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mercoledì 26 gennaio 2011

selodequalidadeChi non ha mai ricevuto in vita sua una “catena di Sant’Antonio”? Penso tutti vero?

Be’, io proprio oggi ho ricevuto qualcosa di simile, però l’ho trovato simpatico e per questo voglio condividerlo con qualcuno.

Tranquilli, non vi sto chiedendo dei soldi (anche se ne avrei molto bisogno) ma al contrario, invece di chiedere qualcosa vi sto dando una cosa carina. Per la precisione si tratta di un selo per dimostrare la qualità di un determinato blog.

E’ ovvio che non si tratta di qualcosa di professionale, nel senso che non c’è stata una giuria di esperti che hanno votato il vostro blog, ma sono io che ritengo interessante quello che fate, e in questo modo voglio premiarvi.

Sinceramente non ho capito bene le regole (a 50 anni un po’ di arteriosclerosi me la concedete, vero?) ma sembra che si debba scegliere a quali blog regalare questo selo (massimo 15 blog), avvisare con un commento che sono stati nominati come blog di qualità, e quindi degni di possedere questo ambito premio, e infine rispondere ad alcune semplici domande. Quindi cominciamo, ok?

Ah, importante: ringrazio tantissimo la Carla per avermi regalato questo simpatico premio. Un bacione per lei!

Allora… i nominati da Brasil-Italia, cioè dal sottoscritto, sono… rullino i tamburi….

Per la verità ce ne sarebbero molti altri di blog interessanti che meriterebbero una nomination a questo premio, ma mi limito a quelli che, in qualche modo, parlano del Brasile (ad eccezione del blog della Giusi che a che fare con la Svezia!).

Ora io non so come fare per dare questo selinho, se devo inviarlo io o se devono procurarlo loro in qualche modo. Se può essere utile qui trovate il selo originale: http://projetocreativite.blogspot.com/
Ah, le domande. Quasi mi dimenticavo:
  • Nome: Franco
  • Canzone: dipende dall’umore. In questo momento Highway to Hell dei AC/DC
  • Umore: dipende dalla canzone!
  • Un colore: nero
  • Una stagione: primavera
  • Come preferisco viaggiare: da solo in auto
  • Una serie televisiva: Star Trek
  • Una frase o una parola: Não me enche o saco!
  • Cosa penso del selinho: simpatico
Per ora è tutto. Ci sentiamo quando avrò qualcosa di interessante da dire.

Salutoni!
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martedì 18 gennaio 2011


C’è ben poco da dire sulla tragedia che è accaduta nello Stato di Rio, a parte il fatto che già dal 2007 si sapeva che quelle erano zone di rischio e che da quasi vent’anni è in corso un’azione civile per rimuovere tutte le case costruite senza permesso in quella zona, ma che a tutt’oggi non è ancora conclusa. E anche qui, come a Niteroi, la Prefettura invece di mandare via i proprietari e demolire le case, pur sapendo che poteva succedere una tragedia, ha preferito costruire strade e collegare luce, acqua e telefono. Ma è inutile dire queste cose in un Paese dove il “fazer o que” è la regola principale e le regolamentazioni sono solo privilegi dei ricchi. Inoltre tutti quei morti meritano rispetto, quindi parliamo di qualcosa di bello.

Perché sì, pur essendo una tragedia di tale livello qualcosa di buono si trova sempre. E una cosa bella dei brasiliani è il loro amore per il prossimo. Basta guardare un qualunque telegiornale per vedere una moltitudine di persone che si aiutano tra di loro, come quell’uomo che scava per trovare la moglie del vicino (non la propria, ma quella del suo vicino di casa) sotterrata sotto metri di fango, o quella donna che, avendo la fortuna di tenere un’auto funzionante, passa per la strada chiedendo ai sopravvissuti se hanno bisogno qualcosa in città, per non parlare poi di tutti quei volontari che giorno e notte scavano e lavorano, insieme ai pompieri, militari e protezione civile, per liberare i corpi ancora sotterrati, con la speranza di trovarne qualcuno ancora in vita.

Mi dispiace ammetterlo ma noi italiani non siamo così. Non che noi siamo egoisti o insensibili, ma il nostro motto è “prima penso a me, poi agli altri”. Forse questo nostro atteggiamento è dovuto alle innumerevoli guerre, grandi o piccole che siano, che fin dalla nostra nascita hanno caratterizzato il nostro Paese. Ma qualunque sia la ragione, giusta o sbagliata che sia, è un’attitudine che i brasiliani non hanno.

Per carità, come dico sempre qui non è il Paradiso come molti credono, e gli angeli non vivono nemmeno qui. Per fare solo un esempio, in alcuni negozi di Teresepolis o Nova Friburgo (non ricordo bene) un boccione d’acqua, che normalmente viene venduto a 4 o 5 reais, lo vendevano a 17,00. Questo solo per dimostrare che le persone cattive esistono anche qua. Però quello che fanno i brasiliani per aiutare gli altri non l’ho mai visto da nessuna parte. E non parlo solo quando succedono queste tragedie, ma anche, e soprattutto, nella vita di tutti i giorni.

E una cosa che rende ancora più nobile le loro azioni è che questo amore per il prossimo lo si trova anche per gli animali. Solo a Teresopolis sono stati raccolti e aiutati più di 150 cani. Sono tutti cani che hanno perso i loro padroni, cani ormai senza dimora, feriti e abbandonati. Alcuni volontari hanno raccolto questi animali, li hanno portati in un luogo sicuro, dandogli cure mediche, acqua e cibo e anche affetto, perché anche quei poveri animali hanno bisogno di questo. E sembra che a Nova Friburgo più di 700 cani stiano morendo di fame avendo perso i loro rispettivi padroni o, comunque, avendo perso la possibilità di mangiare qualcosa.

Be’, questa cosa dei cani a me ha commosso molto, e non posso far altro che lodare tutte quelle persone che stanno facendo tutto questo. Aiutare chi ha bisogno, senza fare distinzioni tra essere umano, cane o gatto, senza discriminazioni, è una cosa che ben pochi riescono a fare. Ma i brasiliani riescono.

Bravi! Non si può far altro che elogiare tali persone. Bravi per quello che fate. Continuate così.
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lunedì 17 gennaio 2011


Sono stanco di sole, caldo e sudore. Ho voglia di neve, di freddo. Ho voglia di una serata con nebbia mangiando castagne e bevendo moscato.

Ho voglia di foglie di vario colore, voglia di autunno, di foglie che cadono. Sono stanco di vedere verde, verde e ancora verde.

Ho voglia di una antipasto di pesce, un’insalata di mare, una pizza ai frutti di mare e di una porzione di profiteroles, grazie. Ho voglia di mozzarella, di bomboloni alla crema che solo la panetteria vicino a casa mia sapeva fare. Ho voglia di grissini di Torino, di prosciutto e melone e di spaghetti alle vongole. Sono stanco di arroz e feijao, di kibi, di Habib's, McDonald's e praças de alimentação.

Ho voglia di giornali italiani, voglia di entrare in una libreria e perdere ore leggendo, osservando, curiosando tra montagne di libri in italiano.

Ho voglia di un gelato italiano, gusto zabaione, panna cotta, cioccolato, Bacio, caffè, crema, fragola, lampone, ribes, mirtillo…

Sono stanco di ascoltare solo musica brasiliana, stanco di sertanejo e samba, stanco di sentire queste cose per strada, nei locali, in casa e in ogni luogo. Che Dio benedica gli MP3!

Ho voglia di passeggiare tra strade strette, con case di pietra, con muri coperti d’edera e balconi pieni di piante.

Ho voglia delle mie montagne, dell’aria frizzante, dei paesaggi alpini, delle strade tortuose e di una cioccolata calda alla fine.

Ho voglia di tante cose, voglia della mia Italia e di quello che ho lasciato.

Ho voglia di fare un giro nel mio Paese e tornare dopo due giorni.

Perché è quello che dico sempre: italiano sì, bobo no!

Um abraço a tutti quelli che stanno in Italia.
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giovedì 13 gennaio 2011


Questa volta scrivo un post particolare, nel senso che non sono io a dare informazioni ma siete voi che dovete darle a me. Mi spiego meglio…

Anche se ci vorrà ancora molto tempo mi sto interessando all’acquisto di un’auto. Dopo aver visto e confrontato le varie offerte di auto usate e le possibilità di pagamento, sto ora cercando di capire quali tasse si applicano qui in Brasile e come si pagano. Ma per capire bene questo dobbiamo tornare un poco indietro nel tempo e nello spazio. Quindi…

Quando io ero in Italia avevo un bel macchinino familiare (una Ford Escort SW). Non era una Mercedes ma per me andava benone. In Italia io pagavo il bollo auto, cioè la tassa di possesso, che se ricordo bene era di circa 180 euro. Ovviamente pagavo anche l’assicurazione, RC Auto, che nel mio caso era di circa 450 euro all’anno. Il bollo si paga in base ai cavalli fiscali, da non confondere con quelli del motore, quindi più una macchina è potente più si paga. L’assicurazione, obbligatoria, comprendeva sia i danni alle persone, ai passeggeri che erano con me in auto e, ovviamente, anche i danni materiali. Questo vuol dire che se io facevo un incidente l’assicurazione pagava sia i danni alle persone (se c’erano) sia i danni subiti ai due veicoli. C’era un “premio” da pagare, una franchigia, ma, bene o male, in caso d’incidente, io non pagavo nulla. E’ vero che ogni società di assicurazione aveva le proprie regole, ma grosso modo in Italia funziona come ho descritto. Premetto però che sto andando “a memoria” e che è passato molto tempo, quindi se le cose sono cambiate siete pregati di correggermi, Inoltre, in 30 di guida, non ho mai fatto un incidente, quindi non ho esperienza diretta di quello che in realtà succede in caso di sinistro.

Quindi ricapitoliamo: in Italia si paga una tassa annuale e una assicurazione obbligatoria. Nel mio caso, con una macchina di 10 anni e di 1.600 di cilindrata, io pagavo in totale circa 650 euro all’anno.
Ma qui in Brasile come funziona?

Ho visto, e posso dire, capito, l’IPVA, che sarebbe come il nostro bollo auto. Ho visto che questa tassa si paga in base al modello dell’auto e all’anno di immatricolazione. Quindi chi ha un Mercedes paga di più di chi ha una Punto, ma chi ha una Punto nuova paga di più di chi ha una Mercedes di 15 anni (almeno credo che sia così). Ho visto che tale tassa si paga sul valore “venale” dell’auto e ho scaricato una tabella per calcolare tale valore. Perché l’IPVA non è altro che il 4% di tale valore. E qui subentra la mia solita fortuna, perché nello Stato di Sao Paulo è il 4%, mentre in alcuni altri Stati questa percentuale scende al 3 o anche al 1%. Ma cosa ci posso fare?

Quindi per l’IPVA non ho problemi, ma per l’assicurazione sono ancora in alto mare. Io ho chiesto a mio cognato. Lui ha una Volkswagen Parati 1.6. Paga circa 680 Reais di IPVA e “solo” 125 R$ di “seguro”, il che è pochissimo, confrontando alla situazione italiana. Però lui ha solo l’assicurazione per i danni alle persone. Quindi nel caso d’incidente, l’assicurazione pagherebbe per le persone ferite (che tra l’altro mi sembra che il massimale, sia per ferimento, morte o invalidità permanente sia di solo 13.500,00 R$, mentre in Italia il mio massimale era di 300 o 500 milioni di euro, se ricordo bene). Quindi in caso di tamponamento o incidente, i danni materiali della macchina chi li paga?

Immaginiamo una situazione tipo: io vado tranquillo per la strada e un imbecille, non rispettando uno STOP, mi viene incontro, facendo un danno grave alla mia e alla sua macchina? Chi paga i danni per me? Il proprietario dell’auto? Il conducente? E se lui non ha tutti i soldi che servono per riparare la mia macchina cosa succede? E se la macchina è così rovinata che non è possibile ripararla chi mi da i soldi per comprarne un’altra?

Capite quali sono i miei dubbi? In Italia io ero tranquillo. Se succedeva qualcosa ci pensava l’assicurazione a pagare. Era sempre un problema, ci voleva sempre tempo, però in ogni caso io non tiravo fuori nemmeno un soldo e alla fine la mia auto veniva riparata.

Qui in Brasile invece cosa succede in caso d’incidente? Come funziona l’assicurazione auto in Brasile? Avete consigli su cosa guardare quando trovo scegliere un’assicurazione? Mi sapete dire quanto realmente si paga per avere un’assicurazione tipo quella italiana? Tralasciamo il furto o l’incendio, perché penso che qui in Brasile costi molto più che in Italia, ma un’assicurazione “normale” quanto costa? E cosa copre?

Grazie a tutti quelli che vorranno rispondermi.

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martedì 4 gennaio 2011


E i brasiliani? Argomento delicato questo, meglio andare per ordine.
Stando a quanto giunto dal rapporto ‘Health at a Glance Europe 2010′ (Uno Sguardo alla Sanità) della Commissione Europea e dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), un europeo su due risulta obeso.
L’Oscar della gordura europea spetta alla Gran Bretagna, dove si registra un tasso di obesità del 24,5%. Non sono da meno Irlanda e Malta che si aggirano attorno al 23%. L'Italia è in terzultima posizione con una percentuale di obesi pari al 9,9%, quasi un cittadino su dieci. I più in forma d'Europa? I romeni (7,9%) e gli svizzeri (8%). In ogni caso noi italiani risultiamo essere tra “più magri”. Forse il merito lo si deve alla nostra dieta mediterranea o al semplice sfizio di restare in forma o alla voglia di stare al passo con la moda. Chissà.

(Non riesco a fare a meno di avere un sorrisetto malizioso mentre scrivo questo post…kkkkk!)

Quindi torniamo alla domanda iniziale: e i brasiliani come sono messi?

Secondo uno studio effettuato dal IBGE (Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística) il 60% dei brasiliani sono obesi o in sovrappeso. Questo dato non mi sorprende perché basta fare un giro per le strade della mia città per vedere quante persone gorde effetivamente ci sono. Non vuole essere una cattiveria questa ma solo un opinione personale, che si avvale però di un riscontro nella vita reale. Secondo questa ricerca il 50,1% degli uomini brasiliani è in sovrappeso e il 12,4% obeso (per le donne è leggermente minore, precisamente il 48% e il 16,9%). Ricordo che stiamo parlando di persone adulte, perché per i bambini la situazione è ancora peggiore, sia in Italia che in Brasile.

A cosa sia dovuta questa grande percentuale di gordinhos non so. Sicuramente il vostro modo di mangiare influisce molto. E’ inutile dire “Arroz e feijão é uma combinação saudável” perché, pur essendo vero, se ne mangiate a quantità industriali è ovvio che diventerete grassi. Io vedo come mangiano qui le persone. Basta andare in una qualunque Praça de Alimentação di un qualunque Shopping per vedere, a qualunque ora del giorno, moltissime persone con piatti pieni di riso, carne, pasta o ogni tipo di comida. Non sono un dietologo ma penso che mangiare senza regolamentazione, a qualunque ora del giorno, solo per dire “ho fame quindi mangio”, influisca notevolmente sul nostro girovita. Se poi aggiungiamo che la quantità di cibo messa sui piatti è notevolmente superiore a quella che dovrebbe essere una giusta portata, è ovvio che le cose peggiorano. Non per niente i ristoranti dove si paga a chilo in Brasile fanno furore, mentre in Italia non esistono. E forse anche la velocità di mangiare incide sulla gordura finale, perché è vero che i pranzi in Italia durano molto (anche noi mangiamo tanto) ma sono diluiti nel tempo. A noi italiani piace mangiare con calma, aspettando un poco tra una portata a un’altra. Qui sembra che facciano a gara a chi finisce primo!

Quindi iniziamo l’anno con un buon proposito: andiamo tutti in palestra a smaltire tutta quella gordura che abbiamo accumulato in questi anni. Anche perché, con tutto questo parlare di comida, mi è venuta fame…

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