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lunedì 18 febbraio 2013

Un Papa brasiliano? No, grazie.


Secondo un’indagine svolta da Folha, il 47% dei suoi lettori vorrebbe un Papa brasiliano, mentre il 22% spera che sia africano, l’11% italiano, il 6% latino-americano o europeo (non italiano), il 5% degli Stati Uniti e solo il 3% lo vorrebbe asiatico (mi chiedo cosa direbbero i loro “amici” del BRICS su questa misera percentuale).

Personalmente, io non ho nessuna preferenza. Sono cattolico, non praticante e la mia concezione di Dio e di vita è personale, nel senso che ognuno di noi ha una visione individuale e caratteristica di tali credenze. Non credo nel Papa come Padre della Chiesa o come il discendente di Pietro. Per me il Papa non è un santo o una figura mistica, ma un potente monarca, un uomo politico. ma come tale lo rispetto, come rispetto il Dalai Lama, il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I o qualunque autorità religiosa.

Però spero che il nuovo papa non sia brasiliano.

Non perché abbia qualcosa contro questo popolo, e nemmeno per pura cattiveria o ignoranza. Ma ai brasiliani manca una qualità essenziale: la modestia. Benché loro si credano persone umili e semplici, dentro di loro c’è una superbia occulta. La si nota nelle cose di tutti i giorni, quando pensano di avere le spiagge più belle, le donne più affascinanti, la natura più spettacolare. La noti quando parlano di calcio, di bellezza o di qualunque altro argomento.

Poi, con la crisi in Europa, questa superbia é aumentata in modo esponenziale. Ora molti brasiliani si credono più ricchi, più furbi o più intelligenti di altri. E vanno a dare lezioni di economia agli Stati Uniti o in Europa, convinti della loro crescita sociale e economica.

È chiaro che sto parlando in generale. Conosco molti brasiliani che sono veramente di un’umiltà strabiliante e che é un vero piacere stargli vicino e parlare con loro. Ma molti, penso la maggioranza, sanno essere più “metidos” di noi gringos.

Quindi, non me ne vogliano i miei amici brasiliani, ma sto dicendo queste cose proprio per loro. Se il nuovo Papa sarà di questo paese, non so chi riuscirà a contenere la gioia, sì, ma anche la loro altezzosità patriotica.
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12 commenti:

  1. Diffile che il "nuovo" Papa sia brasiliano.
    Ho appena letto che l'Italia ha 28 Cardinali,ben 5 in piu' rispetto a quelli dell'intera America Latina e Caraibi insieme .
    Quindi difficile,se non impossibile,che sara' brasiliano.
    Anche se.. Deus e' Brasileiro.. o nao?

    P.S.
    Articolo interessante sopra la questione,dal titolo "Santa desigualdade"

    http://www.estadao.com.br/noticias/impresso,santa-desigualdade-,998270,0.htm

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  2. Franco,
    il Vaticano e' una multinazionale:puo' anche accadere che il prossimo Papa sia brasiliano.
    In questo caso qui vedremo un po' di circo,ma sara' l'antipasto di quanto accadra' se l'anno prossimo il Brasile vincera' la coppa del mondo di calcio (infinitamente piu' importante per i valori brasiliani,ma direi anche italiani).
    Stefano

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    1. Se penso al Brasile come vincitore della Coppa del Mondo mi vengono gli incubi! Non perché abbia qualcosa contro la Seleçao brasiliana, ma perché non riesco a immaginare cosa vorrá dire vivere qui dopo una vittoria di quella portata.

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    2. Franco,nel 2006 vivevo a Rio de Janeiro, e mi dicevo che sarebbe stata un'esperienza essere li e vedere la festa per la vittoria ai mondiali (la seleçao era davvero favorita quell'anno)
      Ma al vedere e sentire la certezza della vittoria mi fece iniziare a dire a tutti i miei amici brasiliani che "la palla e' rotonda" e quindi di non essere troppo sicuri della vittoria.
      Fini' come sappiamo,con doppia soddisfazione da parte mia,il Brasile non vinse la Coppa, l'Italia vinse la Coppa.
      E nel 2014 mi azzardo a dire che andra' nello stesso modo,la immensa aspettativa di vittoria,quasi che il Brasile dovesse vincere perche' la Coppa si disputa qui,sara' delusa.

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  3. Bello blog, Franco. Contudo, não creio que os postulantes brasileiros ao papado partilhem do ufanismo do brasileiro ordinário. Lembre-se que ainda somos uma das maiores nações católicas do mundo, se não a maior. Saudações

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    1. Samuel, tengo a precisare che io non ho nulla contro un Papa brasiliano, come non ne ho con uno nigeriano o giapponese. Il mio unico pensiero é per quello che tu giustamente chiami "ufanismo". Persone con questa attitudine qui in Brasile ce ne sono tante, e ho paura che con una persona cosí potente proprio di questo paese, grazie anche al fatto che come hai detto siete la maggior nazione cattolica del mondo, le cose possano degenerare.

      Abraços.

      P.S. Grazie per il complimento.

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  4. I papabili brasiliani non sono molti. Se fosse ancora vivo era possibile l'elezione di Aloísio Leo Arlindo Lorscheider. Ma abbiamo in effetti altri nomi papabili, come Cláudio Hummes, di origini tedesche, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.

    Ma anche Odilo Pedro Scherer, anche questo di di chiare origini tedesche, che è stato nominato Vescovo proprio da Cláudio Hummes, oltre ad essere parente del defunto Cardinale Alfredo Vicente Scherer.

    Geraldo Majella Agnelo era considerato tra i papabili quando venne eletto Benedetto XVI, il 12 gennaio 2011 ha dato le dimissioni per l'avanzata età, ma pur non votante può essere eletto.

    João Braz de Aviz è abbastanza (forse troppo) giovane ma ha proprio la faccia da Papa.

    Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, per quattro anni è stato presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano. Tutti titoli che lo rendono papabile, ma ha una faccia alla Dom Camillo. Ma non dimentichiamo che anche questo, in qualche modo è legato alla Germania, come l'attuale Papa dimissionario, e come i Cardinali Cláudio Hummes e Odilo Pedro Scherer, infatti ha portato a termine la sua formazione nell'Istituto superiore di catechesi di Monaco.

    In conclusione, mancando Aloísio Leo Arlindo Lorscheider non vedo tra gli attuali Cardinali brasiliani eleggibili nessun personaggio che possa impensierire titolati come Dionigi Tettamanzi, solo per fare un'esempio.

    Occorre vedere se la Chiesa vuole dare una scossa alla cristianità, eleggendo qualcuno di colore cioccolata o limoncino. Ma non credo che la Chiesa sia pronta allo stesso passo degli Usa, e rimarrà su una nomina prettamente europea, dove la presenza italiana è, ovviamente, predominante.

    Ma credo che per Pasqua ci saremo tolti la curiosità.

    Sono aperte le scommesse. Io propongo un Papa dell'Europa mediterranea (Spagna, Italia o una delle repubbliche dell'ex Jugoslavia). Punto una birra e due panini, uno con mortadella e l'altro con crudo e scaglie di grana.

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    1. Io posto su un italiano. Non per spirito patriottico ma numero di change possibili. Ma mi piacerebbe sapere dove trovi un crudo di qualità qui in Brasile...

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    2. Ogni commento che fa Giancarlo lo va a cercare su google. LOL

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  5. Ciao Franco! A verdade é que o problema é a ignorãncia, ou seja, a grande maioria nunca teve a oportunidade de sair do Brasil, e então não conhece outras realidades e pensa que só existe a do Brasil.....E quanto a ganhar a Copa do Mundo, é apenas para comemorarem, fazer churrasco e tomar cerveja....mas não muda em nada a realidade do país, como não mudou quando ganhamos a Copa e fomos pentacampeões...para mudar a realidade do país, tem que aprender a lutar por aquilo que verdadeiramente possa trazer uma melhora na qualidade di vida e também sair às ruas para cobrar os políticos.
    Ciao Franco!!

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  6. A Fortaleza esiste un negozietto, gestito da un'italiano, che importa prodotti originali.

    Non credo che il crudo sia tra questi, a causa della sua delicatezza. Ma qualche amico, che sfida le ire dell'Alfandega, sempre si trova.

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  7. Io scommetto che il prossimo Papa dara' buca alla Giornata Mondiale della Gioventu',qui in Brasile.

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