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giovedì 9 ottobre 2014

L'isola che non c'é


Son d'accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c'è mai la guerra,
forse è proprio l'isola che non c'è

(L'isola che non c'é - Edoardo Bennato)

Finalmente, dopo mesi di estenuante lavaggio del cervello, sono arrivate le elezioni. Siamo stati martellati da una obbligatoria campagna elettorale, dove politici di ogni dimensione e forma mostravano i loro fantomatici programmi e si accusavano uno con l’altro (questa forse era la parte più divertente, insieme alle campagne ridicole di alcuni politici o pseudo-tali). La campagna elettorale a mio avviso più divertente è stata quella della ricandidata Dilma Rousseff, grazie anche all’appoggio dell’onnipresente Lula: Il Paese non avanza? I dati sul PIL ed inflazione preoccupano? La moneta si svaluta? Niente paura. Sono solo illazioni della stampa reazionaria e antidemocratica che sparge notizie non veridiche. La Petrobras affonda? Con i suoi soldi si comprano raffinerie spendendo miliardi e le si vende ricavando milioni? La quotazione in borsa ai minimi? Non c’è problema. Nel suo prossimo governo lotterà con tutte le forze contro questa piaga che é la corruzione e la sconfiggerà con misure drastiche. Le infrastrutture portuali, stradali e ferroviarie continuano precarie? Pochi, insufficienti e mal orientati gli investimenti nel settore? L'importante é dimostrare che il Paese ha speso per il settore, negli ultimi anni, quanto mai fu impiegato dai governi precedenti. Poco importa poi che il 70% delle strade sia a livello di terzo mondo, che le ferrovie non esistano e che i porti li si faccia a Cuba invece che in Brasile e si spendano soldi per autostrade boliviane.

Ma proviamo a guardare questo scenario da un altro punto di vista: guardate come é aumentata la classe media! Il Diario del Nordeste ha pubblicato un articolo interessante in materia. Per essere di classe media nel nordest bastano circa 300 Reais al mese per persona e, considerato un nucleo familiare medio, con 1500 Reais si entra di diritto nel paradiso del consumismo brasiliano! Quindi, secondo questi dati, io appartengo alla classe ricca del Paese. Oba! Non lo sapevo. Strano però, perché non mi sento affatto ricco. Secondo il governo petista, una persona, anche se povera, riuscirebbe a vivere con circa 100 Reais al mese. Ma questi irrazionali governanti vanno qualche volta la supermercato? Hanno idea di quanto costa andare di onibus nelle città brasiliane o, peggio ancora, conoscono il prezzo di un motorino o di una qualunque macchina usata? Per non parlare poi dell’affitto o delle spese di una casa o di una famiglia in genere.


Ma evidentemente tutto questo non è importante. Quello che conta è di mostrare dati ottimistici in ogni settore. Per esempio, il governo attuale inserisce tutti gli aventi diritto a sussidi federali, come il famoso Bolsa Familia, nelle liste dei realmente impiegati, facendo precipitare l'indice di disoccupazione a livelli norvegesi. Quindi, grazie a 70 Reais al mese, magicamente scompaiano milioni di poveri in questo paese, la disoccupazione raggiunge livelli ridicoli e, abbassando la rendita minima, milioni di brasiliani scoprono con sorpresa di appartenere alla classe media, come il sottoscritto. Tutte questa manovre politiche sono state create solo per illudere il popolino ignorante e per mostrare al resto del mondo quanto è grande il Brasile e quanto sia stato valido il governo di Lula e Dilma. Ma la realtà brasiliana è ben diversa da come loro vogliono dimostrare.

In ogni caso le elezioni non sono ancora finite. Il 26 ottobre ci sarà un ballottaggio tra Dilma e Aécio Neves e sembra che le previsioni diano la vittoria finale a quest’ultimo. Marina Silva, concorrente di Dilma, dopo aver subito uno smacco gigante durante le elezioni, ha detto che il suo partito appoggerà la candidatura di Aécio. Secondo la rivista americana Forbes, ci sono almeno cinque motivi per non rieleggere Dilma: il Brasile non è cresciuto come si pensava, rimanendo indietro ad altri Paesi dell’America Latina; la Petrobras, l’impresa statale più importante del Paese, è stata vittima di scandali e corruzioni; l’alta inflazione pregiudica il Paese; c’è stato un aumento dei debiti pubblici e i programmi per rendere i poveri meno poveri, per diminuire la diseguaglianza sociale e combattere l’analfabetismo non hanno raggiunto lo scopo promesso.

Ora non resta che aspettare fino ai prossimi voti finali e sperare che le cose finalmente possano cambiare. Io sono per carattere ottimista, ma tutto è possibile in questo paese.

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