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domenica 28 luglio 2013

Bilancio positivo per JMC Rio 2013


Questa sera alle 19.00 ora locale Papa Bergoglio é tornato in Vaticano con un volo dell'Alitalia. Durante questi cinque giorni della Giornata Mondiale della Gioventù il Santo Padre è stato accolto da una moltitudine di fedeli, e se dovessimo fare un bilancio di quest'evento il risultato non potrebbe essere che positivo. Ci sono state delle lacune ma alla fine tutto si è svolto in modo appropriato.

Una nota negativa possiamo darla alla mancanza di sicurezza nel giorno di arrivo del Papa. Durante il tragitto dall'aeroporto Galeão alla cattedrale di Rio l'auto con a bordo il Pontefice si è fermata più volte a causa dei numerosi pellegrini e del traffico caotico della città. Inoltre alcuni fedeli  si sono accostati alla macchina per salutare o ricevere una benedizione dal Pontefice stesso. È vero che è stata una scelta del Papa di non usare vetri blindati o un'auto speciale, però se invece di qualche dimostrante religioso fosse stato qualche attivista con idee radicali, il risultato sarebbe stato a dir poco terribile. Per fortuna non è successo niente di tutto questo, però un po' più di attenzione forse sarebbe stata necessaria.

Altro punto sfavorevole è stata la scelta del luogo dell'evento. Avrebbe dovuto essere a Guaratiba, un quartiere di Rio de Janeiro, dove la prefettura aveva montato una struttura proprio per questo evento. Ma le piogge abbondanti avvenute in questi giorni hanno ridotto quel posto in un mare di fango impraticabile. Trovo strano (ma forse non tanto) che nessuno abbia pensato alle possibili piogge ed eventuali problemi che avrebbero recato. Non è la prima volta che succede questo. Già nel dicembre dell'anno scorso un concerto di Andrea Bocelli é finito nelle stesse condizioni, e mi meraviglio (ma non tanto) che nessuno in questo paese sappia valutare le tipiche condizioni meteorologiche stagionali. Ora sembra che l'area di Guaratiba destinata a contenere la Giornata della Gioventù venga destinata per creare un quartiere popolare. È vero che in questo caso è stata la Chiesa a pagare, quindi piuttosto che perdere dei soldi ben venga qualche proposta degna di nota, ma se hanno visto che quell'area non è indicata per eventi, non capisco come possa andare bene per costruire case e farci abitare delle persone.



In ogni caso, data l'impraticabilità di Guaratiba, la messa domenicale e gli eventi principali si sono svolti a Copacabana. Dal mio punto di vista questo si è dimostrato un bene, perché non credo che "campo da fé" a Guaratiba avrebbe potuto contenere tutte quelle persone. Secondo i dati divulgati dalla Prefettura di Rio e dal Vaticano alla giornata di oggi, domenica, hanno partecipato circa tre milioni e mezzo di persone. È un numero enorme e vedere la spiaggia di Copacaba cosi gremita di persone era qualcosa di veramente impressionante. L'unica nota di demerito è stata la fila e il tempo voluto per utilizzare i bagni chimici. Per fortuna alcuni condomini o attività commerciali hanno aperto i bagni ai vari pellegrini, anche se molti si sono rifiutati di aiutarli.

Certo è che organizzare un evento per milioni di persone non è facile per nessuno, e non credo che se questo fosse successo in un altro paese le cose sarebbero andate meglio. I numeri di questa manifestazioni sono enormi: più di 3 milioni di partecipanti di 175 paesi del mondo, 250 vescovi di nazionalità diverse, 6.100 giornalisti, per la maggioranza brasiliani e dell'America Latina. Considerando queste cifre torno a dire che il bilancio di Rio è senz'altro positivo.

Io non sono un cattolico praticante, e non ho seguito l'evento trasmesso quotidianamente dalle televisioni locali, ma alcune cose mi sono piaciute di questo Papa, che già dall'inizio si è dimostrato umile e semplice come un Padre della Chiesa dovrebbe essere.

Mi è piaciuto quando ha detto ai giovani "Fate casino, disturbate". 
Mi è piaciuto il fatto di non voler andar a Brasilia e aver a che fare con i vari politici brasiliani, Dilma compresa.
Mi è piaciuto il rapporto avuto con le persone venute a sentirlo e vederlo, a questa necessità di un contatto vero e sincero, quasi fisico, con tutti i suoi fedeli.
E mi è piaciuto il fatto che non ci siano state manifestazioni violente in questi giorni come molte persone, io compreso, immaginavano.

Ora la prossima Giornata della Gioventù avvera a Cracovia, in Polonia, patria di un altro Papa molto amato, Giovanni Paolo II, nel 2016. Avremo modo di vedere cosa porterà quell'evento e cosa succederà.


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