Adbox

mercoledì 2 gennaio 2013

Cani in padella


Iniziamo l'anno senza parlare del Brasile o dell'Italia, ma con una notizia trovata oggi che mi ha lasciato letteralmente di stucco:

Fazendeiros comem cães de estimacão após enorme aumento no preco da carne bovina na Suíça



O consumo da carne de cachorro é bastante comum em países como China e Vietnã. Criticada por grupos protetores dos animais, a prática tem conquistado fazendeiros e agricultores da Suíça, que estão criando cães para consumo próprio, após o enorme aumento no preço da carne bovina no país.

Em entrevista ao jornal Daily Mail desta quarta-feira (02-01), um agricultor disse que não condena a novidade. “É uma carne como qualquer outra“, explica.

O assassinato de pets é considerado crime na Suíça. Por isso, cidadãos que já aderiram à criação de cães para consumo de suas carnes preferem o anonimato e lutam para que a prática seja legalizada para comércio.

Já grupos de ativistas europeus se esforçam para que uma fiscalização mais rígida impeça a matança debichinhos de estimação.

fonte: Globo

Quindi fatemi capire: nella mia amata e vecchia Europa, che a onor del vero io ritengo (o ritenevo) Patria della civiltà moderna, si commettono azioni degne dei peggiori Stati (a livello di sensibilità verso gli animali) del Sudest asiatico? E questo, perdi più  nella ricca e prospera Svizzera? Potrei capire se questo succedesse in Romania (non me ne vogliano i Rumeni, ma quello che succede con i cani randagi nella città di Bucarest è un fatto noto a chiunque), ma nel paese di Heidi e della mucca Milka proprio non me l'aspettavo. E invece sembra che sia una prassi normale, anche se nascosta, allevare e mangiare carne di cane. 

Si, lo so, anche i manzi, maiali, polli e conigli (e tanti altri poveri animali) fanno la stessa fine e nessuno si scandalizza. Ma per uno come me, che ama gli animali in modo quasi sviscerato, che è semi-vegetariano (nel senso che mangio carne - poca - ma solo per pigrizia di cucinare le verdure), che vive in una piccola casa insieme a tre cani e due gatti e che sogna di comprare una "chacara" proprio per poter tenere più animali, l'idea di uccidere, macellare e cucinare il povero Fido mi raccapriccia. E finché questo avviene in Cina o in Vietnam, paesi che hanno culture completamente diverse dalle nostre, posso in qualche modo accertarlo (ma non molto). Ma che questo avvenga in Svizzera è decisamente troppo! 

So di essere esagerato, ma a volte penso che è stato un male che i Maya abbiano preso in giro tutti quanti. Il mondo di oggi ha veramente bisogno di una "purificazione". C'è troppo male nell'aria. Forse servirebbe veramente una soluzione drastica per un rinnovamento totale, anche nell'anima. Io, nel mio piccolo, cerco di fare la mia parte, e questo un poco mi consola. Ma quando penso che nel mondo vi sono milioni di esseri viventi, sia uomini che animali, che soffrono le pene dell'inferno, solo perché vi sono persone che godono nell'infliggere sofferenze negli altri, mi fa sentire inutile. Ma io non posso cambiare il mondo, tanto meno gli uomini. La mia unica speranza è che alla fine vi sia una giustizia divina, di qualunque colore o genere, che renda a certe persone tutte le sofferenze che hanno arrecato, sia per un motivo religioso, scientifico o solo malefico.

"... allora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido."

Cani in padella anche in Svizzera


      04 marzo 2002 - 12:04
Non solo nei paesi asiatici. Anche in alcune regioni rurali della Svizzera la carne del migliore amico dell'uomo è tuttora ritenuta una leccornia. Parlarne è considerato un tabù, ma gli intenditori sanno perfettamente dove reperire carne secca affumicata, ragù e arrosti di cane. In Ticino invece il fenomeno, dettato in passato perlopiù dalla fame, è praticamente scomparso. 
Nei paesi asiatici la carne di cane viene sovente portata in tavola: è addirittura ritenuta una prelibatezza per palati fini. In Europa tale pratica suscita invece perlopiù disgusto e incomprensione ed è spesso messa al bando: in Germania ad esempio il consumo di questo tipo di carne è vietato dal 1986. 
Lo scontro tra le due concezioni gastronomiche rischia di acutizzarsi durante i mondiali di calcio del 2002 organizzati da Corea e Giappone. La Fifa ha suggerito di sospendere la pratica culinaria per tutta la durata della manifestazione, ma le autorità coreane hanno risposto picche: non intendono chinarsi davanti all'"imperialismo culturale dell'Occidente".
E in Svizzera?
In Svizzera la legge dal 1954 proibisce il commercio di carne di cane, mentre sono ammessi lo smercio privato e il consumo. Cibarsi di un quattrozampe sembra in genere incontrare la disapprovazione della gente: suscita ad esempio grande scandalo la pratica diffusa in Cina di mettere in padella i cani San Bernardo, uno dei simboli più amati dagli svizzeri, quasi un'icona nazionale. 
Come spesso succede, la realtà è però un'altra: stando a servizi pubblicati di recente dai giornali svizzero tedeschi, in alcune regioni rurali della Svizzera la carne di cane non solo viene consumata regolarmente, ma è addirittura considerata eccellente e ricercata per tradizionali manicaretti. 
Nella valle del Reno sangallese, ad esempio, il migliore amico dell'uomo viene utilizzato da alcuni per la preparazione di una speciale carne secca affumicata. «Ho macellato l'ultimo cane - un «rottweiler cattivo» - in gennaio: la carne rimane sotto sale con una miscela di spezie per due settimane e poi la affumico nel camino di casa», ha confidato un 73enne della regione al quotidiano «Der Bund». 
Anche nella campagna appenzellese il cane figura tuttora sulla lista delle vivande: con la carne vengono preparati per lo più spezzatini e arrosti, ma non si disdegnano neppure le interiora e la lingua. «I cani di due-tre anni sono i migliori», ha precisato a «Der Bund» una contadina 68enne.
Etica e problemi sanitari
I pareri sono discordanti, come dimostrano le lettere dei lettori pubblicate domenica dal settimanale «Sonntagsblick». «Perché uccidere un cane in salute? in Svizzera nessuno muore di fame», si interroga un bernese. «Il cane vuole essere amico dell'uomo. Come si può semplicemente abbattere il fedele animale e gustarlo come prelibatezza?», ribadisce uno zurighese. «Meglio un succulento arrosto di cane alla carne di coccodrillo», risponde un lettore di Berna. 
Il problema non è solo etico: la carne di cane, al contrario di quella normalmente in commercio, non è sottoposta agli usuali controlli da parte delle autorità. «Il cane è un carnivoro e come le volpi e i topi, è spesso colpito da un parassita della carne, la trichinella spiralis», indica il veterinario cantonale ticinese Tullio Vanzetti. «Il parassita si installa nei muscoli dell'organismo che lo ospita e rimane in forma latente. Può provocare leggeri disturbi ma può anche portare alla morte: dipende dalla quantità di parassiti presenti», aggiunge Vanzetti. Il fenomeno non risparmia neppure l'uomo. 

In Ticino l'ultimo caso di «trichinellosi umana» risale agli anni '50 ed era da imputare proprio al consumo di carne di cane. Fino a 40-50 anni fa quella dei cani in padella era una realtà, ora è un fenomeno completamente scomparso, ha aggiunto Vanzetti: «non sono a conoscenza di nessun caso». Inoltre nel cantone non vi è una tradizione gastronomica legata alle carni del migliore amico dell'uomo. 
Vanzetti sfata anche il mito del «cane farmacia ambulante», largamente diffuso nella Svizzera tedesca. La tradizione vuole infatti che il grasso dell'animale venga impiegato per la cura di infiammazioni e affezioni alle vie respiratorie: fino ad alcuni anni fa era persino reperibile in alcune farmacie, al prezzo di 10 franchi all'etto. «Si tratta di una credenza popolare che affonda la radici nel passato lontano: scientificamente non vi è nessun fondamento», ha affermato il veterinario cantonale. 

fonte: Swissinfo

Show comments
Hide comments

8 commenti:

  1. Caro Franco, Buon Anno!!

    Quello che ho appena letto è raccapricciante, anche se ormai alla mia età non dovrei piu meravigliarmi di niente.

    Quando vado al supermercato guardo sempre con diffidenza i poveri conigli nel pacchetto ricoperto di plastica...tutto molto asettico e pronto per l'arrosto, ma è piu forte di me. E se non fosse coniglio ma un povero gatto?

    Non so se qualche tuo anziano parente ti ha mai raccontato cosa succedeva ai tempi di guerra ai poveri gatti,ma per questo e perche amo gli animali non li mangio anche se non mi sono mai definita vegetariana.

    Comunque tutto questo orrore dalla civilissima Svizzera non me lo aspettavo.
    Rosanna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Rosanna, mia madre mi raccontava quello che avveniva durante la guerra. Ma quelli erano tempi terribili e quelle azioni erano dettate dalla fame di quel tempo. In ogni caso, quello che avviene ogni giorno con tutti gli animali da allevamento é qualcosa di terribile, almeno per me. E come ho detto, se in qualche modo riesco ad accettare quello che avviene in Cina, per esempio, non riesco proprio a tollerare questa nuova "moda" degli svizzeri. Che bisogno c'é di allevare e macellare un cane? Non bastano tutti i vitelli, manzi, cavalli, conigli, polli, tacchini, quaglie, maiali e ogni sorta di essere vivente per soddisfare l'appetito quotidiano? La morte e la sofferenza di quei poveri cani é assolutamente inutile, e il fatto che ció avvenga nella "civilizzata" Europa peggiora ancora di piú le cose.

      Un abbraccio e un felice anno nuovo anche per te.

      Elimina
  2. Signori,torniamo sulla terra,please,e non facciamoci prendere in giro da castronate scritte da media "scandalistici".
    Stefano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da quello che leggo non mi sembrano castronate, ma una realtá che non avrei voluto conoscere. Ma capisco che questo argomento possa causare polemiche infinite. Io, dalla mia parte, sono felice di considerare gli animali come miei simili, e come tali li rispetto. Per altri un animale é... un animale, e noi uomini esseri superiori.

      Elimina
  3. Sinceramente mi sembra una sciocchezza questa notizia...
    Buon anno a tutti!

    RispondiElimina
  4. L'articolo del quotidiano Swissinfo a cui ti riferisci mi sembra abbastanza datato, visto che come riporti è stato scritto quasi 11 anni addietro.

    L'articolo del Daily Mail mi sembra un riassunto e rielaborazione del vecchio testo di Swissinfo, ed alla testata Globo non è parso vero poter parlare male delle patria della cioccolata e paese di Heidi.

    Comunque sulle Alpi svizzere è comune mangiare carne di cane, generalmente i cuccioli di pochi mesi che sono in soprannumero, e comunque è una pratica a livello familiare.

    Ma Globo si è dimenticato delle "Coscine di Frango" a base di carne umana, che per anni sono state servite in una lanchonete pernambucana.

    In conclusione non si tratta di una bufala, ma nemmeno di una notizia così importante come sembra. Probabilmente il giornalista inglese non aveva altri pezzi da scrivere ed ha rispolverato il vecchio articolo. Come un qualsiasi imbecille.

    Ma parlando di cibi strani, perché non deliziarsi di questa breve letture: "Quella volta che mangiai carne di gatto senza saperlo

    RispondiElimina
  5. Caro Franco,

    Nunca tive coragem de provar carne de cavalo, apesar dos limpos açougues de carne equina de Piacenza e da cultura gastronômica local. Talvez, por desespero comeria carne de cavalo ou cachorro. Talvez.

    A verdade é que nos acorrentamos à nossa própria cultura e acreditamos ser a única correta. Na França (e não só) come-se caramujos; na Ásia, cães, insetos, macacos; algumas tribos amazônicas comem tarântulas... Enquanto pudermos evitar comer carne humana, tá valendo tudo.

    :)

    RispondiElimina
  6. Concordo com o Allan. Sou contra ao tratamento que, muitas vezes, os pobres animais devem se submeter.
    Uma vez vi uma reportagem do Globo Rural sobre a produçao de carne de peru em uma cidade do interior de Sao Paulo. Mesmo nao sendo uma matéria de denuncia e que tudo parecia o mais normal possivel, fiquei sensibilizada com o tratamento que davam aos pobres animais, principalmente os filhotes de peru. O mais chocante é que era para atender ao consumo estadunidense.

    RispondiElimina