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sabato 24 novembre 2012

PILLOLE QUOTIDIANE III


Questa mattina sono andato in banca. In tutte le banche brasiliane ci sono diverse casse, ma una è sempre usata, per Legge, per quello che loro chiamano "atendimento prioritário", cioè per gli anziani, disabili o persone con bambini piccoli. Nulla da ridire su questo, se non fosse che è veramente scocciante essere in fila come un manzo pronto al macello (andare in banca mi da sempre questa strana sensazione)  e vedere persone che ti passano davanti come se nulla fosse. Mi domando cosa farebbero questi anziani o queste povere mamme se dovessero venire in Italia dove, perlomeno da che io conosca, non esistono privilegi per nessuno e un anziano ha gli stessi diritti di una persona qualunque.

Dopo aver fatto quello che precisavo e avermi sorbito l'ennesima offerta commerciale dell'impiegata allo sportello (qui Guido Angeli o Roberto da Crema non sono nessuno!) cerco di uscire da quell'aggeggio infernale che chiamano "porta giratória". Basta avere indosso la più piccola parte di metallo che questa maledetta porta si blocca. E qui cominciano le scene drammatiche e patetiche verso la guardia di sicurezza, dovendo mostrare tutto quello che hai nelle tasche o nella borsa. Alla fine, pur dimostrando che non possiedi nessuna arma (anche se in quel momento ti piacerebbe averne una) questa gentilissima segurança schiaccia un bottone al lato e ti lascia entrare. "Ma allora non potevi farmi entrare subito, evitando così tutta questa pagliacciata?" Ma non si può dire questo alla segurança, quindi consoliamoci sul fatto che questo aggeggio riesce a vedere se hai metalli in corpo ma non a leggerti nella mente.

Quando finalmente riesco a uscire da quel luogo dove l'unica cosa positiva è l'aria condizionata, mi dirigo verso il supermercato. È difficile qui trovare della pasta degna di questo nome, ma con un po' di fatica si trova qualcosa. E nel supermercato Dia% che c'è qui vicino riesco a comprare degli spaghetti di grano duro senza spendere una fortuna. Ma non crediate che fare la spesa sia un compito facile qui in Brasile. Per il contrario!

Andare in un supermercato per me è motivo di logorio mentale così stressante che nemmeno una settimana di psicoterapia basterebbe a risolvere le cose. Già entrare è un problema, con i carrelli sparsi per tutti gli angoli e la gente ferma a parlare del più e del meno. Una volta che entri, per girare nei reparti devi fare gimcane meglio di Tomba, dato che qui la parola d'ordine è "quantità". Non ha importanza se lo spazio è piccolo e non c'è posto per molte cose. Non importa se la gente deve dribblare le persone meglio di Neymar dato che i corridoi sono strettissimi e la merce è accatastata in tutte le parti. La cosa importante qui è avere tantissimi prodotti per poter vendere di più, non importa lo spazio microscopico o la scomodità dei clienti.

In ogni caso passo davanti al reparto frutta e verdura, dove insalate mosce dal caldo e frutta troppo matura mi guardano come se chiedessero "portami via da qui!". Vado direttamente nel reparto pasta e riso, proprio di fronte agli innumerevoli brick di molho de tomate, puré de tomate, polpa de tomate, molho tradicionale de tomate, molho refogado de tomate, Tarantella originale (ma che ca##o é, un sugo o un ballo tradizionale?), molho com azeitona, molho á parmigiana, molho de atum, molho di qui, molho di qua... alla fine sempre la solita porcheria di passata di pomodoro annacquata. 

I "frios", cioè i salumi, qui in Brasile neanche li guardo. Se prendi un prosciutto cotto "di qualità"  viene con una  striscia di grasso che farebbe gola al nostro lardo nostrano. Se vuoi spendere poco trovi l'apresuntado, cioè un prosciutto di infima categoria super salato  La mortadella sembra più una fetta di carne Montana che il nostro tipico prodotto bolognese. Di salami ne trovi solo un tipo, però qui sono onesti, e lo chiamano "tipo" Milano, proprio per non confonderlo col nostro tradizionale Cacciatorino. E così anche per i formaggi: qui troverete il "tipo" parmigiano, il "tipo" gorgonzola, "tipo" provolone", ecc.

Siccome ho voglia di fare un dolce ho bisogno della panna montata. Ma anche in questo è diverso che in Italia, perché qui non si trova la panna da montare, ma solo quella da cucina. E chiunque abbia provato a montare una panna da cucina sa che sono due cose completamente differenti. Allora sono obbligato a optare verso un prodotto simile. Sulla scatola, simile per tutto a quella della panna, c'è una bellissima immagine di una coppa di fragole con... panna. E il nome di questo prodotto è Chantilly (ma va??)! Per la verità il nome completo è "Creme tipo Chantilly", perché qui l'onestà viene prima di tutto. Quindi è il prodotto che fa per me, penso. Ma vado, per semplice curiosità  a vedere gli ingredienti, immaginando, da perfetto ingenuo, il binomio chantilly-panna. E invece dentro a quella minuscola confezione trovo:

água, óleos [quindi piú di uno] vegetais, açúcar, caseinato de sódio, sal, estabilizantes hidroxipropilcelulose, sorbitol, emulsificantes esteres de ácido diacetiltartarico e mono e diglicerídeos, lecitina de soja [Hei... questo é un prodotto naturale!], ésteres de ácido lático e momo e diglicerideos, aromatizzante, corante sintetico identico ao natural [questo é importante] e beta caroteno. 

Ma, e questo scritto in maiuscolo: NÁO CONTEM GLÚTEN!

Ma por@% la putt$#a! La semplice, comune, modesta e naturale panna da montare dove ca##o è??? Con tutte le mucche, manzi e vitelli che avete in Brasile possibile che non riuscite a produrre una semplice panna da montare, derivata dal latte. Sapete di cosa è fatta la panna montata? Di panna e aria! Solo questo. E voi non siete capaci a farla? Giuro che ci sono cose di questo paese che non capirò mai.

Comunque, anche se un po' afflitto, mi avvio verso la cassa. E qui inizia l'angoscia! Davanti a me c'è una persona che sta pagando e un cliente con un carrello. Il banco della cassa è vuoto, libero, ma pensate che questo cliente cominci già a collocare i suoi acquisiti sul bancone? Figuratevi! Prima aspetta che il primo clienti paghi, poi aspetta che la cassiera lo saluti, poi si scambiano due chiacchiere di cortesia, poi finalmente  ma sempre con immensa calma, inizia a porre i suoi prodotti sul banco. Ora vi direte: "Bene, ora che questa persona ha vuotato il carrello tu puoi mettere i tuoi prodotti sul bancone". Ma non è così,  perché questo simpatico signore, invece di iniziare a mettere quello che ha comprato nei sacchetti, rimane fermo davanti alla cassa senza far niente, aspettando che la cassiera gli dia lo scontrino, e non mi da spazio per fare il mio dovere. E solo dopo, allora, si sposta, sempre con calma, verso l'uscita. Questo ovviamente dopo aver fatto altre obbligatorie due chiacchiere di cortesia con la cassiera.

Ma alla fine questo si avvia e io posso mettere i miei prodotti sul banco. Ma come sempre qui la privacy non esiste, e il cliente dietro di me, attaccato al mio c#lo, inizia a collocare anche lui la merce che ha comprato sul bancone (perché io, a differenza di altri, metto i prodotti vicino alla cassa in modo che i clienti dietro di me possano già iniziare a mettere i propri, così da risparmiare tempo). Ma qui non esiste quel banalissimo accessorio con la scritta "PROSSIMO CLIENTE"  che si usa in Italia, da mettere in mezzo tra i propri prodotti e quelli degli altri, proprio per non mischiare i prodotti tra i vari clienti. Quindi questo gentile e solerte cliente cosa fa? Mette i suoi prodotti attaccati ai miei, così da non capire dove finiscono i miei e iniziano i suoi. E non serve guardarlo male perché tanto non capisce. Ma andiamo con ordine.

Finalmente è il mio turno, ma anche qui la cassiera cerca di vendermi un prodotto in promozione. Ma basta! Non se ne può più di questo! Ma gentilmente dico un semplice "não, obrigado" e mi dirigo in fondo alla cassa per lasciare libero il passaggio (sarò un rompicogl#@ni a volte, ma so quello che devo fare). Come era prevedibile, la cassiera batte anche alcuni prodotti del cliente che era dietro a me. E qui altra perdita di tempo per stornare articoli non di mia pertinenza. Ma in ogni caso riesco a terminare questo giro dantesco e mi affretto a pagare:

"Debito o credito?" - riferito alla carta di pagamento
"Credito"
"Dá um documento pra mim, por favor"
"Claro"
"Pode colocar"
Io devo passare la carta di credito nella macchinetta? Ma é il tuo lavoro, sei una cassiera, perché non lo fai tu? Sei pagata per questo.
"O seu cartão tem chip?"
"Não."
"Então é pra passar ai"
"Ai onde?"
"Ai em cima"
Non funziona
"Outro lado"
"Assim"
"Isso"
"Qual é o numero de segurança?"
"Preciso digitar eu?"
"Não, pode me dizer"
"XXX"
"Tá, obrigada"
"Eu que agradeo, tchau tchau."

E così mi avvio verso casa, con la speranza che questa giornata possa finire presto.

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21 commenti:

  1. Franco, vuoi sapere quello che penso? Che il Brasile ti sta facendo venire " l'esaurimento nervoso " perchè ogni " situazione " brasiliana ti irrita. Non mi permetterei mai di darti consigli ma la tua famiglia è li e questo è molto importante. Ho provato anch'io a vivere quindici anni in un paese che purtroppo non mi sono adattata e quindi so come ci si sente....però penso all'infanzia delle mie figlie ....Oramai mi ero rassegnata a vegetare in quel posto e improvvisamente nel giro di pochi mesi ho cambiato casa e città. Se me lo dicevano non ci avrei creduto. Lo sai anche tu, la vita è imprevedibile!!! Rosanna

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    1. Cara Rossana, hai ragione su molte cose, ed é un peccato che non mi possa esprimere con franchezza al 100%.

      In ogni caso ti posso assicurare che sí, in questo paese mi girano molto le balle, piú che in Italia, ma in quello che ho scritto ho esagerato un po'. Anche se con fatica, mi adeguo alla gente del posto, e quindi non me la prendo cosí tanto. Peró "girano", questo sí!

      E che la vita sia imprevedibile sono il primo ad affermarlo. Quindi mai dare niente per scontato.

      Un abbraccio!

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  2. Ma ci avete veramente creduto a questa storia dell'interscambio?

    Ma visto che ci sono vorrei fare un'aggiunta allo spiritoso (ma non troppo) pezzo di Franco.

    Il Brasile credo che sia uno dei pochi paesi (se non l'unico) ad avere una legge che regolarizza il cosiddetto "atendimento prioritário", ma credo che sia l'unico paese dove gli "anziani, disabili o persone con bambini piccoli" no possono usufruire di questa opportunità, oppure ne fanno un'uso illegale.

    Viaggiando in Topique i giovani, che sono più lesti, salgono rapidamente ed occupano tutti i posti a sedere, mentre in piedi vedi anziani e donne con un bambino appeso alle gonne e l'altro, di pochi mesi in braccio.

    Pensate che i giovani e palestrati si alzino. Col menga. Voltano la faccia verso il finestrino, e li rimangono pietrificati, fingendo di non vedere le persone bisognose. Io sono convinto che questi giovani soffriranno le pene dell'inferno, con lancinanti crampi ai muscoli del collo, ma soffrono pur di non cedere il posto.

    La banca è un'altro luogo dove questa legge viene derisa. All'apertura ci sono due file, gli idosi e i normali. Gli idosi entrano alcuni minuti prima dell'orario di apertura, e poiché sono idosi devono essere accompagnati.

    Quando i normali (e quindi fessi) entrano, scoprono che l'idoso è collocato in un angolo, mentre l'accompagnatore è impegnato a fare normali operazioni bancarie.

    Casa Loterica. Altra stronzata. Io sono in fila, ovviamente chilometrica, quando una vecchietta passa davanti a tutti e paga varie bollette dell'energia elettrica. Sarà una vecchietta con molte casa.

    La fila avanza lentamente. La vecchietta torna con altre bollette, tra cui due fatture del telefono, e passa davanti a tutti. La vecchietta avrà due telefoni.

    Passano pochi minuti, e la vecchietta torna con un fascio di fatture. A quel punto ho dato da matto, gridando e sbraitando come un ossesso.

    MIRACOLO. Gli altri utenti, che per decenni sono stati zitti vedendo vecchietti più arzilli di Braccio di Ferro che forano le file, si sono accodati alle mie proteste, e per quel giorno la vecchietta è sparita.

    Ma so che il giorno successivo e quelli a seguire ha ripreso il suo commercio di pagare le fatture di terzi. Successivamente ho scoperto che si faceva pagare un real una fattura, due reais tre fatture, 4 reais 5 fatture.

    Questo volevo dire, e lo detto.

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  3. Victor Hugo ha chiesto di rimuovere tutti i suoi interventi in questo blog. Non avendo nulla in contrario ed essendo un suo diritto, cosí ho fatto.

    Per "par condicio" rimuovo anche i commenti riferenti a quanto lui aveva scritto. Spero che gli autori dei tali non se la prendano con me e che capiscano che é la cosa giusta da fare.

    Spero per lui che torni presto a casa. Solo qui potrá trovare la pace che cerca.

    Un grande abbraccio ricambiato!

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    1. Verba volant, scripta manent


      La locuzione latina Verba volant, scripta manent, tradotta letteralmente, significa le parole volano, gli scritti rimangono.

      Questo antico proverbio, che trae origine da un discorso di Caio Tito al senato romano[1], insinua la prudenza nello scrivere, perché, se le parole facilmente si dimenticano, gli scritti possono sempre formare documenti

      ( V. H. avra' pensato di essere riconoscibile ,con quel nome cosi' raro in Brasile? )

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    2. Caro Franco, innanzi tutto riconosco che il blog è tuo, e sei quindi libero di non inserire i commenti, ed accetto obtorto collo la tua decisione.

      Ma lasciami dire che non sono d'accordo, perché il testo di Victor Hugo non è vietato ai minori, a parte la sua scarsa conoscenza del portoghese. Scrive come un bambino di seconda elementare.

      Inoltre non sono d'accordo perché mi impedisci di rispondergli al punto (5) nella parte che mi riguarda, ma per fargli capire quanto è imbecille, e rispettando la tua decisione, ho voluto scrivere un breve testo per fargli notare quanto è ridicola la sua affermazione: ".. ou de 6° potencia mundial ??? ahahaha ... ".

      Ma avrei voluto rispondere anche alla sua cretinata: "Porque não responderam minha pergunta sobre banho??? Putz, teve estudante (brasileiro claro) que passou mal com o cheiro sabia? Estou falando serio, não estou sendo ignorante e nem ironico ... é muito complicado isso!!! Sabia que higiene faz parte de uma boa saúde ??? Ja pensei em comprar um kit sobrevivência (desodorizador de ambiente, desodorante, mascara, ... ) rsrsrs ..."

      A Benedetto devo dire che, strano a dirsi, in Brasile il nome Victor Hugo non raro, sarà a causa dell'amore dei brasiliani verso la Francia, senza la quale il Brasile avrebbe avuto un'altra storia.

      Coll'occasione, occorre rammentare che la leggenda degli europei puzzolenti nasce proprio in Francia, tanto amata dai brasiliani, dove la classe regnante (Re Sole docet) copriva il fetore con litri di profumo. Forse sara questa la ragione che la Francia è capitale dei profumi.

      Poi la leggenda si è poi tele-trasportata in Italia, dove il culto del bagno e delle terme risale a secoli prima dell'avvento dell'Impero Romano.

      Ma Victor Hugo non può dire che i suoi amati francesi non si lavano, e quindi, vigliaccamente, accusa i loro cugini italiani.



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    3. Caro Giancarlo, credimi, neanche a me piaceva l'idea di cancellare i vostri commenti, ma mi sembrava la maniera piú corretta da agire.

      Victor Hugo ha dimostrato di essere una persona ignorante e molto piena di stupidi preconcetti, questo lo sappiamo tutti. Probabilmente, quando ha visto che le cose stavano andando in un verso "sbagliato", ha chiesto di eliminare i suoi interventi. Io penso che questo sia un diritto di qualunque. È vero che prima di parlare bisognerebbe pensare molto bene a quello che si dice, ma se uno viene da me e mi dice: "Guarda, mi dispiace ma ho sbagliato. Non voglio piú sapere di questo blog e ti chiedo di togliere il mio nome e quello che ho scritto" io non me la sento di dirgli di no. E cosí ho fatto.

      È come se tu mi dicessi: "Franco, mi hai rotto i coglioni. Non voglio piú che il mio nome compaia nel tuo blog. Cancella tutto quello che ho scritto". Spero che tu non arrivi a tanto, ma se dovesse succedere io direi "va bene", e cancellerei tutti i tuoi commenti.

      Ma poi ho pensato "Puxa, se tolgo i commenti di Victor, poi le risposte che lui ha ricevuto non hanno senso, perché non c'é piú il riferimento originale". Quindi ho deciso di eliminare alcuni vostri interventi. Forse ho sbagliato, e mi scuso ancora con tutti voi, peró a me sembrava una cosa corretta da fare.

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    4. Franco non devi scusarti. Chi dovrebbe farlo è un'altra persona.

      Puxa vida. Se un giorno ti chiederei di cancellare tutti i miei commenti dovresti lavorare due giorni a tutto vapore. Quasi quasi.....

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  4. Il programma di ciencias sem fronteiras non è esattamente un programma di interscambio,ma bensi' un programma di borse di studio offerte dal Governo Brasiliano agli studenti dell'area tecnica-scientifica.
    In Italia ci sono attualmente 560 borsisti, non i 700 di vitor hugo (che non sta' sulla lista)
    Il tutto pagato dal Governo Federale Brasiliano.
    E qualcuno dovrebbe dire al vitor che se pagano per andare a studiare in Italia è perche' il livello delle universita' ,pubbliche e sopratutto private ,in Brasile ,è davvero basso.
    Non voglio addentrarmi nella maniera in cui sono fatte le selezioni,ma immagino che ,come tutte le selezioni pubbliche (in Brasile ma anche in Italia) queste non siano particolarmente meritocratiche e trasparenti.
    Quindi, riassumendo,il nostro eroico vitor hugo becca i soldi federali per andare a studiare in Italia,perche' il Brasile e' in deficit di migliaia di laureati nelle aree tecnico scientifiche, Dilma si fa' bella con questo programma, e i contribuenti brasiliani pagano.
    Mentr ,allo stesso tempo, il Brasile chiama, e paga, giovani ricercatori italiani .
    Quindi l'intelligenza italica e' riconoscita e anche pagata,come sono pagate le nostre universita' per accogliere dei geni freschi di doccia come il vitor.
    Che poi una gran parte delle abitazioni brasiliane non abbiano fogne, e che il deficit abitazionale del Brasile sia altissimo non interessa il vitor, il suo è un paese Moderno,dove tuto funzona bene e al mattino ,se sei sopravissuto alle sparatorie notturno ricevi un bel sorriso di buongiorno. (ma dove? Ma quando?)
    Noi italiani siamo abbastanza ignoranti rispetto agli altri paesi,ma io non ho mai visto delle persone ignoranti sopra il proprio paese come i brasiliani,non tutti,ma quasi.
    Ma sto bendetto PIL li riempie di orgoglio nazionale,hanno superato,(di pochissimo) quello dell'Italia e tutto cio' cancella la disastrosa realta' brasiliana,con infrastrutture a pezzi,fisiche e sociali.
    Le persone come il vitor sono sempre piu' numerose,rimbambite dai numeri e dalle statstiche truccate.
    Quando tornera' in Brasile e sara' rapinato in pieno giorno da un minorenne armato di una pistolona rimpiangera' l'arretratezza italiana.
    Oppure dira' che il rapinatore era un immigrato italiano?

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  5. Giancarlo, non credo che Victor Hugo si scuserà come farebbe un gentiluomo offendendoci sulla leggenda " sobre banho " ma ha preferito eclissarsi diplomaticamente dal blog di Franco che gentilmente gli ha dato quest possibilità in modo molto nobile....nonostante tutto quello che ha vomitato su noi italiani. Rosanna

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  6. Giancarlo, io stavo ironizzando sulla rarita' di Victor Hugo nel Brasile.

    Franco, pero' la richiesta di Victor Hugo di cancellare i suoi commenti
    avresti potuto pubblicala,almeno quella.
    E dai, pubblicala.
    Ciao

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    1. Mi dispiace Benedetto, ma non sarebbe giusto, perché lui ha espressamente richiesto: Peço que retire minhas publicações e não publique está.

      Ciao.

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    2. Ma... almeno un "per favore" c'era?

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    3. Si, é stato per la veritá molto gentile ed educato. Per questo non ho avuto problemi a fare quello che lui ha chiesto.

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    4. Benedetto, in effetti non avevo capito l'ironia. Ma a mia scusante ricordati che sono caduco e parzialmente rintronato, l'età avanza, esta fazendo um estrago na minha cabeça, inoltre sono occupato a leggere l'enorme quantità di materiale sul nuovo libro di Umberto Eco, intitolato "Nel Nome di Rose". Molto, ma molto di più avvincente del primo Nel nome della Rosa.





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  7. FRANCO, TU TI RICORDI DI QUESTO:
    Cara Barbara, tu vuoi sapere se vale la pena mollare tutto e iniziare così una nuova vita? Tutto dipende da quello che hai da perdere e, ovviamente, da quello che hai da guadagnare. Nel tuo caso particolare la risposta è semplice: NO, non vale la pena lasciare l'Italia per ritornare in Brasile. Tu sei riuscita a fare una vita che pochi italiani riescono. Abiti in un posto bellissimo, hai un buon lavoro, guadagni bene e fai quello che ti piace. Quante persone, italiane o straniere hanno tutto questo? Quindi se tu mollassi tutto avresti molto da perdere, ma cosa avresti da guadagnare? Cosa ti offrirebbe il Brasile se tu decidessi di tornare qui? Avresti lo stesso livello di vita, lo stesso guadagno, lo stesso lavoro e tutte le altre cose che ti sei guadagnata andando a vivere in Italia? Se la risposta è affermativa allora puoi pensare di cambiare nuovamente Paese e vita, ma ritornare qui solo per dire "questo è il mio Paese di nascita", rischiando così di perdere tutto quello che hai conquistato con fatica, con la speranza che qui in Brasile tu possa ottenere le stesse cose e forse di più mi sembra proprio un azzardo, per non dire di peggio.
    Sei tu che devi sapere che cosa lasci e cosa pensi di trovare iniziando di nuovo. Io ho fatto questo a 48 anni ma avevo poco da perdere, non ero fortunato come te. Qui la mia vita non è cambiata molto percè ero povero in Italia e sono povero in Brasile (anzi, a mio parere qui è un po' peggio, perchè anche io come Karen non ho un lavoro, abito in una casa che in Italia nessuno vorrebbe nemmeno gratis e sono costretto a viaggiare a piedi o in autobus perchè qui fare un finanziamento per un auto è da suicidio). Però continuo e continuo ad essere ottimista. Ma chi ha un buon lavoro, chi ha una buona vita, sia in Brasile che in Italia, assolutamente non vale la pena mollare tutto per iniziare di nuovo. E' da sciocchi fare questo e gli sciocchi non vanno mai lontano.
    Um abraço.

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    1. certo che lo ricordo. Era un mio commento riferito a Barbara Bueno, del blog BRASIL NA ITALIA. Lei si chiedeva cosa sarebbe successo se fosse ritornata in Brasile e se ne valesse la pena.

      Barbara, paulistana, ma vive in Toscana da diversi anni. È giornalista, ha diversi blog e collabora con diverse agenzie di comunicazione.

      È stata la prima blogger brasiliana che ho conosciuto e se ora dovete sopportare anche a me, un po' di colpa é anche sua, che mi ha ispirato a fare un blog sul Brasile e l'Italia.

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  8. Poiché io non sono buono come Franco, pur non vantandomi della mia malvagità, non posso fare a meno di inserire una parte dell'articolo di Haddad Ucho, uno dei pochi giornalisti liberali rimasti in Brasile, insieme a Azevedo a altri che si contano su una mano

    Governo deixa de pagar bolsistas do “Ciência sem Fronteiras”, que passam dificuldades na Alemanha.

    Vergonha internacional – Alguns integrantes da esquerda brasileira vez por outra afirmam que há por parte do ucho.info certa implicância com o PT e seus atabalhoados governos, mas é preciso reconhecer que a legenda, especialista em populismo pirotécnico, merece muito mais críticas do que as que lhe dedicamos diariamente.
    ....
    Para substituir Haddad no ministério, a presidente Dilma Rousseff indicou um companheiro que deixa muito a desejar quando o assunto é competência. Trata-se do ex-senador Aloizio Mercadante, o irrevogável, que até agora nada fez pelo Ministério da Educação.
    Na verdade, o que Mercadante conseguiu fazer até então foi deixar sem dinheiro os estudantes brasileiros selecionados pelo programa “Ciência sem Fronteiras” para participarem de intercâmbio em universidades da Alemanha.
    Quando o tal programa foi lançado, a pirotecnia palaciana entrou em ação, como se fosse a maior revolução de todos os tempos. Acontece que os estudantes brasileiros que se encontram na Alemanha, há dois meses não recebem o valor referente à bolsa, estipulada em 870 euros mensais, o que equivale a R$ 2.350,00.
    ................
    Quando o ucho.info afirma que o PT brinca de governar e que a palavra planejamento não consta do dicionário da companheirada, os petistas ficam revoltados e nos acusam de integrar o Partido da Imprensa Golpista (PIG).
    O pior nesse imbróglio é os estudantes sem dinheiro na Alemanha verem pela televisão a presidente Dilma Rousseff ensinando os europeus a saírem da crise. Presidente Dilma, como se sabe, no PT boné tem em todo canto. Pegue um qualquer disfarçadamente e deixe o Palácio do Planalto sem direito a retorno.

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  9. Povero Victor Hugo, che tra poco dovra´ riscrivere "i Miserabili"

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    1. Caro Anonimo, ti ringrazio di aver dato un tocco di internazionalità al mio blog ma, non me ne volere, cosa c'entra la vendita di appartamenti, perdipiú negli Stati Uniti, con quello che abbiamo scritto?

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