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lunedì 15 ottobre 2012

PILLOLE QUOTIDIANE II


Già in passato avevo consigliato, a chi venisse in Brasile per la prima volta, di stare attento ad attraversare la strada. Prendendo spunto da questo, posso affermare che qui in Brasile, fermarsi un poco davanti a un incrocio, a volte può essere divertente.

La prima cosa che si nota è il fatto che le persone attraversano la strada sempre di corsa. Questo perché i cari automobilisti di questo paese, dotati di un senso civico degno di un macaco del Borneo, non si fermano per nessuna ragione al mondo. Non ha importanza che tu sia sulle strisce o in strada aperta, che tu abbia un figlioletto al seguito o un cagnolino al guinzaglio, nemmeno che tu sia giovane o vecchio. Loro non si fermano mai, quindi sei costretto a correre per non venire investito. E’ chiaro, qualche anima pia si trova, e quando ti vede fermo sul marciapiede ti lascia passare. Ma lo fa con un modo e con un gesto che sembra proprio dire “Cerca d muoverti, pezzo di cretino, che non mi posso fermare”. Ma invece di mostragli il dito indice sei costretto a essere gentile e a ringraziare alzando il pollice, come segno di “OK, sei un grande. Grazie per esserti fermato”.

Questi automobilisti sono così civili che i poveri ciclisti sono costretti a pedalare sui marciapiedi oppure letteralmente in mezzo alla corsia, come se avessero uno moto di grossa cilindrata. Questo perché se pedalassero lungo il bordo della strada, come si fa abitualmente in Italia, corrono il serio rischio di venire investiti da qualche automobilista poco rispettoso verso gli altri. Più di una volta è mi è successo che, pur camminando sul marciapiede, qualche macchina passasse così vicino a me da battermi sul gomito con lo specchietto. Ovviamente senza che il conducente si preoccupasse più di tanto. Per questo, torno a dire, se venite in Brasile state attenti alle macchine.

Un’altra cosa che a me fa morir dal ridere è il seguente: immaginate di essere a piedi, sul marciapiede di un incrocio. Dovete attraversare la strada per andare dall’altro lato, ma arriva una macchina, e questa si ferma allo STOP proprio davanti a voi. Siccome è l’ora di punta e c’è traffico questa macchina non parte subito. Di solito voi cosa fate? Passate dietro la macchina e, stando attenti che dall’altro lato non venga nessuno, attraversate la strada. Qui no. Qui il brasiliano medio rimane fermo sul proprio marciapiede e aspetta che la macchina passi. Poi attraversa la strada. Di corsa. Ho fatto un disegno per far capire meglio:

incrocio

Giuro che è la verità! Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che possono passare di dietro. Non sapete quante situazioni come queste vedo tutti i giorni. Non sto esagerando né tantomeno mentendo. Qui fanno così.

Sempre a riguardo di auto, una differenza che c’è con l’Italia è il tipo di macchina che preferiscono. In Italia il modello che va per la maggiore è la Station Wagon. E infatti molte case automobilistiche, anche quelle più blasonate o sportive come BMW, Audi o Mercedes, hanno sempre vari modelli in versione SW e, se non è cambiato in questi anni, sono i modelli più venduti. Non so il motivo di questa preferenza. Io avevo una SW e l’adoravo. Forse è per una questione di spazio e comodità, o forse è perché a noi italiani piace viaggiare. Qui in Brasile invece il modello più ambito è la tre volumi, qui chiamata “Sedan”. La Sedan è la macchina dell’uomo di successo, di chi è arrivato, di chi ha conquistato un buon livello sociale. Ecco allora che le varie case propongono modelli che in Italia non si trovano e state pur certi che per ogni auto c’è una versione a tre volumi. Il fatto che una cosa è vedere un Mercedes o un’Audi Sedan, un’altra è veder circolare utilitarie con questo “sedere” di fuori, con arie di macchina importante, lussuosa. Ecco allora che troverete una Polo, una 207 o una Fiesta a tre volumi. Ma si sa che il sedere è la “paixão nacional” del Brasile, quindi…

Sempre rimanendo in campo automobilistico, sapete di cosa diventano matti i brasiliani? Delle ruote! Qui “a gente pira”, cioè dà fuori di testa, per i cerchioni in lega. Allora è facile vedere automobili nuove, ma anche vecchie carrette sgangherate, con cerchioni cromati da 18” e gomme ultra-ribassate. Non sto mentendo. Conosco uno che diventa matto per i pneumatici. Tutte le volte che andiamo insieme in qualche supermercato passa un buon tempo nel reparto autoaccessori per vedere e toccare ogni gomma che vede. “Olha que lindo!”, esclama ogni minuto. “E olha esto”. Il bello è che non ha nemmeno la macchina, Sto pensando seriamente di regalargli per Natale un pneumatico nuovo. Lo potrà mettere in sala vicino alla TV, o in camera da letto quando la moglie non c’è. Ma è un’ottima persona, ve lo assicuro.

Bene, anche questa volta è tutto. Spero che abbiate apprezzato l’ironia di questo post e che nessuno se la prenda più del necessario. In ogni caso ricordatevi. quello che scrivo è tutto vero!
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9 commenti:

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  2. Franco,qualche volta leggo qualcosa di simpatico e non posso fare a meno di sorridere. Che non me ne vogliano i brasiliani:) Rosanna

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  3. Bisogna dirla tutta! i Brasiliani, che hanno fretta SOLO in macchina, non rispettano solamente i pedestri o le biciclette ma non rispettano nemmeno loro stessi! Mai visto tanti frontali in vita mia! Sai quante volte butto l´occhio per vedere se posso sorpassare ma desisto perche´non in sicurezza e quello dietro invece passa e...inchioda mettendo in opericolo tutti!
    Dopotutto oltre 30mila morti in incidenti l´anno la dicono tutta sulla loro intelligente condotta di guida

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    1. Concordo con Anonimo. Mi dispiace ammetterlo ma il rispetto per gli altri qui in Brasile non sanno nemmeno cosa sia. E questo vale in città enormi e caotiche come Sao Paulo che in cittadine di campagna nel interior. Nessuno ha rispetto per nessuno. Nè l'automobilista come il motociclista o anche il ciclista. Tutti pensano di avere il diritto di fare quello che vogliono. E' chiaro che questo succede non solo in Brasile, ma se io vado in India mi aspetto un transito caotico, qui no. E inoltre non mi aspetto critiche di guida da parti di brasiliani che vengono o che vivono in Italia.

      E' sbalorditivo vedere in televisione, durante i cari telegiornali o notiziari, quanti automobilisti hanno "perso il controllo dell'auto" e causato paurosi incidenti. Io in 30 anni di guida non ho mai perso controllo mentre guidavo, e dire che di cazzate a 18 anni ne ho fatte! Eppure...

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  4. purtroppo é proprio cosí, qui a Rio é un'avventura sia ad uscire in macchina che a piedi, non sai mai se torni a casa sano.
    La regola non scritta é che chi ha un mezzo a motore ha sempre la precedenza sul pedestre che sia su strisce pedonali o no poco importa, a volte capita che al semaforo si fermino ma non é la normalitá, soprattutto gli autobus tirano dritti nel 90% dei casi!
    Non c'é da stupirsi che il brasile sia uno dei paesi con piú alto indice di morti sulle strade, tra pazzi incoscienti, autisti ubriachi, gente che si crede ayrton senna si salvi chi puó!

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  5. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno: qui in Brasile il 90% degli automobilisti guida col culo! E non è un problema di cultura o altro, ma semplicemente di intelligenza e civiltà.

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  6. Aggiungo qualche osservazione a quelle giustamente fatte da Franco.

    Nel nordest, dove vivo,non so' se per paura di essere rapinati o che,ma il cellulare lo vedi usare solo da persone in macchina.
    E' incredibile vedere persone che appena entrano in macchina e magari dopo aver preso i figli all'asilo,mettersi a telefonare e uscire dal parcheggio allo stesso tempo.
    Ho visto autisti,so soli in macchina,eh, andare con il lettore dvd acceso ,in mezzo al traffico,tutti contenti quando si accorgono di essere guardati.
    Sembra che mettersi alla guida della macchina inneschi la telefonata,forse per poi poter dire "sto andando,sto arrivando,etc,etc"
    I ciclisti,persone che per lo piu' hanno come unico mezzo di locomozione appunto la bicicletta,credono di essere invulnerabili,andando contromano e sovente non avendo neanche i freni.
    A che servono i freni?
    Sui marciapiedi ,quando sono liberi da macchine in sosta, potrete non crederci,ma i marciapiedi qui sono parcheggi,con tanto di strisce,e quelli davanti a negozi hanno anche il oro arogante cartello con scritto "riservato ai clienti" come se il marciapiedi fosse loro.
    Ma questa è la cultura del puxadinho,e cioe' quella dello spazio davanti ad una proprieta',che diventa,per chissa' quale diritto civile, parte della proprieta' stessa.

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  7. Avevo diviso il mio post in due parti,purtroppo la seconda è andata perduta.
    Magari ritornero' sull'argomento ,che mi sta piuttosto a cuore.
    Ora ho solo tempo per aggiungere un link di youtube, magari da mostrare agli amici brasiliani che ancora non vogliono ammettere l'incivilta' della quasi totalita' dei loro compatrioti al volante.

    http://www.youtube.com/watch?v=tSQXtPI5AJE&feature=related

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  8. Un'altra cosa divertente é che i brasiliani adorano le scorciatoie. In qualunque parte devono andare, sia a piedi che in macchina, loro prendono sempre le viuzze laterali, pensando che in questo modo guadagnano tempo. Io sono invece che la via piú semplice é sempre é la migliore, ma é una questione di idee.

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