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domenica 24 agosto 2014


Se c’é una cosa che sempre genera polemiche e mal interpretazioni è il costo della vita di un determinato paese. In tutti i blog o siti in cui si parla di vita all’estero questo è un argomento molto discusso, dato che sapere quanto valgono i propri soldi è una informazione molto importante quando si pensa di cambiare vita e vivere in un paese diverso dal proprio. In rete potrete trovare molti siti in cui vi mostrano i prezzi di alcuni articoli o servizi in determinate città del mondo, e possono essere utili per sapere, in anticipo, quello che noi spenderemo vivendo all’estero, o anche in un’altra città. Alcuni siti internazionali in cui possiamo vedere alcuni prezzi possono essere NUMBEO o EXPATISTAN, mentre un ottimo sito esclusivamente brasiliano è CUSTO DE VIDA.

Avevo già parlato di questo argomento QUI e QUI, ma sembra che non tutti l’abbiano capito, quindi vediamo di ritornarci.

Qualcuno, per dimostrare (probabilmente per ignoranza o scopi personali) che la vita qui costa meno, afferma che in Brasile gli stipendi siano più alti. Ma dove? Chi ha detto questo? Un commesso guadagna circa 810,00 R$ al mese, un operaio di una azienda metallurgica guadagna 950,00 R$, e via discorrendo. Quindi molto simile, se non uguale, allo stipendio di un italiano (valuta a parte).

N.B. i valori che ho elencato sono quelli corrispondenti al “piso salarial”, cioè allo stipendio minimo approvato per legge. Se poi un datore di lavoro vuole pagare di più è liberissimo di farlo. A favore del Brasile posso dire però che un impiegato o un dirigente guadagna più che in Italia.

Ah, ma il fratello di mio cognato fa il muratore [o l’operaio, lo spazzino o quello che volete] e guadagna 3000 reais al mese!”. Forse il fratello di tuo cognato guadagnerà questa cifra, ma di sicuro facendo lavori in proprio e in nero, perché lo stipendio di un muratore che lavori per una imprese edile è di 1298,00 R$. Anche aggiungendo qualche ora di straordinario o di notturno, non ci avvicineremo nemmeno lontanamente ai 3000 R$ dichiarati da questo improbabile muratore.

Esistono delle formule matematiche per calcolare il costo della vita o il potere d’acquisto di una determinata nazione, come l’indice di Laspeyres o di Paasche, ma sono formule molto complicate che solo un esperto di economia potrebbe spiegarvele. Allora come fare per sapere dove la vita costa di meno?

Io ho pensato di fare un esempio pratico e molto semplice: immaginiamo una persona che vive in Italia e un’altra che vive in Brasile. Tutti e due guadagnano la stessa cifra, nel senso che l’italiano percepisce 1.000 € al mese, mentre il brasiliano guadagna 1.000 R$. Non importa che lavoro facciano, quello che a noi serve è sapere quanto guadagnano. Ora, per piacere, non venite con la storia che 1.000 R$ corrispondo a circa 3.000 €, perché abbiamo già visto che questo sistema non va bene, a meno che non ci riceva uno stipendio o una rendita in Euro dall’Italia (per esempio un pensionato o un lavoratore dipendente di un’azienda italiana ma che lavori in Brasile).

L’italiano, che chiameremo Mario, al mattino va al bar e ordina un cappuccino e brioche. Lo paga 2.30 €, quindi gli rimangono in tasca 997,70 euro (1000-2,30). La stessa cosa lo fa il brasiliano, che chiameremo Carlos. Anche lui va al bar e prende un cappuccino e un “pão de queijo”, solo che lui paga 6,20 R$, quindi in tasca gli rimangono 993,80 R$, meno che l’italiano. Ma andiamo avanti. Mario, uscito dal bar, prende la macchina e va a fare benzina. Mette 10 litri di Super e spende 18,40 €. Anche Carlos si accorge che la sua auto è in riserva, si reca in un “posto de gasolina” della Petrobras, chiede al frentista di riempire il serbatoio con 10 litri di benzina addizionata con alcool e paga 28,40 R$, molto più che l’italiano. Finito di fare benzina Mario va al Supermercato. Compra 1 litro di latte (0,79 €), 1 chilo di pane (3,40 €), una confezione di lasagne surgelate (7,99 €), 1 lattina di birra (0,69 €) un pollo intero da 1 chilo (2,90 €) e ½ chilo di spaghetti (0,79 €). Il tutto gli costa 16,56 €. Guarda caso anche Carlos deve fare la spesa, e guarda caso anche lui compra le stesse identiche cose, ma di produzione brasiliana. Con la differenza che il latte lo paga 2,71 R$, il pane 9,56 R$, le lasagne 9,99 R$, la birra 1,35 R$, il pollo 7,94 R$ e gli spaghetti 2,85 R$. Totale: 34,40 R$, il doppio di Mario. Il nostro caro italiano poi decide di fare un giro sotto i portici del centro (è il suo giorno libero). Lascia la macchina parcheggiata sotto casa, tanto nessuna gliela ruba, prende l’autobus, pagando il biglietto 1,50 € si reca nel centro storico a fare un giro per i negozi. Carlos ha la stessa idea, solo che lui non può parcheggiare in strada. E siccome lasciare la macchina in un “estacionamento” gli costa come minimo 4,00 R$ all’ora, decide di lasciare la macchina nel garage di casa. Prende l’onibus, pagando però 3,15 R$ e va a passeggiare per il centro della città. Oggi Mario ha voglia di follie, quindi quando torna a casa decide di andare in pizzeria. Ordina una 4 stagioni (8,00 €) e una birra media (3,00 €). Anche Carlos non ha voglia di cucinare questa sera, quindi anche lui va in pizzeria. A lui piace la “portuguesa” (31,00 R$) e da bere ordina un “chopp” (5,50 R$). Il suo conto è più salato: 36,50 R$ contro gli 11,00 € di Mario. Per finire in bellezza entrambi vanno al cinema. Mario opta per una commedia, e paga il biglietto 11,50 €, mentre Carlos preferisce i film d’azione, pagando però l’entrata 28,00 R$.

N.B. i prezzi descritti sono reali, non inventati. È chiaro che possono variane un poco da città a città, o da promozioni e offerte fatte durante l’anno, ma in ogni caso sono prezzi di oggi aggiornati al mese di agosto.

Bene, alla fine di questa ipotetica giornata, Mario avrà speso 61,26 €, e di quei 1.000 che aveva ricevuto come stipendio gli rimangono 938,74 €, mentre Carlos avrà speso 136,65 R$, rimanendogli nel portafoglio solo 863,35 R$. Ora, chi dei due avrà speso meno? Certamente Mario. Allora dove la vita costa di meno, se tutti e due hanno comprato e fatto le identiche cose? Chiaramente in Italia. Non mi sembra difficile come concetto, o no?

Badate bene, non sto dicendo che è meglio vivere in Italia che in Brasile, ma se parliamo di prezzi, allora vediamo che esiste una sostanziale differenza tra i due paesi. E torno a dire, perché so alcuni sono duri di comprendonio, è inutile fare la conversione di valuta e dire che un Real, oggi, vale tre volte un Euro, perché se io vivo in Brasile, se pago le tasse in Brasile, se ricevo uno stipendio in Brasile, quello che per me è importante è sapere quanto vale la valuta brasiliana. Non me ne importa niente se oggi l’Euro vale 3,015 Reais o se lo Yen giapponese vale 0,021, perché io ricevo e pago sempre e solamente in Reais.

Il bello è che, dopo aver spiegato tutto questo, quando penso che le persone abbiano capito, qualcuno viene fuori con frasi del tipo: “sì, va bene, in Italia la vita costa di meno [o c’è meno violenza, o si vive meglio, mettete quello che volete], ma qui in Brasile c’è il sole, c’è il mare… vuoi mettere?”. Ed ‘è a questo punto che, definitivamente, mi cadono le braccia!


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lunedì 18 agosto 2014


Bruno Bozzetto é uno dei piú grandi cartoonist italiani e nel 1999 creó questo piccolo cortometraggio in cui descrive, in modo divertente ma veritiero, alcune differenze tra gli italiani e il resto d'Europa.


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venerdì 15 agosto 2014


Di José Antônio Bonfilho Zulian, ex- repórter especial do jornal Zero Hora, ex-redator e repórter  do jornal o Globo, ex-coordenador de Jornalismo da Rádio Guaíba, coordenador de assessorias de imprensa da área política e empresarial, professor universitário, consultor em marketing e comunicação, é Mestre em Comunicação e Informação pela Universidade Federal do Rio Grande do Sul.

O que diferencia a Itália de outros países? Muitas,  muitas coisas, é a resposta elementar ou, como diria um político, óbvia. Para o bem ou para o mal, obviamente, complementaria um jornalista presunçoso.  Mas existe um aspecto no qual os italianos e as italianas são obsessivamente insuperáveis.  Sabor. Sapore. Essa palavra  talvez encerre a explicação de milhares de anos de uma pertinaz e insistente busca da população da península pela perfeição. Pelo melhor.  Ao sentar em uma mesa, ao levar um alimento à boca, os italianos consagram uma visão de mundo, um conceito existencial, uma ética de vida: a comida italiana se tornou universal por ser saborosa e é saborosa porque é feita com esmero, atenção aos pequenos detalhes, fruto de exaustivas experimentações, da complexidade à simplicidade,  até resultar em algo  possível de ser definido também em uma palavra: qualidade.

Durante breves três meses percorrendo algumas regiões do país, especialmente no interior, acredito ter compreendido um pouco não apenas da reverência italiana ao  “comer bem”, mas também o que está subjacente ao modo de ser italiano: a preocupação, a dedicação permanente em procurar fazer o melhor e tirar de tudo o melhor.

Por isso, tudo, ou quase tudo, na Itália, tem sabor.  Não estou falando dos maravilhosos pratos oferecidos em restaurantes familiares, onde o prazer da gula se manifesta em todo um esplendor de gostos e odores. Refiro-me inclusive ao alimento encontrado nos açougues, nas padarias, nas confeitarias, nas peixarias, nas cafeterias e, inclusive, aos produtos industrializados, aqueles disponíveis nas prateleiras  dos supermercados.

Tudo, ou quase tudo, revela no sabor o cuidado no fazer, a atenção aos ingredientes utilizados, à  forma de apresentação. Todos os detalhes são considerados. Mesmo um singelo biscoito assume as características de uma obra de arte. No caso, não apenas para ser olhada, mas principalmente para ser degustada.

Quando comprei um pacote de waffles, por menos de um euro, de uma marca escolhida aleatoriamente, caiu a ficha. As barrinhas eram feitas de uma massa crocante,  com um recheio que desmanchava na boca. Aí me lembrei dos waffles que consumi no Brasil. Todos, até mesmo aqueles de empresas que asseguram seguir a tradição italiana, até no nome,  simplesmente não tinham sabor.

Estou acostumado a comer ricotas, para cuidar do colesterol. É um drama engolir essas pastas esbranquiçadas  com sabor de nada. Na Itália, estupefato, experimentei ricotas deliciosas. Assim como grissinis fantásticos, iogurtes deliciosos.

Atenção: nada de sabor artificial, conservantes, corantes ou coisas do gênero. Os italianos prezam muito a alimentação saudável. O país é o maior produtor de alimentos orgânicos da Europa.

Dito isso, acho ser razoável começar a entender porque a Itália tem  a maior lista de produtos  certificados com Denominação de Origem Garantida, Especialidade Tradicional Garantida e Indicação Geográfica Protegida ( os Dop, Igt, Docg)  do mundo. São quase 200. Até o McDonald's se rendeu ao sabor italiano. Vai começar a fazer seus pratos apenas com produtos do país, com os sabores típicos.

Não se trata de ufanismo ítalo-descendente, portanto. Ou há alguma dúvida, por exemplo, sobre quem faz o melhor café do mundo, o melhor sorvete, o melhor queijo, a melhor pasta, o melhor presunto, o melhor molho, e assim por diante?

Proponho uma  reflexão: o que isso tem a ver com o fato de o carro mais cobiçado do mundo ser italiano; com as peças de vestuário (roupas, sapatos, adereços como gravatas)  mais desejadas serem italianas;  com o quadro mais famoso do mundo ser de um italiano, com o fato de o design italiano em diferentes áreas ser referência mundial, para não se estender muito?

Arte. Simples assim, penso eu.  Os italianos sempre buscam transformar o que fazem em uma obra de arte. Ou seja, a busca da perfeição. Para tanto, é preciso ter criatividade. Porém,  acima de tudo, não abrir mão da qualidade.  Indo um pouco além: como a imprimida pelos artistas consagrados, seja nas artes plásticas – como um Michelangelo – seja  na composição óperas (Verdi), na interpretação de músicas líricas, aquelas que efetivamente exigem que a pessoa seja um exímio cantor (Pavarotti), seja na vanguarda do cinema (Fellini).

O italiano se distingue por não se contentar com o mero fazer, quer fazer o melhor. Superar-se. É um povo curioso, investigativo, instigante,  inventivo, sempre em busca do algo a mais.  Uma releitura da história da civilização ocidental demonstra isso de maneira inequívoca.

Portanto, o sabor é uma decorrência, acentuada pela importância e reverência atribuída à alimentação (todos já sabem que comer, para os italianos, é uma festa, uma cerimônia, um momento especial, de prazer). Farinha, carne, temperos, ingredientes enfim, tudo tem que ser de muita qualidade para gerar um produto igualmente de qualidade. Sem esquecer, é claro, o esmero, a qualidade em última análise,  no preparo.

Passione, Il segreto.

Não sou um especialista em gastronomia para fazer um tratado sobre as delícias da culinária italiana. Nem é preciso. Basta lembrar não ser por acaso que o inglês Jamie Oliver,  um dos mais famosos chefs da Grã-Bretanha, muito conhecido por seus livros e seus programas de televisão, tornou rentável o seu amor pela cozinha italiana.  Sua rede de restaurantes, que só serve  pratos típicos  italianos, é um sucesso,  se expande por toda a Inglaterra,  vai tomar de assalto a Europa.

Não sou um chef, contudo adoro comer bem. Acho boa parte da vida se justifica pelos sabores. Assim, com água na boca, recordo de lugares. Desde os mais singelos, despretensiosos, como  a Pizza Point, em Norcia, na Umbria. Um bar comum, que passa quase desapercebido. Oferece, entre outras coisas, pizzas em pedaços. Quer dizer, já estão prontas. Você olha no balcão, escolhe, e as simpáticas atendentes podem esquentar, se for o desejo do freguês. Resumindo, pizzas simplesmente excepcionais, saborosas: massa crocante, no meio do caminho entre fina e grossa, com coberturas inesquecíveis. O problema é parar de comer.

Agora, no Norte, por exemplo, você pode dar a sorte de conhecer o Ristorante Ai Portici, em Mogliano Veneto, próximo a Treviso. Meu Deus, que pizzas! Que calzones! Que risoto ao frutos do mar. Entendi perfeitamente o por quê do sloogan do estabelecimento: ristorante, pizza e peccati di gola.

Subindo na graduação, não posso deixar de exaltar o privilégio que tive de conhecer o Ristoranti Anton, em Recanati, região de Marche.  Um casal de amigos teve a brilhante idéia de levar eu e a minha companheira para conhecer o lugar. Melhor: para sentir a plenitude do prazer em comer bem. 

Algo simplesmente dos deuses. O local é especializado em frutos do mar, com um toque de requinte. Os antipasti, com tirar de salmão, entre outras iguarias, abrem o festim de forma impactante. Depois, acompanhado de uma salada marinada feita no céu, surge Il primo piatto: uma massa com funghi e sabores do mar; depois, um risoto, na mesma toada e, finalmente, uma fritada de várias espécies de peixes e crustáceos. Para tirar tais sabores da boca, uma pequena taça de uma bebida espumante, refrescante, com um leve gostinho de limão. Infelizmente, não bebo. Por isso, nem falo na carta de vinhos.

Mas também foi divino conhecer o que é capaz de fazer o casal proprietário do Ristorante Graziella, na pequena  e encantadora Fiuminata, província de Macerata. A especialità da casa: tartufo. Isto é trufa, um fungo subterrâneo de sabor marcante. Foi um verdadeiro festival, começando com o antipasti,  quando foram servidos pedaços de pão com cobertura de tartufo e uma espécie de omelete feito com a iguaria. Após, Il primo piato, pasta com tartufo. Em seguida, carnes. Para adoçar a boca, um tiramisù, uma das mais famosas sobremesas servidas no país.

Quase morri de tanto comer. À noite, passei mal. O exagero cobrou o seu preço. Fui obrigado à sair para a rua, caminhar, tomar um ar. Encontrei, em um jardim de uma casa, um pé de alecrim. Arranquei dois ou três galhos. Voltei para casa, fiz um chá – antes já tomara efervescentes. Foi o que amenizou.  Mas, confesso: faria tudo novamente.

Nessa mesma linha, de restaurantes escondidos em pequenas cidades, não poderia deixar de falar no Ristorante Palmina,em Sefro,  também comandado pelo casal proprietário. Ela, na cozinha; ele, servindo.  Uma truta cruzada com salmão é uma das especialidades da casa. As pastas são temperadas com o sabor delas e mais alguns temperos.  Olha, sinto muito, não é possível descrever. É preciso saborear.

E tudo é parte de um contexto maior: o extra-virgine é especial, do produtor para a mesa; o licor servido após as refeições é outra especialidade que o amável proprietário mantém o segredo da fórmula a sete chaves, os cremes servidos são cuidadosamente elaborados por sua esposa. Enfim, o paraíso.

Cada lugar, uma especialidade, uma característica, porém sempre um aspecto comum, um fio condutor: a qualidade, a dedicação voltada para fazer bem, com muito sabor.

Como o oferecido pela Osteria dei Fiori, em Macerata, na exuberância de um prato de polenta com molho de tomates e funghi; como no restaurante do Hotel Bela Vista, em Castelraiomondo, com suas inigualáveis olive alla ascolana;  como na tratoria do Dino, em Siena, com um capeletti daqueles; como a Trattoria Chiribiri, em San Giminano, com um antipasti toscano irresistível; como inclusive, em San Severino March, na Samba Gelateria, da boliviana Sofia, que morou no Brasil, e faz doces com recheio de sorvete. Enfim...

Para concluirmos a listagem talvez só indo a uma cafeteria na Itália. Alí,  as lembranças poderão ser melhor reavivadas  enquanto se prova  o verdadeiro sabor do café de em uma das tantas alternativas criadas pelos italianos: expresso, lungo o corto; machiato (com pouquíssimo leite); capuccino; correto (com um pouco de licor); freddo (com gelo); ristretto (menos água).

Será possível dar-se conta de que o pão italiano é feito com pouco sal. Não pesa. E que os doces de confeitaria são lindos, na aparência, mas não chamam a atenção quanto ao sabor. Isso prova que nem tudo é perfeito.

Fonte: Oriundi.net
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Il premier italiano Matteo Renzi ha annunciato una serie di provvedimenti per il nuovo anno scolastico italiano. Questa nuova riforma porterà, almeno sulla carta, alcuni benefici per tutti gli studenti. Per esempio ritorneranno materie come geografia, musica e storia dell'arte, si studierà programmazione informatica fin dalle Primarie e sarà potenziata la lingua inglese. Inoltre i vari istituti avranno una specie di pagella di valutazione, in modo da conoscere i vari punti forti e deboli di ogni scuola. A me sembra una buona notizia, perché una buona istruzione é la base per il futuro di un paese. Quello che non capisco sono i commenti di molti italiani. Sembra che una nostra caratteristica sia quella di lamentarci molto, e leggendo quello che scrivono sembra proprio che sia così. Tanto per rimanere in tema, quando nella scuola non si insegnava inglese in modo appropriato, tutti erano a lamentarsi per il fatto che "l'inglese é importante". Ora che, sembra, si studierà meglio e fin dalle primarie, tutti a lamentarsi per il fatto che non ci sono docenti di livello adeguato, che é più importante la lingua italiana, ecc. Non si studiava informatica e si lamentano. Ora si studia e giú a criticare per il fatto che mancano laboratori adeguati. E potrei continuare all'infinito. Nessuno é mai contento in Italia, qualunque cosa succeda. Forse il giorno che gli italiani impareranno ad apprezzare quello che hanno il mio paese migliorerà un poco.

Scuola, novità in arrivo a settembre: informatica alle elementari, discussione in inglese alla maturità

La scuola si appresta a cambiare, nel tentativo di stare al passo con un mondo sempre più multimediale e anglofono. E così a settembre tra i banchi sono previste numerose novità: dall'insegnamento della programmazione informatica sin dalle primarie, al potenziamento di alcune materie come inglese, musica e storia dell'arte, sino allo sviluppo di percorsi in grado di creare un legame profondo e concreto tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Una questione, quest'ultima, ritenuta primaria dal governo guidato da Matteo Renzi, considerato che il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 44 per cento.

Così come merita un discorso a sé il problema dei 150, 160 mila precari.

Intanto il presidente del Consiglio ha annunciato un provvedimento ad hoc per la fine di agosto, per il quale dovrebbe essere stanziato - sempre stando a quanto dichiarato da Renzi - un miliardo di euro.

Per quanto riguarda tutti i cambiamenti e le novità previste tra i banchi dal mese di settembre, il Corriere della Sera ha pubblicato nell'edizione in edicola giovedì 14 agosto una lunga e approfondita indagine a firma della giornalista Valentina Santarpia.

Nuovo sistema di valutazione nazionale
Da settembre entrerà in vigore il nuovo sistema di valutazione nazionale, approvato nel 2013 e volto a completare il ruolo attualmente svolto dall'Invalsi, il cosiddetto "quizzone" per gli studenti. Il nuovo strumento servirà a ogni scuola per segnalare le debolezze e i punti di forza riscontrati all'interno dell'istituto.

Insegnanti
Di fronte ai 150, 160 mila precari della scuola e per scongiurare il ricorso massiccio ai supplenti, Renzi sta valutando la proposta avanzata da Francesco Profumo a suo tempo: ovvero la creazione di un unico organico - tutti con contratto a tempo indeterminato - che sia disponibile per tutte le scuole aderenti alla stessa rete.

Intanto, il ministro Stefania Giannini - in attesa che siano pubblicate le graduatorie del primo concorso tenutosi dopo 14 anni - ha annunciato un nuovo bando per il 2015.

Apertura pomeridiana delle scuole
Attualmente il Miur sta valutando i diversi modelli di scuola aperta il pomeriggio che sono già in corso di sperimentazione in Italia. Tuttavia, il problema principale resta la mancanza di fondi. In ogni caso la questione sarà discussa in un forum organizzato proprio dal Miur per il mese di ottobre a Firenze.

Connessione Internet veloce e addio ai tablet
Il governo punta a connessioni Internet veloci, mentre abbandona l'uso di strumenti multimediali come tablet e lavagne. Questi ultimi si sono rivelati, infatti, troppo costosi e di vita breve, data la rapidità con cui escono nuovi e più funzionali modelli. Oltre a investire sulla connessione veloce, il governo introduce il primo approccio all'informatica nelle scuole primarie.

Insegnanti di sostegno e alunni disabili
Attualmente il rapporto tra docenti di sostegno e ragazzi disabili è di uno a due: un numero insufficiente che porta con sé il rischio che questi alunni debbano cambiare insegnante ogni anno. Da qui la necessità di un profondo cambiamento e l'esigenza di stabilizzare oltre 26 mila docenti nel triennio 2013-2015. Fino ad oggi ne sono stati assunti 4.447 e per quest'anno dovrebbero esserne ammessi oltre 13 mila, secondo le cifre riportate dal Corriere della Sera.

Nuovo esame di Stato: discussione in lingua inglese
In attesa dei primi di settembre, quando arriverà un decreto volto alla definizione di tutti i dettagli del nuovo esame di Stato, per il momento la novità principale riguarda l'insegnamento di una materia in lingua straniera nel corso di tutto l'ultimo anno della scuola superiore secondaria. Materia che sarà oggetto di discussione in inglese alla maturità.

La rivalutazione di geografia, musica e storia dell'arte
Materie, screditate dalla riforma Gelmini, tornano ad avere la loro dignità a partire dall'anno scolastico che inizierà a settembre. La geografia viene ripristinata per il primo e secondo anno in tutti gli istituti tecnici e professionali con un'ora settimanale. Così come dovrebbe essere potenziato l'insegnamento di musica e della storia dell'arte.

Gli hashtag di Renzi per rilanciare la scuola: #scuolebelle, #scuolesicure, #scuolenuove
Secondo le stime calcolate dal Corriere della Sera, il provvedimento da oltre un miliardo di euro annunciato da Renzi dovrebbe coinvolgere oltre 21 mila edifici e far sì che entro l'anno scolastico 2015/ 2016 almeno una scuola su due sia più bella, più sicura e più nuova. Tuttavia, il Corriere della Sera va oltre e si domanda che cosa succederà sul fronte pulizia. Una questione che per il momento non è stata ancora presa in considerazione dal governo.

Fonte: L'Huffington Post
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martedì 12 agosto 2014


Dicono che, per un blog avere successo, è indispensabile pubblicare molti articoli. L’ideale sembra che sia di uno al giorno, anche se a mio parere mi sembra un po’ eccessivo, perché penso che una tale mole di post dedicati a un solo tema (nel mio caso Brasile e Italia) diventi troppo evasivo. Dando troppe informazioni il lettore si può “perdere” e non trovare più interessante tale argomento. Inoltre bisogna fare una chiara distinzione tra un articolo di qualità e uno utile e/o interessante. Faccio un esempio: nel lontano settembre del 2010 scrissi un post sulla FEB, Força Expedicionária Brasileira. Io pensavo che fosse un articolo interessante, dato che parlavo di cose serie successe durante la Seconda Guerra Mondiale. Invece fece poco successo, con poche visite e solo due commenti. Invece il post su le “9 cose da sapere prima di sposare una brasiliana”, pur essendo un argomento frivolo e scritto in maniera spiritosa, ha raccolto finora la bellezza di 16.753 visite! Quindi molte volte decidere di cosa parlare può portare a delle vere sorprese.
In ogni caso, siccome è mio dovere verso voi lettori e anche mio piacere personale, cerco nel limite del possibile di scrivere con regolarità, tempo, famiglia e lavoro permettendo. Gli argomenti non mancano, basta leggere un giornale, guardare la TV o cercare su internet che troveremo centinaia di notizie e curiosità tra le più svariate che meritano un piccolo spazio più approfondito. Solo in ambito brasiliano notizie recenti potrebbero essere…

... Il Ministero della Cultura brasiliano approva un finanziamento di 4,1 milioni di R$ per Luan Santana, con l’obiettivo di “difundir as raízes sertanejas enquanto manifestação cultural e artística a partir da música romântica, além de sua história e influência na formação da sociedade contemporânea", e "promover acesso a entretenimento musical de qualidade". Come sempre penso che il Brasile abbia bisogno di qualcosa di più utile di questo, e penso anche che in fatto di cultura ci siano personaggi a artisti più importanti di Luan Santana.

… A São Paulo viene inaugurato il Templo de Salomão, un gigantesco edificio di 100 mila metri quadrati e 56 metri di altezza, quattro volte più grande del Santuario di Nossa Senhora Aparecida, secondo tempio cattolico più grande del mondo, superato solo dalla Basilica di San Pietro a Roma. Tutto questo grazie alla visione faraonica di Edir Macedo, leader della chiesa evangelica “Igreja Universal do Reino de Deus”.

… Potremmo parlare della mancanza d’acqua nello Stato di São Paulo. Se una volta era solo il Nord-Est a soffrire di questo triste problema, ora anche la “ricca” São Paulo sta avendo serie, serissime difficoltà con la raccolta e distribuzione dell’acqua potabile. A Itu, forse la città più colpita di questo Stato, ci sono centinaia di famiglie in cui l’acqua non arriva in casa, e da mesi devono ricorrere a camion cisterna per potersi lavare o fare da mangiare. Ma il problema è molto più grave di quanto sembri, specialmente in una nazione dove è sempre stata considerata come il paese con più riserva di acqua dolce del pianeta.

… Rimanendo in tema potremmo anche parlare del clima brasiliano, che sta a mio parere peggiorando sempre di più. Una delle cose che sento più dire quando parlano del Brasile è del suo clima meraviglioso. È sempre estate… non fa mai freddo… puoi sempre uscire in bermuda… c’è il mare, il sole, la natura fantastica, ecc. Peccato però che tutta questa meraviglia non esista. In estate fa sempre più caldo, e se già prima per me era un problema ora diventa sempre peggio. In inverno non piove più e l’aria è così secca che genera seri problemi alla salute (la media in questo periodo è del circa 20%, ma qui a Sorocaba siamo arrivati a registrare un’umidità del 12%, quando l’ideale sarebbe del 60%!). E quando piove succedono solo disastri.

… Ieri è stato aperto ufficialmente il concorso di Miss Bumbum 2014. Non poteva certo mancare un avvenimento come questo!

… La presidente brasiliana Dilma Rousseff cerca di minimizzare lo scandalo della Petrobras in questo periodo di elezioni. Secondo lei, le persone non dovrebbero “misturar eleição com a maior empresa de petróleo do país. Isso não é correto, não mostra nenhuma maturidade. Agora, utilizar qualquer factoide político para comprometer uma grande empresa e sua direção é muito perigoso".

… E potremmo anche parlare del succo dia arance. Sì, proprio del classico succo di arance che si trova in brik in tutti i supermercati. Il Brasile è il più grande esportatore in assoluto di succo di arance, peccato che trovare questo prodotto nei supermercati brasiliani è quasi impossibile. La maggior parte sono bibite composte solo da una bassissima percentuale di succo (la percentuale varia dal 5% al 50% di succo, il resto è acqua, zucchero, coloranti, conservanti, addensanti e altro). Per di più, ammesso che uno riesca a trovare un succo al 100% (non rinfresco e nettare) lo paga carissimo, dai 6 R$ ai 10 R$, cosa che in Italia una confezione da un litro ti costa poco più di 1 euro!

Quindi come vedete di cose da dire ce ne sarebbero molte, ma a volte, come adesso, forse proprio perché trovo sempre così tante cose che non vanno bene in questo paese, mi viene spontaneo domandarmi: ma perché scrivere di questo? A cosa serve?

Chi vive in Brasile queste cose le conosce, e volente o dolente dopo un po’ ci si abitua. Chi vive in un altro paese sicuramente non conoscerà Luan Santana e non potrà avere l’idea di quanto sia importante il bumbum per i brasiliani. Inoltre so già che se provo a dire qualcosa sul Brasile troverò sempre qualcuno affermando “ma anche in Italia…”.  Sì, certo, bla bla bla… anche in Italia alcune cose non vanno bene, anche in Italia abbiamo problemi, anche in Italia molte cose sarebbero da migliorare. Ma penso che tutti i problemi dell’Italia siano niente di fronte a quelli del Brasile, per questo parlo più spesso di questo paese che del mio.


Quindi ho deciso: oggi non parlerò di niente, per la felicità di alcuni e la tristezza, forse, di altri. Aspettiamo di trovare momenti più propizi per pubblicare qualcosa. Che sia un momento di depressione? Forse dovrei fare anch’io come milioni di brasiliani e iniziare a prendere un Rivotril ogni tanto. Ma, grazie a Dio, se c’è un problema che non ho è proprio questo.
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venerdì 8 agosto 2014


Da ITALIANS IN FUGA


1. Quello che per me è il Paradiso per te può essere l’Inferno.

2. Una nazione che ti piace a 20 anni può non piacerti a 30.

3. Sarai sempre uno straniero anche quando diventi cittadino della nazione straniera.

4. Un giorno penserai a dove vuoi essere seppellito (all’estero o in Italia).

5. Per i nuovi amici sarai un mago della cucina solo perché sei italiano e anche se non hai mai cucinato in vita tua.

6. Si mangia bene anche all’estero

7. I tuoi figli nati e cresciuti all’estero probabilmente non sapranno pronunciare il cognome italiano correttamente

8. In alcune nazioni inizierai a mangiare cena alle 6 di sera

9. Adorerai piatti delle cucina straniera che avevi giurato che non avresti mai mangiato.

10. Conoscerai versioni ‘indigene’ di piatti italiani che ti lasceranno senza parole.

11. Sopravvivrai senza bidet.

12. In alcune nazioni vieni osservato come un animale da circo.

13. La disonestà esiste dappertutto.

14. Puoi anche scegliere di non integrarti ma ti rendi così la vita molto difficile

15. A volte la differenza tra il rimanere all’estero e il tornare in Italia è molto sottile

16. Prima o poi tiferai per la nazionale della tua nuova Patria

17. Alcuni in Italia ti diranno “hai avuto fortuna” mentre tu pensi che invece ti sei fatto un mazzo così, altro che fortuna.

18. Alcuni in Italia ti diranno “all’estero è più facile” mentre tu pensi che invece ti sei fatto un mazzo così, altro che più facile.

19. Apprezzerai alcuni aspetti dell’Italia più di quanto facessi in Italia.

20. Odierai alcuni aspetti dell’Italia più di quanto facessi in Italia.

21. Alcuni in Italia ti chiameranno “codardo” per essere emigrato mentre loro rimangono lì “a lottare”
.
22. Ti passa la voglia di andare ad ogni occasione vacanziera in Italia ed inizierai ad 
esplorare i lidi preferiti dai tuoi nuovi amici.

23. Dopo alcuni anni agli stranieri che si lamentano della vostra patria adottiva ti viene voglia di dire “se non ti piace, puoi pure tornare a casa”.

24. Dovrai spiegare per decenni il perché della politica italiana ai nuovi amici.

25. Scoprirai che non ti interessa più riempire la valigia di parmigiano e caffè.

26. Non sempre troverai la soluzione ai tuoi problemi trasferendoti all’estero, anzi.

27. Parlerai sempre e comunque con un accento straniero.

28. Anche dopo 20 anni ti trovi a fare cose da turista.

29. Non conosci la lingua straniera bene come pensavi di conoscerla.

30. E’ possibile che odierai intensamente la tua Patria di adozione.

31. Scoprirai di essere meno tollerante di quanto pensavi.

32. La vita degli amici in Italia continua tranquillamente senza di te.

33. Non avevi bisogno di tutte le cose che avevi messo in valigia.

34. Dopo aver conosciuto persone provenienti da tutto il mondo ti rendi conto di quanto sei stato fortunato a nascere e crescere in un nazione sviluppata come l’Italia (quella si che è fortuna).

35. Il cibo dei ristoranti italiani all’estero non è come quello che ristoranti in Italia.

36. Il cibo dei ristoranti cinesi in Cina non è come quello dei ristoranti cinesi in Italia.


37. Tanti stranieri non sanno nemmeno dov’è l’Italia.
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giovedì 7 agosto 2014



E dopo aver parlato di pizza e pranzo italiano, di cosa potremmo ancora parlare? Una delle cose che noi italiani e, a mio parere, sappiamo fare molto bene è il caffè. Penso che sia impossibile parlare di cucina o costumi italiani senza nemmeno menzionare il caffè e i vari modi di berlo in Italia. No, tranquilli, non sta diventando un blog di cucina. Ma ci sono curiosità, abitudini e stili di vita italiani che interessano a molte persone, e non si può parlare dell’Italia senza menzionare almeno in parte la “comida”.

In Italia il caffè fa la sua prima apparizione nel 1500, ma è dal 1645 che a Venezia nascono le prime vere botteghe di tale meraviglia, grazie ai rapporti commerciali del vicino Oriente. Infatti è proprio in Oriente che è nato il caffè, e di leggende su di esso ce ne sono tante, la più famosa delle quali è quella proveniente dal Monastero Chehodet nello Yemen, secondo la quale uno dei monaci, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre ed i suoi cammelli si mantenevano "vivaci" anche di notte se mangiavano certe bacche, preparò con queste una bevanda nell' intento di restare sveglio per poter pregare più a lungo.


Come dicevo il caffè in Italia fa parte della cultura e della gastronomia locale. È quasi d’obbligo, dopo un pranzo o una cena, sorseggiare il tipo caffè espresso o fatto con la moka. Infatti sono questi i due modi di preparare il caffè in Italia. Il caffè espresso è certamente il più conosciuto, e si prepara appunto con la macchina espresso, che è un’invenzione tutta italiana, datata 1902.  La prima macchina infatti fu brevettata dall'ingegnere milanese Giuseppe Bezzera, ed in seguito utilizzata in grande scala. Lo dice il nome stesso: un espresso è una tazzina di caffè preparata al momento per essere consumata subito. Estratto secondo le regole, il caffè espresso è una bevanda complessa, una concentrazione di note aromatiche che lo distinguono da ogni altra preparazione. Una tazzina non dovrebbe superare i 30 ml ed è prodotta spingendo un getto di acqua calda a una pressione di 9 o più atmosfere attraverso uno strato di sette grammi di caffè macinato sottile e pressato con cura. Per i conoscitori, l’espresso è la quintessenza del caffè, l’unico modo per gustarne l’aroma con la massima intensità. Un piccolo miracolo di fisica e chimica, ai confini tra l’arte e la scienza. Esistono macchine espresso professionali, quelle che si usano al bar, e quelle casalinghe, più piccole ed economiche. 


Ma certamente il metodo più usato per fare il caffè in casa è con la moka, comunemente chiamata anche caffettiera o anche macchinetta del caffè (spesso abbreviato in macchinetta), è un apparecchio per la preparazione del caffè, ideato da Alfonso Bialetti nel 1933. Il corpo è fatto di alluminio e le maniglie di bakelite. Esistono diverse taglie di moka, che possono produrre l'equivalente in caffè di una fino a diciotto tazzine.

Ma non è finita. Come ho detto il caffè fa parte della cultura italiana quindi in Italia troverete tantissimi bar o caffè, cioè locali dove si beve il caffè (e non solo) e per molte persone è abitudine al mattino, prima di andare a lavorare, trovarsi in qualche bar per degustare un semplice caffè o un cappuccino con brioche (i cornetti alla crema o marmellata che mangiavano in Italia ancora me li sogno di notte!). Ma che tipi di caffè possiamo trovare in un bar italiano? Perché non esiste solo il caffè espresso, ma una grande variante di questa bevanda. Andiamo a vederne qualcuno.


Iniziamo ovviamente dal caffè espresso, che è quello prodotto con la macchina espresso. Fare un buon espresso è un’arte, e non crediate che stia esagerando. La velocità in cui viene preparato il caffè è importante: se scende troppo veloce diventerà “sottoestratto”, cioè con poco corpo, aroma e gusto. Il contrario, cioè se scende troppo lentamente, farà diventare questo caffè “sovraestratto”, cioè amaro e con crema scura. La macinatura del caffè è fondamentale: Per fare una corretta macinatura del caffè espresso bisogna trovare il giusto punto di macinatura. Se la macinatura fosse troppo fine l’acqua impiegherebbe troppo tempo per passare. Estrarrebbe tutte le sostanze ma rimanendo troppo tempo a contatto con il caffè lo brucerebbe. Il risultato sarebbe un caffè dal sapore amaro e bruciato, con una crema sottile e molto scura. Se la macinatura fosse troppo grossa l’acqua passerebbe troppo velocemente. Non estrarrebbe tutte le sostanze dal caffè. Il risultato sarebbe una tazzina con una crema pallida e un sapore acquoso, con poco corpo. Esiste una regola molto semplice per capire se la macinatura e la velocità di discesa siano ottimali, quella dei 25 ml X 25 secondi: dal momento che avviamo la macchina per preparare il caffè, se dopo 25 secondi avrete prodotto 25 ml nella tazzina vorrà dire che tutto funziona alla perfezione. Se saranno invece, per esempio, 25 ml in 20 secondi, vorrà dire che la macinatura è troppo grossa. Al contrario, se avremo i nostri 25 ml in 30 secondi, vorrà dire che sarà troppo fine. Altra cosa importante sono le tazzine, di ceramica spessa e tenute al caldo sopra la macchina. Non per ultimi, ma altrettanto importanti, saranno la temperatura dell’acqua, tra i 88° e 90° e la pressione della pompa della macchina, che come abbiamo visto dev'essere intorno alle 9 atmosfere. E noi che volevamo un semplice caffè!


Poi c’é il caffè ristretto, che è un espresso molto ridotto, intorno ai 20 ml. Il caffè preparato in questo modo esprime al massimo l'aroma della bevanda e (pur strano che possa sembrare) ha un contenuto di caffeina molto basso. È una bevanda tipica dell'Italia (è quasi impossibile trovare un vero caffè ristretto in paesi esteri).


C’è il suo contrario, il caffè lungo, ottenuto con le macchine espresso facendo defluire più acqua del solito. Un caffè lungo, sebbene sia meno denso, contiene più caffeina di quello normale, e ancor più di quello ristretto, proprio perché la stessa quantità di posa di caffè viene "sfruttata" in misura maggiore.


Il caffè macchiato, si ottiene aggiungendo al caffè una "macchia" (ovvero una piccola quantità) di latte, caldo o freddo, ma solo una goccia, per non farlo diventare un caffellatte come qui.


Il caffè schiumato, è un tipo di caffè macchiato in cui il latte aggiunto è caldo e spumoso.


Impossibile non parlare del cappuccino. che si ottiene da un caffè espresso con l'aggiunta di latte schiumato. È chiaro che senza un buon espresso non avrete mai un buon cappuccino, ma anche il tipo di latte e il bricco in usato per montarlo può influire sulla buona riuscita di questa bevanda famosa in tutto il mondo.


Il caffè corretto, che si ottiene con l’aggiunta al caffè espresso di una dose di grappa o altro alcolico o superalcolico, come Sambuca, Fernet o altro.


Il caffè marocchino. Il marocchino è un tipico modo italiano di bere il caffè. Piccolo, gustosissimo, elegante. Se avete già provato l’espresso italiano, il cappuccino e il caffè corretto, non perdetevi un altro modo di vivere la cultura italiana del caffè. È una versione ristretta del cappuccino con l’aggiunta di cacao in polvere e servito in un piccolo bicchiere di vetro tanto che in alcuni posti del sud Italia lo chiamano “vetrino”. Il nome “marocchino” non ha proprio niente a che vedere con il Marocco. Il nome viene da una fascia per capelli in pelle che andava di moda in Italia negli anni ’30 e aveva un colore nocciola chiaro, molto simile al bicchierino di marocchino da bere. Il marocchino originale è tipico del Piemonte anche se oggi si beve in tutta Italia, deriva dal “Bicerin ëd Cavour”, una bevanda calda tipica di Torino e dintorni a base di cioccolata calda e caffè. Come si prepara il vero marocchino? La base è un buon caffè espresso italiano a cui si aggiungono cioccolato fondente in polvere e latte montato.


Il caffè d’orzo o al ginseng, che si definisce "caffè" in senso lato poiché non utilizza chicchi di caffè nella sua preparazione ma appunto polvere di orzo o di ginseng.


Il caffè decaffeinato, cioè usando un tipo di caffè a cui é stata tolta la caffeina. Il sapore è un poco diverso dal caffè normale e sembra che abbia delle controindicazioni.


Il caffè shakerato, cioè un caffè freddo preparato con ghiaccio nello shaker.


L'Irish coffee, o caffè irlandese, è un caffè caldo, zuccherato, corretto con whisky e con uno strato di panna sulla superficie.

Poi ce ne sono altri, come il caffè viennese o turco, quello messicano e quello valdostano. Insomma, per gli amanti del caffè l’Italia sembra proprio un Paese da sogno, e forse nel caso della comida è proprio così.

Interessante vero? Ora capite perché per noi italiani il caffè è così importante e perché lo amiamo così tanto. Non per niente in Italia esiste una vera e propria Università del caffè, con sede a Trieste (originariamente a Napoli), presso la sede di illyCaffé.

Bene, questo è tutto. E dopo aver parlato così a lungo su questa delicia è proprio il caso di andare a prepararmi una ottima… tazzulella 'e cafè!


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lunedì 4 agosto 2014


Uno degli argomenti che sembra interessare molto alcuni lettori é la gastronomia tipica, italiana o brasiliana. Penso quindi di pubblicare prossimamente alcune ricette e/o curiosità, principalmente sulla cucina italiana, avendo una conoscenza migliore in questo campo. Ma prima di spiegare in pratica alcuni tipici piatti italiani, mi sembra giusto spiegare, per chi non lo sapesse, come è composto un pranzo (o una cena) italiano. 

Prima però vi do un consiglio: se avete la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di vivere in Brasile e vi viene voglia di fare una bella mangiata all'italiana, NON ANDATE, e sottolineo, NON ANDATE in una delle tipiche feste italiane che, specialmente qui a São Paulo, prosperano con facilità. Questo per il semplice motivo che i piatti preparati in queste feste non hanno nulla a che fare con la cucina italiana. Nel 99,99% troverete maccaronada italiana, polenta fritta e pollo fritto. Iniziamo dall'ultimo: pur essendo appetitoso, non possiamo certo dire che il pollo fritto sia un piatto tipico italiano. In Italia esistono centinaia di modi per preparare un pollo, ma certamente friggerlo in padella non rientra nella cucina tipica e nostrana italiana. Badate bene, non sto dicendo che non esiste o che nessun italiano abbia mai fatto il pollo fritto almeno una volta nella sua vita. Dico solo che non fa parte delle ricette tipiche italiane. È più che altro un piatto americano, il "fried chicken", tipico della cucina statunitense. Ottimo, non c'è che dire, ma non italiano. Più o meno simile é la polenta fritta. Questo piatto é tipico del Lazio, della Campania e del meridione d'Italia (anche se esiste una versione toscana). Ma aldilà di queste Regioni il più delle volte, specialmente per usufruire della polenta avanzata, si usa tagliarla a fette e metterla in forno, magari con l'aggiunta di Fontina o mozzarella. Ma quello che mi lascia senza parole é la "maccaronada italiana". In pratica é una pasta al sugo, e fin qui non ci sarebbe nulla da ridire. Se non fosse per il modo in cui viene preparata, dove la povera pasta, il più delle volte stracotta, naviga in un mare di sugo d'improbabile origine. Per avere un'idea di cosa sto parlando guardate questi filmati, e poi non ditemi se un italiano DOC non dovrebbe inorridire (il primo é allucinante!):




Ma torniamo al nostro pranzo italiano.

Facciamo subito una precisazione: quello che presenterò più avanti non é il modo in cui gli italiani in genere mangiano tutti i giorni. Se io mangio in casa, da solo o con la mia famiglia, di solito preparo un piatto di pasta e, tempo permettendo, della carne con della verdura (e come sempre un caffè alla fine). Se vado in pizzeria di solito prendo un antipasto di mare, una pizza e una birra (e il solito caffè alla fine). Ma immaginiamo di andare in un pranzo più o meno importante, come ad esempio un pranzo di nozze, o di andare in un ristorante raffinato per una cena romantica. 

Bene, la prima cosa da dire è che dovete togliere quella pessima abitudine che avete voi brasiliani di mangiare in piedi o in qualunque posto vi aggrada. Molte volte mi é capitato qui in Brasile vedere persone prendere il piatto e andare nella propria stanza o sedersi su un banchino e mangiare con il piatto in mano. Queste cose per noi italiani sono orribili da fare quindi se avete l’occasione di mangiare a casa di italiani evitate di fare questo. Per noi l’unico posto dove si può mangiare è sulla tavola, quindi ci si siede compostamente al tavolo e finché non si ha finito di mangiare non ci si alza. Il tavolo da pranzo per noi non è solo un mobile dove appoggiare i piatti ma è un vero e proprio luogo di ritrovo. E’ un posto per stare insieme e di dividere insieme agli altri le cose che ci piacciono, come il buon cibo e le buone chiacchiere. 

Altra cosa da tener presente è che un pranzo (importante, torno a dire) italiano dura molto. Di solito ci si mette in tavola verso le 12.30/13.00 per poi finire verso le 16.00/17.00. Questo perché le portate sono molte e tra una portata e l’altra passa molto tempo. E non è un caso, perché questo tempo serve per preparare le pietanze (a noi piace che vengano fatto sul momento) e per fare in modo di digerire quello che si è appena mangiato, in modo da gustare la pietanza successiva. Quindi altra cose che dovete dimenticare è la fretta nel mangiare, cosa che qui invece si usa molto. 

Ma andiamo a vedere quali sono le portate classiche di un pranzo italiano. 

Di solito si inizia con un aperitivo, cioè con una bevanda più o meno alcolica che serve (o meglio, servirebbe) a farci venire più appetito. Questo aperitivo può essere una bevanda commerciale già pronta, oppure un succo di qualche frutta diluito con acqua o spumante oppure più semplicemente un bicchiere di spumante secco (le ricette sono infinite). Questo aperitivo di solito si beve in piedi e viene sempre accompagnato da qualche stuzzichino leggero da mangiare (in Italia però é facile trovare bar e caffè dove, dalle 18:00 alle 20:00 - più o meno- offrono stuzzichini "a vontade" insieme all'aperitivo, il cosiddetto Happy Hour - per avere un'idea di cosa sto parlando andate a leggere QUI ). 

Finito di bere l’aperitivo possiamo sederci a tavola. La prima portata che viene in tavola è l’antipasto. data l'enorme varietà e qualità, in Italia si usa molto un antipasto di salumi come diversi tipi di salami e di prosciutti, ma può essere benissimo una ottima insalata di mare, un classico cocktail di scampi o una delle infinite specialità di antipasti che solo la fantasia riesce a immaginare. 

Dopo l’antipasto è l’ora del primo. E’ sempre un piatto di pasta o di riso, che può essere da un semplice piatto di spaghetti al pomodoro a un piatto più sofisticato come delle penne con salmone e asparagi. 

E dopo il primo cosa avviene? Ovviamente il secondo, che è un piatto di carne o di pesce accompagnato da un contorno. Il contorno è sempre della verdura come una insalata o patate al forno o altro tipo di verdura cotta. 

Ora qui può succedere che in alcuni pranzi importanti vi vengano serviti due tipi di secondi diversi (ma può succedere anche con i primi). Ad esempio possono servire un secondo di carne e poi uno di pesce. In questo caso è molto facile che tra i due secondi vi venga servito un sorbetto al limone, che serve sia per aiutare la digestione sia per togliere il sapore del piatto appena mangiato. 

Bene, dopo il secondo è buona norma servire un poco di formaggio, e in Italia ce n’è di così tante qualità che chiunque incontrerà il proprio gusto. 

Dopo il formaggio la frutta, e dopo la frutta il dolce. 

Finito di mangiare il dolce si beve il caffè, ovviamente espresso, e di solito insieme al caffè viene portata in tavola qualche bottiglia di amaro o di liquore. 

Il nostro pranzo è (finalmente) finito, quindi ricapitoliamo: si inizia con 

1. Aperitivo 

2. Antipasto 

3. Primo 

4. Secondo 

5. Contorno 

6. Formaggio 

7. Frutta 

8. Dolce 

9. Caffè 

10. Amaro 

Questo è un tipico pranzo (importante) italiano. Come avete visto le portate sono molte, che vanno servite in un ordine preciso e che richiedono il tempo necessario. A questo punto non posso far altro che dire… buon appetito!
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