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sabato 4 gennaio 2014

Ai confini della realtà


Io questo paese proprio non lo capisco. O per meglio dire, non capisco i suoi abitanti. Aldilà dei soliti problemi che ormai conosciamo tutti, ci sono situazioni che assumono un che di irreale, di assurdo. Chi ha più o meno la mia età si ricorderà sicuramente di una serie televisiva andata in onda negli anni 60 e poi ripresa negli anni 80 e 2000: Ai confini della realtà. Bene, a volte guardando qualche notiziario o leggendo qualche quotidiano brasiliano mi sembra proprio di assistere a un episodio di questa serie.

Faccio un esempio per farvi capire meglio. Domenica 29 dicembre un certo Dilermando Motta, di professione "desembargador" (Giudice) si reca in una delle tante padarias di Natal, in Rio Grande do Norte. Fa la sua bella ordinazione ma a un certo punto si arrabbia moltissimo col cameriere per il semplice fatto di non aver messo il ghiaccio nella sua bevanda (qui se le bibite non sono GELATE non si bevono). Dopo aver gridato e umiliato questo povero garçom, non contento, lo spinge per le spalle intimandolo di guardarlo negli occhi mentre parla, e che doveva rivolgersi a lui come "Eccelenza" e che avrebbe dovuto spaccare il bicchiere sulla sua faccia, per quello che aveva fatto (!).

Un impresario, Alexandre Azevedo, anche lui nella stessa padaria, giustamente non apprezzando il comportamento di questo Giudice, inizia a litigare con lui, chiamandolo di "safado" e "sem-vergonha". Da lí nasce un violento battibecco e il video finisce su internet.





Ora, aldilà dell'ammirevole gesto di Azavedo per aver preso le difese di quel povero cameriere, non posso fare a meno di pensare ad alcune cose:

Non é normale che una persona si comporti male e che offenda e umili un qualunque dipendente, lavoratore o persona qualsiasi, ma é anche vero che in questo paese le persone con un minimo di potere, economico o sociale che sia, si sentano come semidei e pensino di poter fare quello che vogliono alle spese degli altri, tanto loro sono ricchi, o famosi o potenti e nessuno li può toccare. Quindi non sto dicendo che tutti i brasiliani si comportano come questo giudice, ma che in loro esiste questo atteggiamento di superiorità é vero.

Alexandre Azevedo ha fatto la cosa giusta a prendere le difese del cameriere, ma ha asserito che non sapeva con chi stesse litigando e che, per paura di qualche ritorsione, ha sporto denuncia al Consiglio Nazionale di Giustizia per tutelarsi. "Che ci piaccia o no, è un giudice, un uomo potente e ho paura di soffrire persecuzioni", ha detto in un'intervista. Quindi torno a dire, bravo Azavedo! Ma se avesse saputo che era un giudice avrebbe preso ugualmente le difese del cameriere e avrebbe reagito in quel modo? Io penso di no.

Ma quello che mi lascia più perplesso é l'atteggiamento del cameriere. Durante tutta questa disputa lui é rimasto in silenzio, senza reagire in nessun modo. Addirittura é stato allontanato dal lavoro ed é passato per una visita da uno psicologo per quanto é successo. Ora, capisco che il lavoro é molto importante, che non bisogna litigare coi superiori o con i clienti, capisco che se avesse reagito in qualche modo forse le cose sarebbero andate peggio, però qui si esagera.

Quella santa donna di mia madre sempre mi diceva: "Rispetta tutti ma fatti rispettare", ed é quello che faccio sempre nella mia vita, in ogni situazione. Più di una volta ho litigato in Delegacia per preparare i miei documenti, ho litigato al Consolato Brasiliano di Milano (qui direbbero che ho fatto uno scandalo) sempre a causa di documenti, per non parlare in uffici vari e amministrazioni vari. Ho lavorato per più di 13 anni nella Grande Distribuzione e con i clienti sempre mi comportavo bene, perlomeno finché loro facevano lo stesso con me. Quando trovavo un cliente rompiballe, arrogante o maleducato, glielo facevo notare in modo chiaro ed esplicito quello che pensavo di lui, eppure mai una volta sono stato "allontanato" dal lavoro. È chiaro, qualcuno potrebbe pensare che io mi comporto così perché sono il classico italiano "briguento, grosso e mal-educado", ma non é per questo. Rispetta e fatti rispettare, questo mi é stato insegnato, ma sembra che in questo paese questa regola non esista.

Qui tutti vivono col terrore. Terrore di essere ammazzati per pochi soldi, terrore di venir rapinati davanti alla porta di casa, terrore di rappresaglie future. Quante volte mi é capitato di vedere in televisione interviste ai familiari di vittime di assalto o altro, ma che per paura di ritorsioni preferiscono rimanere anonimi? Ma come, ti uccidono un figlio, un parente o un amico, e tu, invece di incazzarti e ribellarti, ti mascheri dietro una voce truccata facendo discorsi idioti tipo "io credo nella giustizia di Dio"? È vero che qui é l'unica giustizia che funziona, ma tu prova a fare una cosa del genere a me e io vengo a cercarti e a farti fuori. Ricordo un servizio alla TV dove un "posto de gasolina" é stato assaltato per 26 volte nel giro di un mese o poco più, e sempre dagli stessi rapinatori. Tutti i funzionari di questo distributore ormai erano abituati a questa situazione, ma nessuno di loro ha mai fatto qualcosa (né tanto meno la Polizia). Ora, immaginiamo se questo accadesse in Italia. Pensate veramente che nessun italiano reagirebbe in questo caso? Io sono convinto che qualcosa farebbero e darebbero così tante bastonate a quei balordi da fargli passare la voglia di tornare. Si, lo so, sto facendo il gradasso adesso, ma credetemi, vivo in Brasile da più di quattro anni e mai sono stato assaltato, e ringrazio Dio per questo. Ma non per il fatto di non essere stato derubato, ma perché, conoscendomi, penso che sarebbe difficile per me non reagire. Esistono situazioni in cui il ragionamento logico e razionale non funziona e subentra l'istinto. E questo tipico atteggiamento brasiliano non fa parte del mio DNA. Non ho idea di cosa farei in una situazione come questa. Forse me la farei sotto anch'io come fanno tutti, o forse riuscirei a pensare che un cellulare vale più della mia vita, ma non sono sicuro di questo, quindi spero che non mi capiti mai di venire rapinato.

Non so, forse sono io che sto dicendo solo grandi cazzate, ma penso che se in questo paese le persone avessero meno paura di reagire e si facessero rispettare di più sarebbe diverso. A cosa serve andare per le strade a protestare quando poi accetti tutto quello che ti viene fatto? È inutile, non capirò mai questo popolo.

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1 commento:

  1. Qui la cosa è finita bene. A Sobral, nel Cearà, famosa per essere lo zoccolo duro elettorale della famiglia Cid Gomes, un giudice che voleva fare un acquisto in un esercizio chiuso, ha sfondato la porta ed ha freddato con un tiro alla testa il commesso che lo aveva invitato ad uscire. Tutto debitamente registrato dalla camere di sicurezza.

    Dopo aver inseguito il commesso tra i vari scaffali, fino a raggiungerlo, affermava candidamente che il colpo era esploso per casualità.



    Niente più mi meraviglia no pais do carnaval

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