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venerdì 13 gennaio 2012

Brasile e Messico con le città più violente del mondo


E mentre in Brasile si stanno facendo salti di gioia per essere diventati la 6ª economia mondiale, e tutti nelle loro case sono felici e contenti, con due TV al plasma comprate a Casas Bahia in 24 rate, guardando Big Brother Brasil 12 aspettando la Copa do Mundo 2014, nel vicino Messico…

… Secondo l’Organizzazione Non Governativa messicana Consejo Ciudadano Para la Seguridad Publica y la Justicia Penal, Brasile e Messico detengono il record tra le 50 città più violente del mondo.

Secondo questa triste classifica, ben 40 città sono situate in America Latina, di cui 14 solo in Brasile, 12 in Messico, e 5 in Colombia. La città che ha conquistato il primo posto è San Pedro Sula, in Honduras, con un tasso di 159 omicidi ogni 100 mila abitanti. La seconda è situata in Messico, Ciudad Juárez, vicino alla frontiera con gli Stati Uniti, con un tasso di 148 omicidi.

Il terzo posto è occupato da Maceió, con un tasso di 136. Le altre città brasiliane che appaiono nella lista sono: Belém (78 omicidi ogni 100 mila abitanti), Vitória (67), Salvador (56), Manaus (51), São Luís (50), João Pessoa (48), Cuiabá (48), Recife (48), Macapá (45), Fortaleza (43), Curitiba (38), Goiânia (37) e Belo Horizonte (34).

Da notare che in questa lista non compare nessuna città europea, anche se ho trovato qualcuno che ha paragonato la violenza di Roma con quella di São Paulo.

Questa è la lista completa:seguranca
A leggere questa classifica ´c’è veramente da avere paura, e non tanto per i numeri di omicidi, ma proprio perché la maggior parte di queste città sono in Sud America. E la maggioranza sono proprio in Brasile. Trovo allucinante che, per esempio, Curitiba, città modello del Brasile, abbia più omicidi di Mosul, città dell’Iraq.

Ora di sicuro troverò qualche simpaticone che mi dirà di cambiare Paese, visto che questo è così pericoloso, ma purtroppo sono del segno del Toro, quindi pigro di natura. Ho già cambiato Paese una volta e non ho voglia di farlo ancora. Ma la vita riserba sempre delle sorprese, quindi…

In ogni caso questi sono argomenti di cui non possiamo scherzare, con la speranza che qualcuno riesca a fare qualcosa di concreto per questo, é proprio il caso di dirlo, macello.

Qui trovate l’articolo originale, ovviamente in spagnolo.
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8 commenti:

  1. Mal comune, mezzo gaudio.
    Molti nasconderebbero le realtà dietro questo detto.
    Ma le cose non sono proprio così.
    In Brasile, il 99% delle morti violente sono ristrette al sottobosco della malavita, e più precisamente a debiti di droga non pagati.

    A Ciudad Juárez oltre l'80% dei morti sono inermi cittadini o agenti di polizia, trucidati, spesso decapitati, per lanciare messaggi alla popolazione ed al governo. A volte l'ignaro cittadino viene ucciso solo perché ha guardato due volte, involontariamente, un trafficante, il quale ha pensato di essere spiato.

    E comunque paragonare tra loro diverse realtà, come quella sudafricana, quella Usa, e addirittura irachena con il Centro e il Sud America è fondamentalmente errato.

    L'istituto messicano ha divulgato questa lista per dimostrare che il Messico non è poi così male, anzi, nel suo complesso, come paese, può definirsi un paese tranquillo.

    Lo stesso articolo in spagnolo di cui fornisci il link dice chiaramente che i numeri forniti servono per "alleggerire" la violenza di alcune citta messicane, tra cui Ciudad Juárez, dove decine di omicidi non vengono contabilizzati, per non incrementare le percentuali.

    E lo stesso "Consejo Ciudadano Para la Seguridad Publica y la Justicia Penal" afferma senza mezzi termini che in messi vengono nascosti centinaia di omicidi.

    Ma ripetendo "mal comune mezzo gaudio" questa è una prassi comune anche in Brasile, dove decine di assassinati vengono definiti "deceduti per cause ignote", magari con tre o quattro fori di proiettile nella testa.

    Ed è prassi comune non calcolare come morte violenta quelli che muoiono in ospedale o durante il trasporto, ma inserendo nelle statistiche solo quelli che rimangono a terra.

    Ossia, le statistiche, come diceva il mitico ragioniere Fantozzi, sono "UNA GAGATA PAZZESCA".

    E c'è ancora qualcuno che continua ad affermare che la matematica è una scienza esatta!!!

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  2. In effetti l'ho trovata strana come classifica. Che Alagoas sia lo stato più violento del Brasile questo è risaputo, ma secondo la Mapa da Violência 2012, dell'Istituto Seagri, i dati sono un po' diversi.

    E poi non capisco come fa a comparire, per esempio, Mosul, città dell'Iraq che penso ben pochi conoscono, e non Baghdad. E nemmeno paesi dell'Est come la Cecenia o altri dell'Africa come Mogadiscio.

    Certo che vedere Acapulco al 4° posto è strano. Vorrà dire che faremo le ferie a Finale Ligure!

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  3. Comunque anche l'Istituto Sangari (non Seagri) scrive qualche "fesseria".
    Nel piccolo municipio dove abito indica (a pag. 112) una media di omicidi compreso tra i 10 e i 26 per l'anno 2010.
    In realtà l'unica morte violenta è avvenuta per una lite tra due fratelli ubriachi, di cui uno è morto per una coltellata alla gola.

    E quindi ripeto, come mio costume, quello detto nel commento precedente: Ossia, le statistiche, come diceva il mitico ragioniere Fantozzi, sono "UNA GAGATA PAZZESCA".

    Anche a me è sembrato strano quel riferimento a Mosul e non su altre città, ma occorre dire che lo studio si basa sulle morti per reati dolosi, escludendo quelle da eventi bellici con l'esclusione anche delle morti causate dalle forze dell'ordine o su mandato della giustizia.

    Dulcis in fundo, nella classifica per paesi la nostra "violenta" Italia si posiziona in una tranquilla 160° posizione, meglio dell'Irlanda e dell'Inghilterra tanto per fare un esempio.

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  4. La classifica in oggetto puo' non essere del tutto attendibile, ma il livello di violenza diffuso in Brasile e' molto elevato e l'abitudine a risolvere le diatribe a pistolettate non e' caratteristico solo del mondo della droga.
    Ci sono conflitti sindacali che hanno causato decine di morti, violenze all'interno delle scuole, trasversali alle classi sociali (ultimo caso nel Paraiba).
    Le statistiche sugli omicidi sono casomai corrette al ribasso da una classe politica che si vanta (come nello stato di SP,uno dei meno peggio,ma comunque fuori da qualsiasi realta' civile)con numeri che derivano solo dalla cosmesi effettuata tramite i BO compilati dalla polizia.
    Stefano

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  5. Sono d'accordo con te, caro Anonimo, perchè sono cose che ormai conoscono anche i sassi. Ma come qualcuno ha detto,

    La natura non fa nulla di inutile.
    Aristotele, Politica, IV sec. a.e.c.

    Non si diventa grandi uomini, se non si ha il coraggio d'ignorare un'infinità di cose inutili.
    Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

    L'uomo mediocre è indispensabile e inutile. La sua forza sta nel rendere indispensabile la sua inutilità.
    Leo Longanesi, Miscellanea, su L'Italiano, 1926

    In natura non c'è niente di inutile; nemmeno l'inutilità stessa.
    Michel de Montaigne, Saggi, 1580/95

    Dove non ci sono domande è inutile mettere risposte, ma è inutile anche farsi domande quando non si ha più nessuna speranza di pervenire a vere risposte.
    Sergio Quinzio, La croce e il nulla, 1984

    Scusami, ma non ho resistito :)

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  6. Caro Franco, bellissimi gli aforismi e le massime che hai citato; a me piacciono tantissimo e vedo che non sono l unica a servirmene. Rosanna

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  7. Vivo quasi 5 anni in Brasile ,In Belo Horizonete mio figlio in pochi anni e stato rapinato 5 volte , Io nel mio esercizio in 30 giorni due volte devo dire che quando rapinano sono molto violenti agressivi , che ti fanno veramente terrorizzare, non sai se in quel secondo ti lasciano in vita o ti sparano senza motivo. Dopo questi episodi Ringrazio a Dio che siamo in vita adesso ci stiamo preparando per un ritorno nella nostra Patria.. addio Brasile

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