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Ed è proprio lì che avevo immaginato la mia vita.

Non sognavo grandi cose. Non volevo diventare ricco, né famoso. Il mio sogno era semplice, quasi banale nella sua concretezza: una casa di legno in montagna, il freddo fuori e il caldo dentro, una cucina sempre accesa, i miei libri, un cane, qualche gatto. E una donna con cui condividere tutto questo.

Quel sogno non si è mai realizzato.

O meglio — si è trasformato in qualcosa che non avevo previsto. La donna l'ho trovata davvero. L'ho amata, l'ho sposata. Ma invece delle montagne mi sono ritrovato dall'altra parte del mondo, in un Brasile caldo, caotico, difficile. Una vita completamente diversa da quella che avevo immaginato. Non peggiore, forse. Ma sicuramente più complicata.

Perché la verità è che la mia vita qui non è stata facile.

È stata fatta di problemi, sacrifici, errori, delusioni. Di momenti in cui tutto sembrava crollare e non sapevo come andare avanti. Di giorni in cui avrei voluto essere altrove. Di notti in cui pensavo di aver sbagliato tutto.

Eppure sono ancora qui.

Con meno illusioni, forse, ma con più consapevolezza. Con le mie cicatrici, ma anche con la forza di raccontarle.

Perché questo libro è esattamente questo: un racconto vero. Qui non troverete una storia perfetta, né una vita da invidiare. Troverete la realtà — la mia realtà. Quella di un uomo qualunque che si è ritrovato a ricominciare da zero in un paese straniero, affrontando tutto quello che la vita gli ha messo davanti senza chiedere il permesso.

Racconterò di mia moglie, di mia madre, della mia famiglia. Dei momenti belli, sì, ma soprattutto di quelli difficili. Perché sono quelli che ti segnano davvero. Quelli che ti cambiano, che ti consumano, che a volte ti spezzano — e che, se sei fortunato, ti rimettono insieme in modo diverso.

Leggetelo come un romanzo, se volete. Ma ricordate che nulla di quello che leggerete è inventato. Ogni parola è stata vissuta.

Vivo in Brasile da quasi vent'anni. E probabilmente ci resterò fino alla fine. Non so se sia stata la scelta giusta. Forse sì, forse no. Ma a un certo punto della vita smetti di chiedertelo. Smetti di guardare indietro cercando l'errore, e cominci semplicemente ad andare avanti.

E magari, mentre andavo avanti, è nato anche questo libro.

Se anche una sola persona, leggendo queste pagine, riuscirà a capire qualcosa in più — del Brasile, della vita, o semplicemente di sé stessa — allora ne sarà valsa la pena. 

Un grande abbraccio,

 Franco



Vivere in Brasile con gli euro o guadagnare in reais: LA VERA DIFFERENZA

 



C'è una frase che si sente spesso quando si parla di trasferirsi in Brasile:

“CON UNO STIPENDIO EUROPEO, IN BRASILE VIVI DA RE.”

E in parte è vero. Ma soltanto in parte.

Perché c'è una differenza enorme tra vivere in Brasile con una pensione o uno stipendio che arriva dall'Europa e vivere qui guadagnando in reais.

E questa differenza non si vede soltanto quando vai al ristorante o quando prendi un Uber. La senti soprattutto quando arrivano le spese importanti.

Casa. Salute. Automobile. Scuola. Assicurazioni. Tasse. Prodotti importati.

E soprattutto quando cominci a costruire una vita qui, invece di essere semplicemente un turista.

Perché una cosa è venire in Brasile con duemila euro in tasca per qualche settimana.

Un'altra cosa è dover pagare tutte le spese di una famiglia ogni mese, per dieci, quindici o vent'anni.

E allora la domanda diventa interessante:

QUANTO CAMBIA DAVVERO LA VITA DI UNA PERSONA CHE GUADAGNA IN EURO RISPETTO A UNA PERSONA CHE GUADAGNA IN REAIS?

Io vivo in Brasile da molti anni e penso che la risposta sia molto meno semplice di quanto sembri.


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Non ho mai pensato al Brasile… poi ho incontrato lei

 


Tratto dal libro “IL PREZZO DI RESTARE”

CAPITOLO 1

Mi chiamo Franco, ho sessantacinque anni, sono nato a Novara e sono cresciuto tra risaie, laghi e montagne. Luoghi veri, silenziosi, che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Ed è proprio lì che avevo immaginato la mia vita.

Non sognavo grandi cose. Non volevo diventare ricco, né famoso. Il mio sogno era semplice, quasi banale nella sua concretezza: una casa di legno in montagna, il freddo fuori e il caldo dentro, una cucina sempre accesa, i miei libri, un cane, qualche gatto. E una donna con cui condividere tutto questo.

Quel sogno non si è mai realizzato.

O meglio — si è trasformato in qualcosa che non avevo previsto. La donna l'ho trovata davvero. L'ho amata, l'ho sposata. Ma invece delle montagne mi sono ritrovato dall'altra parte del mondo, in un Brasile caldo, caotico, difficile. Una vita completamente diversa da quella che avevo immaginato. Non peggiore, forse. Ma sicuramente più complicata.

Perché la verità è che la mia vita qui non è stata facile.

È stata fatta di problemi, sacrifici, errori, delusioni. Di momenti in cui tutto sembrava crollare e non sapevo come andare avanti. Di giorni in cui avrei voluto essere altrove. Di notti in cui pensavo di aver sbagliato tutto.

Eppure sono ancora qui.

Con meno illusioni, forse, ma con più consapevolezza. Con le mie cicatrici, ma anche con la forza di raccontarle.

Perché questo libro è esattamente questo: un racconto vero. Qui non troverete una storia perfetta, né una vita da invidiare. Troverete la realtà — la mia realtà. Quella di un uomo qualunque che si è ritrovato a ricominciare da zero in un paese straniero, affrontando tutto quello che la vita gli ha messo davanti senza chiedere il permesso.

Racconterò di mia moglie, di mia madre, della mia famiglia. Dei momenti belli, sì, ma soprattutto di quelli difficili. Perché sono quelli che ti segnano davvero. Quelli che ti cambiano, che ti consumano, che a volte ti spezzano — e che, se sei fortunato, ti rimettono insieme in modo diverso.

Leggetelo come un romanzo, se volete. Ma ricordate che nulla di quello che leggerete è inventato. Ogni parola è stata vissuta.

Vivo in Brasile da quasi vent'anni. E probabilmente ci resterò fino alla fine. Non so se sia stata la scelta giusta. Forse sì, forse no. Ma a un certo punto della vita smetti di chiedertelo. Smetti di guardare indietro cercando l'errore, e cominci semplicemente ad andare avanti.

E magari, mentre andavo avanti, è nato anche questo libro.

Se anche una sola persona, leggendo queste pagine, riuscirà a capire qualcosa in più — del Brasile, della vita, o semplicemente di sé stessa — allora ne sarà valsa la pena. 

Un grande abbraccio,

 Franco



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I 7 SHOCK CULTURALI che un italiano scopre al primo viaggio in Brasile

 




Quando un italiano decide di venire in Brasile per la prima volta, probabilmente parte con una certa immagine in testa.

Il mare. Le spiagge. Il sole. La musica. Il carnevale. La samba.

E magari pensa di sapere già abbastanza bene cosa troverà.

Poi arriva. E dopo qualche giorno comincia a rendersi conto che il vero shock culturale non è necessariamente quello che aveva immaginato.

Non è il Cristo Redentore. Non è Copacabana. Non è il Carnevale.

Sono le piccole cose.

IL MODO IN CUI UNA PERSONA TI SALUTA.

IL MODO IN CUI ENTRA IN UNA CONVERSAZIONE.

IL MODO IN CUI VIENE INTERPRETATO UN “SÌ”.

IL MODO IN CUI SI MANGIA.

IL MODO IN CUI SI VIVE LA GIORNATA.

Sono proprio queste piccole differenze che ti fanno pensare:

“ASPETTA UN MOMENTO... QUI FUNZIONA IN MODO DIVERSO.”

E alcune, per un italiano, possono essere davvero sorprendenti.

Quindi oggi voglio raccontarti alcuni dei principali shock culturali che puoi incontrare al tuo primo viaggio in Brasile.

E alcuni di questi, soprattutto se vieni dall'Italia, probabilmente li riconoscerai immediatamente.


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Rispondendo alle vostre domande

 


Ciao a tutti.

La settimana scorsa, più o meno, avevo pubblicato un post nel mio canale facendo una domanda un pochino curiosa. Infatti avevo chiesto: se tu fossi con me a prendere un caffè che cosa mi chiederesti?

Allora come sempre io mi aspettavo un pochino più di partecipazione. Però tutto sommato qualcuno mi ha risposto e una domanda perlomeno me l'hanno fatta, quindi andiamo a vedere insieme appunto che domande mi hanno fatto e in qualche modo io risponderò a tutte queste.

La prima domanda che me l'ha fatta è stata la Gloria, che mi ha chiesto: c'è stata almeno una volta in cui avresti voluto prendere un aereo e tornare in Italia?

Beh, Gloria, sinceramente no. In tutto il tempo che sono qui in Brasile. ti dirò, ci sono stati momenti, più che altro all'inizio, i primi anni appunto che ero qua in Brasile, che le cose sinceramente non andavano tanto bene. Abbiamo avuto, insieme a mia moglie, diversi problemi di diverso tipo. E ti dirò di più, proprio a causa di questi problemi il rapporto con mia moglie stava avendo delle difficoltà, proprio perché avevamo tanti problemi. Però anche in quel periodo, credimi, non ho mai pensato di prendere un aereo e tornare in Italia. Ma questo perché nel momento in cui io ho deciso di venire in Brasile io già subito sapevo che mai per nessun caso sarei tornato in Italia. Quindi anche se le cose fossero andate male qui in Brasile io avrei dovuto in qualche modo arrangiarmi, fare in modo di risolvere le cose qui, senza appunto tornare in Italia, perché non avevo la possibilità, per tanti motivi, e forse perché non avevo nemmeno voglia. Quindi cara Gloria, riassumendo, no, veramente, con tutta la sincerità, non ho mai pensato in vita mia di prendere un aereo e tornare in Italia.

Dopo c'è una domanda che mi ha fatto il nostro amico Giorgio e lui mi chiede: non pensi che avendo già lavorato tanti anni in Italia sarebbe stato meglio proseguire il lavoro per arrivare direttamente alla pensione di anzianità per poi trasferirsi in Brasile con un reddito sicuro per il resto della vita?

Allora Giorgio, l'idea era proprio quella. Quando mi sono sposato con mia moglie l'idea era proprio quella di vivere in Italia fino alla mia pensione e poi tornare in Brasile e vivere qui tranquillamente con la mia pensione. Però ci sono due cose da tenere presente. La prima è che non è andata come pensavamo, per i motivi che tutti voi sapete. La seconda è che anche se l'idea era buona, a me mancavano ancora molti anni prima di andare in pensione. Io a quel tempo avevo 32 anni di contributi pagati alla previdenza italiana, però per poter avere la pensione di contribuzione avrei dovuto raggiungere perlomeno i 42 anni e 10 mesi di contributi. Arrotondiamo a 43 per semplificare. Vuol dire che pur lavorando in Italia avrei dovuto lavorare e contribuire per altri 11 anni e sinceramente il mio lavoro, quello che stavo facendo, non sarebbe durato 11 anni. l'impresa in cui lavoravo, pur essendo la più grande della provincia di Novara, stava già perdendo dei colpi, aveva già lasciato casa alcuni operai, alcuni funzionari. Proprio perché le cose non stavano andando bene come una volta. Quindi ovvio, avrei potuto continuare per ancora qualche anno, ma di sicuro non per 10 o 11. E quindi dopo cosa avrei fatto? Una volta che avrei raggiunto, che so , 50 anni, se mi fossi trovato disoccupato, cosa avrei potuto fare, che lavoro avrei trovato o meglio avrei trovato un altro lavoro? Ora siamo sinceri, so che magari alcuni di voi non saranno d'accordo, ma per quanto riguarda il lavoro L'Italia non è quel Paradiso che molti immaginano. Non si trova, quando lo trovi è pagato poco e molte ditte molte imprese, magari quelle più piccole, non sempre ti pagano nel modo giusto. Fanno sempre dei contratti a termine di poco tempo. Quindi se mi fossi trovato a 50-55 anni disoccupato sarebbe stato un grosso problema per me. Quindi Giorgio ripeto, l'idea era proprio quella, però per diverse questioni non abbiamo potuto metterla in atto. Primo perché appunto le cose sono andate diversamente. Secondo perché 11 anni ancora di contributi da pagare sono tanti, ma tanti veramente.

Un'altra domanda più o meno simile me l'ha fatta il mio amico Tony che mi chiede: ma possibile che all'età che avevi quando ho conosciuto la tua signora non ti sei fatto due conti a cosa andavi incontro?

Beh Tony, allora… sinceramente trovo strano che tu mi faccia una domanda del genere perché ci conosciamo da tanto tempo, quindi dovresti sapere benissimo tutta la mia storia. E se posso aggiungere diciamo che il tono con cui hai espresso questa tua domanda, diciamo che non l'ho trovato uno dei migliori. Però Ok. Allora io ti rifaccio alla risposta appunto che ho dato a Giorgio. L'idea era quella di rimanere in Italia fino alla mia pensione e dopo punto venire qui. È andata diversamente? Ok, non ci sono problemi. Però io ti faccio a te un'altra domanda: mi hai mai sentito lamentarmi? Mi hai mai sentito dire, che so, “Guarda che vita di merda che sto facendo qui in Brasile… Oh come sono pentito di essere venuto qui… Ah guarda io vorrei proprio tornare in Italia” o cose di questo genere? Mai, ma proprio mai. Esattamente il contrario. Io continuo a dire che qui in Brasile ci sto bene, che non ho nessuna intenzione di tornare in Italia. Lascia perdere il periodo che sto passando da diverso tempo con i problemi che ho avuto più che altro con la macchina. Gente, solamente con la Peugeot, solamente con le cose che ho dovuto fare, grosso modo mi ricordo la prima volta che l'ho portata dal meccanico ho dovuto spendere più di 6.000 R$, la seconda volta più di 4.000, poi altri 3.800 R$. Adesso che si è rotto il motore sicuramente dovrò mettere uno nuovo e dovrò spendere altri 14.000 o 15.000 R$. Ma non è colpa del Brasile, non è colpa della Uber o di quello che vuoi. Quando io mi lamento è per colpa di tutti questi imprevisti che mi succedono uno dietro l'altro. Però torno a dire non mi sto lamentando della vita che faccio. Ovvio, le cose potrebbero andare meglio, sicuramente andranno meglio in futuro, però se dovessi proprio analizzare il tipo di vita che sto facendo e confrontarlo con quello dell'Italia ti assicuro che qui problemi non ne ho. Non solo Tony, Io penso che io e te siamo due realtà completamente diverse. Infatti tu commenti il commento di Giorgio dicendo, tra le altre cose, “…ma io ho aspettato la pensione prima di raggiungerla (tua figlia) dopo ben 8 anni di attesa e io qui guadagno più di un dirigente con il cambio euro/real”. Allora io te lo ripeto anche a te: la mia idea era uguale alla tua, rimanere in Italia, lavorare rimanere lì fino alla pensione e dopo tornare qui. Purtroppo tu hai avuto questa possibilità, Io no. Seconda cosa: tu stai dicendo che qui, grazie al cambio favorevole, stai guadagnando più di un dirigente. Beh, io sono molto contento per te, però se tu in ogni caso ora stai prendendo una buona pensione è perché lì in Italia facevi un buon lavoro, di sicuro non guadagnavi €900 come li guadagnavo io. E io sono convinto che se tu a quell'epoca, quando eri in Italia, avessi fatto il mio lavoro, cioè fare le pulizie, che tra le altre cose era di pulire i cessi delle altre persone, allora forse, dico forse, avresti anche tu pensato “Ma forse andare in Brasile non sarà poi così terribile o peggio che rimanere qui in Italia”. Quindi capisci Tony, la mia idea era uguale alla tua: rimanere in Italia e poi venire qui. Però da come il posto la domanda sembra che io stia facendo una vita terribile qui in Brasile, che stia morendo di fame, che mi stia lamentando sempre, quando invece non è assolutamente in questo modo, Ok Tony?

Poi c'è una domanda di Diego: se potessi fare un viaggio fuori dal Brasile dove vorresti andare?

Beh guarda, è una domanda interessante. Ti dirò, caro Diego, e sono sincero come sempre, attualmente, non lo so, forse sto diventando pigro o sto diventando vecchio o stanco, non lo so, però una volta, quando ero un pochino più giovane, l'idea di viaggiare, di conoscere altri posti, mi entusiasmava molto. Lo trovavo e lo trovo ancora una cosa molto bella, molto interessante da fare. Però attualmente, diciamo che il mio sogno, non è tanto di viaggiare ma di stare tranquillo. Infatti il mio sogno potrebbe essere andare a vivere in campagna, non fare niente tutto il giorno, mangiare, bere, dormire, vedere dei film, stare a contatto con la natura. Ecco, questo possiamo dire che sia il mio sogno. Però ripeto, viaggiare è una cosa che mi è sempre piaciuta e quindi dove andrei? Allora, di posti ce ne sono ma non sai così tanti, devo essere sincero. Se dovessi pensare all'America Latina mi piacerebbe conoscere Buenos Aires. Non lo so, ripeto, io non sono mai stato in nessuno di questi posti, però ho visto delle foto, dei dei video di quella città e in qualche modo mi ricorda un po' Milano, e sapete che a me piace molto Milano. Quindi mi piacerebbe conoscerla. Poi un altro posto che in qualche modo mi attira, però anche se potessi non ci andrei, è il Cile. Ma per la precisione le Ande cilene, perché anche lì, io mi ricordo, avevo visto nemmeno un video ma una foto di una parte delle Ande che ci sono in Cile... capperi gente, che posto magnifico! Per chi ama le montagne, perché come me è abituato appunto alle nostre Alpi e tutto quanto, era incredibile. Quindi ripeto, sapete che piace molto la montagna e quindi vedere una cosa del genere che in qualche modo mi ricordavano le mie montagne mi piacerebbe andare là. Però sono sincero, non avrei più la forza, il fisico di fare una camminata nei sentieri di montagna, sono sincero. Quindi da una parte mi piacerebbe andare a vedere le Ande cilene ma sicuramente non riuscirei ad andare in montagna come facevo una volta. Poi vediamo un po'. L’America centrale no. So che ci sono dei posti bellissimi, però sapete che a me il mare e la spiaggia proprio non mi piace, non mi interessa, quindi no. L'America del Nord e Stati Uniti… l'unica città che mi piacerebbe conoscere è New York, il resto proprio no. Cioè, sono tutte quelle cose tipo se uno mi dovesse dire “Franco ti regalo un viaggio con alloggio a Santo Domingo o a Los Angeles” cacchio, Ok grazie, andiamo. Però io personalmente decidere di andare a Santo Domingo o a Los Angeles o in un'altra città dico no, allora New York. Poi vediamo un po' , l'Australia no. Non lo so, non sicuramente sarà bella, però no non mi attira, poi ci sono troppi animali strani. L'Africa? Gente, perdonatemi, ma proprio non c'è niente che mi possa interessare. Sicuramente sarà un continente bellissimo, ma l'idea di andare in Africa… no, preferirei andare in altri posti piuttosto che in Africa. Europa? Beh, l’Europa già è diverso. A me l'Europa piace, inutile negarlo. Mi piacerebbe conoscere Parigi e Londra. Parigi più che altro perché è Parigi, non per un motivo particolare. Magari poi vado là e non c'è niente, come dire, che mi possa colpire, però mi piacerebbe avere la possibilità di conoscerla. Londra io la trovo carina come città, bellina, specialmente la City deve essere bella. “E l'Italia Franco non ti interessa?”. l'Italia? Ciccio, sono italiano, la conosco già l'Italia. mi piacerebbe portare mia moglie in Italia per farle vedere le cose che lei non ha potuto vedere, ma io personalmente no, Piuttosto che regalarmi un giro in Italia regalatemi un giro a Parigi. Trovo anche interessante l'estremo Oriente ma più che altro mi piacerebbe in qualche modo conoscere l'Indonesia, anche in questo caso perché ho visto dei video che mostravano appunto quel paese, quella regione e l'ho trovata molto bella, ma più che altro città tipo Tokyo, tipo Macao e altre città simili, cioè grandi, moderne. Ed è strana sta cosa, perché io da una parte sono un grandissimo amante della natura, delle montagne, degli alberi, dei fiori, degli animali e di tutto questo. Però allo stesso tempo sono un grande amante delle città, quelle grandi, quelle moderne. Quindi come vedi Diego, pur non avendo tanta voglia di viaggiare di posti da vedere tutto sommato qualcuno ce n'è.

E per ultimo una domanda che mi ha fatto il nostro amico Aury che, rifacendomi alla domanda di Diego, lui vive in uno dei più bei posti del Piemonte, la Val Vigezzo. Se non la conoscete andate. E lui mi chiede: se tu avessi un genio che ti desse la possibilità di esprimere tre desideri che desideri sarebbero?

Beh, io in qualche modo gli ho già risposto. Caro Aury, tutto sommato con tre desideri forse andrei in crisi, me ne basterebbe uno, e cioè avere più tranquillità, che sembra poco ma vi assicuro non lo è. Perché cosa intendo “avere più tranquillità”? Vuol dire non avere più problemi e quindi Ok, avere dei soldini in più, non diventare ricco, ma avere dei soldini in più in caso succeda qualche imprevisto. Ho dei soldini da parte quindi posso risolvere questi imprevisti. Oppure avere dei soldini da parte per potermi togliere alcune voglie, alcune cose che vorrei fare ma che finora non ho potuto. Ma ripeto, più che altro vorrei avere più tranquillità, più serenità. Vorrei vedere mia moglie sorridere più spesso, essere più contenta di quello che ci sta succedendo, non pensare sempre ai problemi che abbiamo, che potremmo avere, o che arriveranno. Vorrei poter anch'io essere più rilassato, non sempre pensare “Ah ma porca miseria, adesso il mese prossimo c'è quella cosa lì da fare come faremo”. Capisci Aury, riuscire ad avere quella tranquillità o meglio quella serenità che finora, in 16 anni che sono qui in Brasile purtroppo né io né mia moglie abbiamo potuto avere. Poi se il genio oltre a queste cose mi potrà concedere altre cose in più ben vengano. Però come vedi, con un solo desiderio diciamo che risolverei in qualche modo tutti i problemi miei di mia moglie.

Bene, le domande che mi hanno fatto erano queste. Come ho detto all'inizio pensavo che qualcun altro mi avesse fatto altre domande, che avrei avuto più riscontro, ma sappiamo pur avendo 10.000 iscritti, che ripeto, nel mondo di YouTube sono pochissimi, molti o sono timidi o non hanno voglia di scrivere o non hanno interesse nel sapere o domandarmi queste cose. Quindi a me va già bene così, alcuni di voi mi hanno fatto delle domande io vi ho risposto in qualche modo, Ok. Ciao!

Come telefonare dall'estero



 


Immaginiamo che voi veniate in Brasile e vorreste telefonare o ai vostri amici in Italia o a qualcuno che vive in Brasile. Come fare? Possiamo utilizzare la nostra sim italiana? E quanto costa? E una sim internazionale? Ed é possibile comprare una sim brasiliana? Tutto questo in questo video.


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Come inviare soldi in Brasile




In questo video andremo a vedere quali sistemi esistano per inviare dei soldi in Brasile o all'estero. Parleremo di bonifico, Wester Union, Wise, Paypal, Postepay e Pix. Non perdetelo!


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5 cose "strane" la prima volta in Brasile



 


Quando sono venuto la prima volta in Brasile alcune cose mi erano apparse un po' strane, diverse da come ero abituato. Col tempo poi mi sono abituato e ora fanno parte del mio mondo, ma all'inizio queste cose mi avevano sorpreso molto.


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13 motivi per NON venire in Brasile





Trasferirsi a vivere in Brasile può essere un sogno per alcuni, ma un incubo per altri. Dopo aver elencato dieci buoni motivi per trasferirsi a vivere in Brasile, è il caso adesso di soffermarsi invece sugli aspetti negativi di una scelta di questo tipo. Perché se l’immagine del Brasile è certamente legata alla festa, ai colori, all’allegria, alle bellissime spiagge, al calore sia climatico che umano, ci sono molti altri aspetti che è bene tenere a mente prima di prendere decisioni affrettate.


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11 motivi per venire a vivere in Brasile



 


Se ti piacerebbe venire a vivere in Brasile ma non sei ancora sicuro se sia la scelta giusta, se hai ancora dei dubbi, in questo video ti elencheró 11 motivi per venire a vivere in questo paese.


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11 motivi per venire in Brasile

 


IL POPOLO BRASILIANO

Può sembrare uno stereotipo, ma non lo è. Il popolo brasiliano è accogliente, socievole e amichevole. Non è detto che sia facile ambientarsi e i brasiliani hanno sicuramente un jeito, cioè un modo di fare, diverso dal nostro di rapportarsi alla vita e alle cose, ma di sicuro lo straniero è benvenuto. E se possono darti una mano lo fanno volentieri. Ma anche se devono darti una fregatura, lo fanno volentieri.

MODO DI VIVERE

Inutile nasconderlo, i brasiliani vivono la vita in maniera più leggera, la prendono con più filosofia e con il sorriso sulle labbra. Se qualcosa va storto, la vita va avanti. Si chiude una porta, si apre un portone. E dietro il portone c’è sempre una caipirinha e un po` di samba. E la cosa è contagiante.

IL CLIMA

Il clima in Brasile è in generale caldo e piacevole. Certo in alcune zone del nord e del nordest può essere eccessivamente caldo in alcuni periodi dell’anno, mentre negli Stati del sud (Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul) d’inverno potreste davvero soffrire il freddo: magari non lo sapete, ma le gelate si verificano anche da queste parti e le case non hanno il riscaldamento. Ma nel complesso si sta bene. L’inverno non è rigido come in Europa e dura poche settimane nel sud e sudest. Nel nord e nordest praticamente non esiste.

OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO

se avete il capitale da investire avrete buone possibilità di successo, praticamente in tutti i campi. Certo, dovrete lottare contro un sistema farraginoso, burocratico e anche corrotto, ma il periodo per investire in Brasile è favorevole. 

OPPORTUNITÀ DI CARRIERA

La mano d’opera qualificata è scarsa e il Brasile ha urgente bisogno di professionisti competenti per far fronte alla richiesta del mercato e sostenere la crescita economica. La legislazione al momento però non facilita l’inserimento di figure straniere e possedere il visto permanente è un requisito fondamentale per trasferirsi e vivere in Brasile. Anche conoscere il portoghese è fondamentale.

SFIDA PERSONALE

“Il Brasile non è un Paese serio”, diceva Charles De Gaulle. E non è nemmeno semplice, ma è da maneggiare con cura. Per quanto abbia subito l’influenza europea, portoghese, spagnola e italiana in particolare, presenta differenze enormi rispetto alle società europee. Inserirsi non è facile, ci vuole pazienza e molto spirito di adattamento. Ho visto europei fuggire a gambe levate dopo qualche settimana o qualche mese. Accettate la sfida personale?

LA SPERANZA

“Il Brasile è il Paese del futuro”, scriveva nel 1941 lo scrittore austriaco Stefan Zweig. Sono passati quasi 80 anni e le cose non sembrano poi molto cambiate. In Brasile si vive il presente, si coglie l’attimo. Il passato è remoto e il futuro sarà sempre migliore. Quando non si ha nulla, o si ha molto poco, come è stato in Brasile per secoli, ci si gode il presente e si guarda al futuro con speranza. Quella che purtroppo sembra mancare di questi tempi nella cara vecchia Europa.

LA NATURA

Le ricchezze naturali del Brasile non hanno probabilmente eguali al mondo. Dalla foresta amazzonica alla regione del Pantanal, dalle cascate de Iguaçu alle spiagge tropicali, la bellezza del paesaggio brasiliano mozza il fiato e lascia a bocca aperta. Inutile dilungarsi, è indescrivibile. 

LA PACE

Il Brasile è un Paese pacifico e democratico. Non ha una tradizione belligerante e porta avanti una politica estera di dialogo con gli altri popoli. Anche il suo popolo è tollerante e accogliente. La Costituzione è solida, le istituzioni democratiche in via di consolidamento, e non ci sono particolari rischi di golpe o di rigurgiti antidemocratici come avviene o potrebbe avvenire in altri Paesi sudamericani.

VESTITI

Bermuda, infradito, casual, no giacca e cravatta, no vestiti pesanti

UNA CULTURA MULTIETNICA

Nei secoli passati, il Brasile è stato conteso e invaso dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Francia e dall’Olanda. Alla fine la spuntarono i portoghesi, ma l’influenza degli altri popoli è rimasta, si è integrata e ha ricreato una cultura multietnica totalmente nuova. I popoli africani hanno dato il loro fondamentale apporto così come gli indigeni nativi. Poi sono arrivati gli italiani, soprattutto nel sud e sudest del Brasile, i tedeschi, i giapponesi, i coreani, i cinesi, i popoli mediorientali e quelli dell’Europa dell’est. E tutti convivono in armonia, orgogliosamente sotto un’unica bandiera verdeoro.

Adesso che conoscete gli aspetti positivi e vi è venuta voglia di venire in Brasile, siete pronti per leggere la lista con le dieci buone ragioni per non trasferirsi e vivere in Brasile.

Vivere in Brasile: il sogno (incubo) di tanti italiani

 


Lati negativi da valutare

      • Stipendio medio: 1.000,00 Reais circa 230,00 Euro.
      • Assistenza sanitaria pubblica molto inefficiente (da terzo mondo).
      • L’assicurazione sanitaria (Plano de Saude) che permette l’accesso alla sanitaria privata (di tutto il nucleo famigliare) è molto cara, da 1.600,00 Reais al mese e aumenta con l’anzianità dell’assicurato.
      • Scuole pubbliche e private di bassa qualità (da terzo mondo).
      • Scuole private decenti da 3000,00 Reais al mese a figlio. [No, partiamo da 1.000 Reais al mese, non 3.000]
      • Qualità degli alimenti molto bassa e prodotti italiani importanti costosissimi.
      • Mancanza di infrastrutture.
      • Strade e incroci pericolosissimi, costruiti negli anni 60/70 con criteri non adeguati al transito di oggi e alle norme di sicurezza.
      • La stramaggioranza sono totalmente indisciplinati
      • Mancanza quasi totale di vigilanza igienico sanitaria pubblica, le attività che lavorano con gli alimenti fanno un po’ quello che vogliono, non hanno tante norme igienico sanitarie da rispettare e molte attività (bar, ristoranti…) essendo abusivi non adempiono a nulla. I nostri NAS in Brasile è pura fantascienza.
      • Non esiste legge e rispetto del prossimo, ognuno fa quel che vuole.
      • In Brasile esiste il cosi detto “jeitinho brasileiro” ovvero il modo di fare che altro non è che approfittarsi sempre e comunque del prossimo. Dal passarti avanti in fila a cose ben più gravi.
      • Tutti i mal costumi presenti in Italia in Brasile sono moltiplicati per mille.
      • Avrai dei vicini di casa che non avranno alcun rispetto di te, musica a livelli altissimi da far vibrare le porte e le finestre della tua casa. Grida di litigi e spesso sentirai il marito che dopo aver tradito la moglie la picchia perché quest’ultima chiede spiegazioni. La domenica fanno lo churrasco e dovrai subiti musica, urli e schiamazzi di persone ubriache.
      • Dovrai abituarti al fatto che i Brasiliani non sanno cosa sia la puntualità, quando arrivano, lo fanno con ore di puntualità.
      • Dovrai abituarti a passare ore e ore in fila alla cassa del supermercato, i brasiliani sono lenti, prendono tutto con comodo e parlano parlano e parlano, mediamente farai almeno 2 ore vere in fila alla cassa.
      • Dovrai vivere in condominio “chiuso” con le mura alte 5 metri con sopra i fili elettrici (stile carcere), con la guardia armata all’ingresso del condominio.
      • Non sarai libero di andare dove vuoi, potrai andare solo nei luoghi più “sicuri” nelle ore del giorno più “sicure”, anche se in Brasile non esiste un luogo sicuro.
      • Rischierai di essere rapinato con pistola o coltello in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, cosa peggiore rischierai di essere ucciso anche se non reagirai.
      • il 50% (dati IBGE ISTAT brasiliano) dei brasiliani non possiede la fogna e non è raro, lontano dai luoghi blasonati e quartieri ricchi, trovare pozzanghere e ruscelletti di fogna per strada.
      • Dovrai abituarti a sentire, specialmente di notte, colpi di arma da fuoco.
      • Dovrai abituarti a sentire gli spari da arma da fuoco e subito dopo a sentire la notizia che hanno ucciso qualcuno. Gabriel in 8 anni ha sentito e poi visto il cadavere a terra con la Polizia, ben 11 omicidi. Tutti in quartieri benestanti e non in favelas, dove non ci ha mai messo piede.
      • …e tanti altri lati negativi, ci vorrebbe un anno per raccontarli quasi tutti.

Lati positivi

  • Frutta tropicale
  • Spiaggia e mare tutto l’anno

Vivere in Brasile: testimonianza di Gabriel

Questa è la testimonianza di Gabriel, un italo brasiliano cresciuto in Italia e dopo aver vissuto 8 anni in Brasile è scappato via di corsa per tornare nella sua bella Italia.

Lui non cambierebbe mai l’Italia con il Brasile e dice che, l’Italia non ostante i suoi difetti è sempre un paese industrializzato e un paradiso se comparato al Brasile.

Gabriel dice che al solo pensiero di far crescere i suoi due figli in Brasile si sente male. Per loro vuole il meglio e per questo preferisce farli crescere in Europa.

Inoltre, Gabriel, rivolgendosi sempre agli italiani che, ingenuamente, pensano che andando in Brasile trovano una vita migliore che se proprio devono andar via dall’Italia, andassero in altri paesi come le Canarie o la Spagna, Svizzera, Germania, Usa, Canada e Australia.

Gabriel racconta di decide di Italiani trasferiti in Brasile e caduti in disgrazia, vorrebbero scappare via di corsa dal Brasile per tornare in Italia ma non possono perchè la moglie o spesso la ex-moglie con il quale hanno avuto figli, non autorizza quest’ultimi ad andare a vivere fuori dal Brasile. Quindi per amor dei figli restano in Brasile pur vivendo una vita sofferente.

Costo della vita in Brasile

Il Brasile è un paese molto caro, costa tutto molto di più rispetto all’Italia. Inoltre è un paese molto classista ed è tutto diviso per classi, quindi case, palestre, bar, ristoranti per ricchi e case, palestre, bar, ristoranti per poveri, scuole e ospedali per ricchi e scuole e ospedali per poveri. Non voglio che i miei figli crescano in questo ambiente e con questa mentalità aggiunge Gabriel.

Per avere la stessa qualità di vita, intesa anche ma non solo, come alimentazione, servizi, istruzioni e sanità che si ha in Italia con 1500 Euro al mese in Brasile ci vogliono almeno 15-20.000 reais e anche avendo questi soldi si rischia comunque di essere rapinati e uccisi in ogni momento. Difatti chi ha le possibilità spesso utilizza automobili blindate, specialmente nel sud est del Brasile, che è la zona più ricca del paese.

Fine testimonianza di Gabriel

Voglio andare a vivere in Brasile!



 


Quante volte mi sono sentito dire questa frase: voglio andare a vivere in Brasile... il mio sogno é di vivere in Brasile... ma siamo sicuri che sia la scelta giusta? Hai pensato come fare per avverare questo tuo sogno? Hai idea di come lavorare, guadagnare e vivere in questo Paese. E sei proprio sicuro che la tua vita in Italia sia cosí triste e terribile? Beh, per aiutarti in tutti questi dubbi ho fatto questo video, quindi mi raccomando, guardalo fino alla fine.


[VIDEO INCORPORATO]

 

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Não vá para a Itália - Don't go to Italy



 

Não vá para a Italia, ossia: non andate in Italia. Mai mettere piede sul suolo ITALIANO. Si prega di guardare questo video fino alla fine per essere sicuri di capire.

Qualcuno forse si domanderá qual'é lo scopo di questo video. Beh... ho preso spunto da due cose: ho visto un video intitolato "Don't go to Brazil", dove i brasiliani vanno in brodo di giuggiole vedendolo. Poi ho preso alcuni commenti o cose sull'Italia e su noi italiani che, sempre i brasiliani, mi hanno detto. Quindi ho unito le due cose.

 

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Canzoni italiane che in Brasile pensano che siano brasiliane

 


Ci sono canzoni famose qui in Brasile che molti brasiliani non sanno che, in veritá, sono italiane. Andiamo a vederne alcune:

PINO DANIELE – E PO’ CHE FA'


MARISA MONTI – BEM QUE SE QUIS


TOTO COTUGNO – UM ITALIANO VERO


JOSÉ AUGUSTO – FAZ DE CONTA


FRANCESCO E GIADA – TUTU TURU

SANDY E JUNIOR – TURU TURU


VASCO ROSSI – VITA SPERICOLATA

BANDA BLINDAGEM – VIDA GOZADA


UMBERTO TOZZI E RAF – GENTE DI MARE

FÁBIO JR – FELICIDADE



LAURA PAUSINI – INCANCELLABILE

SANDY E JUNIOR – INESQUECÍVEL


PINO DANIELE – QUANDO CHIOVE

PATRÍCIA MARX – QUANDO CHOVE


PEPPINO DI CAPRI – ANCORA CON TE

ROBERTO CARLOS – OUTRA VEZ



EROS RAMAZZOTTI – SE BASTASSE UNA CANZONE

SALMA REIS – SE BASTASSE UMA CANÇÃO


LAURA PAUSINI – NON C’É

SANDY E JUNIOR – NÃO TER


TIZIANO FERRO – IMBRANATO

HUGO & TIAGO - APAIXONADO


UMBERTO TOZZI – EVA

IVETE SANGALO – EVA


GIANLUCA GRIGNANI – LA MIA STORIA FRA LE DITA

ANA CAROLINA – QUEM DE NÓS DOIS


GIANNI MORANDI – C’ERA UN RAGAZZO CHE COME ME...

ENGENHEIROS DO HAWAII – ERA UM GAROTO QUE COMO EU...


RICCHI E POVERI – MAMMA MARIA

BANDA GRAFITE – MAMMA MARIA