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martedì 8 ottobre 2013

SUS, Sistema Único de Sofrimento


Franco ha bisogno di una visita oculistica. È da molti anni che non va dal medico e i suoi occhiali ormai sono da cambiare. Se fosse in Italia sarebbe semplice: basterebbe andare in qualunque ottico e lì farebbe una visita per vedere se la sua vista è peggiorata. Nel caso volesse una visita più specialistica andrebbe dal suo medico personale il quale gli farebbe una carta per andare alla ASL. Nel caso non volesse aspettare potrebbe sempre andare da qualche oculista privato e fare una visita come Dio comanda, ma siccome non ha soldi né fretta preferisce aspettare.

Ma se Franco fosse in Brasile?

Qui le cose si complicano. Funziona così…

Qui in Brasile gli ottici non possono fare visite oculistiche, ma solo i medici laureati in oftalmologia. Va bene, uno potrebbe dire, che sia un ottico o un medico specialista l'importante è che Franco venga visitato. Ma il problema è che prima di arrivare a questo medico c’è tutto un intricato iter da seguire.

Per prima cosa Franco si reca al “Posto de saude” del suo quartiere. Quando arriva prende un numero (senha), si siede e aspetta… aspetta… aspetta…

Dopo circa mezz'ora la ragazza del bancone chiama il suo numero. Rivolgendosi alla ragazza, Franco dice: “Buongiorno, ho bisogno di fare una visita oculistica perché ci vedo poco”. La ragazza scrive il suo nome su un foglio e risponde “Só aguardar”. Allora Franco si risiede nuovamente e aspetta… aspetta… aspetta…

Passa un’altra mezz'ora e viene chiamato. Dal medico, direte voi. No, da una infermiera. Questa gli chiede quale sia il problema e lui ripete quello che ha detto alla ragazza del bancone. L’infermiera armeggia sul computer e dice: “Possiamo prenotare la visita col medico per mercoledì della settimana prossima alle 9:00, va bene?”. Cosa rispondere? Va bene! Quindi Franco torna a casa e aspetta una settimana.

Il mercoledì prescelto si reca nuovamente al “posto de saude”, prende di nuovo una senha, si siede e aspetta… aspetta… aspetta…

La solita ragazza del bancone gli chiede cosa ha bisogno e lui risponde che ha una visita “marcada” col medico. La ragazza scrive il suo nome su un foglio e gentilmente gli risponde, come da copione, “Só aguardar”. Quindi Franco si siede e aspetta… aspetta… aspetta…

Passano 30/40 minuti e viene chiamato, questa volta da un medico. Franco ripete per l’ennesima volta quale sia il suo problema e il medico prepara un documento (guia) per la visita all'oculista. Finalmente Franco potrà fare gli occhiali nuovi, penserete voi, ma purtroppo non è così.

Col documento in mano Franco si reca in un altro bancone dove una fila immensa aspetta di essere ricevuta. Passa mezz'ora e Franco è ancora in fila. Alla fine riesce a parlare con la ragazza che si occupa di questo (non quella del bancone all'inizio, ma una diversa). Le dà il documento scritto dal medico e questa ragazza, anche lei dopo aver armeggiato sul computer, gli dice candidamente: “La chiameremo quando ci sarà posto dall'oculista per fare la visita”.

Quindi dopo una settimana e un’eternità di tempo aspettando inutilmente, Franco non sa ancora quando potrà fare questa benedetta visita e cambiare gli occhiali. Previsioni per la visita? Due o tre mesi se va bene.

E questo solo per sapere se la sua vista è peggiorata. È dal mese di aprile che Franco (cioè io) sta aspettando una visita da un neurologo e un cardiologo, ma finora ancora niente.

Certo, se andassi da un medico privato questa procedura si potrebbe evitare, ma non ho la possibilità di pagare 500/600 R$ più esami vari per avere una cosa che è mia di diritto:

 
“A saúde é direito de todos e dever do Estado, garantido mediante políticas sociais e econômicas que visem à redução do risco de doença e de outros agravos e ao acesso universal e igualitário às ações e serviços para a promoção, proteção e recuperação”.
Constituição Federal de 1988, artigo 196.

Ora sicuramente qualcuno potrà obiettare che in Italia si paga il ticket, mentre qui è gratis. Ma io preferisco pagare una manciata di euro ma fare una visita soddisfacente e in breve tempo. Per esempio al M.O.D. di Torino, una clinica privata, fare un OCT (Tomografia a Coerenza Ottica), una delle più recenti tecniche diagnostiche adottata per molte patologie oculari, costa 50 Euro. Il ticket per una visita da un oculista della ASL costa circa 30 euro. Per il neurologo idem. Quindi a queste persone che pensano che il sistema nazionale della salute pubblica italiana sia uno schifo posso solo dire una cosa: ma andate a cagare!


Viva l’Italia!
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6 commenti:

  1. Ma tu non hai un buon Piano de Saude ? Da noi (SC) tutte le aziende ne offrono uno compreso nella retribuzione oltre a mensa gratuita. Tutti i miei colleghi europei ne hanno uno, io ho integrato il mio e mi scelgo il medico, devo dire che mi son trovato bene. Soprattutto i dentisti ho trovato che lavorano molto meglio che in Italia: sono più attenti al lato estetico e i lavori sono fatti bene!

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    1. Io lavoro come autonomo quindi sono io che dovrei pagare il plano de saude, ma purtroppo per me e la mia famiglia costa molto e non me lo posso permettere.

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  2. perche non fa piano de Saude ? rame parecchi consultazioni e esami a ambulatori, ha sconti dipendente di piano

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  3. HAHAHA Franco tutti ti dicono di farti il Piano de Saude, come se fosse la cosa più normale del mondo... come per noi italiani pagare l'assicurazione dell'auto... come se non sapessero che la salute è un diritto inviolabile dell'uomo che deve essere garantita da uno Stato che si ritiene democratico e civile (anche perchè il SUS è pagata con i soldi pubblici)... la malasanità è ovunque ma in Brasile mancano le più elementari assistenze mediche... abraço!!!
    Fabio

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  4. Il Brasile é un paese dove stai bene (piú o meno) solo se sei ricco. Io per fortuna ho un discreto plano di saude solo perché mia moglie lavora alla Prefeitura di Rio e viene fornito da loro con diritto al dipendente che sarei io. Ultimamente sono sempre dal dottore purtroppo, non so come farei se dovessi ricorrere al SUS.
    Mi fanno ridere sti brasiliani che ti dicono di fartene uno, logico per loro tutti gli stranieri sono ricchi no?

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