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martedì 31 dicembre 2013

Paulo Saldaña - O Estado de S.Paulo
Apenas quatro redes de ensino estaduais brasileiras têm resultados superiores à média geral do Brasil, de acordo com dados do Programa Internacional de Avaliação de Alunos (Pisa, na sigla em inglês) de 2012. A rede de São Paulo, o Estado mais rico do País, fica abaixo do Brasil na média das áreas avaliadas.

Os dados desagregados pelas redes de cada Estado são do Instituto Nacional de Estudos e Pesquisas Educacionais (Inep), que trabalha com a Organização para a Cooperação e Desenvolvimento Econômico (OCDE) na realização do Pisa. A OCDE realiza a avaliação nos 34 países considerados de primeiro mundo e em outros convidados, como o Brasil.

Nesta última edição, o País ocupou 57.º lugar entre os 65 países participantes. O Brasil está entre os que mais cresceram em pontuação desde 2000, quando a prova foi criada, mas ainda não conseguiu sair das últimas posições. O índice geral leva em consideração as redes particular e pública. Quando separadas apenas as redes estaduais (que concentram 85% das matrículas do ensino médio, fase em que está a maioria dos alunos avaliados no Pisa), o cenário é mais preocupante. 

Até a rede estadual mais bem colocada no Pisa, a de Santa Catarina, com 422 pontos, ainda fica a 75 pontos de distância da média dos países ricos. A pontuação equivale a quase dois anos de aprendizado.

São Paulo. A rede estadual de São Paulo é a quinta melhor rede estadual do País, mas está um ponto abaixo da média geral do País. Apenas na área de Matemática o resultado paulista é superior à média do Brasil.

Se São Paulo fosse um país, estaria na 58.ª posição, abaixo de Brasil, Uruguai e Chile e acima somente de oito países, incluindo Jordânia, Argentina, Colômbia e Peru. A Secretaria de Educação do Estado tem como objetivo (em seu programa Educação - Compromisso de São Paulo, lançado pela atual gestão) que a educação paulista figure entre as mais avançadas do mundo até 2030, com base nos dados do Pisa. O plano é que São Paulo chegue à 25.ª posição. Se levar em consideração também a rede particular, São Paulo subiria para 54.º, com média de 415 pontos.

Para a professora Maria Izabel Noronha, presidente do Sindicato dos Professores do Ensino Oficial do Estado de São Paulo (Apeoesp), os resultados mostram uma falta de continuidade na política educacional nos últimos 20 anos. "São Paulo tem tomado medidas muito pontuais na educação, responde a questões emergenciais. Falta um plano estadual de educação, um projeto articulado", diz Maria Izabel.

A consultora em educação Ilona Becskeházy concorda que o sistema educacional ainda é deficiente em São Paulo, mas ressalta que a amostra do Pisa para a rede estadual pode, na comparação, esconder alguns aspectos positivos. "São Paulo é a rede que tem mais gente dentro da escola e mais gente no ensino médio. Fica difícil penalizar."

Análise. A Secretaria afirmou, em nota, que a análise do Pisa 2012 é feita pela Coordenadoria de Informação e Monitoramento e Avaliação (Cima). "As escolas estaduais de São Paulo são caracterizadas pelo atendimento universal, inclusivo, e que respeita a diversidade da maior rede de ensino do País, com 4,3 milhões de alunos."

A pasta refutou a comparação da rede estadual com a média geral do País, afirmando que o Índice de Desenvolvimento da Educação Básica (Ideb), do governo federal, aponta evolução no desempenho dos alunos de São Paulo. No Ideb de 2011, o ensino médio de São Paulo teve melhora, mas os dois ciclos do ensino fundamental ficaram estagnados, com o mesmo resultado no índice de 2009.


Fonte: Estadão

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Da Panorama del 31 dicembre 2013:

Il 2014 sarà per il Brasile l’anno della verità. E non solo perché ospiterà i Mondiali di calcio. Per il paese più dinamico fra i BRICS il prossimo sarà un anno decisivo anche sotto il profilo politico. Motivo: dopo le due presidenze di Luiz Inácio Lula (2003-2010) e il primo mandato di Dilma Rousseff (dal 2011 a oggi), il prossimo ottobre quest’ultima tenterà la rielezione. Tutti i sondaggi la danno vincitrice al primo turno, con un vantaggio abissale su Aecio Neves, il candidato del Partito socialdemocratico, il PSDB. Nipote di Tancredo Neves (il primo presidente democraticamente eletto dopo 21 anni di dittatura, che però non riuscì a insediarsi perché morì prima), non pare all'altezza dell’incarico. Oltretutto, il ritrovamento di 450 kg di cocaina purissima sull’elicottero di Zezé Perella, politico suo alleato nel Minas Gerais (che ha scatenato ogni genere di gossip sui suoi vizi privati), non aiuta i sogni presidenziali di Neves. Di certo per il Partito dei lavoratori, il PT, sconvolto dagli arresti del presidente José Genoino, del tesoriere Delubio Soares e del lobbista Zé Dirceu (ovvero la crème de la crème che accompagnò Lula al potere nel suo primo mandato), avere Aecio come avversario numero uno sarebbe un vantaggio. 

L’unico pericolo per Dilma, in prospettiva 2014, è rappresentato da Marina Silva, l’ex ministro dell’Ambiente di Lula, amica del compianto Chico Mendes e già candidata per il partito verde alle presidenziali del 2010, quando ottenne un ottimo terzo posto. Senza nessun partito alle sue spalle, Marina ha scelto di allearsi con Eduardo Campos, il governatore del Pernambuco. Se sarà quest’ultimo a candidarsi con il suo PSB (Partito socialista brasiliano), tenendo Marina alla vicepresidenza, Dilma non avrà problemi. Se, invece, Silva tenterà in prima persona la scalata alla presidenza, allora i giochi potrebbero cambiare. 

Nonostante la compravendita dei voti in parlamento con tanto di condanna per «associazione a delinquere» di alcuni suoi esponenti, il PT di Rousseff sembra destinato a governare il Brasile «almeno sino al 2022», come ha detto lo stesso Lula. Questo almeno è l’obiettivo dichiarato. «Solo con molti più anni con la guida del PT si riuscirà a cambiare questo paese, attenuando le disuguaglianze tra ricchi e poveri che sono ancora enormi» spiega a Panorama Sergio Lirio, del settimanale CartaCapital

Per capire dove andrà la politica del 2014 molto dipenderà dall'economia brasiliana. Proprio la crescita del PIL degli otto anni di presidenze Lula (in alcuni casi record, come il +7,9 per cento del 2010), associata a una politica di redistribuzione dei redditi basata su programmi sociali come la “Bolsa Familia”, hanno garantito sinora il dominio al PT. Se di boom si scriveva sino a qualche tempo fa, tuttavia, oggi per il Brasile lo scenario sembra cambiato. Basti pensare al record negativo fatto registrare dal PIL nel terzo trimestre, con un calo dello 0,5 per cento che, de facto, ha piazzato il Brasile dietro gli Stati Uniti (cresciuti di quasi l’1 per cento nello stesso trimestre) ma, anche, dietro a paesi in crisi come la Francia. «Si tratta di una contingenza dovuta alla contrazione dell’agrobusiness, che ha registrato un -3,5 per cento dopo periodi di espansione» spiega a Panorama Luiz Gonzaga Belluzzo, già consigliere personale di Lula. Più preoccupante il calo degli investimenti (-2,2 per cento), a testimonianza della cattiva stampa per il cosiddetto modello Brasile sul piano internazionale. A influire negativamente (lo aveva previsto il ministro dell’Economia Guido Mantega nell'autunno scorso a New York) anche il crollo del «mito» Eike Batista, il magnate passato nel giro di un anno da uomo simbolo del Brasile a «case study» su come far fallire un impero, evidentemente dai piedi d’argilla, a tempo di record. Se poi si analizzano le analisi comparse sull’Economist nel 2009 e nel 2013, le previsioni per il prossimo anno non possono essere ottimistiche. Quattro anni fa il settimanale economico britannico aveva messo in copertina il Cristo Redentore simbolo di Rio che, a mo’ di missile, schizzava in cielo. Sul finire del 2013 lo stesso Cristo appariva in copertina, però a testa in giù. Certo il disastroso terzo trimestre ha fatto rivedere al ribasso tutte le previsioni di crescita agli analisti, che prevedono una crescita di appena il 2 per cento nel 2013 e un 2014 ancora più stagnante. Troppo poco per un emergente che, secondo quanto risulta a Panorama, potrebbe vedersi abbassare il giudizio dalle agenzie di rating. 

Ma quali sono i principali problemi che il Brasile avrà davanti nel 2014? Di sicuro il Mondiale (che, a cose fatte, verrà a costare 15 miliardi di euro) non aiuta perché, come già accaduto con la Coppa delle confederazioni, è prevedibile un ritorno in grande stile delle manifestazioni in coincidenza con le principali partite. 

Osservato speciale dai media planetari, il Brasile spera di saper affrontare l’emergenza ordine pubblico al meglio. Purtroppo però i problemi alla base delle proteste rimangono irrisolti. Scuole, sanità e trasporti pubblici sono ancora in condizioni deplorevoli. La corruzione dilaga e quello che ormai in molti chiamano «costo Brasile» (per una stanza d’hotel si paga a Rio il quadruplo che a New York o a Londra) è destinato a crescere man mano che si avvicina il Mondiale. Se poi la squadra brasiliana dovesse perdere, potrebbero esserci impatti negativi sul governo in carica (non però sull'economia). Il problema principale resta tuttavia la bassa produttività del lavoro: almeno di un terzo inferiore rispetto a quella di tutte le altre economie (avanzate o emergenti che siano). Tutt'altro che trascurabile anche la bassa qualificazione della manodopera in quasi tutti i settori e una burocrazia peggiore perfino di quella italiana. Anche per questo gli investimenti esteri scarseggiano. A detta degli analisti, la fuga dei capitali più liquidi, ovvero quelli finanziari, potrebbe scatenarsi nel 2014, frenando ulteriormente le prospettive di crescita.   

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lunedì 30 dicembre 2013


Penso che non serva essere degli economisti per capire che c'è qualcosa in questo paese che non va.

O mercado de ações do Brasil foi, em 2013, um dos piores do mundo. O Ibovespa, referência da Bolsa de Valores de São Paulo, caiu 15,5% ao longo do ano.

Entre 83 índices acionários de 80 países monitorados pela agência Bloomberg, apenas um teve desempenho pior que o brasileiro: o da Bolsa do Peru, que despencou 24,4% (veja ranking completo ao final deste texto).

No outro extremo, a Venezuela liderou o ranking, com alta de 502,1% (o que não surpreende os leitores do blog Achados Econômicos; saiba mais). Em segundo lugar, aparece a Argentina, seguida por Gana e Paquistão.

Apesar de o ranking ser encabeçado por países não desenvolvidos, os emergentes mais importantes, como China, Rússia e México, além do Brasil, não foram bem.

Para quem investe em Bolsas de Valores, 2013 foi o ano de lucrar nos países ricos. As ações do G-7, grupo das sete nações mais desenvolvidas do mundo, tiveram uma alta de 27%, considerando a média simples dos principais índices desses mercados.

Já os emergentes conhecidos pela sigla Brics (Brasil, Rússia, Índia, China e África do Sul) viram suas ações subirem apenas 2%, também pelo critério de média simples. Nesse grupo, a África do Sul (alta de 21%) e a Índia (10,6%) puxaram o número para cima, enquanto houve queda na China (-4,7%) e na Rússia (-1,2%), além do Brasil.

O Japão teve o melhor resultado entre as nações desenvolvidas. Suas ações dispararam quase 60% desde janeiro, acumulando sua maior alta anual dos últimos 41 anos.

Nos Estados Unidos, o índice Dow Jones acumulava uma alta de 28,9% de janeiro até a tarde desta segunda-feira. O índice Nasdaq, referência para ações de tecnologia, avançou 39,5% no ano.

Na Europa, que está mergulhada em crise há pelo menos quatro anos, as Bolsas reagiram bem em 2013. Portugal, Irlanda, Grécia e Espanha, quatro países que assustaram investidores nos últimos anos por suspeita de que dariam calote, tiveram neste ano alta acima de 20% em seus mercados de ações.

Também as grandes economias da Europa foram bem, com Alemanha e França subindo mais de 20% e Reino Unido acumulando 19%.

Destaques no Brasil

As maiores quedas do Ibovespa, índice que reúne as ações mais negociadas do país, foram da OGX (-95%), que já não faz parte mais do indicador, e da MMX (-84%), duas empresas fundadas por Eike Batista. A primeira, de petróleo, entrou em recuperação judicial e já não pertence mais ao empresário.

Entre os destaques positivos, a Kroton, do setor educacional, liderou o ranking do Ibovespa, com alta de 71%, seguida pela Braskem (62%), da área química, e TIM Participações (54%), de telecomunicações.

Ranking mundial

Na semana passada, circulou pela internet um levantamento segundo o qual a Bolsa brasileira teria registrado o pior desempenho em 2013.

Tal pesquisa, no entanto, abrangia apenas 48 países. Não incluía, por exemplo, o Peru – esta, sim, a nação com maior queda – e foi feita antes de o ano acabar, de modo que houve trocas de posições daquela data até hoje.

Veja abaixo o ranking completo, com 80 países.

Principais índices de ações de cada país em 2013*

País                     Variação (%)
Venezuela               502,09
Argentina                 91,63
Gana                 80,56
Paquistão                 66,12
Japão                 59,28
Nigéria                 48,74
Costa Rica         48,08
Quênia                 47,29
EUA (Nasdaq)         39,5
Irlanda                 35,48
Finlândia                 34,6
EUA (S&P 500) 31,76
Romênia                 31,22
Qatar                 30,86
Arábia Saudita         30,38
Grécia                 29,55
EUA (Dow Jones) 28,88
Islândia                 28,75
Egito                  27,43
Espanha                 27,19
Dinamarca         26,44
Suécia                 26,25
Vietnã                 26,03
Botswana                 25,82
Alemanha                 25,48
Maurício                 24,42
Bélgica                 23,81
Noruega                 23,77
Omã                         23,3
Suíça                 22,94
Austrália                 22,08
França                 21,48
África do Sul         21,03
Portugal                 20,68
Luxemburgo         20,65
Itália                         20,53
Malta                 20,46
Bahrein                 20,3
Holanda                 20,21
Lituânia                 19,15
Reino Unido         18,76
Nova Zelândia         17,27
Letônia                 16,22
Taiwan                 15,16
Malásia                 14,87
Bermuda                 14,46
Canadá                 12,7
Sérvia                 11,91
Estônia                 11,7
Israel                 11,4
Índia                         10,57
Equador                 10,09
Áustria                   9,42
Jordânia                   8,85
Sri Lanka                   7,57
Panamá                   6,99
Eslováquia           6,78
Hong Kong           6,28
Croácia                   5,27
Namíbia                   3,98
Cingapura                   2,75
Marrocos                   2,49
Líbano                   2,05
Hungria                   1,94
Indonésia                   1,07
Cazaquistão           0,95
Filipinas                   0,75
Coreia do Sul           0,26
México                   0,04
República Tcheca  -0,41
Rússia                  -1,18
Polônia                  -1,67
Tunísia                  -2,63
Tailândia                  -3,79
Ucrânia                  -4,37
China                  -4,72
Colômbia                  -8,84
Chipre                -10,01
Jamaica                -10,31
Turquia                -12,06
Chile                        -14,09
Brasil                -15,5
Peru                        -24,4
* Fonte: Bloomberg

Fonte: UOL
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martedì 24 dicembre 2013


E visto che siamo a Natale e dobbiamo essere tutti più buoni, ecco 40 motivi per odiare il Brasile. Prima di cominciare a insultarmi premetto che questa lista non l'ho scritta io ma un americano (di nome sconosciuto), sposato con una donna brasiliana, dopo tre anni di vita a São Paulo è ritornato nel suo paese e ha compilato una lista con 20 motivi per i quali lui odia il Brasile. Come se non bastasse un Forum ha ampliato questa lista a 40. Ora, a mio parere, arrivare al punto di "odiare" un intero paese per i motivi da loro elencati mi sembra eccessivo. È vero che alcune cose possono dare fastidio col tempo, però in qualche modo uno si abitua. E se andiamo a vedere bene, penso che il Brasile non sia l'unico paese ad avere motivi di odio o di fastidio. In ogni caso questi sono i motivi elencati. Tra parentesi troverete una mia piccola opinione personale, perché penso che non sia giusto elencare tali difetti e non dire quello che penso in proposito. Ringrazio Andrea Torrente e il suo blog per aver tradotto in parte tale elenco (divento sempre più vecchio e pigro). Vamos lá...

1. I brasiliani non si preoccupano con le persone al di fuori del loro circoli d’amicizia e molti sono semplicemente maleducati. Prendiamo per esempio un vicino che mette la musica alta tutta la notte. E anche se vai a chiedergli educatamente di abbassare il volume, ti manderà a quel paese. E l’educazione dov'è? Un semplice “scusami”, quando qualcuno ti viene addosso in mezzo alla strada non esiste. (Purtroppo è vero, il senso di civiltà e di rispetto per gli altri è molto basso)

2. I brasiliani sono aggressivi e opportunisti e di solito a spese degli altri. E’ come se fosse un “istinto di sopravvivenza” ad alta velocità, tutto il tempo. Il miglior esempio sono i mezzi pubblici. Se vedono che esiste un modo di sorpassarti e saltare la fila, lo faranno, anche se questo significa quasi ucciderti, e anche se non sono di fretta. Perciò perché lo fanno? Solo perché possono, perché vedono l’opportunità, perché vogliono approfittarsene in tutte le occasioni. Sentono che hanno bisogno di prendere tutto quello che possono, in ogni circostanza, indipendentemente da chi ne viene pregiudicato. (Vero, basta fare un giro per la città per accorgersi di questo, ma la questione è come nel punto 1)

3. I brasiliani non rispettano l’ambiente. Buttano grandi quantità di rifiuti dappertutto e la quantità di spazzatura è incredibile. Le strade sono molto sporche. Le abbondanti risorse naturali stanno venendo sprecate ad una velocità sorprendente. (Ah com'è vero questo! Basta guardare il lixo che si trova nelle fermate degli onibus, pur avendo magari un cassonetto lì vicino)

4. I brasiliani tollerano una quantità incredibile di corruzione negli affari e al governo. Anche se tutti i governi hanno funzionari corrotti, in Brasile è più comune e senza limiti che negli altri paesi. Eppure la popolazione continua a rieleggere le stesse persone. (Purtroppo è vero, ma lanci la prima pietra chi non ha un politico corrotto nel proprio governo)

5. Le donne brasiliane sono eccessivamente ossessionate con il loro corpo, criticano molto le altre donne e sono molto competitive tra loro. (Verissimo!)

6. I brasiliani, soprattutto gli uomini, sono altamente propensi a casi extraconiugali. A meno che l’uomo non esca mai di casa, le possibilità che abbia un amante sono enormi. (Purtroppo è vero, grazie anche alla facilità di conquista)

7. I brasiliani espressano con facilità le loro opinioni negative nei confronti degli altri, senza preoccuparsi se possono ferire i sentimenti di qualcuno. (È esattamente il contrario: un brasiliano non ti dirà mai in faccia quello che pensa, per paura di offenderti. In compenso lo fa appena volti le spalle)

8. I brasiliani, soprattutto coloro che svolgono servizi, sono inaffidabili, pigri e quasi sempre in ritardo. (Diciamo che sono un popolo relaxado)

9. I brasiliani hanno un sistema di classi molto evidente. I ricchi hanno un senso del diritto che va oltre l’immaginazione. Pensano che le regole non si applicano a loro, che loro stanno al di sopra del sistema, sono molto arroganti e insensibili, soprattutto con il prossimo. (Verissimo! L'arroganza di chi è ricco è di un livello esorbitante. Si credono i padroni del mondo e pensano di fare quello che vogliono solo perché hanno più soldi degli altri)

10. I brasiliani interrompono costantemente l’altro per poter parlare. Provare ad avere una conversazione è come una competizione per essere ascoltati, una gara di grida. (Vero. Che sia una chiacchierata tra amici o una lezione di storia a scuola, sempre vieni interrotto)

11. La polizia brasiliana è essenzialmente inesistente quando c’è da far rispettare le leggi per proteggere la popolazione, ad esempio far rispettare il codice della strada, arrestare delinquenti ecc… Le leggi ci sono, ma nessuno le applica, il sistema giudiziario è una barzelletta e il cittadino non ha nessuno strumento per far valere i suoi diritti. (Penso che non ci sia bisogno di commentare tale punto)

12. Le persone vivono con paura e costruiscono muri intorno a casa  o pagano tasse elevate per vivere in residence super protetti. (Vero, qui i ricchi -ma non solo- si ca**no sotto dalla paura, e purtroppo con giusta ragione)

13. I brasiliani rendono tutto difficile. Nulla viene semplificato o concepito in modo da agevolare il cliente e i brasiliani hanno un’elevata tolleranza verso livelli sorprendenti di burocrazia inutile e ridondante. I brasiliani pagano imposte alte e tasse di importazione che rendono tutto, soprattutto i casalinghi, gli elettronici e le macchine incredibilmente cari. Gli imprenditori che seguono le regole e pagano tutte le tasse, difficilmente riusciranno ad avere lucro. Il risultato è che la corruzione e le mazzette nelle aziende e nelle istituzioni sono comuni. (Purtroppo è vero, ma noi italiani non siamo da meno)

14. Fa caldissimo per nove mesi all'anno e il climatizzatore nelle case non c’è perché le case non sono costruite per essere ermeticamente isolate o per ospitare condotte dell’aria. (Vero che fa caldo, terribilmente caldo, ma siamo in un paese tropicale)

15. I cibi possono essere più freschi, meno processati, e in genere più sani che gli alimenti americani o europei, ma sono insipidi e ripetitivi. Gli alimenti processati, congelati o pronti al supermercato sono pochi, cari e in genere schifosi. (Falso. Una delle cose buone di questo paese è proprio il cibo che compro, e non parlo di quelle schifezze preconfezionate, ma della carne o la verdura al mercato)

16. I brasiliani sono super socievoli e raramente passano del tempo da soli, soprattutto a tavola e nei week-end. Questo non è necessariamente un male, ma personalmente, odio questa cosa perché mi piace avere il mio spazio e la mia privacy. Se scegli di rimanere da solo, vieni criticato perché non ti stai comportando “normalmente”. (Humm.. vero, ma se vado a Napoli o in Sicilia è lo stesso)

17. I brasiliani rimangono molto vicini, emozionalmente e geograficamente, alle loro famiglie per tutta la vita. Anche questo non è necessariamente un male, ma personalmente tutto ciò mi dà fastidio e influenza il mio matrimonio. Qui gli adulti non tagliano mai il cordone ombelicale con la loro famiglia (soprattutto con le madri) che continua a coinvolgersi nelle loro vite quotidianamente, nei problemi, nelle decisioni, nelle attività ecc… Come potete immaginare, è una questione difficile per il coniuge di un’altra cultura in cui di solito si vive in famiglie nucleari e abbiamo una dinamica differente nei confronti delle nostre famiglie. (Vero, ma non sono gli adulti a non tagliare il cordone, ma proprio i figli che non vogliono staccarsi dalla gonna materna. È una questione di idee e di cultura diversa )

18. Elettricità e internet sono assurdamente cari e funzionano male. (Verissimo, e sfido chiunque ad ammettere il contrario)

19. La qualità dell’acqua è discutibile. I brasiliani la bevono e non muoiono. Ma vista la totale mancanza di applicazione delle leggi e la corruzione abbondante, non mi fido del governo che dice che è totalmente sicura e non ti farà male nel lungo termine. (Da parte mia posso dire che l'acqua qui a Sorocaba è buonissima)

20. E, per concludere, i brasiliani hanno un solo tipo di birra (annacquata) che è davvero una schifezza. E ovviamente, le birre importate sono estremamente care. (Assolutamente falso! Considero la birra brasiliana tra le migliori del mondo)

Dal Forum:

21 . La maggior parte degli autisti dei bus guidano come se stessero cercando di rompere l'autobus e tutto quello che contiene. (Diciamo che sono un po' spericolati...)

22 . I marciapiedi nel mio quartiere sono ricoperti di piscio e di cocó di cani che abbaiano giorno e notte. (Considerando l'enorme quantità di cani randagi che ci sono in Brasile, ciò è comprensibile. Ma mi dà meno fastidio vedere il cocó di un cane che un sacchetto di plastica pieno di spazzatura)

23 . Ci sono almeno tre ore e mezzo di congestionamento ogni volta che piove. (Vero, e penso che vale per ogni città del Brasile)

24 . Le cose sono raramente eseguite correttamente la prima volta. Devi andare in banca, ufficio, consolato, inviare e - mail o chiamare 2-10 volte per le persone fare il loro lavoro. (Vero. Mia moglie mi dice sempre che per ottenere qualcosa devo rompere le balle a tutti incessantemente, ed è una cosa che odio)

25 . La qualità dell’aria è molto cattiva. L'aria odora spesso di plastica bruciata. (Dipende. È chiaro che se vivi nel centro di São Paulo l'aria non può profumare di violette, ma io che vivo nell'interior, lontano dal centro, non ho nulla da lamentarmi)

26 . Andare nei centri commerciali e ristoranti sono le attività principali dei brasiliani. Non hanno niente da fare se non spendono. C'è un parco principale (Parque Anhanguera – São Paulo) ed è terribilmente affollato. (Vero, e di questo ne avevamo già parlato)

27 . La finitura delle case è pessima. Finestre, porte, cerniere, tubi, elettricità, marciapiedi, sono tutti costruiti con il minimo sforzo possibile. (Verissimo! Infatti mi piacerebbe fare un corso di piastrellista e di elettricista solo per fare la mia casina come si deve)

28 . Alberi, pali, telefoni, piante e cassonetti sono posizionati nel centro del marciapiedi, rendendoli impraticabili. (Questo è vero, e ricordo le lamentele di mia moglie quando, in Italia, diceva che i marciapiedi sono stretti e non si poteva camminare. Qui sono più larghi ma letteralmente impraticabili in molti punti)

29 . Si paga il triplo per i prodotti che si romperanno entro 1-2 anni. (Vero, la qualità dei prodotti qui non è di primo livello, nemmeno quelli di marca)

30 . I brasiliani amano stare sulla strada migliore. Loro non ti danno spazio per muoverti. (Questo purtroppo l'ho notato, e se aggiungiamo che di solito le corsie in Brasile sono strette...)

31 . Il modo migliore per ispirare l'odio in Brasile? Educatamente rifiutare di mangiare cibo offerto a voi. Non importa quanto valida sia la ragione, questo è considerato un peccato imperdonabile agli occhi dei brasiliani e continueranno a importunare voi a mangiare. (No, questo non mi sembra vero. Io sono MOLTO chato per la comida, e non ho mai avuto problemi)

32 . La gente ti spinge e ti schiaccia senza chiedere scusa. Sui mezzi pubblici sei così stretto che non si riesce a muovere nulla, se non la sua testa. (Vero, ma non è certo colpa dei brasiliani)

33 . Il Brasile è un paese da terzo mondo con prezzi ridicolmente gonfiati per gli articoli di qualità. Per avere un’idea, Sao Paulo è classificato al 10 ° città più cara al mondo. (New York è la 32 °). (Che il Brasile sia molto caro lo sanno tutti quelli che vivono qui)

34 . L' infedeltà è galoppante. Questo non è solo uno stereotipo tanto quanto vorrei. Gli uomini nella società brasiliana sono condizionati a credere che sia più "virile" uscire con diverse donne. (No comment!)

35 . Zero rispetto per i pedoni. Non si fermano per farvi passare. Nella migliore delle ipotesi, suonano il clacson. (Verissimo! Attraversare una strada, anche sulle strisce, è sempre un azzardo. Il più delle volte ti fa bene, ma devi calcolare il momento preciso)

36 . Quando i marciapiedi sono in costruzione è previsto che si cammina in strada. Alcuni autisti si rifiutano di fare il minimo scarto dalla loro presenza, accelerando a pochi centimetri di voi, anche quando la corsia accanto è libera. (Verissimo!)

37 . Non pensate neppure di dire a qualcuno che farete un viaggio negli Stati Uniti. Ognuno vi chiederà di portare iPod, X -Box, computer portatili, vestiti, articoli vari, ecc. nella valigia, perché sono troppo costosi o non disponibili in Brasile. (Questo è vero, ma considerando i prezzi assurdi di certi articoli qui in Brasile, ciò è normale)

38 . A meno che non vi piace di calcio, di novelas o di reality show (vale a dire Big Brother), non c'è molto da parlare con i brasiliani in generale. Si può imparare fluente portoghese, ma alla fine, la conversazione è molto limitata, molto rapidamente. (Vero, ma non è che in Italia si parli di filosofia)

39 . Tutto è costruito per vetture e autisti, anche se le vetture costano 3 volte il prezzo di qualsiasi altro paese. Gli Autobus di lusso interurbani sono efficienti, ma il trasporto pubblico è scomodo e molto caro. Di conseguenza, il traffico a Sao Paulo e Rio è oggi considerato uno dei peggiori della Terra (SP forse il peggiore). (Il trasporto pubblico io lo trovo efficiente, ma molto caro, e considerando la quantità di persone che ne usufruiscono, è normale che sia sempre affollato)

40 . Tutte le città brasiliane (con l'eccezione forse di Rio e il vecchio quartiere di Peolurinho a Salvador), sono brutte, piene di cemento, con architettura iper-moderna e priva di alberi o fascino. La maggior parte sono monotone e completamente identiche in apparenza. I vecchi palazzi coloniali vengono rapidamente demoliti per far posto a un parcheggio o un centro commerciale. (Le città in genere non è che siano brutte. Sono città moderne, giovani, niente a che vedere con città storiche come, per esempio Roma o Firenze, quindi non possiamo aspettarci di trovare luoghi di un certo fascino. Ma che il Brasile non faccia buon uso dei locali storici, è vero).


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giovedì 19 dicembre 2013


Questa me l'ero persa: il Notiziario della Band nel mese di settembre u.s. aveva mostrato un servizio che oggi, avendolo appena scoperto, mi ha lasciato a bocca aperta. Al nostro ben amato SUS ("nostro" perché anch'io ne faccio parte) mancano tante cose, come medici, apparecchiature, locali adeguati e medicine. Tra le altre cose mancano le siringhe per l'insulina. Ecco allora che la grande creatività dei brasiliani viene in aiuto ancora una volta, così inventano il riutilizzo delle siringhe monouso, le classiche "usa e getta".

Sì, avete capito bene. Siccome le siringhe sono poche qualcuno ha avuto la geniale idea di "consigliare" ai pazienti di riutilizzare le siringhe per l'insulina. Un po' come fanno i dipendenti da eroina. Il consiglio dato é di usare la siringa una volta, rimetterla nella confezione di plastica e collocarla nella porta frigorifero, dove di solito teniamo il burro o altri alimenti freschi.

Ora, se le chiamano "monouso" o "usa e getta" ci sarà un perché. È chiaro che un uso continuo della stessa siringa, anche se fatto sullo stesso paziente, aumenta il rischio di infezioni, specialmente in persone già con salute debilitata. Ma sembra che questo non preoccupi più di tanto chi deve curarci.

Ora, qualcuno potrà pensare che l'autore di questa idea sia stato un infermiere incosciente, o un medico senza scrupoli. Invece il consiglio di riutilizzare le siringhe viene proprio dal  Ministério da Saúde, il quale, secondo il Caderno de Atenção Básica nº 16/2006, considera adeguato l'uso della stessa siringa per 8 volte!

Reutilização de seringas descartáveis

De acordo com a orientação dos fabricantes, as seringas/agulhas descartáveis para a aplicação de insulina não devem ser reutilizadas.Na prática, entretanto, a bibliografia internacional sobre o assunto considera como segura a reutilização limitada do conjunto seringa/agulha, desde que respeitadas asorientações sobre armazenamento em geladeira ou em lugar adequado, com a devida proteção da agulha por sua capa protetora plástica. A higiene das mãos e dos locais de aplicação é fundamental para proporcionar a necessária segurança quanto à reutilização do conjunto seringa/agulha. Com base nessas considerações, consideramos adequada sua reutilização por até 08 aplicações reutilização, sempre pela mesma pessoa. Optando-se pela reutilização, a seringa deve ser retampada e guardada, em temperatura ambiente ou sob refrigeração (na gaveta ou porta da geladeira). Para areutilização, devem ainda ser considerados os seguintes aspectos: ausência de ferida aberta nas mãos e de infecções de pele no local de aplicação; o diabético deve ter destreza manual, ausência de tremores e boa acuidade visual, sendo capaz de reencapar a agulha com segurança. A limpeza da agulha não deve ser feita com álcool, porque é capaz de remover osilicone que a reveste, tornando a aplicação mais dolorosa. As seringas reutilizadas devemser descartadas quando a agulha se torna romba, curva ou entra em contato com alguma superfície diferente da pele e logo que a aplicação se torne muito mais dolorosa.

Per fortuna, quando l'ago si rovina o si storta, consigliano di utilizzare una nuova siringa, e non di raddrizzare l'ago con un martello o fargli la punta con la carta vetrata. Ora, per dover di cronaca, devo dire che anche in Italia qualcuno afferma che é possibile riutilizzare tali siringhe:

E’ diffuso l’impiego di siringhe predisposte graduate in UI (Unità Internazionali) di plastica, del tipo “usa e getta”, in confezione sterile, senza spazio morto per ridurre la formazione di bolle d’aria e lo spreco di insulina, con ago fisso e pistone a perfetto contatto con la siringa. L’ago sottile è lubrificato e consente un’iniezione indolore. È inoltre possibile riutilizzare per più di un’iniezione la siringa di plastica, rispettando alcune semplici precauzioni: una volta effettuata l’iniezione del mattino ricoprire l’ago con l’apposito cappuccio e riporre la siringa in frigorifero ( +4C°). Non è mai consigliabile usare la stessa siringa per più di 3 iniezioni e dopo oltre 12 ore dal primo impiego.

Fonte: Diabete.net

Quindi sembra che tale procedura sia ammissibile. Però da 3 a 8 volte c'è una grande differenza, e una cosa é un paziente che compra le siringhe per proprio uso, quindi può ottenere un piccolo risparmio (anche se vorrei sapere fino a che punto ne valga la pena), ma un'altra é un sistema pubblico di salute dove, invece di offrire le giuste condizioni ai propri pazienti, consiglia di riutilizzarle per mancanza di materiale.

Per fortuna, é di qualche giorno fa la notizia che la Justiça Federal di Belém ha determinato la sospensione parziale di tale atto amministrativo:

A Justiça Federal em Belém acatou pedido do Ministério Público Federal (MPF) e determinou a suspensão parcial de ato administrativo do Ministério da Saúde que indicava a reutilização, pelos diabéticos, de seringas descartáveis na aplicação contínua de insulina. A decisão é provisória, porque foi tomada em tutela antecipada, e tem eficácia nacional. De acordo com o MPF, a orientação dada pelo Ministério da Saúde é ilegal e fere as normas da Agência Nacional de Vigilância Sanitária (Anvisa), colocando os pacientes em risco. O MPF quer que a orientação seja anulada e que o Sistema Único de Saúde (SUS) forneça agulhas para insulina suficientes para não haver reutilização. Para o juiz Hind Kayath, que decidiu a questão, é “pouco crível que os postos de saúde tenham a cautela de fornecer a orientação adequada quanto aos fatores de segurança, o que pode vir a comprometer o próprio tratamento da doença”. Em caso de descumprimento da obrigação, da qual ainda cabe recurso, a União pagará multa diária no valor de R$ 5 mil.
Fonte:  BemParaná

Questo SUS non finirà mai di sorprendermi (negativamente) e per chi come me ne fa uso, credetemi, fa paura. Ma anch'io, come molta altra gente, non ho la possibilità di fare diversamente, quindi o fai uso del SUS o muori (in molti casi anche facendone uso muori ugualmente). 

C'é anche da dire che non sono l'unico a pensare che questo riutilizzo sia qualcosa di negativo. Nel blog brasiliano "Texugo Maluco" leggo:

Eu sinceramente estou ficando cada vez mais enojado com esse país. Como esse Brasil é um país de merda, uma coisa absurda! É um país que tem de tudo pra dar certo, que tem a sorte de não ter aqui certas coisas como tsunamis, furacões, vulcões e terremotos. Mas que tem a grande infelicidade de ter como seu povo os brasileiros...

... E o mais legal de tudo é ver que o protocolo emitido pelo Ministério de Saúde sugere que ao ser usada no mesmo paciente, a seringa deveria ser reutilizada oito vezes! Assim como a cara de pau do secretário de saúde, defendendo a "racionalização do uso". Tudo isso mesmo com uma norma da Agência Nacional de Vigilância Sanitária (vinculada ao Ministério da Saúde), que decreta o que deveria ser óbvio: que produtos médicos descartáveis, como seringas, não devem ser reutilizados.  Cara... Eu não tenho palavras para descrever a calhordice disso... Isso é coisa de país de quinto mundo!
... Sinceramente não dá para acreditar ao ponto que chegamos nesse país de merda. Uma coisa é a gente economizar e consumir de forma consciente certos produtos descartáveis, com fins de economia e respeito pelo meio ambiente. Como, por exemplo, copos plásticos. Eu por exemplo quando estou no trabalho tipicamente pego um copo plástico para tomar água e o uso durante todo o dia. Aí eu acho até razoável, nada de muito absurdo.  Mas estamos falando de seringas, usadas para aplicação de remédios, que foram projetadas para uso único e descarte imediato após a injeção. Nesse caso a questão de saúde, higiene e segurança falam mais alto, ou pelo menos deveriam, do que uma mera "racionalização". Mesmo que seja no mesmo paciente, é um absurdo sem tamanho imaginar que ele tenha que reutilizar a seringa diversas vezes, correndo o risco de uma contaminação devido às condições em que ela é armazenada. É uma vergonha isso, e o mais absurdo é ver que essa prática foi determinada pelo próprio Ministério da Saúde, o qual eu imagino que deveria ser o primeiro a se preocupar com a saúde do povo. Por conta dessas, tinha que pegar o ministro, aquele cretino do Alexandre Padilha, tinha que ser preso. Ou levar uma injeção com uma seringa que tenha sido achada num aterro sanitário. 
... Nessa hora alguém tinha que perguntar para a nossa "presidenta" o que ela acha disso. Ela acha que importando médicos de Cuba resolve o problema da saúde... Acho que a Dilma não precisa ser muito "inteligenta" pra se dar conta de que não basta ter mais médicos, se os hospitais estão aos frangalhos, se os equipamentos médicos estão ultrapassados e/ou quebrados, se estamos tendo que reutilizar uma seringa oito vezes no mesmo paciente. Acontece que resolver essas coisas... Ah, dá um trabalho! Construir hospital é tão caro, produzir mais seringas é tão caro... Assim não ia sobrar dinheiro pro nossos governantes viverem como reis e rainhas...
Quero ver agora se essa filha da puta da Dilma, ou esse desgraçado do ministro da Saúde, se eles ou algum de seus entes queridos tivessem que tomar insulina duas vezes por dia, se eles iam aproveitar a seringa oito vezes como esperam que o povo faça. Vão tomar no meio do rabo, esses filhos das putas!

Cosa aggiungere a questo punto?





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lunedì 16 dicembre 2013


Secondo uno studio fatto dalla società KPMG (Network di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi) i nuovi stadi brasiliani saranno i più cari del mondo. Anche per altri istituti di ricerca finanziaria l'esito é sempre lo stesso: il Brasile supera di gran lunga i costi avuti in Germania e in Sud Africa messi insieme. Il bello é che nessuno ne capisce il motivo: "Quando un paese riceve una Coppa del Mondo, é normale che voglia mostrare di avere degli ottimi stadi. Ma questo non spiega i costi così elevati in Brasile e perché siano più cari di quelli della Germania o dell'Africa del Sud", ha affermato Jens Alm, analista dell'Istituto Danese per lo Studio dello Sport. Evidentemente Jens Alm non conosce il Brasile, il suo governo e l'enorme corruzione di questo paese.

JAMIL CHADE - Agência Estado
Com o prazo da Fifa se esgotando para a entrega dos estádios para a Copa do Mundo de 2014, um recorde já está garantido para o Brasil: o País ergueu os estádios mais caros do mundo. Um estudo da consultoria KPMG levantou o custo de cada assento nos estádios construídos pelo mundo. Uma comparação com os valores oficiais dos estádios brasileiros revela que um dos legados do Mundial será a coleção dos estádios mais caros do planeta.
Dos 20 mais caros, dez deles estão no Brasil. Já pelos cálculos de institutos europeus, a Copa de 2014 consumiu mais que tudo o que a Alemanha gastou em estádios para a Copa de 2006 e a África do Sul, em 2010.
Seja qual for o ranking utilizado e a comparação feita, a constatação é de que nunca se gastou tanto em estádios como no Brasil nesses últimos anos. A KPMG, por exemplo, prefere avaliar os custos dos estádios levando em conta o número de assentos, e não o valor total. Isso porque, segundo os especialistas, não faria sentido comparar uma arena de 35 mil lugares com outra de 70 mil.
Com essa metodologia, os dados da KPMG revelam que o estádio mais caro do mundo é o renovado Wembley, na Inglaterra, onde cada um dos assentos saiu por 10,1 mil euros (R$ 32,4 mil). O segundo estádio mais caro também fica em Londres. Trata-se do Emirates Stadium, do Arsenal, onde cada lugar custou 7,2 mil euros (R$ 23,3 mil). Mas a terceira posição é do Estádio Mané Garrincha, em Brasília.
Com custo avaliado em R$ 1,43 bilhão, o estádio tem um gasto por assento de R$ 20,7 mil, ou 6,2 mil euros. Na classificação, o Maracanã aparece na sétima posição, mais caro que a Allianz Arena de Munique. Manaus vem na 10ª colocação, com praticamente o mesmo preço por assento do estádio do Basel, situado em um dos países com os maiores custos de mão de obra do mundo, a Suíça.
O estádio do Corinthians, em Itaquera, seria o 12º mais caro do mundo, seguido pelas Arenas Pantanal, Pernambuco, Fonte Nova e Mineirão. Todos esses seriam mais caros do que estádios como o da Juventus, em Turim, considerada a arena mais moderna da Itália e usada como exemplo de gestão. O Castelão e o estádio de Natal também estão entre os 20 mais caros do mundo. Se o ranking fosse realizado considerando os custos totais dos estádios, o Mané Garrincha seria o segundo mais caro do mundo, com o Maracanã aparecendo na quarta posição.
Para o prestigiado Instituto Braudel, na Europa, os custos dos estádios no Brasil também surpreenderam. Em colaboração com a ONG dinamarquesa Play the Game, a entidade publicou nesta semana levantamento que revela que, em média, cada assento nos doze estádios brasileiros custaria US$ 5,8 mil (R$ 13,5 mil). O valor é superior ao das três últimas Copas. Na África do Sul, em 2010, a média foi de US$ 5,2 mil (R$ 12,1 mil). Na Alemanha, em 2006, US$ 3,4 mil (R$ 7,9 mil). Já no Japão, em 2002, chegou a US$ 5 mil (R$ 11,6 mil).
Em termos absolutos, o gasto total com os estádios bate todos os recordes. Se todo o gasto de sul-africanos em 2010 e alemães em 2006 for adicionado, não se chega ao total que foi pago no Brasil para 2014, mais de R$ 8 bilhões. Em apenas nove meses, o valor aumentou em quase R$ 1 bilhão, segundo dados oficiais do Comitê Organizador Local (COL), em sua quinta edição do balanço geral do andamento das obras da Matriz de Responsabilidade.
SEM EXPLICAÇÃO - Jens Alm, analista do Instituto Dinamarquês para o Estudo dos Esportes e autor do levantamento dos dados sobre estádios da Copa, insiste que a inflação e os custos dos estádios no Brasil não têm explicação. "Quando um país quer receber uma Copa, é normal que queira mostrar estádios bonitos. Mas nada explica os preços tão elevados no Brasil e porque são tão mais elevados do que na Alemanha e na África do Sul", disse.
Henrick Brandt, diretor do Departamento de Esportes da Universidade de Aarhus, também aponta para os custos elevados das obras no Brasil. "Os dados são surpreendentes", indicou. "Um dos debates agora é o que será feito para tornar esses locais rentáveis, principalmente os estádios públicos", alertou.

Fonte: Estadão
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domenica 15 dicembre 2013


La brasiliana Carla Dauden ha fatto un video contro la Coppa del Mondo 2014

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giovedì 12 dicembre 2013


Il mese scorso la rivista brasiliana Veja ha pubblicato un articolo su un accordo tra il Brasile e la Russia. Come forse tutti sanno questi due paesi hanno degli accordi commerciali tra di loro. Per esempio la Russia é il maggior importatore di carne del Brasile. Per equilibrare questa bilancia commerciale nel mese di ottobre, l'attuale Ministro della Difesa brasiliano, Celso Amorim, ha firmato, con l'equivalente ministro russo, un accordo per l'acquisto di tre (3) sistemi di difesa antiaerea di fabbricazione russa, il Pantsir-S1, per un totale di 1 miliardo di dollari americani.



Fin qui nulla di strano, se non per il fatto che é stato un pessimo affare per l'esercito brasiliano che per il povero contribuente.

È da cinque anni che le Forze Armate brasiliane progettavano di comprare un sistema antiaereo adeguato. Dopo anni di studio, nel 2012, i militari brasiliani distribuirono a trenta fabbricanti stranieri le caratteristiche necessarie di tale sistema. Tra queste caratteristiche vi erano la compatibilità con i radar brasiliani, le dimensioni adatte per essere trasportati negli aerei della Força Aérea Brasileira (FAB) e la portata dei missili a 30 chilometri. Bene, si fa per dire, il Pantsir-S1 non risponde a nessuno di questi requisiti!

La scelta di questo preciso modello fu fatta dopo di un incontro tra Dilma e Putin a Mosca, nel dicembre del 2012. Durante quell'incontro il presidente russo si lamentò dicendo che la bilancia commerciale tra i loro due paesi era molto favorevole al Brasile, e che l'acquisto di armi russe avrebbe pareggiato i conti in modo rapido ed efficace. Due settimane dopo l'ambasciatore russo in Brasilia, Sergey Akopov, ricevette dal comando logistico del Ministero della Difesa brasiliana una richiesta di informazioni commerciali sul Pantsir-S1. Mesi dopo gli ufficiali brasiliani ricevettero la notizia che la ricerca tra i fabbricanti d'armi fu sospesa e che il Planalto aveva già combinato l'accordo per l'acquisto delle armi russe.

Il Governo brasiliano fece pervenire ai concorrenti una dichiarazione che la presidente Dilma aveva già preso una decisione politica e che non serviva inviare altre proposte. Nel mese di luglio di quest'anno il Governo pubblicò nel Diário Oficial i nuovi requisiti di tale sistema, annullando il precedente parere tecnico delle Forze Armate: la gettata dei missili fu abbassata a 20 chilometri e la compatibilità con la Forza Aerea cancellata. Tutto per comprare il Pantsir-S1.

Chiaramente i militari brasiliani non furono contenti di questo acquisto. "Pagheremo un prezzo esorbitante per un sistema che sarà incompatibile con le nostre esigenze" ha affermato un ufficiale che partecipò nella discussione dell'acquisto di tali armi. Inoltre c'è il problema della cattiva fama delle armi russe: "I Governi che ricorrono alle armi dell'industria bellica russa sono generalmente quelli che non possono comprare dai fabbricanti delle democrazie occidentali, come per esempio la Siria", ha affermato Ilan Berman, specialista dell'American Foreign Policy Council a Washington.

I modelli della concorrenza, oltre ad avere dei requisiti migliori, costano molto meno di quelli russi.



Ancora una volta dobbiamo ringraziare la presidente Dilma per quello che sta facendo per il suo paese.


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giovedì 5 dicembre 2013


Facciamo subito una premessa: a me, che gli stadi del Mondiale di Calcio vengano costruiti in tempo, non me ne importa niente. Che il Brasile possa fare una bellissima figura durante quell'evento o no, per me non cambia niente. Posso pensare che i soldi investiti nella Coppa questo paese poteva adoperarli in cose più importanti, ma se hanno preferito agire in questo modo problemi loro. Il fatto che io viva in Brasile non significa che debba pensare come un brasiliano. Ma aldilà di questo, mi fa sorridere un articolo della UOL dove Ronaldo "il fenomeno" dichiara di aver fiducia nel classico "jeitinho brasileiro":

"O gringo, no geral, não conhece o nosso jeitinho brasileiro de ser e fazer as coisas. É muito característico isso no brasileiro, de fazer as coisas no último momento e começar uma correria, mas a gente tem todas as garantias de que todos os estádios estarão prontos para a Copa", falou para o Sportv.

Quello che ha affermato sono due cose vere e sacrosante: "os gringos" non conoscono (e non possono comprendere) questo "jeitinho" e i brasiliani hanno purtroppo questa abitudine di fare le cose all'ultimo minuto (e io aggiungerei di improvvisare al momento).

In tutti questi anni di vita qui in Brasile mai ho visto un opera, un'idea o una qualunque cosa realizzata in modo corretto. Che sia uno stadio di calcio come una casetta in periferia sempre si finisce per correre come dannati per finire in tempo. Con le conseguenze che possiamo immaginare, tipo costruzioni fatte alla bel che meglio, impianti irregolari, ecc.

Domenica scorsa sono andato a visitare un nuovo shopping (e cos'altro poteva essere?) qui a Sorocaba, costato approssimativamente 360 milioni di R$. Quel giorno, come é consuetudine in questa epoca, pioveva e non potete immaginare quello che ho trovato. Non semplici infiltrazioni d'acqua (che già così sarebbe un assurdo) ma vere e proprie cascate in diversi punti dello Shopping, addirittura pioveva a catinelle dalle lampade alogene del contro-soffitto. 


Possibile che nessun ingegnere o architetto abbia saputo valutare queste conseguenze? Possibile che con tutti i soldi spesi non siano riusciti a costruire un edificio senza che i visitatori non dovessero passeggiare per i negozi con l'ombrello in mano? Questo é solo un esempio, ma non é certo un'eccezione.

È di pochi giorni fa l'incidente avvenuto nello stadio Itaquerão di São Paulo, dove sono morte due persone. È vero, come qualcuno ha detto é stata una fatalità e poteva succedere dovunque. Guarda caso é successa in Brasile. Possibile che nessun ingegnere abbia saputo valutare il peso di quella struttura o la portata della gru?

Altra caratteristica tipica dei brasiliani é improvvisare qualunque cosa. Non c'é giorno che passa senza trovare qualcuno che mi dica di fare un nuovo lavoro. "Tu sei bravo in cucina, apri un ristorante... tu sai usare Photoshop, vai a fare foto di matrimoni... tu sai fare questo, fai quello... ecc". È inutile spiegargli che per intraprendere una nuova attività, qualunque che sia, tutto deve essere pianeggiato, pensato, valutato in tutte le condizioni possibili. Loro non capiscono questo.

Quindi, tornando al nostro caro Rolando, é vero, noi "gringos" non conosciamo il "jeitinho brasilieiro", ma nemmeno lo capiamo, e nemmeno ci interessa.
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