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domenica 30 settembre 2012


In questi giorni si sono svolti qui in Brasile due concorsi legati alla bellezza e alla donne. Il primo è MISS BRASIL 2012, vinto ancora una volta da una  gaúcha di Rio Grande do Sul, Gabriela Markus, di 23 anni.

missbrasil

Questo succedeva a Fortaleza, nello Stato del Ceará. Nello stesso tempo, da un’altra parte del Brasile, precisamente a Belo Orizonte, in Minas Gerais, si svolgeva un concorso simile, nel senso che un gruppo di bellezze venute da varie parti del Brasile gareggiavano in un concorso di bellezza. Con la sola differenza che in questo caso si trattava di vincere il primo concorso di MISS PROSTITUTA. Sì, avete letto bene, proprio “prostituta”.

L’idea di questo evento è stata quella di combattere i vari preconcetti che si hanno contro questa classe lavorativa.

A vincerlo è stata Giovana da Silva, in arte Mara, di Espirito Santo.

missprostituta

Durante la premiazione ha affermato che “Agora, vai ser diferente a minha vida. Vou ser mais conhecida pelas pessoas”. E come non darle torto dopo aver vinto un titolo così importante!

Giovana, o Mara che sia, oltre alla coppa che sicuramente impreziosirà la sala della sua casa e quel bel mazzo di fiori. ha guadagnato 3.000 R$ e farà pubblicità per uno shopping per il Natale di questo anno. Questo ovviamente tempo permettendo, tra un cliente e un altro.

Quindi non rimane altro che congratularsi con queste due belle ragazze che, grazie a questi eventi, la loro vita sicuramente cambierà in meglio.
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Non sono io a dirlo, ma un ingegnere portoghese che da quasi un anno vive a Rio de Janeiro.  Sarà che tutto il mondo è paese?

"Tudo no Brasil é muito difícil", diz engenheiro português há 11 meses no Rio

Há 11 meses morando no Brasil, o português Luís Gomes, 30, ficou impressionado com a burocracia em atividades quase corriqueiras no país. "Abrir uma conta bancária, alugar uma casa, tudo no Brasil é muito difícil! Não entendo o sentido de certas exigências e há impostos para tudo", diz o estrangeiro.

Encontrar um trabalho foi a parte fácil. Engenheiro civil, especialista em obras estruturais como para contenção de encostas, Gomes encontrou emprego em dois meses no Brasil. Tem visto de trabalho, carteira assinada, tudo certo. Mas não pode assinar pelos seus trabalhos. Seu diploma não é reconhecido no Brasil.

Apesar de seis anos e meio de formado em uma das melhores escolas de engenharia da Europa, o Instituto Superior Técnico, e chefiando obras nos Estados do Rio, São Paulo e Minas Gerais, Gomes tem que pedir a chefes e parceiros brasileiros para assinar os trabalhos.

A "burobarreira", expressão criada pelo ministro de negócios estrangeiros de Portugal, Paulo Portas, afeta portugueses que deixaram o país em busca de emprego, devido à crise, e que encontraram no Brasil farto mercado de trabalho. A falta de engenheiros virou mantra de 10 em cada 10 empregadores do país.

Quando perguntam se ele está "roubando" empregos de brasileiros, Gomes responde: "Na minha área, pelo menos, não existe mão de obra para esta fase de expansão das construtoras", diz. "Eu mesmo estou a buscar engenheiros para minha equipe e ainda não encontrei um candidato com formação ideal ao preço que estamos dispostos a pagar."

Gomes não foi o único estrangeiro a descobrir o Brasil. Ele conta que, de 40 currículos que recebeu de um site de empregos, 25% eram de portugueses e 10% de sul-americanos. "Não faz sentido a barreira neste momento, é um obstáculo ao desenvolvimento das empresas."

O engenheiro conta que espera que o acordo entre Portugal e Brasil para o reconhecimento dos diplomas de engenheiros portugueses no país possa começar a valer até o fim do ano. Hoje, diz Gomes, o processo de reconhecimento é demorado e não há certeza de que dará certo.

"Conheço engenheiros experientes que tiveram que fazer disciplinas no Brasil e outros que não conseguiram resposta ao pedido de reconhecimento. Não é algo objetivo e em muitos casos não é concedida a validação [do diploma]", diz Gomes.

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sabato 29 settembre 2012

Il Brasile cancella la prima opera promessa per la Coppa del Mondo

Il governo brasiliano ha annunciato il Venerdì 2) la prima cancellazione di una  opera che era promessa per la Coppa del Mondo: la costruzione del Veicolo Light Rail (VLT) in Brasilia. Il progetto è stato condotto in collaborazione con la Francia ed è stato paralizzato per quasi due anni a causa di accuse di corruzione.

Il VLT faceva parte dei piani di miglioramento dei trasporti nella capitale brasiliana durante la Coppa del Mondo, che avrà Brasilia come una delle sue 12 sedi secondarie. Il progetto mirava a unire l'aeroporto in una zona di hotel, che si trova a circa 500 metri dallo stadio in costruzione per l'evento.
Secondo fonti ufficiali, la decisione di annullare definitivamente le opere è stata presa dal governo regionale di Brasilia, che escludeva l'edificio dopo aver visto che, a causa di casi trattati dal giudice di presunte irregolarità, il VLT non sarebbe stato pronto per la Coppa del Mondo.

Il progetto, il cui costo era stato preventivato a 276,9 milioni di reais, ha avuto il sostegno della Banca Mondiale (BM) e l'Agenzia francese per lo sviluppo, che nel 2009 si sono impegnati a finanziare buona parte dei lavori. L'accordo con la Francia è stato annunciato il 7 settembre 2009, nell'ambito di una visita dall'allora presidente Nicolas Sarkozy al paese.

Il progetto, tuttavia, è rimasto paralizzato dopo una serie di accuse di corruzione che ha colpito il governatore di Brasilia, al momento, José Roberto Arruda, che infine è stato messo sotto accusa per la presunta responsabilità nel mezzo di uno scandalo di tangenti.

Il Brasilia VLT è la prima opera che viene cancellata entro il piano che il governo ha fissato per il miglioramento delle infrastrutture delle città che saranno la sede della Coppa del Mondo.

fonte: Epoca

E siamo solo all’inizio…
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mercoledì 26 settembre 2012


Ho ricevuto ieri una email da un mio amico italiano, che chiameremo, per rispetto alla sua privacy, Carlo (nome inventato). Oltre che salutarmi, mi scrive per darmi alcune idee e per raccontarmi la sua esperienza avuta col Brasile. Lui è medico chirurgico e sta tentando da molti anni di far validare la sua laurea anche qui in  Brasile, dato che avrebbe il desiderio di venire a vivere in questo paese. Ma le cose non sono mai come sembrano, e a tuttora non è ancora riuscito nel suo intento. E non certo per colpa sua. Questo per dimostrare ancora una volta le falsità che la Dilma racconta ogni giorno al mondo intero (nel suo discorso di qualche giorno fa all’ONU c’era da ridere per non piangere).

Ciao Franco come stai? Ti ricordi di me, Carlo il medico italiano? Ci siamo presentati qualche mese fa e ci siamo scambiati l'indirizzo e-mail...

Da tanto non ricevo tue notizie e io non ho novità da darti, infelicemente non ho trovato neanche una "janelinha aberta" per vivere in Brasile che è ancora il mio sogno...al di la di pregi e difetti che come sai esistono in ogni Paese credo che ognuno di noi abbia affinità insita per un luogo dove vivere e credo che per me sia proprio il Brasile, ma non essendo sposato ne avendo denaro da investire non ho mai avuto la possibilità di avere un visto.

Come ti ricorderai stavo anche tentando di validare il mio titolo di studi in Brasile (sono anche specialista in chirurgia ma in Brasile questi miei titoli valgono meno della carta igienica, non importa nulla a nessuno), ma per ora sto desistendo perché è un processo estremamente complicato a causa della "mafia" della corporazione medica brasiliana che non vuole medici stranieri nonostante la gravissima mancanza di professionisti nel paese.

Mi dispiace davvero che a causa del tuo blog tu abbia questioni familiari ma non posso che rinnovarti i miei sinceri complimenti per come gestisci questo spazio, per ricchezza di contenuti, per obiettività e per varietà di argomenti.

Quando stavo con una ragazza brasiliana circa due anni fa (è così che è cominciata la mia passione profonda per questo Paese) avevo lo stesso problema: le persone intelligenti come me e te riconoscono i pregi e i difetti del luogo dove abitano, è naturale riconoscere obiettivamente le cose meravigliose ma anche le cose che non vanno nella società i cui si vive, ma questo è positivo perché per cambiare le cose in meglio occorre prima riconoscere che stanno andando male. Benché non sia un profondo conoscitore del Brasile come te concordo pienamente con tutto quello che scrivi...ricordo quante discussioni ho avuto con la mia ex-ragazza quando criticavo aspetti del "suo" Paese, era un litigio continuo perché la verità è che a livello inconscio tutti ni accettiamo con diffidenza le critiche mosse da "stranieri", non c'è niente da fare è naturale...

… infelicemente l'iter del mio caso (Medicina) segue regole particolari, considera che sono ormai 2 anni che sto in questa battaglia ma neanche sono all'inizio. Mi dispiace doverlo dire ma nell'area medica esiste una fortissima "mafia" locale degli ordini professionali che non vogliono concorrenza straniera, pensano che solo loro abbiano la preparazione necessaria per essere ottimi medici in Brasile. Anche la stessa Dilma ha dichiarato che oggi mancano almeno il 40% di professionisti nel paese ma l'iter che ci sottopongono è impossibile da superare ( a meno che non conosci qualche Governatore).

La validazione si compone delle tappe descritte qui, è possibile ottenerla SOLO in Università pubblica e spesso l'iter varia da università.a università. Inoltre cosa importante per alcune aree (neanche a dirlo Medicina) richiedono già all'atto della presentazione della documentazione anche il visto permanente, cosa illegale perché il processo di validazione è solo un processo universitario, io posso decidere di rivalidare oggi ed andare a lavorare in Brasile tra 20 anni...a fronte di questa irregolarità fare una causa sarebbe inutile e tempo perso.

Inoltre spesso (manco a dirlo in Medicina) all'atto dell'iscrizione per il processo può venire richiesto il Celpe Bras (Certificato Proficiencia Lingua Portuguesa) cosa anche questa illegale come nel caso del visto per gli stessi motivi. Resta il fatto che ad oggi la percentuale di passaggio dell'esame (eh si noi medici dobbiamo fare anche un esame su TUTTO quello che abbiamo studiato in 6 anni e molti di più) è inferiore all'1%...

Umiliazioni se ne ricevono in continuazione, i titoli stranieri sono visti con MOLTA diffidenza (a meno di non avere amicizie altolocate, in quel caso si va dritti alla meta), sia che vi siate laureati in Italia, Comunità Europea, USA (qualche anno fa è spuntato il caso eclatante di lauree ad Harvard non riconosciute).

Il Brasile è anche questo, persone meravigliose del dia a dia ma chi lavora nelle alte sfere con poteri decisionali è affetto da una chiusura mentale derivante da profonda ignoranza e da corruzione dilagante. Non che in Italia siano molto diversi ma la differenza è che il Brasile ha bisogno di professionisti (col risultato che in molte aree del Paese non hanno alcuna assistenza medica), l'Italia ne ha fin troppi da doverli esportare.

… sono ormai più di due anni che cerco ogni modo per vivere e lavorare in Brasile, è (ma ora sto desistendo) il sogno nel cassetto, a dire il vero non so dirti perché ma è così. Dopo due anni di lotta in cui ho tentato tutte le strade possibili oggi vedo che non c'è niente da fare perché on ho alcuna possibilità di ottenere un visto, non ho conoscenze li se non grandi amici che però non mi possono aiutare. In sostanza sono fortemente demotivato ad occuparmi seriamente e con continuità di qualsiasi argomento riguardi quel meraviglioso Paese perché ogni volta è come se mi entrasse una spina nel cuore. Quindi non ho fatto e non penso di fare un blog mio perché sono fortemente demotivato, esausto di lottare e pensare in qualcosa per ora di irrealizzabile. Per fare un blog occorre essere motivati, occorre anche creare contatti e rispondere a chi interviene, cose che io "fisicamente e moralmente" oggi non sono in grado di fare per i motivi citati.

Non è una questione di tempo credimi, né una questione di scarso interesse.

Vedo invece che anche se scrivi meno nel tuo blog lo tieni sempre costantemente aggiornato, scrivi molto bene e mi trovo sempre in sintonia con quello che scrivi, con le tue osservazioni in merito al Brasile ed ai brasiliani, strano a dirsi ma anche io sono spesso critico nei loro confronti eppure amo quel paese.

Riguardo agli spunti su articoli te ne potrei fornire tanti sia di carattere sociale, economico ma anche professionale (dal mio punto di vista medico ti potrei fornire tante informazioni) e potrei anche aiutarti a raccogliere dati in merito per scrivere articoli che siano quanto più possibile attinenti alla realtà. Ad esempio alcuni spunti potrebbero essere:

1) Tempo fa accennavamo agli aspetti sociali della vita di coppia in Brasile quindi percentuale di divorzi, percentuale di donne madri in giovane età (molto alta in Brasile; per giovane età intendo comunque maggiorenni). Ho notato ad esempio che esistono un gran numero di giovani ragazze sposate e con figli a partire dai 20-21 anni e parlo di persone di classe media quindi con istruzione normale.
Inoltre dato estremamente divertente è la fama dell'uomo brasiliano di traditore per eccellenza, sarà vero? Sono solo spunti divertenti, niente di serio, ma ogni tanto qualche argomento leggero giova al morale...
2) Sarebbe interessante fare un'analisi sociale di massima dei guadagni e delle spese che un cittadino brasiliano deve affrontare, ovvero quanto si guadagna in media e quanto si spende in media; è utile per tutti coloro che non sanno che in Brasile si lavora tanto, si guadagna uno stipendio medio-basso e soprattutto ci sono tante cose della vita di tutti i giorni che sono a pagamento (piano di salute, istruzione), cose che per noi italiani sono difficili da accettare.

Infine un cenno a quanto costano articoli che fanno parte della vita di tutti i giorni, quanto costano care le auto, l'elettronica di consumo domestico...perché chi si vuole trasferire in Brasile deve avere un'idea di quanto gli costerebbe mantenere lo stesso tenore di vita che ha in Italia.

3) Il Brasile è in grande crescita per cui sviluppare l'argomento validazione titoli accademici sarebbe interessante; ora con la crisi di lavoro che c'è in Italia ed in Europa in generale penso che molte persone stiano dando un'occhiata al Brasile per lavoro.

4) Si potrebbe anche creare una mappa dei vari Stati tipo un sottoblog dove si analizza la vita ei vari stati, le differenze, così chi ci vive può dare il proprio contributo magari elencando pregi e difetti delle varie città, creando contatti di persone nei vari luoghi...

5) Analisi del Brasile come entità unita, ovvero le differenze che esistono tra le varie parti, nord-est, centro, ovest, sud...

Sono solo alcune idee ma me ne verranno in mente altre...
Attendo tue notizie...
Abraços.
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martedì 25 settembre 2012


Adoro questo paese… e qualcuno ha anche il coraggio di chiedermi perché non me ne vado via…

Artilharia pesada! Candidatas ao Miss Bumbum fazem paredão para fotos

Candidatas ao Miss Bumbum fizeram um paredão para posar fotos na noite desta segunda-feira, 24. Laura Keller, ex-Mulher Múmia, a ex-latinete Andressa Urach e a transexual Amanda Sampaio estavam entre as concorrentes à edição 2012 do concurso que posaram em trajes minúsculos nos bastidores do programa “Superpop”, da RedeTV!.

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CANDIDATAS MISS BUMBUM NO SUPER POP


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fonte: Globo.com

Após embate com Melancia, Solange Gomes agora enfrenta Popozuda

Depois de embate contra Andressa Soares, a Mulher Melancia, para ver quem tem o bumbum maior, Solange Gomes agora resolveu enfrentar Valesca Popozuda para ver quem tem a maior “comissão de frente”. Nesta segunda-feira, 24, a modelo e a funkeira posaram fazendo graça com seus decotes nos bastidores de um programa de televisão. E aí, quem ganha?
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fonte: Globo.com
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giovedì 20 settembre 2012


Qui in Brasile è tempo di elezioni. Bisogna votare per i vari sindaci e consiglieri comunali. E se nelle scorse elezioni ha fatto scalpore la candidatura del pagliaccio Tiririca, famoso qui in Brasile, ecco che quest’anno, giusto per smentire, troviamo candidati come Batman, Robin e Bin Laden. Perché in fondo queste sono le elezioni in Brasile: una vera pagliacciata!

Batman, Chapolin e Bin Laden estão entre os candidatos a vereador de Aracaju

Como de costume, as eleições municipais deste ano estão repletas de candidatos espetaculares, que buscam obter a maior quantidade de votos por meios pouco convencionais, abusando de elementos cômicos e, quiçá, trágicos. Esta modalidade de candidatura manifesta-se principalmente entre os pleiteantes a vereador, contudo não mais se restringe aos partidos nanicos, abrangindo siglas de importância nacional, como PMDB e PSDB.
Na corrida maluca e eleitoral de Aracaju, capital de Sergipe, concorrentes anônimos travestidos de super-heróis, de comediantes e até de terrorista internacional disputam a preferência do aracajuense. Batman, Robin, Chapolin e Bin-Laden são algumas das atrações do horário eleitoral gratuito.
Dener Batman (PMDB), por exemplo, utiliza, além da fantasia do homem-morcego, a identidade incorruptível do personagem dos quadrinhos e dos filmes para angariar votos. “Vote em Batman, pois esse sim não vai fazer nada, nada, nada contra o povo. Só a favor”, afirma o peemedebista em propaganda eleitoral.
O homônimo do mentor do atentado terrorista de 11 de setembro, Bin Laden (PSDB), vestindo um casaco verde camuflado e uma boina escura, promete, caso eleito, lutar por mais creches e contra o trabalho infantil. Já Chapolin (PSL) recorre ao bordão do personagem vivido pelo ator mexicano Roberto Bolaños para chamar a atenção do eleitor: “Quem poderá nos salvar?”, questiona o candidato com pouca desenvultura. “Eu, Chapolin!”, responde o próprio herói.


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mercoledì 5 settembre 2012


Quello che sta succedendo a São Paulo, ma in Brasile in genere, sta diventando argomento internazionale. Questo è un articolo tratto dal New York Times. È strano vedere che anche la stampa estera si sta occupando di questi gravi problemi, ma chi é a capo di questo governo sembra nemmeno preoccuparsi. Forse ha ragione Alessandro, quando nel suo blog scrive "... qui non si allarma proprio nessuno, neanche di fronte a centinaia di morti. Tutto sembra infatti scorrere imperturbabile nel grande Paese sudamericano; tutto sembra diluirsi nella sua straordinaria predisposizione alla rimozione della realtà  al non affrontare mai nulla con realismo e pragmatismo".

Na noite de sábado, 3 de novembro, Marta Umbelina da Silva, uma policial militar de São Paulo e mãe solteira de três filhos, foi assassinada na frente de sua filha de 11 anos, na porta de sua casa em Brasilândia, uma comunidade desfavorecida na Zona Norte da cidade.


Os registros da polícia mostram que Marta, 44 anos, nunca havia prendido ninguém em seus 15 anos de carreira. Ela era uma entre centenas de oficiais de baixo escalão encarregados principalmente da administração interna.

A maior cidade da América Latina continua descendendo em uma violenta rixa sangrenta entre a polícia e uma facção do crime organizado, o Primeiro Comando da Capital (PCC).

Até agora, 94 policiais foram mortos em São Paulo em 2012 — número duas vezes maior do que no ano passado. Entre julho e setembro, policiais militares em serviço mataram 119 pessoas na região metropolitana e, apenas nos três primeiros dias do mês de novembro, 31 pessoas foram assassinadas na cidade.
Essa estatística esconde uma história mais profunda sobre as cidades latino-americanas, sua polícia e a guerra contra as drogas.

O único erro de Marta foi viver em uma comunidade desfavorecida, e, como policial, ela não estava sozinha. Quase todas as mortes de policiais de São Paulo em 2012 aconteceram quando eles estavam fora de serviço. Os assassinatos têm se concentrado nas áreas pobres da cidade e muitas vezes ocorrem na porta de suas casas. As vítimas costumam ser conhecidas em suas comunidades e moradoras de zonas controladas pelo crime organizado, longe da proteção proporcionada nas partes ricas da cidade.

Em cidades em expansão como São Paulo, os policiais mal remunerados com frequência vivem lado a lado com membros do crime organizado em periferias urbanas espalhadas pela cidade e negligenciadas pelo governo. Frequentemente designados para trabalhar em áreas distantes de suas casas, eles estão protegidos em serviço, mas, fora do horário de trabalho, não dispõem de praticamente nenhuma segurança.

Nos anos 1990, facções criminosas como o PCC emergiram em prisões violentas e começaram a disputar territórios urbanos. O controle relapso das armas de fogo, as fronteiras pouco vigiadas e o lucrativo tráfico de drogas tornaram a situação pior.

“A gente jogou bola juntos quando éramos crianças” − contou-me recentemente um policial civil chamado André, referindo-se aos traficantes locais − “mas eu consegui seguir pelo caminho certo”. André cresceu em Jardim Ângela, bairro de São Paulo antes considerado o mais perigoso do planeta pela Organização das Nações Unidas.

Sua infância se assemelha à de muitas crianças pobres. Ele morava em uma casa construída por seus avós imigrantes e estudava em escola pública. Na adolescência, escapou de gangues de traficantes rivais e de grupos de extermínio formados por policiais fora de serviço. Comuns em muitas cidades brasileiras, esses esquadrões anticrime variam de justiceiros locais a grupos paramilitares conhecidos como milícias.

Recentemente, André precisou deixar o Jardim Ângela, depois de ser acusado de delação por traficantes. Atualmente, para viver em relativo anonimato em outra parte da cidade, ele precisa emendar turnos em três ou quatro empregos.

Muitos dos que hoje são policiais civis e militares foram amigos ou colegas de escola dos atuais membros do crime organizado. Vários policiais têm parentes que se casaram com criminosos e, às vezes, continuam morando ao lado ou de frente uns para os outros. Os concursos públicos da polícia brasileira selecionam seus candidatos por nível educacional e criam empecilhos para o crescimento profissional e a mobilidade econômica. Sem se afastar do trabalho para estudar durante alguns anos, é impossível subir os degraus corporativos da força policial.      

Com poucos meios de sair das comunidades carentes, os policiais encontram outras maneiras de sobreviver. Alguns deixam suas armas e distintivos no trabalho. Outros assumem identidades diferentes em suas vizinhanças como professores de história, motoristas de táxi ou seguranças privados, ou passam despercebidos por grupos criminosos simplesmente por não se socializarem. Há também os policiais corruptos que pertencem à “folha de pagamento” das organizações criminosas, assim como aqueles que escolhem se tornar milicianos. 

Em junho, antes da crise atual, um policial civil me disse que a coexistência com o PCC tem a mesma dinâmica de contenção da Guerra Fria e as consequências reais da destruição mutuamente garantida. 

Embora tentem, os líderes políticos não podem fugir da responsabilidade. O governador de São Paulo, Geraldo Alckmin, já testemunhou tamanha violência anteriormente. Alckmin governou o estado antes de uma série de ataques do PCC em 2006 e aumentou modestamente os salários dos policiais militares nos últimos anos, o que não tem feito muito para amenizar a exposição dos oficiais de baixo escalão.

Há um grande abismo entre o que os políticos acreditam que deveria acontecer e as consequências de suas ações para os policiais em áreas pobres. Na verdade, prometer a submissão das facções à autoridade, como fez Alckmin, atiça o fogo da retaliação. Sua recente afirmação de que “quem não reagiu está vivo” – uma nova versão da frase usada pelo ex-governador Luiz Antônio Fleury para descrever o massacre de 111 detentos no presídio de Carandiru − provocou o PCC, disparando a contagem dos corpos e trazendo São Paulo de volta a uma era de repressão policial. As vítimas são, geralmente, os alvos mais próximos e fáceis — pessoas como Marta.

A polícia não pode atender às expectativas públicas enquanto estiver preocupada em esconder sua própria identidade. As propostas para a segurança pública precisam refletir essa realidade. O aumento de salários e a eliminação de dificuldades de desenvolvimento de carreira ajudam; no entanto, o Brasil e outros governos latino-americanos precisam encontrar maneiras de transformar os policiais em recursos valiosos e respeitados em suas próprias comunidades, através da projeção de uma imagem mais humana da força policial ou de seu uso em outros serviços públicos locais.

A recente troca na secretaria de segurança pública e no comando das polícias militar e civil é um avanço, mas é necessário que essa nova liderança esteja aberta a novas ideias e que coloque em prática uma visão que ataque diretamente as falhas do sistema. 

Uma coisa é certa: sem uma nova abordagem, a violência talvez nunca diminua verdadeiramente.


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Non sta dicendo niente di nuovo. Sono cose che ormai conosciamo tutti molto bene. Ma quando queste cose le dice il Presidente del Supremo Tribunale Federale, ecco allora che quello che tutti pensano viene dimostrato in forma ufficiale.


O ministro Joaquim Barbosa apontou nesta quinta (22), durante discurso na cerimônia em que tomou posse na presidência do Supremo Tribunal Federal, um "déficit de igualdade" na Justiça (veja no vídeo ao lado a íntegra do discurso).

Para o novo presidente do STF, "nem todos os cidadãos" são tratados da mesma forma quando buscam o Judiciário.

“É preciso ter a honestidade intelectual para reconhecer que há um grande déficit de Justiça entre nós. Nem todos os cidadãos são tratados com a mesma consideração quando buscam a Justiça. O que se vê aqui e acolá é o tratamento privilegiado”, declarou.

Segundo Barbosa, se o acesso ao Judiciário não se tornar mais igualitário e eficaz, ele “suscitará um espantalho” capaz de afugentar investimentos.

“O que buscamos é um Judiciário célere, efetivo e justo. De nada vale o sofisticado sistema de informação, se a Justiça falha. Necessitamos tornar efetivo o princípio constitucional da razoável duração do processo. Se não observada estritamente e em todos os quadrantes, o Judiciário nacional, suscitará, em breve, o espantalho capaz de afugentar os investimentos que tanto necessita a economia nacional”, disse.


Ele afirmou que os magistrados devem levar em conta as expectativas da sociedade em relação à Justiça e disse que não há mais espaço para o juíz "isolado". Para Barbosa, o magistrado precisa considerar os valores e anseios da sociedade.

“O juiz deve, sim, sopesar e ter em conta os valores da sociedade. O juiz é um produto do seu meio e do seu tempo. Nada mais ultrapassado e indesejado do que aquele juiz isolado, como se estivesse fechado em uma torre de marfim”, disse.

O novo presidente do Supremo defendeu o reforço da "independência do juiz."

Ele afirmou que o magistrado deve ter consciência de suas limitações e jamais deixar que “suas crenças mais íntimas” influenciem nas decisões.

“Não se pode falar de instituições sólidas sem o elemento humano que as impulsiona. Se estamos em uma casa de Justiça, tomemos como objeto o homem magistrado. O homem magistrado é aquele que tem consciência de seus limites. Não basta ter formação técnica, humanística e forte apelo a valores éticos, que devem ser guias de qualquer agente estatal. Tem que ter em mente o caráter laico da sua missão constitucional [para que] crenças mais íntimas não contaminem suas atividades."


Na avaliação de Barbosa, é necessário afastar o novo juiz de influências negativas e dos laços políticos eventualmente usados para a ascensão profissional.

"Nada justifica a pouca edificante busca de apoio para uma singela promoção do primeiro para o segundo grau de jurisdição", disse.

Ele afirmou que quer um Judiciário “sem floreios” e “rapapés” e com compromisso com a eficácia. “Justiça que falha e não tem compromisso com sua eficácia é Justiça que impacta direta e negativamente a vida dos cidadãos”, declarou.

Sobre a situação institucional no Brasil, ele afirmou que o país soube construir instituições que podem servir de modelo internacional. "Hoje pode se dizer que temos instituições sólidas, submetidas cada vez mais ao escrutínio da sociedade, de organizações e da sociedade internacional", afirmou.

fonte: G1


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martedì 4 settembre 2012


Inizio da oggi una nuova serie, in cui parlerò di cose comuni (o quasi) che succedono qui in Brasile, con l’unico scopo di informare, alla mia maniera s’intende, quello che avviene in questo emisfero del pianeta. Io ho scritto “emisfero”, ma a volte le notizie sono così assurde che sembra che vengano da un altro pianeta!

Qualche giorno fa, precisamente il 28 di agosto, è stata inaugurata la nuova sede della Secretaria da Fazenda qui a Sorocaba. Per chi non lo sapesse, la Secretaria da Fazenda in pratica è come la nostra Finanza.

_d47568Il nuovo edificio, che occupa un’area totale di 12 mila m², è nato nel 2010 da un progetto “verde”, in cui si fa uso della raccolta dell’acqua piovana per un uso interno, vi sono piccoli giardini e corsi d’acqua che scorrono tra le due unità che compongono questo “predio”, è composto solo di due piani, con una rampa che corre tutta intorno, giusto per favorire chi usa la sedia a rotelle e fa un uso strategico di vetri e finestre per avere una luce e una ventilazione naturale. L'investimento nel nuovo edificio è stato di 24,20 milioni di R$. In totale, 337 funzionari pubblici sono responsabili per i contribuenti di 58 comuni della regione.  In questo edificio vi sono 12 bagni enormi, e per “bagno” intendo un’area di circa 80 m² divisi equamente tra maschi e femmine.

Ora, siccome conosco una persona che lavora in questa Secretaria, ho saputo che:

telefonistaLa Secretaria da Fazenda di Sorocaba si è rifiutata di assumere una centralinista, dato che il suo “piso salarial”, cioè il suo stipendio, è “molto” alto. Per avere un’idea, un salario minimo qui a São Paulo è di 690,00 R$. Quello di una telefonista è di 1.000,00 R$. Per “loro” è troppo, quindi per il momento meglio farne a meno. Da notare che lo stipendio di un funzionario pubblico può arrivare anche a 20.000,00 R$ al mese! Ma mille per una telefonista sono troppi.

banheiroSiccome avevano un po’ di fretta di utilizzare questa nuovo edificio, il trasferimento dei vari uffici e del personale è stata fatta un po’ velocemente. Di conseguenza non tutto ancora funziona perfettamente. E una cosa che manca, almeno fino a questo momento, è quel piccolo secchiellino per i rifiuti che si trova abitualmente in bagno. Questa è una grave mancanza, perché come saprete, qui in Brasile la carta igienica non si butta nel water dopo averla usata, ma nell’apposito bidoncino posto a lato del WC. Tant’è vero che, nel giorno della inaugurazione, essendo intervenuto il governatore dello Stato di São Paulo Geraldo Alckimin, sono andati subito a comprare un (uno di numero) bidoncino in acciaio (per fare bella figura) nel caso il governatore sentisse la necessità di andare in bagno. Ma allora, quei poveri funzionari brasiliani che non hanno avuto la fortuna di diventare governatori, dove buttano la carta dopo averla usata? Non avendo altro posto dove porla, la gettano semplicemente per terra! Ora immaginate cosa voglia dire avere 337 funzionari, più il personale vario delle pulizie, della sicurezza e altro che, come tutti gli esseri umani di questo mondo, hanno bisogno di andare al bagno a fare i loro sacrosanti bisogni in santa pace, e trovare per terra ogni mattina una quantità, più o meno varia, di carta igienica “usata” (non entro nei particolari)! E guardate che stiamo parlando di persone che hanno studiato, persone di un certo ceto sociale, persone facoltose che hanno anche viaggiato e conosciuto realtà diverse. E nemmeno stiamo parlando di persone che vivono in un “sitio”, in aperta campagna, ma che lavorano in un edificio modernissimo e molto costoso. Ma per i brasiliani è così radicata l’idea che, per nessuna ragione, si deve buttare la carta igienica nel water, che preferiscono fare la figura degli zozzoni e gettare certe cose per terra, con tutto che ne consegue. Ma ci sono cose che nemmeno in mille anni potranno cambiare.

HPIM2573Nei vari uffici italiani, è facile trovare un angolo con qualche macchina automatica del caffè o altre bevande calde. I locali più chic hanno invece una macchina del caffè espresso. Possiamo anche trovare distributori di acqua e bibite varie, e qualche più fortunato, anche un distributore di merendine e snack dolci e salati. Qui no. Qui quasi tutti gli uffici aperti al pubblico dispongono di un distributore di acqua (quelli col boccione) e qualcuno lascia disponibili dei termos con caffè o tè. Il tutto gratis. Ricordo che mia moglie era rimasta quasi scioccata nel sapere che in Italia io dovevo spendere 30 centesimi per avere una bottiglietta d’acqua minerale. Ma paese che vai… E in questa megastruttura della Receita Federal come funziona il caffè? Qui in Brasile sono rimasti ancora un po’ indietro, secondo me, e sono ancora molto legati ai sistemi tradizionali, arcaici, di campagna. Il caffè qui viene di solito preparato all’americana, cioè il caffè macinato viene messo in una specie di filtro di panno o di carta, e poi versato sopra di esso l’acqua calda. Dopo viene zuccherato e versato i uno o più termos, in modo da averlo disponibile già pronto tutto il giorno. Ma una cosa è la classica donna di casa che prepara al mattino un termos per la famiglia. Un’altra è preparare caffè e tè per 337 persone! Qui esiste una persona che fa questo, ed è una vera professione: la copeira. E’ suo il grave e pesante incarico di preparare tè e caffè per tutto il personale, in veri e propri giganteschi calderoni e portare i vari termos dove serve. E anche suo il compito di lavare e tenere pulito sia il luogo di preparazione delle bevande sia dove vengono sistemati i vari termos. Ma come ho detto, probabilmente per la fretta, alcune cose nella nuova sede della Secretaria non funzionano ancora. Allora questa poveretta deve preparare tutti i termos (non so quanti, ma penso molti, visto la quantità di personale) nella vecchia sede, situata a circa 7 chilometri di distanza, e portarli poi nella nuova sede. E questo due volte al giorno. Allora mi chiedo: ma con più di 24 milioni di R$ spesi, non era possibile acquistare qualche macchina espresso da collocare nei vari uffici? Ma evidentemente è meglio rimanere indietro nel tempo e far lavorare in questo modo una povera donna per 700 R$ al mese, che spendere qualche soldo e diventare più efficienti.

imagesCA2MRIPLE per rimanere in ambito sociale, va fatto notare che le mense dei vari funzionari sono situati ovviamente negli edifici principali e sono dotati di tavoli e sedie adeguate al loro livello sociale ed economico. La mensa invece del personale di servizio è nascosta in basso, al livello del parcheggio, con un unico tavolo “ecologico”, nel senso costruito col materiale di scarto che è stato usato per l’edificio. Ma non è da meravigliarsi. Per fare un esempio, qui in Brasile le famiglie un po’ benestanti hanno di solito la “empregada doméstica” e molte case o appartamenti di lusso hanno un’entrata secondaria proprio per la domestica, che vive di solito nella stessa casa in un piccolo “quarto” vicino alla cucina. ma anche questo qui è normale… per loro.

Be’, per ora penso che possa bastare. E’ solo un piccolo esempio di vita in Brasile. Alla prossima!
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