Adbox

venerdì 6 marzo 2015

Sui negozi brasiliani e i commessi in genere


Qui in Brasile non è che ci sia molto da fare durante il weekend. Se sei fortunato a vivere vicino al mare puoi andare in spiaggia, ma chi, come me, vive nel interior e non ha la macchina l’unica alternativa è andare in uno dei numerosi Shopping della città. Non è certo il massimo della vita ma perlomeno puoi fare due passi guardando le vetrine dei negozi e prendere un caffè.

Caffè a parte, visto che è sempre imbevibile, il problema maggiore sono proprio i negozi, o più specificatamente i commessi.

Non fai in tempo ad entrare che vieni subito assalito da una orda di venditori che ti chiedono se hai bisogno qualcosa, se ti possono aiutare e menate varie. E se anche tu gli rispondi che vuoi solo dare un’occhiata loro ti seguono come cagnolini. Ricordo che una volta sono andato in centro dove avevano aperto un nuovo negozio di mobili. All’entrata c’erano quattro o cinque commessi pronti ad assalirti appena varcavi la soglia, ma ero con mia moglie e ho cercato di comportarmi. Una ragazza si avvicina e ci chiede se avevamo bisogno qualcosa. Diciamo “no grazie, vogliamo solo curiosare” e lei ci risponde con un “fique a vontade”. Finisce lí, direte voi, ma vi sbagliate, perché questa povera commessa ci segue per tutto il tragitto, tre piani di scale e lei sempre dietro. Cazzo, nemmeno il mio cane mi segue così!

Io non sopporto questo modo di fare e moltissime volte evito di entrare in un qualunque negozio proprio per evitare problemi, perché non riesco a rimanere calmo e stare zitto.

Mia moglie si arrabbia con me, consigliandomi di rispondere con un “Não obrigado, quero só dar uma olhadinha”. Ma perché mi devo giustificare per entrare in un negozio di uno Shopping? Badate bene, io sto parlando di quei negozi dello Shopping dove non hanno porte e sono sempre aperti, dove molte volte, per andare da una parte all’altra, ci devi passare proprio in mezzo. Ma anche così ti rompono i coglioni in una maniera allucinante.

A volte io mi diverto e quando loro mi chiedono se possono aiutare io rispondo “no grazie”. Queste due semplici parole li lasciano di stucco, senza sapere cosa fare, e se ne vanno via un po’ tristi con un’espressione tipo “ma che diavolo è successo?”. È successo che hai trovato un italiano che non vuole che gli si rompano le balle!

Oh, ma Franco, tu sei “grosso”, sei maleducato! Io sono maleducato con tutti quelli che mi rompono i coglioni. Sono maleducato perché non sono abituato, e mai mi abituerò, al vostro modo di comportarvi con i clienti. Il bello è che per i brasiliani è così normale e naturale questo atteggiamento che quando vanno o vivono all’estero e entrano in un negozio con commessi “normali” iniziano a criticare aspramente noi italiani e il nostro modo di fare.

Ma loro fanno così perché ricevono una percentuale sulla vendita”. E chi se ne frega! Allora solo perché vogliono guadagnare di più mi devono rompere i coglioni?

Ok, direte sempre voi, allora evita di entrare in un negozio e guarda solo le vetrine. Ma non cambia niente. Non fai in tempo a fermarti davanti a una qualunque vetrina che subito esce qualcuno e sorridendo ti chiede: “Bom dia, posso ajudar?” Sí, mi puoi aiutare se te ne vai affanculo! E che cavolo, stiamo proprio esagerando adesso!

Quindi propongo di fare una petizione contro questa forma di tortura psicologica usando lo slogan:

SMETTETELA DI ROMPERE I COGLIONI!


P.S. scusate il linguaggio un po’ colorito, ma quando ci vuole ci vuole!
Show comments
Hide comments

2 commenti:

  1. Mi sembri sorpreso!!!
    Nella realtà è anche peggio.

    RispondiElimina
  2. Sorpreso... non lo so. Di sicuro questi due sanno che non é un gioco e come ho detto la cosa mi rende triste.

    RispondiElimina