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lunedì 19 luglio 2010

Passa il tempo…


… ma le cose non cambiano.

Io sono arrivato in Brasile alla fine di settembre del 2009. Appena arrivato sono andato subito alla Policia Federal per richiedere il visto permanente. A parte alcune vicissitudini tragi-comiche, all’inizio di ottobre avevo dato il via alla mia richiesta. Ma a tutt’oggi, 19 luglio 2010, ancora niente di fatto. La richiesta del mio visto è ancora in “analisi” e né il Ministero della Giustizia né la Policia Federal sanno dirmi se e quando avrò il mio visto.

Per la carità, non sono qui illegale. Sul mio passaporto mia hanno messo un bel timbro che dimostra che sto aspettando il visto permanente, ma senza questo visto io non posso trovare un lavoro regolare in qualche grande azienda brasiliana. Senza il visto non posso avere il RNE (Registro Nacional de Estrangeiros), che sarebbe la Carta d’Identità per gli stranieri, e senza questo documento non posso aprire un conto corrente alla Banca, non posso pagare i miei contributi alla Previdenza e nemmeno fare altre cose più semplici come richiedere una carta di credito o altro.

E’ strano che dopo quasi 10 mesi ancora non si sappia niente del mio visto, specialmente in un Paese dove, secondo alcuni, la burocrazia è più efficiente che in Italia. E’ vero che il Brasile è più grande e con molte più persone, però io ricordo che quando mia moglie è venuta in Italia per vivere con me siamo andati alla Questura nel mese di febbraio, e ad agosto già era pronto il visto per lei e sua figlia. Quindi questa demora qui in Brasile non la capisco.

Passa il tempo e ancora io non parlo bene il portoghese! Mi fa molto arrabbiare questo. Tutta colpa della mia pigrizia. Purtroppo mia moglie capisce perfettamente l’italiano quindi io in casa non parlo in portoghese. Inoltre non ho molte occasioni di uscire e conoscere altre persone, quindi ho pochissime occasioni di parlare in portoghese. Forse è proprio questo il problema: mi sono creato un piccolo mondo a casa mia dove cerco o immagino di vivere come prima, come se fossi ancora nella mia piccola Italia. E questo, accompagnato dalle scarse occasioni di vivere e parlare con altri brasiliani e dalla mia enorme pigrizia, fa in modo che dopo quasi un anno di permanenza in Brasile il mio portoghese sia ancora alle prime armi. Però capisco (quasi) tutto quello che dicono!

Il tempo passa e io non lo posso fermare, né tornare indietrò e nemmeno andare avanti per vedere il mio futuro. Posso solo vivere giorno per giorno cercando di fare le cose migliori al momento giusto, cercando di non commettere gli stessi errori del passato e di migliorare così la mia vita futura.
Vedremo come andrà a finire.
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5 commenti:

  1. Ciao Franco

    ho scoperto per caso il tuo Blog che trovo interessante ad anche divertente . Ho qualche anno più di te : 55 e vivo stabilmente in Brasile dal 2005 .Ho abitato i primi anni a Salvador de Bahia e da un anno mi sono trasferito a Natal . Ho avuto anch'io lo stesso problema del visto . Io ci ho messo addirittura 4 anni perchè hanno ritardato nel fare la visita a casa per verificare che effettivamente mio figlio brasiliano vivesse con me . Nel frattempo però , anche senza visto ,sono riuscito con molta pazienza ad aprire un conto corrente presso il Banco Real e questo mi ha facilitato molto la vita ( Trasferimento di fondi , acquisto immobili , pagamenti rateali , ecc ) . Dal Febbraio 2009 ho un blog : www.vivereinbrasile.com dove , oltre ad articoli di costume , fornisco gratuitamente info sul visto , investimenti , economia , ecc.
    Vivere in Brasile richiede una grande pazienza e lo stereotipo che ci portiamo dentro non aiuta molto . Comunque io amo questa terra e non tornerei indietro assolutamente . Nel tuo caso , leggendo quanto scrivi nel Blog , si ha l'impressione che ti sia trasferito in Brasile non tanto per il paese ma per tua moglie .Questa è una grande prova d'amore ma , a mio parere , non può essere l'unico pilastro su cui fondare la tua esistenza . Per quanto riguarda lavorare in una Azienda brasiliana , subito dopo aver ottenuto il visto , richiedi la Carteira di Trabalho e la patente brasiliana ( Se quella italiana nel frattempo non è scaduta puoi fare il trasferimento ) .Nel frattempo per apprendere la lingua ti conviene iscriverti ad un corso , soprattutto per imparare ad editare un testo in portoghese corretto .

    Auguri di buona permanenza e se decidi di venire a Natal fammelo sapere .

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  2. Caro Antonio,
    ma per caso tu sei quel famoso Antonio Olivieri di Linkedin? Perchè anche io faccio parte di quella community e leggo costantemente le varie mail che ricevo.
    Tu hai ragione su tantissime cose e penso che sia ora che mi dia una mossa. A me piace il Brasile ma finora ho vissuto qui come se fosse una scelta obbligata, invece è stata una mia decisione razionale presa qualte tempo fa. E' vero che sono qui per causa di mia moglie (se fosse dipeso da me ora saremmo ancora tutti quanti in Italia) ma lei non mi ha obbligato a fare questa scelta.
    Anche io avevo pansato di fare un corso di portoghese ma l'ho sempre considerato un assurdo, avendo una moglie e una figlia brasiliana. Basterebbe solo un poco di volontà per imparare rapidamente una nuova lingua. Ma la mia pigrizia ha sempre il sopravvento e forse non solo quella.
    In ogni caso è ora che faccia qualcosa di pratico per vivere qui e che la smetta di rassegnarmi come se fosse la cosa peggiore del mondo.
    Ho dato un'occhiata al tuo blog e l'ho trovato interessantissimo. Complimenti!
    Un abbraccio!

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  3. Ciao Franco

    si sono iscritto su Linkedin e sono nel gruppo "Italians making business in Brasil" .

    Mi dispiace quello che è accaduto a tua madre ma è il motivo per cui io ritengo indispensabile per un residente avere un Plano di Saude . Una cosa analoga è accaduta ad un amico ristoratore quando abitavo a Bahia . Un giorno prima era con i clienti del ristorante a ridere e scherzare ed il giorno dopo in coma in un ospedale di Salvador per un derrame . Non avendo un Plano di Saude è stato costretto a pagare migliaia di euro di cauzione solo per essere ricoverato ( Meno male che la moglie aveva accesso al suo conto altrimenti , essendo lui in coma , non avrebbe neppure potuto autorizzare la spesa ) .

    Sul discorso delle abitudini a tavola dei brasiliani , volevo aggiungere una osservazione . Se non fosse stato per l'abitudine di collocare tutto nello stesso piatto oggi non esisterebbero i ristoranti di comida a KIlo !

    Saluti

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  4. Ciao ragazzi io leggo x caso qui in questa pagina perchè ho un problema serio,ho un figlio ad aracaju ho fatto tutti i documenti ma del visto permanente non ne sò niente,adesso sono in italia ma parto tra poco di nuovo per aracaju,vorrei portarmi la mia macchina,e non sò come fare.per il lavoro ho dei soldi e un idea con il mio compare di aracaju,potete aiutarmi con qualche notizia sul trasporto della macchina e tàl?blz .

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  5. Ciao Giuliano.
    Capisco benissimo il tuo problema con la macchina perchè quella che io avevo in Italia ho dovuto praticamente regalarla prima di venire via, perchè era valutata circa 1.000 euro, mentre qui lo stesso modello dello stesso anno costa più di 15.000 Reais!!
    Il problema è che penso che inviare un automobile fino in Brasile non costi certo poco, quindi sarebbe bene pensarci prima di farlo perchè forse fai prima a comprarne un'altra qui. Inoltre penso che non basti inviarla come un qualunque "pacco postale" perchè, pur non conoscendo le leggi brasiliane in materia, penso che la macchina una volta qui vada immatricolata o che debba avere determinate caratteristiche.
    Sinceramente non so aiutarti molto quindi spero che qualcuno in ascolto possa dare notizie e informazioni per aiutarti (anche io in effetti sarei di curioso si sapere come fare).
    Un abbraccio.

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