Adbox

lunedì 29 luglio 2013


È stato pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2013 dell'ONU. Per quanto riguarda il Brasile, è stato creato rapporto più dettagliato dove si possono confrontare gli indici delle varie città brasiliane (QUI il link). Come hanno fatto notare alcuni giornali locali, la città brasiliana con il più alto valore di IDH è São Caetano do Sul, sorpassando città più grandi e famose come Florianópolis, Curitiba o Natal.

Secondo questo rapporto le città col maggior valore di IDH si trovano nello Stato di São Paulo, seguite da quelle di Santa Catarina e Paraná. Il Nord-est come sempre si trova tra gli ultimi posti, con Meldaço, nel Pará. ma queste cose le si potevano immaginare anche senza questi dati.

Peccato però che se andiamo a vedere i numeri dell'intero paese il Brasile si trova nella 85° posizione nell'aspetto globale, confrontato con altri 186 paesi. Solo a titolo di curiosità l'Italia si trova al 25° posto. Certo è che a leggere questi dati verrebbe voglia di andare a vivere in Norvegia, o meglio ancora in Australia.






QUI trovate il rapporto completo.

Come leggere le tabelle:

L'Isu è a una misura sintetica per valutare il progresso a lungo termine in tre dimensioni fondamentali dello sviluppo umano: 

1) - Una vita lunga e sana. Come nel Rapporto 2011 HDR un'esistenza lunga e sana viene misurata dall'aspettativa di vita.
2) - Accesso alla conoscenza. Anni di frequenza scolastica previsti per bambini in età scolare, ovvero il numero totale di anni di scuola che un bambino nell'età prevista per iniziare gli studi può aspettarsi di ricevere se i modelli prevalenti per l'età di iscrizione rimangono gli stessi per tutta la vita del bambino.
3) - Uno standard di vita dignitoso. Lo standard di vita è misurato dal reddito nazionale lordo (Rnl) pro capite espresso in dollari al tasso costante del 2005 convertiti utilizzando la parità nel potere d'acquisto.

L'Isu è una misura media dei risultati fondamentali di sviluppo umano raggiunti da un Paese. Come tutte le medie, l'Isu nasconde disuguaglianze nella distribuzione dello sviluppo umano all'interno della popolazione nazionale. Il Rapporto 2010 ha introdotto l'"Isu corretto per la disuguaglianza" (I-Isu), che analizza la disuguaglianza in tutte e tre le dimensioni dell'Isu "correggendo" il valore medio di ciascuna  dimensione in conformità con i suoi livelli di disuguaglianza. L'Isu può essere visto come un indice di sviluppo umano "potenziale" e l'I-Isu come un indice dello sviluppo umano effettivo. Il "calo" nello sviluppo umano potenziale dovuto alla disuguaglianza è dato dalla differenza tra l'Isu e l'I-Isu, e può essere espresso come una percentuale.

L'Indice di disuguaglianza di genere (Idg) riflette le disuguaglianze fondate sul genere in tre dimensioni - salute riproduttiva, empowerment, e attività economica. La salute riproduttiva viene misurata dai tassi di mortalità materna e di fertilità degli adolescenti; l'empowerment è misurato dalla percentuale di seggi parlamentari detenuti da ciascun genere e dal conseguimento di un'istruzione secondaria o superiore da parte di ciascun genere; l'attività economica viene misurata dal tasso di partecipazione al mercato del lavoro per ciascun genere. L'Idg sostituisce i precedenti Indice di sviluppo relativo al genere e Indice di empowerment di genere. L'Idg mostra il calo nello sviluppo umano causato dalla disuguaglianza nei risultati di donne e uomini nelle tre dimensioni. 

Il Rapporto 2010 ha introdotto l'Indice multidimensionale di povertà (Imp), che identifica le privazioni multiple in una stessa famiglia in termini di istruzione, salute e standard di vita. Le dimensioni istruzione e salute sono basate su due indicatori ciascuna, mentre la dimensione dello standard di vita è basata su sei indicatori. Tutti gli indicatori necessari per costruire L'Imp di una famiglia vengono ricavati dalla medesima indagine. Gli indicatori vengono ponderati, e i punteggi di privazione vengono calcolati per ogni famiglia oggetto dell'indagine. Una riduzione del 33,3%, ovvero un terzo degli indicatori ponderati, viene utilizzata per distinguere tra poveri e non poveri. Se il punteggio di privazione familiare è del 33,3% o maggiore, quella famiglia (e ognuno al suo interno) è multidimensionalmente povera. Famiglie con un punteggio di privazione superiore o pari al 20% ma inferiore al 33,3% sono vulnerabili a o a rischio di diventare multidimensionalmente povere. L'Imp non viene calcolato per l'Italia e per le altre nazioni sviluppate.
Continue reading

domenica 28 luglio 2013


Questa sera alle 19.00 ora locale Papa Bergoglio é tornato in Vaticano con un volo dell'Alitalia. Durante questi cinque giorni della Giornata Mondiale della Gioventù il Santo Padre è stato accolto da una moltitudine di fedeli, e se dovessimo fare un bilancio di quest'evento il risultato non potrebbe essere che positivo. Ci sono state delle lacune ma alla fine tutto si è svolto in modo appropriato.

Una nota negativa possiamo darla alla mancanza di sicurezza nel giorno di arrivo del Papa. Durante il tragitto dall'aeroporto Galeão alla cattedrale di Rio l'auto con a bordo il Pontefice si è fermata più volte a causa dei numerosi pellegrini e del traffico caotico della città. Inoltre alcuni fedeli  si sono accostati alla macchina per salutare o ricevere una benedizione dal Pontefice stesso. È vero che è stata una scelta del Papa di non usare vetri blindati o un'auto speciale, però se invece di qualche dimostrante religioso fosse stato qualche attivista con idee radicali, il risultato sarebbe stato a dir poco terribile. Per fortuna non è successo niente di tutto questo, però un po' più di attenzione forse sarebbe stata necessaria.

Altro punto sfavorevole è stata la scelta del luogo dell'evento. Avrebbe dovuto essere a Guaratiba, un quartiere di Rio de Janeiro, dove la prefettura aveva montato una struttura proprio per questo evento. Ma le piogge abbondanti avvenute in questi giorni hanno ridotto quel posto in un mare di fango impraticabile. Trovo strano (ma forse non tanto) che nessuno abbia pensato alle possibili piogge ed eventuali problemi che avrebbero recato. Non è la prima volta che succede questo. Già nel dicembre dell'anno scorso un concerto di Andrea Bocelli é finito nelle stesse condizioni, e mi meraviglio (ma non tanto) che nessuno in questo paese sappia valutare le tipiche condizioni meteorologiche stagionali. Ora sembra che l'area di Guaratiba destinata a contenere la Giornata della Gioventù venga destinata per creare un quartiere popolare. È vero che in questo caso è stata la Chiesa a pagare, quindi piuttosto che perdere dei soldi ben venga qualche proposta degna di nota, ma se hanno visto che quell'area non è indicata per eventi, non capisco come possa andare bene per costruire case e farci abitare delle persone.



In ogni caso, data l'impraticabilità di Guaratiba, la messa domenicale e gli eventi principali si sono svolti a Copacabana. Dal mio punto di vista questo si è dimostrato un bene, perché non credo che "campo da fé" a Guaratiba avrebbe potuto contenere tutte quelle persone. Secondo i dati divulgati dalla Prefettura di Rio e dal Vaticano alla giornata di oggi, domenica, hanno partecipato circa tre milioni e mezzo di persone. È un numero enorme e vedere la spiaggia di Copacaba cosi gremita di persone era qualcosa di veramente impressionante. L'unica nota di demerito è stata la fila e il tempo voluto per utilizzare i bagni chimici. Per fortuna alcuni condomini o attività commerciali hanno aperto i bagni ai vari pellegrini, anche se molti si sono rifiutati di aiutarli.

Certo è che organizzare un evento per milioni di persone non è facile per nessuno, e non credo che se questo fosse successo in un altro paese le cose sarebbero andate meglio. I numeri di questa manifestazioni sono enormi: più di 3 milioni di partecipanti di 175 paesi del mondo, 250 vescovi di nazionalità diverse, 6.100 giornalisti, per la maggioranza brasiliani e dell'America Latina. Considerando queste cifre torno a dire che il bilancio di Rio è senz'altro positivo.

Io non sono un cattolico praticante, e non ho seguito l'evento trasmesso quotidianamente dalle televisioni locali, ma alcune cose mi sono piaciute di questo Papa, che già dall'inizio si è dimostrato umile e semplice come un Padre della Chiesa dovrebbe essere.

Mi è piaciuto quando ha detto ai giovani "Fate casino, disturbate". 
Mi è piaciuto il fatto di non voler andar a Brasilia e aver a che fare con i vari politici brasiliani, Dilma compresa.
Mi è piaciuto il rapporto avuto con le persone venute a sentirlo e vederlo, a questa necessità di un contatto vero e sincero, quasi fisico, con tutti i suoi fedeli.
E mi è piaciuto il fatto che non ci siano state manifestazioni violente in questi giorni come molte persone, io compreso, immaginavano.

Ora la prossima Giornata della Gioventù avvera a Cracovia, in Polonia, patria di un altro Papa molto amato, Giovanni Paolo II, nel 2016. Avremo modo di vedere cosa porterà quell'evento e cosa succederà.


Continue reading

venerdì 26 luglio 2013


Il Chicago Sun Times, un quotidiano di Chicago, ha pubblicato un articolo intitolando "We lost to this?", che tradotto diventa "Abbiamo perso per questo?", riferendosi alla scelta del COI di fare le Olimpiadi a Rio de Janeiro e le proteste di questi tempi. L'autore di tale articolo, Neil Steinberg, ha scritto una specie di "lettera" destinata al Comitato Olimpico Internazionale, chiedendo se non si sono pentiti di aver scelto Rio invece di Chicago. Lui riconosce che Chicago ha tanti problemi, ma di sicuro non ci sarebbero molotov e poliziotti lanciando gas lacrimogeno.

Sinceramente queste affermazioni mi sanno un po' di invidia e penso che le Olimpiadi in Brasile non saranno un problema in fatto di sicurezza, ma certamente in fatto di strutture inadeguate e sperpero di denaro pubblico. Il Brasile non é pronto per ricevere manifestazioni così grandi e importanti, e lo si é visto durante la Copa das Confederações e anche in parte durante la visita del Papa. Ma lo si vede tutti i giorni nei metrò di São Paulo e nelle varie rodoviarias. Certo é che le Olimpiadi porteranno in questo paese migliaia di turisti, e il Brasile dovrà darsi molto da fare per non fare una pessima figura agli occhi del mondo.

‘Perdemos para isso?’, pergunta jornal de Chicago sobre escolha do Rio para sediar Olimpíadas

  • Colunista do ‘Sun-Times’ questiona se, com os protestos, COI não estaria arrependido de dar Olimpíadas ao Rio




RIO - “Perdemos para isso?” era a manchete desta quarta-feira do jornal americano "Chicago Sun-Times", em letras garrafais sobre uma foto dos protestos no Leblon no último dia 17. Chicago também disputou, em 2009, as Olimpíadas de 2016, que o Comitê Olímpico Internacional (COI) decidiu entregar ao Rio. Lá dentro, o título é “Hora de um arrependimento olímpico”. Neil Steinberg, colunista do jornal, faz uma “carta” ao COI perguntando se este já se arrependeu da decisão de realizar as Olimpíadas no Rio. Isso porque, lembra, a entidade poderia estar agora preparando os Jogos em Chicago.

Steinberg reconhece que Chicago tem seus problemas. “Ruas de alguns bairros varridas por tiroteios todos os fins de semana. Aposentadorias prestes a quebrar o governo local. Professores demitidos aos milhares.” Ele diz ainda que, se Chicago tivesse levado as Olimpíadas, haveria muitas reclamações sobre “sediar uma megafesta para a elite do esporte mundial”.

Mas, ressalta o colunista do “Sun-Times”, não haveria coquetéis molotov nem policiais militares disparando bombas de gás lacrimogêneo e balas de borracha. “Aposto que nossa população não iria se sublevar contra as Olimpíadas como está ocorrendo no Brasil, que também está aborrecido com o fato de sediar a Copa do Mundo em 2014.”

Steinberg acrescenta que Chicago foi uma das cidades-sede da Copa de 1994, sem percalços. “Nossa cidade sabe como fazer isso”. Mas ressalta que faltam três anos para os Jogos e que os protestos podem acabar. “Torcemos para que seja assim”.

Ele diz não ter mágoa com o COI, mas duvida que Chicago queira “passar por tudo de novo para conseguir suas Olimpíadas bobas”. “Agora podemos sentar e ver o Brasil tentar administrar os Jogos, o que pode ser mais divertido que sediá-los.” E conclui: “Vocês podiam ter o ouro, mas se contentaram com o bronze.”




Continue reading

giovedì 25 luglio 2013


In questo periodo l'argomento principale non é la politica e nemmeno il Papa, ma il freddo. Gli Stati del Sud fanno a gare a chi riceve temperature piú basse e nei vari giornali si leggono titoloni come "São Paulo registra o dia mais frio em 52 anos!". Ma fa veramente cosí freddo?

Diciamo che caldo non fa, colpa soprattutto di queste case brasiliane fatte con la carta velina. Ma le temperature non sono poi così fredde come dicono. Torno a dire: la sensazione di freddo si sente, ma per esempio, nel titolo di São Paulo citato prima, la temperatura era di 8,7° durante il giorno e 4° di notte. Poco, non c'é che dire, ma, tanto per fare un esempio, quest'inverno a Novara, in Piemonte, si sono registrate temperature di -13°. D'accordo, siamo in un paese tropicale, quindi se la temperature scende sotto i 20° la gente qui comincia a gridare di freddo, però c'é una grande differenza tra un inverno brasiliano e uno europeo.

Inoltre, a mio avviso, i brasiliani non sanno gestire le basse temperature. Io non so voi altri, ma dato che non ho la macchina mi capita a volte di usufruire di un passaggio con qualche amico o parente. Bene, nessuno, e sottolineo nessuno, usa il riscaldamento in auto. Sono lì che muoiono di freddo ma nessuno si ricorda o sa che esiste una leva per far entrare aria calda nell'abitacolo. Anche chi ha il climatizzatore non sa che deve impostare una temperatura confortevole, tipo 22°, per poter viaggiare senza problemi stando al calduccio. Per i vestiti é uguale. Qui dove vivo la maggior parte delle persone vanno in giro con una felpa con cappuccio. Ogni tanto vedi qualcuno con una giacca un po' pesante o un giubbotto, ma in ogni caso sempre inadeguato per il clima di questi giorni. A Santa Caterina é facile trovare persone indossando giacche a vento di produzione cinese, quindi leggere e di pessima qualità, ma da quelle parti sono più abituati al freddo, quindi sanno come combatterlo, o quasi. Non ho mai visto nei negozi o indossato da qualcuno un vero e spesso maglione di lana, tipo quelli che si usano in Italia e mi domando come mai nessuno abbia mai avuto l'idea di importarli. Come sarebbero forse da importare le stufe a pellet, comuni nel nostro paese, ecologiche e relativamente economiche. Per non parlare poi delle classiche stufe catalitiche. In un paese dove ancora si usano le bombole di gas per cucinare, non vedo perché non possano esistere stufe del genere, che scaldano molto di più e costano di meno (in termini di bollette) di una stufetta elettrica. Ma questi sono alcuni dei tanti misteri di questo paese.

Una cosa che qui si sente molto parlare é la "geada". Alcuni la confondono con la neve, dato il manto bianco che ricopre i campi, ma in pratica non é nient'altro che brina, cioè quel sottile deposito di ghiaccio che si forma per brinamento (il passaggio dallo stato aeriforme allo stato solido di una sostanza, senza passare per lo stato liquido) del vapore acqueo che esiste nell'atmosfera. Più di una volta mi hanno detto "Tu non idea di cosa sia la geada... non sai il freddo che fa... ecc). Io non conosco la geada, cioè la brina? Ma ragazzi, avrei voglia di rispondere, sapete da dove vengo? Quando ero in Italia e per lavoro dovevo lavare i vetri di qualche negozio, molte volte in inverno dovevo lasciar perdere perché si formava una patina di ghiaccio sulla superficie. Quando sono partito per venire in Brasile l'aeroporto della Malpensa (Milano) era praticamente chiuso e gli aerei non potevano decollare per tanta neve che c'era. E voi mi chiedete se non ho mai visto un campo con brina?

Ma la cosa più "engraçada" qui in Brasile é la neve. È un episodio talmente raro che quando succede diviene notizia di prima pagina e si organizzano escursioni nel Sud del paese per vedere tale fenomeno. Il fatto é che la neve qui é diversa da quella che io conosco. Aspettate, prima di caricarmi di insulti voglio spiegare questo.  È chiaro che la neve é uguale in Italia come in Brasile, ma quello che i brasiliani chiamano di "nevicata" per me é solo una spolverata di farina. Faccio un esempio:

Questo per me é una nevicata in città:

questa é una nevicata per un brasiliano:

questa per me é una nevicata in motagna:

questa per un brasiliano:

Notate la differenza? È chiaro che in ogni caso sempre neve si tratta, ma a mio parere sono due situazioni completamente diverse, e non solo per il tipo di localizzazione, ma per un semplice concetto di "dare a Cesare quello che é di Cesare": non basta vedere qualche fiocco cadere per dire che nevica. Per avere un'idea di quello che voglio dire, guardate questi due video: il primo é di una NEVICATA in Italia, il secondo é di un servizio girato qualche anno fa a Santa Caterina.




Continue reading


Vaticano critica oportunismo de Dilma e quer distância das armadilhas políticas da presidente

Plano frustrado – Na tentativa desesperada de escapar da crise que chacoalha o governo, a presidente Dilma Rousseff acrescentou mais uma derrota política ao seu currículo. Aproveitando a visita do papa Franciscopara distrair a opinião pública, Dilma abusou do oportunismo ao pedir ao religioso apoio da Igreja Católica para projetos internacionais de combate à fome.
Trata-se de uma estratégia velha e conhecida, muito utilizada pelo então presidente Lula, agora um bem sucedido lobista de empreiteiras, para minimizar os efeitos colaterais dos escândalos de corrupção que marcaram seus dois governos.
A cúpula do Vaticano já descartou a possibilidade de aceitar o pedido da presidente, assim como não quer ver a Igreja Católica sendo utilizada como massa de manobra por um governo que está debaixo de sérias acusações e enfrenta uma incontestável crise de credibilidade.
A necessidade de colar sua imagem à popularidade crescente do papa Francisco levou Dilma a um ato impensado. A presidente enviou ao Vaticano uma carta em que pediu para que o papa transformasse sua vinda ao Brasil em viagem de chefe de Estado, o que, de acordo com o protocolo, o obrigaria a fazer escala em Brasília. Conhecedor das muitas artimanhas que impulsionam a política, o papa descartou de pronto o pedido de Dilma.
O papa Francisco está no Brasil como chefe da Igreja Católica e com o objetivo específico de participar da Jornada Mundial da Juventude, não para encontros políticos. Além disso, Jorge Mario Bergoglio, por sua trajetória, dificilmente se submeteria a uma armação partidária.
O viés meramente religioso da viagem papal ficou claro no posicionamento do pontífice, que não quer a presença de políticos durante a visita à favela Varginha, no Rio de Janeiro. “O contato é com o povo, e justamente com o povo mais esquecido pelos governantes”, declarou um representante do Vaticano ao jornal “O Estado de S. Paulo”.
Fonte: Ucho.info

Dilma cumprimenta autoridades eclesiásticas como se fossem velhos amigos

Sem noção – Jorge Mario Bergoglio, o papa Francisco, está no Brasil para participar da 28ª Jornada Mundial da Juventude, não como chefe do Estado do Vaticano. Apesar desse detalhe é comum que o chefe do governo do país visitado sempre receba o sumo pontífice, mesmo que a visita não seja oficial. Foi o que fez a presidente Dilma Rousseff e outros tantos políticos, que marcaram presença na Base Aérea do Galeão, no Rio de Janeiro.
Comprovando mais uma vez que é carente de competência para ocupar cargo tão importante quanto o de presidente, a neopetista Dilma Rousseff abusou da informalidade ao cumprimentar autoridades eclesiásticas que estavam à espera do papa. Após deixar o avião presidencial, Dilma dirigiu-se ao local onde estavam as autoridades políticas e eclesiásticas, cumprimentado uma a uma.
Ao se deparar com o arcebispo do Rio de Janeiro, Dilma ignorou o protocolo e beijou dom Orani João Tempesta no rosto, como se o religioso fosse seu velho conhecido. Não contente, a presidente cumprimentou outro religioso, chacoalhando seu braço como se cumprimentasse o borracheiro da esquina mais próxima. A cena se repetiu com o papa Francisco, tão logo o chefe da Igreja Católica chegou ao pé da escada do avião que lhe trouxe da Itália. É fato que o papa Francisco dispensa formalidades, mas não cabe à presidente a prerrogativa de atropelar o protocolo.
O contribuinte brasileiro torra parte do seu suado dinheiro para manter uma equipe palaciana responsável pelo cerimonial, mas Dilma Rousseff prefere ignorar a liturgia do cargo, para o qual foi eleita por alguém cujo pífio legado a presidente tem dado continuidade. Quando o Brasil é alvo de chacotas nos bastidores do cenário internacional, os integrantes do governo se revoltam sem razão.
Fonte: Ucho.info
Continue reading

giovedì 18 luglio 2013

Ma porca put*#&%?!!!
Poi se faccio critiche a questo paese ricevo solo insulti, ma come si fa a stare zitti leggendo queste notizie? 

Una atleta di Triathlon, mentre si stava allenando con la sua bicicletta a Campinas (SP) é stata abbordata da due uomini che, dopo averla fatta cadere di proposito, le hanno rubato la bicicletta del valore di circa 10 mila R$. Il bello è che poi, ignoranti come sono, venderanno questa bici per due soldi al mercato clandestino. Per l'amor di Dio, a parte qualche escoriazione e lo spavento nessuno si è fatto male, e considerando quello che avviene qui quando ti rapinano è quasi un miracolo, però uno non può neanche andare in giro in bicicletta per paura di venire assaltato! Ma basta cazzo! Già devi vivere in case che sembrano prigioni, già devi uscire in macchina coi finestrini oscurati e sempre chiusi per paura che ti succeda qualcosa, già non puoi passeggiare per il centro con un orologio decente o una catenina d'oro e devi stare attento quando usi il cellulare. Ora non puoi nemmeno andare a fare un giro in bicicletta! Ma che palle!



Triatleta é roubada durante treino em Campinas e perde bike de R$ 10 mil

Vítima foi abordada por dois homens na madrugada desta quinta-feira. Ela treinava por volta das 4h30, no entorno da Lagoa do Taquaral


A triatleta Cintia Tobar teve a bicicleta avaliada em R$ 10 mil roubada na madrugada desta quinta-feira, em Campinas, quando treinava no entorno da Lagoa do Taquaral. A vítima foi assaltada às 4h30 por dois homens, que fizeram-na entregar o equipamento após ameaças. Ela sofreu ferimentos leves nos braços após ser jogada ao chão pelos suspeitos, que fugiram em um carro preto.

A vítima de 26 anos, que trabalha na área de relações públicas, diz que o crime ocorreu quando ela iria finalizar a primeira volta do percurso feito ao lado da Praça Arautos da Paz. O veículo, segundo Cintia, chegou a mudar o percurso para seguí-la e roubar o equipamento.

- Eles me derrubaram em frente ao local onde acontecem as largadas das corridas de rua. Quando vi que iriam me roubar, tentei subir de volta, mas não deu tempo. O passageiro desceu e puxou a bike... Ainda tentei puxar de volta. Na segunda vez, esse cara falou para o outro descer com a arma, lembrou Cintia.

O caso foi registrado no 4º Distrito Policial, mas ninguém foi preso até o momento. Com duas provas de triatlo previstas para o mês de agosto em Itirapina, na região de São Carlos, ela entrou em contato com lojas que comercializam bicicletas na região de Campinas para tentar recuperar o equipamento adquirido em março de 2012. Cíntia já participou quatro vezes do Ironman, maior evento da modalidade no mundo.
Prejuízo e insegurança

A vítima, que mora Jardim Flamboyant e treinava na Lagoa há quatro anos, conta que sempre preferiu treinar no início da manhã, por causa do horário de trabalho e fluxo de veículos na região.

- Passei em algumas e deixei panfleto, outras estou ligando. Espero recuperar a bicicleta, porque ela tem medidas específicas e possui uma cor chamativa. Caso contrário, terei de emprestar com alguma amiga - explicou Cintia.

Após o crime, a vítima disse que planeja treinar em outros locais da região.

- Uma vez por semana vou até o velódromo de Americana. Campinas não tem mais nenhum lugar seguro para os atletas treinarem com tranquilidade", criticou a triatleta.

Fonte: Globo
Continue reading


Sinceramente non so cosa pensare di questa affermazione data dal presidente della Fifa. Mi sa un poco di ipocrisia, dopo tutti i soldi che hanno ricevuto per la Copa das Confederções e, prossimamente, per la Coppa del Mondo. Quando lui dice "a realização da Copa do Mundo não deveria ser perturbada no próximo ano." in pratica, a mio parere, sta solo dicendo "Non importa quello che succede in Brasile, l importante è che non rompiate le palle alla Fifa". Evidentemente anche lui si è spaventato per le manifestazioni successe tempo fa e non sperava o cedeva che ciò potesse accadere. Ma è successo e penso che continuerà ancora per molto tempo. 

O presidente da Fifa, Joseph Blatter, afirmou em entrevista à agência DPA nesta quarta-feira que o Brasil pode ter sido uma escolha errada para ser sede da Copa do Mundo de 2014 por conta dos recentes protestos contra a realização do torneio durante a Copa das Confederações, no mês passado. 
O dirigente disse à agência alemã que "se acontecer novamente, nós teremos que questionar se tomamos uma decisão errada ao escolher o país como sede" e que a Fifa não tem nada para aprender com os protestos, mas sim os políticos brasileiros.
"Nós não temos nada que aprender com os protestos, mas os políticos do Brasil sim", analisou Blatter, que entende que "a Fifa não pode ser responsabilizada" pela desigualdade social no Brasil. 
As declarações foram dadas em um congresso sobre esporte, mídia e economia organizado por Franz Beckenbauer na Áustria e o dirigente afirmou que retomará o assunto em encontro com a presidente Dilma Rousseff em setembro.  
Milhares de pessoas tomaram as ruas durante a realização dos jogos da Copa das Confederações para questionar os gastos governamentais para a construção de estádios e criticar a falta de investimento em outras áreas, principalmente saúde e educação.
Cidades como Belo Horizonte, Fortaleza, Salvador e Rio de Janeiro foram os principais palcos das manifestações, que muitas vezes acabavam em atos de vandalismo e conflitos entre ativistas e policiais. A rotina dos membros da organização da Copa das Confederações chegou a ser alterada por conta dos acontecimentos.
Brasília, palco apenas do jogo de abertura da competição entre Brasil e Japão, também recebeu um violento protesto.
"Creio que esses protestos foram sinais de alerta para o governo, o Senado e a Câmara. Devem trabalhar para que isto não volte a acontecer. Ainda que haja protestos, se forem pacíficos, é parte da democracia e têm de ser aceitos. Estamos convencidos de que o governo e, especialmente a presidente, encontrarão as palavras e ações para evitar. Há ainda um ano", avisou.
A entidade que organiza a Copa do Mundo já demonstrou seu descontentamento com os protestos logo após o fim da Copa das Confederações. Blatter disse que "a realização da Copa do Mundo não deveria ser perturbada no próximo ano." 
"Não foi uma reunião política, mas sim enfatizamos o tema da instabilidade social que houve durante toda a Copa das Confederações. O governo já sabe que não deve haver novos distúrbios no Mundial do próximo ano", disse. 

Fonte UOL
Continue reading

mercoledì 17 luglio 2013


Spero che mia moglie non legga questo, altrimenti rischio di dormire sul divano per un po' di tempo. In ogni caso, come tutte le statistiche, questi dati sono da prendere per scopi ludici, specialmente se fatta da un'emittente televisiva.

Recente pesquisa realizada com as assinantes do canal HBO em 56 países apontou as mulheres brasileiras como as mais infiéis do planeta. A pesquisa que avaliou os gêneros e temas cinematográficos mais apreciados pela audiência feminina incluía questões de natureza íntima e pessoal.

Os dados da pesquisa surpreendem por apresentarem a mulher brasileira mais livre de tabus e preconceitos. Veja os dados mais surpreendentes da pesquisa atentando para o fato que a pesquisa destaca exclusivamente o perfil das brasileiras:

Você já traiu seu marido?
Algumas vezes 37%
Uma única vez 8%
Só em pensamento 29%
Nunca, mas tive vontade 21%
Nunca, nem tive vontade 5%

Qual sua opinião sobre o nu frontal masculino no cinema ?
Instigante 96%
Constrangedor 3%
Indiferente 1%

Já se sentiu estimulada a se masturbar por causa de um filme?
Algumas vezes 72%
Uma única vez 17%
Nunca 5%
Não lembro 1%
Não me masturbo 5%

Quais cenas de sexo são mais excitantes?
Casal heterossexual 23%
Casal homossexual feminino 37%
Casal homossexual masculino 2%
Menage a trois 36%
Não acho excitantes cenas de sexo 2%

Pesquisa sobre infidelidade conjugal no mundo: Você já traiu seu marido?
Brasileiras 45%
Norte-americanas 39%
Mexicanas 38%
Espanholas 34%
Francesas 33%
Australianas 29%
Argentinas 27%
Japonesas 24%
Russas 18%
Canadenses 11%

Pelos dados da pesquisa as mulheres brasileiras são as mais liberadas e liberais. Pesquisa comprova mulheres brasileiras são as mais infiéis
Continue reading

martedì 16 luglio 2013


"Se vamos importar médicos cubanos, vamos trazer políticos da Suécia".

Questa è una frase che si sente spesso qui in Brasile. Ma io mi sono sempre chiesto: perché proprio dalla Svezia? Cos'hanno di speciale i politici svedesi che gli altri non hanno? Sono proprio così efficienti e onesti come dicono?

Allora ho cercato in rete qualche informazione e ho trovato questi video, dove si vedono  deputati svedesi fare una vita normale, senza lussi e privilegi che di solito questa classe  di "lavoratori" hanno (e non solo in Brasile).



Non contento, ho chiesto informazioni a chi vive in Svezia, così ho scritto ad alcuni blogger italiani che vivono in quel lontano paese. La maggior parte, da buoni italiani, non mi hanno cagat... scusate, risposto, ma altri invece si sono mostrati gentili e cortesi. Uno di questi è Daniele, del blog "Un italiano in Svezia", che scrive:

Alle prossime elezioni europee potrò decidere se votare come cittadino italiano o come svedese (votare in entrambi i modi è, giustamente, illegale). Ho deciso di votare da svedese, visto che non ho alcuna intenzione, al momento, di mandare un politico italiano a Strasburgo. Se poi i politici svedesi siano i migliori al mondo, questo non lo so e sarebbe un po’ superficiale dirlo dopo aver vissuto solo in due paesi. Un analisi recente ha riportato alcuni paesi del Nord Europa (la Svezia non era stata inclusa nell'analisi) come fra i meno corrotti al mondo. Mona Salin ha danneggiato gravemente la propria carriera politica per un fatto che, in Italia, sarebbe stato considerato una quisquilia. L’unica occasione in cui ho avuto direttamente a che fare un politico svedese è stata quando un parlamentare mi ha bussato alla porta di casa per lasciarmi il suo indirizzo email e numero di telefono… :-)

L'altra é Lil Evelin, del blog "Se solo fosse la Svezia":

Ciao Franco. 
Ti rispondo qui, in modo che anche gli altri possano leggere e magari partecipare alla discussione. Se vuoi, comunque, puoi contattarmi all'indirizzo email lil_eveline@yahoo.it.
Ora sono di nuovo in Italia e ho passato poco tempo in Svezia, ma se anche fossi rimasta lì, non credo che si possa capire molto della politica di un paese in pochi mesi. Mi servirebbero anni di esperienza, che non ho. Sulla destra c'è un elenco di blog di italiani in Svezia che spiegano la cultura e la situazione politica svedesi molto meglio di quanto io non possa fare.
Il mio punto di vista, molto limitato, è questo:
gli svedesi hanno una mentalità diversa dalla nostra. Molto diversa. Per qualcuno, me compresa, è un bene, per altri è una forzatura della natura umana. Chi è vissuto in paesi come l'Italia o il Brasile forse fatica a credere che possa davvero esistere un paese popolato solo da gente brava, buona e bella ed è portato a credere che gli svedesi siano uguali agli italiani, ma più repressi. In soldoni, ciò che mi sento sempre dire è "secondo te non esistono "berlusconi" in Svezia? Non ci sono persone corrotte, non ci sono delinquenti, non ci sono politici che pensano solo ai loro interessi? Siamo tutti uguali, tutti abbiamo un prezzo, evidentemente gli svedesi sono solo più bravi di noi a nasconderlo". Non so in Brasile, ma in Italia si fa molto spesso leva su discorsi del genere: fanno tutti schifo, sono tutti uguali, non c'è speranza di cambiamento e chi crede che la situazione possa migliorare è un illuso. Credo che sia un modo come un altro di tenere buona la popolazione e di bloccare sul nascere ogni tentativo di cambiamento, perché, se anche ci fosse una rivoluzione, cadremmo nelle mani di gente con nomi diversi, ma ugualmente disonesta.
Io ti posso assicurare che la differenza, invece, c'è. Non voglio, né posso dire che i politici svedesi sono tutti onesti, ma posso garantirti che c'è una enorme differenza nel modo di gestire la cosa pubblica. Che ci sia gente disonesta anche in Svezia e che i "cattivi" governino anche lì è chiaramente dimostrato dall'omicidio di Olof Palme. Però, nonostante tutto, la popolazione svedese vive bene e ha servizi che in Italia non possiamo nemmeno immaginare, le città sono pulite e curate, l'economia è gestita bene e la Svezia è uno dei paesi europei che ha risentito di meno della crisi. Questo dipende senza dubbio dal buon operato dei politici. Che ci siano persone corrotte è quasi naturale, ma non sono la maggioranza e non governano il paese facendo solo i loro interessi. Magari fanno *anche* i loro interessi, ma di sicuro fanno prima di tutto il loro lavoro e mandano avanti il paese in maniera decente. Cosa che, purtroppo, non si può dire dei deputati italiani.
Per quanto riguarda la vita che conducono i politici svedesi, è assolutamente vero che fanno una vita "normale". I loro stipendi sono alti, ma non hanno niente a che vedere con le cifre astronomiche che i nostri politici ci rubano ogni giorno. Qui http://en.wikipedia.org/wiki/Prime_Minister_of_Sweden puoi trovare informazioni sul salario del primo ministro svedese: 17.759 euro al mese, centesimo più, centesimo meno. 
Qui (http://uk.reuters.com/article/2009/05/17/uk-britain-politics-expenses-factbox-sb-idUKTRE54G0RQ20090517) puoi trovare un paragone tra gli stipendi dei parlamentari europei, ma non so a quando risalgono questi dati, né se sono davvero attendibili.
Non conosco tutti i paesi del mondo, non posso dirti se gli svedesi sono in assoluto i migliori, ma tutto sommato non sono niente male.
Ti lascio con un video divertente che può farti capire più o meno come ragionano in Svezia.
Buona serata
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=v8_7yPocGPg

Cosa dire? Immaginate vivere in un paese con il sistema politico svedese ma con le bellezze naturali, artistiche e tanto altro dell'Italia o del Brasile, insieme, perché no, alle qualitá e caraterristiche di questi due popoli. sarebbe quasi un Paradiso, vero?
Continue reading


Una notizia triste ma curiosa. A Caratinga, nello Stato di Minas Gerais, una mucca è caduta dal tetto di una casa sopra uno sventurato inquilino. Portato all'ospedale, è deceduto il giorno dopo ma non per le ferite riportate, ma per un'emorragia interna che, grande novità, i medici locali non hanno saputo diagnosticare.

Mucca sfonda tetto e gli cade sul letto 
Muore brasiliano di 45 anni

L'animale era scappato da una fattoria vicina. L'uomo
è morto per l'emorragia causata dalle ferite

Essere ucciso da una mucca che ti cade sul letto? Storia assurda, al limite dell’incredibile. Ma può succedere. Ed è successo. In Brasile un uomo di 45 anni, João Maria de Souza, è morto così. Un bovino pesante centinaia di chili gli è cascato addosso, dopo aver sfondato il tetto di casa sua, a Caratinga, nel sud est del Paese.
GAMBA ROTTA - La mucca era scappata da una fattoria vicina e scalando un terrapieno che nascondeva la casa era finita sul suo tetto. La disgrazia come sempre ha molte facce e la sfortuna non ha risparmiato nulla all'uomo che dormiva serenamente con sua moglie di fianco. Il tetto, un semplice ondulato di metallo, non ha retto il peso dell’animale che si è schiantato sul letto, dalla parte dell’uomo. La moglie e l’animale sono sopravvissuti, il 45enne brasiliano è stato ricoverato all’ospedale con una gamba fratturata. Ed è qui che la vicenda (che sembra ricordare la trama di un film argentino del 2011: «Cosa piove dal cielo?») assume aspetti grotteschi e allo stesso tempo tragici. João Maria de Souza non è infatti deceduto per le ferite riportate, ma per l’emorragia interna che i medici non gli hanno diagnosticato.
INDAGINE - La polizia ha già avviato un’indagine per evidenziare eventuali responsabilità. La madre ha denunciato la storia in TV e il fratello di João, Carlos Correa, intervistato dal quotidiano Hoje em Dia ha rimarcato le carenze del personale medico dell’ospedale : «A mio modo di vedere - ha detto - mio fratello non è morto per l’incidente ma per tutto il tempo che ha passato in ospedale in attesa delle cure necessarie».
Qui il LINK della notizia in Brasile.
Continue reading

lunedì 15 luglio 2013


Questa e-mail è stata inviata al blog Italians di Beppe Servegnini, del Corriere della Sera. A scriverla é stato Rossano Pecoraro, docente di Filosofia presso l´Università´ Federale dello Stato di Rio di Janeiro (UNIRIO).

Cari Italians, un mese dopo le prime manifestazioni di piazza, poco resta di quella “rivoluzione” brasiliana che era riuscita a lanciare segnali, inediti e concreti, di cambiamento. Svuotate e ormai prive di energie, senza nessun tipo di organizzazione post-proteste, divise fra dilettantismo politico e tentativi diretti da mediocri (più che cattivi) maestri – le masse di giovani che avevano occupato il Paese, dalle grandi metropoli alle città di provincia, sono ritornate in silenzio alla routine normalizzatrice delle reti sociali, che pure erano state decisive nell'organizzare la rabbia, ´entusiasmo e la rivolta delle scorse settimane. Non c´e´ bisogno di riprendere due tesi centrali del pensiero filosofico e politico contemporaneo – “il problema del dopo” e il “cosa fare?” – per capire quello che e´ accaduto. E´ sufficiente una rapida descrizione dello sciopero generale di giovedì 11 luglio, convocato dai sindacati (meglio tardi che mai, avranno pensato i dirigenti) e che avrebbe dovuto rilanciare la protesta e paralizzare il Brasile a una decina di giorni dall'arrivo a Rio di Papa Francesco per la “Giornata Mondiale della Gioventù´”. Dico avrebbe perché di fatto non e´ avvenuto nulla (o quasi): piazze vuote; cortei di qualche centinaio di persone che hanno bloccato una decina di autostrade e alcune strade di accesso ai porti; bancari e autisti di mezzi pubblici che hanno rivendicato aumenti salariali; proteste contro la privatizzazione di una della due banche federali o per una diversa assegnazione dei fondi pubblici provenienti dalle Royalty pagate dai produttori di petrolio (di cui il Brasile e´ ricco). Uno sciopero settoriale, insomma, di poche idee, poca gente e nessuna ambizione politico-sociale “rivoluzionaria”. Il governo “di sinistra” della presidente Rousseff, capitalisti, lobbisti e la famigerata arte di arrangiarsi brasiliana (il “jeitinho”), ringraziano.

Rossano Pecoraro
Continue reading

venerdì 12 luglio 2013


Non è certo una novità che molte manifestazioni politiche siano manipolate e non frutto di una reale protesta spontanea. E non si può certo dire che questo sia una prerogativa solo del Brasile. Facendo una semplice ricerca su Google si trovano tanti fatti equivalenti anche in Italia, C'è chi riceve 10 Euro per protestare, chi 20 e chi addirittura 100:




È per questo che dico: sì, le manifestazioni vanno bene, ma servono solo per far sapere al governo che le cose qui non vanno bene. Una volta dimostrato questo, bisogna agire diversamente e fare qualcosa di concreto per migliorare le cose. Bloccare alcune vie della città o, peggio ancora, distruggere elementi che abbiamo pagato coi nostri soldi, può servire per apparire in TV e sui giornali, ma non risolve i problemi che ha questo paese. Non sto dicendo affatto di lasciar perdere e di fermarsi. Anzi, spero che il "gigante" non si addormenti di nuovo, però ora che chi sta al Governo ha visto che il popolo brasiliano è cambiato (almeno così sembra) e che non accetta più i soprusi del passato, penso che sia ora di cambiare tattica. Quale? Non so, io non faccio politica, ma alla fine le persone si abituano a quello che succede, e queste manifestazioni tra poco non faranno più notizia, né in Brasile né all'estero.


'Manifestantes' ganham até R$ 70 para ir a ato sindical na Paulista

uma rua atrás do Masp, um grupo de 80 pessoas com camisetas da UGT (União Geral dos Trabalhadores) espera em fila a vez de preencher um papel. Trata-se do recibo de que ganharão R$ 70 por terem participado, vestidos como militantes, do ato de ontem na avenida Paulista.

Folha presenciou a entrega do recibo, que se deu por volta das 15h, quando a manifestação acabou.

Mulheres de 30 e 40 anos e rapazes com aparência de pós-adolescentes entregavam uma pulseira numerada que usaram na manifestação a um homem de agasalho, que perguntava o nome da pessoa, preenchia o recibo e o entregava aos presentes.

No documento, consta que o pagamento é uma ajuda de custo para alimentação e transporte. Na parte de cima do papel, há impressa a data e o nome da manifestação: "11 de julho - Dia de Luta".

Em duas ocasiões, pessoas que organizam o grupo abordaram a reportagem e pediram para que deixasse o local.

Na fila, as pessoas confirmaram que não tinham relação com sindicatos filiados à UGT e que foram ao ato apenas para receber os R$ 70. Com medo de represálias, não quiseram dar o nome.

A UGT é presidida por Ricardo Patah, sindicalista filiado ao PSD, partido do ex-prefeito Gilberto Kassab. Ele negou que a central tenha pago manifestantes.

A UGT não foi a única central a ter pessoas que receberam dinheiro. A Folha falou com um rapaz e uma mulher com camisa da CSB (Central dos Sindicatos Brasileiros):

Folha - A que sindicato você pertence?
Rapaz - Ixi... Qual o nosso sindicato mesmo [pergunta para a mulher ao lado]?
Mulher - Este aqui, olha: CSB [e aponta para a camisa que vestia].
Folha - Mas o CSB é uma central sindical. Qual o sindicato específico?
Mulher - O dos trabalhadores... [Não existe um sindicato que represente genericamente "trabalhadores".]

Depois, ela declarou que foi à Paulista por R$ 50.

Em seu site, o CSB elenca como afiliados, por exemplo, o sindicato dos trabalhadores de processamento de dados do Estado, entre outros.

O dirigente da entidade presente à passeata negou pagamento aos militantes.

Tanto os manifestantes da UGT quanto os da CSB ficavam, com bandeiras e balões, diante do caminhão em que foram feitos os discursos.

Ao final do ato, militantes de outras centrais sindicais rumaram para a Consolação. Instados a continuar por pessoas com bandeira do PCO (Partido da Causa Operária) --de ideologia comunista trotskista--, os militantes da CSB e da UGT se recusaram: queriam ir embora.

Fonte: Folha
Continue reading

mercoledì 3 luglio 2013


Di LUIZ FLÁVIO GOMES, jurista e coeditor del portale Atualidades do Direito

La presidente Dilma insiste con l'idea di fare un plebiscito prima della riforma politica. Io dico no al plebiscito, per diverse ragioni. 

Primo: perché prima riforma politica, che è sì urgente per cercare di ripulire la corruzione endemica nel potere politico e governamentale, che è in combutta con il grande potere economico e finanziario, c’è il miglioramento dei servizi pubblici (sanità, istruzione, giustizia, polizia, trasporto pubblico, ecc.). Quando abbiamo due priorità nella nostra vita e noi non possiamo fare entrambe le cose, dobbiamo fare le elezioni. L'obiettivo prioritario è quello di cambiare la qualità della vita di chi ha bisogno di servizi pubblici, perché è con loro che i poveri sono in contatto quotidiano (autobus affollato, trasporti cari, file negli ospedali, scuole di qualità scadente ecc.).

Secondo. Ho la sensazione che una parte della classe dirigente (governanti e politici) stanno, con il plebiscito, adottando la strategia di distrazione per manipolare la popolazione. Secondo la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l'attenzione del pubblico da questioni importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio [drammatizzazione della violenza] o inondazioni di continue distrazioni [intrattenimento] e informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare che il pubblico si interessi alle conoscenze essenziali, nel campo della scienza, dell'economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. "Mantenere l'attenzione del pubblico distratto, lontano dai veri problemi sociali, affascinato dalle questioni di nessuna reale importanza. Mantenere il pubblico occupato, senza tempo per pensare, di ritorno alla fattoria con gli altri animali "(citazione da “Armi silenziose per guerre tranquille" di Avram Noam Chomsky ).

Terzo: il plebiscito costa molto e non ha le condizioni che finisca in fretta. Prima della votazione, l'intero popolo deve essere informato dei loro termini, che saranno naturalmente complessi (voto proporzionale o voto distrettuale; voto distrettuale puro o misto; finanziamento pubblico o privato delle campagne; candidature singole o dittatura di partito, la riduzione dei parlamentari o no, coalizioni, coincidenza di elezioni, possibilità di richiamo (se abbiamo il potere di eleggere, dobbiamo anche avere il potere di deseleggere ecc.) Dobbiamo accelerare questa riforma politica, che dove entrare in vigore fino a 05/10/13 per valere nel 2014.

In quarto luogo, il plebiscito proposto, a questo punto, è tipico di chi non capisce nulla di ciò che sta accadendo alla nostra democrazia, che si sta trasformando da rappresentativa (parlamentari eletti che rappresentano i "nostri" interessi generali) a vigilante, utilizzando principalmente le reti sociali. Nella democrazia vigilante tutti gli atti di potere pubblico sono sorvegliate (atti del potere esecutivo, del potere legislativo, giudiziario, ecc.).

Quinto: pertanto, considerando la difficoltà di fare un plebiscito (che, peraltro, non sarà in grado di vincolare il legislatore, che detiene la penultima parola nella configurazione finale della riforma politica - l'ultima sarebbe stata del popolo in un referendum), migliore sarebbe che l'attuale Parlamento (anche se corrotto nella grande maggioranza) cominciasse la votazione di una riforma (tramite PEC), che andrà "sorvegliata" punto a punto (noi che paghiamo i loro stipendi, dobbiamo mettere i politici a lavorare, sotto la nostra supervisione). Nella democrazia vigilante tutto è attentamente monitorato. Presto, alla fine, ci manifesta ogni giorno su tutti i punti della riforma. Poi, alla fine, già al corrente di tutto, faremo o no il nostro referendum. Avanti Brasile!


  
Plebiscito: É uma consulta feita ao povo ANTES da criação de uma lei ou ato administrativo. Uma vez feito, delega-se ao Legislativo a formulação.

Referendo: É uma consulta feita ao povo DEPOIS da criação de uma lei ou ato administrativo. A população responde se aceita ou não determinada atitude tomada pelo Legislativo.

Traduzindo: No plebiscito, o povo assina um cheque em branco e entrega ao governo, que o preenche como convém. No referendo, o governo tem de preencher o cheque para que a população decida se assina ou não, de acordo com a sua conveniência.


Continue reading

lunedì 1 luglio 2013


Durante l'intervista collettiva, il tecnico della Selecão brasiliana si é arrabbiato per una domanda fatta da un giornalista inglese. Rconosco che Felipão non sia la persona piú indicata per parlare di politica. Il suo lavoro é di allenare la squadra brasiliana e lo sa fare molto bene. Peró questo atteggiamento tipico di molti brasiliani, in cui non si puó criticare il in nessun modo im paese verde-amarelo, mi dá un po' fastidio. Allora ho mandato un'email a Tariq Panja, il giornalista di Bloomber che ha posto una domanda legittima:

Bom dia Sr. Tariq Panja. Meu nome é Franco Terracciano, sou italiano, mas moro no Brasil há vários anos. Em alguns jornais brasileiros, lemos a notícia de que o treinador da seleção brasileira criticou uma sua pergunta durante a entrevista:

"Antes de falar mal do meu país, olhe para o seu", diz Felipão a inglês

Em um raro momento que perdeu o bom humor, no seu encontro com os jornalistas depois da conquista da Copa das Confederações, o técnico Luiz Felipe Scolari se irritou com a pergunta de um jornalista inglês e o criticou duramente: "Antes de falar mal do meu país, olhe para o seu".
Tariq Panja, da Bloomberg, questionou o técnico sobre o contraste entre a alegria dentro do Maracanã e os protestos fora do estádio, reprimidos pela polícia. "Um amigo comentou que havia policiais em número suficiente para invadir o Paraguai." De pronto, Felipão disse: "Não vou responder".
Mas emendou: "Aos ingleses, eu gostaria de perguntar: o que aconteceu lá antes dos Jogos Olímpicos?" A referência era às manifestações ocorridas em Londres por causa dos gastos com o evento.

http://copadomundo.uol.com.br/noticias/redacao/2013/06/30/antes-de-falar-mal-do-meu-pais-olhe-para-o-seu-diz-felipao-a-jornalista-ingles.htm#comentarios

Obviamente eu não posso saber o que realmente aconteceu durante a reunião com os jornalistas, nem mesmo o que foi a sua resposta a este respeito. Mas, se eu estivesse no lugar do senhor, eu teria dito isso:

“O meu país tem uma saúde pública que funciona, e não hospitais dignos de um círculo dantesco; o meu pais tem uma educação pública, entendida como escolas e ensino, que funciona e que sabe come ensinar aos seus filhos; tem uma violência que não tem números de assasinados dignos de uma guerra, como é o caso do Brasil; tem um sistema político que, apesar de escândalos e problemas como, eu acho, cada Nação tem, está um milhão de milhas de distância da corrupção que reina em seu país [Brasil]; tem um equilíbrio econômico, apesar da crise, onde as pessoas que trabalham não são tão desigual como é o caso aqui; temos estradas dignas desse nome, e não caminhos onde até mesmo uma cabra teria dificuldade para andar; temos os preços de produtos adequados para o resto do continente , e não tão exorbitante como é o caso aqui no Brasil. Você, senhor Scolari, que diz de olhar para o meu país antes de criticar o seu, o que tem, além de uma taça?”

Questa é la sua risposta:

Hi Franco,

Many thanks for your support and kind email. I didn't mean to offend with the question. It was merely an observation of what is happening in Brazil.

All the best

Tariq
Continue reading


Continue reading