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venerdì 30 aprile 2010

La vita non è una novela


Io forse mi sbaglio, ma a volte penso che la maggior parte dei brasiliani pensino di vivere in una novela, dove tutto è bello, tutto va bene e i problemi si risolvono da soli.

Dico questo perché leggo i commenti che qualcuno mi lascia e leggo anche altri blog che, come il mio, parlano della vita di brasiliani e italiani. E leggendo queste cose a volte penso che qualcuno stia vivendo una vita sbagliata, e vorrei sapere se sono io a vedere cose che in realtà non esistono o sono gli altri a pensare di vivere in una nuvola.

Per esempio qualcuno ha detto, parlando sulla differenza di vita tra Italia e Brasile, che "... in Brasile io stavo molto bene: avevo due lavori, una macchina, una casetta tutta mia e durante le vacanze potevo viaggiare". Ora, già il fatto che per stare bene devi avere due lavori e quindi lavorare come uno schiavo (o quasi) questo mi fa pensare. Ma poi chi non starebbe bene con due stipendi ogni mese, e magari anche quello della moglie? In qualunque Paese con due stipendi la vita diventa più facile. E poi, se stavi così bene in Brasile, perché lo hai lasciato per andare a vivere in Italia?

Oppure un'altra che dice "... io preferisco pagare un plano de saude e andare in un ospedale particular che avere la mutua gratis come in Italia". Ora, qualunque persona, che sia italiana, brasiliana o esquimese sa che per avere un servizio migliore o per avere un esame in minor tempo o per ottenere una visita dal miglior specialista sei obbligato a pagare, ma questa deve essere una tua scelta. Sei tu che devi decidere se pagare o no. In ogni caso lo Stato deve garantirti i servizi essenziali per la tua salute, e questi servizi devono essere di qualità perlomeno accettabile. In Italia si può dire quello che si vuole ma la sanità pubblica funziona bene. Certo, non è perfetta, come tutte le istituzioni pubbliche, ma di sicuro è migliore che in altri Paesi. E non parlo solo del Brasile. Negli Stati Uniti se non hai una assicurazione che ti copre le spese rischi di morire perché nessun ospedale ti vuole accettare. Questo perlomeno in Italia non succede.

Allora, a queste persone, e a tutte le altre che pensano allo stesso modo, dico di provare a vivere come la maggior parte dei brasiliani vive, perché, per esempio, non venitemi a dire che tutti i brasiliani hanno un plano de saude o mandano i loro figli in una scuola privata. Avete provato ad andare in un ospedale pubblico? Avete idea di come sia un Pronto Soccorso di un ospedale pubblico del Brasile? Io sì, perché purtroppo ho avuto a che fare con queste cose fin dall'inizio. Che provino, queste persone, ad andare in un ospedale pubblico per qualunque emergenza o malessere. Che provino ad andare in un posto de saude per prenotare un esame e che vadano a fare questo esame in un laboratorio pubblico, come ho fatto io, non privato. Io non ho un plano de saude, non ho i soldi per farlo, e nemmeno mia moglie o mia figlia. Lasciate che vi racconti una storia, solo per capire.

Mia moglie aveva una specie di nodulo al seno, o così a lei sembrava. Siccome era già in cura da un ginecologo per altri problemi questo medico le ha prescritto una mammografia URGENTE (nel caso lei non avesse avuto la fortuna di essere già in cura da un medico la prassi sarebbe stata più lunga). Allora lei è andata nel posto di saude vicino a noi (sarebbe come la mutua in Italia). La dottoressa che l'ha visitata, che poi abbiamo scoperto che non era una dottoressa ma una infermiera, ha fatto la carta per la mammografia, che si sarebbe fatta in un altro posto de saude più grande in un altro quartiere. Pur essendo urgente questo esame mia moglie l'ha potuto fare solo due mesi dopo. Ma questo può succedere anche in Italia, quindi sorvoliamo. Il giorno prescritto lei ha fatto l'esame. Pensate che le abbiano dato subito l'esito? No, l'esito avrebbe dovuto ritirarlo dopo un mese! Stiamo parlando di una mammografia, cioè di un esame molto semplice da fare ma molto importante. Mia moglie avrebbe potuto avere anche un tumore al seno ma questo lo avrebbe saputo solo un mese dopo. Ma andiamo avanti.

Dopo circa un mese mia moglie va per ritirare l'esame ma la persona che si occupa di questo è già andata via. L'orario di attendimento è dalle 8.00 alle 13.00 ma alle 12.30 già non c'era nessuno per ritirare gli esami. Non importa, torniamo il giorno dopo. Il giorno seguente ritorniamo in quel maledetto posto e questa volta siamo fortunati, perché c'è la persona incaricata, ma purtroppo non c'è il nostro esito dell'esame! Perché non c'è? Nessuno ce lo sa dire. Ma ci avevano detto di tornare dopo un mese! A volte serve più tempo (ma per fare cosa?). Alla fine ci dicono di tornare dopo 15 giorni! Va bene, mia moglie dice che in Brasile ci vuole molta pazienza perché, come dicono tutti qui, fazer o que? Portiamo allora pazienza ma dopo una settimana torniamo in quel posto per avere notizie del nostro amato esito ma, come era ovvio, di lui nessuno sa niente. Anche se la mia idea era di uccidere qualcuno andiamo via senza far niente, ma invece di tornare a casa mia moglie va al posto centrale di salute, il Postão, come lo chiamano qui. Ci crederete? L'esame di mia moglie era là perché, siccome la mammografia era stata fatta in un laboratorio di un altro quartiere, loro non sapevano a chi mandarlo, se al laboratorio o al posto di saude dove abito!

Quindi mia moglie ha dovuto aspettare più di tre mesi per sapere se aveva qualcosa al seno e se pensate  al tempo che è occorso per un semplicissimo esame, alla rabbia passata e all'apprensione di avere qualcosa di molto grave potete immaginare come mi senta io in questo posto e come mi senta quando qualcuno dice baggianate come quelle che ho descritto. 

Non sto facendo una critica al Brasile e nemmeno magnificando l'Italia. Voglio solo far presente a quelle persone che la vita "reale" in Brasile non è come loro dicono, almeno non per me o per la maggior parte dei brasiliani. Nelle novelas che vedo in televisione (perché sinceramente non c'è molta scelta quindi o ti vedi la novela o vai a dormire) la vita è sempre bellissima. Certo, parlano dei problemi di tutti i giorni, a volte anche di cose gravi come la droga o la deficienza fisica, ma nelle novelas tutto è lindo, tutti hanno case bellissime, tutti sono bellissimi, senza difetti, tutti lavorano sodo e guadagnano bene. Non ci sono alluvioni o grandi calamità e le favelas sono viste come un buon posto da vivere. 

Certo, è ovvio che ci sono persone che vivono in questo modo, persone molto, ma molto ricche, ma quante sono queste persone in Brasile? Ed è ovvio che con i soldi stai bene in Brasile ma anche in Italia o in qualunque altra parte del mondo. Io non sono così fortunato come il mio amico di inizio che ha due lavori e una bella casa. Io non ne ho nemmeno un di lavoro, perché mi mancano ancora i documenti per lavorare, perché sono ormai vecchio e anche qui vogliono solo persone giovani, perché non ho una vera specializzazione e non ho studiato quando avevo la possibilità e perché anche qui, anche se in forma minore, c'è una crisi di lavoro. Ma quanti brasiliani hanno più di 40 anni e non trovano lavoro? O quanti brasiliani hanno una laurea o un titolo di studio? Mia moglie è brasiliana ma anche lei non trova lavoro, e se lo trovasse guadagnerebbe un salario minimo (510 R$) o poco più per 8 o 9 ore di lavoro al giorno.

Per questo non abbiamo ancora una casa tutta nostra.
Per questo non abbiamo un carro zero.
Per questo dobbiamo servirci delle istituzioni pubbliche.

Torno a dire che forse sono io a sbagliare. Forse sono io a vedere cose che non esistono, o a non vedere altre cose. E se realmente è così allora vi prego di aiutarmi a vedere, a capire e a cambiare alcune cose della mia vita, perché è questo quello che vedo ogni giorno qui ed è quello che scrivo in questo blog. Vita reale, non novelas.

Ma spero che un giorno queste cose cambieranno.
Spero anch'io di vivere in una novela in futuro.


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5 commenti:

  1. Ciao Franco

    Da quando ero piccolo sentivo dire ovunque: 'Brasile: il paese del futuro'. Almeno per me il futuro é arrivato ma niente é cambiato, anzi - sembra che le cose hanno peggiorato in questi ultimi tempi. Sono nato nel 76, era dura la dittatura militare, mi ricordo che i prezzi cambiavano velocemente: molte volte nella stessa giornata - nella mattina un pacco di riso veniva a 1 euro (diciamo cosi) e dopo pranzo ormai era diventato 1,50 (vabbè credo che anche te abbia visto queste cose con l'arrivo del Euro). Secondo me, oggi ce l'abbiamo a Brasile una generazione di ragazzi che non hanno nessuna voglia di cambiare un bel niente! Come dicono i romani: - Ammazza, mah cambiare cosa? Fra poco arriva il mondiale di calcio, poi le elezione e finalmente... il carnevale. Evivva il paese del calcio...

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  2. Questa idea di "non far niente" che tu hai espresso molto bene io l'avevo già sentita tempo fa, quando ero andato a chiedere il visto permanente. Ricordo che era nel mese di ottobre e sia mia moglie che tutta la sua famiglia la prima cosa che mi hanno detto è stata "devi avere molta pazienza perchè qui VAI DEMORAR MUITO. Tra poco arriverà il Natale, poi ci sarà Capodanno, poi TODO O MUNDO penserà già al Carnevale, ecc. ecc. Quindi stai tranquillo che fin dopo marzo qui nessuno farà niente". Sono parole di brasiliani, non miei.
    Infatti siamo già a maggio ma ancora niente del mio visto,e penso che dovrò aspettare ancora molto.
    E poi penso che non siano solo i giovani a non voler cambiar le cose ma proprio la maggior parte della gente. Per fortuna ci sono persone come te che capiscono quali siano i problemi reali di questo Paese e, in qualche modo, cercano di migliore le cose.
    Um abraço!

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  3. Parabéns Franco. Esse foi o seu melhor post.
    Essa burocracia e falhas no sistema geram muito incomodos,raiva,revolta,etc.

    Passei por isso aqui na Italia no inicio quando cheguei.E amigos meus italianos sofreram com isso aqui tambem pra adoçao de crianças.A resposta dos atendendentes:"fazer o que""é cosi"(mas em italiano)

    Lembro a voce que o Brasil possui um sistema sanitario "ideologicamente" misto entre o sistema italiano e o americano. Existe a saude particular,a convenianda e a publica, sendo que nessa ultima é como na Italia, depende o estado (regiao)aonde voce mora,hospital,cidade e nisso so resta rezar.Lembro que um atendimento de saude no Norte da Italia(aonde moro, Trento)é bem diferente do Sul da Italia(aonde morei).E vc sabe que exise muitaaaaaaaaa diferença tambem.

    Quanto as novelas, voce tem absoluta razao.Seria o pao e circo criado pelos romanos. Isso é usado no Brasil, USA(guerras,oscar) ou Italia(basta ver os jovens e o uso mediatico da TV por Berlusconi e seus amigos).

    Nao sei ainde voce mora mas pelo visto é uma zona bem dificil.Desejo a voce sorte(Ti auguro fortuna).E se precisar de alguma ajuda, estamos ai.
    Posso te fazer uma pergunta?Porqeu voce nao volta pra Italia?Porque se lamentar tanto?

    Abraço.

    Druida

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  4. Io abito nell'interior di Sao Paulo, in una città modernissima con più di 600.000 abitanti, quindi non sono in un piccolo villaggio dell'Amazonia o in una piccola città del Nord-Est. Ed è proprio questo che mi spaventa, perchè, se qui che è così moderno, ho queste situazioni, non so immaginare cosa voglia dire vivere in posti più arretrati, sia come cultura che come strutture.

    Per quanto riguarda il fatto di tornare in Italia sarebbe troppo lungo spiegarti qui i motivi, ma ti posso dire che, anche se a volte mi lamento, io sto benissimo qui in Brasile e, pur non avendo studiato, mi reputo abbastanza intelligente da capire le differenze tra i nostri due Paesi, quindi sapere che qui si sta meglio che in Italia. Difficile da credere, considerando quello che a volte scrivo, ma è proprio così!

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  5. Sei un po incoerente hehe.

    Ma guardi ricordati che siamo piu informali.Purtroppo é cosi.Le culture sono diverse benché parliamo due lingue neolatine.

    Anchio ho passato alcune esperienze particolare qui al tuo paese pero é cosi.Non giudico il vostro modo di mangiare,vestire,etc.Giudico quando questo é esagerato.

    Tante cose piu importante da debatere e andrò discutere sul tipo di pasta?Sugo?Tanta gente non ha da mangiare e andrò discutere vestiti?

    Non sarebbe troppa vanita ed una inversioni dei valori?

    Ciao.
    Mr. Druida

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