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domenica 22 gennaio 2012

L’Europa crescerà solo nel 2014


GINEVRA - La zona euro dovrà attendere fino al 2014 per uscire dalla sua crisi peggiore. Dopo le Nazioni Unite e della Banca Mondiale, è ora la volta del Fondo Monetario Internazionale (FMI) rivedere al ribasso la crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 2012 e allertare sulla necessità di rivedere la strategia – che finora non ha funzionato - per affrontare la crisi.

Una bozza del nuovo rapporto del Fondo ottenuta dalla agenzia italiana Ansa conferma che la Zona Euro entrerà in recessione e infetterà l'economia globale. Né le Nazioni emergenti saranno risparmiate, e il Brasile avrà la peggiore performance tra le economie del BRIC, con una crescita del 3% del PIL, inferiore a quello che il governo stima per l'anno.

L'FMI ​​stima che l'economia globale si espanderà quest'anno del 3,3%, 0,7 punti percentuali al di sotto delle previsioni fatte nel mese di settembre. Per il 2013, l'espansione sarà del 4%, sempre guidati da paesi emergenti. Cifre definitive saranno presentate martedì 14 gennaio e potranno subire lievi modifiche.

Ma quello che preoccupa è proprio la Zona Euro. La stima per il 2012 è ancora più pessimista di quella fatta dalle Nazioni Unite e della Banca Mondiale. Per il FMI, l'economia della Zona Euro si contrarrà dello 0,5% quest'anno. Nel mese di settembre, prima della nuova ondata di turbolenze sul continente, la previsione del Fondo era di un’espansione del 1,1%.

Nella valutazione preliminare del FMI, l'economia globale è veramente "minacciata dalla crescente tensione nella Zona Euro", area vista come principale deteriorazione della situazione internazionale. La fragilità del sistema bancario di altri paesi ricchi potrebbe essere un'altra minaccia perché consentirebbe il contagio sia più veloce tra i paesi europei e di altre economie.

Scenario previsto. In Italia e Spagna, paesi che sono stati costretti ad adottare duri tagli alla spesa  e anche un cambio di governo, l'anno in corso sarà una recessione significativa. Roma perderà 2,2% del suo PIL, rispetto al 1,7% di contrazione della Spagna, che raggiunge il 22% di tasso di disoccupazione.

Ma nemmeno la Germania o la Francia saranno in grado di resistere e avranno un anno di stagnazione. Berlino crescerà dello 0,3%, 1 punto percentuale in meno del previsto e, nel primo trimestre, dovrà anche registrare delle contrazioni. Francia perderà 0,2% del PIL, proprio a metà anno delle elezioni. Il Regno Unito si espanderà solo del 0,6% e questo grazie a un recupero avuto verso la fine dell'anno.

I problemi continueranno in Europa nel 2013. Anche con l'espansione del 1,5% in Germania, il blocco terminerà il 2013 pattinaggio, con un aumento del PIL solo del 0,8%. Paesi come Italia e Spagna rimarranno in recessione, con un calo del PIL dello 0,6% e 0,3% rispettivamente. Una crescita reale ci sarà solo a partire dal 2014, e solo se la crisi del debito sarà stata risolta.

Per le istituzioni internazionali, il rapporto tra la politica di austerità e di recessione è chiaro. Il FMI afferma che la fine della crisi arriverà solo attraverso politiche atte a "ristabilire la fiducia e sostenere la crescita nell'area dell'euro".La valutazione è che la crisi del debito non può essere superata senza crescita. Il Fondo anche chiede un aggiustamento fiscale e garanzie di liquidità alle banche.

Nei paesi ricchi, la media sarà leggermente positiva- 1,2% - nei prossimi due anni grazie agli Stati Uniti, con un incremento del 1,8% nel 2012 e 2,2% nel 2013.

fonte: Estadão.com

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