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venerdì 14 dicembre 2012

Urla nel silenzio

Un ragazzo sedicenne uccide a sangue freddo un italiano a Fortaleza. Per chi come noi vive in Brasile non fa certo notizia un fatto del genere. Ne vediamo di peggio tutti i giorni. Ma questa storia è un po' diversa. L'italiano ucciso era Andrea Pescia, di 31 anni, nativo di Padova. Questa è parte di un'intervista fatta al padre qualche anno dopo.


Bruno Pescia è un tipo tosto, ma la voce ancora gli trema quando parla del figlio: "Andrea era una persona in gamba. Fin da giovane aveva la passione dei viaggi e dopo il diploma ha preso il volo. Seguendo la sua libertà e l’amore è finito a Fortaleza e in quella terra tanto bella, quanto disperata, aveva trovato la sua dimensione. Lavorava, studiava (si era iscritto a Legge) ed era diventato padre".

Cosa è successo il 10 febbraio del 2006?
"Era notte, squilla il telefono. Vengo travolto dal pianto della madre della compagna di mio figlio, capisco poco, ma è sufficiente per gettarmi nel panico. Poco dopo sento al telefono la compagna di Andrea e mi conferma il peggio: Andrea è stato ucciso".

Decisi di partire
"Due giorni dopo, con mia moglie Daniela e Massimiliano Sarti, un amico di mio figlio, praticamente un fratello, partiamo. Nel frattempo la notizia esce sui giornali locali, ma a livello nazionale e istituzionale è tutto fermo. La Farnesina non sa nulla della questione e nulla fa per saperlo. Arrivati in Brasile siamo costretti a fare tutto da soli, vista la totale assenza di aiuti concreti da parte del consolato italiano. Veniamo a capire i particolari dell’assassinio di mio figlio dai suoi amici e da dei testimoni. Un balordo del posto, poco più che adolescente, denunciato da mio figlio per un furto subito qualche tempo prima, gli aveva teso un agguato sparandogli. Entriamo in contatto con la polizia, conosciamo il capitano Rodriguez, l’unico che capisce la nostra disperazione".

Tutto da soli...
"Tutto da soli. L’assenza di qualsiasi aiuto da parte dello Stato mi amareggia ancora. C’erano anche tutti i problemi relativi al ritorno della salma di mio figlio in Italia. Anche qui, abbiamo fatto tutto da soli".

In una vicenda così tragica è difficile trovare un raggio di luce.
"Ma c’è e si chiama André Jr, mio nipote, preciso come una goccia d’acqua a suo padre Andrea da piccolo. È stata una pena tornare in Italia, sapendolo laggiù con in giro l’assassino di suo padre. Tornati in Italia, sempre senza l’aiuto di nessuno, ci siamo dati da fare per far si che lui e sua madre si trasferissero qui da noi e adesso viviamo tutti insieme nella nostra casa, qui a San Carlo".

E sul versante delle indagini?
"Alla fine, per smuovere le acque ho promesso una ricompensa al poliziotto che avesse arrestato l’assassinio di mio figlio. La notizia ha fatto scalpore, ma ha prodotto i suoi frutti. Il bastardo è stato catturato, poi processato e infine condannato a quindici anni di galera".

Perché l’associazione, il sito (www.associazioneandreapescia.org) e il libro?
"Mio figlio adorava i bambini. Abbiamo individuato una scuola che toglie dalla strada i bimbi delle favelas, l’associazione è nata con lo scopo di raccogliere fondi per aiutarla e ci stiamo riuscendo, ma con i proventi del libro contiamo di fare ancora di più".

In un'altra intervista, sempre del padre di Andrea, si legge: 

Intanto a quasi tre anni dalla morte di suo figlio Andrea, ucciso in Brasile durante una rapina, Bruno Pescia esprime tutta la propria indignazione per la vicenda di Cesare Battisti al quale il Paese sudamericano ha concesso lo status di rifugiato politico negando l'estradizione in Italia. «Tra alcuni giorni - ricorda - saranno tre anni che il mio unico figlio Andrea è stato ucciso da un balordo minorenne con due delitti alle spalle che girava libero di delinquere ancora. Voglio ricollegare questo mio fatto personale al caso Battisti», spiega Pescia, avvertendo che in Brasile per avere giustizia «bisogna pagare di tasca propria». Come ha fatto lui, racconta, per risalire all'assassino di suo figlio, condannato poi a 15 anni. «Dissi allora - ricorda - che solo con i propri soldi si potevano risolvere certe situazioni in Stati che si definiscono sovrani e che accolgono impunemente delinquenti, nazisti, fascisti e forse la peggior feccia della terra. Dovetti assoldare un poliziotto, mettere una taglia, prendere un buon avvocato per arrivare ad avere giustizia! Sono indignato sconcertato per questa situazione naturalmente ancor più eclatante e clamorosa». Pescia, che in memoria del figlio ha aperto una fondazione a favore dei bambini abbandonati del Brasile, si mette nei panni di chi ha perso un un proprio caro per mano di Battisti e conclude: «Non esiste perdono in casi simili».

Ora l'Associazione Andrea Pescia ha deciso di fare un film su quanto è successo, i cui incassi saranno devoluti per aiutare i bambini di Fortaleza. L'anteprima si svolgerà a Padova il 29 gennaio del 2013, quindi i miei amici veneti che avranno la possibilità di assistere tale evento potranno, in questo modo, aiutare l'associazione e alcuni poveri bambini brasiliani.

Un ringraziamento a Giancarlo per avermi fatto notare questa notizia.





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14 commenti:

  1. Brutta, bruttissima storia.
    I nostri Consolati (in Brasile,non ne conosco in altri Paesi) sono spesso lo specchio della sciatta burocrazia italiana.
    A fronte di pochi ed applicati impiegati ho quasi sempre incontrato lo statale mediocre che tratta i cittadini dall'alto della sua presunta autorita' (e spesso incompetenza)
    Si, sono pochi (ma molto ben pagati!) con una mole non indifferente di lavoro,basti pensare che a quello da quello di Recife dipendono i cittadini italiani che risiedono in setto o otto stati del nordest brasiliano, e fino a poco tempo fa' addirittura anche quelli dell'Amazzonia.
    Ma , ripeto, sono lo specchio di quelli che sono rimasti in Italia,che lavorano poco e male.
    Io ne ho passate di tutti i colori per registrare mia figlia,per chiedere la cittadinanza di mia moglie,o anche per avere solo una semplice informazione.
    Confusione , pressapochismo, menefreghismo e credo anche un pizzico di corruzione ,che non ci manca mai,rendono i rapporti di noi italiani all'estero con le rappresentanze consolari un vero e proprio calvario.
    Per fortuna non ho mai avuto bisogno di avere un tramite consolare per una situazione tragica come questa che ci fai conoscere.
    Ho letto le interviste e qualche altra cosa trovata qua e la' e non ho capito una cosa: Ma l'assassino era minorenne al momento del fatto?
    Perche' se cosi' fosse mi risulta difficle capire come poi sia stato condannato a 15 anni di carcere.
    Che tra l'altro, con la legislazione ridicola che hanno qui in Brasile si riducono a 2 anni e mezzo ,essendo prevista la liberta' condizionale dopo aver scontato un sesto della pena.
    Poi, il sapere che il padre del giovane assassinato ha dovuto pagare un poliziotto per vedere arrestato l'omicida e' rivoltante,ma sembra che sia all'ordine del giorno qui in Brasile.
    Cinicamente penso che gli sarebbe costato meno pagare qualcuno per applicare la legge del taglione,"legge" molto usata qui,vista la inefficienza e corruzione della polizia brasiliana.

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    1. Sinceramente ho avuto più volte a che fare in tempi recenti con il consolato generale d'Italia a San Paolo e sono stati efficientissimi, veloci e gentili. Ho registrato i miei figli e nel giro di pochi giorni il mio comune di residenza aveva ricevuto tutti i documenti dal consolato in via telematica. Nessuna burocrazia particolare in Italia, visto che si può fare l'autocertificazione per tutto cosa sconosciuta in Brasile dove si fa ancora tutto con i certificati in originale e con firma reconhecida... Forse i consolati del nordest del Brasile si adeguano alla moleza del luogo, visto che quasi tutti gli impiegati dei Consolato sono lavoratori locali, ma a San Paolo la situazione è molto diversa.
      D'altra parte tutta questa burocrazia in Italia è più mito che verità visto che ormai sono state abolite tutti i certificati e le autorizzazioni che il cittadino può comodamente autocertificare sotto la propria responsabilità. Mia moglie la scorsa settimana si era accorta che il passaporto italiano della bambina era scaduto e si è recata in Questura per rifarlo nuovo: sapete quanto ci ha messo la questura di Firenze per fare un nuovo passaporto? Un solo giorno, il giorno dopo era pronto e non abbiamo dovuto produrre alcun certificato ma solo compilare un modulo. Non oso immaginare la stessa situazione in Brasile, ci sarebbero voluti due mesi solo per fissare un appuntamento nella PF e produrre mille documenti in originale con firma reconhecida por autenticidade!

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    2. Michele, tu devi essere l'eccezione che conferma la regola,o il Consolato di Sao Paulo lo e',perche' i due consolati che ho dovuto frequentare,quello di Rio de Janeiro e quello di Recife sono stati per me due prove di pazienza non indifferenti.
      Se dovessi scrivere qui quello che ho dovuto fare per dare una procura a mio padre per una storia di tasse (equitalia ha resa esecutiva una cartella esattoriale con un accertamento fiscale mai notificato)
      ci passerei la serata.
      Con questo non dico,ne ho detto,che tutti i consolati italiani siano uguali,ma e' proprio questo,pensaci bene,quello che fa' piu' incazzare.
      La costante incertezza della giusta applicazione delle regole e leggi,fosse anche per il fatto di incontrare un impiegato ignorante o con poca voglia di lavorare,non ti lascia il minimo di fiducia .

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    3. Sarà l'efficientismo paulista che contagia anche il consolato generale.

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  2. Io sono originaria di Padova, ricordo ..Non sarò in Italia a gennaio, ma consiglieró ad amici e parenti la visione del film, grazie. Condivido su facebook

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  3. Buonasera sono il papà di Andrea e vi ringrazio per ricordare qui correttamente la vicenda, il delinquente è stato condannato ed è tuttora grazie a Dio in carcere a Fortaleza e la condanna è definitiva a 15 anni e sei mesi ed il mio legale
    segue attentamente la situazione.Era possibile la soluzione più cinica come accennata da Benedetto e mi era stata proposta da poliziotti !!! e avrei pure speso meno dei 2000 E che inviai a chi lo catturò. Ma esiste una legge Divina e lascio a Lei la giusta condanna. Ora aiutiamo 140/150 Bimbi picolissimo di favela nella Escola che porta il nome di Andrea a Fotaleza. IL libro e adesso il film liberamente tratto aiuteranno la mia Onlus nel progetto di aiutare più Bimbi possibile di favela. IL libro ha venduto oltre 25.000 copie ed il film per la prima a Padova ha fatto il pienone
    con quasi 1200 spettatori.Io adesso vivo per il mio nipotino Andrè e per la Escola! un caro saluto.
    Bruno

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    1. È un piacere e un onore averla qui nel mio blog. Quello che mi meraviglia di tutta questa storia sono due cose: la prima é che, conoscendo l'inefficienza delle leggi brasiliani, specialmente quelle legate ai reati di minori, lei non si é perso d'animo e ha continuato per la sua strada, sapendo che era la migliore da percorrere. Io non so se al suo posto avrei avuto quella forza d'animo per rimanere "nei limiti della legge" perché, come lei sa bene, qui in Brasile un minore d'età può fare tutto quello che, nella peggiore della ipotesi, prenderà solo qualche anno di prigione.

      La seconda cosa é che, pur essendo successa questa disgrazia, lei ha voluto in ogni modo aiutare i brasiliani. Ammetto di essere la persona piú cinica o cattiva di questa terra, e riconosco che per colpa di un balordo non si può giudicare un'intera nazione, ma non so se io al suo posto avrei fatto quello che ha fatto lei. Sarei così, scusi l'espressione, incazzato e rivoltato, che, dopo tutta questa faccenda, vedendo anche lo schifo che succede in alcune istituzioni, non avrei nessuna voglia di aiutare persone che in qualche modo hanno a che fare con la morte di io figlio.

      Questo fa di lei una persona speciale, e io del peggior vilão di una novela, e sono felice di averla conosciuta. Se il mondo non finirà tra qualche giorno sarà grazie a persone come lei. E spero che continui così ancora per molto tempo.

      Un caro saluto.

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    2. Carissimo amico....quando ho visto i Bimbi che nella mia Onlus hanno la B maiuscola ho fatto di tutto perchè un
      piccolo possa uscire dall'orrore della favela e non diventare un assassino!
      Difficile avventura ma siamo la famosa
      goccia ed il mare non esisterebbe senza
      le gocce e poi da odio ad amore con i meravigliosi nostri Bimbi....ecco mi hanno aiutato tantissimo.
      A presto e a disposizione per disquisire
      un abbraccione
      Bruno

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  4. Salve il 29 gennaio è stato un trionfo con 1150 spettatori ed il film è piaciuto molto!
    Replica a breve e risonanza a livello nazionale
    per il progetto di film-aiuto umanitario!
    Siamo felici...E' ANDATA !!!

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  5. Carissimo Bruno, sono molto felice per voi. Con il ricavo della vendita dei biglietti potete aiutare in qualche modo molti bambini che hanno avuto la sola sfortuna di nascere in un contesto sociale, diciamo, non appropriato. E sono contento che, in qualche modo, siate riusciti a rendere noti alcuni fatti che succedono in Brasile. Forse sará d'aiuto per qualcuno. I miei piú sinceri complimenti!

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  6. Raga cn gioia REPLICHIAMO !!! 1150 spettatori alla Prima e molti
    fuori ci hanno....obblogato...con gioia alla Replica il 6 di Marzo
    vedi tutto su

    www.urlanelsilenzio.it

    Il Film sta andando alla grande e la solidarietà si espande!
    Un carissimo saluto

    Bruno Pescia

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    1. Questa é una splendida notizia. Significa che le persone si stanno interessando a quello che é successo. Inoltre il film deve essere proprio ben fatto, altrimenti non avrebbe questo successo.

      I miei migliori complimenti a tutti voi!

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  7. Ciao ragazzi il film ha incassato oltre 20.000 euro netti(spese
    che sono pochissime comunque) e sta girando alla grande domenica ad Abano Terme poi a Milano e a Venezia.....quindi a fine ottobre Dvd e cd delle splendide musiche tutte nostre in un confezione speciale anche da regalo e sarà una sorpresona !!! Richieste da 2 Tv da valutare con attenzione perché poi entri in un businnes in cui capiamo poco e mentre sino ad oggi gestiamo direttamente gli incassi con la garanzia che tutto va dove deve andare dopo viene proposto un 50% non facile da controllare.
    Tutto su
    www.urlanelsilenzio.it
    www.associazioneandreapescia.org

    Ciao a tutti voi !!!

    Bruno Pescia

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    1. 20.000 euro, se li confrontiamo con gli incassi di qualche filmone americano, sembrano veramente pochi. Ma se pensiamo che questo film é stato fatto con un budget limitato, con poca o nessuna pubblicitá nazionale e che in ogni caso questi soldi serviranno ad aiutare dei bambini poveri, penso che vada bene. E noto con piacere che vi state dando da fare con marketing e altri prodotti, quindi piú che dire che siete dei grandi, non si puó. Un grande abbraccio!

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