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giovedì 29 marzo 2012


Ditemi pure quello che volete, pensate pure che io sia razzista o pieno di preconcetti, ma io ringrazio ogni giorno Dio per avermi fatto nascere in Italia e non in altri Paesi. Avremo tanti difetti, non lo metto in dubbio, ma perlomeno un po’ di civiltà e buon senso ancora c’è rimasto (almeno dalle mie parti). E saranno anche tradizioni o costumi di un popolo, ma, che Dio mi perdoni, a me fanno veramente schifo!

Che Dio salvi l’Italia e tutti (o quasi) gli italiani.
In Cina uova bollite nell'urina per Pasqua
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Le uova sono un tipico piatto pasquale anche a DongYang, nella provincia cinese di Zhejiang. A differenza di quelle della nostra tradizione, però, queste uova non sono di cioccolato, bensì uova di gallina bollite in urina. I venditori di questa specialità raccolgono l'urina degli allievi degli asili in grossi contenitori e la usano per cuocervi le uova. All'uscita da scuola, poi, i bambini e i loro genitori si affollano intorno alle bancarelle per gustarsi questa specialità tipica dei primi caldi primaverili.

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I contenitori vengono depositati all'interno delle scuole dell'infanzia per raccogliervi l'urina.

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Il venditore mostra l'interno dell'uovo dopo la cottura.

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fonte: La Stampa
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In Italia stanno succedendo cose mai viste prima. Come alcuni monaci tibetani, un uomo di 58 anni si è immolato dandosi fuoco davanti all’agenzia delle Entrate. Non è molto chiaro il motivo di tale estrema e terribile azione, ma sembra che il poveretto aveva problemi con il fisco.

Si è dato fuoco per problemi con il Fisco, l'uomo resta grave ma è stabile

Il direttore delle Entrate, Befera: «Estremamente dispiaciuto». Prodi: «Terribile segnale di disperazione»

BOLOGNA - Sono stabili, pur se restano gravi, le condizioni dell'artigiano edile di 58 anni che mercoledì si è dato fuoco per problemi con il Fisco davanti a una sede dell'agenzia delle Entrate a Bologna. L'uomo è ricoverato in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Parma: ha ustioni sul 100 per cento del corpo.

BEFERA: «SEGUIAMO DIRETTAMENTE IL CASO» - Si dice «estremamente dispiaciuto» il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera: «Seguiremo direttamente questa situazione per non creare ulteriori problemi. Gli auguro di riprendersi presto. In una situazione di difficoltà economica e di crisi finanziaria, episodi come questi purtroppo possono accadere». Da tempo, anche per queste ragioni di contesto economico, ricorda il direttore, «chiediamo ai nostri dipendenti sempre il massimo rispetto nei confronti dei cittadini». In effetti, tempo fa Befera aveva infatti mandato una circolare a tutte le strutture chiedendo proprio la massima attenzione nei rapporti con i contribuenti.

PRODI: «TERRIBILE SEGNALE» - «È un terribile segnale di disperazione»: anche Romano Prodi commenta il tentato suicidio. L'ex premier, da Bologna, fa riferimento ad altri episodi simili avvenuti di recente: «Sono disagi singoli - spiega - che interpretano però un momento di grande difficoltà». Il professore si augura «che almeno riesca a cavarsela, ma - conclude - mi dicono che le sue condizioni sono molto, molto, molto serie».

LUPI: «SIAMO OLTRE IL LIVELLO DI GUARDIA» - «Ciò che successo a Bologna - sono le parole di Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera - ci fa capire quanto drammatica sia oggi la situazione dei piccoli e medi imprenditori italiani. Quando un uomo è così disperato da tentare il suicidio dandosi fuoco significa che ormai siamo ben oltre il livello di guardia. Senza dimenticare che il gesto dell'artigiano bolognese è solo l'ultimo di una lunga serie. La politica non può far finta di non sentire questo grido di dolore, abbiamo la responsabilità di rispondere attraverso interventi fiscali e liberando risorse che ridiano respiro a chi oggi viene letteralmente schiacciato dal peso delle tasse».

fonte: Corriere della Sera
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martedì 27 marzo 2012


Premetto che io sono del Nord e che, come tale, dovrei condividere certe idee di taluni personaggi politici. Ma sono di una tale assurdità, di una tale demenza, che è impossibile non rimanere sconcertati davanti a tali proposte.
Questo è un estratto del Programma delle Elezioni Comunali 2012 della Lega Nord. Il testo completo lo trovate qui.

giovedì 23 febbraio 2012

Un Sole della Alpi in ogni Comune del Nord
Servizi sociali
Tutelare le famiglie prevaricate da un'ondata migratoria che si riversa sul sistema dei servizi sociali modificando tutti i regolamenti attuativi dell'assegnazione dei servizi, anche riguardo le tariffe e le eventuali esenzioni, privilegiando le famiglie e i cittadini residenti nel territorio comunale.
Case popolari
Regolamentare l'accesso all'edilizia pubblica rivedendo i parametri e privilegiando i nuclei familiari con anzianità di residenza nel comune.
Politiche della famiglia
Istituire un contributo ai nuovi nati, figli di cittadini italiani che risiedono nel Comune da un certo numero di anni.
Minori
Istituzione di un numero verde S.O.S. Infanzia per la tutela dei numerosi minori stranieri o rom sfruttati e costretti all'accattonaggio sul territorio cittadino (ergo, riattaccare se chiama un ragazzino abusato in una rispettabilissima famiglia dei quartieri alti?).
Giovani
L'anello debole della società è più che mai l'adolescenza: strutturare una proposta di spazi per adolescenti, con attività di tipo culturale e ricreative, anche attraverso la riscoperta di attività artigianali che fanno parte della nostra tradizione.
Ordine pubblico
Azioni di contrasto al triste fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, quali ad esempio l'introduzione di pesanti sanzioni a chi esercita il meretricio
Scuola
Dare all'istruzione e alla formazione un ruolo centrale nello sviluppo sociale, civile, culturale e produttivo della Padania, impegnandosi a fornire una scuola attenta e vicina ai propri ragazzi, offrendo una migliore conoscenza della propria identità per reagire alle pressioni 'globalizzanti' che arrivano in misura sempre maggiore dall'esterno, valorizzando il ruolo svolto dalla scuola non statale sul territorio comunale e incentivando i progetti tendenti a coinvolgere gli studenti in attività riguardanti la riscoperta della storia e della cultura locale, elementi da sempre penalizzati nella scuola statale (...). All'interno delle mense verranno distribuiti in prevalenza alimenti prodotti localmente.
Territorio
Viva Piazza Padania! Che bello se in ogni Comune ci fosse almeno una piazza con un dipinto ben visibile del Sole delle Alpi! (Questa è veramente forte! Strano che nessuno ci abbia pensato prima!) Gli amministratori della Lega Nord hanno a cuore le loro tradizioni ed è per questo che nei Comuni ci impegneremo a dotare gli spazi pubblici più frequentati come le piazze aperte, oppure alcuni edifici pubblici recenti o i giardini, di ordinamenti che ricordino la nostra tradizione padana.
Ringrazio Daniele Sensi e il suo blog, L’anticomunitarista, per averci offerto questo stralcio di cultura e intelligenza italiana. Ops… pardon… padana!
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sabato 24 marzo 2012


Rio de Janeiro sta avendo un problema, e questa volta non si tratta di trafficanti o di favelas. A Rio mancano camere e hotel per ospitare i 50.000 visitanti previsti per RIO+20, assemblea generale organizzata dall’ONU sullo sviluppo sostenibile che si terrà dal 13 al 22 di giugno. Fino adesso 120 delegazioni e 80 capi di stato sono stati confermati, ma si aspettano molti altri rappresentanti stranieri, per non parlare di tutte quelle persone che vorranno partecipare e assistere a tale convegno mondiale. La città di Rio può contare a 33 mila camere divisi tra alberghi, hotel e motel. E siccome già molte di queste camere saranno occupate dai vari turisti che normalmente vanno a visitare Rio, ecco allora che il problema si aggrava. Ecco allora la geniale idea del Prefetto di Rio: convincere i cittadini della Cidade Maravilhosa di ospitare a casa loro i vari turisti stranieri. Anche se durante il Carnevale molte persone hanno approfittato di tale evento, affittando camere ai vari turisti, non è che tutti sono disposti ad avere in casa persone sconosciute.

Ora, è inevitabile pensare alla Coppa del Mondo del 2014. Uno dei problemi maggiori di tale evento così sperato, è proprio la sistemazione di tutte quelle persone che faranno parte delle squadre di calcio, insieme ai numerosissimi tifosi che cercheranno una sistemazione per assistere alla loro squadra del cuore. Riusciranno a costruire abbastanza alberghi per tutti in questi due anni che mancano alla Copa 2014? Solo il tempo ce lo dirà.

Sem hotéis, campanha incentivará cariocas a hospedar participantes da Rio+20


RIO - A menos de três meses da Rio+20, a Conferência das Nações Unidas sobre Desenvolvimento Sustentável, a prefeitura planeja fazer uma campanha para que cariocas hospedem pessoas de fora durante o encontro, de 13 a 22 de junho. O prefeito Eduardo Paes diz que ainda estuda detalhes da proposta, com lançamento previsto até o início de abril. Um dos motivos que levará o prefeito a fazer o pedido à população é a falta de infraestrutura hoteleira suficiente para abrigar 50 mil cadastrados pela ONU, mais os milhares de visitantes que vêm ao Rio discutir os rumos do planeta. Para garantir acomodação a todas as delegações, o comitê organizador da Rio+20 bloqueou (espécie de pré-reserva) apartamentos em hotéis no interior do estado. A falta de vagas em hotéis foi antecipada pela colunista Flávia Oliveira em sua coluna.
Até agora, são 120 delegações e 80 chefes de estado ou de governo confirmados. Outras comitivas devem desembarcar no Rio, pois representantes dos 193 países-membros da ONU foram convidados. O comitê calcula que parte dos grupos, além da imprensa e do público, tenha que se hospedar fora da capital. Por isso, a agência de viagens que representa o comitê, a Terramar, tem negociado com hotéis de cidades como Angra dos Reis, Mangaratiba e Petrópolis.
Pelos dados da Associação Brasileira da Indústria de Hotéis (ABIH-RJ), o município do Rio conta hoje com 33 mil quartos, incluindo albergues, hotéis e três mil unidades em motéis. No entanto, nem todos estarão disponíveis para o público da conferência — uma reedição da Rio-92 vinte anos depois.
No momento, restam poucas vagas: a taxa de ocupação na cidade para o período da conferência, segundo a ABIH-RJ, já atinge 94% em toda a rede hoteleira. Do percentual, 80% estão relacionados à conferência.
Estratégia foi usada em Copenhague
No Centro, 100% dos quartos já estão reservados para o evento. Na Barra, em São Conrado, em Ipanema e no Leblon, a taxa é de 92%; no Leme e em Copacabana, 91%, e no Flamengo e em Botafogo, 94%. Tanto os hotéis cinco estrelas da cidade quanto os de três e quatro estrelas estão com ocupação de 94%.
O presidente da ABIH-RJ, Alfredo Lopes, explica que é comum durante grandes eventos as comitivas ficarem hospedadas em outras cidades:
— Em qualquer cidade do mundo, durante grandes eventos, cidades periféricas, a cerca de 120 quilômetros de distância, são usadas para abrigar visitantes.
O secretário estadual de Turismo, Ronald Ázaro, concorda:
— Niterói e Petrópolis, por exemplo, são opções a menos de duas horas do Rio. Búzios e Cabo Frio têm mais de 12 mil vagas que podem ser usadas durante a conferência. A solução (para a hospedagem durante a Rio+20) está dentro do Estado do Rio.
Angra dos Reis, localizada a 157 quilômetros do Rio; Mangaratiba (100 quilômetros) e Petrópolis (68 quilômetros) já têm hotéis com pré-reservas para a conferência.
O economista Sérgio Besserman, presidente do grupo de trabalho da prefeitura para a Rio+20, lembra que essa estratégia foi usada em Copenhague, capital da Dinamarca, durante a Conferência das Nações Unidas sobre as Mudanças Climáticas, há dois anos.
— No carnaval se hospeda muito mais gente no Rio. A grande maioria em casas e apartamentos alugados. Mas, como agora é uma conferência internacional, a demanda vai para os hotéis, os quartos cinco estrelas — afirma Besserman, destacando a campanha que será anunciada pelo prefeitura como uma forma de criar mais acomodações.
A ABIH-RJ discute com os hotéis cinco estrelas o compromisso de disponibilizar 70% das vagas (2.898 quartos, ou 4.542 leitos) exclusivamente para a cúpula da Rio+20.
Diante da grandiosidade da programação da ONU, outros eventos marcados para junho foram transferidos para outras cidades ou adiados, para liberar o Riocentro e desafogar a rede hoteleira. Superintendente do Rio Convention & Visitors Bureau, Paulo Senise cita o caso do Congresso Internacional de Odontologia, que traria 3.000 pessoas ao Rio, mas acabou saindo da agenda da cidade.
— Tivemos que desaconselhar a realização de eventos no mesmo período. Um congresso de enfermagem dos Estados Unidos, que traria mil pessoas, será transferido para outra data. E o principal evento que impedia a realização da Rio+20, o Congresso Internacional de Odontologia, foi para Foz do Iguaçu — diz Senise.
O Expo Rio Móbile, evento anual da indústria de móveis e alta decoração, precisou mudar de data a pedido do Riocentro e do governo brasileiro. Prevista para acontecer de 19 a 23 de junho, a feira foi adiada para 24 a 28 de julho. A expectativa de público é de 4 mil pessoas.

Muito além dos limites da capital
A Rio+20 irá além dos limites da capital. A agência de turismo oficial da conferência, que faz as reservas para as delegações da ONU, tem adotado como medida de precaução o bloqueio de até 100% das vagas de hotéis no interior. O objetivo, segundo a Coordenação de Imprensa e Comunicação da Rio+20, é assegurar hospedagem para as delegações, incluindo as que ainda devem confirmar viagem ao Rio. Localizado em Itaipava, distrito de Petrópolis, o Bomtempo Resort já fechou contrato com a agência, que reservou todo o estabelecimento para o período entre 19 e 23 de junho. São 34 quartos, com capacidade para cem pessoas.
E está em negociação a reserva do resort para a semana anterior, preparatória da Rio+20.
— Petrópolis é uma opção viável de hospedagem durante eventos no Rio, que tem hoje um excesso de procura. Dependendo do ponto em que você está no Rio, quem sai de Petrópolis chega até mais rápido ao destino — afirma o proprietário do resort, Rogério Elmor.
No bairro do Retiro, também em Petrópolis, o Riverside Park Hotel, de três estrelas, foi 100% bloqueado para as mesmas datas. Gerente do grupo, Fabiano Barros conta que um prédio de apartamentos alugados para temporada mantido pelo hotel em Itaipava, de nível quatro estrelas, também está todo pré-reservado. São 15 quartos em Itaipava e 31, no Riverside, onde é possível hospedar 78 pessoas.
O eco resort Hotel do Bosque, em Angra dos Reis, é outro que está fechado para a Rio+20. São 94 apartamentos, com capacidade para cerca de 400 hóspedes. O resort Portobello, em Mangaratiba, também negocia com a agência.
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fonte: O Globo
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mercoledì 21 marzo 2012


Dopo un incendio nel bosco dove vivevano dei maiali, gli uomini, abituati a mangiare carne cruda, sperimentarono e trovarono delizioso questo arrosto di maiale insperato. Da allora, ogni volta che si voleva mangiare carne di maiale arrosto, bruciavano una foresta!

Ci furono problemi che vennero risolti con dei miglioramenti, creando così un grande SISTEMA. Ma le cose non andavano molto bene: a volte gli animali erano troppo bruciati, altre volte crudi. Questo processo preoccupava tutti, perché se il SISTEMA sbagliava, le perdite erano grandi – milioni di persone si alimentavano di maiale arrosto e milioni di persone avevano il compito di arrostirli. Quindi il SISTEMA non poteva sbagliare. Ma più la scala di questo processo cresceva, più sembrava fallire, e maggiore erano le perdite. Date le numerose carenze, aumentavano i reclami. Era clamore generale la necessità di una riforma profonda del SISTEMA.

Quindi iniziarono a realizzare dei congressi annuali per trovare una soluzione. Ma non riuscivano a trovare il modo di migliorare il SISTEMA. Le cause del fallimento del SISTEMA, dicevano gli esperti, erano da attribuire all’indisciplina dei maiali, che non restavano dove dovevano, o alla natura del fuoco, così difficile da controllare, o ancora gli alberi, troppo verdi, o all’umidità della terra, o al Servizio di Informazione Meteorologica, che non riusciva a dare le giuste informazioni sulla quantità di pioggia in quel determinato luogo e momento...

Come si può vedere le cause erano difficili da determinare. Infatti, il SISTEMA per arrostire i maiali era complesso. Allora si progettò una struttura di grandi dimensioni, con macchinari diversi e individui - incendiari - dedicati esclusivamente per accendere il fuoco. E anch’essi vennero diversificati, così c’erano incendiari della Zona Nord, della Zona Ovest, ecc. Incendiari diurni e notturni, alcuni specializzati per il mattino e altri per il tramonto. Incendiari d’estate e quelli d’inverno, ecc. E c'erano anche gli esperti dei venti- gli anemotecnici!

C'era un Direttore Generale dell’Arrosto e Cottura Arrosto (DGACA), un Direttore di Tecnica Lignea (DTL, con il suo Consiglio Generale del Assessori - CGA), un Direttore Generale Forestale (DGF), una Commissione Nazionale per la Formazione Professionale in Porcologia (CNFPP), un Istituto Superiore di Cultura e Tecniche Alimentari (ISCTA) e il Bureau Orientatore della Riforma Ligneo-Operativa (BORL).

Era in piena attività la formazione di boschi e foreste, secondo le ultime tecniche di impianto, in regioni di bassa umidità e con venti dove non soffiavano più di tre ore. Milioni di persone erano impiegate nella preparazione dei boschi, che in seguito sarebbero stati bruciati. Esperti stranieri studiavano l'importazione dei migliori alberi e semi, il fuoco più potente, ecc. C’erano ottime installazioni per mantenere i maiali davanti al fuoco, e meccanismi per farli uscire solo al momento opportuno.

Si formavano professori specializzati nella costruzione di questi impianti. Ricercatori che lavoravano per le università che preparavano i professori specializzati nella costruzione di questi impianti; fondazioni appoggiavano economicamente i ricercatori che lavoravano per le università che preparavano i professori specializzati nella costruzione di impianti, ecc.

Le soluzioni che il Congresso suggeriva erano, per esempio, applicare il fuoco in una forma triangolare, dopo che il vento abbia raggiunto una certa velocità, rilasciare i suini 15 minuti prima che la temperatura media della foresta raggiungesse 47 gradi, posizionare ventilatori giganti nella direzione opposta vento, in modo da indirizzare il fuoco, ecc. Pochi esperti erano d'accordo fra loro, ciascuno basava le proprie idee su dati e ricerche specifiche.

Un giorno, una incendiario della classe AB / SEGM-EP (Accenditore di Boschi specializzato in Sudest di Giorno, con un diploma in Estate Piovosa), chiamato Giovanni Buonsenso, pensò e disse che il problema era molto facile da risolvere – bastava uccidere il maiale scelto, pulire e tagliare l'animale correttamente, collocandolo sopra una montatura metallica, sopra delle braci, fino a quando l'effetto del calore – e non delle fiamme – arrostisse la carne.

Informati sulle idee del dipendente, il DGACA lo convocò nel suo ufficio e, dopo di ascoltarlo pazientemente, disse: “Tutto quello che hai detto va bene, ma, in pratica non funziona. Cosa dovremmo fare, per esempio, con gli anemotecnici, se dovessimo applicare la tua teoria? Dove saranno impiegati tutti gli accenditori con la loro conoscenza e con diverse specialità?”

“Non so”, disse Giovanni.
“E gli esperti di semi? E tutti gli alberi importati? E i progettisti di impianti per i suini, con le loro nuove macchine depurative d’aria automatiche?”
“Non lo so”, disse ancora Giovanni.
“E gli anemotecnici che spesero anni per specializzarsi all'estero, e la cui educazione costò così tanto al paese? Li mando a pulire i maiali? E gli oratori e gli studiosi che hanno lavorato, anno dopo anno in Programma di Miglioramento e Riforma? Cosa faccio con loro, se la tua soluzione risolve tutto? He?”
“Non lo so”, ripete Giovanni, imbarazzato.
“Ti rendi conto ora che la tua idea non viene incontro a quello che realmente abbiamo bisogno? Non riesci a vedere che, se tutto fosse così semplice, i nostri esperti avrebbero trovato la soluzione molto tempo fa? Sicuramente capirai che non posso convocare gli anemotecnici e dire loro che tutto si riduce ad usare un po’ di brace ... senza fuoco! Cosa aspetti che faccia con i chilometri e chilometri di foreste che abbiamo preparato, i cui alberi sono talmente specializzati che non hanno frutti o foglie per l'ombra? Dai, dimmi”
“Non lo so, signore”
“Dimmi, per quanto riguarda i nostri tre ingegneri in Suino Piro-Tecnica, non pensi che siano le personalità dal più straordinario valore scientifico?”
“Sì, sembra così”.
“E allora? Il semplice fatto che abbiamo ingegneri tanto preziosi in Suino Piro-Tecnica indica che il nostro SISTEMA è molto buono. Cosa dovrei fare con individui così importanti per il paese?”
“Non lo so”.
“Capisci allora? Quello mi devi portare sono soluzioni per alcuni problemi specifici: per esempio: come migliorare le anemotecniche attualmente in uso, come ottenere più rapidamente accenditori dell’Ovest (il nostro più grande bisogno), come costruire strutture per i suini su sette piani. Dobbiamo migliorare il SISTEMA, non cambiarlo radicalmente, capisci? A te manca il buon senso!”
“Ha ragione Direttore... sono sconcertato! – rispose Giovanni.
“Bene, ora che conosci le dimensioni del problema, non andare in giro dicendo che puoi risolvere tutto. Il problema è più serio e complesso di quanto tu pensi. Ora… tra di noi… ti consiglio di non insistere con la tua idea. Questo potrebbe recare seri problemi a te e al tuo lavoro Non per me ... tu mi capisci. Lo dico per il tuo bene, perché io capisco, capisco perfettamente la tua posizione, ma sai benissimo che puoi trovare qualcuno meno comprensivo di me, non è vero?”

Giovanni Buonsenso, poverino, non disse più una "a" su questo argomento. Senza salutare, mezzo stordito, mezzo spaventato, con la sensazione di camminare a testa in giù, sgattaiolò fuori e nessuno da quel giorno lo ha più visto.

(Autore ignoto)
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venerdì 16 marzo 2012


Ma perché, cosa pensava di ottenere? E’ venuto da Zurigo fino in Brasile, ha parlato per un ora con Dilma & Co., per avere cosa in cambio? L’unica certezza è che avrà altri incontri con la Presidente del Brasile. Per il resto sono solo belle parole. Non si sa con certezza gli stadi saranno terminati in tempo, non si sa come sarà la situazione per i trasporti, non sono nemmeno sicuri se, effettivamente, non si venderanno bevande alcoliche durante la Coppa. Se me lo diceva bastava fare una telefonata a qualcuno qui in Brasile per avere le stesse risposte, evitando così perdita di tempo e di denaro.

O saldo final do encontro desta sexta-feira entre a presidente Dilma Rousseff e Joseph Blatter, presidente da Fifa, não foi muito além do êxito em retomar as conversações entre o governo brasileiro e a entidade máxima do futebol mundial. De prático, porém, tudo que Blatter vai levar de volta para a Suíça é a promessa de mais audiências com Dilma, e, ainda assim, sem data definida.
Após uma hora de conversa no Palácio do Planalto, Blatter não saiu com a garantia de que bebidas alcóolicas serão vendidas durante o Mundial, não diminuiu a desconfiança do governo brasileiro em relação à entidade esportiva e não eliminou as restrições a seu secretário-geral, que semanas atrás recomendou um nada diplomático “chute no traseiro” do Brasil por conta dos atrasos em obras relativas à Copa.

Quando será o próximo encontro? “Quando ela (a presidente Dilma) estiver na Europa, eu irei. Se estiver no Brasil, virei”, afirmou Blatter, após um almoço concedido pelo presidente da Câmara, Marco Maia (PT-RS).

Mais cedo, logo após a conversa na sede do governo, o suíço tentou mostrar algum otimismo, com uma dose de cobrança por colaboração entre Fifa e Brasil. “Já era hora de o presidente da Fifa ter uma reunião com a presidente do Brasil”, disse o cartola, ao lado do embaixador da Copa, Pelé, e do ex-jogador Ronaldo, membro do  Comitê Organizador Local (COL).  “Concluímos que precisamos trabalhar juntos, de mãos dadas.”

Nem os governistas sabem explicar se há ou não um acordo assinado com a Fifa para a venda de bebidas alcóolicas no Mundial. A visita de Blatter não serviu para colocar ponto final no assunto e várias saídas legislativas estão sendo cogitadas para resolver o assunto. Entre elas, uma solução fácil para o Palácio do Planalto e difícil para a entidade esportiva: não proibir nem autorizar a venda, de forma que os Estados-sede decidam o que farão.

O ministro do Esporte, Aldo Rebelo, foi exaltado por Blatter como o seu principal interlocutor para a Copa. E o comunista tampouco garantiu que o Mundial será realizado nos parâmetros que a Fifa deseja. “O governo vai confiar na decisão da Câmara”, afirmou, depois do almoço com o dirigente. Ainda assim, ele reafirmou que “todas as exigências serão cumpridas”.

O novo líder do governo na Câmara, Arlindo Chinaglia (PT-SP), se disse pessoalmente contrário à venda de bebidas em estádios. Mas admitiu trabalhar pela decisão do governo, em respeito aos acordos assinados, sem dar mais detalhes. Na comparação com a última visita de Valcke ao Brasil, em novembro, quando as mesmas declarações eram dadas sob um pouco menos de tensão, a diferença parece ter sido Pelé.

“Disse à presidente Dilma para não me chamar de ministro, é para me chamar de bombeiro, para apagar as fogueiras. É isso que estou fazendo”, afirmou. O ex-jogador ocupou a pasta dos Esportes no governo de Fernando Henrique Cardoso. Se tudo que Blatter conseguiu é a promessa de mais reuniões, o Rei do Futebol também poderá atuar secretário bilingue.

E dopo tutta questa fatica, tutti a casa di Marco Maia, presidente della Camera dei Deputati, per un bel churrasco. Viva o Brasil!

  1. Avatar de TA BARATO PRA CARAMBA

    ARMF

    1 hora atrás
    É impressionante, a maior parte dos nossos "governantes" faz de tudo para nosso país retroceder: impostos abusivos, burocracia absurda, desvios de bilhões de reais do dinheiro público, promessas que são facilmente esquecidas, descaso total com aqueles que os elegeram!! Que nojo!! Revolta total!! ACORDA BRASIL!!
  2. Avatar de TA BARATO PRA CARAMBA

    TA BARATO PRA CARAMBA

    1 hora atrás
    As pessoas estão morrendo pelas ruas vitimas da violencia, nossos governantes não estão fazendo nada para mudar esta situação, no entanto eles estão preocupados em votar a REGRA GERAL DA FIFA, a cada dia estou mais envergonhado em ser brasileiro se é que brasileiro significa alguma coisa o Brasil.
  3. Avatar de flavio silvani

    flavio silvani

    1 hora atrás
    No Brasil os assuntos governamentais funcionam assim: nenhum compromisso assumido e quando por acidente alguma promessa é feita, é convenientemente esquecida. Político brasileiro não admite cobranças. A verdade é que o chute no traseiro era merecido. Mas isso ofende a dignidade do pseudo honesto político brasileiro. Quem quer apostar que as obras necessárias à realização do Mundial não ficarão prontas?
  4. Avatar de Fransax

    Fransax

    1 hora atrás
    Lembrem-se senhores políticos! Da presidente da república até o suplente de vereador da menor cidade do país e passando por todos os ministros, deputados federais e senadores. Vocês são culpados por esta situação absurda que vivemos.
  5. Avatar de cucciolo

    cucciolo

    1 hora atrás
    sera que os brasileiros nao enxergam que ja esta uma vergonha essa demora em acertar as regras, no sistema aero, no ferroviario e de que o brasil ja sabia deste vento a anos atras e nao se apressou em adiantar as obras?. sera que nao existe seriedade e responsabilidade por parte dos politicos? porque sera que deixam tudo para ultima hora? ate quando seremos assim?
  6. fonte: UOL

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    martedì 13 marzo 2012


    Una notizia veloce veloce che ho trovato su Folha, il mio giornale preferito (qui ci vorrebbe un sorrisetto ironico).

    La vigilanza sanitaria di Rio de Janeiro ha chiuso oggi un supermercato della catena Extra per infestazione di baratas. Può succedere, non è una prerogativa solo del Brasile che alcuni animali nocivi infestano locali pubblici (anche se il connubio cibo-baratas mi fa un po’ schifo). Ma quello che mi è piaciuto è stato il commento di un lettore brasiliano:

    1. ricardo vendramini (21)
      (16h30) há 1 minuto
      Mas qual a novidade nisso? Sem contas que desligam os frezzers a noite e descongelam os produtos, ja cansei de ver isso acontecendo nas duas lojas aqui perto de casa. Ja vi tambem trocando etiquetas de prazo de validade dos frios. Afinal, eles são tipicamente brasileiros e fazem o que o brasileiro mais está acostumado a fazer.
      O comentário não representa a opinião do jornal; a responsabilidade é do autor da mensagem
    Come diceva il grande Renzo Arbore: meditate gente, meditate…
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    sabato 10 marzo 2012


    Io non seguo la TV brasiliana, come non seguivo quella italiana. Preferisco vedere un bel film o un documentario o, ovviamente, navigare su internet. Ma anche non seguendo ci sono cose note a tutti. Una di queste è il Grande Fratello, o come lo chiamano qui, Big Brother.

    Senza dilungarci troppo su questo programma, è notizia recente che i produttori hanno deciso di promuovere un intercambio tra la versione brasiliana con quella spagnola. Infatti Laisa, una partecipante brasiliana che è stata eliminata poco tempo fa, ora sta partecipando per una settimana nel Gran Hermano spagnolo. Di conseguenza, più avanti un partecipante spagnolo verrà per una settimana a partecipare al Big Brother brasiliano.

    Secondo i produttori, scopo di tale intercambio è quello di condividere e mostrare vari aspetti della propria cultura. Lo scopo potrebbe sembrare appropriato e nobile, se non fosse che già dai primi giorni, Laisa ha mostrato il meglio di sé.

    All’arrivo nella “casa” spagnola, indossando un miro vestito blu, è stata subito scambiata per un travestito, forse a causa delle sue proporzioni o del poco cervello dei vari partecipanti.

    Poi, avendo dimenticato a casa l’accappatoio (!), dovendosi coprire solo con un asciugamano, lascia in bella mostra il generoso seno, facendo felici milioni di spagnoli.

    Prendendo il sole durante il giorno, ha fatto impazzire i partecipanti maschili (perlomeno quelli che non la consideravano un travestito) indossando il classico bichini brasiliano, cioè tre minuscoli pezzi di stoffa colorata che lasciavano poco spazio all’immaginazione.

    Durante una festa, gli spagnoli hanno cercato di insegnare qualche passo di danza del loro Paese per la bella gaucha, ma non riuscendoci, alla fine ha cominciato a dimenare il sedere davanti allo specchio, facendo fermare tutti per l’ammirazione.

    Come contromossa, Laisa ha cercato di insegnare il funk brasiliano ai suoi coinquilini spagnoli.

    Le prossime lezioni della bella brasiliana saranno di bichini e samba.

    Una mattina, dopo essersi svegliata danzando come sempre, vestita con un semplice babydoll a iniziato a fare massaggi ai vari partecipanti, affermando: “Quer ir ao Brasil? Então tem que aprender a massagear!”. E qui mi fermo per non annoiare qualcuno.

    Bene. Questa è la cultura brasileira: bichini, massaggi e funk. Questo è quello che una brasiliana mostra al mondo. E poi c’è qualcuno che si lamenta! Ah, dimenticavo. Laisa studia medicina, quindi questi sono i futuri medici brasiliani. Parabéns!

    AGGIORNAMENTO DEL 16/03/2012
    E come volevasi dimostrare, dopo aver passato una settimana tra “colleghi” spagnoli sempre di bichini o babydoll, dopo aver passato le giornate a ballare o a mangiare di nascosto, dopo aver insegnato il funk, ecco che la bella Laisa si appresta a fare un servizio su Playboy (non poteva certo essere Forbes). Solo che, dopo tutte queste fatiche e dopo essere diventata una star internazionale, vuole più soldi (non si sa quanto) e devono ancora mettersi d’accordo.

    Cosa dire… quasi quasi dico a mia figlia di non studiare ma di fare una protesi al seno. E’ più sicuro che farà carriera e che guadagnerà di più. Parabéns!
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    venerdì 9 marzo 2012


    La Giustizia italiana ha condannato mercoledì scorso il governo brasiliano a pagare 15,7 milioni  di euro (R$ 36,4 milioni) e ha bloccato i conti bancari  del Ministero degli Esteri brasiliano, per coprire il deficit di un presunto debito applicato dal Valec – impresa pubblica brasiliana che si occupa dei trasporti e delle ferrovie – con cui l'azienda italiana ha sviluppato progetti per il treno ad alta velocità  Rio-São Paulo.

    La condanna, per una causa giudiziale che discute di un debito totale di 261,7 milioni di euro (R$ 607,8 milioni), è partita dal Tribunale di Arezzo, in Toscana, e impedisce l'uso delle risorse da parte dell'Ambasciata del Brasile a Roma e dei suoi consolati, e che impone restrizioni al pagamento del personale e delle spese.

    Secondo gli atti, il Brasile non ha presentato nessuna difesa per la sentenza che ha imposto il debito nel mese di settembre dello scorso anno, che avrebbe potuto annullare questa decisione. Ma siccome non pagò l’importo entro 60 giorni dalla notifica, il giudice ha dovuto emettere il mandato di blocco e il sequestro delle risorse, che è sta avvenendo da gennaio di quest’anno.

    Di fronte al problema delle ripercussioni diplomatiche, il Ministero degli Esteri brasiliano ha rifiutato di esercitare pressioni politiche sul governo italiano. Secondo quanto rivelato, a causa del caso Cesare Battisti, l'unica opzione, per il momento, era solo di fare qualcosa per risolvere il problema nell’ambito della giustizia.

    Con sede a Terranuova Bracciolini, la Italplan Engineering (società italiana che ha realizzato il progetto dell’alta velocità brasiliana) afferma di aver ricevuto dalla Valec nel 2005, dopo il processo di selezione, il compito di redigere il progetto di base, lo studio di valutazione economica e finanziaria e ambiente di progettazione per il treno ad alta velocità. [Peccato che non sia mai stata pagata – nota personale]

    fonte: Estadão.com

    Già due anni fa, si leggeva questa notizia:
    Per salvare Italplan Simoncini scrive alla Farnesina

    Realizza progetti per l'alta velocità brasiliana ma non è stata mai pagata

    11 agosto 2010

    Per la società Italplan la Regione chiede l'intervento del ministro degli esteri. Italplan engineering environment & transports spa è un'impresa con sede a Terranova Bracciolini, in provincia di Arezzo, incaricata nel 2005 di progettare la ferrovia dell'alta velocità fra Rio de Janeiro e San Paolo del Brasile. 

    Un incarico prestigioso che, per la piccola società, significa la svolta. Cinque anni di duro lavoro per realizzare il progetto preliminare e poi per quello esecutivo.
    Un investimento ingente, che ha consentito nel tempo di dare lavoro a oltre 40 persone, fra ingegneri, architetti, geologi, personale amministrativo. Ma oggi tutto questo è a rischio, perché il committente, la società concessionaria delle ferrovie brasiliane Valecsa, ha cambiato idea e non sta onorando i suoi impegni.

    A portare il caso della Italplan all'attenzione del ministro degli esteri Franco Frattini è l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini che, in una lettera, riassume la vicenda e chiede l'intervento del ministro presso il governo brasiliano.

    «La Italplan spa - spiega l'assessore Simoncini – è una realtà piccola ma di eccellenza, che dà lavoro qualificato a oltre 40 persone, per la maggior parte giovani. Il mancato rientro dell'investimento legato alla commessa brasiliana, rischia di penalizzare una realtà innovativa e di valore che, non caso, è riuscita con le sue sole forze ad imporsi nella competizione internazionale. E' per salvaguardare questa realtà che abbiamo deciso di rivolgerci al ministro».

    Nel ripercorrere le tappe della vicenda, Simoncini ricorda che «a consegna avvenuta, Italplan ha saputo che, per non meglio individuate scelte di ordine politico, il suo progetto non avrebbe più costituito il riferimento della gara di appalto».
    Nonostante il decreto ingiuntivo dell'autorità giudiziaria italiana (che dovrebbe essere recepito dalle autorità brasiliane), la situazione non si è sbloccata.

    «E' ovvio – scrive l'assessore – che le sorti di Italplan spa, che in questi anni si è fortemente indebitata nella prospettiva di rientrare, un giorno, nell'investimento effettuato, sono indissolubilmente legate alla favorevole risoluzione della controversia internazionale e il mancato pagamento del credito potrebbe mettere a rischio la stessa continuazione dell'attività produttiva». 

    Al ministro degli esteri l'assessore Simoncini chiede quindi di operare per far rispettare le norme internazionali «vigilando, in particolare, che la Corte suprema brasiliana si conformi alla disciplina che regola la materia».
    Barbara Cremoncini

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    giovedì 8 marzo 2012


    La Cina decisamente non mi piace. Pur avendo una cultura millenaria, pur essendo la culla di civiltà e di invenzioni, non è certamente il posto ideale per gli animali. E per chi, come me, ama svisceratamente ogni tipo di essere vivente (o quasi) , gli risulta difficile avere simpatia per quel Paese così strano e lontano.

    imagesIn Cina vengono allevati, in condizioni a dir poco pietose, cani da macello, destinati alle tavole dei vari ristoranti tipici.download
    In Cina vengono presi e allevati, in condizioni ancora peggiori, gatti per farne pellicce.
    Sempre per questo scopo, vengono allevati volpi e visoni.




    ci-ke-resta-degli-animali-squoiati_zoomTutti questi animali, cani gatti, visoni e altri, invece di dargli una morte rapida e indolore, vengono storditi a bastonate o sbattuti a terra, ai quali la pelliccia viene strappata via mentre sono ancora vivi: respiro, battito cardiaco, movimento direzionale del corpo e movimento dei bulbi oculari, sono evidenti per un periodo compreso tra i 5 e i 10 minuti dopo che sono stati scuoiati. in alcuni video reperibili in rete si vedono anche operai che salgono con i piedi sulla testa o il collo dell’animale per strangolarlo.

    foto-del-giorno-12-aprile-2011-in-cina-animal-L-KlZYoEIn Cina vengono venduti portachiavi fatti con piccoli animali vivi sigillati in una confezione ermetica dove possono vivere per qualche giorno.





    bileIn Cina esistono quelle che vengono definite le “fabbriche dell’orrore”, dove poveri orsi vengono usati per estrarre la bile, prodotto che viene usate nell’industri farmaceutica cinese. Questi poveri animali passano la loro esistenza in gabbie talmente strette da non poter nemmeno respirare in profondità. Una normale respirazione, infatti, interferirebbe con il pompaggio della bile dalla cistifellea. Migliaia di orsi, nell'odierna Cina, trascorrono la loro intera esistenza - che talvolta supera i 20 anni - rinchiusi in gabbie spesso non più grandi del volume del loro corpo, in mezzo ai propri escrementi, impossibilitati a compiere il minimo movimento e con una ferita nello stomaco perennemente aperta, attraverso cui viene introdotto un catetere d’acciaio, il quale, senza interruzione, preleva la bile dalla loro cistifellea.

    Molte industrie occidentali di cosmetici, non potendo fare esperimenti su animali nel lor Paese, sia per motivi di legislazione che di “marketing”, danno questo sporco lavoro a laboratori cinesi, visto che là questo è permesso. Questo si è scoperto qualche tempo fa, quando alcuni produttori di cosmetici, tanto per fare un nome la Avon, pur dichiarando di non fare esperimenti su animali, delegano tali compiti ad alcuni laboratori in Cina.

    E potrei continuare ancora per molto.

    Ma perché sto parlando di questo? Perché è proprio di questi giorni la notizia che alcuni Stati del Nordest brasiliano stanno esportando asini per la Cina, che verranno usati nell’industria alimentare e cosmetica. Considerando come vengono trattati gli animali in quel Paese, non riesco nemmeno a immaginare le sofferenze che patiranno quei poveri asinelli.
    BRASÍLIA - Em meio a tantos produtos brasileiros exportados para a China, surgiu, recentemente, um novo objeto do desejo que não faz parte das nossas riquezas naturais, nem da cultura agrícola. Trata-se do popular jegue nordestino. Há cerca de um mês, um acordo entre os dois países liberou o intercâmbio de asnos - animais também conhecidos como burros e jumentos, que são largamente utilizados na indústria de alimentos e na de cosméticos daquele país.
    Os chineses pretendem importar 300 mil jumentos por ano do Nordeste, onde o animal é encontrado em abundância. Além de movimentar a economia local, a iniciativa ainda vai resolver o problema de excesso de oferta de jegues na região. Com as facilidades de financiamento, houve um crescimento muito grande do uso de motos para o transporte local e os jegues estão perdendo espaço para a concorrência.
    Em junho de 2011, um grupo de empresários chineses percorreu o Nordeste, desde a Bahia até o Rio Grande do Norte, conversando com fazendeiros e políticos. Aos políticos locais, o grupo propôs um programa de garantia de compra dos burros a preços de mercado, envolvendo até linhas de crédito, por meio de um sistema batizado de Projegue. Mas o projeto ainda não deslanchou.
    A China abate 1,5 milhão de burros ao ano, produzidos no país, na Índia e na Zâmbia. O processo envolve tecnologia de ponta, com melhoria genética, cuidados na produção de alimentos específicos e assistência técnica.
    GEAPRESS – Chissà se arriveranno anche in Italia sotto forma di salami finti doc. Di certo anche in Cina si mangia asino e stante quanto riportato dai mass media brasiliani, ancora di più avverrà nel futuro. Trecentomila, se tutto andrà secondo l’accordo commerciale che si starebbe per concludere. Trecentomila asini stipati nelle navi. Dal nord est del Brasile, fino alla Cina, dove si aggiungeranno al milione e mezzo che già ogni anno viene allevato o importato (specie dall’India e dallo Zambia) per essere macellato.
    Gli imprenditori cinesi si sono già incontrati con allevatori e politici locali. Avrebbero già concordato un buon prezzo di mercato che servirà a rifornire il programma di miglioramento genetico finalizzato alla produzione alimentare. Prima dei coltellacci dei macellai, però, un lungo viaggio in nave.
    Gli animalisti brasiliani ricordano però come da tempo nel loro paese non attraccano più navi negriere. Il trasporto degli asini non avverrà, dicono gli animalisti, in condizioni molto dissimili. Stipati in spazi angusti e con il rischio di morie di massa.
    Fine tremenda per un animale timido e gentile come il mite asinello. 
    fonte: GeaPress
    So che non posso cambiare il mondo, né tantomeno evitare la morte e la sofferenza di tutti questi animali, ma mi piacerebbe che qualcuno potesse fare qualcosa di concreto e evitasse, perlomeno, di mandare questi asini in Cina, lasciandoli vivere e morire nel loro caldo Brasile.
    Save the donkeys!
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