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domenica 22 maggio 2011

Emigrante


Leggendo il mio blog non si può fare a meno di notare una certa “criticabilità” su questo grande Paese, ma ciò non toglie che non sappia apprezzare tutte le cose buone e positive che incontro nella vita di tutti i giorni. Nello stesso tempo non ho mai negato la mia passione per le montagne, per il clima temperato e per la cucina italiana, tutte cose ben diverse da quello che é il Brasile in genere. Nemmeno ho mai rinnegato il fatto di essere italiano. Anzi, essendo a tutti gli effetti un emigrante, dal momento dei mio arrivo in Brasile sono diventato ancora più attaccato al Bel Paese e alle sue tradizioni, cosa che prima non ero, pur riconoscendone i vari difetti e il terribile periodo politico ed economico che sta passando in questo momento.

Come alcuni di voi sapranno io vivo nell’interior di São Paulo, quindi ben lontano dal mare e dalle spiagge da cartolina che siamo abituati ad immaginare quando pensiamo al Brasile. E sono qui non per una scelta oculata, ma per il semplice fatto che mia moglie é di questa zona. Sicuramente, se lei fosse una carioca o una bahiana, a quest’ora io vivrei in qualche bairro di Rio de Janeiro o di Salvador. Ma il destino ha voluto che venissi a vivere in questo Stato. Ma non é mia intenzione rimanere qui per sempre. Per carità, non mi sto lamentando. Qui si sta bene, la vita é tranquilla e la città in cui vivo mi piace. Ma é ovvio che, se potessi scegliere, considerando tutti i fantastici posti che questo immenso Paese sa offrire, la scelta ricadrebbe su altri luoghi. Ma dove? Considerando che qui le montagne, almeno come io le considero, non esistono, la scelta andrebbe in un luogo di mare. Perché, é vero che anche l’interno é bello, ma certamente l’idea di fare una passeggiata in spiaggia dopo cena o sentire il profumo tipico o i suoni del mare é tutta un’altra cosa. Ma in quale posto di mare vorrei andare, visto che ce ne sono cosí tanti? Considerando che non sopporto il caldo esagerato la mia idea é di andare a vivere nel Sud del Brasile. Per la precisione penso, anche se questo avverrà tra molti anni, di trasferirmi a Florianópolis, capitale dello Stato di Santa Caterina. Ma questa mia scelta sembra che crei qualche problema a qualcuno (non a me).

Nel blog di Antonio, Vivere in Brasile, facendo un commento in un post, qualcuno si é domandato: “Ma se uno deve partire dall'Italia per andare al sud del Brasile e trovare lo stesso tipo di persone, la stessa architettura, la stessa natura, gli stessi ritmi di vita, lo stesso cemento e soprattutto lo stesso clima, io dico, ma allora perché emigrare?

Domanda più che legittima, [e ora mi rivolgo a lui rispondendogli] ma non ti é venuto in mente che una persona possa avere dei gusti diversi dai tuoi?

Guarda una cosa: io sono piemontese di nascita ma sempre ho adorato Milano, che considero tra l’altro una delle città più belle che ci siano (e chi la conosce sa che é così). E solo per questo motivo, solo perché mi piace Milano come città dovrei rinunciare a vivere in Brasile? Solo perché tu ami il mare e il sole dovrei essere anche io come te e vivere al Nord Est come molti altri miei connazionali? Forse, se invece di Novara fossi nato a Napoli o a Caltanissetta piacerebbe anche a me vivere a Natal o a Salvador, ma visto che sono abituato a un clima e a un paesaggio più “continentale” preferisco vivere nel Sud del Brasile. E questo é sbagliato secondo te? Sai dove iniziarono a colonizzare i vari emigranti italiani? Nel Sud del Brasile. Sai dove c’é la più grande concentrazione di italiani e di discendenti di italiani? Nel Sud e nel Sud Est del Brasile. Forse perché la maggior parte di quei primi emigranti erano veneti e toscani, quindi del Nord dell’Italia. Sai infatti dove trovi i discendenti degli emigranti tedeschi? Nello Stato di Santa Caterina, al Sud del Brasile. E i discendenti russi? Anche loro a Santa Caterina. Quindi come vedi non sono l’unico a non sopportare il caldo tropicale e a cercare persone, clima e vita simile a quella che ho lasciato. Quindi, se io amo Milano, cosa c’é di male nel voler vivere per esempio a Porto Alegre, che ha palazzi, piazze e vie molto simili alla grande metropoli lombarda?

A me piace arroz e feijao, ma é ovvio che preferisco un piatto di penne all’arrabbiata o uno di lasagne. E per questo motivo dovrei tornare in Italia? Scusami, ma questo, a mio parere, é mancanza di intelligenza. Solo perché preferisco il tiramisù al brigadeiro devo lasciare questo Paese, Paese dove ho scelto di vivere, e tornare in un posto dove il futuro non é certo per nessuno, dove il livello di disoccupazione cresce a livelli vertiginosi (esattamente il contrario di qui in Brasile) e dove la vita sta diventando impossibile per tutti? Come ho detto io posso criticare alcune cose che avvengono qui in Brasile, ma ciò non significa che io sia cieco o così stupido da non riconoscere i lati positivi e negativi di questi due Paesi.

Il fatto che io o altre persone cerchiamo qualcosa che abbiamo lasciato e che soprattutto abbiamo amato non deve essere considerato come qualcosa di sbagliato. Anzi, a mio parere questo dimostra di avere le idee chiare e di sapere cosa volere nella vita. Come ho detto il Brasile é talmente grande e vario che riesce a soddisfare qualunque (o quasi) desiderio. Quindi perché rinunciarci?

Allora mi chiedo perché sono emigrati, chi glielo ha fatto fare, perché non tornano indietro. “

Spero che mi perdonerai, ma non ho nessuna voglia di raccontarti i vari motivi personali della mia scelta di vita. Non sono così aperto. Posso però dirti che in Italia diventava impossibile vivere in tre, io, mia moglie e mia figlia, col solo mio stipendio, dato che lei non riusciva a trovare il lavoro. Inoltre faceva molta fatica ad abituarsi alla nuova vita e alle nuove abitudini, così diverse da come era abituata, quindi eccomi qua, a rompere le balle ai brasiliani (e non solo a loro). Ed é sempre per questo motivo (e anche per altri) che non torno indietro.

Quindi come vedi non c’é nulla di sbagliato nelle mie scelte. Io posso criticare alcune cose di questo Paese, ma so riconoscere le sue qualità, Posso amare il freddo, il cemento e la cucina italiana, ma posso avere queste cose anche qui in Brasile. E dovrei rinunciarvi solo perché qualcuno lo ritiene sbagliato?  Ho le idee molto chiare, so quello che voglio e sono sicuro che alla fine lo otterrò. Questo per me è un fatto positivo.


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17 commenti:

  1. Franco,l'ideale sarebbe di poter vivere in entrambi i paesi,sei mesi per parte,io che sono "mineira",amo tanto il mio paese,ma ciò che mi manca di più sono la mia famiglia d'origine,la mia gente,ed anch'io penso di rientrare in Brasile con la mia famiglia per svariati motivi,però ad esser sincera,l'Italia già mi manca!Però in questo momento sento che questa sarebbe la scelta giusta per i miei figli,perché non vedo un futuro per loro qui adesso,forse mi sbaglierò,pero ci voglio provare,mio marito è un pò scettico,anche per il problema del visto e del lavoro,ma comunque la casa l'abbiamo già,male che vada possiamo sempre rientrare qui in Italia.Mio marito dice che sono troppo ottimista,pero in Brasile se studi,hai un chance di lavorare per quello che hai studiato,al contrario di qui in questo momento,per fare un esempio banale,c'è un amico laureato 110 e lode nel campo del giornalismo,che a 3 anni dalla laurea per guadagnarsi da vivere ,fa il cassiere in un supermercato,per carità,è un lavoro onesto,magari l'avessi io di questi tempi,ma per un ragazzo di 25,30 anni che ha studiato tanto,è una sconfitta,scusami se sbaglio,ma io la vedo cosi,senza voler offendere a nessuno,quindi che ti posso dire...speriamo bene per tutti,un abbraccio

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  2. Oi Franco,
    É dificil de acreditar mas, infelizmente, parece que é verdade.

    "Un italiano su 4 sperimenta la povertà."
    «Giovani e donne pagano la crisi»

    http://www.corriere.it/economia/11_maggio_23/Istat-rapporto-pil_62e3b7b6-8516-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml

    Não entendo como isto possa acontecer.
    Apesar de que na Italia o conceito de pobreza seja bem diferente que o do Brasil.
    De todo jeito é uma pena !

    Abraços,
    Roberto

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  3. Ciao Roberto.
    Sarà difficile da accreditare ma purtroppo è la verità. E anche se qualcuno dice che c'è una piccola ripresa, da quanto ne so, non è affatto così. E come hai scritto chi ci va di mezzo sono soprattutto i giovani e le donne. Ma anche chi, come me, ha una certa età, le cose non sono facili, Anzi, forse ancora più difficili.

    E' un vero peccato e non riesco a capire come nessuno faccia niente per risolvere questo.

    Um abraço.

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  4. Cara "mineira" (tra l'altro anche mia suocera è di Minas Gerais),
    tuo marito fa bene a essere scettico, perchè lasciare il proprio Paese per vivere in un altro è certamente una scelta difficile che va considerata molto attentamente. Ma digli che tu non sei molto ottimista come lui pensa, perchè qui in Brasile, un giovane che ha studiato, è sicuro di trovare un lavoro adeguato e con uno stipendio buono. Di sicuro qui non trovi laureati che fanno i commessi o i cassieri al supermercato. Quindi le probabilità di crescita dei tuoi figli qui in Brasile sono certamente migiori e più sicure che in Italia, a patto però di frequentare una buona scuola brasiliana e uscire con buoni voti.

    Già il fatto di avere anche una casa pronta, senza quindi dover avere le spese del "mutuo" aiuta tantissimo questa scelta di vita, ma come ho detto è meglio valutare MOLTO bene prima di fare questo grande passo. L'ideale sarebbe venire a vivere in Brasile per qualche mese e vedere cosa succede con la nuova vita, le nuove abitudini e tutto il resto. Ma è ovvio che, per chi lavora, questo non è facile. E' vero che, come hai detto tu, male che vada puoi sempre ritornare in Italia, ma devi pensare che se tuo marito lascia adesso il suo lavoro, al suo ritorno sicuramente non lo troverà più (questo se lavora in una azienda, perchè se ha un'impresa propria forse è un po' diverso). In ogni caso pensateci bene, ok?

    Um grande abraço!

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  5. ciao, io abito da 6 mesi a Uberlandia, nel triangulo mineiro, e mi sposo sabato qui. Mi ritrovo in molte delle cose che dici, è un piacere leggere il tuo blog.
    Abraço

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  6. Ciao Francesco.
    prima di tutto tantissimi auguri per il tuo imminente matrimonio. Anche io mi sono sposato qui in Brasile e ho dei bellissimi ricordi di quel giorno.

    Sono contento che ti piaccia quello che scrivo. Che tu ci creda o no, ho più "problemi" con gi italiani che vivono in Brasile che con i brasiliani. Ma come ha detto qualcuno che ora non ricordo, il mondo è bello perchè è vario.

    Ancora tante felicitazioni e un abraço.

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  7. Ciao Franco, segua da poco il tuo blog. siamo quasi conterranei, io sono di Pallanzeno (VB). Vivo a Rio dal 2003 perchè mia moglie é carioca, ma non mi piace il mare e la spiaggia (in tutto questo tempo ho messo i miei piedi sulla spiaggia credo 2 volte...), se potessi forse andrei anche io al sud a vivere. Questione di gusti.
    Vedo molto me stesso nelle cose che scrivi.
    continueró a seguire il tuo blog
    um abraço

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  8. Ciao Dario.
    Che cosa strana trovare uno di Verbania qui in Brasile! Caspita, ci credi che ho nostalgia del nostro lago? Quante volte sono andato a passeggiare di sera da quelle parti! va be'... ora siamo qui e cerchiamo di divertirci ugualmente, anche perchè penso che se ti vuoi divertire il Brasile è un ottimo posto.

    Um abraço!

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  9. effettivamente é un pó strano si :)
    anche io ho nostalgia del VCO, quando vivevo li non davo molto valore alle bellezze della zona, adesso le vedo sotto un altro punto di vista. Oggi per "matar a saudade" (in portoghese ci sono frasi che rendono meglio) mi vedró la tappa del Giro che arriva a Macugnaga

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  10. Opa! Questa sì che è una bella notizia. Non sapevo che il Giro passava proprio da Macugnaga. Se riesco, tra un lavoro e un altro, cercherò di vedere anch'io questa tappa, anche perchè in Italia ero un appassionato di ciclismo e andavo spesso con la mia bicicletta per le strade delle nostre zone. Ma qui i Brasile, con le salite che ci sono, devi avere le gambe di Pantani per riuscire a fre qualcosa di serio!

    Ciao!

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  11. c'é la diretta video sul sito della gazzetta dalle 9:45
    anche io ero appassionato di ciclismo ma da quando sono qui in bici no ci sono mai piú andato, a Rio andare in bicicletta non mi sembra prorpio molto simpatico, non so se tornerei a casa vivo (o con la bicicletta...)

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  12. ciao ragazzi, io in Italia ero direttore sportivo di ciclismo e mi manca tantissimo. Per fortuna i miei suoceri prendono la rai e oggi ho visto la tappa! ciao
    Francesco di prima!!!

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  13. Prendo atto che sei uno emigrato in Brasile per soddisfare i voleri della moglie e le esigenze di "pagnotta" e non per una scelta di vita ponderata, prendo atto che sei intollerante verso le opinioni diverse dalla tua e dei diversi punti di vista, prendo atto che esprimi opinioni su posti e persone che non conosci direttamente ma solo per "sentito dire" (ma hai mai messo il naso fuori da Sorocaba?) e ammetto anche di non riuscire a comprendere (in questo ti do ragione quando dici che manco di intelligenza) come si possa addirittura arrivare al punto di redigere un blog prevalentemente per parlar male e lamentarti del Paese che ti/ci ospita o per esprimere rimpianti dell'Italia che fu (il 90% dei tuoi post parlano di questo). Spero tu non faccia lo stesso con i brasiliani che ti frequentano altrimenti non so come ancora riescano a sopportarti. Forse usi il blog per sfogare le tue tremende frustrazioni per la mancanza di pizza, pasta, brioches e caffè a latidudini diverse dal tuo piemonte (ma pensa un pò!).
    Quello che non ammetto, e per cui ovviamente NON ti scuso, è il fatto che tu sia arrivato al punto di estrapolare alcune mie parole dal contesto di un discorso svolto su un altro blog e riportarle su un tuo post per darmi pubblicamente dello stupido sul tuo blog personale, che pure mi ero ripromesso di non leggere più.
    Questo lo trovo quanto meno di pessimo gusto e ti qualifica per quello che sei.
    ciao Franco, e quando guardi l'Italia in televisione asciugati la lacrimuccia .... ma senza farti scoprire da tua moglie!
    Marco

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  14. Caro Marco,
    che tu ci creda o no l'ultimo mio pensiero era quello di darti dello stupido o parlare male di te. L'unica mia idea era di farti capire che al mondo ci sono persone che hanno idee diverse, cosa che a te e a altre persone risulta difficile da immaginare. Quindi il fatto che tu non riesca a capire le mie scelte o i miei gusti non mi sorprende. Ma siccome quando dici quelle cose in altri blog (blog personali come il mio) io mi sento in causa, dato che abbiamo già parlato di questi argomenti, mi sento sentito in dovere di risponderti. Infatti, se andrai a vedere nel blog in questione (http://www.vivereinbrasile.com/2011/02/come-vivere-in-brasile-con-1000-euro-al.html), troverai un mio commento, non anonimo come tanti, che dice proprio "Caro Marco, dato lo spazio limitato che ho per scrivere, rispondo alle tue domande nel mio blog". Quindi non si tratta di estrapolare, come dici tu, alcune frasi del tuo discorso, ma di rispondere ad alcune domande che proprio TU facevi. Ti posso anche dire che qui non ho usato il tuo nome (marcofalco) dato che in questo blog nessuno ti conosce, quindi ho preferito lasciarti in incognito.

    Ti do ragione su una cosa: purtroppo, per ovvie ragioni economiche, non ho potuto viaggiare molto, quindi conosco poco il Brasile. Questo lo devo ammettere. Ma conosco i brasiliani da moltissimi anni. Inoltre, lasciamelo dire, a differenza di te io vivo in Brasile già da alcuni anni, mentre tu vivi ancora in Italia e vieni in Brasile solo per poco tempo all'anno come turista. Però pensi di conoscere questo Paese meglio di me, vero? Quindi, forse conoscerò poco la geografia del Brasile, ma qualcosa in tutto questo tempo l'avrò imparata, non credi? E' per questo che a volte mi permetto a volte di criticare il loro Paese o le loro abitudini. D'altronde, tu e i tuoi amici fate lo stesso con l'Italia, quindi con che faccia dici che io sto sbagliando?

    Di frustazioni ti garantisco ne ho poche. E' chiaro che ci sono alcune cose che mi mancano dell'Italia, come mancano a molti altri italiani che vivono in Brasile, ma non pensare che questo mi faccia soffrire. So adeguarmi e agire di conseguenza.

    Quindi torno a dire, non era mia intenzione insultarti, non ho nessun motivo per fare questo, e se fai un giro nel blog di Antonio troverai il mio commento che ti ho lasciato. Se non vorrai leggere più il mio blog sei liberissimo di farlo. Con tutta sincerità ti posso dire che per me non cambia niente. E' una tua libera scelta. Ti chiedo però un solo piacere: critica pure il mio modo di scrivere o le mie idee, ma stai fuori dalla mia vita personale. Lascia perdere mia moglie e la mia famiglia. Quelle sono cose che non permetto a nessuno, tantomeno a te, di condividere o commentare.

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  15. Complimenti per il tuo blog,l'ho scoperto per caso,ma mi ha subito appassionato,sicuramente perchè Amo il Brasile e i suoi posti..
    Sto decidendo se diventare un felice Italiano in Brasile,dato che ho la mia fidanzata che vive nello Stato di Santa Catarina.
    Sono al 75% della scelta da fare....
    Non mi preoccupa il fatto di dover cambiare vita,l'importante,è credere su quello che vuoi...
    Io so quello che voglio.partire dall'Italia...
    Buona serarata.Vincenzo. :-)

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  16. Caro Vincenzo,
    prima di tutto grazie per i complimenti. Anche se questo blog è nato quasi per scherzo cerco sempre di essere un minimo professionale, cercando di rimanere obiettivo su quello che vedo e che penso di questi due grandi Paesi.

    Io capisco il tuo entusiasmo per la tua nuova vita in Brasile, ma mi permetto di consigliarti di pensarci bene, molto bene. Questa è una di quelle cose così importanti che, ovviamente, cambiano totalmente la tua vita. E se le cose poi vanno male non c'è la possibilità di dire "Be'... non importa... torno indietro... provo di nuovo...". E' una scelta che devi fare una volta nella vita. O perlomeno, con me è stato così.

    In ogni caso auguri e un abraço.

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  17. La mia scelta non + stata fulminea vado in Brasile da qualche anno,e sono cosciente di quello che dovrò affrontare,poi per Amore!!!! :-)
    Um Abraço.

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