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sabato 27 aprile 2013

Ma che paese è questo?


Due fatti di cronaca, due dei tanti che succedono in questo paese:

giovedì 25 u.s. una dentista di São Bernardo do Campo (São Paulo) viene bruciata viva da un gruppo di criminali che volevano derubarla. Fingendosi pazienti, entrano nello studio della dentista per rapinarla. Siccome questa povera donna non aveva soldi con sé diede la carta di credito della propria banca con la password. Mentre la tenevano prigioniera  uno dei criminali va in uno sportello automatico e preleva tutto quello che c'era sul conto: 30,00 R$, circa 11 euro. Insoddisfatti di questo bottino, versano dell'alcol sulla vittima e le danno fuoco, dopodiché fuggono in auto con un altro complice. Oggi la polizia ha arrestato tre di questi sospetti e uno di questi, come sempre succede, è un minore di 17 anni. Quando viene portato alla Delegacia questo giovane criminale (ma il termine è un po' riduttivo) ride senza vergogna o pentimento e fa gesti osceni ai giornalisti. Il perché ride è molto semplice: essendo minore sa benissimo che la pena che gli daranno sarà irrisoria. Al massimo potrà prendere tre anni in una casa di correzione, ma nel giro di pochissimo tempo lo vedremo di nuovo libero per commettere altri crimini come questo. Il sistema giudiziario di questo paese è un vero schifo! È il contrario di quello che dovrebbe essere: invece di difendere il cittadino fa di tutto per proteggere i criminali, piccoli o grandi che siano. Ma non è un motivo di vergogna questo?

Altra notizia, ma questa volta ridicola, è che sempre oggi  un gruppo di neonazisti brasiliani è stato fermato a Niteroi, nella regione metropolitana di Rio de Janeiro, per aver insultato, dandogli del "nordestino" e picchiato un... nordestino, colpevole di essere... nordestino e di ascoltare musica negra! Allora io dovrei pestare tutti quelli che ascoltano musica funk! Ma a parte questo, io mi chiedo: già un qualunque neonazista è un imbecille, di qualunque nazionalità egli sia, ma che un brasiliano si credi di una razza ariana e superiore questo proprio è assurdo! Ma come, questo è forse il paese con la più grande "mistura" di razze ed etnie, dove quasi tutti gli abitanti hanno qualche legame di sangue "impuro" con indios, italiani, tedeschi, russi o altro. Penso che non esista nessun brasiliano con sangue "verde/amarelo" al 100%, e questi poveri imbecilli si credono ariani? Loro, di Rio de Janeiro, si credono superiori a un nordestino? Ma mi stanno prendendo per il culo o cosa? Io non capisco più niente. E purtroppo questo è il paese in cui vivo.

Ora, a parte questi due piccoli esempi che ho fatto, senza voler offendere nessuno, ma che paese di merda è questo? Sta peggiorando ogni giorno di più  Ma ditemi la verità  voi che siete di questa nazione, non avete vergogna di dire che siete brasiliani? Quando andate all'estero e qualcuno vi chiede di dove siete, non vi viene voglia di dire, che so, che siete portoghesi o della Guinea? So benissimo che qui esistono molte persone buone e oneste, persone degne di questo nome di cui vale la pena lottare per migliorare la vita di tutti noi, ma quello che sta succedendo va al di fuori di ogni schema o pensiero. Ragazzi, vi giuro, c'e chi pensa che questo sia un paradiso felice dove ci sia abbondanza di lavoro, belle donne e noci di cocco, ma io vivo qui da anni, io che conosco la verità a volte mi vergogno di dire che abito in Brasile. Torno a dire, e credetemi, che amo questo paese (e se non fosse così non mi arrabbierei più di tanto) ma state oltrepassando il limite. Troviamo un modo di migliorare le cose altrimenti non so come andrà a finire, né di come saranno le sorti di questo paese di abbondanza,e non dico di cosa abbonda, altrimenti rischio anch'io di trovare fuori casa un gruppo di imbecilli con la testa rasata che vogliono pestarmi.
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12 commenti:

  1. Saró drastico ma per me é cosí. Nascere e vivere in Brasile non é un privilegio: é pagare un Karma negativo. Cosa abbiamo fatto in vite passate per meritarci questo? Sogno cittá come Vancouver, Montreal, Vienna e mi risveglio a Fortaleza. Che Dio ci guardi.

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    1. Caro Alessandro, conosco molte persone che ti direbbero che Vancouver o Vienna sono come Fortaleza, mare a parte. Altre ti consiglierebbero, in modi piú o meno gentili, di andare a vivere in quei paesi che sogni. Poi ce ne sono altre, forse i peggiori da un certo punto di vista, che sì, qui c'è molta violenza e tante cose che non vanno bene, ma c'è il sole tutto l'anno e posso vivere 12 mesi in bermuda e chinelos!

      Il fatto é che questo paese ha bisogno di evoluire e per farlo servono regole e leggi severe. D'altro canto, il Brasile sembra il Paese delle Assurdità, perché se da una parte vogliono approvare la modifica sulla "Maioridade Penal", dall'altra il Senato deve decidere o no se rendere come Legge la "Lei da Palmada", dove un genitore rischia una multa o anche di peggio se solo prova a dare uno scappellotto a suo figlio. Io so che così non va, e se non trovano un modo per risolvere, almeno in parte questi problemi, vivere qui diventerà sempre più difficile.

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    2. Se mi proponessero di andarci a vivere in quelle cittá direi che non posso perché poche persone al mondo scelgono dove vivere. Se potessi, ovviamente, ora starei la. La maggior parte é obbligata a vivere da qualche parte come io lo sono qui, per ragioni che non ho bisogno di spiegare. Molti pensano che in Brasile uno ci viene solo per scelta e quindi, sempre per scelta, puó andarcene. Tipico concetto brasiliano che vede gli stranieri qui solo come turisti..Per quanto riguarda gli indici di sicurezza e criminalitá, anche la peggior cittá italiana non é comparabile col Brasile...figuriamoci Vancouver...qui da noi ne ammazzano a decine ogni giorno. Dove l'essere umano non é sicuro la vita é pesante é triste...anche se ce il pagodinho do bairro e le bellezze in fio dental. Peró questo lo capiamo noi che qui ci viviamo da decenni e che dobbiamo scegliere con attenzione i posti in cui andare, gli orari, le persone ecc. ...Comunque sia, provare per credere, come diceva quel tale...ciao a te Franco ed tutti i lettori

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  2. Sinceramente mi sembra un po' esagerato il tenore di questo post. Addirittura vergognarsi di essere brasilano è un po' troppo offensivo.

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    1. Offensivo? A me non sembra proprio. Il fatto che in questo paese ci siano delle persone a posto non significa che quello che sta succedendo vada bene. E non si puó incolpare solo il governo se siamo a questo livello. La colpa é anche di questo popolo che accetta tutto senza fare niente. I brasiliani sono abituati a pretendere qualunque cosa senza muovere un dito, e questo vale sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Se non si danno una mossa e non fanno qualcosa questo paese andrá sempre in peggio.

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  3. Bebê de um ano é assassinado pelo pai na comunidade do Batan

    Um bebê de um ano e um mês foi violentada e degolada com um caco de telha de amianto pelo próprio pai, na tarde deste domingo, na comunidade do Batan, em Realengo, na Zona Oeste do Rio.

    O crime ocorreu em um local ermo, próximo a uma mata na região. No final da tarde, o pai do menino teria levado a criança a esse local e a degolado.

    O assassino foi encontrado por PMs da UPP do Batan ainda com as mãos sujas de sangue. Ele foi levado para a delegacia, onde confessou o crime.


    Ecco,queste sono le poche righe dedicate ad uma notizia terribile.
    Che ho trovato in um solo giornale.
    Questo sucede nella citta' di Rio de Janeiro,prossima sede dela Giornata Mondiale dela Gioventu',com il Papa ospite,della Coppa del MOndo di cálcio 2014 e dele Olimpiadi del 2016.

    Io mi chiedo solo.. ma come mai i PMs cariocas,notoriamnete dal grilletto facilíssimo quando c'e' da giustiziare qualche piccolo spacciatore non hanno immediatamente ammazzato questo essere indegno di essere chiamato uomo o animale?
    Cari amici brasiliani,si, c'e' da vergognarsi di essere cittadini di um Paese dove um fatto símile viene commentato come neanche um incidente stradale qualsiasi.
    Altro che riduzione dela minore eta',qui c'e' davvero bisogno dela pena capitale.
    Senza alcun dubbio.

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  4. Benedetto,
    sono da sempre contrario alla pena di morte (ma non ai lavori forzati),ma il Brasile sta riuscendo a scalfire questa convinzione.
    Stefano

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    1. Stefano,anch'io sono sempre stato contrario alla pena di morte,perche' non risolve niente.
      Ma qui in Brasile almeno leverebbe um po' di bastardi dalla strada.

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  5. Fabio, mi dispiace ma non posso pubblicare i tuoi commenti. Io critico molto ma non offendo nessuno, quindi la prossima volta cerca di usare termini meno "espressivi". Si possono dire tante cose anche usando un linguaggio civile ed educato, senza ricorrere a termini volgari o espressioni colorite verso una nazione. Questo é un blog dove si parla e si discute, civilmente, su quello che avviene in Brasile e in Italia. Ognuno é libero di approvare o essere contro quello che io scrivo, e ognuno é libero di contribuire, coi propri commenti e/o esempi, l'evolversi di questo spazio. Ma questo sempre in maniera civile. Purtroppo i tuoi commenti non rientravano in questo contesto, quindi ho dovuto eliminarli.

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  6. Anche io vivo in Brasile da più di tre anni, nello specifico a Recife, sposato con una Brasiliana. Nulla da dire su mia moglie... ho trovato un vero gioello, una persona intelligente, altruista e amorevole... certo, anche lei ha i suoi scazzi, come ogni persona al mondo. Però, vivere qui è realmente una scommessa. Sei sicuro che uscirai di casa ma non sei certo che ci ritornerai. Anche qui ne ammazzano a decine ogni giorno, sparati in faccia, bruciati, violentati e chi più ne ha più ne metta. Non so chi è peggio fra la polizia e i delinquenti, visto che, spesso, sono in combutta e si organizzano per controllare interi quartieri della città. Ma, e questo bisogna dirlo senza mezzi termini, ai brasiliani, in fondo, sta bene così. Non guardano più in la del loro naso e dei loro beni privati faticosamente conquistati. Mi fanno ridere quando dipingono il Brasile come il paese del futuro, il nuovo gigante dell'economia, la democrazia piena di possibilità e futuro! Ma quale futuro, se un paese non ti da nemmeno le basi di una vita civile, dove la giustizia punisce il criminale e i servizi basici funzionano decentemente. Ci siete mai andati in giro in una strada qualunque di Recife che non sia nel centro della città? Fogne a cielo aperto, gente disperata e povera che si arrabbatta per guadagnare pochi reais, persone che non hanno il minimo rispetto per il prossimo, perché tanto non c'è nessuno che si azzarda a protestare perché potrebbe beccarsi una pallottola o una coltellata. Ecco... questo è il Brasile... ma lo dovrebbero capire e accettare, in primis, i brasiliani onesti. Io e mia moglie stiamo pensando seriamente di tornacere in Europa, Dio volesse in Italia, perché lì ci sarà la crisi economica, tanti problemi da affrontare per andare avanti, ma almeno, se la sera cammini per strada, non devi aver paura di morire ammazzato per quattro lire.

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    1. Non posso fare altro che concordare con quello che hai scritto. Che ci piaccia o no la realtá é questa ed é difficile da accettare. Auguri per la tua nuova vita europea. un Abbraccio.

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    2. Concordo pienamente con lo sfogo del lettore.
      Non so a voi,ma a me la cosa che fa veramente paura in Brasile non e' la violenza,ma l'ignoranza diffusa.
      Mai visto niente di simile negli altri paesi che ho visitato,e ne hi visti molti.
      Stefano

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