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martedì 30 agosto 2016


Eccoci di ritorno con un altro post sulla fotografia in Brasile. Questa volta parliamo di accessori, come flash, borse, cavalletti, filtri, ecc. È ovvio che in questo caso non posso mostrare tutto quello che si può trovare qui in Brasile. Il mercato è troppo vasto e gli articoli sono pressoché infiniti. Quindi daremo solo un rapido sguardo su questi accessori, giusto per dare un’idea all’ipotetico fotografo che decidesse di svolgere questa professione nel paese verde-oro.

Posso dire, senza ombra di smentita, che in Brasile troverete tutto quello che v’interessa. L’unico problema sono sempre i prezzi, più elevati che in Italia.

Quindi troviamo borse e zaini per fotografia che vanno dai R$ 30,00 fino ai R$ 1.000,00, flash dai R$ 400,00 fino a R$ 2.000,00 (per avere un’idea il Nikon SB700 lo vendono per circa R$ 1.800,00), batteria di ricambio a circa R$ 300,00, filtri che vanno dai R$ 30,00 ai R$ 200,00, ecc. Ma come sempre bisogna cercare bene nei vari negozi per trovare i prezzi migliori.

Un discorso che forse merita di essere approfondito sono i treppiedi. È un accessorio indispensabile per qualunque fotografico, neofita o professionista. Anche qui se ne trovano di tutti i tipi e prezzi, però se volete qualcosa di valido dovreste affidarvi a delle marche di qualità e conosciute. Tanto per fare due nomi io direi Benro e Manfrotto. Quest’ultima, italiana, forse è la più famosa marca di treppiedi e la qualità, qualunque modello compriate, è assicurata. La Manfrotto produce un’infinita di modelli di treppiedi e monopiedi, più slider e teste separate. Io prenderò tre modelli, uno base, uno intermedio e uno di alto livello.

Il treppiede Compact Light è il treppiede più leggero della gamma Manfrotto. Questo treppiedi è la naturale via di mezzo tra un mini treppiedi e un treppiede standard.





Lo 055 ridefinisce il treppiede a 3 sezioni in alluminio. Grazie alle sue dimensioni, alla sua forma, e ai materiali utilizzati, il nuovo 055 offre un livello senza precedenti di rigidezza.



Il treppiede 546GB è particolarmente rigido e stabile a due stadi. Molto adatto per i video e può portare carichi fino a 20kg.



Come vedete il problema è sempre il solito: la differenza di prezzo è molto elevata. Un treppiede che in Italia mi costa € 68,00 (ma lo si trova anche a meno) qui in Brasile ci vogliono più di R$ 300,00. E più si sale più le cose peggiorano.

Però cosa possiamo fare? Abbiamo altre scelte? Qualcuno direbbe che possiamo comprare all’estero, ma di questo ne parleremo nell’ultima parte di questa serie di articoli, e vedrete che anche in quel caso, grazie a certe assurde leggi d’importazioni brasiliane, comprare qualcosa in un negozio europeo o americano non è affatto conveniente.


Alla prossima!
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venerdì 26 agosto 2016


Vediamo ora cosa offre la Nikon qui in Brasile. Iniziamo col dare perlomeno una buona notizia: nel catalogo ufficiale italiano e brasiliano troviamo gli stessi modelli di macchine fotografiche, 16 per la precisione. Addirittura nel caso degli obiettivi troviamo 102 modelli in Brasile contro 92 in Italia. Evidentemente la politica della Nikon é diversa da quella della Canon. Quindi l’appassionato di questa marca troverà in Brasile tutto ciò che desidera, aprendo però per bene il portafoglio.

Visto che alla fine i modelli sono identici nei due mercati, andiamo a prendere tre fotocamere reflex: una di base, una intermedia e un top di gamma.

Iniziamo dalla D3200, una entry-level ma che offre caratteristiche interessante, come un sensore CMOS da 24,2 megapixel, possibilità di registrare video in Full-HD con risoluzione di 1,920x1,080 / 30p e tante altre belle cose. Il prezzo ufficiale in Brasile é di R$ 2.799.00m (da Americanas viene venduta a R$ 1959,00) mentre in Italia € 389.00. Per la verità é ormai un modello già vecchio, sostituita dalla D3300 e, prossimamente, dalla D3400, con uscita prevista a settembre. Quest’ultima, non essendo ancora commercializzata in Italia (ma ormai manca poco) viene venduta negli USA a $ 649,00, quindi tanto “entry-level” non é, ma essendo un prodotto nuovissimo é normale che il prezzo sia alto.

Obs: essendo un modello ormai superato sono riuscito a trovarlo solo su eBay. Ma per avere un’idea, la D3300, il modello successivo della D3200, su Euronics costa € 399,00 (R$ 1.969,00 in Brasile).



Un modello intermedio potrebbe essere la D750. Gran bella macchina a mio parere. Sensore Full-frame, velocità di scatto in sequenza fino a 6,5 fps e registrazione di filmati Full HD a 1080/60p. ovviamente qui saliamo molto di prezzo. In Italia la si trova a circa € 1.600,00 solo corpo, cioè senza obiettivo. In Brasile come al solito si esagera e il prezzo stimato è di R$ 12.999,00 (nel sito di Walmart il prezzo è di R$ 10.418,21).




A questo punto siamo tutti curiosi di vedere cosa offra e quanto costi il top di gamma. In questo caso stiamo parlando della D5, una macchina enorme, pesante ma con caratteristiche degne del suo livello, come sensore full-frame, velocità fino a 12 fps, video in 4K, ecc. Il prezzo suggerito dalla Nital, distributore ufficiale Nikon in Italia, è di € 6.990,00 ma la si può trovare in alcuni negozi a circa € 5.000 (ovviamente parliamo senza obiettivo). Senza far commenti posso dire che in Brasile la stessa fotocamera costa R$ 35.999,00 (anche qui, andando a cercare si trova a un prezzo inferiore).




Per quanto riguarda gli obiettivi originali Nikon, essendo parecchi modelli, penso che non serva dare i prezzi solo di alcuni, perché la scelta è molto ampia. Basti solo dire che in Brasile i prezzi vanno dai R$ 549,00 del modello base, equipaggiato per esempio sulla D3200, un piccolo zoom 18-55, fino ai incredibili (non trovo un aggettivo adatto) R$ 107.999,00 di un Tele 800mm! In Italia questi due modelli li trovate rispettivamente a meno di € 100,00 per lo 18-55 e circa $ 17.000,00 (non è venduto in Italia) per il 800mm.





In ogni caso, comprando per esempio come corpo macchina la D750, che come abbiamo visto è di tutto rispetto, insieme a un obiettivo come, per esempio, lo zoom 17-50 f/2,8, diciamo un obiettivo tuttofare ma di buona qualità, in Italia spenderemmo circa 1800/1900 euro, mentre in Brasile siamo intorno ai R$ 21.800. Torno a dire, aldilà del cambio, è sempre una grossa differenza.

Bene, abbiamo dato una piccola visione al mondo Nikon. La volta prossima parleremo degli accessori, come flash, treppiedi, borse o altro. Rimanete collegati!



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giovedì 25 agosto 2016


Facciamo una piccola pausa sulla fotografia e andiamo a leggere questo articolo apparso sulla edizione brasiliana di Huffington Post. Non é il mio giornale favorito. Non lo trovo per nulla serio, con molti articoli quasi stupidi, dove si parla quasi solamente di femminismo, razzismo, sesso e altri argomenti tanti cari ai lettori brasiliani. Ma ogni tanto pubblicano qualcosa d'interessante, come questo articolo di Marjorie Rodrigues. Lo so, le Olimpiadi sono finite, peró il testo vale anche in questo tempo.

Nada pode ser mais representativo do complexo de vira-lata do brasileiro do que a reação à matéria do New York Times sobre o biscoito de polvilho.
Convenhamos: o jornalista não falou nenhuma mentira. Biscoito Globo é oquei, mas não é nenhuma maravilha de comer gemendo. Não é nenhum bacon, nenhuma picanha.
É só um biscotinho de ar esfarelento que o carioca cresce comendo e por isso tem gosto de infância, tal qual aqueles salgadinhos "de isopor" (que talvez as crianças de hoje nem comam mais) e a pipoca do saco cor-de-rosa (quer coisa mais mequetrefe do que aquilo? Mas, se jogar na minha frente, como o saco inteiro).
Todos os povos têm guloseimas que parece ser preciso nascer no lugar pra gostar: os australianos têm Vegemite, os holandeses têm Drop e por aí vai.
Mas tão sedentos são os brasileiros pela aprovação dos americanos e europeus do Oeste (brasileiro nenhum está preocupado em como Bulgária, Lituânia e Eslovênia os enxergam, né? O lance é só com os colonizadores) que uma matéria dizendo que biscoito de polvilho não tem nada demais vira uma celeuma.
O povo fica ofendidíssimo, machucadíssimo, revoltadíssimo, #somostodosbiscoito.
O despeito da maior parte das reações demonstra a sede de aprovação: "quem esse americano pensa que é? Eu nem ligo pra opinião dele mesmo".
Amigo, se não ligasse, não teria passado dois dias só falando disso nas suas redes sociais. Simplesmente daria de ombros porque o que importa é que você gosta do biscoito e o que as suas papilas gustativas sentem ao comê-lo.
Mesma coisa aconteceu quando Jamie Oliver não gostou de brigadeiro. Que diferença faz na sua vida um estrangeiro não gostar de comer o que você gosta?
Por que você toma essa diferença de paladar como uma ofensa pessoal? Bingo: porque você queria muito ser aprovado pelo gringo e te machuca não sê-lo.
Se Jamie Oliver tivesse eleito brigadeiro como o melhor doce de todos os tempos, mesmo brigadeiro não passando de leite condensado misturado com achocolatado e havendo muitos doces mais sofisticados inclusive na própria culinária brasileira, certeza que todo mundo teria compartilhado o link do elogio com o maior orgulho e sem a menor autocrítica.
Afinal, é Jamie Oliver, ele sabe do que está falando.
Outro grande exemplo de complexo de vira-lata é o imbróglio do nadador americano que alegou ter sido assaltado. Não passa de um frat boy mimado que ficou bêbado e saiu fazendo arruaça num posto de gasolina.
Aí parece que o segurança do estabelecimento sacou sua arma e o obrigou, ele e os amigos, a pagar uma "caixinha" pela arruaça provocada. O americano inventou para a mãe que foi assaltado, provavelmente pra não ter que assumir que estava fazendo arruaça.
Além de fratboy mimado, o tal moço e sua família gostam de um holofote, até reality show já fizeram, então a mãe viu nisso uma oportunidade de choramingar para a imprensa que o coitado do filhinho estava sofrendo com a violência do Brasil.
Chamaram o moço para dar entrevista e ele manteve a mentira, afinal, nessa altura do campeonato, desmentir ficaria chato e pessoas são assaltadas todos os dias no Rio-- o que poderia dar errado, não é mesmo?
Acabou que virou uma questão diplomática, pois ao perceber que a história do cara era inconsistente, a polícia deu um duplo twist carpado na chance de salvar sua reputação diante dos gringos. E, de novo, redes sociais em polvorosa, povo ofendidíssimo.
Mas, vem cá: independentemente do nadador americano ter ou não ter sido assaltado, não é verdade que assaltos ocorrem no Brasil todo santo dia? Outros atletas foram roubados, inclusive.
Provar que, neste caso específico, o cara estava mentindo não vai fazer absolutamente nada pela reputação do Brasil em relação à violência, que já é ruim.
Merecidamente ruim, aliás, pois os brasileiros infelizmente se acostumaram (tiveram que) a níveis inaceitáveis de violência.
O americano e o europeu médios já pensam que isso aqui é bagunça e não é de hoje. Tanto que, aqui na Europa, ninguém está nem aí para essa história. Só os brasileiros acham que isso vai fazer uma grande diferença na imagem da nação.
Claro que a mídia sempre faz a violência parecer muito pior do que é na realidade, mas isso ocorre internamente também.
Quando visitei o Rio pela primeira vez, por exemplo, meu pai ficou super-apreensivo: de tanto assistir Datena, criou a ideia de que o Rio é um festival de bala perdida.
Engraçado que quando Cidade de Deus e Tropa de Elite ganharam prêmios em festival internacional de cinema, todo mundo achou lindo (afinal, era aprovação de gringo), mas se os mesmos gringos depois dizem que o Brasil tem violência e instituições corruptas, aí a gente fica ofendido e quer que eles pensem que não é bem assim?
Lógica, quedê?
Mas o pior do que vi nas redes sociais nessa época de Olimpíada foi o anticomplexo de vira-lata. Gente justificando grosseria e falta de educação, como se fosse combate ao imperialismo americano e colonialismo europeu. Como este post, que viralizou:

Fiquei chocada com tanta gente aplaudindo a grosseria gratuita dessa moça! Se ela parou para falar com o cara, gastou seu tempo para isso, o que custava ser gentil e ajudá-lo, já que arranhava um pouco de inglês?
Sim, arranhava, pois cometeu dois erros crassos só nesse post... Portanto, se ela mesma não é obrigada a falar inglês perfeitamente, por que o turista teria que falar português fluentemente também?
É de bom tom aprender algumas palavrinhas do lugar que você visita, claro, mas aprender uma língua a ponto de conseguir se comunicar bem leva muito tempo, esforço e dinheiro.
Imagina brasileiro não podendo mais visitar Buenos Aires só falando portunhol? Ou não poder ir mais pra Disney com inglês quebrado?
A partir de hoje, pra passar lua de mel nas ilhas gregas tem que aprender grego antes! Pra fumar maconha em Amsterdam tem que dominar o holandês!
Basicamente, ninguém vai mais a lugar algum. Que idéia mais estapafúrdia... Só espero que um dia ela precise de ajuda, surja alguém podendo ajudá-la e resolva não fazê-lo, para ela ver o que é bom.
Felizmente, em minhas viagens, nunca me deparei com uma pessoa assim. Até com mímica já fui ajudada, porque quem quer ser gentil faz isso da melhor maneira que conseguir.
Patriotismo jamais deveria passar na frente da obrigação de sermos bem-educados com as pessoas, seja quem for.
Outra coisa que denota uma falta de empatia desgraçada é que ela nem sabe de onde vinha esse turista. Talvez inglês não fosse sua primeira língua, e ele já estivesse fazendo esforço para se comunicar em inglês -- língua que, ela gostando ou não, já é o idioma internacional do turismo.
Tarde demais, Juliana. Tua grosseria com o tal turista não vai mudar esse fato.
Também houve quem dissesse que as pessoas que reprovam vaias para desconcentrar o time adversário só fazem isso por complexo de vira-lata, porque ficam com medinho dos gringos nos acharem malcomportados.
Ora, se você acha que só precisa se comportar com educação e empatia quando quer impressionar os outros, você é parte do problema cultural de que estamos falando.
Se você não vê problema em levar vantagem numa situação porque fez algo para prejudicar seu oponente, você é parte do problema cultural de que estamos falando.
Se, quando te apontam que seu comportamento foi grosseiro, em vez de refletir sobre seu comportamento, você se justifica dizendo que outros fazem igual ou pior ("Mas e os Hooligans? Mas e os europeus que jogam banana no campo?"), se esquivando de melhorar e nivelando tudo por baixo, você é parte do problema cultural de que estamos falando.
"Ah, mas isso é Brasil!" Sim, mas é o que o brasileiro tem de pior. Se parar pra pensar, essas três atitudes estão por trás de muita coisa que vai mal no País. Não adianta nada sair na rua de camisa verde e amarela, pedindo o fim da corrupção, e depois não ver nada demais em levar vantagem de formas escusas em outras situações, como num evento esportivo.
"Ah, mas brasileiro não chama jogador chinês de Yakissoba e China in Box por mal, ele só acha engraçado." Acha engraçado porque é mal/pouco educado. Não enxerga que a piada é racista porque é mal/pouco educado.
Já passou da hora de se educar. Não me peça pra ter orgulho disso, porque não dá, não. Quando alguém não sabe se comportar, a gente só pode sentir vergonha alheia. E essa vergonha não é complexo de vira-lata.
Afinal, quando a atitude é vergonhosa, que outro sentimento se pode ter além de vergonha?

Fonte: BrasilPost
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mercoledì 24 agosto 2016


Nella parte precedente abbiamo parlato in modo approssimativo del mercato fotografico in Brasile. Ora entriamo un poco nello specifico andando ad analizzare alcune marche.

Iniziamo dalla Canon. Già andando a vedere la pagina ufficiale si nota qualcosa di strano. In quella brasiliana si trovano 11 modelli con prezzi che variano da R$ 2.499,99 fino a R$ 42.999,99:


mentre in quella italiana i modelli sono 30 e i prezzi da € 389,99 a € 3,199,99.


Da qui si deduce che alcuni modelli, normalmente commercializzati in Italia non sono disponibili in Brasile (e giá questo lascia un po’ interdetti).

Per la verità i prezzi delle Canon in Brasile sono minori di quelli ufficiali. Nel sito di Americanas, per esempio, una Canon EOS T5i (che in Italia si chiama EOS 700d, ormai vecchia, del 2013) costa R$ 2.485,00.















Andando invece a vedere in Italia su Fotodigit, uno tra i migliori siti di fotografia, la troviamo a € 454,00.


Questo per il modello base, diciamo per fotografi dilettanti o per chi non vuole spendere cifre astronomiche per un apparecchio fotografico (in ogni caso stiamo parlando di fotografi professionisti). Immaginiamo però che uno voglia comprare una buona camera professionale, magari full-frame. Un’ottima scelta potrebbe essere la EOS 5Ds R. In Brasile, sempre da Americanas, la troviamo a R$ 16.899,00 solo corpo, cioè senza obiettivo. In Italia lo stesso modello mi costa € 3.502,00.



Ovviamente potremmo fare questa comparazione per ogni modello ma sarebbe inutile. Il risultato finale sarebbe sempre lo stesso, e cioè che qui in Brasile, oltre ad avere un catalogo minore, i prezzi sono notevolmente più cari, aldilà del cambio Euro/Real.

Ma una reflex senza un buon obiettivo non serve a niente. Andiamo allora a vedere qualche lente da aggiungere alla nostra bella fotocamera. I migliori obiettivi originali Canon sono quelli della serie L, facilmente riconoscibili da una fascia rossa vicino alla lente. Ovviamente sono anche i più cari, però la qualità è indiscutibilmente migliore di quelli standard. Per rendere le cose più semplici ho fatto una piccola tabella con alcuni di questi obiettivi e il prezzo di vendita in Brasile e in Italia (per il Brasile questa volta ho scelto il sito Metie Fotografia mentre per l’Italia Fotodigit).

MODELLO
PREZZO BRASILE
PREZZO ITALIA
Canon EF 50mm f/1.2L USM
R$8.546,00
€ 1.355,00
Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM
R$8.800,00
€ 1.803,00
Canon EF 16-35mm f/2.8L II USM
R$6.945,00
€ 1.432,00
Canon EF 8-15mm f/4L USM
R$6.390,00
€ 1.202,00
Canon EF 70-200mm f/2.8L IS II USM
R$9.999,00
€ 1.249,00
Canon EF 300MM F/2.8L IS II USM
R$26.699,99
€ 5.279,00

Per quanto riguarda gli obiettivi standard, cioè non della serie L, la situazione è praticamente la stessa:


MODELLO
PREZZO BRASILE
PREZZO ITALIA
Canon EF-S 18-55mm f/3.5-5.6 IS STM
R$508,00
€ 255,00
Canon EF 50mm f/1.8 II
R$599,00
€ 130,00
Canon EF 75-300mm f/4-5.6 III
R$550,00
€ 105,00
Canon EF-S 55-250mm f/4-5.6 IS II STM
R$799,00
€ 120,00
Canon EF-S 10-18mm f/4.5-5.6 IS STM
R$1.316,00
€ 275,00
Canon Macro EF USM f/2.8 de 100mm
R$2.835,00
€ 494,00

E se invece di un obiettivo originale Canon volessimo un modello equivalente ma di un’altra buona marca, come Tamron, Tokina o Sigma? Pensate che cambi qualcosa?

MODELLO
PREZZO BRASILE
PREZZO ITALIA
Sigma 15mm f/2.8 EX DG
R$3.752,00
€ 660,00
Sigma 17-50mm f/2.8 EX DC
R$2.150,00
€ 310,00
Tokina AT-X M PRO D 100mm f/2.8
R$2.750,00
€ 383,00
Sigma 70-200mm f/2.8 EX DG APO
R$5.034,00
€ 1.087,00
Tamron AF 17-50mm F/2.8 XR Di II LD
R$1.899,90
€ 275,00
Tamron 70-300mm F/4-5.6 Di Ld
R$1.279,00
€ 342,00

L’unica differenza che tali marche sono difficili da trovare e la scelta è molto limitata.

Sugli accessori, come flash, borse e altro ne parlerò in un post dedicato. Il prossimo sarà sulla Nikon, anche se come avrete capito non sarà molto differente dalla Canon come prodotti presenti e prezzi.

Una cosa che tengo a sottolineare è che questo post, come altri in futuro o quelli già scritti in passato, non ha lo scopo di dire: “Guardate come sono care queste cose in Brasile!” ma vuole essere una piccola guida su quello che può realmente trovare un povero straniero venendo a vivere in questo paese. E ovviamente i prezzi possono variare da negozio a negozio. È chiaro che a volte si ha la fortuna di trovare una buona offerta, ma questa non la vado a prendere in considerazione, dato che sarebbe a tempo limitato. E, sempre chiaramente, non posso andare a vedere tutti i negozi online italiani e brasiliani. Per questo basta fare una semplice ricerca su, per esempio. Trovaprezzi in Italia e Buscapé in Brasile.

Alla fine parleremo anche della possibilità, in realtà remota, di comprare all’estero, esempio in qualche negozio online degli Stati Uniti, e qui troverete delle belle sorprese (ma in lato negativo). Per il momento aspettate di leggere il prossimo capitolo sulla Nikon.


A presto!
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lunedì 22 agosto 2016


“… Lasciate ogni speranza, voi ch'intrate"

Così scriveva il Sommo Poeta all’entrata dell’Inferno, e con ogni probabilità si riferiva al Brasile.

Per chi, come me, è appassionato di fotografia questo è il paese meno adatto. La scarsa scelta di apparecchi e i prezzi follemente assurdi fanno del Brasile un vero e proprio inferno a chi volesse dedicare il proprio tempo, per hobby o professione, a questa attività. È chiaro che in Brasile esistono molti fotografi, quindi non sto dicendo che ciò sia impossibile, però per un comune mortale insorgono così tanti problemi che alla fine uno è quasi pronto a desistere e dedicarsi a opere più semplici, come vendere “pamonha” per strada.

Ma quali sono questi problemi?

Come ho detto sono principalmente due: la limitata scelta di materiale (fotocamere, accessori, ecc.) e i prezzi elevati. Iniziamo dal primo.

Qui in Brasile marche prestigiose come Pentax, Olympus o Leica sono praticamente sconosciute. Si può trovare qualcosa su “Mercado Livre” o in qualche negozio online ma in ogni caso dimenticatevi pure questi marchi, anche perché, cosa molto importante, non esiste assistenza tecnica. Quindi come marche la scelta è limitata a Canon, Nikon, Sony e Fuji. Quest’ultima ho trovato solo un modello su Mercado Livre, la XT-1, al simpatico prezzo di R$ 8.999,00 (in Italia costa dagli € 800 ai € 1.200).



Con la Sony idem, se non peggio: una Sony α7s qui in Brasile mi costa come un’auto usata (qualcosa come R$ 10.843,77 solo il corpo) mentre in Italia siamo intorno ai € 2.000.



Ora lo so, troverò qualcuno che mi dirà che l’euro vale 3,64 quindi la nostra bella Sony mi verrebbe a costare l’equivalente di R$ 7.280,00. Ma a parte il fatto che sarebbe sempre molto meno del prezzo di vendita in Brasile, penso di aver già spiegato diverse volte, in modo chiaro ed esaurente, che fare una semplice conversione Euro/Real non serve a niente. Ma sappiamo benissimo che per certe persone intendere una cosa semplice come questa non è affatto facile. In ogni caso dei prezzi parleremo dettagliatamente in seguito.

Quindi, tornando al nostro povero fotografo, ormai già sconsolato da questi pochi dati, quale sarà la sua scelta? O Canon o Nikon. Di queste due marche si trovano praticamente tutti i modelli e accessori (o quasi) e l’assistenza tecnica esiste. Nulla da ridire su queste due grandi aziende. I loro prodotti sono validi e di buon qualità. Però, per uno come me che viene dal Vecchio Mondo (ma potremmo aggiungere anche uno degli USA, Australia, Cina, Giappone, ecc.) la cosa lascia un po’ delusi.

In ogni caso il nostro amante della fotografia non si lascia scoraggiare (anche perché c’è ben poco da fare) e decide di comprare una bella fotocamera di queste due marche. Intendiamoci, qui io sto parlando di fotocamere reflex digitali, DSLR, quindi tralasciamo tutte le mirrorless, le compatte o le medio-formato. Andiamo allora a vedere cosa offre il mercato brasiliano. Tengo a precisare che di queste cose ne abbiamo già parlato in passato e abbiamo avuto modo di vedere le enormi, a mio parere, differenze di prezzo tra i “nostri” due paesi. Qui però stiamo discutendo su un argomento specifico, la fotografia professionale e cercherò di essere il più dettagliato possibile, sperando che possa interessare a qualcuno. Proprio per questo motivo, siccome il post sarebbe diventato troppo lungo, ho pensato di dividerlo in più parti, in modo da non stancare troppo il lettore. Ovviamente questa è la prima.
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sabato 20 agosto 2016


So di sembrare antipatico, e forse lo sono veramente, ma questo atteggiamento tipico brasiliano di esaltare tutto ciò che avviene e esiste in Brasile proprio non lo sopporto. Sappiamo che l'ufanismo é una caratteristica propria di questo paese però non sempre si riesce a far finta di niente. In queste ultime Olimpiadi il Brasile ha fatto una magra figura. Considerando le dimensioni e i suoi 205 milioni di abitanti avrebbe dovuto vincere più medaglie, Invece per il momento rimane indietro a paesi come la Giamaica o l'Ungheria (fino a poco tempo fa anche a Iran e Kazakistan). Eppure, a leggere i giornali o i vari portali, sembra che abbiano già vinto i Giochi. Quando un brasiliano vince qualche gara diventa una sorta di eroe nazionale. Quando perde inventano mille scuse per lo scarso risultato e nello stesso tempo esaltano la sua vita privata, le sue sofferenze e altro. Lo sappiamo, sono fatti così e non possiamo farci niente. Però a volte un po' di umiltà e coraggio di vedere come le cose sono realmente non farebbe male.

A medalha de prata de Isaquias Queiroz e Erlon Souza, neste sábado (20), fez bater, em total de medalhas, a sua melhor campanha na história. Serão, contando com futebol e vôlei, 18 pódios garantidos. O recorde anterior foi na Olimpíada passada, em Londres, que teve 17. 

Quando o COB (Comitê Olímpico do Brasil) fizer o balanço dos Jogos do Rio de Janeiro, o recorde certamente será comemorado. É preciso lembrar, porém, que a meta estipulada pelo próprio não deve ser batida. A ideia era ficar entre os 10 do quadro de medalhas por total de medalhas. Neste momento, o país é o décimo quinto na soma de pódios. E só deve entrar no top 10 se ganhar medalha em praticamente todas as modalidades que disputar neste sábado e domingo. São disputas no taekwondo e 4x400 m no atletismo neste sábado e maratona neste domingo. Além de já contar com os pódios garantidos no futebol e vôlei. 

Aumento de esportes medalhistas

Qual foi a receita para o aumento de performance brasileiro? A resposta é o aumento de modalidades em que o Brasil subiu ao pódio. Pela primeira vez na história, o número de esportes com medalhistas olímpicos chegou aos dois dígitos.
A canoagem de velocidade foi o décimo esporte a medalhar na Rio-2016. Antes, atletismo (ouro de Thiago Braz), vôlei de praia (ouro de Alison/Bruno e prata de Agatha/Bárbara), boxe (ouro de Róbson Conceição), ginástica (pratas de Arthur Zanetti e Diego Hypólito e bronze de Arthur Nory), judô (ouro de Rafaela Silva e bronzes de Rafael Silva e Mayra Aguiar), maratona aquática (bronze de Poliana Okimoto), vela (ouro de Martine Grael e Kahena Kunze), tiro (prata de Felipe Wu) e futebol (com a final de Neymar &Cia.) foram ao pódio. Com o vôlei, da seleção masculina de Bernardinho, o número chega a 11.
Dessa lista, o Brasil também emplacou duas modalidades em que nunca tinha subido ao pódio. A prata de Isaquias Queiroz no C1-1000m foi o primeiro da canoagem de velocidade, assim como o bronze de Poliana na maratona aquática. Além disso, a prata de Wu foi o primeiro resultado expressivo olímpico do Brasil no tiro esportivo desde os feitos de Guilherme Paraense nas Olimpíadas de 1920.

Mais modalidades no 1º lugar

Outra prova de um Brasil mais versátil no esporte olímpico é a origem dos cinco ouros conquistados no Rio de Janeiro. Em Atenas-2004, os cinco ouros vieram de vela (2), hipismo (1), vôlei (1) e vôlei de praia (1). Nenhum deles chegava ao pódio pela primeira vez naquela edição.
Na Rio-2016, foram cinco modalidades diferentes com campeões olímpicos, duas delas que nunca tinham feito isso antes. Robson Conceição, no 60kg, é o primeiro ouro do boxe. 
Nos outros esportes, brasileiros já tinham ouro de outras Olimpíadas. Martine Grael e Kahena Kunze ganharam a sétima medalha dourada da vela. No atletismo, Thiago Braz fez o quinto ouro. Rafaela Silva é quarta campeã olímpica brasileira do judô. No vôlei de praia, Alison e Bruno são a terceira dupla a atingir o feito.

Isaquias quebra recorde de medalhas

Além disso, pela primeira vez o Brasil teve um atleta com três pódios na mesma edição dos Jogos. Aos 22 anos, Isaquias inaugura a era de superatletas brasileiros com três medalhas na canoagem: ele foi prata no C1-1000m, bronze no C1-200m e prata no C2-1000m – o último ao lado de Erlon Souza.
Antes dele, o máximo que atletas brasileiros conseguiram em uma mesma edição olímpica eram duas. A lista tem os nadadores César Cielo (ouro nos 50m livre e bronze nos 100m livre em Pequim-2008) e Gustavo Borges (prata nos 200 m livre e bronze nos 100 m livre em Atlanta-1996) e os atiradores Guilherme Paraense (ouro na pistola militar de 30 m e bronze por equipes na pistola livre 50 m na Antuérpia-1920) e Afrânio da Costa (prata na pistola livre de 50m e bronze por equipes na mesma prova de Paraense em 1920).
Fonte: UOL
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venerdì 19 agosto 2016


Non é certo una notizia che fa scalpore. I brasiliani aldilá del calcio non sanno vedere. C'é stato un buon riscontro con la vittoria di Rafaela Silva nel Judo, tanto da risultare un'eroina nazionale (mancava poco che la volessero come Presidente), e anche con gli atleti della ginnastica artistica (ma solo perché hanno portato a casa una medaglia). Per il resto l'interesse non é molto, specialmente se il Brasile non gareggia.
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Sono pochi, annoiati, distratti e l'ultimo dei problemi è la torcida che ha fatto piangere l'astista francese Lavillenie. I brasiliani sanno come tifare, ma non sono abituati all'atletica e di certo non amano lo stadio Enganhao, lontano da tutto quello che ha un senso. 

Lo hanno tirato su nel 2007 per i Panamericani e poi ceduto al Botafogo nel 2015, ma la città lo trovo scomodo e il visitatore olimpico impossibile. A 40 minuti dal Parco Olimpico, molti di più se si resta bloccati dal traffico, ben distante da Copacabana che fa da cuore dei Giochi perché è l'unico posto che ospita gare e offre la vera Rio. Il resto è periferia e gli organizzatori ci hanno piazzato lo sport più pesante delle Olimpiadi. Bella scelta. Si è riempito solo la sera in cui Usain Bolt ha corso i 100 metri, per il resto anelli semideserti e gruppetti che si divertono come riescono, con cori calcistici dietro ad atleti disorientati.  

Il conto dei biglietti venduti non torna mai, 35 mila a sera (in un impianto che ne contiene 60 mila)  secondo le cifre ufficiali che non tornano sugli spalti.  Vuoti, desolanti. Forse sono numeri forniti da Pat Hickey, il simpatico membro Cio, fino a poco fa parte dell'esecutivo e, per gradire, capo dei comitati europei che è in arresto per la tratta di biglietti. 

Ottimo, se magari la famiglia olimpica si fosse occupata di far arrivare per davvero qualcuno  in questo giro ingressi avuti gratis e girati sul mercato nero almeno avremmo evitato qualche buco. 

Possibile che ai brasiliani non venga in mente neanche la più semplice delle idee; coinvolgere scolaresche, comunità, regalare questi ingressi invece di tentare di piazzarli per guadagni extra, a tradimento. Ogni Paese ospitante non sa come riempire gli impianti e tenta di organizzare entrate gratuite di gruppi selezionati. Nulla. Del resto in una gestione dove gran parte dei volontari se la sono data a gambe e si fa fatica pure a garantire che nessun estraneo entri nella zona dei controlli doping, il deserto è il minore dei problemi. E il più triste degli scenari. 



Tre record del mondo fino a qui e uno solo ha avuto pubblico, i 400 metri centrifugati da Van Niekerk erano in programma la stessa sera dei 100 metri di Bolt. Poi più nessuno all'orizzonte, si aspettano i 200 metri per un brivido di passione mentre già viene annunciato il peggio: Le Paralimpiadi  sono ferma al 12 per cento del venduto sul totale delle competizioni. Rio ha organnizato dei grandi Mondiali di calcio e delle olimpiadi misere. 

Fonte: La Stampa
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