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sabato 31 dicembre 2011

Oggi vado controcorrente. Mi piace fare questo, è molto più divertente che fare le solite cose che fanno tutti. In questo periodo quasi tutti i blog e siti personali sono pieni di auguri ai lettori e di previsioni piene di numeri di pagine visitate, il che, è chiaro, è una cosa giusta da fare e denota buona educazione e gentilezza. Ma come ho detto a me piace fare le cose diverse dal solito, perché mi annoio facilmente.


Se proprio volessimo fare delle previsioni, posso dire che il 2010 fu l’anno di ambientazione (anche se ancora adesso molte cose di questo Paese non le digerisco). Il 2011 fu l’anno di stasi, di adattamento. È stato un anno un po’ monotono, senza grandi avvenimenti positivi o negativi. Il 2012 penso (e spero) che sia l’anno di svolta. Ho molte cose da fare nell’anno nuovo, e questo è sempre qualcosa di positivo, qualcosa che rende la vita meno grigia e monotona (perché può essere grigia e monotona anche qui in Brasile, cosa pensate?) e che dà una marcia in più alla noiosa quotidianità e che alla fine può portare solo cose buone.

Ecco allora che questa volta gli auguri, invece di farli ai [pochi] lettori di questo misero blog personale (non mi scorderò mai il fatto che qualcuno, molto intelligentemente, ha voluto sottolineare questa caratteristica come se fosse qualcosa di negativo), li faccio a me.

Si, proprio a me.

Auguri a me che, alla venerabile età di 48 anni, decise di mollare tutto quello che aveva (poco) e lasciare famiglia e Paese per vivere in Brasile solo per stare vicino alla persona che ama.

Auguri a me che, pur soffrendo, pur criticando, pur con un monte di problemi, non si è mai pentito e non ha mai demorso, continuando ad andare avanti sempre con una punta di ottimismo.

Auguri a me, che pur avendo avuto la fortuna di aver trovato una seconda famiglia qui in Brasile, non ha mai smesso di fare il proprio dovere e di lavorare sodo, sapendo che è l’unico modo [onesto] di guadagnare qualcosa.

Auguri a me che, pur essendo circondato da bellezze giunoniche, è sempre riuscito a rimanere fedele alla donna amata (credetemi, non è facile).

Auguri a me che è riuscito a farsi una nuova vita in un nuovo Paese, con una nuova famiglia, con nuove idee e nuove abitudini.

Auguri a me che, grazie a questo blog (ma anche agli altri due) ha imparato molte cose. Questo grazie anche a tutti quei [sempre pochi] lettori che, con i loro commenti, ma anche con le critiche e gli insulti, sono riusciti a darmi una visione diversa su questi due mondi che, in qualche modo, sono più simili di quanto si immagini.

Auguri a me per tanti altri motivi che non sto ora a elencare.

Auguri, auguri e auguri!


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lunedì 26 dicembre 2011

Il Brasile scavalca la Gran Bretagna e diventa la sesta economia del mondo*

LONDRA - Il Brasile ha scavalcato il Regno Unito ed è diventato nel 2011 la sesta potenza economica mondiale per Prodotto interno lordo (Pil). L'Italia resta all'ottavo posto. Lo ha annunciato l'istituto di ricerca Cebr, un istituto britannico indipendente, con sede a Londra. Nella sua ultima classifica, la World Economic League Table 2011, il Centre for Economics and Business Research (Cebr) ha inserito il Regno Unito al settimo posto tra le economie mondiali, dietro gli Stati Uniti (al promo posto), la Cina, il Giappone, la Germania, la Francia e il Brasile.

ITALIA - L'Italia resta all'ottavo posto, come nel 2010 davanti a Russia e India. «Il Brasile ha battuto per anni i Paesi europei al calcio, ma sconfiggerli sull'economia è un nuovo fenomeno. La nostra classifica mostra come stia cambiando la mappa economica del mondo, con Paesi asiatici e produttori di materie prime che danno la scalata ai primi posti e l'Europa che resta indietro», ha detto il direttore del centro Douglas McWilliams in un'intervista radiofonica alla Bbc. McWilliams ha aggiunto: «Si vede inoltre che nazioni che producono generi di prima necessità, come i prodotti alimentari e l'energia, ne escono molto bene e salgono gradualmente nella graduatoria economica».

IL PRONOSTICO - Il Cebr ha pubblicato anche i pronostici per il 2020 nel quale (invariate le prime tre posizioni) si evince che la Russia risalirebbe al quarto posto, seguita dall'India e dal Brasile, la Germania scenderebbe al settimo posto e la Gran Bretagna all'ottavo. La Francia scivolerebbe al nono posto e l'Italia al decimo.


OBS: E’ chiaro che sono contento di questa notizia, anche se si sapeva già da tempo che sarebbe successo. Non c’è bisogno di essere dei maghi di economia: se va bene l’economia del Paese dove vivo vado bene anch’io. Quindi ben venga questo miglioramento con la speranza che le cose vadano sempre in meglio. Ma voglio far notare due cose: la prima è che, pur se molta gente, sia italiana che brasiliana, ha parlato sempre malissimo dell’Italia (e sto usando un eufemismo), il mio Bel Paese è rimasto all’ottavo posto, davanti a quei tanto acclamati Paesi del Brics come Russia e India. Secondo, sempre per questo pronostico del CEBR, nel 2020, cioè tra quasi 10 anni, il Brasile sarà ancora al 6° posto e l’Italia perderà due posizioni. Se così fosse (ma ovviamente come tutti i pronostici questi dati vanno presi “con le molle”), mi piacerebbe vedere la faccia della Presidente Dilma nel vedere che non è riuscita a conquistare il Mondo come lei (e altre persone come lei) credeva. Ma di questo ne parleremo nel 2020…
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venerdì 16 dicembre 2011


Ci sono alcune cose del Brasile che non riuscirò mai ad abituarmi. Leggo su G1 della Globo:

Garota foi agredida por colegas por causa de ex-namorado, diz mãe

In pratica cosa è successo? Una ragazzina di 14 anni (che chiameremo Carla, nome fittizio) fu trovata a Betim, Regione Metropolitana di Belo Horizonte (MG) in un lago di sangue, con numerose ferite e con parte del corpo bruciato. Secondo le ultime investigazioni risulta che, martedì 13, fu invitata da quattro sue amiche a fare un giro con loro. Durante il cammino, con la scusa di fare pipì, il gruppo deviò verso una piccola boscaglia. A quel punto le sue “amiche” diedero due mattonate sulla testa della povera ragazzina e con un coltello colpirono con ferocia il corpo di Carla. Furono in tutto 15 colpi, che le perforarono i polmoni e che le causarono danni alle ovaie tali da richiedere la rimozione di un ovario. Non contente di questo, tolsero parte degli indumenti di Carla, versarono sul suo corpo dell’alcool e le diedero fuoco.

Per fortuna questa ragazzina non è morta, e le sue condizioni ora sono stabili, anche se molto gravi.
Quello che mi lascia scioccato, al di là della ferocia dell’aggressione, è:
  1. il motivo di tale aggressione. Sembra che tutto ciò sia dovuto per un motivo di gelosia, dato che la vittima aveva una relazione con l’ex-innamorato di una delle aggressori.
  2. l’età dei soggetti. La vittima ha 14 anni, le sue amiche, alcune già interrogate dalle polizia, hanno in media 14 anni. Eppure hanno già un innamorato e fanno cose che neanche una persona adulta penserebbe di fare. Chiamatemi pure di bigotto, di “chato” o di quel che volete, ma io non permetto a mia figlia di 14 anni di avere un innamorato. Dove sono i genitori di queste ragazze?
  3. l’estrema violenza di questa aggressione. Capisco che la gelosia possa creare situazioni e azioni che lasciano a desiderare, ma c’è un limite a tutto. Se quelle ragazze volevano dare una lezione (in ogni caso ingiustificata) alla povera vittima avrebbero potuto limitarsi a qualche insulto, o al limite un calcio nel sedere. Ma qui è stata predeterminazione e ferocia allo stato puro. Non solo si sono unite in gruppo (tipica vigliaccheria di persone ignoranti), ma hanno pianeggiato l’aggressione nei minimi particolari, sia dalla strada da fare durante la passeggiata sia sul fatto di portare con loro alcool e fiammiferi.
  4. il fatto che le persone, in particolar modo i genitori, accettino tale violenza. Immaginate di veder vostra figlia di 14 anni colpita a morte con 15 coltellate o chissà che, con parte del corpo ustionato, e tutto questo per parte di alcune bambine di 13/14 anni, con l’intenzione di uccidere, bruciare e in qualche modo deturpare (vedi i colpi al basso ventre) una loro coetanea, probabilmente amica di scuola. Ora io non so voi, ma vi assicuro che se succedesse questo a mia figlia non aspetterei i risultati della Polizia e della Giustizia. Ci sono cose che vanno al di là del buon senso e della ragione. Invece qui in Brasile sembra che tutti accettino tutto. Perché una cosa è chiara: essendo gli aggressori minori di età, la Justiça brasileira non potrà fare niente di concreto contro di loro. Infatti cosa pensiate che sia successo? Pur sapendo chi ha aggredito questa bambina “que uma garota de 14 anos indicada pela vítima está apreendida na 2ª Delegacia de Polícia de Betim, em uma cela separada para adolescentes. Ela negou ter cometido a violência e vai ser ouvida por um juiz. Ainda segundo a polícia, outras duas adolescentes, de 14 e 15 anos, foram ouvidas e liberadas porque o tempo do flagrante já havia passado. Elas negaram envolvimento na agressão e apontaram um outra suspeita, que seria maior de idade, e ainda não foi localizada. “
Ora qualcuno dirà che questo è un caso isolato, che queste cose succedono raramente, ma non è così. Basta vedere il telegiornale alla sera o leggere un qualunque quotidiano per assistere a notizie come queste. In questo paese se provi a dare del cornuto a qualcuno perché ti ha tagliato la strada rischi di trovarti con una coltellata nello stomaco. Oppure venire pestato a sangue per futili motivi, per poi scoprire che gli aggressori erano per dipiù poliziotti, come è successo in una discoteca di Rio.

E’ inutile essere una potenza economica quando succedono fatti come questi. E’ inutile essere sempre sorridenti e gentili quando poi alcune persone (ma sono molte) commettono azioni come queste. A volte il Brasile mi sembra come quelle ricostruzioni scenografiche di Hollywood, dove, pur avendo un aspetto esteriore molto bello da vedere, basta aprire una porta e vedere che all’interno non è quello che sembra e che era solo una facciata per nascondere quello che c’è dietro.
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Vídeo mostra ex-vereador do AM guardando dinheiro na cueca

A Procuradoria-Geral de Justiça do Estado do Amazonas pediu nesta quinta-feira (15) à Polícia Federal a perícia de um vídeo em que o prefeito do município de Boa Vista do Ramos (270 km de Manaus), Elmir Lima Mota (PSD), aparece entregando maços de dinheiro ao ex-vereador Joaquim Teixeira Barbosa (PSC), que esconde as notas na cueca.

No início do vídeo, que não tem áudio, aparece o prefeito Elmir Lima Mota sentado e de costas. O ex-vereador Joaquim Teixeira Barbosa (que veste camisa listrada) está a sua frente, contando o dinheiro e separando-o em maços. Ao lado dele, o secretário de finanças Mário Aldo da Rocha (camisa escura de mangas compridas) observa a cena.

O ex-vereador levanta, afrouxa o cinto e começa a esconder o dinheiro nos bolsos da calça, nas meias e na cueca (a partir dos 5'45"). Depois o filho do advogado, de blusa preta, entrega um papel para Barbosa. Ele assina o papel e o entrega ao secretário. O prefeito levanta e sai de cena.

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sabato 10 dicembre 2011


E mentre i cittadini italiani per l’ennesima volta si ritrovano con un “regalino” nel deretano, donato come sempre dal nostri governanti, con l’unica speranza di non morire di vecchiaia prima di ricevere la beneamata e legittima pensione, in quel regno fatato chiamato Montecitorio succede che…

Pensioni, i privilegi nei palazzi del potere

A MONTECITORIO LO STIPENDIO MEDIO ANNUO È DI 131 MILA EURO
Non ci provino, a distinguere ancora figli e figliastri. Non ci provino, a toccare le pensioni degli italiani senza toccare prima (prima!) quelle dei dipendenti dei palazzi della politica o della Regione Sicilia. Un cittadino non può accettare di andare in pensione un paio di decenni dopo chi ancora può lasciare con 20 anni d'anzianità. Non solo non sarebbe equo ma, di questi tempi, sarebbe un insulto.

Che esistono qua e là staterelli dai privilegi inaccettabili non lo dicono i soliti bastian contrari. Lo dice, per la Sicilia, lo stesso procuratore generale della Corte dei Conti isolana, Giovanni Coppola, nell'ultima relazione: «L'opinione pubblica non comprende perché in Sicilia i dipendenti regionali possano andare in pensione con soli 25 anni di contribuzioni, o addirittura con 20 anni se donne, solo per il fatto di avere un parente gravemente disabile, mentre lo stesso non avviene nel resto d'Italia».

Errore: anche meno. Come nel caso dell'ispettore capo dei forestali Totò Barbitta di Galati Mamertino, che riscattando dei contributi precedenti, il 1 gennaio 2009 (ma da allora la legge non è cambiata) se n'è andato quarantacinquenne, dopo 16 anni, 10 mesi e 30 giorni. La previdenza, visto «il lavoro usurante», regala ai forestali siciliani un anno ogni cinque di servizio. Diceva di dover accudire un parente affetto da grave handicap: avuto il vitalizio, è partito per la Germania. Stracciato comunque, per età, dal record di Giovannella Scifo, una dipendente dell'ufficio collocamento di Modica (Ragusa) in quiescenza a 40 anni. «Non le pare esagerato?», le ha chiesto Antonio Rossitto di « Panorama». E lei, serafica: «Non le posso rispondere. C'è la privacy».

Fatto sta che, spiega la Corte dei conti, su 751 «regionali» andati nel 2010 in pensione 297 hanno lasciato in anticipo «rispetto all'ordinaria anzianità anagrafica e/o contributiva e, tra questi, ben 286 con le agevolazioni della legge 104/1992 che tanto ha fatto discutere per l'incomprensibile disallineamento rispetto alla normativa nazionale».


Fatto sta che, spiegava giorni fa sul Giornale di Sicilia Giacinto Pipitone, se è vero che nel 2004 la riforma Dini passò, con nove anni di ritardo, anche per i dipendenti pubblici siciliani, l'adeguamento non è mai stato varato per chi ha avuto la «fortuna» di essere assunto dalla Regione. Basti dire che «chi a livello statale ha ancora oggi quote di pensione da incassare col retributivo, fa il calcolo sulla media delle buste paga degli ultimi anni di servizio. I regionali calcolano invece la loro quota di retributivo sulla base dell'ultima busta paga incassata al momento di lasciare gli uffici: sfruttano quindi fino all'ultimo gli aumenti e i vari scatti di carriera». Conclusione? Risposta dei giudici contabili: «Nel 2010 i contributi versati sono diminuiti del 17% riuscendo a coprire appena il 32,2% della spesa». 
Non basta: «lo stesso sistema più vantaggioso si applica anche sul calcolo della buonuscita. Per la maggior parte dei regionali viene calcolata moltiplicando il valore dell'ultimo stipendio». Risultato? Scrive Antonio Fraschilla: i direttori generali «vanno in pensione incassando un assegno medio di 420.133 euro, come certificato dalla Corte dei Conti, anche se hanno ricoperto l'incarico solo negli ultimi mesi della loro carriera».


Lo ricordino, Mario Monti ed Elsa Fornero: se non obbligano la Sicilia a eliminare immediatamente questi bubboni ogni loro sforzo per spiegare che la crisi planetaria è così grave da obbligare a pesantissimi sacrifici sarà inutile. Peggio: grottesco. Vale per i privilegi dei dipendenti regionali siculi, vale per quelli degli organi istituzionali.

Certo, al Senato non godono più dello stupefacente dono che fino a qualche anno fa veniva fatto da ogni presidente che, andandosene, regalava loro, a spese dei cittadini, due anni di anzianità. Ma ci sono ancora, a Palazzo Madama, persone che, assunte prima del 1998, possono andare in pensione prima di tutti gli altri italiani, a cinquant'anni o poco più, godendo anche di quella regalia. È giusto? È un diritto acquisito e quindi intoccabile anche quello?

È accettabile che, 16 anni dopo la riforma Dini, nonostante i ritocchi, non ci sia ancora un dipendente del Senato (quelli arrivati dopo il 2007 possono andarsene con qualche penalità ancora a 57 anni) che accantoni la pensione col sistema contributivo? Così risulta: dato che dal 2007 non è entrato alcuno, i primi soggetti al «contributivo» (peraltro maggiorato con un «aiutino» intorno al 18%) dovrebbero essere sette funzionari in arrivo nel 2012. Come possono capire, gli italiani, che quei fortunati godano di 15 mensilità calcolate sul 90% dell'ultima retribuzione e trasmesse intatte al 90% alla vedova se ha figli minori di 21 anni? Ma non basta ancora: nonostante le polemiche seguite alle denunce del passato come quella dell'«Espresso» che quattro anni fa rivelò che al Senato uno stenografo arrivava a 254 mila euro l'anno e un barbiere a 133 mila, le retribuzioni sono cresciute ancora dal 2006, in questi anni neri, del 19,1%. Arrivando a un lordo medio pro capite di 137.525 euro. Centodiecimila più di un dipendente medio italiano, il quadruplo di un addetto della Camera inglese (38.952) e addirittura 19 mila più della busta paga dei 21 collaboratori principali di Obama, che dalla consigliera diplomatica Valerie Jarrett al capo dello staff William Daley, prendono al massimo (trasparenza totale: gli stipendi dei dipendenti, nome per nome, sono sul sito della Casa Bianca) 118.500 euro. Lordi.

Sia chiaro: Palazzo Madama può contare su collaboratori, dai vertici fino agli operai, di eccellenza. Sui quali sarebbe ingiusto maramaldeggiare demagogicamente. Loro stessi, però, discutendo del loro futuro con l'apposita commissione presieduta da Rosi Mauro (sindacati di là, una sindacalista di qua) non possono non rendersene conto: di questi tempi, la loro trincea con tre liquidazioni (una interna, una dell'Inpdap, una del «Conto assicurativo individuale») e le due pensioni (una del Senato e ora ancora dell'Inpdap) è indifendibile. Tanto più che anche nel loro caso, il peso delle pensioni sui bilanci è cresciuto in modo spropositato.

Vale per Palazzo Madama, vale per il Quirinale dove troppo tardi la presidenza ha introdotto «misure dissuasive» con la previsione di «significative riduzioni» dei trattamenti pensionistici come un limite per l'anzianità «a regime» (campa cavallo...) di 60 anni con 35 di contributi (da leccarsi i baffi...), vale per Montecitorio, dove lo stipendio lordo è poco più basso che al Senato: 131.586 euro. Con tutto ciò che ne consegue sulle pensioni. Non sarà facile rompere certe incrostazioni. Verissimo. Ma è troppo facile far la faccia dura solo con i piccoli...



P.S. Io non sono mai stato un estremista. Sia nella vita quotidiana che nelle occasioni più importanti sono sempre stato una persona tranquilla, pacata. In poche parole mi sono sempre fatto i c…i miei. Ma penso che l’Italia di oggi abbia proprio bisogno di una rivoluzione se vuole migliore alcune cose. Penso che ormai le parole o le buone azioni non servano più, come non serve sperare che le cose, per noi comuni cittadini, possano cambiare in meglio. E’ triste vedere il proprio Paese, Paese che amo molto, ridursi in questo stato.
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mercoledì 7 dicembre 2011

A nome di tutti i lavoratori italiani, di tutti quelli che hanno contribuito per anni col sudore del proprio lavoro a incrementare le casse dello Stato, e da chi, in questo terribile e lunghissimo periodo di crisi, che sembra non abbia mai una fine, sta cercando disperatamente un lavoro dignitoso in un Paese ormai senza futuro.
Grazie Monti, per tutto quello che fai per noi.
LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA

Ritiro a 66 anni dal 2018, nel 2050 ci vorranno 46 anni di contributi. Niente aumento per il 76%


Età di vecchiaia 
La lenta equiparazione dell'età pensionabile delle donne con quella degli uomini e poi con i 67 anni per tutti è stata accelerata, e in maniera per niente soft. Dal primo gennaio 2012 l'età sale a 62 anni (uno scalone simile a quello messo in atto dalla riforma Maroni, che però non ha mai visto la luce) e sarà ulteriormente elevata a 63 anni e 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016 e a 66 a partire dal 2018. Per le lavoratrici autonome (commercianti, artigiane e coltivatrici dirette), invece, lo scalone del 2012 è di 3 anni e 6 mesi (l'età sale da 60 a 63 anni e mezzo). Soglia che sale ulteriormente a 64 e 6 mesi nel 2014, a 65 e 6 mesi nel 2016, sino a raggiungere i 66 anni dal gennaio del 2018. L'elevazione dell'età ci sarà anche per gli uomini, i quali a partire dal 2012 potranno ottenere la pensione di vecchiaia dopo aver compiuto 66 anni. Per loro in sostanza non cambia nulla, in quanto sino a oggi potevano averla sì a 65 anni, ma comunque dovevano aspettare un ulteriore anno (in pratica i 66) per poterla riscuotere.



Addio anzianità 
Da circa 20 anni nell'occhio del ciclone, il pensionamento anticipato con 40 anni, a prescindere dall'età anagrafica, stavolta non è rimasto in piedi. A partire dal 2012 per ottenere la pensione prima dell'età della vecchiaia occorrono 42 anni ed un mese per gli uomini e 41 anni ed 1 mese per le donne, requisiti, anche qui, parametrati alle speranze di vita a partire dal 2013. Tali requisiti sono comunque aumentati di un ulteriore mese per il 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dal 2014. Questo, in sostanza, significa che nel 2013, ad esempio, anno in cui si comincia ad elevare tutti i parametri anagrafici sulla base delle cosiddette speranze di vita, il minimo di contributi richiesto per il pensionamento anticipato sarà di 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne (42 o 41 anni e due mesi più i tre mesi di aumento per via delle speranze di vita). Ma non è finita qui. Al fine di disincentivare il pensionamento anticipato rispetto a quello di vecchiaia, è stata introdotta una misura di riduzione. Qualora, infatti, si chieda la pensione di anzianità prima dei 62 anni di età, l'assegno verrà corrisposto, per la quota retributiva, con una riduzione pari al 2% per ogni anno di anticipo. Se, ad esempio, si richiede la pensione, dopo aver raggiunto i 42 anni (e rotti), all'età di 60 anni, si riscuoterà, per la quota di pensione calcolata con il sistema retributivo, un assegno decurtato del 4%. Il pensionamento anticipato sarà possibile anche per i giovani, coloro cioè che hanno cominciato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995. Per ottenerlo, dovranno aver compiuto 63 anni di età e poter far valere un minimo di 20 anni di contribuzione effettiva. Vi sono inoltre due altre condizioni: bisogna cessare l'attività lavorativa e l'importo del trattamento deve almeno raggiungere un minimo pari a 2,8 volte l'assegno sociale (1.200 euro di oggi). Addio anche alle finestre.



La vita si allunga 
La manovra di luglio ha anticipato al 2013 (doveva partire dal 2015) l'adeguamento, che dal 2019 avverrà con cadenza biennale (e non più triennale, come era in origine) in base ai dati forniti dall'Istat. La riforma Monti stabilisce che in assenza dell'incremento dato dalle variazioni demografiche, a partire dal 2021 l'età del pensionamento non può avvenire comunque prima di 67 anni di età.


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lunedì 5 dicembre 2011


E mentre qualcuno si scandalizzava (e qualcun altro di sicuro giova) nel vedere l’Italia al 69° posto nella classifica di Transparency International (una organizzazione internazionale che si occupa della corruzione nel mondo), proprio ieri il ministro del lavoro brasiliano, Carlos Lupi, ha dato le dimissioni dal suo incarico.

E’ il sesto ministro del Governo di Dilma Rousseff a dover lasciar l’incarico per corruzione in poco più di 10 mesi. Un altro ministro, Nelson Jobim (Difesa) non fece parte di questa azione di “pulizia". Fu “allontanato” per aver dato dichiarazioni giudicate inconvenienti sul Governo. Ma chi sono questi signori presi con i soldi in tasca (e non solo)?

Il primo fu nel 7 di giugno Antonio Palocci, Ministro-chefe della Casa Civil do Brasil. Il giornale Folha de Sao Paulo denunciò, nel 15 maggio, che il suo patrimonio aumentò di 20 volte tra il 2006 e il 2010.

Il secondo fu nel 6 luglio Alfredo Nascimento, Ministro dei Trasporti.

Il 4 di agosto fu la volta di Nelson Jobim, Ministro della Difesa, che, come abbiamo detto, non fu dimesso per corruzione ma per aver parlato male del Governo di Dilma.

Pochi giorni dopo, il 17 di agosto, fu la volta di Wagner Rossi, Ministro dell’Agricoltura.

Circa un mese dopo, il 14 settembre, Pedro Novais si dimise dalla carica di Ministro del Turismo dopo numerosi scandali, tra quello di usare i soldi della Camera per pagare lo stipendio della sua governante.

Il 26 di ottobre toccò invece a Orlando Silva, Ministro dello Sport.

Ultimo, ma solo momentaneamente, perché di sicuro ne verranno fuori degli altri, Carlos Lupi, Ministro del Lavoro, che come abbiamo visto si è dimesso proprio ieri.

Sì, lo so, qualcuno ora tirerà fuori la solita storia di Berlusconi con ragazze varie, ma a mio parere non è niente di fronte a questa frotta di corrotti. Spero solo che questa “faxina” che sta facendo Dilma Rousseff riesca veramente a pulire, anche se non in modo definitivo, molta sujera che fa parte del Planalto.
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sabato 3 dicembre 2011


Quando, qualche tempo fa, l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito è stata resa nota tramite i media internazionali, anche qui in Brasile ci sono stati commenti contrari a tale giudizio finale sull’omicidio di Meredith Kercher. E’ ovvio che tale decisione, dopo quattro anni di indagini e innumerevoli sentenze, non poteva non creare disappunti sulla Giustizia italiana. Questi sono alcuni commenti fatti da alcuni lettori di Folha.com nel giorno della notizia (3/10/2011):
  • Eis a JUSTIÇA ITALIANA! Quem acabou pagando o pato? Lógico: O NE_GÃO! Sob a pressão dos americanos, não restou outra saída àquele judiciário, senão, abrir as per-nas. O réu condenado, além de ne_gro, pobre e escula-chado pela mídia, não é nem ma-fioso nem dono de time de futebol. Danou-se!
  • mais de 60 gabinetes já se sucederam na Itália, desde o fim da 2ª guerra mundial. PAÍS INSTAVEL E DE GENTE CHATA!!
  • A JUSTIÇA DA ITÁLIA É IGUAL A DO BRASIL. O RESULTADO DESSA SENTENÇA ME DEU NOJO, ASCO, REPÚDIO E NOGENTO. HOJE ME SINTO NEUTRA QUANTO A MINHA ASCENDÊNCIA . TUDO PELO YANKEES.
  • só falta agora culparem a vitima.A ITALIA TÁ PIOR QUE O BRASIL!!
  • Depois brasileiro que não é sério... Estão sem moral para falar do caso Battisti. Italiano é assim mesmo: racista até não poder mais (apesar da maioria ser meio moura...). Foi só ter um africano para culpar que já se deram por satisfeitos.
  • E agora mané? Essa turma que vinha aqui, execrar o Lula, fala o quê ? A justiça italiana não era acima de qualquer suspeita? Essa oposição...esta imprensa brasileira...
  • Brincadeira. E ainda querem precionar o Brasil para extraditar BATISTI. Que justiça é essa na Italia. Arrumaram um laranja africano, o condenaram, e após pressão a justiça Italiana foi jogada no lixo. Americano só é criminoso em seu território.
  • Claro, o Berlusconi é que é exemplar...
  • Decisão coerente, para quem tem um Berluscone de presidente!
  • E ainda dizem que a Itália é um país sério...
  • … Mas como a Itália é o país do bacan@l e do assassinato, libertam esses porcos. E depois querem ter moral pra exigir algo da Justiça brasileira! Bem feito o tapa na cara que o Brasil deu na cara deles!
  • A Itália é um antro de mafiosos que deixam Dirceus, Delúbios e Lulas no chinelo!E ainda por cima são porcos racistas como se vê. A Itália sendo o maior nordel a ceu aberto do mundo, não podia dar outra sentença aos riquinhos.
Nulla da dire, questa sentenza ha sorpreso praticamente tutti, quindi, a parte certi commenti inutili su Berlusconi o offese al popolo italiano (e poi dicono che siamo noi “preconceituosos”) è normale trovare commenti negativi. Ma oggi ho letto una notizia che, in qualche modo, è simile a quella appena citata:

Justiça absolve viúva acusada de matar milionário no RJ

Per chi non fosse al corrente faccio un piccolo riassunto della vicenda: Nel 2005 un uomo di 54 anni, Renné de Souza Senna, vince alla Mega-Sena la considerevole cifra di 52 milioni di reais. Due anni dopo, in una domenica del 7 gennaio del 2007, Renné viene ucciso da uno sconosciuto in un bar a 8 km dalla fazenda di dove viveva. La figlia, Renata, accusa la moglie di Renné, Adriana, 25 anni, di essere la mandante dell’omicidio. Dopo alcune analisi, furono accusate altre tre persone: Ronaldo Amaral, della Polizia Militare, che lavorò per la famiglia Senna come segurança, Marco Antônio Vicente, anche lui della Polizia Militar e parte della segurança, e infine Janaína de Oliveira, personal trainer di Adriana e moglie di un altro poliziotto anche lui coinvolto nelle indagini. Vengono fatte numerose indagini, ascoltati numerosi testimoni, tra cui l’amante della moglie Adriana. Si viene a sapere che il rapporto tra Adriana e il marito era abbastanza tumultuoso, con innumerevoli liti quotidiane. Adriana accusa la famiglia del marito, asserendo che Renata non è figlia di Renné e che un nipote del marito clonò la carta di debito di suo marito e che prelevò così 30 mila reais dal conto di suo zio.

Ora non sto a raccontare tutta la storia. Chi vuole può cercare notizie aggiornate su internet. Posso dire però che ci furono molte indagini, molte contraddizioni sulla testimonianza della moglie, molte cose che non quadravano e infatti fino alla fine todo mundo pensava che Adriana fosse colpevole. Finché appunto la notizia di oggi con la assoluzione della moglie. Tra i motivi di tale giudizio positivo il fatto che la moglie, se avesse voluto veramente uccidere il marito, avrebbe trovato un modo più semplice di farlo, per esempio con una dosa elevata di insulina dato che Renné era malato di diabete.

Bene, a mio avviso questi due omicidi e assoluzioni finali sono molto simili, perché fino all’ultimo le prove erano contro gli imputati ma poi sono stati assolti. Ma aldilà della sentenza che non sta a me giudicare, ora, cari amici commentaristi di prima, voi che avete così tanto parlato male della giustizia italiana, cosa mi dite di quella brasiliana?
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giovedì 1 dicembre 2011


Amo questo Paese!

Ieri si è svolta a São Paulo la finale del primo concorso Miss Bumbum Brasil, promosso dalla rivista "Sexy" per eleggere la donna col migliore deretano del Paese. Delle 27 candidate che iniziarono questa disputa, 15 15 furono selezionate [beati i giudici] per la finale.

La campionessa di questa difficile disputa è stata Rosana Freitas, del Ceará, che ha guadagnato 5 mila R$ di premio. La seconda, Graciella Carvalho (MA), e la terza, Mariana Freitas (AC), guadagnarono 3 mila R$ e 2 mila R$, rispettivamente.

"Voglio essere qualunque cosa, Mi voglio buttare. Voglio la fama", ha commentato la campionessa sopra i piani del suo futuro. La bionda vincitrice ha anche detto di aver già vinto un altro concorso di bellezza, il “Garota Molhada”[!], nel 2009, nella sua città natale di Conceição da Barra [di sicuro poi l’avranno eletta consigliere comunale].

Con il premio vinto, Rosana pretende investire nel proprio corpo. "Cambierò le applique dei capelli, Cambierò le protesi di silicone...",  ha detto [investire nello studio no, vero? Ma forse il cervello non fa parte del corpo]

Be’, non sapete come amo questo Paese quando leggo queste notizie. Mi fanno dimenticare tutti i problemi che ha questo Paese o la mia amata Italia. D’altronde quale Paese migliore per eleggere una Miss Bumbum?
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martedì 29 novembre 2011


E mentre abbiamo una Dilma che non passa giorno senza fare qualche affermazione sulla grandezza del Brasile, c’è qualcuno che sembra abbia i piedi per terra.

La Presidente Dilma Rousseff ha affermato questo lunedì(28) che la politica fiscale, il controllo dell’inflazione, la distribuzione di rendita e la generazione di nuovi posti di lavoro sono i fattori responsabile per il “blindaggio” del Brasile in questo momento di crisi internazionale.

Davanti alla crisi, abbiamo tutte le chances per continuare crescendo, perché il Brasile è maturato economicamente. Siamo un paese che sa crescere, mantenere la stabilità, non diventa matto indebitandosi là fuori, come si faceva prima. Abbiamo una inflazione che piano piano arriverà alla meta prescelta, una politica fiscale seria. Il Brasile ha anche un processo di distribuzione di rendita, forse il maggior responsabile per questo “blindaggio” in relazione all’estero", ha detto in un discorso a São Gonçalo do Amarante, nel Rio Grande do Norte.

E’ chiaro che, davanti a una economia in crisi, davanti ad alcuni Stati moribondi, il Brasile ha certamente alcune chances per crescere, ma non lo vedo motivo di orgoglio questo. E poi di quale processo di “distribuzione di rendita” parla? Il Brasile è uno dei Paesi con maggiore disuguaglianza sociale ed economica. Io non vedo questa distribuzione.

Dilma ha anche detto che, attualmente, "arrivare alla quinta potenza" è più vicino per il Paese. "Ma noi non vogliamo diventare la quinta potenza [strano,perché qualche giorno prima aveva affermato il contrario], vogliamo essere un Paese senza povertà, un paese di classe media", ha affermato.

Per fortuna c’è qualcuno che pensa (e parla) diversamente.

L’ex-governatore di São Paulo, José Serra (PSDB) ha criticato, sempre nello stesso giorno (28) la posizione del Brasile nello scenario internazionale.

Citando indicatori economici e sociali, ha detto che il Brasile è ancora piccolo. "Il Brasile ancora è, nel contesto dell’economia mondiale, per incredibile che sembri, un paese piccolo", ha detto il “tucano” in una conferenza durante il 7º Congresso Paulista dei Giovani Imprenditori, presso la Fiesp (Federação das Indústrias do Estado de São Paulo).

Serra fece un esempio: il Brasile rappresenta il 3% del PIL (Prodotto Interno Lordo) mondiale, 2% del commercio mondiale e rimane nella 75º posizione per rendita pro capite, tra le altre cose.

"Abbiamo una sfida molto grande davanti, che è vincere questo quadro di sottosviluppo, di non sviluppo, di modestia in relazione all’avanzamento sociale e maggior peso nell’economia mondiale."
"Il Brasile è l’unico paese al mondo che non ha abbassato gli interessi bancari, è stata una cosa fenomenale, non c’è errore di economia politica più spettacolare di questo, è uno dei più grandi errori del mondo, che diventerà un caso da studiare nei corsi di economia e di amministrazione nel mondo"

In un’altra critica, Serra ha affermato che il settore pubblico è diventato un’area di ricordi "Nel Brasile c’è molta gente, compresa nell’élite, che pensa questo: questo paese non si può riparare', uno soffre, l’altro gode. Il governo e il settore pubblico passeranno a essere zona di ricordi di chi non ha fede nel Brasile."

Una cosa è certa: non sono le dimensioni a fare grande un Paese, e nemmeno i discorsi altisonanti. Avremo modo di vedere la reale crescita del Brasile.

fonte: Folha.com
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domenica 27 novembre 2011


Copiato dal blog Milton Ribeiro, che fu copiato dal blog Championship Chronicles, che fu copiato da… non so, ma è impossibile non copiare una cosa simpatica come questa:

- Querido?~
– Hum?
– Posso falar com você?
– Claro.
– Olha para mim?
– Pronto. Desculpe… Ei, nós vamos sair?
– Não, por quê?
– Então porque você está trocando de roupa?
– Não estou me trocando.
– Então porque você está só de calcinha e sutiã?
– Porque eu quero falar com você.
– Mas você precisava estar sem roupa?
– Sim.
– Você não está doente, está?
– Como assim?
– Você aparece aqui quase sem roupa e dizendo que precisa conversar. É sinal que eu vou ter que apalpar algo. Não é câncer de mama, né? Você sentiu algum caroço?
– Não é nada disso!
– Ok, mas você precisa concorda comigo. Eu apareço na cozinha vestindo cuecas e dizendo que preciso conversar com você. Aposto que você ia pensar na mesma hora que era sobre aquele meu joelho bichado.
– Não. Eu iria achar sexy.
– Oi?
– Sim, eu acharia sexy. Você não me acha sexy com esse lingerie?
– Acho. Essa calcinha fica bem em você. Era isso?
– Não. Eu quero contar uma coisa.
– Diga.
– Eu bati o carro hoje.
– Pelo amor de Deus! Quando? Você está bem?
– Mas não foi nada grave… Só arranhou a porta lá na entrada do prédio.
– Quando foi isso? Você se machucou?
– Não, não. Eu estou bem, só me assustei um pouco.
– Mas quando foi isso?
– Foi agora, quando cheguei, faz uma meia hora.
– Mas não está doendo nada? Tem certeza? Quer ir ao hospital?
– Não, estou bem. Pode ficar tranquilo.
– Mas por que você não me avisou? Você entrou em casa, me deu oi, saiu e voltou de novo!
– Então, é porque eu fui até essa loja comprar a lingerie.
– Oi?
– Sim, esta que estou usando.
– Essa calcinha é nova?
– Sim.
– Espere. Deixe eu entender. Você bateu o carro, entrou em casa, e não falou nada. Saiu, foi comprar uma calcinha, voltou, vestiu e decidiu falar sobre o carro?
– Isso.
– Maristela, você está bem?
– Claro. Eu já disse, não machucou.
– Não, não é isso. Você não poderia ter entrado em casa e falado “arranhei a pintura do carro, mas estou indo ali comprar uma calcinha e já volto”?
– É que eu queria estar sexy para você.
– Por causa do carro?
– Sim.
– Mas não tem porque ficar bonita para isso!
– Eu queria.
– Você não bateu a cabeça quando bateu o carro? É normal ficar um pouco desorientada…
– Claro que não! Estou ótima!
– Mas por que você quis ficar sexy para me contar que a porta do carro está amassada?
– Ai, Alfredo… Vem cá para perto…
– Para de esfregar as mãos nos seios! O que você está fazendo?
– Você não gosta?
– Claro que gosto, mas você acabou de bater o carro! Não faz sentido. Bater o carro te excita?
– Claro que não!
– Porque você está estranha.
– Ai Alfredo… Estou apenas seduzindo você.
– Mas e o carro? Você não está nem aí?
– Não, e você?
– Não, eu fiquei aliviado por que você não se machucou. Mas fiquei aliviado, e não morrendo de tesão.
– Ai, Alfredo… Você é tão devagar…
– Tem certeza que isso não te excita? Eu vi um filme uma vez…
– Chega, Alfredo.
– É sério. As pessoas se excitavam com porrada de carros…
– Desisto.
– Você não é assim, é? Teve aquela vez que eu dei ré e enfiei o carro num poste e você não ficou assim. Se ralar a pintura deixou você acesa desse jeito, aquela vez deveria ter deixado você em ponto de bala. Foi uma baita pancada.
– Como você é grosso, Alfredo!
– Não, eu só não entendo a lógica da coisa. Você bate o carro e vem aqui de lingerie me contar. A gente vai comemorar?
– Ai, Alfredo, esquece!
– Não, eu quero saber. É como se fosse um aniversário de casamento? Esta é a nossa primeira porta amassada do casamento, então você coloca uma calcinha nova, vamos abrir uma champagne… É isso?
– Esquece!
– Não, senhora! Quero saber de onde você tirou essa ideia!
– Não. Vou para o quarto colocar uma calça.
– Primeiro, responde. De onde você tirou essa ideia?
– Eu vi na TV, ok?
– Quê?
– Vi uma propaganda que diz que a lingerie sexy ajudar a contar notícias ruins para o marido.
– Oi?
– É. É isso. Pronto, falei! E você cortou o clima!
– Sério, Maristela… Eu não fiquei bravo porque você bateu o carro, eu fiquei preocupado com você. O carro que se foda. Para de alisar a barriga e fazer biquinho!
– Esquece, Alfredo. Você é insensível demais!
– Não tem lógica! Quer dizer que se eu perder o emprego, tudo o que preciso fazer é entrar em casa, tirar a roupa e ficar usando uma cueca nova para te contar a novidade?
– Eu vou para o quarto!
– Isso. Eu vou descer para ver o carro e você vai colocar uma roupa.
– Pode apostar que eu vou! Você nunca mais vai me ver de lingerie!
– Para de gritar, Maristela. O que é isso? Essa nota aqui?
– Que nota?
– Maristela, você pagou oitenta paus nessa calcinha!
– Não é calcinha, é lingerie!
– Oitenta reais? Nisso aí?
– Sim! Porque eu queria que você não se magoasse com o carro!
– Eu não me magoei! Mas oitenta reais!? Com oitenta reais eu compro cuecas para uns dez anos! E ainda pego umas meias!
– Alfredo, você é um insensível mesmo.
– Não importa! Oitenta reais?
– Eu queria que você não ficasse bravo com o carro!
– Não estou bravo com o carro, mas sim com você pagar oitenta reais numa calcinha!
– Não é calcinha! É lingerie!
– Você que vai pagar a funilaria desse carro, Maristela!

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- Pai?
- Hm?
- Posso falar com você?
- Posso apenas terminar este relat... Ei, você está indo tomar banho?
- Não, por quê?
- Então por que você está só de cueca?
- Eu queria falar com você.
- Mas você não pode colocar uma roupa?
- Só depois de falar com você.
- Bem, fale logo, então.
- Eu fui suspenso na escola hoje.
- Como assim?!
- É. Dois dias de suspensão.
- Renato, você tem oito anos! Ninguém com oito anos consegue ser suspenso!
- Mas eu fui...
- O que você aprontou?
- Eu briguei com a Fabiana na sala e joguei o lápis dela no chão.
- E você foi suspenso por causa disso?
- Não, então... Aí a tia viu e me mandou ir para a sala da diretora.
- E o que a diretora disse?
- Ela me deu uma suspensão. E que é para você e a mamãe irem lá conversar com ela amanhã.
- Mas só porque você jogou o lápis da sua amiga no chão?
- Não, a diretora nem sabe disso.
- Renato, eu não estou entendendo nada. Você foi para a sala da diretora ou não?
- Fui.
- E o que ela disse?
- Que eu não tenho vergonha.
- Mas por causa do lápis?
- Não. Acho que não.
- Renato, o que você aprontou?
- Tirei a roupa e entrei na sala da professora de cueca.
- De onde você tirou essa ideia?!
- Como eu tinha que contar pra diretora o que aconteceu, e eu ia levar bronca, fiz igual aquela moça loira do comercial que a mamãe gosta.
- Você é louco?!
- Eu estava com medo de levar bronca! E a mamãe disse que o comercial é inteligente.
- Eu vou matar você!
- Você não pode me dar bronca, porque eu estou de cueca também! É a mais legal que tenho, é a do Super-Homem!
- Sua mãe sabe disso? Ela sabe que foi suspenso por causa disso?
- Sabe.
- Maristela! Venha até aqui! Maristela!
- Mas pai...
- Vai colocar uma roupa agora! Coloca uma roupa ou eu mato você! Maristela!
- Mas e a suspensão?
- Depois eu vejo isso! Vai colocar uma roupa!
- Tá... Posso ficar com a cueca do Super-Homem mesmo?
- Tanto faz! Maristela, você fez o menino ser suspenso na escola! Cadê você?
- Ai, Alfredo, que gritaria, estou aqui. Você viu a injustiça que fizeram com o menino?
- VAI COLOCAR UMA ROUPA, MARISTELA!
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domenica 20 novembre 2011


A presidente Dilma Rousseff disse nesta sexta (18) que o Brasil poderá ser a quinta economia do mundo.

“Nós podemos e seremos a sexta economia do mundo. Podemos chegar a ser a quinta economia do mundo, nós podemos chegar ao lugar que for mais perto do primeiro, mas, o que nós devemos perseguir mesmo é um país que tenha uma qualidade de vida para a sua população, que lhe dê um padrão de classe média".

Cosa dite se fossimo un pochino, ma appena un pochino, più ricchi in piano individuale?

Oppure ottenere in IDH più alto?


O una classificazione migliore nell’educazione di base?
O in competitività?

O negl’indici di mortalità adulta, qualunque sia il motivo?

O in trasparenza, o come indice minore di corruzione?

E cosa dite, tra l’altro, di cominciare con le dimissioni dei ministri bugiardi, imbroglioni e incompetenti?

Per esempio siamo il Governo con il più alto numero di Ministeri del mondo.

Non so, forse potremmo iniziare diminuendone la metà.

Cosa dite se cominciassimo a parlare di meno e a fare di più?


E cosa dite se alcune persone la smettessero di sentirsi più “grandi” e migliori di altri e imparassero a guardare all’interno dei loro innumerevoli problemi, tentando di risolvere qualcosa di concreto per il loro popolo, invece di parlare a vanvera dimostrando così la loro grande ignoranza?

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Matadores de ratos do departamento de controle de pragas de Mumbai, na Índia, recebem US$ 0,10 por cada roedor que matam. Os caçadores caçam, pelo menos, 30 ratos por noite. Na manhã seguinte, eles devem entregar os animais para funcionários municipais. Segundo a agência Reuters, Mumbai é a única cidade no mundo que emprega matadores de ratos durante a noite.

fonte: Globo.com

Penso che anche qui in Brasile farebbero buoni affari. Se poi, oltre ai topi vanno a caccia anche di baratas, diventerebbero ricchi in poco tempo.
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sabato 19 novembre 2011


25ºC
Pernambucanos ligam o ar quente
Cariocas vão à praia
Mineiros comem um feijão tropeiro
Curitibanos limpam o jardim
 
20ºC
Pernambucanos tremem incontrolavelmente de frio
Cariocas vestem um moletom
Mineiros bebem pinga perto do fogão a lenha
Curitibanos tomam sol no parque

15ºC
Carros pernambucanos não ligam mais
Cariocas se reúnem para comer fondue de queijo
Mineiros continuam bebendo pinga perto do fogão a lenha
Curitibanos dirigem com os vidros abaixados

10ºC
Decretado estado de calamidade pública em Pernambuco
Cariocas usam sobretudo, cuecas de lã, luvas e toucas
Mineiros continuam bebendo pinga e colocam mais lenha no fogão
Curitibanos botam uma camisa de manga comprida.

5ºC
Pernambuco entra num clima de armagedon
César Maia Lança a candidatura do Rio para as olimpíadas de inverno
Mineiros continuam bebendo pinga e quentão ao lado do fogão a lenha
Curitibanos fecham as janelas de casa

0ºC
Pernambuco começa a se desintegrar
No Rio, César Maia veste sete casacos e lança o "Ishnou Bórdi in Rio"
Mineiros entram em coma alcoólico ao lado do fogão a lenha
Curitibanos fazem o último churrasco no pátio, antes que esfrie...

-10ºC
Pernambucanos, Mineiros e Cariocas entram em estado de criogenia
Curitibanos começam a dizer: "Meu camarada, tempo brusco, tá muito frio".
"Vou tomar um leite quente"
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lunedì 14 novembre 2011


RUTH DE AQUINO - 04/11/2011 21h44

Saremo presto la sesta economia mondiale. Ma siamo nella posizione 84 nell'indice internazionale che misura lo sviluppo umano di 187 paesi. Sembra assurdo, ma è proprio così. La classifica IDH dell’Onu scopre qualcosa che già sappiamo, ma che molti insistono a non vedere [e sono tanti].

I contributi pubblici per ridurre la povertà a breve termine, aiutano a eleggere presidenti, e consentono a milioni di poveri ad avere il frigorifero, televisore, fornello nuovo e auto. Tutto ciò é encomiabile, certo. Ma la carità non dà dignità a lungo termine, non cambia il futuro del Brasile. Istruzione e salute invece sì. Ma ancora oggi noni sono delle priorità. Così il reddito continua irregolare. E in questo modo abbiamo 19 "fratelli" dell’America Latina davanti a noi.

Questo non è un problema solo del PT o di Lula o Dilma. Il Brasile ha storicamente chiuso gli occhi alla disuguaglianza. Ha eletto un operaio metallurgico nella speranza di ribaltare la situazione. Abbiamo sognato un progresso sociale di gran lunga maggiore [e molti pensano di averlo già conquistato]. Noi, contribuenti, che paghiamo delle tasse stratosferiche, aiutiamo Lula a trasferire un pochino di rendita a quei poveracci che guadagnano in base al numero dei figli. Questa non è una ricetta per una vita sostenibile.

Abbiamo aumentato il numero di bambini e di adolescenti nelle scuole, questo sì. Anche gli anni di studio sono aumentati. Ma manca ancora molto. Abbiamo visto che sette anni di scuola in Brasile non insegnano la stessa cosa come in Argentina o Cile [eppure ho trovato persone, brasiliane e italiane, che affermano che la scuola pubblica brasiliana é migliore di quella italiana]. Essi non garantiscono che i bambini imparino a leggere e scrivere correttamente o fare dei conti semplici di matematica.

È scortese dire a Lula di curare il cancro alla SUS [non sono d’accordo]. Qualsiasi persona non [il neretto è mio] comune eviterebbe le code, l'incuria e la mancanza di preparazione della salute pubblica in Brasile [ma come, proprio nello stesso numero di Epoca asserite che il SUS funziona!]. Il dibattito ferve. Su Internet, antipetistas distillano odio. La rete di sicurezza di Lula è stata azionata. L'ex presidente non è l'unico a soffrire di una mancanza di compostezza di Interne. Tutti sanno - anche Chico Buarque – che la blogosfera è piena di insulti anonimi di ogni genere [anche molti blog]. Lula non è un poverino speciale. La diffamazione virtuale è un abito vile e aleatorio. Chi ha fatto campagna contro Lula dimostra un IDH basso.

Presto saremo la sesta economia mondiale, ma siamo in posizione 84 nello sviluppo umano. Tutto questo è inaccettabile[concordo].

È anche una mancanza di IDH un presidente che dice che "il Brasile non è lontano dalla perfezione nella cura della salute" [e altre amenità simili]. Questo è ciò che Lula disse in una delle sue gaffe “verbali” nel 2006. Può sembrare provocatorio a coloro che muoiono in cerca di un letto nelle emergenze degli ospedali [si]. Può sembrare insensibile a quelli che ammuffiscono per terra nei corridoi degli ospedali [si]. Aspettano mesi per una chirurgia. Pur con fratture o infezioni. Non ci sono lettighe, non ci sono medici, non ci sono posti liberi, nessuna vergogna di fronte a una nazione che ignora e uccide i suoi vecchi per la sua negligenza. Vecchi che hanno la stessa età dell'ex presidente Lula, il padre dei poveri. Lula avrebbe potuto solo dire che nel suo governo, la salute pubblica migliorò - e non sarebbe mentire. Forse sarebbe stato risparmiato da questa furia virtuale.

È anche una mancanza di IDH il numero di brasiliani senza bagno in casa: 13 milioni, il 7% della popolazione. Questa è un'altra classifica, dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, e il Paese occupa un insultante nono posto. Secondo l'IBGE, meno della metà dei brasiliani (45%) hanno fognature e solo il 38% riceve alcun trattamento. Io penso questo: cosa serve avere un televisore in una casa con bambini quando, sotto la finestra o davanti alla porta, c’è un fosso con la spazzatura, una fogna a cielo aperto e una miriade di topi?

E 'anche una mancanza di IDH che il Brasile non sia riuscito a dare un Enem [Exame Nacional do Ensino Médio (Enem) é una prova creata nel 1998 dal Ministério da Educação do Brasil che viene utilizzata come strumento per valutare la qualità generale del ensino médio del Paese] senza frode o cancellazioni. Studenti del Ceará sono scesi in strada con il naso da pagliaccio per dire che l’ENEM è un circo. Gli studenti provenienti da altri Stati minacciano di andare in tribunale contro l'annullamento. Non sarebbe mancanza di IDH insistere nel ministro dell'Istruzione, Fernando Haddad, come il candidato del PT a sindaco di São Paulo? Oltre a non riuscire una prova corretta dell’ENEM, Haddad non conosce la differenza tra Itaim Bibi, quartiere alto borghese della città, e Itaim Paulista, quartiere della zona Est. Serve urgentemente una mappa e qualche lezione di Marta Suplicy [politica, psicologa e presentatrice della TV brasiliana, ex-sindaco di São Paulo, ex-ministro del Turismo e senatrice].

È una mancanza di IDH l’esibizione bizzarra di cinismo del PcdoB e diDilma nello scambio dei ministri dello sport. Nessuno ha capito nulla. Orlando Silva, accusato di frode in milioni di dollari con gli accordi irregolari ONG, vince poesie, discorsi e fiori? Il nuovo ministro, Aldo Rebelo - chiamato da Dilma Rabelo - dice di voler fare una "gestione simile” come quella de camerata appena destituito? Pelé e Ricardo Teixeira [dirigente sportivo brasiliano] saranno ambasciatori? Foto mostrano Silva e Sarney fianco a fianco, sorridendo e applaudendo. C'è corruzione nella politica di tutti i paesi. Ma tutto questo cinismo è troppo.

È molta mancanza di IDH per i miei gusti.

[Dalla rivista Epoca]
Copyright © 2011 - Editora Globo S/A
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domenica 13 novembre 2011


O famoso grupo de hackers, conhecido como Anonymous, lançou na internet uma denuncia contra a Globo e o Criança Esperança.

A primeira parte da crítica feita pelo grupo se refere ao valor das doações que aumentaram muito nos últimos anos, algo que varia de 33% a 50%. Esse aumento seria absurdo, afinal a Globo sempre critica quando qualquer imposto ou tarifa pública recebe um acréscimo maior que a inflação, mas quando é a vez dela aumentar os valores, acaba extrapolando e muito à taxa que poderia ser considerada como alta normal. Assim sendo, a emissora carioca devia dar exemplo e não fazer pior do que o governo.

Contudo a crítica mais grave feita pelo grupo se refere ao dinheiro arrecadado pela emissora com a campanha do Criança Esperança. Segundo eles, todo ano a Globo pegaria um recibo do dinheiro doado pelo povo junto a Unesco para usar na dedução do seu imposto de renda, como se a emissora que tivesse doado o dinheiro, dessa maneira ela consegue um abatimento enorme.

Claro que essa manobra é totalmente errada, pois como todo mundo sabe a Globo não desembolsa um centavo para dar a campanha, apenas arrecada dinheiros dos seus telespectadores e passa para a Unesco.

Para piorar, se alguma pessoa que doou dinheiro para ao Criança Esperança ela não pode abater do seu imposto de renda, pois o dinheiro foi dado para uma marca e não para uma entidade beneficente diretamente. Dessa maneira é no mínimo antiético caso a Globo realmente se utilize do dinheiro dos espectadores para pagar suas contas.


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giovedì 10 novembre 2011


La presidente Dilma Rousseff svelato martedì 8 novembre, durante una cerimonia al Palazzo Presidenziale, il programma "Melhor em casa", il quale fornisce assistenza domiciliare ai pazienti che non hanno bisogno di rimanere in ospedale.

Già questo mi fa sorridere, perché mi piacerebbe sapere con quale criterio decidono chi deve rimanere e chi no. Dico questo perché, tanto per fare un esempio, l’anno scorso una parente di mia moglie, malata di Parkinson, è stata mandata a casa dalla SUS quando è entrata in coma, dato che loro “non potevano più far niente”. Sarà che chi entra in coma o ha una malattia grave non ha bisogno di medici o ospedali? Vai a saber!

L’intenzione del governo è quello di ridurre la domanda di assistenza negli ospedali. Questo programma sarà formata da medici, fisioterapisti, tecnici di cura e infermieri, 1.000 squadre di assistenza domiciliare si formeranno entro il 2014 - la previsione è per un investimento di $ 1 miliardo di reais.

Questa [il SUS] è una scuola di medicina e negli ultimi anni abbiamo imparato, durante la vita quotidiana, che alcune delle procedure che sono tradizionalmente svolte negli ospedali potrebbe essere eseguita a casa con i migliori risultati (!) ", ha detto il ministro della Salute Alexandre Padilha. L'iniziativa potrebbe portare, ad esempio, la riduzione delle infezioni ospedaliere, (perché ho molto più facile prendere un’infezione in un ospedale che in casa) ha detto il ministro. Ha anche aggiunto che il ministero sarà responsabile di tutti i costi del programma.

Ora, a me viene da ridere. Già il nome è tutto un programma: Melhor em casa… que…in ospedale? Considerando gli ospedali pubblici che esistono direi proprio di sì. Per fortuna già il Ministro della Salute è stato sincero, asserendo che alcune procedure sarebbe migliori fatte in casa che negli ospedali. Ma prima che qualcuno mi accusi di criticare ingiustamente il Brasile (che per la precisione è una cosa che non ho mai fatto, al limite critico alcuni personaggi che vivono in Brasile, aldilà della loro nazionalità), andiamo a vedere cosa dice Reinaldo Azevedo, giornalista e autore di un omonimo blog:

A presidente Dilma Rousseff deve anunciar hoje o programa “Melhor em Casa”, do SUS, que prevê atendimento doméstico para que não pode se deslocar até uma unidade hospital. Huuumm… Já expliquei ontem em que contexto isso se dá. Há uma corrente na Internet, que preocupa o PT, indagando a qualidade do SUS na esteira da doença de Lula. Quanto mais pessoas são escaladas para desqualificar os internautas, mais a coisa se fortalece. A coisa ganha ares de tentativa de censura de opinião. Muitos brasileiros aprenderam com o Apedeuta a separar o mundo entre “povo” e “elite” — o líder petista sempre deixou claro que pertencia à primeira categoria.

Mas esse é o fundo político. Há o fundo técnico. “Atendimento médico” se faz com… médicos!!! É conhecida a falta crônica de profissionais no serviço público. Esse é um dos maiores gargalos da área. Não se tem notícia do aporte especial de mão-de-obra para esse novo programa. Imaginem quantos pacientes deixariam de ter atendimento ambulatorial enquanto o médico estivesse a caminho da casa de um doente.

Tudo indica que um “programa com grife” será pendurado no SUS para tentar mitigar o noticiário negativo sobre as suas gritantes carências, que estão no noticiário todos os dias. Dilma, tudo indica, não fará inveja a seu antecessor nas realizações efetivas na Saúde; talvez rivalize com ele na propaganda. Lula havia prometido construir 500 UPAs. Entrou 91. Dilma prometeu mais 500 até 2014 — 125 só neste ano. Até setembro, tinha construído… uma!!!

A principal doença da Saúde é a parolagem oficioal para os sem-Sírio-Libanês.

Por Reinaldo Azevedo

Ora una domanda è d’obbligo: ma non sarebbe stato meglio migliorare la tanto decantata (da Lula e compagni) sanità pubblica invece di creare nuovi programmi senza senso?
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mercoledì 9 novembre 2011


Grazie a un bellissimo blog di un brasiliano che risponde al nome di Paulo Roberto de Almeida, ho avuto modo di conoscere un fantastico libello di un certo Carlo Maria Cipolla. Chi era costui, direte voi. Be’, questo incredibile personaggio, morto purtroppo undici anni fa, è stato un grandissimo storico italiano, specializzato in storia dell’economia. Ha studiato nell’Università di Pavia (città dove lui è nato) ma anche alla Sorbonne di Parigi e alla London School of Economy. Dopo la laurea insegnerà nelle maggiori Università italiane ma anche negli Stati Uniti all'Università di Berkeley in California. Ha scritto numerosi libri, fu membro di molte prestigiose accademie e, nel 1995, ricevette il Premio Balzan per la storia economica con questa motivazione: "Carlo Maria Cipolla è considerato dai suoi contemporanei come il caposcuola di storia economica che più ha saputo infondere in tale disciplina uno spirito innovatore. In poche parole era uno che il cervello lo sapeva usare.

Bene, questo gran cervellone formulò la (poi) famosa Teoria della Stupidità. Essa vede gli stupidi come un gruppo di gran lunga più potente delle maggiori organizzazioni come le mafie o le lobby industriali, non organizzato e senza ordinamento, vertici o statuto, ma che tuttavia riesce ad operare con incredibile coordinazione ed efficacia. E’ una teoria molto interessante, specialmente in questo mondo virtual-cibernetico, dove la gente sembra che faccia a gare a scrivere le cose più astruse (e io sono fra questi). Ma andiamo a vedere cosa dice questa teoria:

Le leggi fondamentali della stupidità umana

La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:


Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione


Per quanto alta sia la stima quantitativa che uno faccia della stupidità umana, si resta ripetutamente e ricorrentemente stupiti dal fatto che:
a) persone che uno ha giudicato in passato razionali ed intelligenti si rivelano poi all'improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide;
b) giorno dopo giorno, con un'incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.

La Seconda Legge Fondamentale che dice che:
La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

Il fatto straordinario circa la frequenza della stupidità è che la Natura riesca a fare in modo che tale frequenza sia sempre e dovunque uguale alla probabilità a indipendentemente dalla dimensione del gruppo, tanto che si ritrova la stessa percentuale di persone stupide sia che si prendano in considerazione gruppi molto ampi o gruppi molto ristretti.

La Terza Legge Fondamentale chiarisce esplicitamente che:
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.

La Terza Legge Fondamentale presuppone, sebbene non lo enunci esplicitamente, che gli esseri umani rientrino in una di quattro categorie fondamentali: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi. Tutti noi ricordiamo casi in cui si ebbe sfortunatamente a che fare con un individuo che si procurò un guadagno causando a noi una perdita: eravamo incocciati in un bandito. Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un'azione il cui risultato fu una perdita per lui ed un guadagno per noi: avevamo avuto a che fare con uno sprovveduto. Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un'azione dalla quale entrambe le parli trassero vantaggio: si trattava di una persona intelligente. Tali casi accadono di continuo. Ma riflettendoci bene bisogna ammettere che questi non rappresentano la totalità degli eventi che caratterizzano la nostra vita di tutti i giorni. La nostra vita è anche punteggiata da vicende in cui noi si incorre in perdite di denaro, tempo, energia, appetito, tranquillità e buonumore a causa delle improbabili azioni di qualche assurda creatura che capita nei momenti più impensabili e sconvenienti a provocarci danni, frustrazioni e difficoltà, senza aver assolutamente nulla da guadagnare da quello che compie. Nessuno sa, capisce o può spiegare perché quella assurda creatura fa quello che fa. Infatti non c'è spiegazione - o meglio – c'è una sola spiegazione: la persona in questione è stupida.

La Quarta Legge Fondamentale che afferma che:
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

Nei secoli dei secoli, nella vita pubblica e privata, innumerevoli persone non hanno tenuto conto del la Quarta Legge Fondamentale e ciò ha causato incalcolabili perdite all'umanità.

La Quinta Legge Fondamentale afferma che:
La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Il corollario della legge è che:
Lo stupido è più pericoloso del bandito.
Dopo l'azione di un perfetto bandito, questi avrà un «più» sul suo conto, «più» che equivarrà esattamente al «meno» che egli ha causato ad un'altra persona. Per la società nel suo insieme la situazione non è migliorata né peggiorata. Se tutti i membri di una società fossero dei banditi perfetti, la società rimarrebbe in condizioni stagnanti, ma non ci sarebbero grandi disastri. Tutto si limiterebbe a massicci trasferimenti di ricchezza e benessere in favore di quelli che compiono l'azione. Se tutti i membri della società dovessero compiere l'azione a turni regolari, non solo l'intera società, ma anche i singoli individui, si troverebbero in uno stato di perfetta stabilità. Ma quando gli stupidi si mettono all'opera, la musica cambia completamente. Le persone stupide causano perdite ad altre persone senza realizzare dei vantaggi per se stessi. Ne consegue che la società intera si impoverisce.

Mi piacerebbe approfondire meglio questo argomento. Di sicuro la materia prima non manca.
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giovedì 3 novembre 2011


Ecco una guida semi-seria (ma neanche poi tanto) per essere felici in Brasile (ma può valere anche per altri Paesi extraeuropei). Quindi, per venire in Brasile e vivere felici dovete:

1. amare il caldo
Può sembrare una cosa ovvia questa ma è meglio tenerla presente. Quindi se per voi le giornate autunnali sono romantiche, se amate la differenziazione fra le stagioni, se non vedete l’ora che arrivi Natale per fare la settimana bianca a Cortina, allora è meglio che cercate un altro posto per vivere. Se invece amate il caldo, se per voi 35° è la temperatura ideale e volete il sole tutto l’anno (o quasi) allora il Brasile è il Paese giusto per voi;

2. avere poche pretese
Cosa vuole dire questo? Vuol dire che qui in Brasile, se ne avete le possibilità e le capacità, potete fare una vita degna di un nababbo. Ma io ho notato che di solito, le persone più felici sono quelle che hanno poche pretese, nel senso che non danno molta importanza ai soldi o alla vita mondana, e nemmeno ai problemi quotidiani. Li riconoscete subito perché hanno l’abitudine di dire: “Ma sì… in Brasile ci sono tanti problemi… ma qui c’è il sole tutto l’anno… c’è il mare… c’è il pesce buono… ecc. ecc. “ (NdA: come se queste cose non ci fossero anche in Italia!);

3. dare poca importanza alla cucina italiana
Questo è un dato di fatto. Come tutti gli italiani che hanno perlomeno fatto un viaggio all’estero, scordati la buona cucina italiana. O perlomeno la cucina come siamo abituati a mangiare in Italia. E’ vero che qui trovate molti prodotti italiani, quindi chi mastica un po’ di cucina avrà modo di arrangiarsi, ma ci sono alcuni prodotti che, se in Italia li trovate nel negozietto sotto casa, qui sono praticamente introvabili. Quindi, se amate il risotto al tartufo, se pensate che senza la mozzarella di bufala campana DOP non sapete vivere, se siete certi che senza l’olio extra vergine d’oliva della Riviera Ligure la vita non ha senso o che senza l’aglio di Voghiera i vostri piatti non avranno sapore, allora è meglio che rimanete in Italia;

4. ritenere che l’Italia sia allo sfascio e che sia uno dei peggior Paesi del mondo
Questo sembra che sia un requisito fondamentale pe vivere felici in Brasile (o in qualunque altro Paese al di fuori dell’Italia). Leggendo i vari blog, forum, siti, e chi più ne ha più ne metta, pensare che l’Italia riesca in qualche modo a uscire da questa crisi o addirittura credere che, in fondo in fondo, l’Italia non fa poi così schifo come sembra, vuol dire crearsi innumerevoli nemici virtuali e essere messi al bando da una certa comunità di italo-meio-doidos-filobrasiliani. Quindi se volete avere una vita sociale degna di Paris Hilton e essere ammessi nei vari Club “Italia allo Sfascio” evitate di dire in pubblico che l’Italia ha qualche possibilità. Il vostro motto dovrà essere “Sono italiano… ma mi vergogno”;

5. accontentarsi di poco
Questo si rifà un poco al punto 2. Accontentarsi di poco vuol dire che sì, le cose possono anche andare bene qui, forse anche meglio di quando stavate in Italia, ma di solito chi viene qui ama una vita semplice e tranquilla. Non per niente il sogno di molti, quando tornano a casa stressati dopo una lunga giornata di lavoro nel rigido inverno di dicembre, è quello di andare a vendere banane in una spiaggia tropicale. Nessuno sogna di fare il manager a Detroit o di lavorare alla Daimler di Stoccarda (anche se a questi livelli chiunque accetterebbe a occhi chiusi), Quindi venite in Brasile…

6. se amate la vita semplice
Io penso che il profilo ideale del felice abitante brasiliano sia quello di una persona semplice, che ami una vita tranquilla a contatto con la natura, che non abbia troppe pretese in fatto di vita quotidiana, che non si senta un emarginato senza l’ultima creazione di Armani, che non se la prenda se vede alcune cose fuori posto o diverse da come erano in Italia. Se venite qui dovete amare di passeggiare sulla spiaggia alla sera col vostro cane (stando però sempre molto attenti ai numerosi assalti che avvengono quotidianamente) o di bere una cerveja gelata insieme a uno espetinho di carne. Ma soprattutto, NON venite in Brasile…

7. se non siete dei fanatici dell’efficienza e della organizzazione
E’ inutile negarlo. I brasiliani sono un popolo meraviglioso, ma efficienza e organizzazione sono due parole che non fanno parte del loro vocabolario. Vi potrei citare numerosi esempi di persone che, pur essendo adorabili e grandissimi lavoratori, in fatto di organizzazione sul lavoro sono pari a zero. Forse perché c’è questa calma apparente che regna su tutto il Paese, forse perché c’è questa tipica mania di dire “tanto faz” e di non dare molta importanza ai particolari, ma vi assicuro che, se siete una persona organizzata e pignola, qui rischierete di avere il fegato ingrossato in poco tempo. Però, venite in Brasile…

8. se amate il cocco e il latte condensato
perché qui lo mettono da tutte le parti. Non è una critica alla comida brasiliana, che tra le altre cose io la trovo ottima. Sicuramente anche noi italiani avremo le nostre manie alimentari. Ma è pur vero che qui non esiste dolce senza l’aggiunta, più o meno abbondante, di questi due ingredienti, il che rende i golosi come me un poco in difficoltà. Un consiglio spassionato: prima di venire in Brasile imparate a cucinare. Avrete molti meno problemi in seguito.

9. non volete cambiare le cose
Cosa voglio dire con questo? Significa che in ogni caso sarete degli stranieri in terra straniera. E vero che i brasiliani sanno accogliervi a braccia aperte e sono piuttosto disponibili nell’accettare nuove culture, ma non dimenticatevi mai che non sarete più in Italia. Qui ci sono abitudini diverse, leggi diverse, cibi diversi, colori diversi. Anche il cielo e l’aria qui è diverso che in Italia, quindi sarete voi che dovrete abituarvi al Brasile, non il contrario. Se decidete di cambiare Paese dimenticate il vostro Paese d’origine, nel senso che non potrete dire o pensare “Ma in Italia si fa così”. Qui non è l’Italia, quindi abituavi fin dall’inizio ad accettare tutto quello che vi viene fornito dal Brasile, sia le cose buone che quelle cattive. Se volete vivere alla moda italiana rimanete in Italia. Questo è un ottimo consiglio per non soffrire quotidianamente la nuova vita che inizierete qui. Perché, se venite in Brasile, iniziate a…

10. pensare a una nuova vita
Cogliete l’occasione che “mollate tutto” a approfittate per iniziare una nuova vita. E’ chiaro che, se siete maestri pasticceri o dei meccanici provetti, e vi piace il vostro lavoro, qui avrete buone occasioni per continuare a farlo, forse anche con maggiori prospettive. Ma se fate un lavoro comune, se quando eravate in Italia il vostro perenne pensiero era “io non sono fatto per questa vita”, se avete una passione per qualcosa o pensate di riuscire in quella determinata attività, allora mettete in pratica i vostri sogni e provate a fare quello che avete sempre voluto. E’ rischioso, certo, ma un’altra occasione così non vi capiterà facilmente. Quindi abbiate coraggio e seguite i vostri sogni, cercando però di rimanere con almeno un piede piantato per terra, perché è vero che i sogni sono importanti, ma senza qualcosa di sicuro la vostra vita può diventare un vero inferno, e senza la pancia piena i vostri sogni possono diventare degli autentici pesadelos. Però vale la pena provare.


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