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mercoledì 20 marzo 2013

Studenti del futuro



Vivo in Brasile da alcuni anni, ma ci sono alcune cose che proprio non riesco a capire e che in qualche modo mi sconcertano. Una di queste è la scuola e il metodo di insegnamento.

Qualche giorno fa si è svolto qui in Brasile un esame dell’Enem (Exame Nacional do Ensino Médio) sulla lingua portoghese. Il tema era “Os movimentos imigratórios para o Brasil no século XXI”. Innumerevoli furono gli errori di ortografia. Moltissimi studenti non sapevano come scrivere il plurale di alcuni termini o sbagliavano i verbi. Tengo a precisare che l’Enem è un esame realizzato dal Ministero dell’Educazione del Brasile e serve per valutare la preparazione degli studenti che desiderano entrare in una università o scuola superiore.

Ora, il problema non è tanto l’errore di grammatica in sé stesso. Tutti noi, in qualche modo, commettiamo errori “venali” di ortografia e pochi sanno coniugare perfettamente i verbi. Io per primo commetto molti errori, ma io ho fatto solo la Terza Media, e sto parlando di una cosa che feci 37 anni fa. Ma questi invece sono studenti che stanno andando a scuola e che pensano di fare l’università, quindi dovrebbero essere più preparati di quanto lo sono io. E posso capire che una persona non sappia, per esempio, il Participio Passato del verbo “nuocere”, ma che uno studente brasiliano non sappia dove mettere l’accento nella parola “saúde” mi sembra eccessivo. Non che la cosa mi possa meravigliare. Non voglio entrare nel personale ma potrei fare esempi di famigliari che fanno di peggio. Però questa mancanza di nozioni basilari è allucinante.

Ma come dicevo, il problema non sono gli errori, ma il fatto che, pur commettendo tali inesattezze, questi studenti hanno ricevuto ugualmente una nota abbastanza alta. Alcuni poi sono stati anche “creativi”: uno studente ha scritto la ricetta del “miojo” (una specie di pasta istantanea); un altro ha scritto l’inno del Palmeiras (squadra di calcio); e tutto questo quando il tema, torno a dire, era sui movimenti immigratori del Brasile. Secondo chi ha valutato la prova del palmeriense, "Retirando-se do texto os trechos do hino transcrito pelo participante, ainda restaram ideias e argumentos aproveitáveis ao desenvolvimento do tema". Stessa cosa per quanto riguarda la ricetta del miojo. Quindi secondo questi grandi esperti, io posso scrivere un testo sulla scuola, e poi dare la ricetta della carbonara!

Ma non dobbiamo meravigliarci più di tanto.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha approvato martedì scorso (19) la proposta del Conselho Nacional de Educação (CNE) in base al quale le scuole brasiliane, pubbliche e private, dovranno dare priorità alla realizzazione dei 200 giorni di scuola durante i mondiali di calcio.

“Os sistemas de ensino deverão ajustar os calendários escolares de forma que as férias escolares decorrentes do encerramento das atividades letivas do primeiro semestre do ano abranjam todo o período entre a abertura e o encerramento da Copa”.

Questo cosa significa? Che la Coppa del Mondo, il calcio, è molto più importante dell’insegnamento. E quando un paese, quando proprio il Ministero dell’Educazione pensa queste cose, cosa ci si può aspettare dagli studenti. Se questi giovani saranno loro a far parte del “País do futuro”, mi domando quale futuro ci possa essere a queste condizioni.
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7 commenti:

  1. Lunedì e martedì le scuole, il municipio, la posta, il Banco do Brasile, il Banco Bradesco della cittadina dove abito, hanno fatto il ponte di San Giuseppe.

    Aveva proprio ragione Charles de Gaulle: "Il Brasile non è un paese serio!"

    Il blog del Mosta

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    1. E pensa che qui in Brasile la Festa del Papà é ad agosto. Immagina cosa faranno durante la Coppa!

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    2. Sig Mostacchetti , non ci caschi sull'aneddoto.

      Non fu' De Gaulle a dire quella frase,ma bensi' un brasiliano.

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  2. mia moglie é professoressa di portoghese in una scuola municipale di Rio, c'é da ridere per non piangere vedendo le prove che fanno i suoi alunni...

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  3. Mi scuso per la poca chiarezza, ma erroneamente avevo pensato che tutti lo sapessero, ma ovviamente ero in errore. Ma quando ho parlato della festività del 19 marzo non mi riferivo alla festa del papà, ma più semplicemente alla festività del patrono del Ceará, che è anche patrono di Fortaleza.

    Ma giusto per integrare, nella settimana tra il 25 e 30 di marzo le scuole locali funzioneranno (ufficialmente) solo il giorno di mercoledì. Uno potrebbe pensare che con le imminenti feste pasquali e dispersione di ceneri varie è già molto che fanno almeno un giorno di scuola.

    In realtà gli ignoranti (ops. volevo dire professori) hanno già avvisato gli studenti che eventuali assenze non saranno riportate sul registro. In altre parole, rimanete a casa perché nessuno vi vuole a scuola.

    Ho inserito questo commento, che sarà l'ultimo che inserisco in questo blog, per correggere la confusione che avevo creato citando il 19 marzo, e per integrarlo con i dati della settimana futura.

    Colgo l'occasione, di questo che sarà il mio ultimo commento, per ricordarti il motivo per cui si permettono i commenti. In generale integrano il testo o contribuiscono allo stesso con precisazioni o approfondimenti, per richiedere informazioni o discutere (più o meno animatamente) sul testo che l'autore ha inserito.

    Non rispettando queste condizioni i commenti devono essere bannati, senza nessuna spiegazione, cosa che io faccio quotidianamente con i commenti che mi giungono con vari pseudonimi, ma tutti riportano allo stesso idiota personaggio, che a volte si firma amico da onça, ma non conosce il significato dispregiativo di tale frase, a volte si firma LOL altre come Benedetto e con molti altri nomi.

    La libertà di inserire commenti termina dove il commento non è pertinente al post e quando è stato inserito solo per offendere o denigrare senza alcuna plausibile ragione, specialmente se scritto da un idiota che si nasconde nell'anonimato perché ha vergogna di se stesso.

    Poiché l'idiota in questione è tornato a mostrare, in questo post, la sua ignoranza, senza portare nessun contributo al tuo post, e visto che questo personaggio mi ha preso tanto in benevolenza che non perde un mio commento per scrivere le sue frasi idiote, ho deciso che questo è l'ultimo commento che inserisco sul tuo blog, perché non mi è stato ordinato dal medico di dover sopportare una persona tanto idiota.

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    1. Sig. Mostacchetti,precisando che io non ho mai scritto commenti sul suo tronfio blog,le ricordo che il mio commento e' si pertinente al post,perche' qui si parla di ignoranza e lei si e' mostrato ignorante nel riportare una frase che De Gaulle non ha mai pronunciato.

      http://veja.abril.com.br/blog/de-paris/tag/o-brasil-nao-e-um-pais-serio/

      Quindi il suo invito alla censura e' doppiamente significativo per un personaggio come lei ,pieno di se' ,che non perde occasione di dare giudizi sprezzanti e definitivi su tutto.
      Le brucia essere corretto,e quindi che fa'?
      Abbandona il blog,per evitare ulteriori brutte figure,facendosi di vittima, perche' non mi sembra affatto che lei sia stato offeso e/o denigrato dalla mia correzione.
      Saluti.

      P.S.
      L'ignoranza,lo ripeto,e' lei che la dimostra,scrivendo cose non vere,e come tutti i buoni ignoranti,quando pizzicati,non riesce ad ammettere il suo pur venale errore,ed ad imparare dagli altri.


      In quanto alla firma mi sembra di firmarmi, Benedetto,che e' il mio nome.

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  4. Caro Giancarlo, io rispetto la tua decisione. Io per primo non faccio commenti in altri blog, compreso il tuo, pur considerandoli validi e degni di interesse. Ma questa tua (legittima) scelta mi rattrista molto. Anche se non ci conosciamo "di persona" ti considero un amico. Il tuo primo commento in questo blog é stato nel ottobre del 2011,e grazie a te ho imparato molte cose su questo paese. Sei una persona intelligente e non avere piú i tuoi contributi sará una grande perdita per questo mio piccolo blog, avendo pochi seguitori (alla fine siamo sempre i soliti quattro gatti a discutere quello che scrivo). Ma come ho detto comprendo la tua decisione e come tale la rispetto. In ogni caso qui sarai sempre il benvenuto e se un giorno cambierai idea e vorrai commentare qualcosa, saró felice di leggere e pubblicare le tue idee. Un grande abbraccio.

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