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lunedì 30 settembre 2013


Tre notizie curiose trovate in rete su avvenimenti di questo grande paese (anche per dimostrare, a dispetto di alcuni, che non sono ancora morto).

Mulheres com bumbum grande vivem mais, afirma pesquisa


Secondo una recente ricerca dell'Università di Oxford, le donne con un grande fondoschiena vivono piú delle altre e sono anche più intelligenti (!). Questi grandi scienziati affermano che il grasso della parte bassa del corpo femminile previene il diabete grazie alla quantità e dal tipo di ormoni e altri lipidi che contiene. L'intelligenza maggiore invece sembra dovuta all'acido grasso Omega 3, sempre accumulato in quelle parti, che come sappiamo aiuta a sviluppare il cervello.

Una ottima notizia per moltissime donne brasiliane, che con il loro grande fondoschiena sempre in mostra possono ora dimostrare di avere qualche qualità in più delle altre povere donne con un corpo "normale". Strano però che, se andiamo a vedere le statistiche, l'aspettativa di vita di una donna brasiliana è di circa 75 anni, mentre una tipica donna italiana, col suo bumbum smilzo, arriva fino a 84 anni. Sull'intelligenza meglio non commentare, data la seconda notizia:

Jovem de 18 anos é eleita Miss Prostituta 2013


Sabato 28 u.s. si é svolta a Belo Horizonte (MG) la seconda edizione di Miss Prostituta Brasil. La vincitrice è stata Marcelina Gomes Teixeira, di 18 anni, che da sei mesi esercita questa antica professione. Come premio ha ricevuto 1.200 R$ in denaro, oltre a 350 R$ in buoni acquisto e alcuni regali da un negozio del centro di questa città.

Ora, non è certo mia intenzione criticare questa giovane ragazza, né tanto meno fare discriminazione verso una categoria di persone che col loro sudore (e altro) si guadagnano da vivere. Sinceramente vorrei che ci fossero più prostitute e meno ladri in questo paese, ma non si può avere tutto dalla vita. Ma in ogni caso, studiare per avere un futuro migliore no, vero?

L'Ultima notizia è quasi incredibile:

Menores de idade usam cavalos para assaltar em Fortaleza


Sí, avete letto bene. Ora non bastano gli assalti in moto o in macchina, per non parlare di quelli a piedi. Ora i malviventi locali usano il cavallo per rapinare povere persone indifese, proprio come nei vecchi film Western.

A polícia procura quatro menores de idade que vêm praticando assaltos à cavalo em Fortaleza. Em um dos casos, uma câmera de segurança flagrou dois meninos, que cercaram uma idosa. A mulher tinha saído do supermercado e teve a bolsa roubada. Antes do crime, outros dois meninos, também à cavalo, teriam assaltado outra mulher. A partir das imagens, a polícia tenta identificar os quatro jovens, que têm idade aproximada de 16 anos.


Possiamo aggiungere qualcosa a tutto questo? Sí, isso é o Brasil!
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lunedì 23 settembre 2013


Se anche qui in Brasile qualcuno cominciasse a fare queste cose, forse non ci sarebbero così tanta violenza e rapine.



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sabato 21 settembre 2013


Così Erich Maria Remarque intitolava il suo romanzo autobiografico nel 1929. Qui sta succedendo più o meno la stessa cosa.

Come forse qualcuno avrà notato sto pubblicando molto poco. Un po' é per pigrizia o mancanza di tempo, ma soprattutto é perché ultimamente qui in Brasile non sta succedendo niente di interessante. Sempre le solite cose, niente di nuovo.

La gente muore ancora per assalti e rapine, le piriguetes mostrano sempre il culo o altri attributi, il caldo é tornato insopportabile, nei giornali si parla sempre di Neymar anche se ora gioca nel Barcellona, le novelas non smettono di essere patetiche (bella l'idea della Globo "Vale a pena ver de novo": vale la pena perché?), ecc, ecc.

Anche il famoso Mensalão non ha portato nessuna novità. Qualcuno pensava che con questo processo si potesse fare piazza pulita di alcuni (alcuni dei tanti) politici corrotti di questo paese, ma come si é visto é stata tutta una farsa. Secondo le ultime notizie i 12 colpevoli di reato rimasti (37 furono processati, 12 assolti, 3 ottennero una riduzione della pena, 25 processati), dodici di questi dicevo, avranno un nuovo processo in data ancora da definire, ma si pensa nel 2014. Come dire che, questo scandalo nato nel 2005, dopo 8 anni i giudici non hanno ancora trovato prove sufficienti per condannare queste persone, ritenendo giusto di dare a loro una doverosa seconda change. Forse, ma può darsi che io sia maligno dentro, il vero motivo é un altro. Come scrive l'agenzia ANSA:

Il Supremo impiegherà almeno un anno per emettere una nuova sentenza, favorendo la presidente Rousseff (del partito di Lula). Questa non vedrà finire in carcere esponenti del suo partito prima delle presidenziali 2014, che la vedono favorita.

Quindi con questa manovra Dilma & Co. vedranno il loro Partito senza grandi colpevoli o condannati. Ma forse qualcuno sperava il contrario? Forse qualcuno pensava che il "grande" ministro Joaquim Barbosa potesse veramente condannare tali individui. Beh, può essere. D'altronde c'é chi crede ancora alla Befana.

In ogni caso qui mi sto annoiando. Peccato che non facciano un interscambio: come fanno venire in Brasile i medici da Cuba, potrebbero mandare me nella loro isola. Un po' di aria nuova non potrebbe che giovarmi, e penso di averne proprio bisogno.
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mercoledì 11 settembre 2013


Forse avrei dovuto seguire il mio istinto, e andare a vivere in qualche paese del Nord Europa invece che in Brasile. Infatti secondo un recente Rapporto, i paesi più felici sono Danimarca, Finlandia, Norvegia e Olanda.

È stato appena pubblicato il World Happiness Report, il primo rapporto globale sulla felicità commissionato dalle Nazioni Unite e pubblicato dall'Earth Institute della Columbia University (USA). In questo Rapporto, che troverete QUI, per misurare la felicità hanno analizzato i risultati di quattro diversi studi (il Gallup World Poll, la World Values Survey, la European Values Survey e la European Social Survey) che hanno interrogato campioni di abitanti di ogni nazione del mondo chiedendo di quantificare il loro livello di soddisfazione ponendo una semplice domanda: "Considerando i vari aspetti della tua vita in questo periodo, qual è il tuo globale livello di soddisfazione?". Tre le questioni fondamentali emerse.

Innanzitutto, anche se è presente una certa correlazione tra Pil e livelli di soddisfazione, non necessariamente ricchezza corrisponde a benessere, perché per quantificare la felicità bisogna valutare l’efficacia delle politiche sociali ed economiche sulla qualità della vita. «Entrate più alte non migliorano necessariamente il benessere generale di un paese» scrive nell'introduzione al rapporto Jeffrey D. Sachs, direttore dell'Earth Institute «negli Stati Uniti, per esempio, il reddito pro capite è triplicato dal 1960, mentre gli indicatori della felicità media sono rimasti essenzialmente invariati». La seconda sorpresa è che i Paesi più felici sono, come nel caso della Danimarca, anche quelli con il più alto tasso di suicidi. Sembrerebbe un controsenso: in realtà il fenomeno si spiega ipotizzando che le persone più insoddisfatte si sentano sole e depresse laddove il resto della popolazione si dichiara felice. Terzo punto, alla base della felicità c’è una buona rete sociale: infatti, nonostante la disuguaglianza nella distribuzione del benessere economico, tipica dei Paesi “felici”, il 95% delle persone vive più sereno per la consapevolezza di poter contare nei momenti difficili su qualcuno.

Il raggiungimento di un livello di felicità soddisfacente dovrebbe essere, secondo i redattori del rapporto, una delle linee guide della politica di ciascuno stato. Qualcuno ha già raccolto la sfida: l'indicatore di sviluppo e dello standard di vita utilizzato dal Bhutan, un piccolo stato montuoso dell'Asia localizzato nella catena himalayana, non è più il PIL ma la Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness - GNH). Il reddito annuale pro capite, uno dei più bassi di tutta l'Asia, non è il parametro con cui questo paese valuta la propria crescita, che si basa invece su un'economia più giusta fondata sui principi del buddismo, sul rispetto per l'ambiente e - almeno nelle dichiarazioni di intenti - sul buon governo. Una svolta coraggiosa che potrebbe contagiare anche altre nazioni nel mondo: da qualche anno l'ONU guarda a questo stato come a un modello di sviluppo più sostenibile.

Per i 130 Paesi di cui si dispone di dati, la felicità (misurata in base alle valutazioni dei cittadini) sembrerebbe migliorata negli ultimi tempi in 60 Nazioni e peggiorata in 41. Migliorano complessivamente i livelli di felicità nell'Africa sub -sahariana e in America Latina, mentre peggiora nettamente la qualità della vita nei Paesi più industrializzati. Come del resto ci siamo già tutti accorti e come ora certifica anche il Prof. John Helliwell della University of British Columbia, riguardo alla felicità "il maggiore declino riguarda i Paesi in cui più dura è stata la crisi economica europea: Grecia, Italia, Spagna e Portogallo". 

Una sorte simile è toccata ai Paesi della Primavera Araba, i quali hanno visto peggiorare drammaticamente la loro condizione. (In una scala da 1 a 10 - dove 10 è il massimo della felicità - l'Egitto ha, ad esempio, ottenuto un punteggio di 4,3 nel 2012, contro il 5,4 nel 2007).

I Paesi primi classificati sono tutti Paesi europei. Nell'ordine: Danimarca, Norvegia, Svizzera, Paesi Bassi, Svezia. Nel continente americano il Paese più felice è il Canada, che si colloca al 6° posto nella classifica mondiale. Il Paese meno felice del mondo è il Togo, preceduto di poco da Rwanda, Burundi, Repubblica Centrale Africana e Benin.

Per avere un'idea, l'Italia si colloca al 28° posto, il Brasile al 25°, stranamente dopo la Spagna (22°) che con la crisi che ha avuto è uno dei paesi con il più elevato tasso di disoccupazione in Europa.
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lunedì 9 settembre 2013


Oggi, mentre leggevo le notizie sul Corriere della Sera, ho trovato una notizia che mi ha rallegrato un poco: il governo italiano ha approvato il cosiddetto "pacchetto-scuola". Quattrocento milioni di investimenti, nuove assunzioni, borse di studio, ecc.

Aldilà della buona notizia (investire in istruzione ed educazione è forse il miglior sistema per ottenere una nazione e un popolo civile), il mio lato cinico mi fa dire che come sempre sono belle parole, ma vedremo poi i fatti come saranno. A mio modesto avviso la scuola pubblica italiana è a un livello accettabile, però manca di modernità. La considero "vecchia", sia come strutture che come metodo d'insegnamento, e penso che si possa migliorare, magari prendendo come esempio altri paesi, come la Svezia o la Finlandia, dove sembra che le scuole abbiano un sistema diverso e migliore del nostro. Ma in ogni caso penso che alla Scuola italiana una sufficienza gliela possiamo dare.

Quindi come ho detto, ero quasi contento di aver letto questa notizia, quando qualche riga più sotto, sempre nel Corriere, un altro articolo mi lascia senza parole.

È in corso un dibattito, e spero che rimanga tale, sulla reale utilità della bocciatura degli studenti. Secondo il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, «La bocciatura? È utile soltanto in casi rari», perché «quando si entra in una scuola, si entra per uscirne vincitori con il diploma». Quindi c'è in ballo la possibilità di veder abolita la bocciatura e far passare automaticamente lo studente per tutti gli anni scolastici fino ai 16 anni. 

Da quanto si legge nell'articolo, paesi più "avanzati" di noi (e a quanto pare con una scuola migliore) utilizzano questo sistema da sempre, o quasi, e sembra che funzioni. Ma in Italia sarà lo stesso? Forse funzionerà per uno studente finlandese, che ha idee, cultura e modi di vita diversi dal nostro, ma a un ragazzino tipico della Scuola Media italiana, se gli dici che in ogni caso passerà l'anno, pur non studiando,  pensate che avrà voglia d'impegnarsi e di mettersi a studiare? Io sinceramente ho i miei dubbi.

Io ho finito la scuola precisamente 38 anni fa, quindi di cose probabilmente ne saranno cambiate da allora. O forse gli studenti di oggi sono diversi di quelli dei miei tempi, però non credo che questo sia un modo adeguato per progredire e migliorare il nostro sistema scolastico. E ne ho la prova vivendo in Brasile. Anche qui vige la Legge "mai bocciare" e i risultati li vedo tutti i giorni.

Ne avevo già parlato in passato, ma penso che sia meglio dare una rinfrescata. Nel 1996 lo Stato di São Paulo promulgò una legge conosciuta poi come "progressão continuada" o "aprovação automática". Questa legge, varata da sociologi, insegnati e studiosi dice che non si deve MAI bocciare un alunno che frequenta la scuola dell’obbligo, anche se non studia e non sa niente, e si basa sull'idea che gli studenti, non essendo mai bocciati, migliorino l'apprendimento.

Torno a dire, come in passato, che non sono uno sociologo, ma non riesco a capire come questo metodo migliori l'apprendimento. Io vedo ragazzi di 14 o 15 anni che, solo per fare un esempio, hanno una nozione penosa in geografia o in portoghese. Aldilà di alcuni Stati dell'America Latina, conoscono molto poco il resto del mondo. In portoghese poi meglio sorvolare. Siccome qui tutti usano una "giria" da far venire la pelle d'oca, se provate a chiedere a un qualunque studente la coniugazione di un verbo difficilmente vi saprà rispondere in modo corretto. Ma in compenso conoscono a memoria tutte le canzoni di Jorge e Mateus.

Quindi essere a conoscenza di questa situazione e leggere su un giornale italiano che anche l'Italia vuole approvare quest sistema, mi ha fatto esclamare un "Oh m..da!" dal profondo del cuore. Io spero che l'Italia non si faccia influenzare da certe idee e che si, prenda esempio dagli altri Stati europei per migliorare la propria situazione, ma che invece di importare tale sistema, dalla Finlandia potrebbe far venire Babbo Natale e le sue numerose renne, certamente più utili di quest'idea balorda.
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domenica 1 settembre 2013


Video simpatico su alcune delle migliori caratteristiche dell'Italia. Peccato che siano quasi tutte legate al cibo, ma per il momento accontentiamoci.

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