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giovedì 8 marzo 2012

Salviamo gli asini brasiliani!


La Cina decisamente non mi piace. Pur avendo una cultura millenaria, pur essendo la culla di civiltà e di invenzioni, non è certamente il posto ideale per gli animali. E per chi, come me, ama svisceratamente ogni tipo di essere vivente (o quasi) , gli risulta difficile avere simpatia per quel Paese così strano e lontano.

imagesIn Cina vengono allevati, in condizioni a dir poco pietose, cani da macello, destinati alle tavole dei vari ristoranti tipici.download
In Cina vengono presi e allevati, in condizioni ancora peggiori, gatti per farne pellicce.
Sempre per questo scopo, vengono allevati volpi e visoni.




ci-ke-resta-degli-animali-squoiati_zoomTutti questi animali, cani gatti, visoni e altri, invece di dargli una morte rapida e indolore, vengono storditi a bastonate o sbattuti a terra, ai quali la pelliccia viene strappata via mentre sono ancora vivi: respiro, battito cardiaco, movimento direzionale del corpo e movimento dei bulbi oculari, sono evidenti per un periodo compreso tra i 5 e i 10 minuti dopo che sono stati scuoiati. in alcuni video reperibili in rete si vedono anche operai che salgono con i piedi sulla testa o il collo dell’animale per strangolarlo.

foto-del-giorno-12-aprile-2011-in-cina-animal-L-KlZYoEIn Cina vengono venduti portachiavi fatti con piccoli animali vivi sigillati in una confezione ermetica dove possono vivere per qualche giorno.





bileIn Cina esistono quelle che vengono definite le “fabbriche dell’orrore”, dove poveri orsi vengono usati per estrarre la bile, prodotto che viene usate nell’industri farmaceutica cinese. Questi poveri animali passano la loro esistenza in gabbie talmente strette da non poter nemmeno respirare in profondità. Una normale respirazione, infatti, interferirebbe con il pompaggio della bile dalla cistifellea. Migliaia di orsi, nell'odierna Cina, trascorrono la loro intera esistenza - che talvolta supera i 20 anni - rinchiusi in gabbie spesso non più grandi del volume del loro corpo, in mezzo ai propri escrementi, impossibilitati a compiere il minimo movimento e con una ferita nello stomaco perennemente aperta, attraverso cui viene introdotto un catetere d’acciaio, il quale, senza interruzione, preleva la bile dalla loro cistifellea.

Molte industrie occidentali di cosmetici, non potendo fare esperimenti su animali nel lor Paese, sia per motivi di legislazione che di “marketing”, danno questo sporco lavoro a laboratori cinesi, visto che là questo è permesso. Questo si è scoperto qualche tempo fa, quando alcuni produttori di cosmetici, tanto per fare un nome la Avon, pur dichiarando di non fare esperimenti su animali, delegano tali compiti ad alcuni laboratori in Cina.

E potrei continuare ancora per molto.

Ma perché sto parlando di questo? Perché è proprio di questi giorni la notizia che alcuni Stati del Nordest brasiliano stanno esportando asini per la Cina, che verranno usati nell’industria alimentare e cosmetica. Considerando come vengono trattati gli animali in quel Paese, non riesco nemmeno a immaginare le sofferenze che patiranno quei poveri asinelli.
BRASÍLIA - Em meio a tantos produtos brasileiros exportados para a China, surgiu, recentemente, um novo objeto do desejo que não faz parte das nossas riquezas naturais, nem da cultura agrícola. Trata-se do popular jegue nordestino. Há cerca de um mês, um acordo entre os dois países liberou o intercâmbio de asnos - animais também conhecidos como burros e jumentos, que são largamente utilizados na indústria de alimentos e na de cosméticos daquele país.
Os chineses pretendem importar 300 mil jumentos por ano do Nordeste, onde o animal é encontrado em abundância. Além de movimentar a economia local, a iniciativa ainda vai resolver o problema de excesso de oferta de jegues na região. Com as facilidades de financiamento, houve um crescimento muito grande do uso de motos para o transporte local e os jegues estão perdendo espaço para a concorrência.
Em junho de 2011, um grupo de empresários chineses percorreu o Nordeste, desde a Bahia até o Rio Grande do Norte, conversando com fazendeiros e políticos. Aos políticos locais, o grupo propôs um programa de garantia de compra dos burros a preços de mercado, envolvendo até linhas de crédito, por meio de um sistema batizado de Projegue. Mas o projeto ainda não deslanchou.
A China abate 1,5 milhão de burros ao ano, produzidos no país, na Índia e na Zâmbia. O processo envolve tecnologia de ponta, com melhoria genética, cuidados na produção de alimentos específicos e assistência técnica.
GEAPRESS – Chissà se arriveranno anche in Italia sotto forma di salami finti doc. Di certo anche in Cina si mangia asino e stante quanto riportato dai mass media brasiliani, ancora di più avverrà nel futuro. Trecentomila, se tutto andrà secondo l’accordo commerciale che si starebbe per concludere. Trecentomila asini stipati nelle navi. Dal nord est del Brasile, fino alla Cina, dove si aggiungeranno al milione e mezzo che già ogni anno viene allevato o importato (specie dall’India e dallo Zambia) per essere macellato.
Gli imprenditori cinesi si sono già incontrati con allevatori e politici locali. Avrebbero già concordato un buon prezzo di mercato che servirà a rifornire il programma di miglioramento genetico finalizzato alla produzione alimentare. Prima dei coltellacci dei macellai, però, un lungo viaggio in nave.
Gli animalisti brasiliani ricordano però come da tempo nel loro paese non attraccano più navi negriere. Il trasporto degli asini non avverrà, dicono gli animalisti, in condizioni molto dissimili. Stipati in spazi angusti e con il rischio di morie di massa.
Fine tremenda per un animale timido e gentile come il mite asinello. 
fonte: GeaPress
So che non posso cambiare il mondo, né tantomeno evitare la morte e la sofferenza di tutti questi animali, ma mi piacerebbe che qualcuno potesse fare qualcosa di concreto e evitasse, perlomeno, di mandare questi asini in Cina, lasciandoli vivere e morire nel loro caldo Brasile.
Save the donkeys!
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3 commenti:

  1. "Chissà se arriveranno anche in Italia sotto forma di salami finti doc."

    Non chissà, ma certamente.
    E, purtroppo, non saranno i primi.

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  2. Per intanto beccati questo http://bit.ly/wfadO2
    rsrsrsrs

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  3. kkk... sponholz è troppo forte! Penso che sia il Forattini brasiliano.

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