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martedì 29 novembre 2016

Diversidade cultural


Chi vive in Italia, straniero o italiano che sai, conoscerà certamente l’autolettura del contatore, sia del gas che dell’energia elettrica. Per chi non lo sapesse potremmo dire, a grandi linee, senza entrare nei dettagli, che molte volte, dipendendo dal tipo di contatore o da altri fattori, il consumo che troviamo sulla bolletta non è reale, ma “stimato”. In pratica la società di energia elettrica o del gas dicono “Tu l’anno scorso, in questo periodo, hai consumato TOT chilowatt o metri cubi di gas, quindi noi “stimiamo” che anche ora, in questo stesso periodo, stia consumando la stessa quantità”. A volte questo sistema comporta un notevole aumento di costi, cioè una bolletta molto elevata, pur avendo consumato meno di quanto stimato. Per evitare questo problema e pagare solo quanto si è consumato esiste appunto l’autolettura, cioè si comunica alla società in questione i chilowatt o i metri cubi realmente consumati in un determinato periodo.

Sempre chi vive in Italia avrà notato che negli autobus cittadini non esiste la “catraca” come qui in Brasile. Chi vuole usare l’autobus dovrà comprare il biglietto prima di salire e tenerlo fino alla fine della corsa. Può capitare che ogni tanto salga sull’autobus un controllore e ti chieda di mostrare il biglietto. Se non ce l’hai dovrai pagare una multa.

Sempre in Italia per fare benzina devi agire da solo. Ti fermi davanti alla pompa, metti la quantità che ti serve e poi vai a pagare alla cassa.

E sempre in Italia alcuni grandi negozi, per fare un esempio l’Ikea, alcune casse sono “fai da te”, nel senso che non c’è un cassiere. Sei tu, come cliente, che devi passare i vari articoli sullo scanner e poi pagare con carta di credito o Bancomat.

Bene, questi quattro esempi cos’hanno in comune? Che nessuno di essi potrebbe essere usato qui in Brasile. Per due motivi molto semplici.

Il primo è per il fatto che ai brasiliani piace essere serviti. Come abbiamo visto in altre discussioni in Brasile non esiste il “fai da te”. Se devi fare il pieno di benzina, lavare l’auto o anche comprare un paio di mutande ci sarà sempre qualcuno che lo farà al posto tuo. Ricordo che mia moglie pe rimasta quasi scioccata quando mi ha visto per la prima volta fare benzina da solo o lavare la macchina per pochi euro e di sicuro avrà pensato “Ma guarda ‘sti italiani che strani. Oltre a pagare sono io che devo fare il lavoro”.

“Ma in questo modo noi diamo lavoro a tutti”, è la frase che sento più spesso. Balle! A voi piace essere serviti, in ogni occasione. È solo questo il punto.

Altro motivo è per il famoso “jeitinho brasileiro” o per meglio dire nella grande differenza culturale tra Brasile e Europa. Il benzinaio, il grande negozio o il gestore di energia sanno che l’italiano è onesto, sanno che non cercherà di fregare gli altri, di conseguenza sé stesso, non passando alla cassa qualche articolo o non pagando la benzina. In poche parole si fidano di noi, perché sanno che è nella nostra cultura essere onesti. Ve lo immaginate quanti brasiliani, una volta fatto il pieno alla macchina, scapperebbero senza pagare? Vi immaginate quante persone prenderebbero il bus senza pagare? Qui vedo un sacco di persone allacciarsi alla rete elettrica dei propri vicini o manomettere il contatore per pagare di meno.


Questi sistemi, comuni in Italia e in Europa, qui non sarebbero possibili. E tutto per un semplice fatto di cultura, ammesso che essere disonesti sia una questione culturale.

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