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mercoledì 1 aprile 2015

Help!


Un post di Alessandro che vive a Fortaleza, giusto per dimostrare che non tutti gli italiani residenti in Brasile hanno le "fette di salame" sugli occhi.

Eccoci qui dunque, al primo post dell'anno. E ti pare che potevamo cominciare con qualche bella notizia? Vivendo in Brasile, di questi tempi, sarebbe stata un'impresa ardua, per un comune mortale, trovare qualche seppur lieve motivo di contentezza. Allora cominciamo a registrare, per i posteri che leggeranno queste note fra qualche anno, quelle che sono le emergenze del momento: 

1) l'acqua é finita. Non solo nel Nordest, perennemente abituato alla siccitá delle regioni equatoriali ma anche nel ricco, fertile e tropicale sud-est, regione dove troviamo la maggior concentrazione di megalopoli. A San Paolo, improvvisamente, si sono accorti che invasi che pochi anni prima raccoglievano decine di miliardi di metri cubi d'acqua ora si sono improvvisamente asciugati. Ma guarda un po' che sfortuna ci tocca!! Qualcuno ha tolto il tappo e non ce ne siamo accorti! Diremo che é la solita superficialitá con la quale i brasiliani gestiscono le cose, la solita mancanza di previsione, di pianificazione unita ad un bel po' di irresponsabilitá. Il classico comportamento esagerato, di chi vive una volta sola, che deve per forza comprarsi la Hilux, che al ristorante pasteggia a wiskye e che alle feste, per conquistare, offre da bere smodatamente salvo poi accorgersi e pentirsi al momento di pagare il conto, momento in cui é solito inventare le frottole piú strampalate. Dov'erano i governi statali e federali? Hanno ignorato, in una sorta di patto scellerato fra partiti teoricamente opponenti, i consigli e gli allarmi degli scienziati e dei tecnici? Sta di fatto che entro poche settimane, la piú grossa cittá del Paese, un'area con 20 milioni di persone, che a sorvolarla ci metti mezz'ora e ti fa star male al pensiero di quante anime lí si trovano a vivere, stará razionando quel che resta dell'acqua fangosa che una volta faceva parte di grandi e splendidi laghi. Nelle dighe, niente piú energia elettrica ma pompe per succhiare i volumi morti, ossia ció che non esce per libera caduta essendosi depositato in fondo, al di sotto del livello delle chiuse: un resto che mai si pensava di dover usare. Gli scenari sono tristi e le probabilitá che questo accada sono elevatissime...e non si scherza con la matematica perché ha il brutto vizio di azzeccarci! Rio e Belo Horizonte e gran parte del Nord Est pure presentano casi analoghi. 

2) L'energia, la fonte per lo sviluppo di qualsiasi economia, risente drammaticamente della mancanza d'acqua e della produzione abbondante che, una volta, si originava dal passaggio del prezioso liquido attraverso i generatori: in un giorno particolarmente caldo di questo mese, una fetta di paese é rimasta per un'ora senza fornitura a causa di un mancata risposta del sistema nazionale ad un improvviso picco di consumo. Il grande colosso, che qualcuno pensava essersi svegliato, ha dovuto comprare energia in Argentina!! Che smacco dopo il 7-1 con la Germania! 

3) Per finire con il rosario di disgrazie, mettiamoci la Petrobras, ormai quasi al default, il cui valore azionario é ormai ai minimi ed alla cui triste sorte di essere stata spolpata e rosicchiata durante le ultime amministrazioni lulopetiste, si aggiunge quella di dover ritirare dai bilanci gli investimenti milionari, come quelli della Raffineria Premium che avrebbe dovuto sorgere a Pecem (portando al raddoppio il PIL dello Stato del Ceará), vedendo quindi ridursi ulteriormente il proprio valore, trasformando in passivi certi quelli che dovevano essere attivi futuri e negando prospettive migliori a generazioni di brasiliani. Per noi un'ennesima riprova dell'incompetenza degli ultimi governi. Triste dire: "lo avevo detto" o "me lo aspettavo". Ci siamo purtroppo dentro tutti fino al collo: nel fango peró.

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