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venerdì 28 marzo 2014

Tolerância social à violência contra a mulher (aggiornato al 05/04/14)


Nel settembre del 2010 mi ero posto una domanda: il Brasile é un paese maschilista? Leggendo una ricerca pubblicata ieri dall'IPEA (Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada) sembra proprio di sí. In questo rapporto, intitolato "Tolerância social à violência contra as mulheres", vengono trattati argomenti come la violenza sulle donne e l'omosessualità. La lettura di tale rapporto (lo potete trovare QUI) riflette quella che é oggi la società brasiliana, e devo ammettere che lascia un po' a pensare, anche perché vi sono molti dati contraddittori. Per esempio il 91% degli intervistati, uomini e donne, ritiene che chi picchia una donna debba andare in prigione, ma allo stesso tempo quasi il 58% ritiene che se la donna saprebbe comportarsi meglio ci sarebbero meno stupri, il 63% ritiene che i casi di violenza in casa devono essere discussi SOLO entro la famiglia, l'89% concorda sul fatto che i panni sporchi si lavano in famiglia e l'82% afferma che tra moglie e marito é meglio non mettere il dito!

Circa il 60% pensa che l'uomo debba essere il capofamiglia, ma é doveroso far notare che con le persone con più scolarità questa percentuale scende. Quasi il 79% ha una visione della donna molto stereotipata, pensando che il maggior sogno di una donna é di sposarsi e di avere figli. Per fortuna leggiamo anche che il 54% degli intervistati discorda sul fatto che una moglie deve soddisfare sessualmente il marito anche se non ne ha voglia, contro il 14% di chi concorda (anche se tra gli evangelici questa percentuale sale di 1,7%).

Mah, sinceramente non so cosa pensare. Certo che se dovessi andare a un ballo funk farei anch'io parte di quel 58% discusso prima. Ma leggendo il testo completo, e vi consiglio di farlo, sono solo 40 pagine, la conclusione a mio parere é abbastanza triste. Capisco che il Brasile non possa essere la Svezia o la Norvegia, però la visone che ne scaturisce mi sembra piuttosto arcaica e maschilista. 








AGGIORNAMENTO DEL 05/04/2014

L'Ipea ha commesso un errore. Secondo l'Istituto di Ricerca, nel grafico numero 24 c'é stato un "piccolo" problema e la percentuale di persone che concordano sul fatto che le donne che mostrano il corpo meritano essere attaccate non é del 65% ma del 26%. Per caritá, errare é umano, nessuno é perfetto, ma é certo che un errore di questo tipo fatto da un'istituzione federale non é cosa da poco. In ogni caso la percentuale rimane sempre altra, perché vuol dire che 1/4 della popolazione concorda con questo atteggiamento. Peró non posso fare a meno di pensare che mi sembra strano commettere un errore come questo, specialmente dopo le ripercussioni avute sui vari media e social network. E anche per l'imminente Coppa del Mondo: come si fa a dire al resto del mondo che il 65% dei brasiliani concordano che é giusto attaccare (ma attaccare come? Stuprare, palpare, provarci? Non si capisce bene) una donna solo per il fatto che usi dei vestiti succinti. Ma forse sono io che con la mia mente bacata vedo malizia da tutte le parti.


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16 commenti:

  1. Grazie a te, io sono 3 anni che ho riportato la mia societa' in Italia e mai piu' rimetterò piede in quel paese neanche se una banca mi desse 2 ml di euro. Favela, delinquenza, ignoranza che schifo di paese.

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  2. Purtroppo è fuggito
    tutto sul mio FB !!!

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  3. Io amo il Brasile, e mai più metterò piede in italia! Qui io vivo 1.000.000 meglio che in italia, il lavoro non manca e non faccio la muffa come in italia...professionalmente parlando!

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  4. va bene, nessuno ti obbliga a tornarci.

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  5. Sono brasiliana e devo ammettere, che concordo con il testo. Salvo, alcuni punti!

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  6. io la capisco e anche credo che lei non odia il Brasile nel vero senza della parola, ma che la sua è una indignazione, super comprensibile! (scusa il mio italiano!)

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  7. Io non odio affatto il Brasile. Vedo tante cose che non vanno e che vorrei che fossero diverse, ma questo succedeva anche quando ero in Italia e succederebbe se andassi a vivere, che so, in Giappone o Nuova Zelanda. In ogni caso questo elenco di motivi non é stato scritto da me, ma un fantomatico americano.

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  8. Ancora sicuro che il lavoro non manchi?
    Sulla qualita' di vita non meriti neanche risposta.
    Stefano

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  9. Assolutamente no, il lavoro non manca...anzi! Per la qualità della vita dipende tutto dalle proprie possibilità finanziarie. La mia qualità di vita era pessima quando stavo in italia. Ripeto io qui vivo 1.000.000 di volte meglio che in italia. Se mi vieni a dire che dovrei tornare in italia o se vieni a sindacare sulla mia vita sei tu che non meriti neanche risposta..... Saluti dal Brasile!

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  10. Gabriel,della tua vita mi interessa zero,ma che la vita dipenda dalle possibilita' finanziarie e' il pensiero di un imbecille al quadrato.
    Resta pure qua,chissa' che con Aecio non ci si avvicini ad un paese normale.
    Stefano

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  11. Bhè imbecille ci sarai te, aggiungo pettegolo e rosicone... che ti intrometti e sindacalizzi sulla vita degli altri... ma poi a te cosa te ne importa??? Dici che ti interessa zero della vita degli altri, però vieni qui a contestare il mio personale commento sulla mia vita! Io ho capito bene che tipo sei e cosa ti è successo..... le cose in Brasile non sono andate come volevi tu, quindi devi tornare in Italia e adesso sputi fango sul Brasile e te la prendi con chi invece in Brasile ci sta bene... Pensa alla tua vita che alla mia ci penso io! Torna nel tuo bel paese normale che io preferisco restare in un paese anormale! Se volevo vivere in un paese normale me ne andavo in Canada o in Germania e non in Brasile ne tanto meno restavo in Italia a fare la muffa....

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  12. Sai qualle il primo difetto di una persona? Spuntare nel piatto che si mangia! Poi uno può sempre tornare al paese di origini se nn e contento .. Ne sono sicura che i brasiliani nn ti faranno problemi ..

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  13. Gabriel,non entro in dettagli su quanto guadagno mensilmente,ti posso garantire che non e' ..... pochissimo,e ti auguro di poter fare meglio di me, un giorno.Ma questo non impedisce che abbia le mie opinioni,e che il Brasile mi abbia deluso profondamente (e,credimi,ho una capacita' di sopportazione fuori dalla media).Direi che le elezioni sono esattamente la foto che ho di questo paese.
    Stefano

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  14. Ho letto un sacco di stronzate su quest blog, bravissimo chi l'ha inventato ma io non odio solo il Brasile come nazione odio anche i brasiliani, la loro cultura di merda e la loro lingua del cazzo, il Portoghese. Se si potesse cancellare dalle carte geografiche si farebbe un piacere al mondo intero, ed io in più non escluderei il fatto di cancellare una lingua così ridicola come quella portoghese, quando la senti parlare sempre di essere in un bar di beoni ignoranti. Ci sono due cose che non dovevano esistere e nascere nel mondo: Il portoghese ed i portoghesi, senza questi andava tutto bene.
    Saluti e grazie a chi ha fatto questo blog.

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  15. andrea11, mi dispiace ma non posso pubblicare il tuo commento. Rispetto la tua opinione e in parte la condivido peró, come amministratore di questo blog, sono responsabile non solo di quello che io scrivo, ma anche degli interventi di voi lettori. Esistono delle regole generali per ogni sito web, forum o blog, e una di queste é proprio la responsabilitá di chi crea o amministra pagine virtuali che possono essere lette da chiunque.

    Per darti un'idea qualche anno fa il Tribunale di Varese ha condannato per diffamazione l'autrice di un forum dove alcuni suoi lettori avevavo inviato commenti offensivi verso alcune persone:

    "Il Tribunale di Varese ha ritenuto l’amministratrice del forum (e proprietaria del sito) responsabile per i commenti postati da terzi: quest’ultima infatti aveva la possibilità tecnica di moderare le discussioni, gestire la pubblicazione online dei post o, eventualmente, se contrari alla legge, cestinarli. La capacità, dunque, di intervenire in anticipo ed evitare la lesione dei diritti altrui ha determinato la condanna della donna.".



    Per questi motivi sono costretto a moderare il tuo commento. Spero che capirai il mio gesto.

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