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lunedì 26 gennaio 2015


Il Vice Ministro Calenda ha mostrato in anteprima a Davos un video – che il Ministero e ICE hanno prodotto – per evidenziare i nostri punti di forza e sfatare alcuni dei principali luoghi comuni sull'Italia, cioè che il Made in Italy sia in grado di esprimere solo prodotti della moda e del design, oltre che naturalmente agroalimentari. Il video “ITALY THE EXTRAORDINARY COMMONPLACE” confuta gli stereotipi sull'Italia e la racconta dunque quale essa è, cioè un grande produttore di beni tecnologici, secondo esportatore europeo nel settore meccanica e automazione.


Pizzaioli? «L’Italia è un leader mondiale nella creazione di grandi infrastrutture - 1.000 costruzioni in 90 Paesi». 

Latin lover? «L’Italia ha il 5° surplus commerciale di prodotti manifatturieri». 

Maniaci delle feste? «L'Italia si é avvalsa della piú grande crescita in esportazioni mediche e farmaceutiche nel mondo - Vi si produce piú di un terzo degli agenti contrastanti del mondo».

Gesticolatori? «L'Italia é il secondo piú grande esportatore europeo - un valore di 100 miliardi di euro in macchinari e beni capitali».

Eterni bambini? «L'Italia é leader in tecnologia aerospaziale - é il terzo paese del mondo nel mandare satelliti in orbita».

Fanatici del cibo? «L'Italia esporta 40 miliardi di euro in beni per industrie alimentari e di bevande e tecnologie affini».

Amanti della dolce vita? «L’Italia è il leader indiscusso nella produzione di super-yacht, con il 40% degli ordini mondiali».

Maniaci del calcio? «L'Italia é il paese con il piú grande numero di siti "patrimonio dell'umanitá" dell'Unesco».

Italia, straordinario luogo-comune


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Nel 1941 Stefan Zweig, scrittore austriaco esiliato in Brasile, scrisse un libro intitolato “Brasil, pais do futuro”. Essendo di origini ebree, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale fu costretto a rifugiarsi prima a Londra, poi a New York per poi finire in Brasile. Qui, a causa delle tristi vicissitudini passate e per aver visto con i propri occhi gli orrori di una guerra, si ritrova in un mondo a lui così diverso che non può far altro che innamorarsene. 

Infatti nel suo libro, amato da molti brasiliani ma, nello stesso tempo, criticato per essere ufanista e troppo elogiativo per un paese con già tanti problemi - O Brasil vivia uma ditadura penosa, a imprensa estava sob censura. Os intelectuais acharam que, se ele louvava o Brasil, estaria simultaneamente louvando o governo brasileiro – si leggono frasi tipo 

Você não pode imaginar o que significa ver este país que ainda não foi estragado por turistas e tão interessante - hoje estive nas cabanas dos pobres que vivem aqui com praticamente nada (as bananas e mandiocas estão crescendo em volta) e as crianças se desenvolvem como se estivessem no Paraíso -, a casa inteira, desde o chão, lhes custou seis dólares e, por isso, são proprietários para sempre. É uma boa lição ver como se pode viver simplesmente e, comparativamente, feliz - uma lição para todos nós que perdemos tudo e não somos felizes o bastante agora, ao pensar como viver então", "Considerando que o nosso velho mundo é, mais do que nunca, governado pela tentativa insana de criar pessoas racialmente puras, como cavalos e cães de corrida, ao longo dos séculos a nação brasileira tem sido construída sobre o princípio de uma miscigenação livre e não filtrada, a equalização completa do preto e branco, marrom e amarelo", “O Brasil é um país cuja importância para as gerações vindouras não podemos calcular, mesmo fazendo as mais ousadas estimativas... E quando cheguei ao Rio, percebi que havia lançado um olhar para o futuro do mundo... Logo que alguém chega a esta terra, a primeira surpresa que, depois, todos os dias felizmente se renova, é a de ver a maneira amistosa e não fanática como os entes humanos vivem no seu gigantesco território... Já não estamos dispostos a reconhecer uma classificação de acordo com o valor industrial, financeiro e militar de um povo, mas sim avaliar o grau de superioridade de uma nação pelo seu espírito pacífico e humanitário.”, “Olhar sobre São Paulo”, por exemplo, reflete que “para representar a cidade de São Paulo seria preciso ser um pintor. Para descrever São Paulo, um estatístico ou um economista (...), pois não é o passado ou o presente que tornam São Paulo uma cidade tão fascinante, e sim o seu crescimento e o seu porvir, a rapidez de sua transformação, vistos em câmera lenta.”

Aldilà dell’ingenuità di certe affermazioni, pur tenendo conto del passato di Zweig, il suo libro ebbe tanto successo in Brasile tanto da fare un lemma col suo titolo, e “pais do futuro” è diventato praticamente un sinonimo di questo grande, come estensione, paese. Peccato che la realtà sia completamente diversa.

Qui in Brasile ci sono gravi problemi che tutti noi conosciamo bene, come la violenza (è il primo paese al mondo per i numeri di omicidi), la corruzione endemica, la disuguaglianza sociale, la salute pubblica, i prezzi stratosferici, ecc.

Ma ce ne sono altri poco noti, perlomeno a chi non vive in questo paese (o vive ma preferisce non vedere).

Uno degli ultimi, ma a mio avviso molto preoccupante, è la mancanza d’acqua che sta avvenendo in molti Stati come São Paulo, Minas Gerais e Rio de Janeiro. Se prima si pensava che la siccità potesse colpire solo alcune regioni del Nord-Est, ora invece anche in altre parti del paese questo triste fenomeno sta diventando una realtà quotidiana.

Cantareira pode secar em setembro, mostra simulador”, scrive BrasilPost. Il Sistema Cantareira é um insieme di dighe, tunnel e canali, situato nello Stato di São Paulo. È uno dei piú grandi del mondo, eppure sta quasi sparendo, pur con le piogge torrenziali di questo periodo (e chi vive a São Paulo sa di cosa sto parlando).

Quase 77 milhões de brasileiros de São Paulo, Rio deJaneiro e Minas Gerais vivem o medo de ficar sem água nos próximos meses”, scrive ancora BrasilPost. Come se non bastasse il livello di paura e di insicurezza che da sempre accompagna i brasiliani, ora si aggiunge anche questa nuovo terrore. E non è qualcosa di ingiustificato o esageratamente preoccupante, ma una paura reale per un grave problema reale.

E con la mancanza d’acqua sorge un ulteriore problema: la mancanza di energia elettrica. Le varie centrali idroelettriche, così comuni qui in Brasile, data la mancanza d’acqua non riescono a produrre l’energia sufficiente per la numerosa popolazione brasiliana.

Falta de energia elétrica deixa 1,2 milhão sem água em SP”. E tutto questo solo per qualche ora di mancanza di energia.

Paulistas devem sentir no bolso custos de crise hídrica”. E come sempre a chi tocca pagare per questi eventi? A noi poveri consumatori. Molti bar e ristoranti sono stati costretti a chiudere o a comprare acqua da provati per poter svolgere le loro funzioni. I prezzi di frutta e verdura sono aumentati. Già si parla di un aumento della bolletta della luce e dell’acqua.

Racionamento de energia pode levar o Brasil à recessão”. Questo é il vero problema. Se la mancanza d’acqua fosse qualcosa di passeggero, di stagionale, tutto bene, uno trova il modo di andare avanti. Ma lo scenario che ci troviamo davanti è ben diverso, molto più preoccupante. Quello che sta succedendo non è temporaneo, ma sta peggiorando sempre di più. Non voglio sembrare troppo pessimista, non è nel mio carattere, ma questo sembra che sia il futuro di questo paese.


Quindi altro che “pais do futuro”! Qui sta diventando sempre di più un pais di… beh, non fatemelo dire.

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venerdì 23 gennaio 2015


Qualche giorno fa il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato un articolo sul costo della vita in alcuni paesi. Per far ciò ha preso come esempio un articolo di Movehub, un sito londinese che si occupa di trasporti, o per meglio dire, di traslochi tra i vari paesi. A sua volta Movehub ha preso i dati da Numbeo, altro sito con sede a Belgrado, in cui si possono confrontare e/o verificare i prezzi al consumo e il costo della vita di determinati paesi o città.

Fin qui tutto bene. I due siti citati sono, a mio parere, molto validi e utili per chi decidesse di andare a vivere in un’altra nazione o anche in un’altra città. I prezzi su Numbeo sono reali e vengono aggiornati quotidianamente anche da chi vive in quella particolare nazione o capitale. È chiaro che i prezzi possono cambiare anche da supermercato a un altro, come è chiaro che in un piccolo paesino sperduto la vita possa costare in modo differente che in una grande metropoli. Però in genere i valori sono corretti, o perlomeno è quanto io ho notato.

Bene, in quel articolo di Repubblica si nota come, prendendo come riferimento New York, il alcuni paesi la vita costi di meno o di più. Per esempio, secondo l’articolo, a Zurigo la vita è più cara che nella “Grande Mela”, mentre in Italia è leggermente inferiore. Prendendo come New York con indice 100, vediamo che l’Italia ottiene un punteggio dagli 80 ai 90, mentre Zurigo supera i 120.

E il Brasile? Secondo Movehub l’indice dello Stato “verde amarelo” si attesta con un ottimo 50-60, quindi decisamente meno caro che gli Stati Uniti o l’Europa. E qui subito qualcuno grida al miracolo, a come la vita in Brasile sia effettivamente economica e a come si sbagliavano tutte quelle persone che, a tutt’oggi, affermano il contrario.

Ma allora io non capisco: com’è possibile che quotidiani e siti autorevoli dicano una cosa, mentre io ne percepisco un’altra? Sarà che sono così ignorante? So che molti di voi pensano questo, e forse con ragione, ma allora andiamo a vedere più dettagliatamente.

Lasciamo perdere Repubblica e Movehub e andiamo direttamente all’origine. Abbiamo visto che i dati originali sono presi da Numbeo, quindi andiamo a fare una comparazione nel loro sito. Prendiamo la città presa come esempio, New York, e São Paulo per il Brasile. Bene, dal sito comparirà una pagina come questa:



Eh sì, effettivamente i prezzi a São Paulo sono nettamente inferiori a quelli di New York, nell’ordine di circa il 50%. Allora adesso proviamo a confrontare una città dell’Italia, per esempio Milano, con São Paulo:



Anche in questo caso São Paulo risulta essere più economica nella capitale meneghina. Stai a vedere che mi sono sempre sbagliato? No, aspetta un attimo, c’è qualcosa che non quadra.

Una birra a New York 5,50 $
Una birra a São Paulo 1,94 $
Um cappuccino a New York 4,05 $
Um cappuccino a São Paulo 1,86 $

... Dollari a São Paulo? Ma la valuta in Brasile è il Real!

Vediamo con Milano:

una birra a Milano 5,00 €, a São Paulo  1,71 €
un cappuccino a Milano 1,37 €, mentre a São Paulo 1,64 €

Euro a São Paulo? Dollari? Ah, allora ho capito dove sta l’arcano! Per valutare il costo di vita quelli di Numbeo usano la valuta dello Stato di “partenza” anche nello Stato di “arrivo”. In pratica loro si chiedono: quanti euro/dollari costa un cappuccino in Brasile? Quanti euro/dollari costa una birra? L’idea è buona. In questo modo, chi decide di fare un viaggio in un altro paese può rendersi conto di quanto potrà spendere vivendo all’estero. Ma per chi “vive” in quel determinato paese? Se io vivo in Brasile guadagno e spendo in valuta brasiliana, non europea o americana. Io che vivo a São Paulo voglio sapere quanti Reais costa una birra o un cappuccino nel bar vicino a casa, non quanti Euro o Dollari. Ecco allora che se, come per magia, confrontiamo gli stessi valori in valuta locale, le cose cambiano:



Facendo una comparazione a mio avviso piú realistica vediamo che una birra mi costa uguale sia in Brasile come in Italia, ma a Milano io pago un cappuccino 1,37, mentre a São Paulo mi costa 4,78; un litro di latte a Milano 1,31, a São Paulo 2,85; i pomodori in Italia 1,89, mentre in Brasile 5,99, e via discorrendo.

Allora a questo punto, in tutta onestà, com’è possibile affermare che la vita in Brasile costi di meno? Lo stesso prodotto in Brasile mi costa due o tre volte di più, non di meno. Torno a dire che è inutile fare paragoni usando due monete diverse o convertendole nel cambio odierno. Se io vivo in Brasile guadagno in moneta brasiliana, il che vuol dire che per comprare un litro di latte io spendo 2,85 monete. Se abitassi in Italia spendere invece 1,31 monete. Non è difficile da intendere. E non venitemi nemmeno a dire che qui in Brasile gli stipendi siano più alti. Un operaio specializzato qui guadagna circa 1.300 R$, un commesso di un negozio circa 800 R$, la pensione di vecchiaia qui a São Paulo è di 788 R$. Forse professioni più “nobili” hanno un salario più alto. Forse qui in Brasile un medico, un ingegnere o un architetto guadagnano più che in Italia. Questo non lo so, non avendo fonti reali, ma vi assicuro che per il resto non cambia molto dall’Italia. Quindi vuol dire che la S.ra Giuseppina di Voghera, pensionata, spenderà 1,31 monete per comprare un litro di latte, mentre Dona Isabela, aposentada di Campinas, ne dovrà spendere più del doppio.

Io spero che sia l’ultima volta che torno su questo argomento, anche perché penso che in ogni caso qualcuno continuerà a pensare che il Brasile sia sempre e in ogni caso più economico dell’Italia, qualunque cosa gli si dica o gli si mostri. Io, di conseguenza, continuo a pensarla alla mia maniera, giusta o sbagliata che sia. A meno che qualcuno non mi mostri il contrario, ma fino adesso… 


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giovedì 15 gennaio 2015

O material jornalístico produzido pelo Estadão é protegido por lei. Para compartilhar este conteúdo, utilize o link:http://economia.estadao.com.br/noticias/geral,brasil-fica-em-penultimo-em-ranking-de-competitividade,1619765O material jornalístico produzido pelo Estadão é protegido por lei. Para compartilhar este conteúdo, utilize o link:http://economia.estadao.com.br/noticias/geral,brasil-fica-em-penultimo-em-ranking-de-competitividade,1619765

Ma c'é qualcosa, oltre al samba e carnevale, in cui questo paese é forte?

O Brasil aparece entre os últimos países em competitividade para o ambiente de negócio, segundo o estudo Competitividade Brasil 2014, divulgado pela Confederação Nacional da Indústria (CNI). O País supera apenas a Argentina na quarta edição do ranking. "Esta é a quarta edição do estudo e, desde 2012, o Brasil se mantém na mesma posição na lista que, além da Argentina, inclui Colômbia, México, Polônia, Turquia, Índia, Rússia, África do Sul, Chile, China, Espanha, Austrália, Coreia do Sul e Canadá", registra o documento.


O trabalho revela a posição do Brasil em relação a 14 países nos fatores disponibilidade e custo da mão de obra e de capital, infraestrutura, peso dos impostos, ambientes macro e microeconômico, educação e tecnologia e inovação. 

De acordo com a pesquisa, o Brasil é último colocado no quesito disponibilidade e custo do capital, seguido pela Índia. "O País tem a mais alta taxa de juros real de curto prazo, de 9,7%5, e o maior spread da taxa de juros, de 19,6%, percentuais cerca de três vezes superior ao registrado na Colômbia", afirma a CNI.

No item "ambiente econômico", o Brasil caiu da 10ª para a 12ª colocação entre 2013 e 2014. O recuo ocorreu em função da piora do quadro econômico interno e da redução no investimento estrangeiro. "Nos demais países avaliados, o investimento estrangeiro direto aumentou. No México, por exemplo, a taxa passou de 1,08% para 2,80% do PIB", indica o estudo.

O peso dos impostos sobre a atividade econômica levou o Brasil a ficar na 13ª posição entre os 15 países pesquisados. Apesar da colocação, o País ultrapassou a Espanha nesse item da pesquisa.


O melhor desempenho do Brasil no ranking de competitividade é em disponibilidade e custo da mão de obra, com 4º lugar, atrás de México, Chile e Colômbia. A baixa produtividade do trabalhador é apontada pelo estudo como fator que impede o País de avançar nesse quesito. 

Fonte: Estadão
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mercoledì 14 gennaio 2015

Divulgadas notas do Enem 2014; 529 mil zeram a redação

Instituto Nacional de Pesquisas Educacionais Anísio Teixeira (Inep)divulgou na noite desta terça-feira (13) o resultado do Exame Nacional do Ensino Médio (Enem) 2014.
Nesta edição, da qual participaram mais de seis milhões de estudantes, 529.373 zeraram na redação, número quase cinco vezes maior que o registrado no exame do ano anterior, quando 106.727 tiraram nota zero na redação, segundo informações da Agência Brasil.
Na outra ponta, 250 estudantes obtiveram nota máxima no exame do ano passado, contra 481 que tiveram nota mil na redação em 2013. O tema da redação foi"Publicidade infantil em questão no Brasil".
De acordo com o Inep, entre os que zeraram a redação, mais de 13 mil copiaram textos; 7.824 escreveram menos de sete linhas; 4.444 não atenderam ao tipo textual solicitado; 3.362 zeraram por parte desconectada e 955 por ferirem os direitos humanos. Outras 1.508, por outros motivos.
Ainda de acordo com o instituto, de 2013 para 2014 houve queda de 9,7% no desempenho dos estudantes.

Fonte: Brasil Post
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lunedì 12 gennaio 2015


Per chi pensa che noi italiani siamo razzisti, sporchi, maleducati e chi piú ne ha piú ne metta

Per chi pensa che i brasiliani siano un popolo cordiale e gentile

Per ci pensa che i brasiliani non siano xenofobi e omofobi

Per chi ama avere il caldo tutto l’anno

Per chi ama andare in giro di bermuda e infradito

Per chi conosce a memoria tutte le canzoni di Luan Santana o Jorge & Mateus, ma non sa chi sia Bach o Beethoven

Per chi pensa che le spiagge brasiliane siano le migliori del mondo

Per chi ama andare di skate, usare un cappellino da tennis e mangiare al McDonalds

Per chi ama la musica funk

Per chi pensa che l’istruzione o la sanitá pubblica in Italia sia uguale a quella brasiliana

Per chi pensa che le donne brasiliane siano le piú belle del mondo

Per chi, pur avendo un terribile accento brasiliano, pensa di parlare un inglese perfetto

Per chi passa almeno mezz’ora sotto la doccia

Per chi pensa che il “churrasco” sia la miglior comida del mondo

Per chi pensa che il “brigadeiro” sia il miglior dolce del mondo

Per chi ama tutto quello che viene dagli USA

Per chi solo ascolta musica sertaneja

Per chi pensa che la vita in Brasile costi poco

Per chi va a un matrimonio in jeans e maglietta

Per quelli che pensano che il massimo del divertimento sia di andare allo Shopping

Per quelli che pensano che il famoso “jeitinho brasileiro” sia una cosa divertente e innocua

Per chi pensa che dire la veritá sia una forma di “grosseria” e maleducazione

Per chi piange sempre in qualunque occasione

Per chi guida in mezzo alla strada, come se fosse il padrone del mondo, e non ha nessun rispetto per gli altri automobilisti

Per chi ama le novelas e non ne perde nemmeno una

Per chi ama il Carnevale e il calcio

Per chi pensa che gli italiani siano tutti mafiosi

Per chi pensa che la corruzione in Italia sia uguale a quella brasiliana

Per chi ama la pizza brasiliana

Per chi pensa che il “pão francês” sia il migliore pane del mondo

Per chi compra anche un solo paio di mutande a rate

Per chi ama le feste dei quindici anni

Per chi tira sul col naso per ore invece di usare un fazzolettino di carta

Per chi non butta la carta igienica nel water

Per chi pensa che in Italia si mangi come nelle feste italiane qui in Brasile

Per chi pensa che il massimo dell’eleganza sia un completo nero, di solito di una taglia piú grande, e camicia bianca

Per chi trova scandaloso il topless ma “legal” mostrare il culo in spiaggia



Per tutte queste persone, e per molte altre… MA ANDATE A CAGARE!
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