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venerdì 17 giugno 2011

Troppo bianche le passerelle


Dopo un post sulle modelle, uno sul razzismo e un altro sul preconcetto, ecco che trovo un nuovo articolo sul Corriere della Sera che parla proprio di questi argomenti. Interessante. Vuoi vedere che qualcosa di quello che scrivo è vero?

«Troppe top model bianche» 

Polemica alle sfilate di San Paolo

 Un gruppo di attivisti chiede l’introduzione in passerella di una «quota obbligatoria black» del 20%

MILANO - Troppo bianche le passerelle della settimana della moda di San Paolo, evento clou del brasilian-style. Ma in questo caso il riferimento non è al colore degli abiti, quanto piuttosto a quello delle modelle, visto l’esiguo numero di bellezze indigene e afro-brasiliane ingaggiate per le sfilate. Da qui la protesta di un gruppo di attivisti, capitanati da Frei Davi Santos, che accusa il mondo della moda di «europacentrismo» e chiede l’introduzione di una «quota obbligatoria black» del 20%, dopo il fallimento della «quota volontaria» del 10%, introdotta in seguito all’indagine della procura di San Paolo del 2008 che aveva stabilito che delle 1.128 modelle ingaggiate per la settimana della moda, solo 28 erano di colore.



«MODA ROCCAFORTE EUROCENTRICA» - «Non possiamo tollerare che il mondo della moda insista nell’essere una roccaforte eurocentrica – ha detto l’attivista brasiliana al Guardian – perché in questo modo, durante la settimana della moda di San Paolo, vendiamo l’immagine di un Brasile "svizzero", dove tutti sono bianchi e con gli occhi azzurri, ma questo non è assolutamente vero. Stando, infatti, ai dati dell’ultimo censimento, il 50,8% della popolazione brasiliana è nera ed è proprio questa caratteristica che meglio rappresenta la bellezza della nostra nazione, ma gli organizzatori sembrano dimenticarlo e continuano ad enfatizzare il lato europeo, discriminando le popolazioni indigene e afrobrasiliane. Non vogliamo delle passerelle che siano uguali a quelle svizzere o inglesi».

MANCANO LE BELLEZZE DA PASSERELLA - In realtà, sarebbero però proprio i clienti a rifiutare la combinazione «modelle nere-vestiti di lusso«, trovandola assolutamente stridente, come ha sottolineato Vivian Whiteman, fashion editor del quotidiano Folha de São Paulo. E le sue considerazioni hanno trovato l’appoggio di Bruno Soares, uno dei booker di origini afro-brasiliane più quotati della settimana della moda di San Paolo (il booker è colui che propone e vende le prestazioni delle modelle ai clienti, ndr). «La mancanza di diversità sulle passerelle è il risultato di leggi crudeli imposte dal mercato – ha detto Soares -. Storicamente, la popolazione nera del Brasile è povera e pertanto non può essere vista come un consumatrice per il mondo della moda e questo si riflette anche nei casting delle modelle». Ma a quanto pare mancherebbero proprio le bellezze da passerella: a dirlo è lo stilista Oskar Metsavaht, direttore creativo di Osklen. «Speravo di fare una sfilata di sole modelle di colore per la mia collezione estiva Royal Black, ispirata alla tradizione africana del Brasile (qui il resoconto della sfilata sulla stampa brasiliana), ma non mi è stato possibile ingaggiare un numero sufficiente di top model di colore. Ho chiesto aiuto a tutti, ma non c’erano abbastanza professioniste con esperienza da poter far sfilare».
Simona Marchetti
17 giugno 2011

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